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Relazione di Compatibilità Idraulica

Valutazione completa del Rischio Idraulico attraverso i metodi consolidati dall'Autorità di Bacino: Va.Pi. Piogge, Va.Pi. Piene, SCS-CN (Soil Conservation Number), Hec-Ras, Univesità degli Studi del Politecnico di Bari - Poliba. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Idrologia di bacino docente Prof. V. Iacobellis

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ESTRATTO DOCUMENTO

Sulla base delle informazioni ottenute dal DEM e dalle curve di livello è stato possibile elaborare un

modello di tipo TIN (Triangulated Irregular Network), rappresentazione tridimensionale della superficie

del terreno in grado di fornire una visione chiara e piuttosto verosimile dell’orografia dell’area interessata

(figura 4) figura 4 – TIN

Al fine di minimizzare gli errori dovuti alla suddivisione in celle del D.E.M. e di evitare di considerare

depressioni del suolo è stata applicata al D.E.M. la funzione “FILL”. Tale funzione ha lo scopo creare

un D.E.M. “riempito” (D.E.M. Filled) che, colmando virtualmente le depressioni, genera il bacino

idrografico con l’estensione massima possibile.

In seguito, tramite le funzioni “Flow Direction”, “Flow Accumulation” e “Stream Network” del software

ArcView, si sono ottenute rispettivamente la direzione di massima pendenza del terreno (figura 5), le aree

contribuenti al deflusso superficiale (figura 6) ed il reticolo idrografico (figura 7). 4

figura 5 – Flow Direction.

figura 6 – Flow Accumulation. 5

Reticolo AdB Puglia Stream Network

figura 7 – Sovrapposizione Stream Network con reticolo idrografico AdB Puglia.

Dal confronto del reticolo idrografico fornito dall’AdB Puglia e quello elaborato dal calcolatore si evince

una buona corrispondenza tra essi, per cui è attendibile utilizzare nei successivi calcoli lo Stream Network.

L’individuazione della linea spartiacque del bacino imbrifero è stata tracciata in automatico dal software,

selezionando la sezione di chiusura a cavallo dell’area sulla quale si è voluto valutare il rischio idraulico.

Il bacino così ricavato presenta le seguenti caratteristiche geomorfologiche:

Perimetro: 14905,76 m

• 2

Area: 10,64 Km

• Lunghezza asta principale: 4647,71 m

• Pendenza media: 14,36 %

• Quota media: 895,08 m

• Quota massima: 1147,32 m

• Quota minima: 652,07 m

• 6

3. Calcolo della portata di piena

A partire dall’intensità di pioggia valutata per mezzo del Va.Pi. Piogge, si è scelto di applicare sia il metodo

del Va.Pi. Piene sia il metodo SCS - CN (Soil Conservation Service-Curve Number) al fine di poter

effettuare un confronto tra i valori delle portate ottenute.

3.1.1 Va.Pi. Piogge

L’analisi regionale delle piogge massime di durata compresa tra 1 ora e 1 giorno si basa su una

regionalizzazione di tipo gerarchico, seguendo un modello statistico che fa riferimento alla distribuzione

di probabilità di tipo TCEV (Two Components Extreme Value). Essa è una miscela di due distribuzioni

esponenziali: la prima riferita agli eventi più probabili ma meno intensi, la seconda agli eventi meno

probabili ma più intensi (Ordinari e Straordinari).

Si tratta di una distribuzione del massimo valore conseguito in un dato intervallo di tempo di una variabile

casuale distribuita secondo una miscela di due esponenziali, con l’ipotesi che il numero di occorrenza di

questa segua la legge di Poisson.

I risultati delle analisi regionali disponibili in letteratura, inerenti la Regione Puglia, evidenziano che il

primo e il secondo livello presentano parametri omogenei nelle sottozone Settentrionale e Centro-

meridionale. tabella 1 - Parametri regionali TCEV di 1° e 2° livello

tabella 2 - Asimmetria (Ca) e coefficiente di variazione (Cv) osservati.

Il bacino studiato è situato nella Puglia Settentrionale, perciò sono stati adottati i parametri ad essa inerenti

(tabella 1 e 2). 7

K T

I valori del fattore di crescita per i tempi di ritorno di 30, 200, 500 anni sono stati estratti dalla curva

T

di crescita relativa alla Puglia Settentrionale (figura 8).

figura 8 - Curva di crescita della Puglia Settentrionale.

K (T30) = 2,2

T

K (T200) = 2,8

T

K (T500) = 3,1

T

Con il terzo livello di regionalizzazione, volto alla valutazione della variabilità spaziale del parametro di

posizione (media, moda, mediana), è stato determinato il valore medio dei massimi annuali di

E[x].

precipitazione media E[x]

La formula utilizzata per trovare il valore medio è la seguente:

'∙()*)+,-.+,/ /+,12

! " =$∙&

Per le quattro zone individuate attraverso l’analisi regionale nella Puglia Settentrionale (figura 9), i valori

delle stime dei parametri della formula sono riportati in tabella (tabella 3). 8

figura 9 - Suddivisione della Puglia Settentrionale nelle 4 sottozone omogenee rispetto al valore medio dei massimi annuali delle

piogge giornaliere. a, C e D.

tabella 3 – Valori delle stime dei parametri ,

α

Il bacino in esame è situato interamente nella sottozona 4, per cui, consultando la curva di possibilità

pluviometrica e i parametri tabellati, è stata adottata la seguente equazione:

5 :,1;<

" &, ℎ = $ ∙ & = 24,7 ∙ 1,12 = 25,245 ?? 9

figura 10 – Zona 4, curva di probabilità pluviometrica.

t t

Come durata è stata considerata quella critica che massimizza la portata al colmo:

c

:,; :,;

& = & = 0,344 C = 0,334 ∙ 10,64 = 1,12 ℎ

@ x(t,h)

Infine l’altezza massima della pioggia è stata calcolata moltiplicando l’altezza media per il fattore

K

di crescita T

E G30 = H ∙ " &, ℎ = 2,2 ∙ 25,245 = 55,54 ??

F F

E G200 = H ∙ " &, ℎ = 2,8 ∙ 25,245 = 70,69 ??

F F

E G500 = H ∙ " &, ℎ = 3,1 ∙ 25,245 = 78,26 ??

F F 10

3.1.2 Va.Pi. Piene

Il Va.Pi. Piene interessa solo la Puglia Settentrionale in quanto solo in tale zona sono presenti le stazioni

di misura delle portate (tabella 4).

tabella 4 – Statistiche delle serie dei massimi annuali delle serie considerate.

E(x)

I valori di variano significativamente in relazione all’estensione del bacino idrografico. I parametri

C C

e sono più stabili rispetto alla media.

a v

Sulla base di tali considerazioni, per quanto riguarda il primo livello di regionalizzazione, possono essere

Θ* Λ*

assunti unici per tutta l’Italia meridionale i valori di e e sono:

Θ*= 2,654 Λ*= 0,35 Λ

Nel secondo livello, invece, bisogna tenere conto della dipendenza del parametro dalla superficie del

1

bacino, rappresentata dalla curva in figura 11. 11

Λ A).

figura 11 – Relazione tra ed area dei bacini, conseguente alla regressione (C ,

1 v

2

Considerando l’estensione superficiale del bacino in esame di 10,64 km , dalla curva sopra raffigurata è

Λ

stato estratto il corrispondente valore di :

1 Λ =3

1

Λ

Noto il valore del parametro , è stato possibile estrapolare dalle curve in figura 12 i valori del fattore

1

K T=

di crescita inerenti ai tempi di ritorno 30, 200 e 500 anni:

T

K (T=30) = 3

T

K (T=200) = 5

T

K (T=500) = 6,5

T 12

figura 12 – Distribuzione di probabilità regionalizzata dei massimi annuali delle portate al colmo di piena adimensionalizzati

Λ

rispetto al loro valor medio, in funzione di .

1 E(x)

Per quanto riguarda il terzo livello di regionalizzazione si è calcolato il valore medio con riferimento

t C*,

all’area del bacino e alle caratteristiche morfologiche e tramite la seguente formula:

r

K & ∙ C ∙ M

L ∗

!" = 3,6

Nel caso idrologico in esame si vuole studiare la correlazione tra le piogge medie massime annuali e le

portate medie massime annuali, a tale scopo è stato preso in considerazione il tempo di ritardo e non il

t

tempo di corrivazione (per definizione è il massimo dei tempi di risposta del bacino).

c

t

Il tempo di ritardo è lo scostamento temporale che intercorre tra il baricentro di uno ietogramma di

r

pioggia e il baricentro di un’onda di piena: intervallo medio di tempo che passa tra il centro di massa di

una pioggia e il centro di massa di una piena.

t

Il tempo di ritardo (lag-time) è stato calcolato con la seguente equazione:

r :,; :,;

& = 0,344 ∙ C = 0,344 ∙ 10,64 = 1,12 ℎ

L

I(t ),

Il valore medio, dei massimi annuali delle intensità di pioggia puntuali di durata pari al tempo di

r h(T )/t

ritardo caratteristico del bacino è stato calcolato dal rapporto .

r r 13

C*

Il coefficiente probabilistico di piena racchiude la dipendenza statistica tra il valore medio delle piene

e il valore medio dei massimi annuali di intensità di precipitazione e assume valori compresi tra 0 (100%

di pioggia assorbita) e 1 (100% di scorrimento superficiale).

Per il calcolo di C* abbiamo utilizzato la formula fornita dal Va.Pi. Piene per i bacini non strumentati:

M ∗= 0.09 + 0.471(1 − S!)

PE=percentuale relativa alle zone ad elevata permeabilità (PE+PM+I=100%) PM=media permeabilità,

I=impermeabilità.

Per l’individuazione delle aree è stato preso in considerazione lo “shape-file” dal SIT Puglia della litologia

del suolo. permeabilità area

litologia %

attribuita (kmq) PE

depositi sciolti a componente sabbioso-ghiaiosa elevata 1.08 0.101

unità costituite da alternanze di rocce PM

media 9.48 0.891

a composizione e/o granulometria variabile I

depositi sciolti a prevalente componente pelitica impermeabile 0.08 0.008

tabella 5 – Calcolo percentuale delle classi di permeabilità del suolo.

M ∗= 0.09 + 0.471 1 − 0.101 = 0.513

I valori medi ottenuti sono:

E[x] (T=30) = 75,03 m /s

3

E[x] (T=200) = 95,50 m /s

3

E[x] (T=500) = 105,73 m /s

3

E[x] K

Moltiplicando i valori medi per i fattori di crescita sono state calcolate le portate massime al

T

colmo di piena:

X (T=30) = 225,10 m /s

3

T

X (T=200) = 477,49 m /s

3

T

X (T=500) = 687,24 m /s

3

T 14

3.2 SCS – CN (Soil Conservation Service)

Il metodo del Soil Conservation Service è una procedura che consente la ricostruzione delle piene nei

bacini idrografici. Il metodo consente sia la semplice determinazione del volume della piena o della sua

portata al colmo sia la completa ricostruzione dell’idrogramma di piena, e si basa sulle seguenti formule:

U V

=

S W

5

V P W

avendo indicato con il volume di ruscellamento, con la precipitazione netta, con l’invaso del

n S

suolo (volume idrico effettivamente immagazzinato nel suolo) e con il valore massimo del suddetto

invaso. P I .

La precipitazione netta si ottiene sottraendo alla precipitazione totale le perdite iniziali La

a

precipitazione netta si ripartisce completamente tra il volume di deflusso superficiale e l’invaso del suolo:

S = S − K = U + V

5 /

W

Sostituendo nella precedente il valore di ricavato dal quest’ultima, si ottiene:

51

S

U= S + W

5

Le perdite iniziali sono espresse dalla relazione costante per ogni tipo di bacino:

K = 0,2 ∙ W

/

S = S − K

e tenendo conto che , si ottiene:

5 / 1

(S − 0,2 W)

U= S + 0,8 W P,

L’applicazione dell’espressione ottenuta presuppone, oltre la conoscenza della precipitazione totale la

S

stima del massimo invaso del suolo che, teoricamente, può assumere tutti i valori positivi compresi tra

0 (superficie perfettamente impermeabile) e infinito (nessuna formazione di deflusso superficiale).

S

La valutazione di è condotta mediante la seguente relazione:

1000

W = 25,4 − 10

MX

CN

Per la valutazione del parametro è stato adottato un approccio di tipo concentrato: attraverso la

consultazione delle mappe litologiche (figura 13) e di uso del suolo (figura 14) sono stati ricavati i valori

CNII

del relativi alle varie zone omogenee del bacino. Successivamente è stata effettuate la media tra i

CNII

valori al fine di ottenere un medio di tutto il bacino analizzato. 15

figura 13 – Mappa litologica del bacino.

figura 14 – Mappa di uso del suolo del bacino. 16

Per lavorare in maniera più dettagliata sono state intersecate, tramite il software ArcView-GIS, le due

mappe (figura 15). figura 15 – Mappa intersecata (litologica – uso del suolo).

CN

I valori del sono stati ricavati dalla tabella 6 ed assegnati alle zone omogenee del bacino (tabella 7).

tabella 6 – Valori CN. 17

TIPO CLASSE DESC_ CN AREA_METER

Depositi sciolti a prevalente componente pelitica D boschi di latifoglie 83 47660,819

Depositi sciolti a prevalente componente pelitica D cespuglieti e arbusteti 81 3595,610

Depositi sciolti a prevalente componente pelitica D seminativi semplici in aree non irrigue 81 28938,139

Depositi sciolti a prevalente componente sabbioso-ghiaiosa A boschi di latifoglie 45 9988,677

Depositi sciolti a prevalente componente sabbioso-ghiaiosa A seminativi semplici in aree non irrigue 62 28007,926

Depositi sciolti a prevalente componente sabbioso-ghiaiosa A aree a pascolo naturale, praterie, incolti 30 26968,576

Depositi sciolti a prevalente componente sabbioso-ghiaiosa A boschi di latifoglie 45 377038,763

Depositi sciolti a prevalente componente sabbioso-ghiaiosa A boschi misti di conifere e latifoglie 45 32,027

Depositi sciolti a prevalente componente sabbioso-ghiaiosa A cespuglieti e arbusteti 62 5992,173

Depositi sciolti a prevalente componente sabbioso-ghiaiosa A insediamenti produttivi agricoli 62 5301,839

Depositi sciolti a prevalente componente sabbioso-ghiaiosa A reti stradali e spazi accessori 98 3956,540

Depositi sciolti a prevalente componente sabbioso-ghiaiosa A seminativi semplici in aree non irrigue 62 620415,938

Unità costituite da alternanze di rocce a composizione C aree a pascolo naturale, praterie, incolti 71 1249523,440

e/o granulometria variabile

Unità costituite da alternanze di rocce a composizione C aree sportive (calcio, atletica, tennis, etc) 90 20482,828

e/o granulometria variabile

Unità costituite da alternanze di rocce a composizione C boschi di conifere 77 8983,786

e/o granulometria variabile

Unità costituite da alternanze di rocce a composizione C boschi di latifoglie 77 2451030,248

e/o granulometria variabile

Unità costituite da alternanze di rocce a composizione C boschi misti di conifere e latifoglie 77 1083342,188

e/o granulometria variabile

Unità costituite da alternanze di rocce a composizione C cespuglieti e arbusteti 78 141545,997

e/o granulometria variabile

Unità costituite da alternanze di rocce a composizione C insediamenti produttivi agricoli 78 29297,200

e/o granulometria variabile

Unità costituite da alternanze di rocce a composizione C insediamento industriale o artigianale con spazi annessi 91 583,788

e/o granulometria variabile

Unità costituite da alternanze di rocce a composizione reti ed aree per la distribuzione, la produzione e il

C 91 6782,911

e/o granulometria variabile trasporto dell'energia

Unità costituite da alternanze di rocce a composizione C reti stradali e spazi accessori 98 77456,531

e/o granulometria variabile

Unità costituite da alternanze di rocce a composizione C seminativi semplici in aree non irrigue 78 4405108,115

e/o granulometria variabile

Unità costituite da alternanze di rocce a composizione C uliveti 78 3437,110

e/o granulometria variabile tabella 7 – assegnazione del CN.

CN, CNII

Infine si è effettuata la media ponderata, in base alle aree, dei per ottenere il dell’intero bacino:

MXKK = 74,75

Essendo la presente relazione inerente l’ambito progettuale e non l’aspetto della previsione in tempo

reale, non sono state considerate le condizioni di umidità del suolo relative ai cinque giorni precedenti un

CNII,

dato evento meteorico, ma ci si è riferiti, tramite l’uso del al comportamento atmosferico generale

della zona considerata. tabella 8 – Tabella classi AMC (Antecedent Moisture Condition) 18

Poiché le dimensioni del bacino in questione sono relativamente ridotte, si è preferito porsi a vantaggio

CNIII.

di sicurezza adottando il parametro Tale scelta è giustificata dal fatto che per bacini più piccoli, il

contributo unitario è generalmente più eleavato.

MXKK 74,75

MXKKK = = = 87,315

0,43 + 0,0057MXKK 0,43 + 0,0057 ∙ 74,75

CN, S:

Noto il valore del si è ricavato quello del valore specifico di saturazione

1000 1000

W = 25,4 − 10 = 25,4 − 10 = 36,9 ??

MX 87,315

Q

Per il calcolo della portata di colmo si consulta l’idrogramma approssimato triangolare (figura 16), che

p

t t

presenta un tempo di accumulo (fase ascendente), un tempo di esaurimento (fase discendente) e un

a e

V.

volume di pioggia generato

figura 16 - Idrogramma triangolare utilizzato per il calcolo delle portate al colmo con il metodo SCS.

t

Il tempo di ritardo (lag-time) è stato calcolato attraverso la formula di Mockus:

l :,]

:,[

Z 1000

& = 0,342 −9

Y :,;

\ MX

dove:

s = pendenza media del bacino in %;

L = lunghezza del tronco principale fino alla linea di displuvio. 19

t t t

Il tempo di corrivazione del bacino è stato ottenuto in relazione a , lo stesso è stato fatto con :

p l a

& = 0,5 & + & & = & = & 0,6

/ ^ Y ^ @ Y

Infine per calcolare la portata al colmo di piena è stata usata la seguente formula:

U∙C

_ = 0,208

^ &

/

T [anni] V [mm] tl [h] tp [h] ta [h] Qp [mc/s]

R 30 27,27 0,36 0,60 0,66 91,24

200 40,00 0,36 0,60 0,66 133,83

500 46,62 0,36 0,60 0,66 155,97

tabella 9 – Risultati delle portate al colmo di piena.

V

L’idrogramma unitario SCS relativo ad un volume di deflusso pari a un millimetro, si costruisce a partire

dall’idrogramma adimensionale di Mockus che è una curva adimensionale (figura 17), ricavata da

numerosi idrogrammi unitari ottenuti da idrogrammi di piena registrati in bacini di differente estensione

Q t

e posizione geografica, che mette in relazione il rapporto tra la generica portata all’istante e la portata

Q t t/t

al colmo che si verifica all’istante (durata della fase di crescita) con la variabile adimensionale .

p a a

Per il suddetto idrogramma unitario il 37,5% del volume totale di deflusso, che corrisponde ovviamente

t/t

all’intera area ricadente tra l’idrogramma e l’asse delle ascisse , si verifica in corrispondenza della sola

a

fase ascendente dell’idrogramma stesso.

tabella 10 – Coordinate idrogramma unitario SCS adimensionalizzato di Mockus. 20

figura 17 - Idrogramma unitario SCS adimensionalizzato di Mockus.

Sulla base dell’idrogramma unitario di Mockus, è stato possibile amplificare l’ascissa e l’ordinata mediante

t Q

due fattori, rispettivamente pari a e , che sono specifici del bacino esaminato. Utilizzando i valori

a p

Q t Q/Q t/t

calcolati per la portata di picco e per il tempo di accumulo e i rapporti e della tabella 8, si

p a p a

ottiene l’idrogramma unitario del bacino considerato.

T=

Riguardo i tempi di ritorno di 50, 200, 500 anni è stato possibile, quindi, costruirne le curve relative,

riportate in figura 18.

Q [mc/s] T=30 T=200 T=500

160

140

120

100

80

60

40

20 t [h]

0 0 0,25 0,5 0,75 1 1,25 1,5 1,75 2 2,25 2,5 2,75 3 3,25 3,5

figura 18 – Idrogrammi di piena relativi ai diversi tempi di ritorno considerati. 21

4. HEC – RAS

La modellazione idraulica della propagazione dell’onda di piena è stata condotta tramite l’utilizzo del

software HEC-RAS, capace di ricavare, partendo dalla portata, l’altezza dell’onda di piena nelle sezioni

di un corso d’acqua per diversi tempi di ritorno. In particolare il programma consente il calcolo idraulico

monodimensionale di canali naturali ed artificiali, sia in condizioni di moto permanente che di moto vario,

tenendo conto dell’eventuale influenza di manufatti di vario tipo (tombini, ponti, briglie, paratoie, ecc.).

Inoltre permette di scegliere il regime di flusso in corrente lenta, veloce o mista. Nell’ultimo caso è

necessario fornire le condizioni al contorno sia a monte che a valle del corso d’acqua, in modo tale che il

programma assegni automaticamente la condizione del regime di flusso. Alla fine dei processi di calcolo

il software restituisce come output una rappresentazione grafica del comportamento idraulico del canale

(sezioni trasversali, profili longitudinali e idrici, tabelle riportanti le caratteristiche).

4.1 Studio del caso applicativo

Dopo aver definito il bacino idrografico e i principali dati geomorfologici, ci si è avvalsi del software

ArcView-GIS per studiare il tronco, di lunghezza 1000 m, contenente la sezione di chiusura posizionata

in mezzeria.

Di seguito è riportata la procedura eseguita:

1. Stream Centerline: è stato creato con il comando “Create Stream Centerline” dal menù Pre-Ras,

il quale serve a creare il canale individuandone i nodi e i tronchi da cui esso è costituito. Esso

deve essere tracciati rispettando la direzione di flusso, procedendo da monte a valle;

figura 19 – Canale (in rosso), linea spartiacque del bacino (in nero). 22

2. Main Channel Banks: si genera col comando “Create Banks”. Esso permette di creare le sponde

del canale, rappresentate da due linee separate, una per la sponda destra e una per la sponda

sinistra;

3. Flowpath Centerline: creato con il comando “Create Flowpaths” che consente di individuare il

percorso del flusso dell’acqua nel canale principale, nella sponda destra e in quella sinistra. La

linea rappresentante il flusso deve essere tracciata dal punto a quota maggiore verso quello a quota

minore; figura 20 – Banks (in verde sottile), Flowpaths (in verde spesso).

4. Cross section Cut Lines: si utilizza il comando “Create XS Cutlines”, che consente di rappresentare

le sezioni trasversali del canale. Le linee di intersezione devono essere quanto più perpendicolari

possibile al canale di flusso, non devono intersecarsi tra loro e devono tagliare le tre linee che

rappresentano il flusso (Flowpaths) e hanno una distanza di circa 25 m le une dalle altre (figura

21). 23

figura 21 – Sezioni trasversali (in marrone);

4.2 Inserimento portate

Si sono analizzati i risultati dovuti alle portate calcolate tramite il metodo SCS-CN relativi ai tempi di

ritorno di 30, 200 e 500 anni. Si è posta, tuttavia, particolare attenzione alla condizione di sicurezza

coincidente con il tempo di ritorno di 200 anni (figura 22).

figura 22 – Inserimento portata per T=200 anni.

4.3 Condizioni al contorno

Le condizioni al contorno sono fondamentali per risolvere il problema di calcolo del profilo del pelo

libero. Le correnti lente necessitano di una condizione al contorno nell’ultima sezione di valle, mentre

quelle veloci nella prima sezione a monte. Nel caso analizzato, si utilizza un regime misto quindi le

condizioni al contorno sono riferite sia a monte che a valle. Nella fattispecie le condizioni al contorno

sono: pendenza (figura 23) e numero di Manning (figura 24). 24


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Corso di laurea: Corso di laurea in ingegneria civile (BARI, FOGGIA)
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher FkB di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Idrologia di bacino e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Bari - Poliba o del prof Iacobellis Vito.

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