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Domande prova intermedia

Economia dell'energia e gestione dei beni aziendali

Prof. Frey

Qual è il ruolo delle imprese nel perseguimento dell’Agenda 2030?

Il ruolo delle imprese è fondamentale per raggiungere gli obiettivi fissati dall'Agenda 2030; collaborare con altre imprese e sfruttare le nuove tecnologie per modificare i modelli di business diventano due punti indispensabili. Su spinta delle Nazioni Unite nasce il Global Compact (GC) appunto per promuovere, in tutto il mondo, politiche che siano sostenibili e rispettose della responsabilità sociale d'impresa. Il GC inoltre esige che i risultati delle azioni intraprese dalle imprese siano pubblici. Le imprese ovviamente oltre a dichiararsi impegnate in quest’ottica di sostenibilità, devono mettere in atto azioni che portino al reale perseguimento degli obiettivi. Per fare ciò si analizza la capacità dell’impresa stessa di rendicontare, cioè l’accountability. Anche il soggetto finanziario è fondamentale in quanto ricopre il ruolo di direzionare le imprese verso un’ottica sempre più sostenibile. La quasi totalità delle imprese ha recentemente messo in atto sia politiche che abbracciano tutti i dieci principi del Global Compact sia condotte per conseguire i Global Goals. Le imprese hanno concentrato il loro impegno in primis sulla dimensione economica e poi su quella ambientale e sociale.

Utilizzando l’indice di sviluppo umano e l’impronta ecologica indicate perché l’attuale modello di sviluppo è insostenibile

L’indice di sviluppo umano è composto da più variabili quali l'alfabetizzazione, l'aspettativa di vita, l'istruzione e il PIL pro-capite. Questo indice assume valori compresi fra zero e uno. L’impronta ecologica, invece, misura la sostenibilità ambientale ed è calcolata con il suolo fertile a disposizione, cioè con la disponibilità di risorse che negli anni è diminuito al crescere della popolazione.

L’attuale modello di sviluppo è insostenibile perché nessun paese consuma, ad oggi, l’ottimale quantità di risorse, in termini di sviluppo sostenibile. Lo sviluppo sostenibile deve soddisfare i bisogni del presente senza danneggiare la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni. Oggi i paesi dell’Occidente sfruttano più risorse di quante dovrebbero, mentre i paesi in via di sviluppo ne utilizzano meno di quelle a disposizione. Da questo deriva una distribuzione di benessere non equa e non omogenea, poiché è strettamente connessa all’utilizzo delle risorse.

Fornite un esempio per ciascuno dei 5 modelli di business proposti da Accenture per l'economia circolare

I 5 modelli di business proposti da Accenture per l'economia circolare sono:

  • Catena della fornitura circolare. Le imprese si mettono in una logica di catena. Le imprese scelgono quindi di modificare la propria logica di design e di approvvigionamento privilegiando materiali riciclabili, biologici e rinnovabili al fine di usarli in più cicli vita consecutivi.
    • Es. gli scarti di un formaggio possono essere usati per nutrire animali.
    • Es. Freitag progetta una borsa per proteggere i disegni dei progettisti con gli scarti di teloni dei camion in PVC, di cinture di sicurezza e di copertoni delle biciclette.
  • Recupero e riciclo: la creazione di un sistema di produzione in cui gli scarti possono essere riciclati o recuperati è fondamentale. I rifiuti vengono quindi rivitalizzati per nuovi usi.
    • Es. una startup Orange Fiber utilizza il pastazzo di scarto delle arance per creare un tessuto simile alla seta, adoperato anche da Ferragamo.
  • Allungamento della vita utile del prodotto: focus sulla durata e sulla qualità piuttosto che sulla quantità.
    • Es. Ikea ha rivoluzionato la tipologia di prodotti: inizialmente erano venduti per durare poco e quindi avere una vita molto breve, ora invece sta trasformando il proprio business in un’economia circolare vendendo divani, a basso costo, sono riparabili, scomponibili, sostituibili in alcune delle loro parti.
  • Piattaforme di condivisione: massimizzare l’utilizzo di un prodotto attraverso lo scambio e la condivisione. La condivisione è possibile grazie alle piattaforme tecnologiche come Airbnb in cui il proprietario di una casa può mettere a disposizione l’intera struttura o una stanza non utilizzate per clienti che la sfruttano per un certo periodo.
  • Evoluzione dal prodotto al servizio: attraverso uno specifico contratto, più soggetti possono sfruttare un prodotto, la cui proprietà rimane però in capo al produttore. Anche in questo caso le piattaforme di sharing sono fondamentali, ad esempio Enjoi permette l'impiego condiviso di automobili che restano di proprietà dell’impresa.

Indicate sinteticamente i diversi contributi di Porter sul tema ambientale e della sostenibilità

Riguardo al tema ambientale e della sostenibilità, Porter si concentra sulle strategie competitive orientate in senso socio-ambientale per garantire il raggiungimento e mantenimento delle performance. Queste strategie sono tre:

  • Leadership di costo: quando un’impresa riesce a produrre a un costo basso o comunque competitivo, riesce a conseguire una leadership di prezzo e quindi un vantaggio. Non è una strategia realizzabile facilmente dal miglioramento socio-ambientale spesso derivano costi maggiori, ma in alcuni casi con progresso derivano risparmi di costo. Un prezzo minore di quello dei concorrenti, però, può anche essere interpretato come indicatore di una minore qualità.
  • Differenziazione: il prodotto sostenibile deve essere riconosciuto come diverso rispetto agli altri e quindi non comparabile dal punto di vista del prezzo. I prodotti environment friendly infatti vogliono a differenziarsi per il loro grande vantaggio socio ambientale.
  • Focalizzazione: è parecchio efficace se concentra gli sforzi di canalizzare i prodotti ecologici in precisi segmenti di mercato. Bisogna anche considerare che questa strategia comporta il rischio di ghettizzazione del prodotto ecologico.

Porter ha collegato la sostenibilità sia alle questioni ambientali sia alle sociali traducendola in un’equità di sviluppo maggiore. Attraverso il concetto di Shared value (valore di cui mi approprio e che genero) molteplici imprese non guardano solo ai profitti ma anche ai valori condivisi. Secondo Porter, l’unico modo per cui il ciclo vita di un prodotto sia completamente efficiente è che non produca nulla che non possa essere ulteriormente sfruttato.

Quali sono, a vostro parere, gli SDG più importanti per un'impresa come Enel e perché?

A mio parere per un’impresa come Enel gli SDGs (Sustainable Development Goals) più importanti riguardano la dimensione economica e la dimensione sociale della sostenibilità. Fondamentale è appunto l’SDG 13 (lotta al cambiamento climatico) che deve essere l’obiettivo finale della strategia competitiva. Anche l’SDG 7 (energia pulita e accessibile) è ovviamente rilevante in quanto la strada primaria per arrivare alla decarbonizzazione è l’utilizzo delle rinnovabili e la sostituzione di tecnologie a carbone con fonti di energia pulita e accessibile dovrà essere un obiettivo. Bisogna porsi domande prima che si presenti il problema.

Gli altri SDGs importanti appartengono alla dimensione economica e sono:

  • Industria innovazione e infrastrutture (SDG 9): senza le giuste infrastrutture e reti sarebbe impossibile per Enel trasportare l’energia elettrica e quindi distribuirla al consumatore finale. L’infrastruttura deve quindi seguire l’SDG 9 per la transazione energetica.
  • Città e comunità sostenibili (SDG 11): ragionamento analogo all’SDG 9, ma considerando le piattaforme e gli ecosistemi.
  • Consumo e produzione responsabili (SDG 12): evitare una sovrapproduzione che porti a sprecare l’energia per evitare inutili emissioni di CO2.

Perché il V Programma d’azione della CE è così innovativo e cosa aggiungono ad esso il VI e il VII Programma?

Il V programma d’azione della CE apporta novità rispetto ai precedenti per tre motivi principali:

  • Innanzitutto, bisogna analizzare l’ottica di prevenzione con cui si esaminano le attività, gli attori e gli agenti che partecipano alla diminuzione e alla demolizione delle risorse naturali e all’ambiente.
  • Poi si deve considerare l'urgenza di concretizzare cambiamenti economici per lo sviluppo sostenibile e quindi ottenere benefici ambientali e di benessere per le generazioni future.
  • Infine, vi è l’esigenza di un cambiamento radicale nelle dinamiche sociali coinvolgendo molteplici soggetti.

Quali sono le differenze in termini di risultato tra le due Conferenze di Rio, quella del 1992 e quella del 2012?

Le differenze in termini di risultato fra le due Conferenze di Rio de Janeiro sono notevoli. Rio 1992 ha portato a risultati non soddisfacenti: quando cinque anni dopo, all’Assemblea Nazioni Unite (Rio 1997), tali risultati sono stati analizzati è emerso un effettivo livello di attuazione deludente rispetto a questi primi passi per lo sviluppo sostenibile e per la tutela ambientale. I risultati raggiunti quindi non sono stati sufficienti.

Gli impegni economici della prima conferenza sono rimasti invariati durante la Conferenza di Rio de Janeiro del 2012. Qui i risultati sono stati innovativi in termini di partnership per lo sviluppo sostenibile. Bisogna però anche considerare criticità come l'assenza di impegni, di analisi economiche e di volontà da parte delle istituzioni e il largo disaccordo di alcuni Stati sui temi ambientali. Fondamentale invece è stata la conferma della rilevanza della Green Economy.

Quali sono i contenuti più rilevanti dell’Agenda 21?

L’Agenda 21 è un programma di azione articolato e chiaro redatto durante la Conferenza di Rio de Janeiro nel 1992. Verte sui seguenti argomenti:

  • Il cambiamento climatico
  • Agricoltura
  • Industria e gestione urbana
  • I rifiuti pericolosi
  • La protezione di mari e oceani
  • Una serie di priorità ambientali tra cui la biodiversità
  • Le sostanze chimiche tossiche in relazione all’acqua
  • Una serie di temi intersettoriali come trasferimento tecnologico, povertà, popolazione e commercio.

Con l’attuazione dell’Agenda 21 a livello locale, le città si impegnano ad ammettere le loro responsabilità nella regolamentazione della vita sociale e a capire cosa possono fare per la questione ambientale.

Perché l’attuale modello di sviluppo è insostenibile?

L’attuale modello di sviluppo è insostenibile perché nessun paese consuma, ad oggi, l’ottimale quantità di risorse, in termini di sviluppo sostenibile. Lo sviluppo sostenibile deve soddisfare i bisogni del presente senza danneggiare la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni. Oggi i paesi dell’Occidente sfruttano più risorse di quante dovrebbero, mentre i paesi in via di sviluppo ne utilizzano meno di quelle a disposizione. Da questo deriva una distribuzione di benessere non equa e non omogenea, poiché è strettamente connessa all’utilizzo delle risorse.

Cosa è il Global Compact e quali sono i suoi principali obiettivi strategici?

Il Global Compact (GC) è un patto mondiale di valori e principi condivisi nato dalla richiesta del segretario generale delle Nazioni Unite a Davos il 31 gennaio del 1999. È un’azione concreta per coinvolgere le imprese. Il fine ultimo è raggiungere un’economia sostenibile e inclusiva, cioè ottenere una crescita di mercato che non punti ai meri profitti, ma che consideri le questioni ambientali e sostenibili.

I dieci principi strategici del GC spiegano esattamente la nozione di sostenibilità e devono diventare parte integrante della strategia e della cultura d’impresa (obiettivo di integrazione); allo stesso tempo le imprese devono attuare azioni che rispettino gli obiettivi del GC (obiettivo di contributo allo sviluppo). Questi 10 obiettivi riguardano il lavoro, i diritti umani, l’ambiente e la lotta alla corruzione. In particolare gli obiettivi 7-8-9 riguardano l’ambiente.

Quali settori subiranno una transizione più significativa e offriranno maggiori opportunità alle imprese con l’implementazione dell’Agenda 2030?

I settori che subiranno una transizione più significativa e offriranno maggiori opportunità alle imprese con l’implementazione dell’Agenda 2030 sono quello dei privati e il terzo settore. Il settore dei privati (imprese) deve diventare un partner decisivo per il ruolo chiave della corporate sustainability per perseguire lo sviluppo sostenibile e l’implementazione del SDGs. Il terzo si sta impegnando sempre più sugli obiettivi di sostenibilità infatti ha una copertura molto ampia. Oggi non primeggia più l’SDG 8, ma emergono l’SDG 3 la sanità, l’SDG 4 istruzione ed educazione e l’SDG 16 le istituzioni legate alla giustizia.

Come si possono collegare i principi del Global Compact con gli SDGs dell’Agenda 2030?

I punti condivisi dai principi del Global Compact e dagli SDGs dell’Agenda 2030 sono l’attenzione a:

  • Diritti e benessere dell’uomo: in particolare i diritti lavorativi e le uguaglianze di ogni genere
  • Ambiente: considerando anche le responsabilità in termini di energie pulite
  • Lavoro: lavorare insieme per raggiungere gli obiettivi prefissati
  • Lotta alla corruzione: importanza della giustizia

Come siamo messi oggi con il processo di "decoupling"?

Il decoupling o...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher emma.r8 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dell'energia e gestione dei beni ambientali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Frey Marco.
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