CHIMICA APPLICATA Alberto Fregni
STRUTTURA DEI MATERIALI
➢
materia = aggregato di atomi o molecole. Ha la proprietà intrinseca di
avere massa (a prescindere dallo stato di aggregazione)
stati di aggregazione = dipendono da come le unità elementari che
costituiscono il materiale sono legate, inoltre dipende dall’equilibrio tra
energia di coesione (avvicina gli atomi) e dall’energia termica (allontana
gli atomi)
con un cambio di temperatura si rompono i legami e se ne creano altri
stato solido= prevale l’energia di coesione. I solidi hanno forma propria
e si richiede che tale forma venga mantenuta anche quando viene
sollecitato
stato liquido e stato gassoso = prevale l’energia termica. Non hanno
forma propria (i gas nemmeno volume proprio)
Le proprietà dei materiali sono:
- proprietà meccaniche → descrivono il comportamento dei
materiali in seguito all’applicazione di un sistema di forze
(informazioni essenziali nel campo strutturale)
- proprietà fisiche → descrivono il comportamento di un materiale
sottoposto all’azione della temperatura (ad es. resistenza al
fuoco), dei campi elettrici e magnetici, della luce, delle onde di
pressione…
- proprietà chimiche → descrivono l’interazione del materiale con
altre sostanze, in generale liquide o gassose, con le quali può
venire in contatto. Sono essenziali per valutare la capacità di un
materiale di conservarsi nell’ambiente in cui opera (durabilità)
- altre proprietà → Costo, Lavorabilità, Disponibilità, Riciclabilità
(questi parametri spesso sono dirimenti nella scelta tra materiali
tecnicamente equivalenti)
il muro delle torri gemelle —> è implosa perché con
l’aumento di temperatura la budrella vorrebbe spingere i
muri ma non riesce quindi la reazione è opposta
4 anni fa si era cambiato materiale scegliendo il PET riciclato ma ora si è
resa conto che inquinava meno prima, l’impatto ambientale è aumentato
MATERIALI METALLICI
A temperatura ambiente e a pressione normale sono solidi monoatomici
(metalli puri) (eccezione: Mercurio che è liquido).
Più comunemente sono utilizzate leghe (di Fe, Al, Cu)
- Buoni conduttori elettrici e termici (in virtù del legame metallico)
- Opachi alla luce visibile (elevata riflessione della luce)
- Durezza e rigidezza abbastanza elevate
- possono deformarsi plasticamente
- Intervallo temperature di fusione molto ampio
- ampio intervallo di densità (da leghe leggere a metalli pesanti)
MATERIALI CERAMICI
- bassa tenacità = predisposizione alla rottura fragile (si rompe
avendo immagazzinato poca energia) e shock termico
- materiali inorganici non metallici (organici con carbonio)
- legami ionici, covalenti o misto ionico-covalente
- medio-alte temperature di fusione
- bassa conducibilità termica ed elettrica (isolanti)
- stabilità chimica e meccanica in ambienti aggressivi ad alte
temperature
- durezza elevata (abrasivi)
(le bottiglie di vino e birra non sono trasparenti perché così l’interno non
viene danneggiato dalla luce del sole)
MATERIALI POLIMERICI
I polimeri organici sono materiali costituiti da molecole che formano
lunghe catene di atomi di carbonio (ma anche S, N, Si …) a cui sono
attaccati lateralmente elementi (H, Cl) o gruppi di atomi (-CH3 , …).
I segmenti di catena interagiscono tra loro attraverso legami deboli.
I materiali termoplastici attraverso un aumento della temperatura
possono essere rimodellati.
I materiali termoindurenti una volta che prendono una forma, anche con
temperature elevate non si sciolgono (prese della luce)
Proprietà molto diversificate a seconda del tipo di appartenenza
Elastomeri → sono in grado di deformarsi in maniera elastica anche
➢
del 400%. Sono gli unici che derivano da un elemento naturale, l’albero
del caucciù (pneumatici)
Termoplastici (contenitori in PET, vetri organici PMMA)
➢ (PET usato per
le bottiglie di coca-cola perchè non lascia passare l’anidride carbonica, così non si
sgasa)
Termoindurenti (interruttori di corrente)
➢ - Quasi sempre isolanti elettrici e termici
- Leggeri e facilmente formabili
- Bassa rigidità (legami secondari)
- Bassa temperatura di fusione
- Bassa stabilità termica
MATERIALI COMPOSTI
Sono la combinazione di due o più tipi di materiali.
I costituenti dei materiali compositi combinano in modo sinergico le loro
proprietà specifiche.
• Resine epossidiche con fibre di vetro (matrice polimerica, rinforzo
ceramico)
• Calcestruzzo armato (matrice ceramica, rinforzo metallico)
• Cermet (matrice metallica, rinforzo ceramico)
CRISTALLIZZAZIONE - DIFETTI DEI CRISTALLI
➢
STRUTTURE DEI MATERIALI SOLIDI
In un certo sistema materiale è possibile, e spesso facile, distinguere la
presenza di più fasi, cioè parti strutturalmente (chimicamente e
fisicamente) omogenee di un sistema. In un dato sistema può esistere
una sola fase gassosa, viceversa possono coesistere fra loro più fasi
liquide e solide. (materiale poroso è bifasico perché c’è sia la parte
solida, sia quella gassosa, ovvero l’aria).
Per quanto riguarda lo stato solido, esso si divide in:
● sostanze cristalline → le sostanze cristalline, quali sono i metalli,
la maggior parte dei minerali, moltissimi ceramici, ecc. sono
costituiti da fasi solide con alto grado di ordine sia a corto raggio,
sia a lungo raggio.
In essi è possibile identificare una cella unitaria (elementare), la
cui ripetizione sistematica e ordinata nello spazio dà luogo al
cristallo. Le possibili celle reticolari elementari, in cui un atomo è
circondato da un particolare insieme di atomi caratteristico di
quella cella, sono quattordici (7 + 7 derivazioni); Il legame
metallico ha uguali attrazioni in tutte le direzioni e perciò dà
luogo a strutture atomiche relativamente semplici:
- cubica a facce centrate, (Cu, Ni, Al e acciai
inox austenitici)
- cubica a corpo centrato, (Cr, W, acciai dolci)
- esagonale compatta, (Ti, Mg)
● solidi amorfi → quali ad esempio i vetri minerali e molti tipi di
materiali polimerici, si ha solo ordine a corto raggio. Nel vetro di
silice ogni atomo di silicio è coordinato con 4 atomi di ossigeno ad
esso contigui formando un tetraedro regolare, ed ogni atomo di
ossigeno è a sua volta coordinato con due atomi di silicio. La
periodicità e la simmetria si esauriscono però a questo punto, in
quanto già gli atomi in seconda e terza posizione rispetto all'atomo
di silicio inizialmente considerato non sono specifici.
formazione dello stato solido
Il passaggio di stato liquido-solido inizia con la formazione di nuclei (o
germi di cristallizzazione) costituiti da atomi che si sono aggregati
secondo una disposizione regolare ed ordinata (vedremo meglio più
avanti).
Talvolta, in dipendenza del fattore tempo, la crescita ordinata dei nuclei
può non avvenire. Può succedere infatti che la configurazione
molecolare sia tale che il tempo necessario per assumere la struttura
ordinata richiesta sia molto lungo. Se il liquido viene raffreddato con una
velocità tale da non concedere il tempo necessario alla cristallizzazione,
la sua viscosità, già molto elevata, va rapidamente aumentando. Al di
sotto di una certa temperatura Tg, temperatura di passaggio allo stato
vetroso, la configurazione molecolare disordinata viene congelata e
diventano impossibili ulteriori riordinamenti atomici o molecolari.
- Il cristallo si forma quando nel passaggio da liquido a solido le
particelle riescono a raggiungere l’equilibrio (solidificazione lenta)
- quando si ha una solidificazione veloce si forma un solido amorfo,
che non è equilibrato a raggio lungo.
La modalità in cui avviene la transizione di un metallo dallo stato liquido
allo stato solido controlla la microstruttura del prodotto finale.
- In un metallo liquido le particelle sono in uno stato di moto
continuo casuale dovuto alla loro energia termica e non si ha una
disposizione ordinata di atomi su lunghe distanze
- In un metallo solido, gli atomi sono disposti in modo altamente
ordinato (solido cristallino) secondo il criterio di massima efficienza
di riempimento dello spazio, e vibrano attorno a posizioni fisse nel
cristallo (l'ampiezza di tali vibrazioni, nulla a 0 K, è funzione
crescente della temperatura)
meccanismo di nucleazione (omogenea):
● Il metallo allo stato fuso, quando viene portato al di sotto della
temperatura di solidificazione, ha molti atomi che, muovendosi
lentamente, si legano tra loro per formare i nuclei
● Un gruppo di atomi legati tra loro al di sotto della dimensione
critica è detto embrione
● I gruppi di atomi che raggiungono la dimensione critica, crescono
sotto forma di cristalli mentre gli altri si dissolvono
● I gruppi di atomi di dimensione maggiore della dimensione critica
sono chiamati nuclei
● I nuclei progressivamente si accrescono (indipendentemente gli
uni dagli altri) fino a formare la struttura cristallina solida
fasi della solidificazione
- Nucleazione → formazione di
nuclei stabili
- Crescita dei grani → formazione
della struttura a grani
la dimensione critica
La dimensione critica (o raggio critico) è la dimensione minima che deve
avere l’embrione per non sciogliersi, per raggiungere l’equilibrio. Ed è
correlata al sottoraffreddamento secondo la relazione:
elevato sottoraffreddamento: microstruttura fine dovuta al gran numero
di nuclei stabili (r* molto piccolo)
basso sottoraffreddamento: microstruttura grossolana dovuta alla piccola
quantità di nuclei stabili (r* molto grande)
nucleazione eterogenea
La nucleazione avviene a partire da agenti nucleanti ad esempio
impurezze insolubili o imperfezioni presenti sulla superficie del
contenitore. Queste strutture abbassano l’energia libera richiesta per
formare nuclei stabili, di conseguenza gli agenti nucleanti abbassano la
dimensione critica. Per la solidificazione è richiesta una minore quantità
di sottoraffreddamento o, a parità di sottoraffreddamento, si ottiene una
microstruttura a grani più fini.
Per produrre lingotti con dimensione di grano fine, vengono aggiunti
raffinatori di grano. Esempio: nelle leghe di alluminio vengono aggiunte
piccole quantità di titanio, boro o zirconio
il monocristallo
Per alcune
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