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I fabbricati industriali

1 - Illustrare i vantaggi dei fabbricati a un solo piano rispetto a quelli a più piani

I fabbricati ad un solo piano consentono l’adozione di layout più flessibili, prestandosi meglio a

future variazioni di layout e ad ampliamenti dell’impianto. é possibile adottare maglie più ampie

e trasportare carichi maggiori, i fabbricati a più piani sono inoltre più indicati per le lavorazioni

che presentano pericoli di incendi e di esplosioni.

2 - Elencare le caratteristiche che devono possedere le fondazioni dei macchinari di

quest’anno Carlin quando ha proiettato

uno stabilimento industriale (Commento: le slide su

questo argomento ha detto che era a semplice scopo informativo. Emanuele)

Devono resistere a sollecitazioni dinamiche, devono assicurare l’ancoraggio dei macchinari,

evitare la messa in risonanza e la trasmissione delle vibrazioni al terreno ed alle strutture del

fabbricato: a tali fini, si realizzano fondazioni aventi una grande massa e si impiegano supporti

elastici e antivibranti fra i macchinari e le fondazioni.

3 - Individuazione dei criteri per la scelta di un fabbricato industriale

4 - Suddivisione verticale presente in uno stabilimento industriale (IMP)

-Livello -1 (ospita alcuni servomezzi, locali macchina e fondazioni)

-Livello 0 (disposizione delle unità operatrici, passaggio degli operatori, piano di transito

dei trasporti interni)

-Livello 1 (ospita i sistemi di trasporto aerei)

-Livello 2 (tra livello 1 e hsfc, ospita le linee di distribuzione di alcuni servomezzi)

Definizione di “maglia” e “altezza netta sotto filo catena” (con relativi schemi grafici)

5 -

6 - Descrizione delle principali tipologie di strutture portanti di un fabbricato (IMP)

7 - Evidenziare le principali prestazioni e caratteristiche richieste alle coperture dei

fabbricati (IMP)

8 - Caratteristiche principali delle uscite di emergenza

9- Elencare i principali sistemi di illuminazione a luce naturale utilizzati negli

stabilimenti industriali, evidenziandone le caratteristiche (IMP)

I principali sistemi di illuminazione sono i seguenti: lastre traslucide, lucernari a shed (

facilitano il posizionamento dei pannelli solari), illuminamento zenitale (quest’ultimo in

particolare ha soppiantato i lucernari a shed, grazie alla proprietà di fare passare molta luce

evitando comunque fenomeni di abbagliamento). La risposta può essere migliorata in base a

quanto ci disse Carlin?

9bis- Schematizzare e descrivere la struttura di copertura del tipo a shed. Spiegare la

funzione di lucernari e cupolini predisposti sulle coperture dei fabbricati (IMP)

10- Descrivere le principali problematiche connesse allo sfruttamento della luce

naturale negli stabilimenti industriali. (IMP)

I principali problemi sono legati alla necessità di integrazione della luce naturale diurna con

l’illuminazione artificiale. Altre problematiche sono collegate all’abbagliamento, alle dispersioni

termiche causate da ampie superfici vetrate, alla necessità di mantenere pulite le stesse

precisione possono risentire dell’illuminamento diretto a

superfici. Talvolta, strumenti di elevata

causa delle dilatazioni termiche; l’illuminazione può inoltre variare in funzione dell’aggiunta di

nuovi servizi posti in alto.

Dare la definizione di “Piano regolatore generale” con l’aiuto

11- di un esempio

grafico.(IMP) Lo studio del layout

– Illustrare il metodo delle intensità di traffico spiegandone l’utilità.

1

È un metodo attraverso il quale è possibile scegliere la disposizione dei reparti che ottimizza,

sia in termini economici sia in termini di tempo, i flussi di materiale. Ipotizzando che uno

stabilimento industriale produca 6 prodotti (denominati per comodità con A,B,C,D,E,F) e che

all’ interno di tale stabilimento siano presenti 10 reparti, si identificano i cicli produttivi a cui

ogni prodotto è sottoposto individuando, ad esempio, il numero di contenitori al mese:

A questo punto si riportano verticalmente i reparti e orizzontalmente la numerazione inversa.

Facendo riferimento ad esempio al reparto 1, l’unico reparto con cui avviene scambio di

materiale è il reparto 2: ciò implica che i due reparti debbano stare vicini per minimizzare i

costi ed i tempi di scambio. Lungo la diagonale è indicato il numero di contenitori che

interessano il reparto (sia in arrivo sia in partenza); ad esempio il reparto 1, essendo il primo

reparto di ogni ciclo produttivo, sarà interessato da sole spedizioni, in questo caso 430.

2 Spiegare la differenza tra buffer e magazzino interoperazionale.

Il buffer è un’area all’interno della quale vengono depositati temporaneamente gli accumuli di

un dato prodotto in modo da poter gestire, ad esempio, eventuali ritardi (o anticipi) di

produzione per problemi sulla linea di produzione. Il magazzino interoperazionale è un’area

all’interno della quale vengono stoccati i prodotti che hanno subito certe lavorazioni (si tratta

dunque di prodotti semilavorati) e che possono essere ancora customizzati se necessario: ad

esempio, se su tutti i prodotti devono essere compiute un certo numero di operazioni e solo su

una parte di essi devono essere compiute delle ulteriori operazioni si ricorre ad un magazzino

interoperazionale. Quello che differenzia buffer e magazzino interoperazionale è la modalità

di stazionamento dei materiali: nel buffer sostano per un tempo limitato, in attesa di lavorazioni

immediate, nel magazzino interoperazionale per un tempo indeterminato.

3- Elencare le occasioni da cui scaturisce la necessità di studiare il layout

4- Caratteristiche principali del layout per prodotto / per processo / a punto fisso / a

isole

5- Situazioni a vantaggio del layout per prodotto / per processo

6- Illustrare i vantaggi del layout ad isole

Il layout ad isole si caratterizza per la sua grande flessibilità in quanto è in grado di soddisfare i

cicli di lavorazione di prodotti che, pur appartenenti alla stessa famiglia, sono profondamente

diversi. L’isola si configura come uno spazio autonomo che, grazie alle dimensioni contenute,

consente di limitare i rimaneggiamenti dei materiali e il fabbisogno di manodopera, in quanto

un unico operatore è in grado di gestire più unità operatrici. Si presenta inoltre particolarmente

adatto a subire modifiche di layout.

7- Scrivere la formula per la determinazione del costo totale dei trasporti interni, dando

una definizione dei termini che vi compaiono

8-Indicare le forme tipiche di fabbricati industriali in relazione al flusso dei materiali,

con l’indicazione delle possibilità e modalità di ampliamento. (p. 21 Monte)

Definire il concetto di “lavoro a flusso teso”

9-

Il lavoro a flusso teso è la metodologia di produzione secondo cui le informazioni riguardanti i

pezzi da produrre e le rispettive quantità viaggiano a ritroso dal reparto di valle a quello di

monte. I questo modo, la produzione segue esattamente le esigenze del mercato (vengono

prodotti gli oggetti giusti al momento giusto, ossia solo quando effettivamente vi è una

richiesta da parte del cliente) riducendo le scorte a magazzino e gli sprechi tipici della

sovrapproduzione.

10-Definire il concetto di diagramma di lavorazione; rappresentare e spiegare la

simbologia ad esso connessa secondo il metodo ASME

Un diagramma di lavorazione è la rappresentazione schematica (tipicamente in forma di

diagramma di flusso) della successione delle operazioni produttive, dei trasporti, dei collaudi,

delle soste e degli immagazzinamenti relativi a ciascun particolare d un prodotto: consente di

presentare in forma concisa e chiara la sequenza delle operazioni che caratterizzano una

lavorazione. La normativa ASME indica i simboli da utilizzare per rappresentare le operazioni

fondamentali suddette:

- il cerchio indica una fase produttiva della lavorazione, ossia una fase in cui si aggiunge

valore;

- il quadrato indica un controllo od un collaudo;

- il trangolo indica una fase di immagazzinamento (si noti che due triangoli, riferiti ai magazzini

materie prime e prodotti finiti, aprono e chiudono ogni diagramma di lavorazione).

graficamente l’andamento delle vendite di un prodotto in funzione del

11-Rappresentare

tempo, nei casi di andamento tradizionale e attuale. Rappresentare la curva

e gli andamenti di fatturato e redditività in funzione dell’evoluzione

congiuntura-tempo

del ciclo di vita del prodotto. al giorno d’oggi l’immissione sul

Come si evince dal confronto fra i due grafici vendite-tempo,

mercato di un nuovo prodotto è decisamente più rapida: grazie ai nuovi mezzi di

comunicazione, i clienti hanno modo di conoscere i nuovi items in tempi estremamente ridotti.

Per contro, la permanenza sul mercato è molto più breve in quanto mediamente le merci

perdono appeal più rapidamente che in passato.

Si definisce congiuntura l’andamento economico di un Paese, fondamentale per la valutazione

dei costi di costruzione di fabbricati ed impianti industriali, nonché per stabilire la potenzialità

da assegnare a detti impianti. È caratterizzato dalle seguenti fasi: ripresa, prosperità,

recessione, depressione. Inserire diagramma pag 13.

é evidente che la redditività segua sempre il fatturato: è necessario vendere una certo

quantitativo di prodotti prima di pareggiare le spese di produzione.

12-Voglio produrre 100000pezzi/anno, gli scarti di lavorazione sono pari al 6% il

e ci sono 2000 ore lavorative all’anno. Calcolare la

rendimento è pari al 75%

potenzialità da richiedere all’impianto in termini di pezzi/ora. ( sol 70p/h)

13- Cosa si intende per rendimento di una macchina?

è il rapporto fra il tempo di effettivo funzionamento della macchina ed il tempo totale di lavoro.

14- Spiegare la differenza tra corridoio principale e corridoio di reparto.

I corridoi principali hanno larghezze caratteristiche comprese solitamente tra i 3 e i 5 metri,

consentono il transito tra i reparti e attraversano tutto lo stabilimento. I corridoi di reparto

possono attraversare il reparto, servono a gestirne la logistica interna, hanno larghezze

caratteristiche solitamente comprese tra 2 e 4 metri.

15- Elencare gli elementi occorrenti per lo studio di un layout efficace.

16-Elencare i principi di economia dei movimenti relativi alla definizione dei posti di

lavoro.

17- Spiegare in cosa consiste il metodo grafico e la sua funzione.

18-Elencare i criteri per la scelta del plant layout.

19-Spiegare la differenza tra layout per prodotto e produzione in linea.

Varie

1 - Spiegare la differenza tra sfrido e scarto

Lo sfrido è il materiale in eccesso che viene eliminato durante una lavorazione al fine di

ottenere il prodotto finito (ad esempio il truciolo in una lavorazione al tornio o la segatura in

una lavorazione del legno). Lo scarto è invece un prodotto finito che, non soddisfando gli

standard qualitativi dell’azienda, non può essere messo sul mercato.

Impianti termici

1- Elencare i tre documenti di base che scandiscono le fasi della progettazione

Progetto preliminare, definitivo, esecutivo

2- Elencare le principali normative in campo impiantistico

Decreto del Presidente della Repubblica 21-12-1999 n. 554 in materia di lavori pubblici; legge

10/91 e decreto legislativo 3-3-2011 riguardanti il risparmio energetico e le fonti rinnovabili;

sull’inquinamento acustico; decreto del

legge quadro 26-10-1995 Presidente della Repubblica

1-8-2011 n.151sulla prevenzione incendi; decreto legislativo 81/08 sulla sicurezza.

3- Illustrare il principio di funzionamento delle caldaie a condensazione, spiegando il

motivo per cui il rendimento può superare il 100%

Le caldaie a condensazione sfruttano il calore generato dalla combustione di combustibili

fossili per scaldare, attraverso un sistema di scambiatori di calore, l’acqua circolante nelle

tubazioni (confluenti, a seconda dei casi, nei classici termosifoni, nei pannelli radianti, o in altri

dispositivi di riscaldamento.). A differenza delle caldaie tradizionali, le caldaie a

condensazione riescono a raffreddare i fumi della combustione fino a portarli a condensazione

(grazie principalmente ai metalli particolarmente resistenti con cui sono realizzati gli

scambiatori), recuperando in tal modo il calore latente del vapore d’acqua, prodotto della

reazione di combustione. Essendo il rendimento delle macchine termiche riferito al potere

calorifico inferiore del combustibile, è evidente come il rendimento delle caldaie a

condensazione possa superare l’unità, in quanto al QI deve esser sommato, come spiegato, il

calore latente di vaporizzazione dell’acqua.

4- Vantaggi e svantaggi delle pompe di calore geotermiche

Vantaggi: costo inferiore rispetto alle pompe condesate ad aria, COP superiore (compreso fra

4 e 5 a fronte del 2,5-3,5 tipico delle pompe ad aria) e più stabile (la temperatura del terreno è

circa costante durante tutto l’arco dell’anno). Svantaggi: costo elevato delle sonde.

5- Vantaggi dei pannelli radianti

Temperatura dell’acqua inferiore a quella richiesta dai termosifoni, riscaldamento

dell’ambiente uniforme, maggiore comfort e minori consumi.

Schema della stratigrafia del pavimento per l’installazione di

6- pannelli radianti

Impianti elettrici

1- Schema unifilare con schizzo dell cabina di traformazione MT/BT

2- Caratteristiche principali dei quadri elettrici

3- I 3 metodi di verifica della sovratemperatura di un quadro elettrico

cavi in funzione dell’impiego

4- Suddivisione dei

5- Designazione dei cavi e caratteristiche fondamentali

6- Elementi fondmentali costituenti le blindosbarre

7- Vantaggi delle blindosbarre

Scopo dell’impianto di messa a terra ed elementi costitutivi

8-

9- Ruolo del datore di lavoro nella valutazione del rischio elettrico

Unità di carico

Definire il concetto di “unità di carico” e distinguerne le varie tipologie

1-

Per unità di carico si intende un raggruppamento di materiali avente caratteristiche di forma,

peso e dimensioni le più adatte per una movimentazione facile ed economica e per una buona

utilizzazione dei magazzini e dei mezzi di trasporto interni ed esterni agli impianti industriali.

Fra le unità di carico di più frequante impiego sono da citare: contenitori, palette, container. Di

fondamentale importanza è che le unità di carico siano accatastabili le une sulle altre e

movimentabili con le forche dei carrelli elevatori: le UDC devono quindi essere soprapponibili e

forcolabili.

2- Specificare il settore di utilizzo delle cassette Odette e descriverne le principali

caratteristiche

Le cassette Odette sono impiegate per alimentare i materiali lungo le linee di produzione delle

case automobilistiche (il loro utilizzo si è inizialmente diffuso in USA e Giappone,

successivamente in Europa). Hanno capienza compresa tra 5 e 60 dm3, tali cassette sono:

modulari, movimentabili in pool tra casa automobilistica e fornitori, riciclabili, spostabili sia a

mano che con presa meccanizzata,sovrapponibili, palettizzabili su pallet standard ( le

dimensioni in pianta delle cassette sono dei sottomultipli delle dimensioni standard delle

palette).

Devono avere una conformazione tale da facilitare il trasporto su rulli.

Illustrare i vantaggi derivanti dall’utilizzo di palette unificate.

3-

L’utilizzo di pallet a dimensioni standard facilita gli scambi inter-aziendali di unità di carico

i trasporti gommati, in quanto, grazie all’unificazione degli stessi mezzi di trasporto, il

nonchè

numero di pallet trasportabili su un semitrailer è fissato a 33 (dimensioni della paletta

800x1200).

4- Elenco dei diversi tipi di pallet unificati

Vedere fig 15.14 pag 209

5- Illustrare la sequenza di operazioni prevista in un reparto ricevimento/spedizione

merci

Vedere pag 218

Operazioni effettuabili con l’utilizzo di un sistema informatico per la gestione della

6-

logistica di uno stabilimento

- interventi automatici su singole fasi del flusso logistico;

- coordinamento centrale di tutte le attività in tempo reale;

- determinazione e trasmissione della dislocazione ottimale delle UDC e/o dei colli;

- determinazione del percorso minimo per raggiungere la dislocazione ottimale.

Illustrare i vantaggi dell’utilizzo di UDC

7-

- riduzione dei costi di trasporto;

- riduzione delle riprese e dei rimaneggiamenti dei materiali (che causano sempre sprechi);

ottimizzazione dello spazio occorrente per l’immagazzinamento

- dei materiali;

- riduzione dei tragitti interni ai magazzini ed agli stabilimenti.

Magazzini

Spiegare in cosa consiste l’analisi di Pareto.

1 -

Detto anche metodo ABC, è utile per stabilire quale sia la soluzione di immagazzinamento più

per un dato numero di prodotti. L’analisi può essere condotta su diverse

conveniente

caratteristiche degli articoli (quantità stoccata per articolo, frequenza di prelievo per articolo,

quantità venduta per articolo,...) e dimostra che tendenzialmente viene rispettata la cosiddetta

regola dell’80 20. Volendo ad esempio effettuare l’analisi sulle quantità di u.d.c. di ogni

-

singolo articolo, si procede con l’ individuazione del numero di u.d.c. per articolo e si ottiene un

andamento di questo tipo:

Sull’asse delle ascisse vanno gli articoli in ordine di quantità decrescente e sulle ordinate

vanno le quantità di u.d.c.; a questo punto,si ricava la funzione cumulata e la conseguente

divisione dei prodotti nelle categorie A,B,C:

:

Sull’asse delle ascisse ci sono la % di articoli considerati e sulle ordinate le quantità

percentuali. A questo punto:

classe A: pochi articoli (10% all’incirca) e alte quantità (80% all’incirca), per questi serve una

-

gestione rigorosa perchè costituiscono una gran parte del capitale investito;

- classe B: discreto numero di articoli (30%) e discrete quantità ( 15%), si può essere meno

rigorosi;

- classe C: alto numero di articoli (60%) e basse quantità (5%), costituiscono una parte minima

del capitale.

1.1-Spiegare cosa sono le 4 curve ABC, a cosa servono e in cosa si differenziano

1)Quantità di UDC per codice

2)Valore unitario per codice

3)Frequenza di prelievo per codice

4)Volumetria associata ad ogni codice

1.2- Spiegare il concetto di analisi ABC declassata.

Parliamo di analisi ABC declassata quando non è ben marcata la variazione di pendenza della

curva ABC.

In che modo l’analisi ABC risulta ottimale nell’individuazione della soluzione di

2-

immagazzinamento migliore?

L’analisi ABC si rivela particolarmente efficace conducendola incrociata, cioè effettuarla su

due caratteristiche degli articoli. Conducendola su quantità di u.d.c. e frequenza di

movimentazione si ottengono le classi A,B e C relative alle due caratteristiche ed è possibile

individuare la soluzione migliore: ipotizzando di avere un articolo che fa parte della categoria A

nelle quantità (dunque grandi quantità e presumibilmente grandi volumi) e della categoria C

nella frequenza di movimentazione (dunque bassa frequenza) si può usare la soluzione a

catasta perchè consente di sfruttare la superficie e non ha alti indici prestazionali in termini di

movimentazione.

3- Spiegare cosa si intende per FIFO e LIFO

modalità di stazionamento dei materiali all’interno di un magazzino: la logica

Si tratta di due

FIFO prevede che la prima UDC stoccata sia anche la prima ad essere prelevata, mentre

seguendo la LIFO è l’ultima UDC stoccata ad essere prelevata per prima. é evidente come la

gestione LIFO possa essere adottata solo quando non ci siano problemi legati al

deterioramento dei materiali. La FIFO può essere attuata agevolmente impiegando degli

richiede l’utilizzo di scaffali

scaffali a gravità o passanti di tipo drive-through, mentre la LIFO

drive-in.

4-Elencare quali sono i tipi di deposito

I depositi si dividono in due macrogruppi,depositi di fabbrica e depositi distributivi. I depositi di

fabbrica hanno funzione di immagazzinamento di materiale destinato a lavorazioni successive

o a spedizione. I depositi distributivi ricoprono un ruolo puramente logistico,si occupano di

distribuire sul territorio i prodotti.

- depositi di fabbrica:

- magazzino materie prime

- magazzino interoperazionale (semilavorati)

- magazzino prodotti finiti

- depositi distributivi:

- centrali

- periferici

- centri di distribuzione (CE.DI.)

- transit point (punti di attraversamento)

5-Cosa si intende per supply chain management?

Con il passare degli anni si assiste a una crescente e sempre più intima collaborazione tra il

settore produttivo e il settore della distribuzione al fine di ottimizzare i costi e migliorare il

servizio ai clienti. Questa pratica divenuta ormai prassi è detta supply chain management; con

i grandi fornitori, in particolare, si instaurano rapporti a lungo termine basati su affidabilità

reciproca che prevedono scambi di informazione, garanzia di qualità e condivisione della

logistica.

6-Spiegare le condizioni sotto le quali può essere conveniente adottare una soluzione di

immagazzinamento di tipo catasta

La catasta è un tipo di immagazzinamento avente bassa selettività, elevati sfruttamenti

superficiali e volumetrici(anche se non si può accatastare oltre un certo limite di u.d.c. in

altezza) e bassi costi di gestione uniti,tuttavia, a una difficile monitorazione e scarsa

movimentazione (l’indice di selettività è inferiore all’unità). Risulta, dunque, conveniente se gli

articoli sono pochi ma sono presenti in grande quantità.

7- Elenco dei parametri e indici fondamentali per la caratterizzazione di un magazzino

8- Definizione di vano e locazione

Il vano è lo spazio all’interno di una scaffalatura tradizionale individuato dal passo tra i

montanti, dall’estradosso del corrente inferiore e l’intradosso del corrente superiore (luce netta

del vano). La locazione individua il numero di UDC allocabili in un vano.

9- Definizione di rompitratta e loro funzione

I rompitratta sono dei profilati di collegamento tra i correnti, inseriti per assolvere alle seguenti

funzioni:

- supporto dei contenitori che non possono essere sostenuti dai soli correnti;

- sostegno delle unità di carico, che nel tempo tendono a flettersi se sostenute solamente dai

correnti;

- supporto di colli non raggruppati in unità di carico;

- controventatura fra i correnti di ogni piano.

Situazioni a favore dell’utilizzo di scaffalature mobili

10-

L’impiego di scaffali mobili risulta particolarmente vantaggioso quando si hanno grandi volumi

di materiali a bassa rotazione, in quanto le scaffalature di tipo compactus hanno un alto indice

di sfruttamento volumetrico ma richiedono tempi lunghi per la loro movimentazione. Sono

inoltre una valida soluzione laddove si devono contenere il più possibile le dispersioni di calore

(surgelati); hanno trovato diffusione anche nei settori bancario, amministrativo e dei servizi in

generale quali scaffalature per la conservazione dei documenti.

11- Schema dei cicli singoli e combinati dei trasloelevatori, con formule per il calcolo

dei tempi medi delle missioni.

12- Definizione di torre di controventatura

é un sistema di elementi trasversali funzionanti da tiranti e puntoni inseriti nelle scaffalature

struttura.

passanti (indicativamente ogni 7-8 corsie) per impartire rigidezza all’intera

13- Vantaggi e svantaggi scaffalature tradizionali

Vantaggi: grande flessibilità ed adattabilità alle situazioni più disparate, economicità,

semplicità realizzativa, selettività =1.


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mdst1992

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in ingegneria meccanica
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mdst1992 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Impianti industriali e sicurezza sul lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Torino - Polito o del prof Carlin Antonio.

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