Deambulazione di un individuo anziano
1. Nella deambulazione di un individuo anziano generalmente aumenta il tempo passato in fase di appoggio:
- A. Il tempo passato in appoggio non ha nessuna relazione con il controllo dell’equilibrio.
- B. Più tempo in mono appoggio che peggiora il controllo dell’equilibrio.
- C. Più tempo in doppio appoggio che facilita il controllo dell’equilibrio.
Funzioni cognitive esecutive
2. Le funzioni cognitive esecutive permettono:
- A. Di recuperare precedenti esperienze per dare una risposta motoria automatizzata, in tempi brevissimi.
- B. Di automatizzare un’azione motoria.
- C. Di pensare prima di agire ritenendo e manipolando le informazioni e adeguare la propria risposta motoria alle richieste ambientali.
Cuore anziano
3. Nel cuore anziano l’allungamento del tempo di contrazione e il minor tempo per il riempimento diastolico provocano:
- A. Nessuna modificazione della forza contrattile, il cuore è già indebolito.
- B. Aumento della forza contrattile.
- C. Riduzione della forza contrattile.
Perdita di potenza muscolare
4. Fra i fattori che determinano la perdita di potenza muscolare quelli cosiddetti “neurali” includono:
- A. La riduzione della coordinazione dei muscoli agonisti ed antagonisti, della sincronizzazione e reclutamento delle unità motorie, perdita di motoneuroni.
- B. La riduzione della massa muscolare e delle fibre di tipo II disponibili.
- C. La mancanza di esercizio fisico che stimola il sistema nervoso.
Campo visivo
5. Con l’invecchiamento il campo visivo:
- A. Diminuisce nella visione in basso.
- B. Diminuisce nella visione in alto.
- C. Diminuisce soprattutto nella visione periferica.
Variabilità della pratica
6. S’intende per variabilità della pratica:
- A. La capacità del bambino di utilizzare un vasto repertorio di strategie risolutive di un compito e scegliere quella migliore per ogni circostanza.
- B. Saper trovare delle varianti ad un compito motorio proposto.
- C. Vasto repertorio di proposte motorie utilizzato dall’insegnante per perseguire un obiettivo formativo.
Ruolo dell'insegnante nella creatività
7. Il ruolo dell’insegnante in una lezione programmata per sviluppare la creatività consiste:
- A. Assegnare un tempo limitato in cui il bambino si deve sforzare a trovare soluzioni originali e diverse.
- B. Giudicare attraverso feedback ed interventi l’operato del bambino per guidarlo verso l’obiettivo prefissato.
- C. Indicare dei vincoli esecutivi che guidino e semplificano il processo creativo.
Gioco deliberato
8. Intendiamo per gioco deliberato:
- A. Attività ludica svolta in ambiente facilitante dove svolgere attività strutturata.
- B. Attività ludica, ossia svolta liberamente e senza fini produttivi, apparentemente non strutturata ma in realtà organizzata dall’insegnante per raggiungere degli obiettivi prefissati.
- C. Attività ludica, ossia svolta liberamente senza fini produttivi, apparentemente strutturata ma in realtà organizzata dal gruppo.
Teoria orientale sull’apprendimento motorio
9. Secondo la teoria orientale sull’apprendimento motorio:
- A. L’apprendimento è valutato in base alla concatenazione di precedenti esperienze e al grado di maturazione del bambino.
- B. L’apprendimento è valutato in base al risultato immediato dell’azione che si sta svolgendo.
- C. L’apprendimento è valutato in base al processo per arrivare ad esso in termini di ricerca, di strategia e soluzioni in interazione con l’ambiente.
Teoria dei programmi motori generalizzati
10. In base alla teoria dei programmi motori generalizzati le caratteristiche invarianti del programma di movimento sono:
- A. Forza e timing, parametrizzazione, e schema motorio.
- B. Frazionamento, segmentazione ed esecuzione.
- C. Timing relativo, forza relativa e sequencing.
Coordinazione oculo-manuale
11. In un movimento di coordinazione oculo-manuale, all’aumento della distanza dal bersaglio l’anziano:
- A. Aumenta la durata del movimento e il numero dei movimenti correttivi secondari.
- B. Aumenta la durata del movimento e riduce il numero dei movimenti correttivi secondari.
- C. Riduce la durata del movimento e aumenta il numero dei movimenti correttivi secondari.
Strategia di caviglia e invecchiamento
12. L’invecchiamento limita l’abilità di “usare” la strategia di caviglia durante uno sbilanciamento a causa di:
- A. Riduzione della mobilità articolare, della forza e della propriocezione a livello dell’anca.
- B. Riduzione della mobilità articolare, della forza e della propriocezione a livello del ginocchio e dell’anca.
- C. Riduzione della mobilità articolare, della forza e della propriocezione a livello del piede.
Classificazione funzionale degli anziani
13. Secondo la classificazione funzionale degli anziani quelli definiti “indipendenti fisicamente”:
- A. Praticano esercizio fisico regolarmente.
- B. Non praticano esercizio regolarmente.
- C. Si allenano giornalmente e partecipano a gare.
Potenza muscolare e invecchiamento
14. Con l’invecchiamento la potenza muscolare si riduce anche a causa di:
- A. Reinnervazione delle fibre di tipo I da parte di fibre di tipo II.
- B. Reinnervazione delle fibre di tipo II da parte di fibre di tipo I.
- C. Reinnervazione sia delle fibre di tipo I che tipo II da parte di quelle di tipo III.
Metodo di insegnamento produttivo
15. Nel metodo di insegnamento produttivo:
- A. L’allievo seleziona tra più modalità esecutive per svolgere un compito assegnato, individuando quella per lui migliore guidato da feedback e correzioni in itinere.
- B. L’allievo arriva autonomamente a trovare soluzioni nuove e diversificate per raggiungere un obiettivo stabilito.
- C. L’allievo gestisce il tempo a disposizione dato dall’insegnante per eseguire ciò che è prescritto.
Declino del volume cerebrale
16. Il declino del volume cerebrale causato dall’invecchiamento è più marcato:
- A. Nei gangli della base.
- B. Nella corteccia frontale.
- C. Nella corteccia occipitale e parietale.
Modificazioni neuromuscolari e invecchiamento
17. Le modificazioni dell’invecchiamento a carico dei fusi neuromuscolari includono:
- A. Un aumento del numero delle fibre intrafusali per compensare la perdita di sensibilità.
- B. La diminuzione dello spessore della capsula.
- C. La diminuzione del numero delle fibre intrafusali.
Ricerca - Azione (R-A)
18. Intendiamo per Ricerca - Azione (R-A):
- A. Partendo solo dalla pratica educativa si estrapolano delle linee guida utilizzabili per le azioni educative successive.
- B. Programmazione di scelte operative, le migliori in assoluto per raggiungere gli obiettivi.
- C. La R-A si basa su indici di successo e monitoraggio di essi e delle metodologie utilizzate per raggiungere risultati attesi.
Ruolo dell'attenzione nell’apprendimento
19. Il ruolo dell’attenzione nell’apprendimento:
- A. Consente di modulare il livello di attivazione.
- B. Consente di attivare una sequenza di azioni automatizzate con il minimo dispendio energetico e la massima efficacia.
- C. Consente di valutare l’informazione utile per la presa di decisione e realizzare l’azione motoria.
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Domande e risposte - Attività motoria per gli anziani
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Appunti Attività motoria per l'età evolutiva e per gli anziani
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Set Domande Paniere Risposte Aperte e Chiuse Didattica dell'attività motoria nell'età evolutiva e negli anziani
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Attività motoria per Anziani