Introduzione: la natura del consumo
Il consumo come paradosso
Comportamenti dei consumatori
- I comportamenti dei consumatori comprendono tutti quei processi: selezione, acquisto, impiego o eliminazione dei prodotti.
- Con lo sviluppo dell’industrializzazione, il consumo è diventato una nuova centralità nelle società contemporanee.
- Il tempo libero è infatti dedicato principalmente a pratiche di consumo di varia natura.
- Il consumo tende dunque a sostituire la produzione, come strumento in grado di definire l’identità sociale degli individui. Le merci esprimono delle relazioni, comunicano legami, danno vita a identità e culture.
- Il termine consumo è caratterizzato da una natura paradossale.
- L’atto di consumare è un atto socialmente positivo -> possibilità di realizzazione dei desideri dell’individuo.
- Ma è anche un atto socialmente negativo -> senza la vera distruzione di un bene l’individuo non ricava godimento; logorare, distruggere.
- Il consumo può esprimere l’idea negativa di eccesso e spreco (consumismo) -> moltiplicazione delle identità sociali impiegate da ciascun individuo. Ma anche l’idea positiva che l’eccesso porti ad innovazioni culturali che si diffondono dal centro alla periferia del sistema.
- C’è un’opposizione tra consumo secolarizzato e consumo sacro: dove le pratiche legate ai beni sono caratterizzate da una natura rituale che consente agli individui di sperimentare diverse dimensioni del sacro.
- Il consumo è quindi qualcosa che offre possibilità e impone costrizioni. Siamo creativi grazie ad esso, ma allo stesso tempo dipendenti dalle merci che ci limitano.
- Il consumatore dipende dalla produzione, la stimola. E senza distruzione non si può creare.
Teoria del doppio vincolo
- Teoria del doppio vincolo (Bateson): incapacità di distinguere tra la realtà e la fantasia (comportamento dello schizofrenico che deriva dal fatto che la madre mandava messaggi contraddittori e oscillanti tra ostilità e comportamento accattivante) -> il soggetto si sente estremamente dipendente da quella cultura del consumo nella quale è cresciuto, ma sente la necessità di liberarsi da essa (come della madre).
- Paradossale è quindi la compresenza di benefici e un elevato tasso di insoddisfazione:
- Vantaggi dell’innovazione: per soddisfare c’è un succedersi di mode e nuovi beni, c’è quindi innovazione e miglioramento di beni e della cultura.
- Vantaggi dei consumi di massa: possibilità per larghissime fasce di popolazione di usufruire di vantaggi in termini di benessere. C’è un processo di socializzazione e modernizzazione dei soggetti; si riducono le distanze tra élite sociale e resto della popolazione.
- Svantaggi della competizione: in una situazione fortemente competitiva, ci sono difficoltà per imprese deboli e consumatori economicamente deboli.
- C’è quindi una crescita dell’insoddisfazione psicologica. Perché c’è necessità di scegliere, e di scartare qualcosa. Si crea un vuoto esistenziale che si cerca di colmare con il consumo, ma il consumare oltre a un certo limite non porta a soddisfazione.
- Il consumo è quindi un territorio paradossale dove si incontrano spinte contraddittorie negative e positive.
I paradossi del consumatore
- Il consumatore odierno è incoerente e mutevole, è ingestibile per la sua imprevedibilità e contraddittorietà che lo rendono sfuggente. È disincantato.
- Shopping: è il risultato di un’unione paradossale di motivazioni assai differenti (Tauber):
- Motivi personali: ruolo sociale.
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