DAT.
Superamento del Paternalismo Medico: Come la L. 38/2010,
o promuove il modello "to care" (centrato sul paziente) dove il malato
contribuisce al piano di cura, superando il medico come unico decisore.
Tempo della Comunicazione come Tempo di Cura: Sancisce
o esplicitamente che il tempo dedicato alla comunicazione medico-paziente
è tempo di cura. Sottolinea l'importanza della comunicazione efficace e
la necessità di formazione.
Decisioni per Minori/Incapaci: Prevede l'intervento di
o tutori/rappresentanti legali, nel rispetto della dignità e qualità della vita.
Formazione e Sensibilizzazione: Incoraggia la formazione del
o personale sanitario e le campagne di sensibilizzazione.
Limiti: La legge NON ammette alcuna forma di eutanasia
o (considerata reato). La desistenza terapeutica è possibile solo per
farmaci, non per idratazione e alimentazione artificiali.
In sintesi: Consolida il diritto all'autodeterminazione, ponendo
o consenso informato e pianificazione condivisa al centro, con le DAT come
strumento per garantire il rispetto delle volontà.
3. Sentenza della Corte Costituzionale 242/2019 ("Sentenza Cappato")
Elemento chiave nel quadro normativo sulle decisioni di fine vita, si
o inserisce con L. 38/2010 e L. 219/2017.
Ammissibilità della Morte Volontaria Medicalmente Assistita
o (MVMA) in casi specifici: Prevede la possibilità di accogliere istanze di
MVMA solo a ricorrere di stringenti condizioni.
Condizioni per l'Ammissibilità:
o Malattia irreversibile.
Gravi sofferenze fisiche o psicologiche non alleviabili.
Dipendenza da trattamenti di sostegno vitale.
Capacità di prendere decisioni libere e consapevoli.
Legame con la Legge 219/2017: Cita l'articolo 1, comma 5 (medico
o prospetta conseguenze del rifiuto, promuove supporto, incluso
psicologico).
Ruolo della Psicologia Palliativa: Evidenzia il ruolo centrale dello
o psicologo nella gestione delle decisioni di fine vita. Le sue competenze
sono fondamentali per identificare gravi sofferenze psicologiche e
riconoscere la capacità decisionale libera e consapevole. Valutare
l'affidabilità del paziente richiede valutazione di volontarietà,
comprensione e capacità di deliberazione.
Complessità e Obiezioni: Le condizioni possono essere complesse,
o specialmente con minori, disturbi psichici/psicosociali, disabilità. Si deve
valutare se la richiesta di MVMA sia un sintomo o un'istanza attendibile, e
se persone fragili possano comprendere il significato del morire ed
esprimere un desiderio autonomo.
In sintesi: Ha stabilito le condizioni restrittive per l'accesso alla MVMA,
o riconoscendo l'importanza della valutazione della condizione, sofferenza
e capacità decisionale del paziente, e valorizzando dialogo, consenso
informato e supporto psicologico.
Sezione 3: Concetti Psicologici Fondamentali
1. Dolore Totale
Introdotto da Dame Cicely Saunders.
o È un fenomeno complesso che investe l'intera persona, non solo il
o dolore fisico.
Include componenti: Fisica, Emotiva, Sociale, Spirituale.
o Richiede un approccio olistico e multidisciplinare per essere
o efficacemente alleviato.
La pianificazione delle cure mira a gestire e prevenire lo stato di dolore
o totale. Gli aspetti psicologici sono di primo piano.
2. Dignità nel Fine-Vita
Aspetto cruciale e multidimensionale nelle CP.
o Preservarla è l'obiettivo principale delle CP.
o È un diritto fondamentale da preservare fino alla fine. La sua perdita può
o aumentare la sofferenza psicologica e il desiderio di morte veloce.
Deriva da "dignitas", senso di rispetto verso sé stessi e gli altri.
o Può essere intrinseca (dotazione umana universale) e
o rappresentazione (valore individuale influenzato dalla cultura).
Essenziale per salvaguardare la dignità è la salvaguardia dell'identità
o personale. Il malato si percepisce in gran parte come è percepito dagli
altri; uno sguardo positivo è fondamentale.
Minacce: Perdita identità/dignità (sofferenza psicologica), preoccupazioni
o sulla malattia, indicatori psicologici (mancanza speranza), fattori
ambientali/relazionali (sentirsi peso, non rispettato, dipendenza,
solitudine, abbandono), trattamenti medici invasivi percepiti come
innaturali.
Promozione: Approccio olistico/centrato sulla persona ("to care"),
o supporto psicologico (gestire emozioni, mantenere identità, resilienza),
relazioni significative/comunicazione (esprimere bisogni, essere
compreso), Carta dei Diritti del Morente (diritto a essere persona, non
abbandonato, supporto), Dignity Therapy. Modello ABCD (Attitude,
Behavior, Compassion, Dialogue) per personale sanitario. Evitare
accanimento terapeutico.
È un tema centrale nel dibattito sull'eutanasia (valore assoluto vita vs
o libertà individuale). La legge italiana non ammette l'eutanasia.
Può essere misurata con il Patient Dignity Inventory (PDI).
o
3. Terror Management Theory (TMT)
Teoria sviluppata da Greenberg, Pyszczynski e Solomon.
o Presupposto Centrale: La consapevolezza dell'inevitabilità della propria
o morte ("mortality salience") genera un terrore o angoscia
potenzialmente paralizzante.
Siamo costantemente esposti alla mortality salience (attivazione
o consapevolezza morte, es. incidente, pandemia, parola "morte"). Dopo
l'attivazione, si entra in uno stato inconsapevole di angoscia.
Gestione del Terrore: Utilizzo di "anxiety buffers" (tamponi contro
o l'angoscia):
Difese Prossimali: Razionali e coscienti. Mirano a rimuovere la
consapevolezza della morte nell'inconscio. Esempi: negare il
pericolo, stili di vita salutari, evitare di pensarci. Sono considerate
fragili. Legate all'autostima.
Difese Distali: Simboliche e inconsce. Basate su prospettive
culturali ("worldviews") come miti, religioni, filosofie. Offrono un
senso esistenziale e permettono di pensare a un'esistenza dopo la
morte.
Immortalità Letterale: Convinzione religiosa della
sopravvivenza dell'identità (rinforzata dalla MS).
Immortalità Simbolica: Sopravvivenza nel ricordo sociale.
Funzionano come "ammortizzatori esistenziali", proteggendo
autostima e identità. Rendono la morte "culturalmente"
sopportabile. Più si ha bisogno di lenire l'angoscia, più si aderisce
ai valori culturali.
Funzione Difensiva di Autostima e Cultura:
o L'autostima è una difesa fondamentale, legata all'adesione a
valori culturali e al riconoscimento sociale. Interazioni positive
riducono pensieri di morte e aumentano autostima.
La cultura fornisce le "worldviews" e i valori che permettono di
gestire il terrore. Vista come apparato di illusioni per negare la
morte. Minacce alle credenze culturali/autostima portano a reazioni
difensive (fondamentalismo, ostilità verso la diversità, pregiudizio,
discriminazione).
La rimozione sociale della morte rende impreparati, conseguenza di
o meccanismi culturali di censura.
Sezione 4: La Gestione della Perdita e del Lutto
1. Definizioni
Cordoglio: Afflizione interiore, stato di sofferenza intima per la perdita
o (aspetto soggettivo).
Lutto: Risposta culturale (pratiche, riti) ed elaborazione individuale e
o sociale della perdita, che prevede una "chiusura".
2. Modelli del Lutto nell'Adulto
Modello a 5 Fasi (Kübler-Ross): Descrive processo di adattamento,
o non necessariamente sequenziale. Fasi: 1. Negazione/Rifiuto, 2. Rabbia,
3. Contrattazione/Patteggiamento, 4. Depressione, 5. Accettazione. I
vissuti sono culturalmente determinati.
Modello a 4 Fasi (Bowlby): 1. Torpore (shock, incredulità), 2.
o Struggimento (ricerca, irrequietezza, rabbia impotente), 3. Disperazione
(disorganizzazione, chiusura in sé, perdita di senso, inizio accettazione),
4. Riorganizzazione (diminuzione dolore, interiorizzazione, ritorno alla
vita, progettualità).
Modello a 4 Fasi (Parkes): 1. Stordimento (shock, negazione), 2.
o Ricerca (intensa ricerca, rabbia, ruminazione, auto-accuse), 3.
Disorganizzazione e disperazione (presa di coscienza, apatia, isolamento,
senso di mutilazione), 4. Riorganizzazione e guarigione (graduale ritorno,
interessi, pianificare futuro, accettazione).
3. Aspetti Psicosociali dell'Elaborazione del Lutto
Il lutto si elabora non solo individualmente ma in un contesto
o relazionale e comunitario. Necessario un contesto per "dare parola al
cordoglio".
Sostegno Sociale: Fattore di protezione cruciale. La sua mancanza può
o portare a lutto prolungato complicato. Mantenere legami sociali migliora il
benessere.
Riti Funebri: Risposta culturale che accompagna la perdita, primo passo
o per l'elaborazione. Permettono celebrazione del defunto e "con-
doglianze" (soffrire insieme).
Attribuzione di Senso (Sense-Making) e Narrazione: Ricostruzione
o dei significati persi. Narrare il dolore aiuta a dare significato, acquisire
consapevolezza, condividere, progettare futuro. Scrittura, diario, tecniche
narrative utili.
Impatto sull'Identità: La perdita può mettere in crisi l'identità. La
o riorganizzazione implica ristrutturazione del sé e del proprio mondo
interiore. Può portare a cambiamenti nella percezione di sé, relazioni,
filosofia di vita.
Comunicazione: Capacità di comunicare i vissuti è fattore di protezione.
o Tecniche come ascolto attivo, metafore, arti terapie aiutano.
Esperienze Pregresse e Infantili: L'elaborazione adulta dipende da
o come si sono affrontate le perdite infantili, specialmente la morte di un
genitore. Richiede sostegno degli adulti.
4. Lutto Infantile
Esperienza di perdita vissuta da un bambino. La morte di un genitore è
o tra le perdite più tragiche.
I bambini sono capaci di resilienza con adeguato "scaffolding" da adulti
o fidati. Il lutto si gestisce specialmente nella relazione tra pari.
Manifestazioni: protesta, tristezza, ritiro, ansie, rabbia, regressione,
o paure.
Il silenzio del genitore sopravvissuto può essere dannoso.
o Strumenti di elaborazione: fiabe, diario, disegni, foto, scrittura, metafore.
o Lutto complicato nei bambini: sintomi persistono almeno 6 mesi.
o Rallenta maturazione. Fattori di rischio: ansia separazione,
controllo/abuso parentale, morte genitore, attaccamento insicuro,
dipendenza emotiva, mancanza preparazione, morte traumatica,
mancanza contesto relazionale.
CP Pediatriche considerano bisogni di crescita.
o
5. Lutto Genitoriale (Perinatale)
Perdita di un figl
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