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Domande di sociologia urbana del turismo e delle comunità locali

Lezione 2 - Profilo e contenuti del corso

01. Come insegna Weber porsi domande sociologiche significa:

  • Raccogliere una quantità notevole di dati statistici ed analizzarli
  • Elaborare teorie di analisi sulla realtà
  • Elaborare modelli ideali di sviluppo delle società
  • Elaborare connessioni tra problematiche

02. Quale dei seguenti autori parla di fatto sociale?

  • Durkheim
  • Cohen
  • Weber
  • Park

03. Dire che un fatto è "sociale" significa:

  • Affermare che deriva dal condizionamento reciproco che gli uomini esercitano gli uni verso gli altri
  • Affermare che nella sua configurazione rientrano spiegazioni unicamente culturali
  • Affermare che nella sua configurazione non rientrano motivazioni politiche
  • Affermare che non è un fatto naturale

04. In che cosa l’analisi sociologico-storica si differenzia da quella storica?

L’analisi storica è costitutiva della sociologia storico-comparativa. È tuttavia errato pensare che la sociologia storico-comparativa si esaurisca nell’analisi storica. La sociologia storico-comparativa non coincide con l’analisi storica, essa muove dalla ricostruzione storica dei fatti al fine di elaborare nessi di causalità, connessioni tra problematiche, formulazione di domande, elaborazioni di ipotesi di ricerca ed esplicazioni causali.

Un esempio di ricerca che può essere definita di sociologia storico-comparativa è la nota ricerca weberiana sul comportamento dei contadini del Nord-Est e del Sud-Ovest della Germania. Questa ricerca spiega bene la differenza tra l’analisi storica e l’analisi sociologica-storica. L’analisi sociologica-storica utilizza la storia per comprendere fatti della contemporaneità ed utilizza la storia per comprendere forme specifiche di agire sociale. Nella fattispecie della ricerca weberiana, i dati storici (modalità di distribuzione della piccola proprietà terriera, sviluppo delle comunità urbane, sviluppo delle vie di comunicazione) sono tutti fatti storici inseriti in una spiegazione causale, sono fatti che contribuiscono a spiegare il comportamento differente dei contadini del Nord-Est della Germania e di quelli del Sud-Ovest.

Lezione 3 - Introduzione all’analisi weberiana della città

01. Da quale opera è tratto lo studio weberiano della città?

  • Il metodo delle scienze storico-sociali
  • La storia agraria romana nel suo significato per il diritto pubblico e privato
  • Economia e società
  • L'Etica protestante e lo spirito del capitalismo

02. L'importanza sociologia dell'analisi weberiana della città riguarda i seguenti ambiti:

  • Esclusivamente epistemologico
  • Esclusivamente metodologico ed epistemologico
  • Esclusivamente storico
  • Metodologico, epistemologico ed empirico

03. Nello studio sulle città Weber illustra i caratteri metodologici dell'idealtipo.

  • Falso. Weber illustra i caratteri storici delle diverse città
  • Vero
  • Falso
  • Falso. Weber illustra l'importanza geopolitica delle diverse città

04. Definisca e spieghi i caratteri dell’idealtipo weberiano.

La città rappresenta per Weber una buona finestra per osservare le società e le loro molteplici trasformazioni storiche. Così come non esiste un’unica società, parimenti esistono molteplici città, che Weber modellizza, attraverso l’idealtipo, in tipi definiti. Weber non insegna i tipi attualmente esistenti di città, né i tipi storicamente esistiti, compito quest’ultimo degli storici. Egli mostra il valore aggiunto che l’analisi sociologica può apportare a quella storica nella comprensione dei nessi di causalità che strutturano le diverse combinazioni di cause che contribuiscono alla formazione delle diverse città.

Nello studio sulle città Weber illustra i caratteri metodologi dell’idealtipo. L’idealtipo non è una configurazione di elementi o una combinazione di cause realmente esistente. Esso è una costruzione mentale, uno strumento concettuale elaborato dallo scienziato sociale attraverso l’isolamento e la valorizzazione di un determinato tratto della realtà, o di un determinato nesso di causalità presente nella realtà. Conseguentemente, l’idealtipo è elaborato a partire dalla realtà ma al fine di meglio conoscerla e, più specificatamente, al fine di verificare una determinata ipotesi di ricerca dello scienziato sociale.

Metaforicamente, con l’idealtipo è come se lo scienziato sociale operasse come un fotografo che attraverso lo zoom ingrandisce una determinata immagine. L’immagine ingrandita costruirà una forma, un modello per osservare i tratti di tutte le altre immagini reali e per analizzarne analogie e differenze. La costruzione dell’idealtipo da parte del ricercatore sociale è operata sulla base del rapporto ai valori. I valori e le credenze collettive condizionano sempre la formazione della realtà sociale e la selezione del tratto della realtà da tipizzare è effettuata sulla base di una scelta unilaterale dello scienziato sociale.

05. Lo studente illustri il significato sociologico dello studio weberiano sulla città.

L’importanza sociologica dell’analisi weberiana della città è polivalente. Essa è innanzitutto metodologica. Weber utilizza e spiega i caratteri dell’idealtipo. Dal ricorso all’idealtipo deriva il carattere dinamico delle morfologie descritte da Weber che sono suscettibili di assumere configurazioni diverse al mutare di uno o alcuni dei loro tratti caratterizzanti.

Secondariamente è epistemologica. Weber tramite l’analisi della città delinea uno dei punti essenziali di tutto il suo pensiero, ovvero il suo interesse scientifico per l’originalità della civilizzazione europea; ed il suo interesse per lo studio del cambiamento storico. Ed è infine empirica poiché la città offre a Weber l’opportunità di spiegare la pluricausalità che interviene nei processi di cambiamento. La formazione delle città è infatti comprensibile alla luce di cause di natura politica, economica, legate alle trasformazioni sociali, ai processi migratori, alla geografia dei territori, alle vie di comunicazione.

Dal punto di vista dei risultati della ricerca l’analisi weberiana delle città è sociologicamente rilevante poiché pone almeno due problematiche che sono fondamentali per la sociologia urbana contemporanea. La prima è quella relativa al governo delle città e, più specificatamente, quella relativa alla loro autonomia, la seconda riguarda una dimensione della formazione storica delle città sottolineata da Weber, ovvero l’unione economica e politica degli interessi, sia di soggetti appartenenti a classi differenti, sia tra i membri della stessa classe sociale.

Weber si è molto soffermato nell’analisi delle origini storiche delle città sulla corporazione intesa come alleanza e coalizione tra interessi politici, economici, professionali e, parimenti, sul fenomeno opposto su tutte le cause che frenano la formazione delle corporazioni o che ne deformano i caratteri e che al limite alimentano la nascita di interessi molto settoriali e di faide tra i diversi portatori di interessi. Entrambe le problematiche appaiono molto attuali.

Lezione 4 - Definizione e tipi di città

01. Sulla base di quali caratteri Weber distingue la città antica dalla città medioevale?

  • Le funzioni dei ministri
  • Le funzioni dei magistrati
  • La funzione dell'agricoltura nell'economia urbana
  • Le funzioni dei sovrani

02. Weber nel processo di formazione delle città focalizza soprattutto:

  • Lo sviluppo di un sistema viario e ferroviario
  • Un processo di progressiva autonomizzazione economica e politica
  • La formazione di un ceto impiegatizio
  • Le lotte militari contro i sovrani

03. Quali dei seguenti caratteri secondo Weber contribuiscono maggiormente a formare una città?

  • L'eterogeneità delle attività economiche esercitate nelle città
  • L'agglomerazione urbana
  • L'istituzionalizzazione del mercato e la presenza della sede del potere politico
  • La formazione del mercato

04. Spieghi l’importanza del mercato nella formazione delle città.

Weber nota che una città si forma là dove gli scambi commerciali non sono occasionali ma regolari e costituiscono i mezzi principali di sussistenza degli abitanti; in altre parole, una città si forma congiuntamente alla formazione del mercato. I mercati occasionali, periodici e le fiere non sono sufficienti a favorire l’insediamento di una città che invece si forma quando viene istituito un mercato locale, ovvero quando gli abitanti soddisfano le loro esigenze economiche nel mercato locale.

Sulla base dell’analisi storica dell’agire sociale, Weber comprende che all’origine le città sono sia un centro economico, un luogo di mercato, che la sede del principe o del signore, una oikos. La sede del principe, le grandi case patrimoniali, i castelli hanno svolto storicamente nella formazione delle città una funzione fondamentale nella misura in cui hanno favorito ed hanno alimentato l’istituzionalizzazione del mercato.

Lezione 5 - Fortezze, feudi e borghesi

01. Le città medioevali dell'Asia si differenziano da quelle dell'Occidente per:

  • Un ordine dei cavalieri mancante nelle città occidentali
  • La formazione di un ordine di magistrati mancante nelle città dell'Asia
  • L'influenza dei sacerdoti presenti nelle città occidentali
  • La formazione di un ordine dei borghesi mancante nelle città dell'Asia

02. Le città medioevali asiatiche avevano tribunali istituiti dagli stessi cittadini ed un diritto specifico per i cittadini in quanto tali:

  • Vero
  • Falso
  • Vero, esclusivamente fino al III sec. d.c.
  • Vero, esclusivamente a partire dal III sec. d.c.

03. Nelle città asiatiche medioevali in rapporto a quelle europee cosa non si riscontra?

  • Le associazioni professionali
  • Il mercato
  • Le qualità specifiche dello statuto del cittadino
  • Le famiglie patrizie

04. Secondo Weber, la città nasce con la formazione di centri economici e politici sempre più autonomi:

  • Esclusivamente le città della Cina
  • Esclusivamente le città del Nord Europa
  • Falso
  • Vero

05. La città, secondo Weber, sia nell'Antichità che nel Medioevo è stata:

  • Un insieme di mercati e di fiere stagionali
  • Un susseguirsi di campi contigui coltivati
  • Un insieme di feudi
  • Una fortezza ed un luogo di difesa militare

06. Spieghi le differenze esistenti tra le città occidentali e le città asiatiche.

Il metodo comparativo permette a Weber di identificare progressivamente i caratteri che distinguono le città occidentali da quelle orientali. Le città asiatiche erano tutte fortificate ed erano sede di mercati, esse non hanno conosciuto però – a differenza delle città dell’Europa Occidentale – né un diritto specifico per i cittadini in quanto tali, né tribunali istituiti dagli stessi cittadini. Esse non conoscevano un diritto che nella misura in cui in città vi erano gli agenti di tribunali speciali e di formazioni giuridiche eccezionali, come ad esempio le caste in India.

Ciò che caratterizza la città in Occidente è l’autonomia dei suoi abitanti e la loro partecipazione agli affari amministrativi ed economici. In Asia non si riscontra una comunità urbana intesa come organizzazione collettiva rappresentante la comunità dei cittadini in quanto tali. Ciò che manca in Asia in rapporto all’Europa occidentale sono le qualità specifiche dello statuto del cittadino; non si riscontra una figura simile al cittadino né in Cina, né in Giappone, né in India.

Nelle agglomerazioni asiatiche ed orientali solo le famiglie patrizie, ed accanto ad esse le associazioni professionali, erano agenti degli affari comunali. La città occidentale si è sviluppata in Occidente soprattutto al Nord delle Alpi. Al pari delle città asiatiche ed orientali la città dell’Europa occidentale aveva un mercato, era una fortezza, aveva un centro industriale e commerciale, aveva delle associazioni di mercanti e delle corporazioni di artigiani.

Parimenti, la città occidentale del Medioevo aveva per principale protettore un signore politico che esercitava all’interno delle sue mura poteri variabili. Le città occidentali si distinguono da quelle orientali soprattutto riguardo al diritto di proprietà. In città, la proprietà in principio poteva essere venduta liberamente, o trasmessa per eredità, o sottoposta ad una rendita fissa, mentre fuori dalla città, la terra dei contadini apparteneva al signore. A questa differenza riguardo al diritto di proprietà corrispondeva un’opposizione assoluta relativamente alla situazione giuridica delle persone.

Lezione 6 - La città in Occidente

01. Nelle città medioevali occidentali si riscontra:

  • Un rapporto inscindibile tra cavalieri e borghesi
  • Un rapporto inscindibile tra la proprietà immobiliare e lo status di cittadino
  • Un rapporto specifico tra proprietà immobiliare e associazioni professionali
  • Un rapporto specifico tra borghesi e signori

02. La borghesia nelle città medioevali dell'Occidente ha perseguito la seguente politica:

  • Una politica di alienazione della proprietà immobiliare
  • Una politica di promozione sociale
  • Una politica di promozione del lavoro salariato
  • Una politica di difesa militare della proprietà immobiliare

03. Quali dei seguenti tratti differenziano le città medioevali occidentali da quelle asiatiche?

  • La mancanza nelle città occidentali di legami e condizionamenti magico-animistici diffusi invece nelle caste e nei clans delle città orientali
  • La presenza nelle città occidentali di legami patrimoniali tra classi sociali differenti
  • La mancanza nelle città occidentali dell'istituzionalizzazione del mercato
  • I rapidi incrementi demografici registrati nelle città orientali

04. Spieghi la funzione del cristianesimo nella formazione delle città medioevali.

La città medioevale è secondo Weber una “comune” istituzionalizzata, una confederazione di cittadini (proprietari) a titolo individuale. Essa si forma con l’acquisizione della coscienza chiara del concetto legale di corporazione. La forma delle corporazioni, il loro carattere più o meno aperto, la possibilità legale di aderirvi, i fini delle corporazioni sono tutti elementi che caratterizzano la formazione delle città moderne. La persistenza di credenze magiche e di legami magici e/o totemici nella formazione delle associazioni sono elementi che storicamente hanno frenato la formazione di corporazioni legali e che hanno condizionato la forma e lo sviluppo delle città moderne.

Weber chiarisce la funzione del cristianesimo nella formazione delle città moderne. Il cristianesimo erode i legami magici e tribali ed il tipo di associazione che propone non è fondata sui legami parentali e consanguinei ma su una condizione universale di fratellanza. “Il cristianesimo svaluta il carattere religioso dei legami tribali. Il ruolo giocato dalla comunità religiosa nell’organizzazione tecnico-amministrativa della città medioevale non è che uno dei sintomi dell’influenza del cristianesimo sulla dissoluzione dei legami tribali. Al contrario l’Islam non ha realmente vinto l’organizzazione rurale dei lignaggi e delle associazioni tribali. L’Islam è rimasta la religione di un’armata conquistatrice, divisa in lignaggi e tribù” (Weber, 1982, 60).

Weber sottolinea quindi la funzione delle credenze religiose nel rafforzare o erodere i vincoli particolaristici e nel giustificare legami universalistici fondati sul diritto. Il cristianesimo si rivela fondamentale nell’erodere le forme particolaristiche di “as-sociazione” poiché promuove la somiglianza tra gli individui, poiché ipotizza legami di fratellanza non fondati sulla consanguineità e, conseguentemente, fondati sulla condivisione da parte di tutti gli uomini di una comune condizione umana.

Lezione 7 - Città e cittadinanza

01. Weber, nel ricostruire il processo storico di formazione delle città, assegna un ruolo determinante alla formazione di un esercito organizzato:

  • Falso
  • Vero, congiuntamente ad altre cause di natura culturale
  • Vero, congiuntamente ad altre cause sia di natura materiale che culturale
  • Vero

02. Weber, nel ricostruire il processo di fondazione delle città medioevali, mette l'accento su:

  • L'emergenza di una nuova struttura di dominazione
  • Lo sviluppo dello scambio monetario
  • La nascita delle curie vescovili
  • La formazione di numerose corti e principati

03. Sulla base dell'analisi weberiana, da cosa deriva la cittadinanza nelle città medioevali occidentali?

  • Dallo status di borghese
  • Dallo status di nobile
  • Dal fatto di parlare la stessa lingua
  • Dall'appartenenza al clero

04. Secondo Weber la cittadinanza è:

  • Una condizione economica
  • Una condizione politica
  • Un legame sociale giuridico
  • L'esito dei processi di urbanizzazione

05. La città occidentale medioevale è:

  • Un'organizzazione finalizzata allo sviluppo economico del territorio
  • Un'associazione di scopo tra gli individui che vivono sul suo territorio
  • Un'associazione giuridica tra gli individui che vivono sul suo territorio
  • Un'entità economica poliarchica

06. Qual è la funzione del diritto nel processo storico di formazione delle città?

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gherezzino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia urbana del turismo e delle comunità locali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Vinci Fiorella.
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