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Prof. Matteo Quarantelli 1

Corso di Teoria e Metodologia del Movimento Umano

STRUTTURA REPORT ATTIVITA’ DI APPROFONDIMENTO

Cognome – Nome Studente Pintus Gabriele

Tema prescelto

Sollecitare la capacità di equilibrio attraverso situazioni di pratica

motoria, anche ludica, a corpo libero.

Anno Accademico 2025/2026

1. Attività Introduttiva 2

1.1. Articolata dissertazione riguardo il tema prescelto

L’equilibrio può essere definito una qualità del movimento ma anche una funzione complessa,

multifattoriale e multisensoriale che richiede l’efficiente integrazione di molteplici informazioni

raccolte dai nostri recettori, i propriocettori. Queste terminazioni nervose così chiamate perché

leggono nelle strutture anatomiche dove sono posti le condizioni di tensione, pressione,

stiramento, torsione, producendo stimoli che attraverso il midollo spinale, giungono al cervello

deputato all’ elaborazione delle informazioni sulla posizione e sul movimento.

Secondo Terniss e Riveno, “L’equilibramento è un processo percettivo-motorio mediante il quale

il corpo si mantiene in equilibrio. Tale processo non richiede solo un aggiustamento posturale

antigravitario ma anche di una costante informazione sensoriale”.

L’uomo in ogni situazione statica o dinamica, deve rapportarsi con un fattore che interviene e

condiziona le posture e i movimenti: la forza di gravità. Ogni nostra posizione comporta l’intervento

coordinato di gruppi muscolari, che grazie a contrazioni concentriche, statiche o eccentriche ci

permettono di contrastare questa forza.

Si distinguono due principali forme di equilibrio. L’equilibrio statico ovvero la capacità di

mantenere il corpo, o una sua parte, in una posizione stabile e controllata in assenza di movimento,

attraverso il mantenimento della postura e del controllo del baricentro. L’equilibrio dinamico,

invece, è la capacità di conservare stabilità e coordinazione durante l’esecuzione di movimenti

basato soprattutto sulle capacità senso-percettive, permettendo al corpo di adattarsi alle

variazioni del movimento senza perdere il controllo posturale.

Per comprendere pienamente questa capacità, bisogna analizzare alcuni collegamenti

metodologici e logici che ne guidano lo sviluppo. Dal punto di vista metodologico, l’allenamento

dell’equilibrio segue una progressione che procede dal semplice al complesso: si parte da

situazioni statiche e da appoggi stabili per arrivare gradualmente a compiti più complicati e

dinamici in cui il baricentro e gli stimoli ambientali variano. Un altro principio fondamentale

riguarda la diversificazione degli stimoli sensoriali che permette di migliorare la percezione del

corpo e la capacità di adattamento posturale.

Sul piano logico, l’equilibrio emerge dall’integrazione tra controllo posturale, regolazione

muscolare e coordinazione oculo-motoria. La qualità delle informazioni sensoriali condiziona

direttamente l’efficacia della risposta motoria, mentre la ripetizione degli schemi di movimento

favorisce l’automatizzazione e la stabilità del gesto. 3

Essendo una qualità coordinativa, l’equilibrio richiede un processo di aggiustamento posturale

che aspira a migliorare e a diventare più automatico nel tempo. Tutte le esperienze di movimento

coinvolgono la capacità coordinativa dell’equilibrio. Il suo miglioramento può avvenire grazie

all’utilizzo di esercizi e strategie che possono essere attivate attraverso situazioni motorie che

prevedono la riduzione progressiva, elevazione o instabilità della base di appoggio, la preclusione

dell’uso della vista o la combinazione di tutti questi fattori destabilizzanti.

L’equilibrio essendo una capacità coordinativa di base, fondamentale per ogni attività quotidiana,

non è riferibile ad una sola fascia d’età; tuttavia, in relazione allo sviluppo del soggetto può

assumere scopi e finalità differenti. Quest’abilità infatti può rivolgersi a neonati, giovani adulti,

atleti, soggetti in riabilitazione post-operatoria e anziani con obiettivi che variano dal

consolidamento degli schemi motori di base come camminare, correre, strisciare, saltare e

atterrare oltre che al mantenimento della postura e alla prevenzione delle cadute.

Gli obiettivi come detto variano in base alla fascia d’età del soggetto preso in considerazione:

In età evolutiva, l’obiettivo principale è il consolidamento degli schemi grosso-motori di base,

migliorare la percezione corporea e ottimizzare la coordinazione tra sistema vestibolare, visivo e

propriocettivo. In questa fase l’equilibrio contribuisce alla costruzione di una solida base su cui si

svilupperanno attraverso l’esperienza, attività motorie più complesse e articolate.

Nell’età giovanile e adulta, l’obiettivo si concentra sul perfezionamento del controllo posturale,

l’automatizzazione di movimenti per contrastare la forza di gravità e l’ottimizzazione dell’efficienza

motoria, sia in ambito quotidiano sia sportivo.

In ambito sportivo, l’equilibrio assume una posizione centrale per ottenere una prestazione

eccellente: migliora la stabilità in condizioni dinamiche, la capacità di reagire a forze esterne, la

precisione del gesto tecnico e la prevenzione degli infortuni tramite una stabilità più sviluppata.

In un contesto riabilitativo, l’obiettivo è il recupero totale del controllo posturale compromesso, il

ripristino della funzionalità articolare e muscolare e la riacquisizione dell’autonomia motoria.

Nell’età avanzata, infine, l’equilibrio assume una finalità preventiva, contrastare il declino

fisiologico delle capacità senso-percettive per ridurre il rischio di infortuni determinati da cadute

accidentali.

Possiamo dunque definire la qualità di equilibrio come quella che ci consente, attraverso

aggiustamenti riflessi, automatizzati o volontari di mantenere una posizione statica o di eseguire

un movimento senza cadere anticipando o reagendo prontamente ai possibili fattori di squilibrio

1.2. Descrizione dell'ambiente all’interno del quale viene sviluppata la proposta di 4

apprendimento.

La proposta di apprendimento concentrata sullo sviluppo della capacità di equilibrio verrà

effettuata in un ambiente indoor, nello specifico, all’interno di una palestra di un istituto

scolastico.

La palestra scolastica rappresenta uno spazio progettato appositamente per lo svolgimento di

attività motorie. Solitamente presenta dimensioni ottimali, che si aggirano intorno ai 20/25 x 15/20

metri, consentendo un’organizzazione degli spazi impeccabile. In un ambiente di tali dimensioni,

la possibilità di modificare le proprie proposte di apprendimento risulta molto più semplice,

riuscendo così a passare da semplici esercizi individuali, dove lo spazio necessario è ridotto fino

ad attività più complicate o ludiche in cui lo spazio richiesto è molto più ampio. Questa possibilità

di diversificazione degli esercizi permette di alternare gradi di difficoltà a piacimento dell’insegnate

che dirige le attività. Tutto ciò, ovviamente, garantendo sempre una sicurezza adeguata al

contesto.

Un ulteriore elemento fondamentale di questi ambienti è rappresentato dalla pavimentazione

specifica, antiscivolo e ammortizzante. Questo tipo di superficie riduce il rischio di scivolamenti e

alleggerisce eventuali impatti al suolo, aspetto rilevante quando si lavora sull’equilibrio, sia che si

tratti di quello statico sia di quello dinamico. La sicurezza percepita dagli alunni influisce in modo

significativo anche sulla componente psicologica: sentirsi a proprio agio in un ambiente sicuro

favorisce la partecipazione attiva e la disponibilità a mettersi in gioco, anche di fronte a compiti

che possono risultare inizialmente destabilizzanti.

L’ambiente indoor consente inoltre un ottimo controllo delle condizioni ambientali, come

illuminazione e temperatura. Una gestione adeguata di questi fattori assicura condizioni di comfort

che incidono sulla concentrazione e sulla qualità dell’esecuzione. Lo sviluppo dell’equilibrio

richiede infatti precisione, controllo e consapevolezza dei propri movimenti; condizioni ambientali

non idonee potrebbero compromettere tali aspetti, riducendo l’efficacia dell’attività formativa.

Infine, la palestra scolastica offre la possibilità di utilizzare attrezzature professionali (come

tappetini, panche, travi, coni, palloni medici o non e pedane instabili) che consentono di creare

percorsi e situazioni variabili, aumentando progressiva

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher p1n7u5 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e metodologia dell'allenamento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università San Raffaele Roma o del prof Quarantelli Matteo.
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