architecture
IN MODERNITÀ
rivista internazionale di architettura e urbanistica numero 200 ispirazione per la realizzazione da:
CASABELLA continuità, numeri 199 (1953) e 265 (1962)
CASABELLA continuità 199 (1953) CASABELLA continuità 265 (1962)
in copertina (collage di):
- Hunstanton School, Alison e Peter Smithson
https://medium.com/on-architecture-1/the-new-brutalism-6601463336e8
- Reyner Banham
https://arquitecturaviva.com/articles/reyner-banham-1922-1988
- Alison e Peter Smithson
https://www.somethingconcreteandmodern.co.uk/people/alison-and-peter-smithson/ L’AUTORE
Nato a Norwich, in Inghilterra, autore di oltre
settecento articoli pubblicati su svariate rivi-
ste nel corso della sua carriera, nonché di una
(Fig.1)
dozzina di libri, Reyner Banham si è
posto sempre nel mezzo di una società in vi-
vace fermento come quella del XX secolo. Ne è
testimonianza certa la geografia dei suoi viag-
gi accademici, dall’Inghilterra agli Stati Uniti
d’America. Con interessi in grado di spaziare
1
dai prodotti di largo consumo all’elettronica,
per giungere all’architettura, Banham risulterà
essere tra i critici e teorici maggiormente in-
fluenti del suo secolo, riuscendo perfino a dar
forma e concretezza nelle sue parole a “mo-
vimenti” di pensiero architettonico, assoluta-
mente innovativi nel contesto dell’epoca, come
“neobrutalismo”,
il trattato nell’articolo di
nostro interesse. Capace di “guidare” verso la
conoscenza dei temi trattati i suoi lettori, con
«disinvoltura del connaisseur»
l’abilità e la .
2
Figlio di una formazione a cavallo tra “mondi
paralleli”, tra gli studi di ingegneria aeronauti-
ca presso la Bristol Aeroplane Company e quelli
di storia dell’arte presso il Courtauld Institute Fig. 1 - Reyner Banham.
of Art di Londra. Quest’ultimi trascorsi sotto la
guida del suo grande maestro Nikolaus Pev-
(Fig.2)
sner con il quale il rapporto instaura- Fig. 2 - Reyner Banham, Nikolaus Pevsner e Sir John Summerson, 1961.
tosi ha segnato profondamente la carriera di
Banham. Inizialmente attratto dall’approccio
storicista e dall’analisi del Movimento Moder-
no, Banham presto si è distaccato dalla visione
tradizionalista del suo maestro per abbracciare
un percorso critico ben più radicale, incentrato
sul valore sempre più emergente della tecnolo-
gia e delle nuove dinamiche sociali e culturali.
In contatto nella capitale inglese, fin dal suo
primo “abbandono” della nativa Norwich, con
“The Independent Group”,
l’allora denominato
parteciperà alla mostra cardine del “neobru-
NUOVE IMMAGINI of Life and Art”
talismo” (“Parallel del 1953).
Incontro che lo porterà a trattare criticamente
“immagine”
in più scritti la nascente della bru-
Reyner Banham e il newbrutalism degli Smithson talità: dall’articolo del 1955 sul quale si fonda
questa recensione, al suo terzo libro del 1966,
“The New Brutalism: Ethic or Aesthetic?”.
Recensione a Architettura della seconda età della macchina
Banham, Reyner. “Il neobrutalismo” in a cura di Marco Biraghi, pp. 28-39.
Milano: Electa, 2004. 1 https://www.architectural-review.com/essays/
reputations/reyner-banham-1922-1988
2 M. Biraghi, “Swinging Banham Revisited”
a cura di: Gatto Daniele (Milano: Electa, 2004), pp. 4-15
IL CONTESTO LE RIVISTE
L’articolo di Reyner Banham sul neobrutalismo, Durante il periodo in cui Reyner Banham pub-
apparso per la prima volta nel 1955 sulla rivista blica il celebre articolo sul neobrutalismo su
“Architectural Review”, emerge in un periodo The Architectural Review nel 1955, il panorama
cruciale per la storia dell’architettura. Dopo la delle riviste di architettura è in fermento, riflet-
fine del Secondo conflitto mondiale, l’Europa, e tendo la varietà di idee e teorie emergenti nel
The Architectural Review,
in particolare il Regno Unito, si trova di fronte dopoguerra. fondata
ricostruire le città de-
alla necessità urgente di a Londra nel 1896, era già da tempo una delle
vastate dai bombardamenti (Fig.3) e di rispon- piattaforme principali per il dibattito architet-
dere, al contempo, al forte boom demografico. tonico, con un’impronta critica e sperimenta-
La ricostruzione postbellica richiede un approc- le che si rafforzò ulteriormente negli anni ‘50
cio pratico e veloce, che mette alla prova le te- grazie alla presenza di figure come Banham. In
Casa-
orie architettoniche esistenti. Il funzionalismo Italia, una delle riviste più influenti era
bella Continuità,
modernista, con la sua enfasi sull’efficienza e diretta da Ernesto Nathan Ro-
l’estetica della semplicità, domina ancora am- gers dal 1954, anno in cui ne aveva modificato
piamente la scena architettonica, ma molti pro- il nome aggiungendo proprio il termine “conti-
gettisti cominciano a percepirlo come fortemen- nuità”:
te limitato e rigido rispetto alle nuove esigenze
Fig. 3 - St. Paul Cathedral durante il Secondo Conflitto Mondiale. «Continuità [...] significa coscienza stori-
ca[...]. Non è opera moderna quella che non
Per il Regno Unito gli anni ‘50 saranno guidati abbia autentiche fondamenta nella tradizio-
da una crescente urbanizzazione, con problemi ne [...]». 15
di carenza abitativa, povertà urbana e degrado Fig. 5 - Capital of Chandigarh (India), su progetto di Le Corbusier del 1951.
delle infrastrutture. In questo aspro contesto
13 Rogers promuoveva una visione del modernismo
l’architettura non
sociale, l’idea generale è che che integrava la tradizione e il contesto storico
può più limitarsi a essere un esercizio forma- con l’innovazione contemporanea, opponendo-
le , ma deve farsi carico di una funzione sociale
24 Fig. 6 - Capital of Brasilia (Brasile), su prog
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