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Domande creazione di valore nell'Industry 4.0

Autovalutazione n°1

  • Nella seconda rivoluzione industriale le dimensioni principali della domanda erano: volumi di vendita e varietà di prodotti.
  • Il TPS vuole ridurre: gli sprechi.
  • La seconda rivoluzione industriale si è sviluppata in seguito a: l'invenzione del motore a scoppio.
  • Il modello di mercato prevalente nella prima rivoluzione industriale era: simple market.
  • La seconda rivoluzione industriale è stata accompagnata da: nascita del settore terziario.
  • La prima rivoluzione industriale è dipesa in gran parte da: l'avvento della macchina a vapore.
  • Con il passare del tempo, il grado di innovazione tra un'ondata tecnologica e quella successiva: aumenta.
  • Il concetto di "organizzazione scientifica del lavoro" viene introdotto da: Taylor.
  • Con lo sviluppo dell'elettronica e dell'informatica, il ciclo di vita dei prodotti: si riduce.
  • La seconda rivoluzione industriale ha avuto luogo: nella seconda metà del 1800.
  • Come si modifica la complessità nel passaggio da una rivoluzione industriale a quella successiva? aumenta.
  • La prima rivoluzione industriale ha avuto luogo: nel 1700 in Inghilterra.
  • La terza rivoluzione industriale ha visto la: fine del fordismo.
  • Con il passare del tempo, i periodi tra un'ondata tecnologica e quella successiva: si riducono.
  • Nella prima rivoluzione industriale le dimensioni principali della domanda erano: volumi di vendita.
  • Il modello di mercato prevalente nella terza rivoluzione industriale era: volatile market.
  • Nella prima rivoluzione industriale il sistema di produzione prevalente era: produzione artigianale.
  • La terza rivoluzione industriale è dovuta a: la nascita del personal computer.
  • Le teorie economiche che legano l'innovazione tecnologica alla crescita economica riguardano i concetti di: tecnologia, conoscenza, sistemi innovativi.
  • Il just in time è tipico: del TPS.
  • Il fenomeno delle delocalizzazioni dell'attività produttiva è tipico: della terza rivoluzione industriale.
  • Qual era il principale limite del modello produttivo della prima rivoluzione industriale? la difficoltà di aumentare l'offerta.
  • Il modello produttivo della prima rivoluzione industriale era: specializzazione del lavoro.
  • La terza rivoluzione industriale ha avuto luogo: nella seconda metà del 1900.
  • Il modello di mercato prevalente nella seconda rivoluzione industriale era: stable market.
  • Solow afferma che: la tecnologia può spiegare la crescita economica residuale, che non viene spiegata dalla produttività dei soli tradizionali fattori produttivi.
  • Nella terza rivoluzione industriale si cambia il modello produttivo in seguito a: aumento dei costi di produzione dovuto all'aumento dei prezzi delle materie prime, del lavoro e dell'energia.
  • Le ondate tecnologiche: rappresentano cluster di innovazioni.
  • La maggiore domanda rispetto all'offerta era una caratteristica prevalente nella: prima rivoluzione industriale.
  • La prima rivoluzione industriale ha portato ad alcuni cambiamenti sociali: rivoluzione demografica e urbanesimo.

Autovalutazione n°2

  • Qual è l'elemento chiave della quarta rivoluzione industriale che la differenzia dalla terza rivoluzione industriale? L'interconnessione.
  • Che cosa si intende con CPS? Cyber-Physical Systems.
  • Quando nasce il termine Industry 4.0? Nel 2011.
  • Con balzo tecnologico si intende: una traiettoria innovativa di organizzazioni – imprese e istituzioni – e lo sviluppo di capacità, connessioni e processi di innovazione non rivoluzionari.
  • L'interoperabilità è: la realizzazione di produzioni, anche senza soluzione di continuità, entro e oltre i confini di impresa, grazie all'interconnessione tra sistemi di produzione e lo scambio di conoscenze e competenze tra strutture produttive e differenti imprese.
  • Che cosa si intende per ambiente 4.0? Ambiente di comunicazione, intermediazione e relazione che caratterizza l'asset tecnologico dell'Industry 4.0 e che viene realizzato attraverso i Cyber-Physical Systems.
  • La digitazione è: la conversione di dati analogici come immagini, video e testo in formato digitale.
  • Il termine “Factories of the Future” è: un sinonimo di Industry 4.0 utilizzato dalla Commissione Europea.
  • Industry 4.0 può essere utilizzato come sinonimo di: nessuna delle alternative proposte.
  • La digitalizzazione è: l'aumento dell'uso della tecnologia dell'informazione da parte di un'organizzazione o di un paese.
  • Quale delle seguenti rivoluzioni industriali viene definita correttamente “rivoluzione digitale”? La terza.
  • Quali sono i fattori chiave della quarta rivoluzione industriale? Integrazione e interoperabilità.
  • Le principali innovazioni dell'Industry 4.0 sono: tecnologie 4.0 e CPS.
  • Con integrazione verticale si intende: la realizzazione di interazioni tra fornitori e clienti che ottimizzano la produzione e la logistica.
  • Con integrazione orizzontale si intende: integrazione e cooperazione tra imprese che può estendersi fuori dai confini dell'impresa coinvolgendo le imprese operanti nella stessa filiera anche se concorrenti.
  • Il ciclo continuo fisico-virtuale-fisico caratterizza: la quarta rivoluzione industriale.
  • Le tecnologie 4.0 sono: sia operation technology sia information technology.
  • Con integrazione end-to-end si intende: l'integrazione dell'ingegneria nell'intera catena del valore di un prodotto, dal suo sviluppo fino all'assistenza post-vendita.
  • Industry 4.0 può essere utilizzato come sinonimo di: nessuna delle alternative proposte.
  • L'interconnessione è: un principio base della collaborative manufacturing.

Autovalutazione n°3

  • L'andamento ciclico secolare dei prezzi prima delle rivoluzioni industriali: riflette i mutamenti delle relazioni tra risorse e popolazione (perché la tecnologia ha scarsissimo effetto nel cambiare e influire sui rapporti di forza tra risorse e popolazione perché la tecnologia non ha forti discontinuità fino a metà del '700).
  • Una delle critiche di Marx dal punto di vista economico al sistema capitalistico è che: i rendimenti decrescenti del capitale sono un ostacolo insormontabile alla crescita (perché ad un certo punto il rendimento del capitale si annulla).
  • Negli anni caratterizzati da politiche keynesiane, nei paesi OCSE il capitale era investito: in diversi settori (la relativa chiusura in blocchi che derivava dalla situa socio-politica del periodo faceva sì che il capitale dei paesi sviluppati fosse distribuito in tutti i settori e non concentrato in settori ad alta intensità di lavoro ma neanche a settori ad alta intensità di tecnologia. Aveva rendimento più basso perché distribuito in più settori).
  • Dalla prima alla seconda rivoluzione industriale, per ciò che riguarda le tecnologie e l'utilizzo delle risorse: si ha un progressivo aumento del peso delle risorse stock rispetto alle risorse flusso.
  • Le teorie monetarie dell'andamento ciclico secolare dei prezzi prima delle rivoluzioni industriali rispetto alle teorie reali: danno una spiegazione alternativa dello stesso fenomeno.
  • Dopo la crisi del 1929 ci fu una risposta in tutto il mondo occidentale attraverso l'affermarsi del modello: Keynesiano, che si basava sull'importanza del sostegno della domanda.
  • La teoria della crescita esogena definita da Solow consiste nell'idea che: la crescita economica dipenda dall'investimento di capitale.
  • Il mainstream della visione dell’impresa da parte degli economisti tra la prima e la seconda rivoluzione industriale si basava sull'idea che: il processo di accumulazione e di reinvestimento del capitale fosse la via naturale per aumentare le dimensioni dell'impresa e la crescita economica (non si parlava di capitale umano con la giusta accezione che si dà oggi. Questo ha creato i presupposti per la crisi).
  • La crescita endogena: allontana la previsione di convergenza.
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SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sara.felletti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Creazione di valore nell'industry 4.0 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Buchi Giacomo.
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