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Domande di Geografia Fisica

Microforme carsiche: Le microforme carsiche hanno dimensioni minori di 10 m e aspetto diverso a

seconda di caratteristiche litologiche, pendenza del terreno, natura delle precipitazioni (neve o pioggia),

quantità e ripartizione nell'anno, tempo di esposizione all'aria (età della microforma). Dove le precipitazioni

sono prevalentemente nevose si formano le città di roccia, dove si hanno per lo più temporali estivi, si

formano delle specie di trincee naturali.

(a) Forme del carso nudo, create dalla dissoluzione della roccia nuda per opera diretta dell'acqua di pioggia

o fusione nivale:

▪ graffi, microfratture della roccia allargate dal carsismo nella parte superficiale; possono suddividere

interamente la roccia in distese di blocchi angolosi, le grize

▪ scannellature, minuscoli solchi ramificati a sezione concava, delimitati da crestine aguzze e spesso simili a

un reticolo idrografico

▪ solchi a doccia delle pareti verticali, formati come i graffi ma di dimensioni più grandi e sovente allargati

dall'erosione meccanica dell'acqua di scorrimento superficiale

▪ crepacci carsici, simili a profonde trincee, sviluppati come i solchi a doccia ma su superfici orizzontali

▪ gocce, cavità emisferiche o cilindriche di qualche cm di diametro, si formano al di sotto di rocce

strapiombanti per l'erosione chimico-fisica delle gocce d'acqua che cadono dalla parete

(b) Forme fitocarsiche su roccia nuda, legate a forti tenori di CO2 d'origine biologica:

◦ kamenitze, vasche di roccia nuda di dimensioni decimetriche o talvolta metriche, che si formano sulle

superfici pianeggianti per il ristagno d'acqua e il conseguente sviluppo di alghe unicellulare, produttrici di

CO2 e acidi organici

◦ alveoli di corrosione, simili a piccoli tafoni, creati dall'anidride emessa da alghe endolitiche (che vivono

all'interno della roccia) sulle pareti verticali

◦ tsingy, forme simili a denti o lame di roccia piantate nel terreno, alte alcuni metri, formate per la

combinazione dei processi fitocarsici con quelli che portano alla genesi delle scannellature e dei graffi,

incondizioni di attacco carsico molto intenso. Tipiche del carso tropicale (c) Forme del carso coperto di

suolo o di neve, con un quasi perenne contatto con l'acqua ma con relazioni chimiche lente per lo scarso

rinnovamento della stessa:

• solchi meandriformi, vie di drenaggio di “troppo pieno” di kamenitze, oppure sviluppati al di sotto della

copertura del suolo, specialmente per l'azione delle radici

• fori di dissoluzione derivati dall'attacco delle radici delle piante.

Macroforme carsiche (>10m)

Doline e uvala

Hanno l'aspetto di una depressione decametrica dal contorno rotondo o ovale. Formazione per soluzione,

crollo, subsidenza – riempimento d'acqua e/o sedimenti (si svuota periodicamente per la riattivazione di

condotti sotterranei) – livello di base: dolina colma e inattiva – corrosione laterale e sviluppo di un polje.

• a imbuto, tipiche dei carsi in rapido sviluppo e presenti su tutte le rocce solubili; versanti ripidi, rocciosi o

coperti di suolo; il fondo ha sovente un inghiottitoio visibile che convoglia le acque di superficie sottoterra

• a fondo piatto, tipiche degli altopiani di climi temperati o tropicali con lunga stagione secca.

Generalmente poco profonde, il fondo è ricoperto di uno spesso strato rossastro derivante dal materiale

insolubile contenuto nella roccia carsificabile. Esso ostacola il drenaggio delle acque e spesso la dolina

ospita un lago.

Sono la naturale evoluzione delle doline a imbuto quando l'inghiottitoio non è in grado di smaltire il

materiale insolubile

• di crollo, hanno fianchi verticali o strapiombanti perché derivano dal collasso della volta di una cavità

sotterranea

• di subsidenza, si formano in materiali insolubili e permeabili che ricoprono rocce carsificabili, per lo

sviluppo di cavità in queste ultime

• cockpit, hanno forma ameboide e dimensioni enormi e sostituiscono le doline nei climi tropicali molto

umidi

• megadoline, depressioni di grandi dimensioni fatte a scodella

Frane di crollo

Spostamento di massi per caduta libera o rimbalzi;

Cause predisponenti: ripidità del pendio e presenza di fratture nell’ammasso roccioso.

Segni premonitori: presenza di blocchi o pietraie ai piedi della parete, superficie delle fessure liscia, colate

d’acqua persistenti dopo le piogge.

Cause scatenanti: sollecitazioni meccaniche, aumento pressione dell’acqua nelle fratture, crioclastismo,

riscaldamento climatico. La caduta dei massi avviene per fenomeni di rimbalzo e rotolio di pesanti masse

lungo un piano inclinato irregolare e disseminato di ostacoli, Avviene dove vengono liberati blocchi rocciosi

piccoli, che cadendo smuovono altri blocchi instabili.

Frane di scivolamento (dovrebbero essere quelle rotazionali): sono processi di traslazione di rocce con

buone caratteristiche geomeccaniche.

Cause: giacitura a franappoggio meno inclinato del pendio, rocce che poggiano su uno strato argilloso

lubrificante.

Stadi evolutivi: -apertura di fessurazioni trasversali parte alta del versant

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

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