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Teoria delle arti multimediali - elaborato Net.Art

Appunti di Teoria delle arti multimediali per l'esame del professor Capucci, con elaborato riguardante il movimento della Net.Art e in particolare il cyberfemminismo. Gli argomenti trattati sono i seguenti: net.art, albori della net.art, arte, web, cyberfemminismo.

Esame di teoria delle Arti multimediali docente Prof. L. Capucci

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I net.artisti erano costantemente in contatto tra di loro e per rendere questi scambi di

idee ancora più visibili nel ’96, alcuni di loro decisero di creare un circuito collegando le

proprie pagine: Refresh. Questo progetto rendeva automatico il trasferimento da un sito

all’altro attraverso l’uso di un semplice tag nel codice HTML. Metteva quindi in relazione

siti di autori diversi, ospitati da server dislocati a migliaia di chilometri gli uni dagli altri.

Rendeva, quindi, palese ad un pubblico più ampio l’esistenza di un circuito di

collaborazioni e scambi, visibile fino a quel momento sono agli addetti ai lavori.

Attraverso questa iniziativa, il lavoro di elaborazione discorsiva e di sperimentazione

pratica, si apriva ormai a connessioni e influenze diverse.

!

!

IL CYBERFEMMINISMO

!

Tra i vari campi di pratica esplorati e spesso anche generatisi dalla stessa net art, il

‘cyberfemminismo’ fu uno di questi. Questo termine fu coniato dalla teorica Sadie Plant

che, insieme al collettivo australiano VNS Matrix, ritenne la rete un luogo perfettamente

inerente al mondo femminile. La migrazione del femminismo nei campi dell’information-

technology si può definire la terza ondata dell’intento femminista di occupare diverse

piattaforme per l’azione pubblica e la protesta. Il cyberfemminismo copre in genere tre

aree di discussione: descrive la posizione delle donne nelle discipline e nei lavori

tecnologici; indirizza le esperienze femminili nella tecnocultura, inclusi i suoi effetti sul

lavoro, la vita domestica, sociale e nel tempo libero; e, infine, commenta l’appartenenza

di sesso delle varie tecnologie, possibilmente nella loro femminizzazione o

erotizzazione. !

VNS Matrix venne formato nel

1991 in Australia dai membri

Josephine Starrs, Francesca da

Rimini, Julianne Pierce e Virginia

Barratt, con lo scopo di usare e

manipolare la tecnologia per

creare spazi digitali in cui poter

indirizzare identità e politiche

sessuali.

!

Nel ‘Manifesto Cyberfemminista

per il 21esimo secolo’, il gruppo

Matrix sfoggia strategici cambi

di identità e spettri di potere

sessuale, così come la

combinazione di linguaggi

tecnici e sessuali. La presenza

dei suoi membri a conferenze e

mail lists sottolineò come la rete

intellettuale, dominata da maschi, poteva essere visto come l’ultimo episodio di una

lunga serie nella storia dei media dominati dagli uomini.

Il loro Manifesto Cyberfemminista è al contempo tecnico, sessuale e grafico, e con il suo

linguaggio esplicito evoca la ‘cunt art’ degli anni ’70.

Oltre a stabilire la sua rilevanza storica, lo stesso manifesto circolò come un grafico,

inscritto in un cerchio che sfidava le traiettorie rettilinee, un’allusione all’argomento

posto dalla femminista Alice Jardine che le estetiche maschili prediligessero la linearità.

Josephine Starrs, durante un intervista, descrisse gli obbiettivi e i metodi del gruppo:

“Abbiamo cominciato tappezzando città in Australia con quel manifesto. Volevamo

lavorare con la tecnologia, provenendo tutte da background differenti: scrittrici, artiste

performative, filmmaker. Io provenivo dalla fotografia. Non avevamo accesso a nessuna

nuova tecnologia in particolare, ma avevamo accesso ad una fotocopiatrice, così

cominciammo a scrivere di tecnologia, poiché eravamo preoccupate dalla convinzione

che fosse un tema di dominio maschile a quel tempo, nel mondo dell’arte e via

dicendo… Avevamo questa missione di incoraggiare le donne ad essere coinvolte nel

loro rapporto con le tecnologie, al fine di poter mettere le mani sugli strumenti e perfino

divertirsi con essi. Parte del progetto era di usare l’umorismo in questo processo.

Provammo a vedere la cosa come se la tecnologia non fosse intimidatoria ma divertente

da usare.”

!

Un’altra ragione per cui il ‘cyber’, il ‘sessuale’ e il ‘femminista’ sembrassero così

compatibili nelle mani del VNS Matrix sta nel fatto che il gruppo effettuò ottimistiche

teorizzazioni della tecnologia di rete, popolare nella metà degli anni ’90. Una di queste

fu il ‘cyborg’, che si riferiva alla dipendenza culturale dalla tecnologia.

!

Dopo aver creato una serie di spot cinematografici per parchi tematici virtuali

immaginari, nel 1996 VNS Matrix riceve un ingente finanziamento dall’Australian Film

Commission per realizzare il prototipo di un videogame tridimensionale. Ultimato nel


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paola01

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Design
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher paola01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di teoria delle Arti multimediali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Nuova Accademia di Belle Arti - NABA o del prof Capucci Luigi.

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