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Appunti degli studenti per corsi ed esami del Prof. Bitelli Gabriele

L’obiettivo di questo lavoro è di fornire un contributo alla documentazione della sede storica della facoltà Ingegneria dell’Università di Bologna situata in Viale del Risorgimento utilizzando tecnologie di nuova generazione e di poter valutare le potenzialità delle stesse. La metodologia utilizzata, che prende il nome di BIM (Building Information Modeling), prevede la realizzazione di un modello tridimensionale dell’oggetto di analisi a cui si accompagnano delle informazioni di diverso tipo. La tecnologia BIM, anche se nata per supportare con un sistema informatico l’intero processo edilizio fino alla fase di progettazione, è stata impiegata allo scopo di documentare ed analizzare un edificio già esistente: in questo caso è più appropriato parlare di HBIM (Historical BIM). Con questo lavoro si è voluta sperimentare l’integrazione tra un rilievo di una porzione dell’edificio (utilizzata dall’Area di Tecnica delle Costruzioni del DICAM) situata al secondo piano dello stabile e il modello preesistente della facoltà di Ingegneria, realizzata tramite un programma di modellazione parametrica che lavora in ambiente BIM. Nei locali da rilevare sono state eseguite delle scansioni utilizzando un Laser Scanner volumetrico a proiezione di luce strutturata, strumento che consente di ricavare una nuvola di punti, dalla quale è possibile conoscere le coordinate 3D e ottenere i dati spaziali degli ambienti. Per quanto riguarda la modellazione tridimensionale, il software impiegato è stato Autodesk Revit Architecture, il quale viene utilizzato principalmente per la progettazione di edifici di nuova costruzione e per la modellazione degli elementi costruttivi gestiti da parametri e regole ben definiti. La nuvola di punti del dipartimento è stata processata tramite un software open source chiamato CloudCompare. Poiché Revit non permette di ricreare elementi agendo direttamente su una nuvola di punti, è stato utilizzato un altro software, sempre della famiglia Autodesk chiamato ReCap che permette di caricare la nuvola di punti in Revit. Per ricostruire gli elementi degli ambienti rilevati sono state utilizzate delle famiglie specifiche che consentissero di ottenere un risultato il più vicino possibile alla conformazione originale degli elementi. I risultati ottenuti sono positivi e, poiché le metodologie di rilievo avanzate sono sempre più richieste nel caso di documentazione o manutenzione di beni di interesse storico-architettonico, sarebbe interessante verificare se con l’impiego di altri programmi di modellazione, o con l’integrazione di software diversi, si possa raggiungere un grado di precisione maggiore rispetto a quanto ottenuto con questo lavoro.
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Attività preparatoria alla tesi svolta con il professor Bitelli. E' stato utilizzato un software non commerciale di nome CloudCompare per gestire una nuvola di punti. Vengono spiegati tutti i comandi di base del software e viene svolto un esempio. Scarica il file in PDF!
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Dal corso del Prof. G. Bitelli

Università Università degli Studi di Bologna

Appunto
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Sono presenti tutti gli appunti presi a lezione e trascritti al pc ad eccezione delle esercitazioni svolte su Qgis e basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Bitelli, dell’università degli Studi di Bologna - Unibo. Scarica il file in formato PDF!
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