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il neorealismo radiofonico: Quando cessa il conflitto gli alleati riconsegnano all’Italia la gestione

della radio. Nel 1948 venne ideato il Prix Italia ossia un premio radiofonico e televisivo per

stimolare la produzione di opere di qualità e per favorire la loro circolazione in ambito

internazionale e diede spazi ad autori come Beckett e Calvino. Particolare attenzione fu riservato al

documentario legato alla figura di Aldo Salvo. Alcuni parlano di neorealismo radiofonico

sostenendo parallelismi con l’omonima estetica cinematografica per il realismo crudo di questi

documentari.

la stagione del documentario: Venne istituito un premio assegnato dalla federazione nazionale

della stampa italiana dopo l’istituzione del prix italia del 1948. Il documentario è stato descritto da

Salvo come dei servizi giornalistici di grande respiro dove ognuno portava la sua esperienza.

il sorpasso della tv sulla radio: quando avviene in Italia? il 3 gennaio 1954 presero avvio le

trasmissioni televisive e iniziò il travaso di idee professionalità e di pubblico. La Rai non fece nulla

per rinnovare il proprio linguaggio e per salvaguardare il proprio prodotto radiofonico dalla

concorrenza televisiva. 10 anni dopo la tv sorpassò la radio negli abbonamenti.

l'arrivo delle radio libere e la fine del monopolio: tappe, sentenze, contesto sociale, legge: il

1975 fu l’anno della legge n 103, la riforma della Rai, che ribadiva il principio di riserva statale

dell’esercizio delle trasmissioni radiofoniche e televisive ma trasferiva il controllo e l’attività della

concessionaria dalle mani del governo a quelle del parlamento. Nel 1976 la sentenza 202 della

Corte Costituzionale dichiarò la legge incostituzionale aprendo alla trasmissione radiotelevisiva in

ambito locale e legittimando l’attività di occupazione incontrollata delle frequenze da parte delle

radio e dalla televisioni private. Per entrambi i mezzi erano previste 3 reti e 3 testate giornalistiche

in concorrenza tra loro.

Mammì le radio pirata inglesi degli anni sessanta: Nel quinquennio 1975-1979 sono state censite

18mila emittente radiofoniche. Nel 1964 nasce Radio Caroline che trasmetteva dalle acque

internazionali per eludere i sistemi monopolistici europei. La legge Mammì (1990) stabilì l’istituto

della concessione alla radiodiffusione con o senza scopo di lucro e per le radio private commerciali

creò due varianti territoriali quella nazionale e quella locale. Impose tetti pubblicitari diversi per

radio commerciali nazionali e locali.

la maturazione del mercato italiano: gli anni 90 e l'entrata dei gruppi editoriali :

l’interessamento dei gruppi editoriali nei confronti della radiofonia è ritenuto tardivo rispetto ad

altri paesi o all’ambito televisivo: il gruppo l’espresso ha acquisito radio deejay, radio capital,

italia radio, nel 1999 il gruppo il sole 24 ore ha dato vita all’emittente radio 24. nel 2005 la

Mondadori ha ristrutturato radio 101 chiamandola R101. Tutto questo reso possibile dalla legge

Gasparri che ha istituito il SIC (SISTEMA INTEGRATO DELLE COMUNICAZIONI) che

comprende stampa editoria internet radio televisione cinema e pubblicità.

diverse definizioni del concetto di “pubblico” (Lazarsfeld, Scuola di Francoforte, Ang,

Smythe, Blumer, Tarde, Jenkins):

Lazarsfeld: massa indistinta di individui indifesi manipolati dai media

Smythe; pubblico lavora per i pubblicitari 2 di 20

Ang: serve solo per l’indice d’ascolto.

Tarde: i pubblici si creano attorno a esperienza condivise di persone che non sono nello stesso

luogo: esperienze mediate dai mezzi di comunicazione.

Scuola di Francoforte: Massa indifesa in balia del potere dei media

Blumer: afferma di vedere il pubblico come gruppo, cioè come insieme di reti sovrapposte di

rapporti sociali che filtrano i media e ne orientano la fruizione e l’interpretazione.

Jenkins:massa che reagisce in maniera diversa in base al proprio retroterrra socio-culturale o come

un pubblico produttivo in grado di reinterpretare autonomamente il significato dei media e

partecipare al processo di produzione di senso del messaggio mediale.

la costruzione dell'audience: storia dei metodi di rilevazione dell'ascolto. Indagini telefoniche,

diari, focus group, barometri, meter. Differenza tra rilevamento quantitativo e qualitativo.

Differenza tra crossley ratings e Hooperatings. Il referendum del 1939 in Italia e i suoi

risultati: Fessenden fu il primo nel 1906 a trasmettere via etere il suono della voce umana e fu il

primo a preoccuparsi dell’ascolto del pubblico visto che chiese agli ascoltatori di scrivergli una

lettera per confermare la ricezione della sua trasmissione. Conrad, fondatore della prima stazione

radiofonica americana chiese al pubblico di scrivergli quale canzone volesse ascoltare alla radio.

L’AT&T aveva scoperto che era un mezzo efficace per far pagare a chiunque avesse voluto fare

annunci sulle proprie frequenze. Nel 1927 la NBC commissionò uno studio per determinare

l’ampiezza del pubblico e anche giorni ed orari di massimo ascolto nonché lo status economico. Nel

1927 la Crossley Business Research Company cominciò ad essere commissionata per verificare

l’efficacia della sua pubblicità radiofonica. Crossley suggerì all’ANA (associazione nazionale dei

pubblicitari) di finanziare una società per la valutazione indipendente dell’ascolto radiofonico

basata su interviste telefoniche. L’ANA e l’AAA (american association of advertising agencies)

accetarono l’idea; il servizio chiamato cooperative analysis of broadcasting(CAB) più noto come

CROSSLEY RATINGS PARTì NEL 1930 e curiosamente era finanziato dagli sponsor. Le

chiamate venivano fatte su un campione di 3500 famiglie contattate 4 volte al giorno. Il metodo

CAB aveva 2 grandi problemi: non comprendeva che gli ascoltatori non avevano il telefono in

casa e si basava sul ricordo sul quale fece leva un’altra compagnia privata la Gallup che faceva

ricerche su piccoli campioni locali attraverso il metodo della telefonata in tempo reale .

Nel 1934 la Clark and Hooper ampliò il metodo di Gallup con le HOOPERATINGS : Il metodo

era semplicissimo: al momento della chiamata l’operatore chiedeva all’ascoltatore se stesse

ascoltando un programma radiofonico e quale programma fosse, quale stazione lo trasmetteva,

quale sponsor lo offriva e quanti uomini,donne bambini erano in ascolto in quel momento. I dati

Hooper risultavano più bassi della CAB. Dopo la seconda guerra mondiale Hooper acquisì la CAB.

Sempre negli stati uniti nacque il meter: lo strumento non riusciva a distinguere la stazione

ascoltata ma soltanto la lunghezza delle singole sessioni d’ascolto. Nel 1936 Elder brevettò

l’Audimeter che venne acquistato dalla A.C. Nielsen per essere migliorato. Nel 1942 venne

lanciato il NRI (nielsen radio index) basato su un campio di 800 case attrezzate con il suo meter. Il

diaro fu un altro metodo di rilevamento quantitativo. il metodo era semplice e i risultati potevano

essere spediti e ricevuti via posta. Al campione veniva chiesto di compilare un foglio diviso in una

griglia oraria che andava dalle 6 del mattino a mezzanotte; dovevano segnalare le stazioni ascoltate

e i programmi seguiti e con quante persone li seguivano.

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Per quanto riguarda la ricerca non quantitativa Lazarsfeld mise a punto un nuovo metodo di

indagine basato su uno strumento artigianale costruito dal suo compagno di ricerca Stanton, il

programme analyzer o Little Annie :una scatola con 2 pulsanti in superficie, uno verde e uno

rosso; gli ascoltatori ricevevano una scatola a testa e venivano fatti accomodare in una sala dove

avrebbero ascoltato tutti insieme uno show radiofonico; dovevano premere il pulsante rosso nei

momenti in cui lo show non era di loro gradimento e il verde per i momenti piacevoli. Senza saperlo

avevano inventato i primi focus group.

In Italia le prime indagini sul pubblico vennero indette da riviste e giornali specializzati, poi dalla

stessa azienda emittente: si usava il referendum, indagine a carattere volontario su campioni non

rappresentativi. Nel 1939 l’EIAR decise di mettere in campo una ricerca quantitativa e qualitativa

per conoscere la professione degli ascoltatori.

Lo strumento principale di indagine rimane il barometro d’ascolto, comune alla radio e alla tv:

1000 interviste giornaliere sull’ascolto del giorno prima.

L'ascolto della radio in Italia, oggi: numero di ascoltatori nel giorno medio, differenza tra

ascolto a casa e in automobile, fasce pregiate, differenza tra ascolto di radio pubbliche e

private: da quando è stato istituita Audiradio il pubblico della radio è sempre stato in crescita. Nel

2001 erano 35 milioni gli italiani che mediamente ascoltavano la radio ogni giorno . Nel 2009 erano

39.3 milioni. Nel giorno medio sono 34 milioni. Le fasce più pregiate coincidono con il drive

time, il percorso vero il posto di lavoro al mattino ed il rientro a casa nel tardo pomeriggio. Nel

prime time è molto apprezzata la funzione informativa (7-9). l’ascolto fuori casa è molto

superiore all’ascolto domestico tranne che nelle prime ore del mattino e della sera. Le donne sono

più fedeli a una sola emittente rispetto agli uomini. Le radio private presentano un trend di crescita

costante negli ascolti del giorno medio dal 2005 al 2009. L’ascolto di radio pubbliche è in

decrescita(vedi rai).

Il pubblico connesso. The listener as producer: I social network che si sono integrati bene con la

radio sono facebook e twitter. La differenza tra questo nuovo pubblico e quello vecchio sta nel

cambiamento della cultura dei consumi. I pubblici reticolari secondo Boyd sono pubblici la cui

esperienza è mediata attraverso le reti tecnologiche; condividono 4 principi: la persistenza(le

espressioni del pubblico persistono in rete), la replicabilità(i contenuti sono replicabili), la

scalabilità (la possibilità per ogni singolo ascoltatore del pubblico reticolare di raggiungere

velocemente un’alta visibilità) e la capacità di essere sottoposti a ricerca (possono essere

rintracciabili facilmente).

La radio di servizio pubblico: i 3 significati di “servizio pubblico” secondo Syvertsen i tre

modelli di servizio pubblico secondo Hallin e Mancini: Le emittenti di servizio pubblico sono

aziende radiofoniche separate dal diretto controllo del governo sebbene dipendano da esso per la

maggior parte del suo sostentamento. Il servizio pubblico si distingue dalla radio di Stato. Il

modello economico del servizio pubblico si basa su fondi statali e una tassa sugli apparecchi

radiotelevisivi domestici: il canone d’abbonamento.

Halin e Mancini hanno messo a punto un modello di 3 definizioni di servizio pubblico, ovvero 3

modi in cui è stato applicato: 4 di 20

Modello liberale: rintracciabile in gran bretagna e nelle sue ex colonie, dove il servizio pubblico è

indipendente dalla politica del governo

Modello pluralista polarizzato: con livelli considerevoli di politicizzazione, intervento dello stato

e clientelismo.

Modello democratico-corporativo: tipico dei paesi scandinavi fortemente legati dall’influenza dei

gruppi sociali organizzati

Syversten propone 3 categorie di definizione di servizio pubblico:

pubblica utilità: servizio erogato dallo stato che si fa carico della sua manutenzione e garantisce

che il servizio arrivi a tutti. permette un accesso universale.

sfera pubblica: il servizio pubblico si fa carico della gestione di un bene pubblico. ha il dovere di

fornire ai cittadini tutte le info di cui hanno bisogno

equazione tra pubblico e audience: il servizio pubblico è al servizio dell’ascoltatore

consumatore. Gli ascoltatori della radio pubblico sono pubblico mentre quelli della radio

commerciale sono audience.

i vincoli del contratto di servizio della Rai: In Italia la società concessionario del servizio

pubblico radiotelevisivo è la RAI una società per azioni di cui il ministero dell’economia e delle

finanze possiede il 95,56%. Fonda il suo modello economico su un sistema misto di entrate; canone

più vendita di spazi pubblicitari. Il canone è di 113,50 euro.

l'offerta radiofonica della Rai : L’offerta radiofonica è tenuta a destinare ai generi predeterminati

(notiziari, informazioni, cultura società musica servizio pubblica utilità) non meno del 70%

dell’offerta annuale di programmazione dei canali nazionali radio1 e radio2 e non meno del 90% di

radio3. Dei ricavi del canone la quota destinata alla radiofonia è del 1,5%. L’offerta radiofonica

ammonta a 10 canali trasmessi attraverso 7 diverse tecnologie.

nuove tecnologie per l'ascolto : streaming, podcasting, mobile e smartphone, app,social media,

digitale e satellite. Manifestano il passaggio a un ascolto più personale e asincrono. L’ascolto

mobile via app e il podcasting rappresentano i fattori di crescita più importanti.

quante sono le radio private nazionali e locali oggi in Italia: ad oggi le radio private

commerciali in Italia sono poco meno di un migliaio. La definizione di radio commerciale privata

comprende sia radio locali che radio nazionali e si differenzia da una parte dalla radio pubblica e

dall’altra dalla radio privata di tipo comunitario. La caratteristica della radio privata commerciale è

quella di diffondere una programmazione rivolta a un pubblico il più ampio possibile e di vender e

alle aziende pubblicità. Nazionali vengono definite le emittenti che raggiungono con il loro segnale

un territorio con almeno 15 milioni di abitanti. Si è formata una differenziazione su 3 livelli: radio

nazionali, superstation e radio locali che coprono singole province e comunici.

i gruppi editoriali presenti sul mercato e le radio che possiedono le caratteristiche della

pubblicità radiofonica: Il sole 24 ore, L’Espresso-Repubblica, RCS. La radio produce

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programmi e vende ascolti sul mercato della pubblicità. In relazione al numero degli ascoltatori e

alla loro tipologia si definiscono i ricavi pubblicitari.

andamento del mercato pubblicitario: La pubblicità è la fonte di guadagno della radio

commerciale.In Italia la SIPRA (concessionaria di pubblicità del servizio pubblico) nasce quasi

insieme alla radio nel 1926 e sino a tutto il dopoguerra è proprio il mezzo radiofonico a

rappresentare l’unico mezzo generalista che permette alla pubblicità di raggiungere le famiglie

italiane, dato che la tv non esisteva e la stampa non era diffusa. Con l’avvento della tv gli

investimenti pubblicitari si spostano. Con le radio private la pubblicità trova nuovi spazi. Il

rafforzamento del mercato passa prima dalla pubblicità locale poi da quella nazionale. La prima

pubblicità nazionale è quella della Coca-Cola. La prima ricerca Audiradio è del 1988 con

l’obiettivo di ottenere dati certi sugli ascoltatori delle radio e sul numero di coloro che vengono

raggiunti dal messaggio pubblicitario. 2001 anno di crisi per la pubblicità radiofonica.

Investimenti pubblicitari favoriti da: il rapporto di fiducia e di identificazione che l’ascoltatore

sviluppa con la sua radio, la sua buona frequenza e copertura—> il GRP (GROSS RATING

POINT), un costo-contratto molto basso rispetto ad altri medi(è il costo che si sostiene per

raggiungere un singolo individuo), è un mezzo che garantisce la possibilità di raggiungere un

pubblico mirato dal punto di vista del target.

tetti pubblicitari orari : imposti dalla legge Mammì 1990: 18% orario per le nazionali, 20% per le

locali, 5% per le comunitarie. Obbligo di fare informazione per le nazionali. Anni 90 rinascita della

radio grazie all’entrate dei gruppi editoriali.

la radio comunitaria: definizioni e regolamentazione la radiofonia universitaria:

caratteristiche e debolezze : Le radio libere considerate le progenitrici delle radio comunitarie

ebbero una forte spinta propulsiva fino alla fine degli anni 70; negli anni successivi le emittenti

commerciali più solide rileveranno le frequenze di diverse radio libere, contribuendo a rendere

l’etere italiano più omogeneo e di fatto a impoverire l’offerta radiofonica a livello locale. La legge

223/1990 fa nascere l’emittenza radiofonica comunitaria senza fini di lucro.

Secondo la definizione della legge Mammì (n.223/1990) “radio comunitarie” sono le radio

caratterizzate dall’assenza di scopo di lucro, gestite da “fondazioni, associazioni riconosciute e non

riconosciute, che siano espressione di particolari istanze culturali, etniche, politiche e religiose,

nonché società cooperative… che abbiano per oggetto sociale la realizzazione di un servizio di

radiodiffusione sonora a carattere culturale, etnico, politico e religioso”. La legge Mammì stabilì

anche un limite alle trasmissioni di pubblicità pari al 5% orario e l’obbligo di trasmettere

programmi autoprodotti che facessero riferimento alle istanze proprie dell’emittente per almeno il

50% dell’immissione giornaliera fra le 7,00 e le 21,00. La legge Gasparri porta al 10% orario la

quantità di trasmissione di pubblicità consentita alle emittenti comunitarie.

La radio GAP dimostra come sia possibile realizzare una convergenza tra radio e rete con scarse

risorse economiche con con una notevole qualità radiofonica.

La radio universitaria in Italia è legata al concetto di spazio come luogo fisico, come identità,

come struttura a più livelli(organizzativo,tecnico,creativo). Trovare lo spazio all’interno dell’ateneo

è difficile. L’origine delle college radio risale agli anni 20 in Nord America: università del

Wisconsin 1917 ma ufficialmente la prima fu l’università di salt Lake city 1921.

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Nelle radio non commerciali la pubblicità non è permessa quindi è auto-sostenibile attraverso le

tasse universitarie. La prima radio universitaria italiana è stata creata dall’università di Siena nel

1999 con gli studi allestiti nel palazzo del rettorato. La radio senese pone al centro gli studenti nel

ruolo di prosumer. Il modello senese dal 2001 passa al simulcasting web, divenne subito punto di

riferimento per altre attività radiofoniche universitarie. Tra il 2005-2008 si è registrato un vero

boom. Nel 2012 le radio universitarie in Italia sono 34, 3 tipologie: istituzionali, studentesche,

miste.

Un’altra distinzione si delinea in base alle tipologie di funzione: sociale-comunitaria, culturale,

informativa-istituzionale, di servizio, formativa-didattica.

Staff: personale interno dell’ateneo o i collaboratori che percepiscono un compenso per il lavoro

che svolgono

Team: i volontari, perlopiù studenti che collaborano al progetto.

Oggi per l’AGCOM le radio universitarie possono considerarsi radio comunitarie in quanto no

profit. Le radio universitarie sono di tipo: musicale(50%), informative (30%) e intrattenimento

culturale (20%)

l'informazione radiofonica: emittenti news-oriented ed emittenti no-news caratteristiche del

giornale radio: La radio svolge ancora un ruolo informativo importante per un motivo banale, la

trasportabilità, il fatto che si possa ascoltare in auto e che sia la cosa più semplice da fare se si è

contemporaneamente affaccendati in altro. La radio rappresenta una formidabile risposta alle

domande di semplificazione avvertita in un’epoca di alluvione informatica. L’anomalo assetto del

sistema del duopolio politico televisivo e il sistema di giornali cartacei schierati politicamente

hanno regalato all’informazione radiofonica uno spazio di autorevolezza, credibilità e imparzialità.

Nei notiziari radiofonici la distribuzione delle hard news e soft news ha subito una dislocazione

più netta tra i vari network a differenza di quanto accade in tv. Gli opinion leader che contano di

più restano quelli della tv e della carta stampata. La radio informa ma non rivela, non scopre.

Dopo la legge Mammì le emittenti italiane hanno interpretato in vario modo l’obbligo di produrre

informazione:

news-oriented(radio1,radio24,rtl 102.5,radio capital, isoradio,radio popolare network):

l’informazione è un elemento decisivo della loro identità e della loro programmazione.

no news: emittenti che subiscono l’obbligo di legge, limitandosi a un numero minimo di spazi

informativi, dai contenuti leggeri.

light news: l’informazione non è un elemento identitario forte. Le news hanno un valore

ornamentale.

risultati dell'analisi del contenuto delle notizie dei gr delle radio italiane ruolo delle notizie

dall'estero : Le notizie dall’estero sono motivo d’attenzione sporadica come negli altri mezzi di

comunicazione

i temi dell'informazione più frequentati i generi dell'informazione : l’informazione radiofonica

italiana è sintetica, tempestiva, immediata e schematica. I notiziari radiofonici sono quasi sempre

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collocati attorno allo scoccare dell’ora o delle mezz’ora. L’informazione radiofonica ha una

venatura fortemente narrativa questo spiega perché sia la cronaca il tema dominante che risponde

ad alcune caratteristiche come la leggerezza, la velocità e l’agilità tecnica e organizzativa e la

tempestività. Altro protagonista è lo sport soprattutto il calcio anche perché è un genere che si

presta al racconto radiofonico. La radio soddisfa la necessità di essere informati tempestivamente.

La cultura entra marginalmente nel flusso quotidiano dell’informazione. L’economia si sta

conquistando sempre più spazio. La politica si divide in: istituzionale(decisioni del governo) e

dibattito politico. L’approfondimento è il genere dell’informazione radiofonica più diffuso dopo il

notiziario.

perché la canzone di Adele funziona in radio la musica pop e la cultura popolare : La musica

popular è costitutivamente legata al mezzo radiofonico in quanto nata nell’epoca della

riproducibilità tecnica. Anche la radio è legata alla musica popular. Saggio on popular music di

Adorno è un dibattito sulla musica popular. In Italia Eco difende la cultura di massa. Rolling in the

deep di Adele è integralmente costituita di clichè: la canzone sembra banale sin dal primo ascolto

eppure ha un impatto potente. Realizza un modello comune ma lo fa in modo così brillante da

risultare fuori dal comune. La radio innesca il desiderio del desiderio.

i generi più frequentati della musica classica alla radio : ciò che si intende per musica classica in

radio oggi è ciò che sarebbe classificato in un negozio di dischi che raggruppa musiche tra loro

molto diverse. L’aggettivo classico si riferisce alla musica composta tra la fine del 700 e l’inizio

dell’800 da un numero ristretto di compositori, però adesso si intende un arco temporale più vasto

che va dal Medioevo ai giorni nostri. L’offerta più ricca di musica classica nella radiofonia italiana

si trova nel servizio pubblico. Rai radio3 è l’ammiraglia della classica in Rai. Gli spazi della

classica possono essere ripartiti in 3 tipologie: approfondimento senza specifici legami con

l’attualità, informazione legata all’attualità, proposte di musica live.

La musica che totalizza il maggior numero di ore è quella etichettata come

TARDOROMANTICA: la meno presente è quella RINASCIMENTALE, manca

completamente quella MEDIEVALE.

Crisell distingue: approccio referenziale e approccio emotivo (il primo è un parlato che si

concentra sulla musica mentre l’altro con riferimenti personali istituisce un rapporto intimo e

diretto con l’ascoltatore.

differenza del peso della musica nel palinsesto delle radio italiane che cos'è un palinsesto

strategie di programmazione del palinsesto:

La successione nel tempo di contenuti sonori organizzati in programmi e format.

La suddivisione della giornata radiofonica in una griglia di contenuti organizzata per fasce e zone

orarie.

L’iscrizione dei contenuti all’interno di un calendario annuale e settimanale disegnato intorno alle

attività individuali e sociali del pubblico, capace di tenere conto degli avvenimenti collettivi, delle

stagioni, delle ricorrenze e all’interno della giornata, delle ore di lavoro, di sonno, di svago. Il

palinsesto si deve sintonizzare sull’orologio sociale, scandire il ritmo della giornata.

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Le strategie di programmazione di un palinsesto (David Hendy):

Blocking, zoning, stripping, controprogrammazione

la radio di flusso è un modello di offerta radiofonica che si propone una sequenza continua di

contenuti senza alcuna cesura tra loro, senza alcuna interruzione né eventi sonori (sigle, jingle) che

segnalino la fine di un programma e l’inizio del successivo. In questo modello l’impostazione del

palinsesto non offre programmi o generi per pubblici diversi e fasce orarie distinte, bensì un flusso

ininterrotto di musica e parlato rivolto ad un unico pubblico generalista, che cerca nella radio

evasione piuttosto che concentrazione. Lo spazio più adeguato per continuare a produrre

drammaturgia radiofonica sembra essere piuttosto la Rete, dove il palinsesto non esiste o meglio, è

infinito.

varietà o omogeneizzazione dell'offerta musicale alla radio? : Le radio musicali in Fm oggi

sopravvivono perché il mercato analogico di cui fanno parte è un mercato chiuso alla concorrenza:

un numero limitato di operatori si spartisce tutto il pubblico. Queste stazioni vantano una rendita di

posizione sul mercato, che le protegge dalla concorrenza. Il risultato è una forte omogeneità

dell’offerta musicale e dello stile di presentazione della musica da parte dei network nazionali.

Peso della musica “novità” e della musica del passato nelle radio italiane : l’utilizzo che la

radio fa di musica già confezionata ne determina un trattamento che produce un effetto: determinare

o incrementare il successo di una canzone. La playlist musica di una radio ne è la colonna vertebrale

e ogni giorno è scandita da una buona percentuale di musica nuova. Il peso dei brani storici sulle

playlist è marginale. Il grosso della programmazione è centrato sull’attualità.

il consumo della musica fuori dalla radio. Le quattro tipologie di servizi musicali digitali

(vendita digitale; sottoscrizione/abbonamento; webcasting e autodistribuzione) : Si possono

distinguere 4 tipologie fondamentali di servizi di musica digitale:

vendita digitale(iTunes, Amazon)

webcasting(Pandora, Last.fm) genera raccomandazioni musicali in base ai gusti degli ascoltatori

Servizi a sottoscrizione (spotify)

Autodistribuzione (Myspace, Soundcloud) cercano di facilitare il finanziamento diretto degli

artisti e la loro integrazione con i fans.

ruolo della radio nel contesto digitale: metadati, partecipazione, podcasting, filtro e selezione :

La scoperta della musica da parte del pubblico più giovane è sempre più legata a internet e sempre

meno alla radio. Segnali positivi arrivano da quelle radio che hanno potenziato la loro presenza in

rete. Alcune pratiche che possono aiutare la radio a reagire alla perdita del primato di orientamento

delle scelte musicale del pubblico:

metadati: per le emittenti tradizionali diventa fondamentale che tutte le canzoni trasmesse siano

accompagnate da un alto numero di metadati interpretabile da applicazione per la riproduzione di

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streaming e podcast. Lo sviluppo del tagging è molto importante per l’ascoltatore che così può

etichettare il contenuto

partecipazione: coinvolgimento sempre più attivo degli ascoltatori nella creazioni dei programmi

podcasting: nuova forma di diffusione musicale

filtro e selezione: è necessario rivendicare il lavoro della buona radio musicale e degli esperti che

sanno selezionare la musica.

che cos'è il DAB: limiti e vantaggi : DIGITAL AUDIO BROADCASTING non ha incontrato il

favore degli imprenditori e degli investitori del settore e non è mai stato percepito dal pubblico degli

ascoltatori come qualcosa di potenzialmente vantaggioso rispetto all’FM.

Saggio di Foster Wallace

che genere di programma fa Ziegler? Talk show politico in cui si interpretano analizzano e

spiegano le notizie del giorno con una profondità che altri media non hanno. Una talk radio politica

è un business e come tale è motivata dalla logica del profitto.

Come è costruito il programma? (frusta, mostro, telefonate): Foster Wallace, nel suo saggio del

2004, analizza uno di questi cloni, il John Ziegler Show, smontandone la retorica. Wallace svela la

struttura del talk, che apre sempre con una frusta, ovvero il monologo emotivo che dovrebbe

riscaldare gli animi degli ascoltatori e provocarne la reazione, sottolinea la ricerca del

conduttore di un mostro, un nemico contro cui scagliarsi ogni puntata e la scelta di un

linguaggio indignato, arrabbiato, da parte del conduttore. Il conduttore dello show, scrive

Wallace, è sempre in cerca del suo nemico-feticcio, il suo mostro ricorrente. Anche nel rapporto con

gli ascoltatori al telefono, il conduttore del talk si caratterizza per un linguaggio diretto, crudo,

provocatorio, in cerca dello scontro. E quando lo scrittore gli fa notare che come giornalista

avrebbe delle responsabilità nel modo in cui racconta l’informazione, il conduttore gli fa notare che

lui non è un giornalista, che lui fa intrattenimento. Ecco svelata, secondo Wallace, la natura intima

dei talk politici: intrattenere, tenere agganciati all’ascolto. La chiusa del saggio è memorabile:

“Perché lo si può quasi sentire, in che mondo squallido e spietato vive questo commentatore –

crede, anzi no, sa per certo di viverci. Quanto a me, sono più tipo da dubbi”

cosa critica Foster Wallace? critica gli americani per la mancanza di indignazione da parte dei

principali media per l’assassinio filmato rispetto alle invettive di quegli stessi media di fronte alle

fotografie di presunti abusi sui detenuti nella prigione di Abu Ghraib.

Che conseguenze ha portato l'abolizione della Fairness doctrine voluta da Reagan negli anni

'80? Che personaggio è Ziegler? Negli anni Settanta e Ottanta, con la diffusione della stereofonia

e della trasmissione in Fm, il pubblico delle radio musicali in Am si sposta verso le nuove stazioni

in modulazione di frequenza e molte radio in Am si convertono al formato talk ma il vero boom di

questo tipo di trasmissioni negli Stati Uniti si ha tra gli anni Ottanta e Novanta, dopo l’abrogazione

nel 1987 della Fairness Doctrine (la “dottrina dell’imparzialità) introdotta da Roosevelt nel

1949. Secondo lo scrittore americano David Foster Wallace, che al talk show radiofonico ha

dedicato uno splendido saggio (2004), l’aumento della popolarità delle talk radio politiche è dovuto

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nicolavitali di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio di comunicazione radiofonica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione - Iulm o del prof Bonini Tiziano.

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