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lOMoARcPSD|1946713 Prof: PANTAROTTO MARTINA

Domande aperte: GESTIONE DELLE BIBLIOTECHE E DELLE RISORSE DIGITALI A.A. 2025/2026

Letteratura, lingua e cultura italiana

Perché secondo Ridi la Biblioteconomia non è una scienza?

La biblioteconomia non è mai stata e non sarà mai una scienza. Il problema non sta tanto nel dimostrare nella

sono le “dimensioni” della biblioteconomia, che ne rendono

falsità di una teoria. Il problema principale

difficile la collocazione non solo fra le scienze in senso stretto, ma anche fra quelle discipline di scienze

“sociali” o “umane”. Le dimensioni della biblioteconomia sono sia troppo ampie che troppo ridotte perché

essa possa svilupparsi come una disciplina autonoma. Troppo ridotte perché, se la intendiamo come lo studio

dei metodi e degli strumenti necessari per la gestione delle biblioteche, il sempre minore impatto sociale delle

biblioteche stesse, strette fra le riduzioni dei finanziamenti pubblici e la concorrenza delle fonti informative

accessibili online gratuitamente o attraverso canali commerciali, rischia di trascinare con sé anche tutta una

serie di conoscenze specifiche che potrebbero però risultare estremamente utili anche fuori dai confini delle

biblioteche, come ad esempio quelle relative alla selezione, conservazione e indicizzazione dei documenti sia

tradizionali che digitali. Ma anche troppo estese, perché la concreta gestione quotidiana (per non parlare della

progettazione e della valutazione sul lungo periodo) di una moderna biblioteca richiede una vasta gamma di

competenze giuridiche, economiche, linguistiche, informatiche, statistiche, architettoniche e psicologiche che

sicuramente eccede di gran lunga i contenuti anche dei più corposi manuali di biblioteconomia

Le leggi di Ranganathan sono ormai superate, nel mondo delle risorse digitali o mantengono il loro valore'

Giustifica le tue affermazioni

La biblioteconomia rispetto ai tempi in cui vennero create le leggi di Ranghthan ha subito notevoli

cambiamenti quindi si può pensare che tali leggi possano aver perso la loro efficacia, invece un gruppo di

studiosi le ha rivalutate attualizzandole, E ha pensato di riordinare e reinterpretare le 5 leggi alla luce degli

odierni mutamenti nei servizi di informazione,

“Risparmia il tempo del lettore” (EX quarta legge): le biblioteche devono rendere disponibili le loro

1.

risorse incorporandole nell’esistente workflow degli utenti, devono cioè fornire dei servizi on line che risultino

attraenti per la comunità di riferimento;

“A ogni lettore il suo libro” (EX seconda legge): conoscere la comunità e i suoi bisogni ne è il principio

2.

fondante;

“I libri sono fatti per essere usati” (EX prima legge): il significato essenziale riguarda ancora l’accesso;

3.

l’interpretazione dei ricercatori si focalizza sullo sviluppo delle infrastrutture fisiche e tecniche necessarie a

fornire i materiali, fisici e digitali;

“A ogni libro il suo lettore” (EX terza legge): aumento della reperibilità, dell’accesso e dell’utilizzo

4.

delle risorse all’interno dei flussi di lavoro (workflows) degli utenti;

“La biblioteca è un organismo che cresce” (EX quinta legge): i ricercatori sottolineano in particolare

5.

un aspetto della biblioteca che è suscettibile di crescita: il livello di attenzione da parte dell’utente, il tempo

che una persona è disposta a spendere nell’uso delle risorse e dei servizi bibliotecari in relazione a

totale

un’efficace ed efficiente ricerca delle informazioni.

Nella 5° legge di Ranganathan, il tempo cui si fa riferimento è quello che intercorre tra la domanda di un

libro e il momento in cui l'utente lo ottiene?

In realtà no, visto che è la quarta legge a parlare del tempo, specificando “il tempo del lettore è prezioso”,

ci dev’essere la massima

intendendo così il tempo di accesso alla risorsa. Tra le funzioni della biblioteca

agevolazione di quest’incontro fondante tra libro e lettore. In questo senso si può valutare la ‘bontà’ di

un’istituzione, nella buona riuscita dei suoi processi di accesso al materiale conservato. La quinta legge dice

che la Biblioteca è un organismo in crescita e il tempo citato è quello della contemporaneità, a cui i contenuti

e l’organizzazione della biblioteca deve adeguarsi per venire incontro al lettore.

Cosa significa che la biblioteca è una triade?

La lettura è una forma particolare tipica della biblioteca, la centralità di questa comunicazione è rappresentata

dal libro il quale instaura delle relazioni , e la relazione per eccellenza è rappresentata dalla triade autore, libro

base ai cambiamenti si è spostata dal libro all’utente instaurando

lettore, però con il tempo questa centralità in

una nuova triade che formata da e infrastrutture tecniche / contenuti / servizi

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Cosa si intende per funzione verticale e funzione orizzontale della biblioteca?

Per dimensione orizzontale intendiamo che La biblioteca è al servizio della comunicazione e si organizza

introno alle esigenze della comunità; che si limita alla vita che scorre e alle esigenze ad essa connesse, ed è

prioritariamente svolta dalle biblioteche pubbliche a livello locale.

Per dimensione verticale intendiamo La biblioteca è anche, inevitabilmente, strumento della memoria, della

trasmissione dei libri, del pensiero e del sapere dell’uomo, da una generazione all’altra. In questo senso essa

sociale che offre ai lettori travalica il tempo e si proietta nel futuro. Questa

è custode del nostro passato e l’uso

è la sua dimensione verticale, che è prioritariamente svolta dalle grandi biblioteche storiche, che conservano

il grande patrimonio del passato

Quali sono gli aspetti imprescindibili di una biblioteca pubblica?

I due elementi che individuano, stando al Manifesto dell’Unesco, il carattere fondante delle biblioteche

pubbliche sono

• l’accesso libero e senza limitazioni

• la disponibilità di tutte le risorse informative.

Se guardiamo alla sua attività, allora sottolineeremo gli aspetti di : • Generalità • Gratuità • Contemporaneità.

Infine, se guardiamo ai servizi, e dunque alle funzioni, che intende soddisfare, possiamo riconoscere (e l’ultima

• bisogno di lettura • necessità di studio • esigenze di ricerca • bisogno di informazione.

voce è la più recente):

Perché è importante la Carta delle collezioni .

La carta delle collezioni è importante perché svolge diverse: oltre a descrivere le collezioni correnti, obbliga

il personale coinvolto a (ri)considerare gli scopi e gli obiettivi dell'organizzazione, sia a lungo che a breve

termine, e le priorità da assegnare alle diverse attività. È di aiuto per la stesura del bilancio, serve come canale

di comunicazione all'interno di una biblioteca e tra la biblioteca e gli utenti, favorisce lo sviluppo cooperativo

delle collezioni, impedisce la censura ed è di supporto a tutte le attività di gestione delle raccolte, comprese la

gestione delle donazioni, lo scarto dei materiali e le cancellazioni dei seriali

In cosa consiste l'analisi della raccolta

L’analisi, in generale è il momento di valutazione, considera il contesto in cui la biblioteca si inserisce; le

disponibili. Nello specifico l’analisi della

caratteristiche delle raccolte preesistenti e infine le risorse effettive

raccolta fa riferimento alle raccolte preesistenti che la biblioteca ha accumulato durante la sua storia e che

fanno parte del suo patrimonio. Una opportuna conoscenza del materiale già esistente è funzionale ad uno

sviluppo mirato alla sua valorizzazione piuttosto che orientarsi su settori che non appartengono alla tradizione

di una specifica istituzione bibliotecaria. L’analisi può seguire due canali di investigazione, uno riferito alla

l’altro ai suoi utenti abituali. Quest’ultima deve tenere conto dell’utilizzo effettivo delle

raccolta medesima,

risorse delle collezioni, controllando le liste di consultazione e di prestito per verificare la loro reale

movimentazione.

Una più approfondita analisi delle raccolte assume il nome di destratificazione: essa comporta, in una

prospettiva diacronica, il riconoscimento degli strati specifici che, sedimentati l’uno sopra l’altro, hanno

costituito il fondo storico della biblioteca. Il compito di questa parte di analisi è quello di rilevare le collezioni

che, nel corso della sua storia, hanno determinato la fisionomia attuale di una biblioteca. Una prospettiva

sincronica è invece offerta dalla segmentazione, che individua le diverse macroaree disciplinari che

costituiscono il posseduto offrendone una fotografia analitica. Tale operazione attraverso uno sguardo

d’insieme permette una opportuna valutazione del patrimonio librario. L’esito di tali indagini porta ad una

misurazione e valutazione di ciascuna area, che può essere effettuata attraverso diverse tecniche.

Cosa sono le entità catalografiche definite dall IFLA?

Dopo una serie di tentativi empirici nella scelta delle categorie di descrizione, l’organismo internazionale che

si occupa di queste questioni, l’International Federation of Library Associations (IFLA) ha approntato una

griglia di parametri estremamente teorici ai quali ricondurre le descrizioni librarie. Queste categorie, che

corrispondono ai centri di interesse dell’utente, prendono il nome di entità. Per ciascuna di esse sono descritte

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le specifiche relazioni e le caratteristiche, chiamate attributi i. Vengono nel loro complesso indicate come

FRBR, sigla per Funcional Requirements for Bibliographic Records.

Le entità bibliografiche (FRBR) sono divise in tre gruppi: il primo gruppo è relativo alle fasi logiche che hanno

prodotto il documento, il secondo alle persone coinvolte (autore, traduttore), il terzo al soggetto del libro. Per

quanto riguarda il primo gruppo (l’unico che verrà qui analizzato) sono identificate quattro entità definite,

legate fra loro da vincoli reciproci di dipendenza: 1. Opera: è la categoria più astratta è la creazione intellettuale

nella sua immaterialità; 2. Espressione: la realizzazione linguistica dell’Opera, cioè la lingua in cui essa è stata

originalmente scritta oppure quella della sua traduzione; 3. Manifestazione: la materializzazione del testo di

un’Opera, cioè l’edizione e tutti i dati ad essa connessi; 4. Esemplare: le singole copie riferibili a ciascuna

fisico cui l’utente è interessato.

edizione, il libro

Quali caratteristiche determinano l'efficacia di un catalogo?

L’efficacia del catalogo dipende da un’attenta valutazione dei parametri descrittivi utilizzati nella costruzione

del catalogo e che possono essere riassunti in tre fasi logiche: 1. analisi del documento da descrivere

(individuare gli aspetti significativi rispetto al modello); 2. scelta degli attributi da mettere in evidenza

attraverso la descrizione (sono i requisiti minimi per evitare il rumore, ossia tutto ciò che compromette

l’efficacia della comunicazione); 3. scelta del linguaggio con cui esprimerli (secondo forme controllate e

standard: authority control). Il processo di catalogazione costituisce il momento centrale del processo

in biblioteca. Oltre alla descrizione bibliografica, sono fondamentali anche • la scelta

informativo che si attua

dei punti accesso, che possono essere formali o di natura semantica (soggetto), • a scelta della forma dei punti

• la scelta dei rinvii dalle forme scartate.

di accesso, in funzione di una normalizzazione e infine

Cosa indica la sigla ISBD

ISBD (International standard bibliographic description). Gli ISBD intendono porsi come riferimento per

l’elaborazione di regole nazionali per la catalogazione descrittiva, e forniscono orme per la descrizione

bibliografica adattabili a varie tipologie di documenti. Gli scopi fondamentali sono tre • rendere possibile lo

scambio di registrazioni provenienti da fonti diverse • favorire la lettura e la comprensione delle registrazioni,

aldilà di ogni barriera linguistica • favorire la conversione delle registrazioni in un formato leggibile dalla

macchina.

Che cosa è SBN

Nel 1979, la prima conferenza nazionale delle biblioteche, riunitasi a Roma, gettò le basi di un progetto

unitario relativo alle biblioteche italiane che in seguito assunse il nome di Servizio Bibliotecario Nazionale

(SBN).

La rete del SBN è oggi costituita da biblioteche statali, di enti locali, universitarie, scolastiche, di accademie

ed istituzioni pubbliche e private operanti in diversi settori disciplinari. Le biblioteche sono raggruppate in

Poli locali che gestiscono tutti i loro servizi con procedure automatizzate. I Poli sono a loro volta collegati al

sistema Indice SBN, nodo centrale della rete, gestito dall’ICCU, che contiene il catalogo collettivo delle

pubblicazioni acquisite dalle biblioteche aderenti al Servizio Bibliotecario Nazionale. In questo modo le

biblioteche lavorano in autonomia e al tempo stesso sono integrate in un sistema cooperativo basato su una

rete nazionale.

Cosa è l'accesso in Biblioteconomia e quale è la differenza tra accesso formale e semantico

L’accesso alla B. è la possibilità di ricercare e consultare una risorsa, Sia per la ricerca che per la consultazione

di un catalogo vanno tenute presente le due modalità distinte: Gli accessi formali, o semiotici, fondati sugli

elementi ‘esterni’, quelli che i documenti presentano in maniera esplicita: titolo, autore, editore, ecc. Gli

accessi semantici, fondati cioè sul contenuto del documento: accesso per soggetto, accesso per materia, per

classificazione

Illustra le varie tipologie di risorse elettroniche

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Con il termine risorse elettroniche o digitali si intende una risorsa documentaria accessibile attraverso uno

strumento informatico, di norma un computer, o una qualsiasi periferica ad esso collegata o altre attrezzature

elettroniche, in qualsiasi formato (.html,.pdf, .doc, ecc.) essa si presenti.

Non è semplice dare una definizione omnicomprensiva delle RE, perché esse comprendono diverse tipologie,

ciascuna con specificità proprie.

Le RER, Risorse Elettroniche Remote, sono risorse elettroniche ad accesso remoto, consultabili tramite un

elaboratore elettronico. Sono prive di un supporto fisico visibile, descrivibile e a disposizione del lettore;

possono essere registrate nei dispositivi di memoria di un elaboratore e il lettore può accedervi da quella

postazione, oppure può accedervi collegandosi per mezzo di un altro computer connesso alla rete locale o ad

internet. La parola ‘remoto’ non indica la lontananza, ma la particolare modalità di accesso. Qualsiasi risorsa

ad accesso remoto accessibile e utilizzabile in internet equivale ad una pubblicazione. Le REL sono Risorse

Elettroniche Locali, cioè risorse elettroniche accessibili dal supporto fisico posseduto dalla biblioteca e dunque

consultabili solo in sede, si tratta per lo più di CD Rom e DVD, dischetti, cartucce, cassette di nastro

magnetico, pendrive. Sotto un certo punto di vista le REL sono maggiormente assimilabili alle risorse

tradizionali della biblioteca perché condividono con queste le procedure di acquisizione, il fatto di essere

possedute fisicamente dalla biblioteca, di poter essere catalogate secondo specifici standard compresi entro le

norme ISBD e di consentire un accesso controllato, se pur con peculiari modalità

Quali aspetti delle risorse digitali impongono problemi nuovi e diversi?

A livello delle Biblioteche e degli Istituti di cultura, le risorse digitali comportano poi una serie di difficoltà

specifiche, che avremo modo di esaminare nel dettaglio: • Prezzo: contrariamente a quanto si potrebbe

immaginare, soprattutto per l’acquisizione dei periodici, il prezzo degli e-journal non è basso e non diminuisce

nel tempo, a causa di particolari modalità di acquisto che andremo ad affrontare • Disponibilità nel tempo e

conservazione: questi problemi, in parte ancora irrisolti, sono conseguenti al fatto che con le risorse digitali la

biblitoeca garantisce l’accesso all’utente, ma non ne acquisisce il possesso e dunque non ne gestisce la

conservazione • Possibilità di copiare o stampare, per quanto riguarda gli e-book • Possibilità di ricerca, per

• Limiti di accesso: quantità di accessi nel tempo o accessi simultanei •

quanto riguarda gli e-book

Caratteristiche della piattaforma • Duplicazioni di titoli • Interoperabilità (soprattutto per gli e-books, che

piattaforme • Questioni relative ai diritti

utilizzano differenti software su differenti

. Come dovrebbe essere gestito l'uso di Internet in biblioteca a tuo avviso? Mediante quali strumenti /

strategie?

L’avvento della rete, la diffusione dei PC e degli altri devices elettronici, lo sviluppo di software di editing

realizzati per un’utenza anche non professionale, tutto questo ha modificando il rapporto che nel corso del

secolo scorso si era istaurato tra un pubblico spettatore passivo e i produttori professionali di cultura.

a. Poiché l'utente finale non conosce quasi niente dei complessi problemi legati al controllo bibliografico, la

sua impressione può essere che l'opac sia semplicemente uno strumento di inventariazione relativo alla

semplice presenza/assenza di un certo libro in biblioteca, la cui interrogazione risulti però insensatamente

difficile. In questo modo il catalogo viene ridotto a una solo delle sue funzioni essenziali (1. condurre lìutente

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/08 Archivistica, bibliografia e biblioteconomia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ila944 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Gestione delle biblioteche e delle risorse digitali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Pantarotto Martina.
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