L. D’Acquisto - Approccio statistico e valutazione dell’incertezza nella misurazione
1. L
A CLASSIFICAZIONE DEGLI ERRORI NELLE OPERAZIONI DI MISURA
1.1 Introduzione
Una usuale classificazione degli errori che si determinano in una operazione di misura di una
grandezza, quale che sia la sua natura, prevede la distinzione tra errori illegittimi, errori sistematici
ed errori random o casuali.
La prima categoria di errori è quella dell'errore umano grossolano o dell'errore di calcolo, definiti
errori illegittimi proprio perchè una buona procedura ingegneristica di misura presume l'assenza di
questo tipo di errori insieme a quelle grossolane cause di disturbo (errore caotico) che sono di
ampiezza sufficiente da richiedere la sospensione della prova finché non si sia individuata ed
eliminata la causa.
1.2 Errore sistematico
Questo tipo di errore, su alcuni testi indicato come "Bias", non è assoggettabile ad analisi statistica.
Rientrano in questa categoria:
• errori di natura tecnica (uso improprio dell'apparato di misura)
• errori di taratura dello strumento impiegato (deriva di zero e deriva di sensibilità)
• errori umani ripetitivi
• effetto di carico non corretto o non compensato
• limiti di risoluzione del sistema impiegato
Si tratta quindi di errori di ampiezza costante per tutta la durata della misura e quindi influenzano
qualunque misura della variabile osservata di una uguale quantità.
Pertanto una elevata precisione, ossia basso errore random non è
per una misura accurata.
di per sé condizione sufficiente
Un esempio tipico per rappresentare questa condizione è quello
del possibile risultato del lancio delle freccette. Esaminando in
senso orario partendo dalla figura in alto a sinistra si possono
riconoscere le seguenti situazioni di lancio:
accurato e preciso, accurato ma poco preciso, scarsamente
accurato e preciso, preciso ma poco accurato.
rev.5 (04/03) -1 (di 1)-
C:\Documenti\CORSOMIS\DISPMIS4(r5).doc
Le stesse considerazioni si possono fare osservando la
dispersione dei risultati della distribuzione di errori nella
misura di una lunghezza (
figura tratta da Angrilli, F. - “Corso
di misure meccaniche termiche e collaudi” - volume I - CEDAM,
)
Padova 2000
Alcuni metodi per ridurre gli errori sistematici sono:
• test ripetuti in laboratori diversi i cui siano
riproducibili le stesse condizioni di misura.
• realizzazione della misura con strumenti differenti che
siano basati su principi di misura diversi per potere
capire dall'esame comparato dei risultati quali sono gli
errori sistematici presenti.
Quando è stato individuato l'errore sistematico, si può effettuare una calibrazione che tende ad
eliminare proprio quell'errore.
1.3 Errore casuale o random
E' determinato da tutte quelle sorgenti che causano una dispersione nei risultati della misura. Deriva
dalla variazione di caratteristiche ambientali durante l'operazione di misura unitamente ad una
insufficiente sensibilità degli strumenti di misura impiegati. Anche alcune categorie di errori umani
possono essere classificate tra gli errori random.
Questa categoria di errori è caratterizzata dalla mancanza assoluta di "sistematicità" o di
"consistenza". Durante ogni operazione di misura, sorgenti di errori casuali aggiungono componenti
alla misura in maniera del tutto imprevedibile. Pertanto la componente di errore apportata dalla
stessa sorgente random ad una misura è del tutto incorrelata alla componente aggiunta alla
precedente misura dalla stessa sorgente di errore. Non esiste tra loro alcun legame di natura
deterministica ma solo un legame di tipo statistico. e quindi tutte le componenti di errore
provenienti dalla stessa sorgente casuale sono caratterizzate da una distribuzione statistica.
1.4 Il concetto di incertezza nella misurazione
Per quanto accennato circa le possibili cause di errore, quando si riporta il risultato della misura di
una grandezza fisica è necessario fornire indicazioni circa il livello di qualità ad esso relativo ossia
circa l'affidabilità del risultato stesso della misura effettuata.
-2-
Non potendo quindi parlare in termini assoluti del valore "vero" di una misura perché questo,
seppure esistente, è per noi inconoscibile, l'obiettivo di una misurazione è la stima del valore 'vero'
della grandezza da misurare (c.d. misurando). Ogni misurazione è affetta da errori di varia natura e
quando siano stati quantificati tutti gli errori noti o sospetti e siano state apportate le opportune
correzioni al risultato della misurazione rimane ancora una incertezza sulla correttezza del risultato.
E' opportuno perciò introdurre il concetto di incertezza della misura. Il risultato della misura deve
quindi essere considerato soltanto una stima del valore 'vero' del misurando. Si afferma cioè che il
risultato della misura in sé, non fornisce una indicazione completa se non è dichiarata anche
l'incertezza della misura ad esso associata, che ne caratterizza le possibili deviazioni dal valore
'vero' del misurando.
1.5 La catena logica per la conoscenza del valore di una misura
1. Misurando (in alcuni testi indicato come "valore vero"): è la grandezza da misurare
2. La realizzazione della grandezza : spesso non è possibile realizzare correttamente la grandezza
da misurare, quindi la misurazione opera su una grandezza che è solo una approssimazione del
misurando
3. Il risultato della misura: si ottiene sulla grandezza effettivamente realizzata, viene corretto per
tenere conto della differenza tra quest'ultima e la realizzazione di una grandezza che soddisfi
appieno la definizione del misurando. Eventualmente si applica una ulteriore correzione per
tenere conto di ogni altro effetto sistematico e significativo che non sia stato identificato.
4. Il risultato finale che così si ottiene è la miglior stima possibile della grandezza che si intende
misurare, che per le considerazioni viste sopra non necessariamente coincide col misurando
1.6 L'incertezza
(ISO TAG/WG4): parametro associato al risultato di una misurazione, che caratterizza
Definizione
la dispersione dei valori ragionevolmente attribuibili al misurando.
Per quanto detto prima, il misurando, o valore "vero" rimane per noi una quantità incognita. Anche i
valori esatti dei singoli contributi all'errore del risultato di una misurazione sono a noi ignoti ed
inconoscibili. L'incertezza è in un certo senso l'espressione di quanto non è noto sull'errore e non
deve essere confusa con quest'ultimo. L'incertezza del risultato di una misurazione rispecchia
l'imperfetta conoscenza del valore del misurando, in quanto il risultato ottenuto (della misurazione)
è la stima più prossima al miglior valore ottenibile, compatibilmente con il livello di conoscenza
disponibile al momento. -3-
L'incertezza della misura di una grandezza fisica, caratterizza quindi la qualità della misura
ottenuta. Con questa indicazione, chi utilizza questo risultato è in grado di valutarne l'attendibilità e
confrontarlo con altri risultati analoghi o con i valori di riferimento contenuti in specifiche norme
attinenti a quel tipo di misura. Come l'uso del Sistema Internazionale di misura (S.I.) rende coerenti
e confrontabili le misure di grandezze di interesse scientifico e tecnologico, così una uniforme e
omogenea definizione della valutazione dell'incertezza rende prontamente comprensibile una ampia
gamma di misure in vari campi (scientifico, tecnologico, manifatturiero, commerciale etc.)
Possibili fonti di incertezza:
• definizione incompleta del misurando
• imperfetta realizzazione del misurando
• non rappresentatività del campione di misura impiegato con riferimento al misurando
• inadeguata conoscenza degli effetti delle condizioni ambientali sulla misurazione o imperfetta
misurazione delle condizioni ambientali
• errore sistematico di lettura dell'operatore su scale di strumenti analogici
• risoluzione strumentale limitata
• uso di valori inesatti per costanti e parametri ottenuti da fonti esterne ed usati nell'elaborazione
della misura
1.7 Compatibilità delle misure
Sulla base di questo nuovo approccio, nel confronto tra due distinti risultati di una misurazione non
si parlerà più di coincidenza tra due misurazioni differenti dello stesso misurando ma piuttosto di
compatibilità o incompatibilità tra misure distinte effettuate sullo stesso misurando.
Ogni misurazione è caratterizzata da una certa distribuzione statistica di valori misurati, osservabile
immediatamente ripetendo più volte la misurazione anche se le condizioni ambientali sono rimaste
'macroscopicamente' immutate. Tuttavia per l'utente comune, l'indicazione dell'intera distribuzione
dei valori riscontrati sperimentalmente in laboratorio può risultare poco utile se non addirittura di
difficile comprensione. Si ricorre quindi alla dichiarazione del risultato di una misura mediante un
valore unico come stima del misurando, a cui viene associata una incertezza.
La fascia di valori definita dall'intervallo centrato sul valore nominale e di ampiezza pari
all'incertezza, rappresenta il campo all'interno del quale, con un livello di probabilità definito, ricade
il valore vero della misura che per noi è sconosciuto. La parziale sovrapponibilità delle fasce di
-4-
incertezza di due misure differenti consente ora di stabilirne la compatibilità, in senso statistico,
invece della coincidenza che ci si proponeva di verificare con l'approccio deterministico.
Ai fini dell'eventuale contenzioso legale, è quindi fondamentale stabilire la compatibilità o
incompatibilità tra due misure posto che nella definizione delle incertezze associate ad esse siano
state correttamente considerate e quantificate tutte le cause di incertezza dopo avere rimosso tutte le
possibili cause di errore sistematico.
Esempio grafico di compatibilità (casi A e B) e incompatibilità (caso C)
1.8 Riferibilità delle misure (Dalla norma Uni-EN 30012/1)
Una delle più frequenti cause di disaccordo nella valutazione della rispondenza di prodotti alle
specifiche di produzione è legata al fatto che spesso gli strumenti di misura utilizzati da
committente e produttore non forniscono risultati compatibili.
La compatibilità di due misure fornisce un'informazione sulla loro differenza o sull'impossibilità di
dichiarare la loro differenza ma non sulle cause che determinano tale differenza.
Una possibile causa è rappresentata da una errata taratura degli strumenti di misura utilizzati.
per valutare la compatibilità è che le misure siano effettuate con strumenti
Quindi un presupposto
tarati su campioni di riferimento comuni per evitare differenze sistematiche dovute alle diverse
condizioni di taratura.
Per evitare problemi di incompatibilità, le norme relative ai sistemi di qualità e alla loro gestione
stabiliscono che gli strumenti di misura utilizzati nell'ambito dei sistemi di qualità certificati devono
essere dotati di riferibilità ai Campioni Nazionali o Internazionali.
delle misure ai campioni nazionali o internazionali,
Si introduce così il concetto di riferibilità
attraverso una catena ininterrotta di taratura dallo strumento utilizzato per la misura sino ad un
campione primario. -5-
La riferibilità ai campioni nazionali è regolata dalla legge 273/91 ("Istituzione del sistema nazionale
di taratura" -SNT), riportata in Appendice1, che stabilisce la distribuzione dei campioni da parte dei
laboratori nazionali, dei centri di taratura del S.I.T. (sistema italiano di taratura) e le condizioni per
assicurare la riferibilità. sono necessari
Per ottenere la riferibilità
• Campioni di trasferimento certificati
• Procedure di trasferimento che definiscono anche le Condizioni ambientali di trasferimento
• Personale addestrato per eseguire le operazioni di trasferimento.
Tali condizioni sono rispettate sia dagli Istituti Metrologici primari nel trasferire i riferimenti dati
dai Campioni internazionali, sia dai Centri del Servizio di Taratura in Italia (SIT) nel trasferire i
riferimenti dati dai Campioni di riferimento Nazionali agli strumenti di misura industriali
è necessario definire il campione di riferimento della grandezza di
Per definire la riferibilità
interesse.
Per dichiarare la riferibilità dello strumento certificato al campione di riferimento prescelto è
indispensabile definire il campo di incertezza entro cui il campione di riferimento è compatibile
con il campione nazionale (o internazionale) di riferimento.
Sulla base di quanto appena detto, due strumenti riferibili allo stesso campione nazionale devono
avere fasce di incertezza parzialmente sovrapponibili.
La riferibilità si ottiene mediante una catena ininterrotta di tarature tra il campione di riferimento
(nazionale) e lo strumento di lavoro. Una catena di taratura implica che il valore di ciascun
campione sia stato determinato usando un altro campione, avente di solito una minore incertezza di
misura fino ad arrivare ad un campione nazionale o internazionale. Se ad ogni passo della catena di
riferibilità l'incertezza viene calcolata correttamente, le misure ottenute con due strumenti riferiti a
campioni nazionali o internazionali risultano compatibili.
Tutte le apparecchiature per misurazione devono essere tarate utilizzando campioni di misura
riferibili a campioni internazionali o nazionali che siano coerenti con le raccomandazioni della
Conferenza Generale dei Pesi e delle Misure (CGPM).
-6-
Esempio di sovrapponibilità delle fasce di incertezza lungo i vari passi della catena di taratura
Per entrare nel merito della procedura per la determinazione e la dichiarazione dell'incertezza
associata alle misure, specificamente trattata nella "Guida per la valutazione dell'incertezza"
preparata dai più importanti enti metrologici e normatori internazionali, bisogna ricorrere all'uso di
alcuni basilari strumenti di analisi statistica, che ci permettono di valutare in senso statistico la
componente random, della variabilità dei risultati delle misurazioni attraverso le quali si perviene
alla valutazione dell'incertezza associata alle misure.
2. C
ONSIDERAZIONI STATISTICHE
2.1 Valore deterministico e variabile casuale
E' importante operare la distinzione tra due tipi di esperimenti: quelli caratterizzati dalla
prevedibilità del risultato che danno quindi luogo ad un risultato deterministico ed altri che danno
luogo a risultati non prevedibili e detti perciò casuali, si veda l'esempio classico del lancio della
moneta o quello del lancio dei dadi.
Riprendiamo quindi l'esperimento casuale con cui si intende ogni atto o processo la cui singola
esecuzione (prova) dà luogo ad un risultato non prevedibile; si parla di prova in quanto
l'esperimento si suppone sia ripetibile o almeno concepibile come tale.
esempio: prova a trazione di 58 provini selezionati a caso da un lotto di produzione.
Tensione n° di provini
44.8 2
47.6 6
50.4 6
53.2 9
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Esercizi teoria degli errori e sull'incertezza
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Gli errori
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Misure e teoria degli errori
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Topografia e cartografia - la teoria degli errori di osservazione