Idrologia ed infrastrutture idrauliche
Esercitazione 1: Idrostatica e calcolo della spinta
Esercizio 1: Calcolo della spinta su una superficie piana verticale
Calcolare la spinta sulla parete verticale di un recipiente parallelepipedo contenente acqua (γ = 9810 N/m3) per un’altezza h = 1,5 m e di larghezza b = 2 m.
Dati:
γ = 9810 [N/m]
h = 1.5 [m]
b = 2 [m]
La spinta su una superficie piana è diretta normalmente alla superficie stessa con modulo pari al prodotto della pressione nel suo baricentro per l’area della superficie, ovvero: S = γ * h0 * A = p0 * A, dove: h0 è l’affondamento del baricentro rispetto al piano dei carichi idrostatici (h0 = h/2).
A = 3 [m2]
h0 = 0.75 [m]
p0 = 7357.5 [N/m2]
S = 22072.5 [N]
Resta ancora da individuare il punto di applicazione della spinta, il centro di spinta. Si può affermare che l’asse delle x è di simmetria per la superficie A, quindi η = 0. La coordinata ξ si calcola uguagliando il momento risultante con l’integrale del momento della spinta elementare rispetto all’asse x: S * ξ = γ * senα * I, dove: I è il momento d’inerzia della sezione pari a I = (b * h3)/12 (considerando assi baricentrici).
Si ricava inoltre che: S = γ * M * senα dove: M è il momento statico di A rispetto alla retta di sponda pari a M = x0 * A.
Si ottiene quindi: ξ = I/M
I = 0.56 [m4]
M = 2.25 [m3]
ξ = 0.25 [m]
Esercizio 2: Calcolo della spinta su una parete piana inclinata
Calcolare il peso G della paratoia rettangolare incernierata in C e larga b = 1 m affinché rimanga in equilibrio nella posizione indicata in figura (inclinata di α = 45° rispetto all’orizzontale) considerando un tirante idrico h = 1,2 m.
Dati:
γ = 9.81 [kN/m3]
h = 1.2 [m]
b = 1 [m]
α = 0.79 [rad]
Come l’esercizio 1, si calcola il valore della spinta esercitata dal fluido sulla parete inclinata mediante la seguente relazione: S = γ * h0 * A = p0 * A dove: A = CR * b
CR = 1.7 [m]
x0 = 0.85 [m]
A = 1.7 [m2]
h0 = 0.6 [m]
p0 = 5.8 [m]
S = 9.99 [m]
Anche per le coordinate del centro di spinta sono valide le considerazioni dell’esercizio precedente: I = (b * CR3)/12; M = x0 * A; ξ = I/M
I = 0.41 [m4]
M = 1.44 [m3]
ξ = 0.28 [m]
Infine, per il calcolo del peso si ha: Sy = Sx = 7.06 [kN]
b = 0.6 [m]
G = b * 0.4 [m]
SG = 9.42 [kN]
Esercizio 3: Calcolo della spinta su una superficie curva
Calcolare la spinta dell’acqua sulla paratoia cilindrica di raggio r = 0,5 m e larga L = 4 m.
Dati:
γ = 9.81 [kN/m2]
r = 0.5 [m]
L = 4 [m]
BE = h = 1 [m]
Si deve calcolare la spinta lungo una superficie curva. Si prende come volume di controllo il semi-cilindro ABC. Poiché la superficie curva rivolge la convessità verso il fluido, il volume isolato con la superficie piana non contiene in realtà fluido; possiamo però immaginare di sostituire alla parete curva la parete piana e di riempire il volume di fluido. Con questa sostituzione non cambiano ovviamente le condizioni di equilibrio del fluido e per il volume racchiuso fra la superficie curva e piana vale la seguente relazione: G + Π0 + Π1 = 0 dove: Π0 è la spinta che la superficie curva esercita sul volume sopra definito; Π1 è la spinta della superficie piana sul volume; G è la risultante delle forze di massa.
La spinta S che il fluido esercita sulla parete curva è proprio uguale a Π0 e si ha perciò: S = Π0 = -G - Π1
La spinta S sulla porzione ABC viene calcolata mediante le sue componenti verticale ed orizzontale (normale all’asse del cilindro). In questo caso è nulla la componente orizzontale diretta secondo le generatrici del cilindro.
La spinta S è pari a:
S0 = 0.5 * γ * h2 * L
La spinta verticale è uguale al peso del volume del semi-cilindro ABC:
S = γ * Wv ABC
A = 0.39 [m2]
S0 = 19.62 [kN]
W semi-cilindro = 31.57 [m2]
Sz = 15.41 [kN]
Esercitazione 2: Richiami di idraulica applicata
Esercizio 1: Calcolo delle portate effluenti a luci a battente
I due serbatoi rappresentati in figura sono collegati da due luci circolari a spigolo vivo L1 e L2, entrambe di diametro D = 0.5 m, caratterizzate da un coefficiente di contrazione Cc = 0.61. Il serbatoio A è alimentato da una portata entrante costante QE, mentre dal serbatoio B defluisce una portata costante QU. In entrambi i serbatoi la superficie libera è a contatto con l’atmosfera e il suo livello rimane costante nel tempo.
- Calcolare la portata entrante e quella uscente, ipotizzando che i serbatoi siano in condizioni stazionarie.
- Ripetere il calcolo quando la superficie libera nel serbatoio B ha raggiunto il livello B’.
Dati:
h1 = 3 [m]
h2 = 2 [m]
D = 0.5 [m]
Cc = 0.61
Il primo punto riguarda una luce a battente rigurgitata in cui le portate effluenti delle luci dipendono solo dalla differenza fra i peli liberi nei due serbatoi A e B. Poiché nel sistema la portata in ingresso e quella in uscita sono costanti, i livelli nei due serbatoi si mantengono costanti nel tempo. Per la continuità della massa risulta che: Qe = Qu = Q1 + Q2
Dato che entrambe le luci L1 e L2 si trovano in condizioni di vena rigurgitata e sono delle stesse dimensioni, le portate effluenti delle due luci sono uguali:
Q1 = Q2
Applicando l’equazione di Bernoulli per il caso di luce a battente rigurgitata si possono calcolare le portate effluenti dalla luce a battente:
Q1 = Q2 = μ * A * sqrt(2 * g * h)
dove: μ è il coefficiente di efflusso ovvero il prodotto tra il coefficiente di contrazione Cc e il coefficiente di velocità Cv
H = 5 [m]
Qa = 0.52 [m3/s]
Carico idraulico h3 = 4 [m]
Qb = 0.52 [m3/s]
Dislivello d = 1 [m]
Qe = 1.04 [m3/s]
Coeff. Velocità Cv = 0.98
Coeff. Efflusso μ = 0.6
Nel secondo punto il serbatoio B ha raggiunto il punto B’, e quindi si passa ad un efflusso libero nell’atmosfera in cui l’affondamento h è dato dalla differenza di quota fra il pelo libero della superficie e il baricentro della luce. In questo caso le portate effluenti sono diverse poiché i loro baricentri si trovano a quote diverse, pur avendo le stesse dimensioni. La portata entrante è pari alla somma di Q1 e di Q2 e per il principio della conservazione della massa vale ancora Qu = Qe.
h3 = 3 [m]
Qa = 0.90 [m3/s]
Affondamento h3 = 2 [m]
Qb = 0.74 [m3/s]
Coeff. Velocità Cv = 0.98
Qe = 1.64 [m3/s]
Coeff. Efflusso μ = 0.6
Esercizio 2: Regolazione di una paratoia
La paratoia piana di figura ha lo scopo di regolare la portata defluente in un canale rettangolare posto a valle di essa, avente larghezza B = 4m, uguale a quella della paratoia. Si consideri un coefficiente di contrazione per la paratoia pari a CC= 0.65 e un carico a monte hm = 3m. Determinare l’apertura a della paratoia tale che la portata defluente nel canale sia Q = 5 m3/s.
Dati:
hm = 3 [m]
Qe = 5 [m3/s]
B = 4 [m]
Cc = 0.65
È il caso di una luce a battente con vena parzialmente contratta in cui la portata in uscita dalla luce, come nell’esercizio precedente, dipende solo dalla differenza del pelo libero nel serbatoio di monte e di quello di nel canale a valle della luce. Poiché è nota la portata effluente ed incognita l’altezza della luce allora si deve risolvere la seguente equazione di efflusso: Q = μ * a * B * sqrt(2 * g * (hm – CC * a)) dove: a è l’altezza incognita della luce.
Per fare questo si utilizza la funzione “Ricerca obiettivo” di Excel.
Coeff. Velocità Cv = 0.98
Coeff. Efflusso μ = 0.64
a = 0.26
Q(a) = 5.00
F.O. = 0.00
Esercizio 3: Dimensionamento luce a stramazzo
La vasca A è alimentata da un canale C di larghezza B = 1m ed è allo stesso tempo in comunicazione con la vasca B attraverso una luce in parete sottile. La vasca B è a sua volta in comunicazione con l’atmosfera attraverso un tubo addizionale. Sia la luce tra le vasche A-B che il tubo in uscita dalla vasca hanno diametro D = 0.25m. Il carico hm a monte dello stramazzo Bazin è, invece, pari a 0.25 m. Assumendo che il regime di moto è permanente, che la velocità nelle vasche sia trascurabile e che il livello nelle vasche resti costante, calcolare la portata effluente dallo stramazzo Bazin qC, il carico hB nella vasca B e il dislivello fra i peli liberi hA e hB nelle vasche A e B.
Dati:
hm = 0.25 [m]
D = 0.25 [m]
B = 1 [m]
Cc = 0.61
In questo caso abbiamo una luce a stramazzo, luce a battente nullo; cioè luce in cui il contorno non sia completamente lambito dalla vena effluente. Lo stramazzo più diffuso è il cosiddetto stramazzo Bazin, rettangolare, con contrazione completa alla base e contrazione soppressa sui fianchi. I livelli nelle vasche A, B e nel canale C rimangono costanti per ipotesi, quindi la portata effluente dallo stramazzo Bazin q sia la stessa che fuoriesce dalla luce a parete sottile qa e dal tubo addizionale qb:
qa = qb = qc
La portata richiesta si calcola applicando l’equazione di efflusso dello stramazzo a parete sottile del tipo Bazin:
Q = μs * (L + sqrt(2 * g * hs)) dove: μs è il coefficiente di efflusso calcolato per via sperimentale ed è pari a μs = (2/3) * μ, con μ il coefficiente di efflusso da una luce a battente in parete sottile; h in questo caso è hm.
Quindi, per lo stramazzo Bazin si ha:
Cv = 0.98
μ = 0.6
μs = 0.4
qs = 0.22 [m]
Nota la portata effluente dallo stramazzo e, quindi, dalle portate successive, è possibile calcolare il carico nella vasca B utilizzando la legge di efflusso per luci a battente con tubo addizionale esterno, risolvendola rispetto all’affondamento hB, ovvero:
Q = 0.8 * A * sqrt(2 * g * hB)
Cv = 0.98
μ = 0.60
A = 0.05 [m2]
hB = 1.63 [m]
Infine, è possibile calcolare il dislivello d fra i peli liberi delle due vasche A e B:
Q = μ * A * sqrt(2 * g * d)
Cv = 0.98
μ = 0.60
A = 0.05 [m2]
d = 2.84 [m]
Esercitazione 3: Correnti a superficie libera
Esercizio 1: Calcolo delle portate di moto uniforme
Parte 1
Calcolare le portate di moto uniforme transitanti nel canale a sezione composita di figura per intervalli di altezza della superficie libera variabili da un minimo di h1 = 0.1 m fino al completo riempimento della sezione (hr = 2.5 m). Si supponga che la larghezza della sezione rettangolare del canale sia pari a b = 3 m e la sua altezza sia α = 45°. L’altezza totale della sezione, valutata a partire dal fondo è hR = 2.5 m. La pendenza longitudinale del canale è pari a i = 0.001. Per il calcolo della scabrezza si utilizzi la formula di Strinckler-Manning, con un valore del coefficiente di Strickler pari a Ks = 65.
Dati:
b = 3 [m]
α = 0.785398 [rad]
LG = 3 [m]
Sezione trapezia m = 1
Bmin = 9 [m]
h = 2.5 [m]
Sezione composita Ks = 65 [m1/3 s-1]
i = 0.001
Le correnti a pelo libero sono caratterizzate dall’avere una parete della loro superficie di contorno, e precisamente quella superiore, non a contatto con una parete solida, ma con un gas, che nella più grande generalità dei casi è l’atmosfera. Finché il livello di h si mantiene inferiore o uguale all’altezza della sezione rettangolare del canale, la scala di deflusso può calcolarsi con le formule per la sezione rettangolare, ovvero:
AREA BAGNATA: Ab = hi * Bi
CONTORNO BAGNATO: Cb = B + 2 * hi
RAGGIO IDRAULICO: Rb = Abi / Cbi
CHEZY: X = ks * (Rbi)1/6
PORTATA: Q = X * Abi * (Rbi * i)
dove: i è la pendenza; x è un coefficiente (indice di scabrezza)
La formula della portata lega in modo univoco quest’ultima all’altezza h in condizioni di moto uniforme; la chiameremo “Scala delle portate”. Quando il livello di h supera l’altezza della sezione rettangolare del canale, si deve considerare anche l’area del trapezio, con le seguenti formule:
AREA BAGNATA: Ab = Ab max(rettangolo) + dh (b + h / m)
CONTORNO BAGNATO: Cb = Cb max(rettangolo) + 2 * Lg + 2 * dh * sqrt(1 + 1/m2)
Dove: Ab max e Cb max sono i valori massimi ottenuti a h = 1.5 m, b è la base minore del trapezio, m è la pendenza dei lati obliqui.
| h [m] | AB [m2] | CB [m] | RB [m] | χ [m1/3 s-1] | Q [m3/s] |
|---|---|---|---|---|---|
| 0.10 | 0.30 | 3.20 | 0.09 | 43.81 | 0.13 |
| 0.20 | 0.60 | 3.40 | 0.18 | 48.68 | 0.39 |
| 0.30 | 0.90 | 3.60 | 0.25 | 51.59 | 0.73 |
| 0.40 | 1.20 | 3.80 | 0.32 | 53.64 | 1.14 |
| 0.50 | 1.50 | 4.00 | 0.38 | 55.20 | 1.60 |
| 0.60 | 1.80 | 4.20 | 0.43 | 56.44 | 2.10 |
| 0.70 | 2.10 | 4.40 | 0.48 | 57.46 | 2.64 |
| 0.80 | 2.40 | 4.60 | 0.52 | 58.32 | 3.20 |
| 0.90 | 2.70 | 4.80 | 0.56 | 59.06 | 3.78 |
| 1.00 | 3.00 | 5.00 | 0.60 | 59.70 | 4.39 |
| 1.10 | 3.30 | 5.20 | 0.63 | 60.26 | 5.01 |
| 1.20 | 3.60 | 5.40 | 0.67 | 60.75 | 5.65 |
| 1.30 | 3.90 | 5.60 | 0.70 | 61.20 | 6.30 |
| 1.40 | 4.20 | 5.80 | 0.72 | 61.60 | 6.96 |
| 1.50 | 4.50 | 6.00 | 0.75 | 61.96 | 7.64 |
| 1.60 | 5.41 | 12.28 | 0.44 | 56.70 | 6.44 |
| 1.70 | 6.34 | 12.57 | 0.50 | 58.00 | 8.26 |
| 1.80 | 7.29 | 12.85 | 0.57 | 59.14 | 10.27 |
| 1.90 | 8.26 | 13.13 | 0.63 | 60.17 | 12.46 |
| 2.00 | 9.25 | 13.41 | 0.69 | 61.10 | 14.84 |
| 2.10 | 10.26 | 13.70 | 0.75 | 61.94 | 17.39 |
| 2.20 | 11.29 | 13.98 | 0.81 | 62.73 | 20.12 |
| 2.30 | 12.34 | 14.26 | 0.87 | 63.45 | 23.03 |
| 2.40 | 13.41 | 14.55 | 0.92 | 64.13 | 26.11 |
| 2.50 | 14.50 | 14.83 | 0.98 | 64.76 | 29.36 |
Scala di deflusso
h: 3.00, 2.50, 2.00, 1.50, 1.00, 0.50, 0.00
Q: 0.00, 5.00, 10.00, 15.00, 20.00, 25.00, 30.00, 35.00
Parte 2
Calcolare la scala di deflusso del collettore fognario a sezione circolare con diametro D = 0.5 m. La pendenza longitudinale del collettore pari a i = 0.001. Per il calcolo della scabrezza si utilizza la formula di Strickler-Manning, con un valore del coefficiente di Strincler pari a Ks = 65.
Dati:
D = 0.5 [m]
i = 0.001
Ks = 65 [m1/3 s-1]
Anche nel secondo caso si può calcolare la portata in moto uniforme con la “Scala delle portate” facendo sempre uso della formula di Chezy:
Q = X * Abi * (Rbi * i)
Per procedere con il calcolo bisogna considerare anche le seguenti formule matematiche (formule caratteristiche delle sezioni circolari):
φ = arcos(1 - (2 * h)/D)
A = (r2/2) * (φ - sinφ)
C = r * φ
R = A/C
| h/D | φ [rad] | A [m2] | C [m] | R [m] | χ [m1/3 s-1] | Q [m3/s] |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 0.05 | 0.10 | 1.29 | 0.01 | 0.32 | 36.58 | 0.00 |
| 0.10 | 0.20 | 1.85 | 0.03 | 0.46 | 40.70 | 0.01 |
| 0.15 | 0.30 | 2.32 | 0.05 | 0.58 | 43.14 | 0.02 |
| 0.20 | 0.40 | 2.74 | 0.07 | 0.68 | 44.79 | 0.03 |
| 0.25 | 0.50 | 3.14 | 0.10 | 0.79 | 45.96 | 0.05 |
| 0.30 | 0.60 | 3.54 | 0.12 | 0.89 | 46.77 | 0.07 |
| 0.35 | 0.70 | 3.96 | 0.15 | 0.99 | 47.28 | 0.08 |
| 0.40 | 0.80 | 4.43 | 0.17 | 1.11 | 47.49 | 0.10 |
| 0.45 | 0.90 | 5.00 | 0.19 | 1.25 | 47.33 | 0.11 |
| 0.50 | 1.00 | 6.28 | 0.20 | 1.57 | 45.96 | 0.10 |
Si disegna infine la scala di deflusso del collettore fognario a sezione circolare riportando in ascissa i valori delle portate Q e in ordinata i valori delle h.
Scala di deflusso
h: 0.60, 0.50, 0.40, 0.30, 0.20, 0.10, 0.00
Q: 0.00, 0.02, 0.04, 0.06, 0.08, 0.10, 0.12
Esercizio 2: Passaggio della corrente attraverso una paratoia piana
Si consideri la situazione di figura (non recuperabile), in cui in un canale rettangolare di larghezza B = 3 m e pendenza longitudinale iF = 0.0007 m/m viene inserita una paratoia di luce a = 0.5 m. Siano Q = 3 m3/s la portata transitante nel canale, Cc = 0.60 il coefficiente di contrazione della paratoia e ks = 60 la scabrezza del canale. Determinare qualitativamente le condizioni e i profili di moto che si instaurano a monte e a valle della paratoia. Nel caso in cui si formasse un risalto idraulico, calcolarne le altezze di moto coniugate.
Dati:
B = 3 [m]
a = 0.4 [m]
Cc = 0.60
k = 60 [m1/3 s-1]
i = 0.0007
Q = 3 [m3/s]
Per studiare il possibile comportamento della corrente quando influenzata dalla presenza di una paratoia bisogna conoscere il tipo di alveo che si sta considerando: nel caso di un alveo a debole pendenza si verificherà un risalto a valle della paratoia, mentre nel caso di alveo a forte pendenza si avrà un risalto a monte della paratoia. Per capire in quale delle due situazioni precedenti ci troviamo bisogna calcolare l’altezza di moto uniforme (relativa ad una sezione a monte o a valle della paratoia, sufficientemente lontana da non essere influenzata dalla presenza della paratoia stessa) e confrontarla con quella critica k.
Si avranno, così, due casi:
- Se h0 > k allora l’alveo è a debole pendenza;
- Se h0 < k allora l’alveo è a forte pendenza.
Iniziamo con il calcolare l’altezza di moto uniforme per la sezione e la portata date mettendoci nella sezione di monte dove il moto è uniforme, ovvero dove non si sente ancora della paratoia. Per fare ciò usiamo la Funzione Obiettivo di Excel. Siamo in una sezione rettangolare in quanto B >> h quindi:
h0 = 0.92 [m]
E = 0.98 [m]
A(h0) = 2.75 [m2]
k = 0.65 [m]
C(h0) = 4.83 [m]
R(h0) = 0.57 [m]
χ(h0) = 54.62 [m1/3 s-1]
Q0(h0) = 3.00 [m3/s]
F.O. = 0.00 [m3/s]
Si è trovato così che si tratta di un alveo a debole pendenza perché k < h0.
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