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Antropologia (A-K)
Antropologia
(A-K)
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04.
L'antropologia è lo studio dell'uomo in quanto entità biologica e culturale, È una disciplina olistica, comparativa, basata sulla ricerca sul campo e
sull'evoluzione.
Le deduzioni e le riflessioni antropologiche non sono mai fondate sullo studio di un solo popolo o etnia, classe, nazione, epoca o zona, perchè ciò
che differenzia l'antropologia principalmente dalle altre discipline è il punto di vista comparativo.
L'antropologia è una materia interdisciplinare che si compone in due grandi branche:
1. antropologia culturale: che studia l'aspetto psicologico, sociale, economico e si divide in
•etnologia
•archeologia
2. antropologia biologica: studia l'uomo come fenomeno biologico naturale e le caratteristiche che lo differenziano dagli altri organismi e quelle
condivise.
05.
l'antropologia fisica/biologica studia gli uomini come esseri viventi per scoprire cosa li rende così simili e allo stesso tempo così diversi dagli animali.
Durante le epoche delle esplorazioni gli uomini notarono le differenze tra gli europei e le altre popolazioni del mondo in particolare per il colore della
pelle, la capigliatura la forma del corpo, il linguaggio e i costumi. Queste differenze degenerarono in razzismo quando inizialmente nel 18° secolo
Carlo Linneo fece una classificazione razziale in base al colore della pelle (1. europei-pelle bianca 2. americani-pelle rossiccia 3. asiatici-pelle gialla 4.
negri-pelle nera) insieme ad altri attributi mentali e morali per esempio disse che i negri Erano ostinati e collerici e governati in base ai costum i.
Successivamente nel 19° secolo dei naturalisti ordinarono le razze in base alle dimensioni del cervello (quello dei negri senza sorprese era all'ultimo
posto) per determinare la superioriorità di una razza sull'altra e giustificare il razzismo e l'oppressione.
06.
• l'antropologia culturale studia l' essere umano in contesti socio-culturali specifici, ciò che riguarda l'aspetto culturale quindi l'insieme di idee e
comportamenti acquisiti involontariamente dagli uomini che vengono utilizzati come strumento per adattarsi all'ambiente e per trasformano.
• L'antropologia biologica studia le caratteristiche fisiche e biologiche degli uomini come esseri viventi e ciò che li rende così simili e differenti
rispetto agli animali. Studia le diverse modalità di adattamento fisiche/biologiche di cui è capace la specie umana.
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04.
l'oggetto di studio dell' antropologia biologica è l'essere umano con le sue modificazioni somatiche, morfologiche, fisiologiche, psicologiche e
comportamentali e dei gruppi sociali perché l’essere umano viene studiato come fenomeno biologico ed è l'unica specie animale vivente che
si è diffusa su tutta la terra in crescente progressione a differenza di tutti le altre che si sono estinte nei millenni intorno a lui; ed è l'unica
specie che si è adattata ad ambienti e climi molto diversi ed è stata in grado di modificare aspetti morfologici propri e l'ambiente in cui si trova
per poter sopravvivere a qualsiasi condizione ambientale.
05.
- l'antropologia fisica studia l'essere umano al pari degli altri animali che appartengono alla specie dei primati come l'uomo, studia le sue
caratteristiche e di come si sono evolute o evolveranno attraverso il metodo scientifico.
- l'antropologia biologica studia l'essere umano come fenomeno biologico, analizza le modificazioni somatiche, morfologiche, fisiologiche,
psicologiche e comportamentali per adattarsi ad ambienti, clima, habitat e stile di vita.
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04.
I primi approcci all’antropologia sono ad opera dei filosofi greci che osservando l’uomo e la sua diversità ne cercano le origini su basi naturali.
Il primo è Erodoto con le sue osservazioni sulla differenza dei costumi, le tradizioni, le religioni di popoli con cui era venuto direttamente in contatto
permise a lui di cercare un filo logico nella successione degli eventi traducendoli in un rapporto causa effetto. secondo lui la divinità interviene
secondo il suo volere “invidia degli dei”.
Ippocrate è considerato il padre della medicina infatti grazie a lui la malattia non viene più visto come un evento dovuto agli interventi divini ma a una
conseguenza delle circostanze umane, credeva nell’ereditarietà dei caratteri acquisiti ed al principio dell’uso e del disuso,fu il primo a studiare
l’anatomia umana e la patologia mediante dissezione dei cadaveri. La sua opera antropologica è un trattato sui climi dove classifica le
regioni geografiche e le loro particolari caratteristiche climiche e l’influenza che questo comporta nell’essere umano.
Platone si soffermò sull’importanza della conoscenza come soluzione per ogni problema di giustizia.
Aristotele aveva ordinato tutti gli organismi lungo una scala della natura le sue idee si unirono con il pensiero cristiano dove tutto in natura muta ma
non a caso, ogni forma di vita e creata all’inizio da una volontà divina.
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05. ; 06.
Il pensiero fissista e antropocentrica di Aristotele dominò per quasi duemila anni: ogni organismo è il risultato di un singolo atto creativo ed è
un modello immodificabile.
Aristotele mette a confronto i caratteri fisici umani con quelli degli animali e credeva che tutti gli esseri viventi potessero essere disposti
in una scala gerarchica ordinata per complessità crescente in cui gli organismi più semplici occupano lo scalino più basso, e creò il
primo sistema di classificazione di tutti gli esseri viventi secondo una scala della natura in base alla loro complessità, le forme inanimate erano
all'ultimo posto, poi le piante e così via fino ad arrivare in cima dove è posto l'uomo.
Questa idea di 'scala naturae' confluì anche nel pensiero cristiano come un ordine immutabile che Dio ha deciso durante la creazione
(creazionismo), fino all’illuminismo, il pensiero scientifico rimase fermo nella teoria della immutabilità delle specie (fissimo).
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06.
Il problema della diversità degli esseri viventi nel corso delle ere geologiche non si pose fino al 18 sec. quando vennero portati alla luce numerosi
reperti fossili di animali che al momento attuale non esistevano più. Fino allora il mondo scientifico era fortemente influenzato dal pensiero
aristotelico che con la sua concezione fissista facilitava l'interpretazione letterale dei testi biblici.
Aristotele, come già detto, fu il primo grande biologo della storia e sosteneva la fissità degli organismi viventi, lui affermava che gli esseri viventi
potevano essere disposti in una scala gerarchica, la scala della natura, nella quale egli poneva gli organismi più semplici nello scalino più
basso e l'uomo in quello più alto. Tutti gli altri esseri viventi avevano posizioni intermedie in base alla loro graduale complessità.
Tra la fine del 18 sec. e l'inizio del 19 sec. uno studio più scientifico dei reperti fossili, fino allora considerati come degli scherzi della natura, ha
contribuito a smentire la teoria della fissità e dell'immobilità degli esseri viventi. Questi reperti, che divenivano sempre più numerosi per le continue
scoperte, testimoniavano la presenza nelle epoche remote di esseri viventi completamente diversi dagli attuali e ormai estinti. Questo ha
contribuito al «decadimento» di alcune teorie e al fiorire di nuove correnti di pensiero, che andarono a scardinare secoli e secoli di teorie. le
principali teorie evoluzionistiche che hanno segnato un cambiamento storico di pensiero sono:
• il Fissismo di Linneo
• il Catastrofismo di Cuvier
• il Degenerazionismo di Buffon
• l'Evoluzionionismo di Lamark e Darwin RISPOSTE CHIUSE
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11. ; 12.
La teoria fissista è una concezione biologica di fissità della specie,secondo la quale le specie animali e vegetali sono immutabili e quindi non suscettibili
a evolvere attraverso le generazioni. Si contrappone al trasformismo, chiamato anche evoluzionismo.
Fulcro di tale corrente di pensiero è che l’universo è un atto di creazione di un Dio creatore,che lo ha progettato in modo definitivo e statico.
Il fissismo è legato ad un interpretazione letterale del libro della Genesi, l'universo e tutte le specie viventi sono state create da Dio in modo definitivo e
statico, ogni cambiamento è un evento eccezionale che perturba il progetto e l'equilibrio originale. (CREAZIONISMO)
La teoria della fissità della specie venne appoggiata e sponsorizzata dalla Chiesa, per questo rimase l'idea dominante e inconfutabile fino alla metà del
18° secolo ed ha vanificato tutti i tentativi di analizzare i fenomeni dal punto di vista evolutivo.
Il fissismo fu sostenuto da Linneo, Cuvier e Owen. RISPOSTE CHIUSE
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11.
La specie rappresenta il primo livello di classificazione degli individui. Per specie si intende un gruppo di organismi simili , in grado di incrociarsi tra
loro e di produrre prole fertile. Due o più specie che possiedono caratteristiche comuni vengono raggruppate in uno stesso gruppo di organismi che
prende il nome di genere. Ciascun essere vivente viene individuato da due termini latini, il primo dei quali inizia con lettera maiuscola ed è il nome del
genere, mentre il secondo è scritto in minuscolo ed è un aggettivo descrittivo o geografico, corrispondente alla specie. Questo sistema di
denominazione viene detto "nomenclatura binomiale"edè stato creato nel 1758 da Linneo , considerato il padre della tassonomia moderna. Ogni
specie vivente con questo metodo aveva un nome e un cognome universale, in modo che tutti potessero chiamarlo allo stesso modo. La
classificazione comprende altre categorie oltre al genere , progressivamente superiori per dimensioni e numero di organismi compresi.
12.
Linneo non trascurò la nostra specie che viene collocata in un genere proprio, il genere Homo, che viene però incluso nello stesso ordine dei Primati
assieme alle scimmie. 'accostamento tra uomo e scimmia era una semplice descrizione della realtà senza alcuna implicazione, ma per i moralisti fu un
grave attacco al loro credo sull'uomo come essere creato a immagine e somiglianza di dio. Nei suoi studi Linneo fece anche esperimenti
sull'impollinazione e ipotizzò che potevano esserci nuove specie che nascevano attraverso 'ibridazione all'interno di un genere.
13.
I punti essenziali del pensiero di Linneo riguardano la specie Homo, in quanto uomini e scimmie, erano accorpati in un unico ordine ,quello dei Primati.
Linneo era convinto all'inizio del mondo Dio avesse creato le specie originali e che da queste potessero nascerne altre. Altro punto fondamentale sono
i fossili, in quanto per Linneo rappresentavano delle pietrificazioni che consentivano di "guardare indietro" contrariamente al pensiero dimolti naturalisti
contemporanei per i quali le estinzioni non erano ipotizzabili. Attraverso esperimenti sull'impollinazione Linneo ipotizzò che potevano esserci casi in cui
nuove specie nascevano attraverso l'ibridazione all'interno di un genere. Partendo da questi indizi alcuni studiosi hanno avanzato l'ipotesi che Linneo
avesse in mente un qualche andamento evolutivo.
14.
Linneo creò un sistema di classificazione tassonomica per trovare un modo sempre pratico per catalogare gli esseri viventi in sistemi definiti taxa
annidati uno nell'altro specie-genere-ordine-classe-regno.Egli voleva fornire un orientamento nel disordine della natura. Linneo identificò quattro livelli
di ripartizione secondo un sistema di gerarchia inclusiva dal momento che ogni livello comprende quelli sottostanti. Questo sistema poteva essere
usato sia per il regno minerale, vegetale, e animale con le dovute differenze. Infatti, mentre il regno animale era semplice da contenere poche classi ben
definite, per il regno vegetale era necessario individuare decine di classi con ordini.
15.
Definizione che Linneo attribuisce al concetto di specie corrisponde al fatto che la specie sia un insieme omogeneo e reale che rappresentava un tipo
di organismo vivente creato da Dio con un atto di libera volontà. Secondo Linneo le specie erano fisse, immutabili; ciò permetteva di catalogare le varie
specie per caratteristiche simili e osservabili. Egli tentava di porre ordine al caos che si aveva in natura. Le specie classificate da Linneo,
corrispondevano quasi sempre a quelle individuate sulla base del concetto di specie biologica poichè i membri di molti gruppi classificati come specie
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morfologica si assomigliavano perchè condividevano gran parte alle responsabili della loro struttura corporea.
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Set Domande: ANTROPOLOGIA
Antropologia (A-K)
SCIENZE DELL'EDUCAZIONE E DELLA FORMAZIONE
Docente: Piombo Mattia
15.
Secondo Cuvier la scomparsa improvvisa delle specie nel corso dei tempi geologici era dovuto all'insorgenza di fenomeni naturali particolarmente
violenti che avrebbero provocato delle immani "catastrofi"che si verificano a intervalli; a seguito di queste la Terra sarebbe diventata deserta e solo
lentamente si ripopolò tramite "migrazioni" dalle zone risparmiate o da nuove forme di vita create per intervento divino.
16.
Cuvier nel 1815 ideò la teoria catastrofista, detta anche teoria dei cataclismi, in cui tenta di spiegare l'evoluzione degli esseri viventi attraverso
subitanei evidenti sconvolg
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