Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

5. è possibile sia investire che prendere a prestito senza limite al tasso privo di rischio

6. non esistono imposte sui redditi da capitale (cioè derivanti dal possesso di titoli, né per quanto riguarda i

dividendi né per quanto riguarda i capital gain)

7. esiste piena omogeneità di aspettative da parte di tutti gli investitori, cioè tutti gli investitori hanno in

mente la stessa stima del vettore dei rendimenti attesi e della matrice delle varianze e covarianze per

l’insieme degli investimenti disponibili sul mercato

8. tutti gli investimenti sono negoziabili sul mercato.

Le prime 5 non inficiano molto il CAPM, le ultime 3 sì.

E’ di evidenza immediata che le imposte incidono sulle scelte degli investitori, differenziandone le scelte. Ad

esempio, un certo portafoglio può avere un determinato rendimento atteso al netto delle imposte per un

fondo pensione, ed un rendimento diverso per un investitore individuale, dato che la tassazione è

profondamente diversa per i due soggetti. Di conseguenza non si può parlare di portafogli efficienti in

assoluto, ma solo in relazione alla posizione dei singoli investitori.

E’ anche evidente che non esiste piena omogeneità di aspettative tra tutti gli operatori, anche se il rispetto di

questa assunzione è parzialmente salvato osservando che le grandi banche e organizzazioni di investimento

tenderanno tutte ad utilizzare la miglior informazione disponibile e ad elaborarla con modelli interpretativi

simili, giungendo quindi a stime non molto difformi del vettore dei rendimenti attesi e della matrice varianze

e covarianze (che è tutto ciò su cui occorre vi sia omogeneità di aspettative, per la validità del CAPM).

Infine, l’assunzione per cui tutti gli investimenti sono negoziabili sul mercato è particolarmente insidiosa per

la validità del CAPM, perché ogni individuo non può negoziare una parte importante della sua ricchezza,

cioè il capitale umano; questo fa sì che a seconda della covarianza dei titoli con il valore del proprio capitale

umano, ciascun individuo possa volere investire in un portafoglio di mercato “corretto”; ad esempio un

ingegnere automobilistico potrà volere un portafoglio comprendente tutte le azioni esistenti meno quelle del

settore automobilistico, in quanto è già sufficientemente investito in quel settore e sottoposto al relativo

rischio (se il settore va male in futuro, diminuirà il rendimento del suo capitale umano, cioè i suoi stipendi

e/o addirittura la sua possibilità di lavorare).

Prova intermedia 3 novembre 2010 – Normalità dei rendimenti

Esponga il candidato l’argomento teorico, basato sul teorema del limite centrale, che è stato utilizzato per

giudicare accettabile l’ipotesi di normalità dei rendimenti dei titoli azionari; e quale sia l’evidenza empirica

a proposito di tale ipotesi.

Teorema del limite centrale: la distribuzione di una variabile casuale data dalla somma di risultati

 estratti da altre variabili casuali i.i.d., anche non normali, si approssima alla normale al crescere degli

addendi

Prova Intermedia 14 novembre 2007 – CAPM

Illustri il candidato per quale motivo, in un’economia popolata integralmente da investitori che

massimizzano l’utilità attesa e sono avversi al rischio, il fatto che le distribuzioni di rendimento degli

investimenti non siano normali, è sufficiente a rendere possibile che il CAPM non sia valido, anche se sono

rispettate le restanti assunzioni riguardanti le caratteristiche del mercato che sono necessarie per la validità

del modello.

Se la distribuzione dei rendimenti non è normale allora non si verifica il principio della media-varianza che

esiste, e si applica se le funzioni sono avverse al rischio, se e solo se la distribuzione è normale.

In presenza di normalità, ad ogni scostamento dalla media corrisponde uno scostamento di pari entità e

segno opposto avente uguale probabilità .

Ma a parità di scostamento dalla media: il «guadagno» di utilità non compensa la «perdita» di utilità

(avversione al rischio)

..A parità di rendimento atteso, l’investimento con rendimenti meno dispersi ha maggiore utilità attesa !

(vedi set 1.1 pag 35)

Tema d’esame 9 gennaio 2014 – Assunzioni CAPM (numero 2)

Illustri il candidato le 8 assunzioni riguardanti il funzionamento del mercato dei capitali che – in aggiunta

alla fondamentale assunzione riguardo alla validità del principio della media-varianza – devono essere

verificate affinché ci sia la certezza della validità del CAPM, svolgendo opportune considerazioni, almeno

per alcune di esse, sulla “pericolosità” per il CAPM del fatto che tali assunzioni non siano verificate.

Tema d’esame 23 gennaio 2014 – Implicazioni del CAPM

E’ corretto affermare che, se vale il CAPM, le combinazioni rischio-rendimento dei singoli investimenti e

portafogli giacciono, nel piano definito sull’asse delle ascisse dal rischio complessivo, sulla Capital Market

Line o al disotto di essa ? E’ altrettanto corretto affermare che, se vale il CAPM, le combinazioni rischio-

rendimento dei singoli investimenti e portafogli giacciono, nel piano definito sull’asse delle ascisse dal

rischio sistematico, sulla Security Market Line ? Non c’è contraddizione tra le due affermazioni ? Se, nel

piano definito sull’asse delle ascisse dal rischio sistematico, le combinazioni rischio-rendimento di alcuni

investimenti e portafogli giacessero al di sotto della Security Market Line, vorrebbe dire che il CAPM non è

valido ?

> Se vale il CAPM allora le combinazioni rischio-rendimento dei singoli investimenti e portafogli

giacciono a destra (ovvero sotto di essa) della CML e vi è un portafoglio di mercato ben diversificato

che giace su di essa (protafoglio di mercato), la CML è data dalla combinazione tra il portafoglio di

mercato e i titoli risk free, di fatto la CML domina tutti gli altri portafogli.

Sull’asse delle ordinate abbiamo il rendimento del portafoglio, sull’asse delle ascisse lo sqm dei

singoli titoli

Se un titolo non stesse sulla SML allora significa che il portafoglio di mercato non è efficiente (esso è una

media ponderata dei titoli che lo compongono), de deriva che è possibile creare un portafoglio con miglior

rapporto media-varianza. Questo fa sì che l’equazione R = R + β[R – R ] non sia verificata e dunque

i free m free

non si potrebbe valutare ex ante il rendimento dei titoli r, cosa che il capm vuole fare.

Tema d’esame 19 settembre 2013 – Validità principio dell’utilità attesa, e validità CAPM e APT

È capitato al vostro docente di ascoltare la seguente affermazione. “ Se la maggior parte degli investitori non

rispetta il principio di massimizzazione dell’utilità attesa, e anzi mostra di adottare i tipici processi

decisionali individuati dalla teoria della behavioral finance, non può essere valido il CAPM, in quanto

questo richiede che tutti gli investitori ottimizzino i loro portafogli secondo il principio della media-

varianza; non può inoltre essere valido nemmeno l’APT, in quanto l’assenza di arbitraggi privi di rischio può

verificarsi solo se tutti gli investitori sono perfettamente razionali.” Esponete se siete d’accordo in tutto, in

parte, o per niente con questa affermazione.

Prova Intermedia 5 novembre 2008 - Opzioni

Esponete l’enunciato delle tre relazioni riguardanti i prezzi di opzioni call scritte sul medesimo titolo e con la

medesima scadenza, ma con diversi striking price, illustrandone brevemente il significato pratico,e aiutandovi se

ritenete con esempi numerici (non è richiesta la dimostrazione con un esempio di arbitraggio della validità di

nessuna delle tre relazioni).

Risposta:

Limiti ai prezzi delle opzioni, la seconda proposizione tratta tre restrizioni di arbitraggio relative allo strike price

ovvero:

il valore di una call non può essere mai minore del valore di un’altra call identica con più alto strike price

dunque C(k1)>C(k2) se K2>K1;

la differenza nel valore di due call identiche non è mai superiore alla differenza nel loro strike price

K2-K1≥C(K1) -C(K2) se K2>K1

Date tre call identiche, stesso titolo e medesima scadenza, con diverso strike price K con ( K3 >K2>K1), il valore

della call intermedia non è mei maggiore della media ponderata dei valori delle call estreme

C K2 ≤ (K3 −K2)/ (K3 −K1)*C K1 +(K2 −K1)/ (K3 −K1) *C K3

Tema d’esame 6 febbraio 2014 – Rischio sistematico e rischio specifico nel CAPM

“Il coefficiente beta dei titoli azionari del CAPM coincide con il coefficiente angolare della retta di regressione in

cui i rendimenti azionari del singolo titolo sono la variabile dipendente, e i rendimenti azionari del portafoglio di

mercato sono la variabile indipendente. Tale retta di regressione permette di prevedere perfettamente il

rendimento dei titoli azionari, dato il rendimento del portafoglio di mercato ?

Ha senso scomporre la varianza del rendimento dei titoli azionari in due componenti, cioè una prima componente

di rischio sistematico “spiegata” dall’andamento del portafoglio di mercato, e una seconda componente di rischio

specifico “non spiegata” ? Se sì, la componente di rischio specifico risulta correlata all’andamento del portafoglio

di mercato ? Ritenete che, in un’economia in cui vale il CAPM,vi possa essere correlazione tra la parte di

varianza di rendimento “non spiegata” di due diversi titoli ?””

Risposta:

Il beta di un titolo dipende esclusivamente dalla covarianza del titolo con il portafoglio di mercato, questa

esprime quanto il titolo contribuisce al rischio del portafoglio di mercato.

La retta di regressione non permette di prevedere perfettamente il rendimento dei titoli azionari in quanto,

secondo il modello fattoriale dei rendimenti, il rendimento dipende dal rischio specifico di investimento che è

gravato da un termine di errore.

Sempre secondo i modelli fattoriali dei rendimenti la varianza è data dalla somma di due componenti, ovvero la

varianza spiegata, espressione del rischio sistematico, e la varianza non spiegata, espressione del rischio

specifico. 2i 2 2f

La varianza spiegata è pari a β *δ /δ

f

La varianza non spiegata del fattore è pari a 1- la varianza spiegata

Tema d’esame 28 giugno 2012 – Assunzioni APT

Illustri il candidato quali siano le assunzioni alla base dell’APT, osservando perché la violazione di ciascuna di

esse renderebbe impossibile il raggiungimento dell’equilibrio del mercato dei capitali ipotizzato dal modello

stesso.

Alla base dell’apt vi sono 3 assunzioni:

1) I rendimenti degli investimenti sono descritti da un modello fattoriale più un termine di rischio

idiosincratico

2) Non esistono possibilità di arbitraggio privo di rischio

3) È possibile costruire un portafoglio cosi ben diversificato che il rendimento di tali portafogli dipende

esclusivamente dall’esposizione ai fattori, essendo eliminato l’effetto del rischio idiosincratico

Risposta:

1)il modello fattoriale permette una ( non la so)

2) Se esistesse una opportunità di arbitraggio privo di rischio, tale violazione di questa assunzione renderebbe

impossibile il raggiungimento dell’equilibrio del mercato dei capitali, o meglio l’opportunità di arbitraggio

sarebbe subitamente eliminata dal mercato che rivaluta o svaluta il portafoglio oggetto di tale opportunità.

Per opportunità di arbitraggio (in senso stretto) privo di rischio si intende una possibilità di investimento che

permette di prendere una posizione di investimento senza sborsare capitale iniziale (in genere perché pago

un’attività finanziaria finanziandomi con la vendita di un’altra) con la certezza di ottenere un guadagno alla

chiusura della posizione 1. Si tratta quindi dell’attività di investimento più profittevole che si possa pensare (ha

un tasso di rendimento infinito). E’ un arbitraggio privo di rischio l’opportunità che si presenterebbe in un certo

mercato, o in mercati integrati ogni volta che fosse violata la legge del prezzo singolo.

E’ chiaro che se un’opportunità di questo genere, che definiamo “arbitraggio privo di rischio” si presentasse, essa

andrebbe colta al più presto comprando e vendendo per i prezzi indicati il massimo numero delle azioni in

oggetto, fermandosi solo quando i prezzi dei due titoli sono identici, per massimizzare il guadagno ottenuto su un

investimento iniziale nullo

Dunque non esistono possibilità di arbitraggio privo di rischio (in quanto, non appena esse nascessero, le

compravendite poste in essere dai partecipanti al mercato le farebbero sparire);

Tema d’esame 6 settembre 2012 – Payoff opzioni call e put

Dopo aver fornito la definizioni di opzioni call e put, precisando il significato della distinzione tra “americane”

ed “europee”, proceda il candidato a illustrare i grafici di payoff relativi alle quattro posizioni su opzioni put e

call, commentandone sinteticamente il contenuto.

Risposta:

L’opzione è un contratto che offre a chi lo possiede il diritto (ma non l’obbligo) di acquistare o vendere l’attività

sottostante a una certa data futura e ad un prezzo fissato.

Le opzioni si dividono in due principali categorie:

 Call: offre a chi la possiede il diritto di comprare un’attività

 Put: offre a chi la possiede il diritto di vendere un’attività

La principale distinzione tra opzioni americane ed europee sta nella scandenza ovvero nelle opzioni stile

americano, il possessore può esercitare il proprio diritto durante tutto il periodo precedente alla scadenza, di

conseguenza, in qualsiasi momento può decidere (a seconda del tipo di opzione, call o put) di acquistare o

vendere il sottostante.

Le opzioni di stile europeo invece, si possono esercitare solo a scadenza. Questo vuol dire che se la scadenza è a

30 giorni, il diritto è esercitabile esclusivamente una volta trascorsi i 30 giorni.

Questo è uno dei motivi per cui vengono preferite le opzioni di tipo americano rispetto a quelle di tipo europeo,

soprattutto quando l’acquisto non ha come fine l’esercizio del diritto (e quindi l’acquisto o la vendita del titolo

sottostante), ma un obiettivo di tipo speculativo.

Distinguiamo tra il compratore dell’opzione (detentore) detiene il diritto di esercitare l’opzione e ha una

posizione lunga nel contratto ed il venditore dell’opzione (emittente o writer) che vende l’opzione e ha una

posizione corta nel contratto

E’ la parte con posizione lunga che ha il diritto di esercitare l’opzione: se ciò accade, la parte con posizione corta

ha l’obbligo di adempiere al contratto.

( per ragioni pratiche non ho replicato qui gli schemi di slide 13 e 15 della sezione 2.1)

Per quanto riguarda una opzione call, dal punto di vista del detentore dell’opzione ci troviamo di fronte ad una

situazione iniziale di perdita ( -C) pari al costo di acquisizione della call che rimane tale fino al raggiungimento

dello strike price dove il compratore esercita tale opzione ed ottiene in cambio un sottostante S che può vendere ,

*

ottenendo un profitto pari a K-S ( se K>S il compratore non esercita tale opzione)

Mentre dal punto di vista di un emittente di tale opzione la situazione è perfettamente speculare in quanto ci

troviamo una zona di profitto( +C) che perdura fino al raggiungimento dello strike price dove se il compratore

esercita l’opzione ci troviamo di fronte ad una perdita pari a K-S

Passando all’opzione put distinguiamo le due posizioni lunga e corta.

L’acquirente della put è come se detenesse una posizione corta nell’attività sottostante, eccetto il fatto che essa

protegge da eventuali oscillazioni estreme verso l’alto del prezzo dell’azione.

Infatti l’acquirente della put , al momento della contrattazione, paga -P in cambio dell’opzione di acquistare ad

un prezzo K il sottostante S, di conseguenza si ritrova ad avere una posizione lunga su put ( grafico p 15) in forza

del quale si ritrova ad avere un area di profitto fino a che non decide di esercitare la put.

Alla scadenza se non esercita tale put si troverà in una area di perdita pari a -P.

Alternativamente il writer della put si ritrova ad avere un’area di perdita fino a che non si ritrova a pagare il

prezzo di esercizio K per l’acquisizione del sottostante.

[non mi è molto chiaro il payoff della put]

Domande prove totali

Domande 2014

Tema d’esame 9 gennaio 2014 – Ruolo dei covenants nelle operazioni di finanziamento (set 3.1)

Dopo averne illustrato le principali tipologie, illustri il candidato quale sia il ruolo dei covenants nelle

operazioni di finanziamento delle imprese, alla luce della teoria dei costi di agenzia finanziari.

Le covenants sono definibili come “clausole di salvaguardia” che tutelano i creditori di un’impresa contro i

comportamenti opportunistici che l’azionista-manager (a-m) potrebbe adottare nella gestione dell’impresa stessa

mettendo a repentaglio il tornaconto del denaro investito. Allora l’a-m accetta l’inclusione di queste clausole

come alterativa ad una richiesta di un tasso d’interesse maggiore.

Le covenants si distinguono in:

- CLAUSOLE POSITIVE (Impongono obblighi “di fare”, di mantenere un certo comportamento):

- Mantenere il livello di capitale circolante ad un certo livello minimo stabilito.

- Fornire prospetti finanziari periodici al finanziatore

- CLAUSOLE NEGATIVE (obblighi di “non fare”):

- Limitare l’ammontare dei dividendi pagabili.

-Impedire di dare come garanzia asset aziendali ad altri finanziatori.

- Vietare la vendita di asset importanti senza l’approvazione preventiva del finanziatore.

- Impedire di emettere nuovi titoli di debito a lungo termine.

-

Tema d’esame 23 gennaio 2014 – Restrizioni di arbitraggio opzioni call

Illustri il candidato, commentandone sinteticamente il contenuto, le tre restrizioni di arbitraggio riguardanti la

giusta collocazione temporale (timing) per l’esercizio di un’opzione call.


ACQUISTATO

24 volte

PAGINE

11

PESO

195.03 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e legislazione d'impresa (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ElisaSorrentino12 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Finanza aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Signori Andrea.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in economia e legislazione d'impresa (milano)

Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda - Appunti
Appunto
Riassunto esame Scienze delle Finanze, prof. Ambrosanio, libro consigliato "Elementi di Scienza delle finanze" di Artoni
Appunto
Riassunto esame Revisione aziendale e controllo dei conti, prof. Bauer, libro consigliato "La revisione legale" di R. Bauer
Appunto
Analisi di bilancio - Metodologie II
Appunto