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2. RICERCA QUALITATIVA.

Vi è, infine, la RICERCA ESPLORATIVA, di tipo qualitativo, con cui si avvia uno

STUDIO SUL CAMPO.

Ora entriamo nello specifico:

RICERCA QUANTITATIVA

La ricerca quantitativa si focalizza sullo studio di DATI QUANTITATIVI (numerici)

e ha come obiettivo quello di spiegare, descrivere o prevedere eventi osservabili,

isolando i fattori da un contesto e studiandone le relazioni.

Le tecniche d’analisi dei dati sono di tipo STATISTICO e LOGICO. È una forma di

ricerca NOMOTETICA, in quanto l’obiettivo è quello di produrre regole generali

trasportabili da una situazione all’altra. Questo tipo di ricerca è focalizzata, quindi, a

SPIEGARE I FENOMENI.

Le forme principali di ricerca quantitativa sono:

- ESPERIMENTO

- ESPERIMENTO SU CASI SINGOLI

- QUASI ESPERIMENTO

- INCHIESTA

- OSSERVAZIONE SISTEMATICA

- ALCUNE FORME DI RICERCA VALUTATIVA.

La ricerca quantitativa utilizza STRUMENTI QUANTITATIVI come: test,

questionari, check-list…

RICERCA QUALITATIVA

La ricerca qualitativa, invece, si focalizza sullo studio di DATI QUALITATIVI

(materiale verbale e iconico) e ha come obiettivo quello di comprendere la realtà

educativa e approfondirne la specificità attraverso il coinvolgimento personale del

ricercatore.

È un tipo di ricerca IDIOGRAFICA, in quanto l’obiettivo del ricercatore è chiarire

una data realtà educativa per averne una comprensione più approfondita (studia il

singolo, il particolare…). Questo tipo di ricerca è focalizzata, quindi, a

COMPRENDERE I FENOMENI.

La ricerca qualitativa procede con il METODO INDUTTIVO, ovvero osserva la

realtà e formula le sue interpretazioni.

Il piano di ricerca qualitativo è OLISTICO, perché finalizzato a comprendere

l’immagine complessiva del contesto studiato e si propone di studiare i fatti umani e

gli esseri umani nel loro contesto naturale (RIFIUTA L’ASTRAZIONE DAL

CONTESTO).

Le forme principali di ricerca qualitativa sono:

- RICERCA ETNOGRAFICA

- STUDIO DI CASO

- RICERCA-AZIONE

- ALCUNE MODALITA’ DI RICERCA VALUTATIVA

- RICERCA ESPLORATIVA (STUDIO SUL CAMPO).

Utilizza strumenti come: intervista, focus group, osservazione partecipante…

2. DESCRIVERE IN SINTESI LE PRINCIPALI TIPOLOGIE DI RICERCA

EDUCATIVA SPIEGANDO COME SI DIFFERENZIANO RICERCA

OSSERVATIVA E RICERCA CON INTERVENTO. QUALI SONO LE

PRINCIPALI TIPOLOGIE E GLI STRUMENTI?

[PRIMO PEZZO UGUALE ALLA PRIMA DOMANDA]

Ora entriamo nello specifico:

RICERCA OSSERVATIVA (descrittiva)

La ricerca osservativa studia le condotte e le condizioni che le suscitano, senza

perturbarne lo svolgimento naturale, o fenomeni che sarebbe impossibile o immorale

riprodurre. Quindi, la ricerca osservativa non interviene sulla situazione educativa per

modificarla.

Nella ricerca osservativa il ricercatore si limita ad osservare le variabili, senza

intervenire nelle situazioni che studia.

Le forme principali sono:

- INCHIESTA o INDAGINE

- RICERCA CON OSSERVAZIONE SISTEMATICA

- RICERCA VALUTATIVA

- RICERCA ETNOGRAFICA

- STUDIO DI CASO.

Gli strumenti utilizzati da questo tipo di ricerca sono: check-list, videoregistrazione,

dettatura al registratore, griglie osservative, check-list, protocolli…

RICERCA CON INTERVENTO

La ricerca per essere sperimentale deve poggiare su un METODO SCIENTIFICO

che deve essere riproducibile, affidabile e verificabile.

Una volta individuato un PROBLEMA , la ricerca con intervento, prevede

l’introduzione di un cambiamento, al fine di verificarne gli effetti , per costruire una

nuova conoscenza (ESPERIMENTO) o per risolvere, attraverso l’intervento, la

situazione problematica (RICERCA-AZIONE). Gli esperimenti devono essere

riproducibili.

Nella ricerca con intervento il ricercatore manipola le variabili in una situazione

controllata, introduce una variabile indipendente per verificarne l´effetto sulle altre

variabili.

Le forme principali sono:

- ESPERIMENTO (gruppo sperimentale e gruppo di controllo)

- QUASI ESPERIMENTO

- ESPERIMENTI SUI CASI SINGOLI

- RICERCA-AZIONE

Gli strumenti utilizzati da questo tipo di ricerca sono: questionari, interviste

strutturate, check-list, prove oggettive di profitto…

3. CARATTERISTICHE DELLA RICERCA-AZIONE

La RICERCA-AZIONE (Action Research / R-A) nasce da un problema concreto

che si presenta in un contesto educativo e prevede l’attivazione di un gruppo formato

dagli operatori che hanno riscontrato la difficoltà, e un gruppo di ricercatori esperti

che collaborano alla messa a punto di un cambiamento.

La ricerca azione, quindi, ha la capacità di legare ricercatori e operatori, o, più in

generale, TEORIA e PRASSI.

Inoltre, la ricerca-azione, nascendo proprio in ambito umanistico, risponde a tali

caratteristiche e trova buona diffusione nelle pratiche delle insegnanti.

Lo scopo della ricerca azione, quindi, è quello di trovare la soluzione a un problema

specifico, con eventuale grado di trasferibilità della soluzione ad altri contesti.

È una forma di RICERCA QUALITATIVA.

La ricerca azione presenta momenti simili a quelli dell’ESPERIMENTO, in quanto

nasce e si sviluppa come alternativa allo stesso.

Tuttavia la ricerca-azione è diversa dall'esperimento perché:

- il tema e il problema non vengono definiti a priori dal ricercatore, ma nascono da

una necessità o una difficoltà

- sono gli operatori a dare avvio alla ricerca, chiedendo il coinvolgimento del

ricercatore nel loro contesto per trovare una soluzione al problema emerso

- gli operatori fanno parte, insieme al ricercatore, del gruppo di ricerca.

Il gruppo deve essere formato alla ricerca.

In generale, la ricerca azione si avvale di metodiche della ricerca sul campo come

l’OSSERVAZIONE e l’INTERPRETAZIONE applicate ad un determinato ambito

sociale (es. una classe, una scuola…).

Il processo si sviluppa in più fasi che interagiscono, si succedono e si integrano l’un

l’altra.

LE FASI DELLA RICERCA – AZIONE SONO 11 e sono :

- Manifestazione del problema

- Formazione del gruppo

- Definizione del problema con il ricercatore

- Formulazione degli obiettivi della ricerca

- Individuazione delle possibili azioni (IPOTESI DI AZIONE)

- Scelta delle modalità per rilevare le informazioni

- Rilevazione iniziale

- Introduzione del trattamento

- Verifica del trattamento

- Valutazione finale

Costituito il gruppo, viene definita con precisione la difficoltà da approfondire. Si

individuano in seguito gli OBIETTIVI e le possibili AZIONI RISOLUTIVE.

Deciso l’INTERVENTO da attuare, si effettuano RILEVAZIONI IN INGRESSO, al

fine di definire la situazione di partenza, si attua l’intervento e, al termine, si

verificano i risultati.

La VALUTAZIONE FINALE serve ad accertare l’efficacia del trattamento

introdotto, ricalibrare eventualmente l’intervento o ritornare sul problema con le

nuove conoscenze acquisite (ANDAMENTO CICLICO o A SPIRALE). Ogni

risultato è valutato sia con strumenti descrittivi che con strumenti di misurazione

quantitativa.

4. DESCRIVERE LA RICERCA OSSERVATIVA E L’INCHIESTA

La RICERCA OSSERVATIVA studia le condotte e le condizioni che le suscitano,

senza perturbarne lo svolgimento naturale, o fenomeni che sarebbe impossibile o

immorale riprodurre. Quindi, la ricerca osservativa non interviene sulla situazione

educativa per modificarla.

Nella ricerca osservativa il ricercatore si limita ad osservare le variabili, senza

intervenire nelle situazioni che studia.

Tra le forme principali di ricerca osservativa ritroviamo l’ INCHIESTA che consiste

nella misura sistematica di una serie di fattori per effettuare comparazioni

(RICERCA CORRELAZIONALE) e individuare probabili agenti differenziati. Si

preferisce utilizzare il termine INDAGINE in maniera più generica o quando il

campione è numericamente più circoscritto.

Un’inchiesta, quindi, consiste nel porre delle domande ad un determinato campione

di soggetti e nel registrare le loro risposte. Tutto questo deve avvenire in un arco di

tempo piuttosto limitato prima che la situazione possa modificarsi.

QUESTIONARI e INTERVISTE sono le tecniche principali che ricadono sotto

l’etichetta del metodo dell’inchiesta.

5. LE FASI DELLA RICERCA QUANTITATIVA

La ricerca quantitativa si focalizza sullo studio di DATI QUANTITATIVI (numerici)

e ha come obiettivo quello di spiegare, descrivere o prevedere eventi osservabili,

isolando i fattori da un contesto e studiandone le relazioni.

Le tecniche d’analisi dei dati sono di tipo STATISTICO e LOGICO. È una forma di

ricerca NOMOTETICA, in quanto l’obiettivo è quello di produrre regole generali

trasportabili da una situazione all’altra. Questo tipo di ricerca è focalizzata, quindi, a

SPIEGARE I FENOMENI.

Le FASI principali della ricerca quantitativa sono 12:

1. Individuare e specificare il tema della ricerca, ovvero l’ARGOMENTO, che deve

essere interessante, originale, fattibile nei costi e sufficientemente delimitato.

2. Identificare lo scopo. Si può scegliere di:

- descrivere un fenomeno

- valutare un programma, un sistema ecc. ( ricerca valutativa)

- spiegare un evento (esperimento o quasi-esperimento)

- verificare l'efficacia di un trattamento o intervento (esperimento su caso

singolo)

- mettere in relazione più fattori

Fare ATTENZIONE a non confondere scopi e obiettivi.

3. Definire il problema:

Le fonti principali dei problemi di ricerca possono essere:

- gli interessi del ricercatore

- fatti paradossali o osservazioni casuali

- problemi concreti

- teorie e risultati di altre ricerche.

Nel formulare il problema il ricercatore si domanda:

- quale sia la causa dei fenomeni che studia

- quale misura ha una variabile in un dato contesto

- quale sia la relazione tra le variabili.

Il problema deve essere espresso in modo chiaro e senza ambiguità, attraverso

domande dirette o indirette in grado di generare risposte tramite dati empirici,

deve essere circoscritto in modo tale che la ricerca che ne consegue sia fattibile e

deve essere rilevante dal punto di vista sociale e originale.

4. Costruire il quadro teorico e fare un esame storico-critico della letteratura:

La domanda di partenza della ricerca deve essere espressa in modo CHIARO,

adottando termini e concetti non ambigui (CHIARIFICAZIONE

CONCETTUALE).

Occorre, successivamente, svolgere una ricerca bibliografica volta a individuare

le teorie elaborate su quei costrutti, che saranno poi raccolte e sistematizzate in un

panorama teorico (teorie, modelli e concetti sull’argomento).

In seguito, occorre rintracciare le ricerche già svolte sul tema scelto (ESAME

STORICO-CRITICO DELLA LETTERATURA DI RICERCA) per evitare

ripetizioni e per prendere spunto da esse sugli strumenti da utilizzare e sugli errori

da evitare.

5. Formulare le ipotesi e definire le variabili:

L’ IPOTESI TEORICA è un modello con cui il ricercatore si rappresenta la

realtà. Per trasformare questa ipotesi teorica in una ipotesi di ricerca empirica il

ricercatore deve tradurre i concetti astratti in caratteristiche misurabili e osservabili

nel contesto educativo.

Questa traduzione è detta DEFINIZIONE OPERATIVA. Quindi i concetti

astratti vengono tradotti in INDICATORI.

Si arriva così alla misurazione delle VARIABILI, ovvero ad un aspetto della

realtà misurabile dato che al suo interno contiene due o più categorie o due o più

valori.

Occorre un’ulteriore traduzione delle ipotesi operative in (FORMA

STATISTICA):

• ipotesi nulla

• ipotesi alternativa.

6. Pianificare la ricerca:

Occorre definire il PIANO o DISEGNO DELLA RICERCA, per l’attuazione

concreta della stessa. Per fare ciò bisogna fare attenzione a:

- Validità interna (coerenza della ricerca con i suoi obiettivi):

per ridurre le fonti di ERRORE SISTEMATICO si devono costruire dei piani

di azione detti di OSSERVAZIONE o di ESPERIMENTO a seconda del tipo

di ricerca.

- Validità esterna (possibilità di generalizzare i risultati ed estenderli a

situazioni simili).

7. Individuare il campione (CAMPIONAMENTO):

Un ricercatore deve definire con cura i soggetti a cui intende generalizzare i

risultati del suo studio. L’insieme dei soggetti, che presenta una caratteristica

comune ben individuabile, è detto POPOLAZIONE STATISTICA.

La ricerca raramente può coinvolgere tutti i membri che fanno parte di una

popolazione; occorre, dunque, limitare lo studio a una parte della popolazione,

detta CAMPIONE, procedendo con opportune strategie, a una selezione dei

soggetti (CAMPIONAMENTO).

Un campione deve essere RAPPRESENTATIVO (rispecchia fedelmente le

caratteristiche della popolazione), CASUALE o PROBABILISTICO (ciascun

soggetto che compone la popolazione ha una probabilità nota di essere incluso nel

campione - casualità).

Esistono diverse STRATEGIE DI SELEZIONE DEI SOGGETTI:

- campionamento casuale semplice: ogni soggetto ha la medesima possibilità di

essere estratto (programmi di randomizzazione)

- campionamento sistematico: elenco dei soggetti, si stabilisce il numero di

elementi da estrarre e l'intervallo sistematico tra l'uno e l'altro

- campione casuale stratificato: sottogruppi omogenei che rappresentano la

composizione della popolazione (STRATI: uomini/donne, giovani/adulti ecc.)

- campione a gruppi o grappoli: si attua quando si prende come campione un

gruppo intero come classi o scuole. Occorre quindi estrarre a sorte i gruppi, non

i singoli

- campionamento per stadi: attraverso passaggi graduati, procedendo

dall'estrazione di macro-unità fino all'estrazione dei soggetti

- campione non probabilistico : ciascun soggetto che compone la popolazione

non ha una probabilità nota di essere incluso nel campione (accidentalità).

8. Scegliere gli strumenti:

La ricerca quantitativa si avvale di una molteplicità di STRUMENTI.

La scelta di uno strumento deve tener conto di alcuni criteri, quali:

- VALIDITA’: Capacità di uno strumento di misurare davvero ciò che si intende

misurare

- AFFIDABILITA’, ATTENDIBILITA’, FEDELTA’: Costanza con cui uno

strumento, usato più volte (tempi diversi o osservatori diversi), rileva sempre gli

stessi risultati

- OGGETTIVITA’ (intersoggettività).

La scelta degli strumenti dipende dalle ipotesi, dalle variabili, dai tempi, ecc…

Inoltre, gli strumenti possono essere ORALI (come il focus group, il colloquio,

ecc…) o SCRITTI (come i questionari, i test di valutazione, ecc…).

Gli strumenti più utilizzati nella ricerca quantitativa sono:

- questionari (solitamente a DOMANDE CHIUSE)

- interviste strutturate (con domande prefissate)

- check-list (liste di comportamenti usate per annotare se gli indicatori sono presenti

o assenti)

- scale di auto ed etero osservazione

- test psicologici (per la rilevazione di caratteristiche cognitive e non cognitive della

personalità)

- prove oggettive per la rilevazione dell'apprendimento (prove strutturate scritte

con stimoli chiusi che richiedono una scelta tra più opzioni).

9. Effettuare l'intervento o avviare le rilevazioni:

Elaborare i dati raccolti vuol dire sintetizzarli. Attraverso l’utilizzo di metodi

STATISTICI si mettono in atto operazioni di SINTESI e di

CONFRONTO/RELAZIONE tra i risultati (si calcolano le misure di tendenza

centrale, la media aritmetica, la moda e la mediana; coefficienti di

connessione e correlazione, varianza e covarianza).

10. Raccolta dei dati:

Il ricercatore, al termine delle analisi, è tenuto a:

- redigere una presentazione della ricerca

- comunicare le conoscenze emergenti dal suo lavoro alla comunità scientifica e ai

«non specialisti»

11. Analisi dei dati:

12. Presentazione dei risultati (valutare l’intero processo) sulla base dei seguenti

criteri:

- qualità

- rilevanza

- originalità/innovatività

- internazionalizzazione e/o potenziale competitivo internazionale

(posizionamento del prodotto nello scenario internazionale).

6. CHE COS’E’ L’INTERVISTA?

È una forma di conversazione in cui un esperto pone una serie di domande a un

singolo gruppo di soggetti per conoscerne opinioni, atteggiamenti, informazioni…

L’intervista è più flessibile del questionario e può raccogliere molte più informazioni,

ma in questo caso la presenza dell'intervistatore favorisce la tendenza alla

desiderabilità sociale, ovvero davanti all’intervistatore si tende a far trasparire

un’immagine che si ritiene ben accetta dagli altri.

Esistono numerosi tipi di intervista:

- intervista semi-strutturata: le domande sono pianificate, ma presentate in

un ordine non rigido

- intervista strutturata: domande totalmente pianificate che vengono lette

dall’intervistatore

- intervista libera o non strutturata: il tema e i punti fondamentali da toccare

sono prestabiliti dall’intervistatore, mentre sono liberi la modalità di

formulazione delle domande e l’ordine di presentazione delle stesse.

-

Un esempio di intervista libera può essere quella BIOGRAFICA.

Oltre all'intervista individuale è possibile utilizzare interviste di gruppo tra le quali

abbiamo il FOCUS GROUP: discussione centrata su un tema, guidata da un

conduttore che interagisce con un numero limitato di persone, considerate esperte o

particolarmente informate sull'argomento. Il conduttore presenta il tema e guida la

discussione evitando che ci sia una prevaricazione da parte di qualcuno.

Le caratteristiche che deve avere un bravo intervistatore:

- Atteggiamento di ascolto totale

- Accettazione

- Comprensione

- Mancanza di giudizio

- Empatia

- Attenzione alla comunicazione verbale e non verbale.

7. DESCRIVERE L’OSSERVAZIONE COME STRUMENTO

La classificazione delle forme di osservazione è operata secondo diversi criteri:

• grado di partecipazione dell'osservatore:

- OSSERVAZIONE DOCUMENTARIA: richiede il livello più basso di

partecipazione del ricercatore e viene utilizzata soprattutto nelle ricerche di

tipo storico. Si prendono in considerazione i documenti d’archivio e per

questo da una parte è molto economica, ma può presentare delle lacune.

- OSSERVAZIONE INDIPENDENTE: maggiore coinvolgimento da parte del

ricercatore che interviene in prima persona nel contesto da analizzare e

raccoglie direttamente i dati senza però interagire con i componenti del gruppo

osservato.

- OSSERVAZIONE PARTECIPANTE: l'osservatore è coinvolto nella

situazione che analizza ed entra in prima persona in contatto con i soggetti

osservati, per periodi di tempo relativamente lunghi.

L’osservazione partecipante può essere ATTIVA (il ricercatore assume un

ruolo che potrebbe trasformare la vita del gruppo) o PASSIVA (il ricercatore

entra nel contesto cercando di non mutare le sue dinamiche).

• grado di controllo del ricercatore sul contesto (ambiente della

rilevazione):

- OSSERVAZIONE NATURALISTICA: il soggetto viene studiato nel suo

HABITAT NATURALE.

- OSSERVAZIONE IN CONDIZIONI CONTROLLATE: il ricercatore

cerca di imporre un certo grado di vigilanza sulla situazione da osservare.

- OSSERVAZIONE IN AMBIENTE ARTIFICIALE: osservazione in

laboratorio.

• grado di strutturazione degli strumenti:

- OSSERVAZIONE SISTEMATICA: è metodica e sistematica, in quanto si

svolge seguendo un piano preciso e controllando tutte le fasi di rilevazione dei

dati (RICERCA QUANTITATIVA).

L’osservazione sistematica utilizza strumenti altamente strutturati come:

check-list, sistema di codifica, sistema di segni, scale di osservazione…

- OSSERVAZIONE NARRATIVA: richiede la stesura di resoconti

particolareggiati di ciò che si ritiene importante rilevare in relazione agli scopi

della ricerca (RICERCA QUALITATIVA).

PROGETTO

1. GLI INDICATORI NELLA PROGETTAZIONE

Gli INDICATORI sono strumenti di misurazione che forniscono dati utili per la

gestione del progetto, nonché per il monitoraggio e la valutazione dell’efficienza

delle attività svolte.

Gli indicatori devono essere in relazione diretta con gli obiettivi principali del

progetto e fornire un quadro adeguato di ciò che il progetto si propone di ottenere.

Sono caratteristiche osservabili o calcolabili che danno un’indicazione su un certo

fenomeno, che deve comunicare delle informazioni.

Un indicatore deve essere chiaro e comprensibile nella sua forma finale e deve

rappresentare ciò per cui è stato costruito.

Gli indicatori guidano nella valutazione (PIANO DI VALUTAZIONE) di aspetti

specifici inerenti un progetto quali: RILEVANZA, EFFICACIA, EFFICIENZA,

IMPATTO, SOSTENIBILITA’.

Per ciascuno di questi indicatori è possibile immaginare modalità e tecniche distinte

per ottenere la misura che ricerchiamo:

ES.

- MODALITA’ DI RILEVAZIONE : documentazione o osservazione,

questionari o interviste, ecc…

- INDICATORI RILEVABILI : n. utenti contattati, n. utenti presenti alle

attività, interesse dei partecipanti, caratteristiche, competenze, ecc…

Un buon indicatore, inoltre, deve rispondere ai seguenti requisiti:

- SPECIFICO: rispetto all’ambiente da valutare

- MISURABILE : ossia oggettivamente rilevabile

- DISPONIBILE (AVAILABLE): costo accessibile

- PERTINENTE: rispetto all’informazione che si sta ricercando

- TEMPO LIMITE (TIME- BOUND): deve essere valutato ad un tempo dato.

2. GLI STRUMENTI DELLA PROGETTAZIONE

L’insieme degli strumenti della progettazione prende il nome di «Project Cycle

Management» (PCM, in italiano: gestione del ciclo di progetto).

Il PCM comprende una serie di strumenti previsti sia per chi presenta il progetto che

per chi lo valuta.

Partendo dagli strumenti previsti per chi presenta il progetto abbiamo:

1. SCHEDA DI PROGETTO:

La Scheda di progetto è un documento di sintesi descrittivo dei suoi elementi

principali.

Essa consente al proponente di illustrare il progetto al team e agli stakeholder. Una

buona scheda di progetto deve essere precisa e coerente.

2. ALBERO DEI PROBLEMI

Nella fase di ideazione di un progetto viene adottato un diagramma detto “ALBERO

DEI PROBLEMI”, attraverso il quale si possono cogliere gli effetti di un problema

e le sue cause e permette di identificare le radici di una situazione insoddisfacente in

atto.

3. ALBERO DEGLI OBIETTIVI

Gli obiettivi, in quanto ribaltamento dei problemi individuati, sono organizzati

anch’essi in un diagramma ad albero che segue una logica di mezzo-fine:

“l’ALBERO DEGLI OBIETTIVI”.

4. QUADRO LOGICO (logical framework)

IL QUADRO LOGICO è una matrice di progettazione utile per definire in maniera

chiara i diversi elementi di un intervento progettuale e per visualizzarli in modo

efficace. La costruzione della MATRICE di quadro logico è il primo passo della fase

di pianificazione, secondo il PCM (PROJECT CYCLE MANAGEMENT).

Tale documento è la SINTESI di tutto il progetto e permette di verificare la coerenza

del ciclo progettuale.

È uno strumento che va aggiornato di pari passo alle fasi del progetto in quanto:

- in fase di pianificazione : fornisce il quadro generale del progetto da cui partire

- in fase di realizzazione : fornisce una sintesi del progetto e le linee guida per la

realizzazione delle attività di monitoraggio e valutazione

- in fase di chiusura : costituisce lo schema per la valutazione finale del progetto e

degli obiettivi raggiunti.

Il quadro logico è una matrice a quattro colonne e quattro righe:

1. La PRIMA COLONNA fa riferimento alla LOGICA DI INTERVENTO, che si

articola in:

- obiettivi generali

- obiettivo specifico (o scopo) del progetto

- risultati

- attività

secondo una logica di CAUSA-EFFETTO dal basso verso l’alto.

Va ricordato che: ogni ATTIVITA’ è collegata ad un solo RISULTATO e che ad

ogni PROGETTO è assegnato un solo OBIETTIVO SPECIFICO a cui sono

collegati uno o più RISULTATI e uno o più’ OBIETTIVI GENERALI.

La SECONDA COLONNA presenta gli INDICATORI oggettivamente verificabili,

mentre la TERZA le FONTI DI VERIFICA.

Gli indicatori oggettivamente verificabili permettono di verificare la coerenza e la

correttezza della logica di intervento e monitorare i progressi verso il raggiungimento

degli obiettivi.

Le fonti di verifica descrivono dove e in quale forma è possibile trovare le

informazioni necessarie a verificare il grado di raggiungimento degli obiettivi


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tonia_la

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in progettazione e gestione dell'intervento educativo nel disagio sociale
SSD:
Docente: Luppi Elena
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tonia_la di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e metodi di progettazione e valutazione dei processi educativi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Luppi Elena.

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