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Esame sociologia dei consumi

Turno 1 - Gruppo B

  • In Europa il consumerismo si diffonde: a partire dai paesi del nord Europa.
  • Il tasso di consumattività misura: la quantità di beni e di servizi consumati in una unità di tempo.
  • Le cornici di senso identificano: le visioni del mondo chiamate ad orientare l'agire di consumo.
  • Gli studi sociologici sul fenomeno dell'ideologizzazione del consumo mettono in luce che dagli anni del boom economico il comunismo critica il consumismo poiché gli stili di vita allontanano dalla lotta politica.
  • Gli stili di vita della società industriale sono orientati: alla differenziazione.
  • Un brand è definito muto quando: i valori di riferimento sono conosciuti da un ristretto insieme di consumatori (polisemia dei referenti).
  • Un brand è definito parlante quando: i valori di riferimento sono universalmente conosciuti.
  • Nella società aristocratica gli stili di vita sono improntati alla differenziazione: FALSO (improntati alla distinzione).
  • Nella società del rischio solo le persone con un elevato capitale economico, culturale e relazionale possono dirsi al riparo dalle esternalità negative del modello di sviluppo dominante. FALSO.
  • Il fenomeno del pacco standard è identificato per la prima volta: nella società industriale e del boom economico.
  • Il consumerismo italiano prende corpo con ritardo a causa dell'ideologizzazione del consumo. VERO.
  • L'informazione rappresenta una condizione necessaria ma non sufficiente allo sviluppo dell'atteggiamento critico del consumatore. VERO.
  • La metafora della vestaglia regalata a Diderot è utile per comprendere come l’ingresso in un network di consumo di un bene significativamente differente da quelli abitualmente utilizzati possa generare un rinnovamento dell’intero grappolo. Scegli una risposta: VERO.
  • I marchi oggetto di campagne di Naming & Blaming sono responsabili di pratiche illegali. Scegli una risposta: FALSO (critica al marchio).
  • Secondo il sociologo tedesco M. Weber quale rapporto intercorre tra le 4 motivazioni dell'agire di consumo (razionalità strumentale, razionalità valoriale, affettività e tradizione)?
    • La motivazione prevalente dipende dalla personalità individuale. Risposta errata nella categoria "Motivazioni del consumo".
    • La motivazione prevalente è associata allo stadio di sviluppo della società. Risposta errata nella categoria "Motivazioni del consumo".
    • La motivazione prevalente dipende dalle caratteristiche del contesto in cui prende forma l'azione.
    • La motivazione prevalente dipende dalla natura del referente consumato.
    • Le quattro motivazioni sono compresenti in tutte le azioni di consumo.
  • Il consumo è un'azione culturalmente determinata perché: (una o più alternative)
    • È un'azione dotata di senso. Risposta errata nella categoria "Consumi e cultura".
    • I suoi caratteri dipendono dalla valutazione della liceità dei mezzi e dei fini.
    • È influenzata dagli orientamenti valoriali del contesto in cui prende forma.
    • È in grado di veicolare una pluralità di significati.
    • Può interiorizzare più forme di responsabilità.
  • In sociologia il consumo viene definito come azione sociale dotata di senso perché: assume precisi significati in relazione ai caratteri della struttura sociale e al sistema dei valori propri della cultura dominante nel contesto di riferimento.
  • I diritti dei consumatori sono riconosciuti come diritti di: quarta generazione.
  • L'iperconsumismo è legato al consumare al di là dei propri desideri e dei mezzi a disposizione. VERO.
  • Secondo Kopytoff, un prodotto coinvolto in un processo di sacralizzazione: viene identificato dal possessore come bene unico.
  • L'espressione biocapitalismo viene utilizzata per indicare una società nella quale la creazione di valore rispetta i principi di ecocompatibilità. FALSO.
  • Gli interventi di regolazione neutra si propongono di educare il consumatore a mezzo di una puntuale attività informativa. VERO.
  • Per argomentare l'importanza della valutazione etica Z. Bauman sceglie l'esempio: dell’Olocausto.
  • L'effetto dimostrazione, proposto da Duesenberry, consente di comprendere: le ragioni per le quali i consumi si trasformano in regime di stabilità del reddito.
  • La principale causa dello sviluppo dell'iperconsumismo è identificabile nello sviluppo del credito al consumo. Scegli una risposta: VERO.
  • L'effetto gocciolamento è il processo secondo il quale: chi ha maggiori opportunità economiche ostenta la ricchezza attraverso lo sfarzo.
  • L'effetto gocciolamento non è l'azione per cui un'innovazione che nasce dalla parte alta della piramide sociale nel tempo scende fino ai gruppi inferiori. La circolazione dei beni e delle linee di condotta avviene verticalmente attraverso l'effetto gocciolamento, diversi strati della popolazione emulano le condotte di vita dei gruppi più agiati che cercano di sfuggire all'omologazione attraverso un costante rinnovamento dei modelli di consumo.
  • L'effetto gocciolamento è il processo che fa leva: sulla competizione antagonistica.
  • Un'Unità Diderot si configura come un sistema nel quale i referenti sono legati da rimandi simbolici articolati secondo: una gerarchia a centri concentrici.
  • Quale funzione non è svolta da un'Unità Diderot: massimizzazione dell'utilità/dell’ecocompatibilità del grappolo.
  • Nella società aristocratica il rinnovamento dei modelli di consumo è ispirato: dalle élites con potere, perché gli status sono ascritti.
  • Nella società del boom economico il rinnovamento dei modelli di consumo è ispirato: dalle élites senza potere, perché gli status sono acquisiti (società industriale) mezzo di condivisione dei prodotti.
  • Il consumerismo americano ha origine negli anni Trenta con lo sciopero delle casalinghe. FALSO.
  • I beni di cittadinanza sono le opportunità di consumo che compongono: il pacco standard.
  • I Beni di cittadinanza sono: prodotti riconosciuti come piccoli lussi democratici (televisione, auto…).
  • La cultura della sobrietà è un approccio: contro-culturale.
  • L'espressione regole del consumo fa riferimento all'esistenza di: modalità comportamentali da tenere nel corso dell'uso di un referente.
  • La metafora musicale del consumo mette in luce che le vendite aumentano quando nei punti vendita viene diffuso un certo tipo di brani. FALSO.
  • I marcatori posizionali (o status symbol) vengono utilizzati dalle classi superiori per segnalare e difendere la propria appartenenza alla classe agiata. VERO.
  • Gli studi sociologici dimostrano che i percorsi di fruizione dei beni sono fra loro totalmente autonomi. FALSO.
  • Secondo il sociologo tedesco M. Weber, la tradizione orienta l'agire di consumo quando le persone: attribuiscono importanza ad abitudini ed esperienze maturate in prima persona.
  • Qual è la funzione sociale assunta dall’agire di consumo sul finire dell’Ottocento e destinata a raggiungere la piena maturità nel boom economico? Segnalare, confermare e difendere la propria posizione in seno alla struttura sociale.
  • Secondo Kopytoff, i beni possono essere integrati o esclusi dai circuiti commerciali alla luce: di prescrizioni socioculturali e/o meccanismi di regolazione istituzionale.
  • La metafora musicale mette in luce l'importanza dell'astensione dal consumo. Così come le pause in un brano permettono di dare ritmo alla melodia, la sublimazione dei bisogni/desideri consente di aumentare l'attrattività dei referenti. VERO.
  • Per un sociologo il consumo è sinonimo di acquisto. FALSO.

Turno 1 - Gruppo D

  • Nella società industriale i consumi sono orientati: dalla morale di classe.
  • Nella prima società industriale di fine Ottocento le persone cominciano a utilizzare il consumo per elaborare, segnalare, confermare e difendere la propria posizione nella struttura sociale.
  • Nella società industriale del boom economico (anni 50 e 60) le persone cominciano a utilizzare il consumo per dare visibilità ai processi di mobilità sociale ascendente.
  • Le unità di Diderot sono grappoli di oggetti tra loro collegati in ragione: della loro uniformità o complementarità culturale.
  • Secondo il sociologo M. Weber, la razionalità strumentale: è legata al raggiungimento di uno scopo.
  • Il consumerismo è strettamente correlato alla diffusione dapprima in Europa e poi su scala globale dello stile di vita americano (american way of life): VERO.
  • In contesti storico-culturali connotati da un'economia di sussistenza Il consumo è: indicatore di status.
  • La morale di Rango ispira i consumi nella società del boom economico. FALSO.
  • La morale di Rango identifica i consumi e desideri in base alla collocazione della persona nella piramide sociale. VERO.

Turno 2 - Gruppo B

  • La morale di classe orienta i consumi: nella società industriale.
  • Le unità Diderot sono grappoli di oggetti fra loro collegati in ragione della loro funzionalità d’uso: FALSO.
  • Secondo Z. Bauman lo scopo della valutazione etica è: assicurare il controllo della liceità dei mezzi e fini delle azioni umane.
  • Il concetto di pacco standard di D. Riesman individua l’insieme delle opportunità di consumo: indispensabili per essere pienamente integrati nella società industriale.
  • Il consumismo è un fenomeno ambivalente perché genera un miglioramento generalizzato delle condizioni di vita e un aumento delle esternalità negative delle azioni umane: VERO.
  • Nella sequenza intenzionale di atti che compongono l’azione di consumo: possono trovare spazio il fare, subire e il tralasciare.
  • In Europa il consumismo si diffonde: a partire dagli anni Cinquanta.
  • In un'Unità Diderot i referenti guida sono collocati al centro del network di consumo e connotano il grappolo.
  • Le Unità Diderot sono network di consumo, nei quali i referenti tendono a strutturarsi secondo una precisa gerarchia: referente guida, referenti satellite, referenti liminali. VERO.
  • Ogni prodotto/brand può comunicare: una molteplicità di significati.
  • Le agenzie informative sono associazioni dei consumatori: fortemente impegnate nella divulgazione dei risultati di ricerche e test indipendenti.
  • Secondo Kopytoff, i processi di mercificazione: insorgono quando il bene è scambiato sul mercato o mediante baratto.
  • Nella società affluente degli anni Ottanta le persone utilizzano il consumo per: elaborare l'identità sociale.
  • Nella cultura italiana, quale esempio può essere utilizzato per chiarire i significati dell'espressione insieme di regole del consumo? Non è elegante fumare durante il pasto.
  • In base all'etimo latino - consumere - il consumo evoca:
    • L'esistenza di differenti modalità di fruizione dei referenti.
    • L'impegno a logorare insieme uno o più referenti.
    • L'impegno nella valutazione etica delle opportunità a disposizione.
    • L'atteggiamento razionale del consumatore.
  • Gli studi sociologici dimostrano che le azioni di consumo sono realtà isolate e indipendenti. FALSO.

Turno 2 - Gruppo C

  • L’espressione linguaggio del consumo fa riferimento: alla capacità dei referenti di veicolare messaggi.
  • Le unità Diderot sono grappoli di oggetti tra loro collegati in ragione del loro essere beni succedanei o sostitutivi. FALSO.
  • Secondo il sociologo tedesco M. Weber l’affettività orienta l'agire di consumo quando le persone: (una o più alternative) sono influenzate dalle loro emozioni e sentimenti.
  • Le leggi suntuarie identificano tessuti, colori e foggia dei vestiti e degli accessori che potevano essere legittimamente indossati dai consumatori appartenenti ai diversi ranghi sociali. VERO.
  • Nella società industriale l'impiego del tempo in attività improduttive (come la caccia, il gioco d'azzardo, la preghiera) costituisce la massima espressione dell'agiatezza. FALSO.
  • La prima associazione dei consumatori europea è: il consiglio Danese dei consumatori.

Turno 3 - Gruppo A

  • In un'Unità Diderot i referenti liminali: compongono l'anello più esterno del network.
  • Gli studi sociologici dimostrano che la scelta del consumatore coinvolge singoli referenti e/o pratiche. FALSO.
  • Le leggi suntuarie identificano tessuti, colori...
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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AlessandroLevetto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dei consumi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Cugno Anna.
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