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poteri non siano tutti racchiusi e conferiti in un “centro”. Secondo l’art. 5 Cost. “La Repubblica

attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo ” e

costituisce regola fondamentale dell’organizzazione amministrativa. Il decentramento è un

fenomeno organizzativo che può assumere forme diverse: burocratico (il quale comporta

soltanto il trasferimento di competenze da organi centrali a organi periferici di uno stesso

ente), oppure autarchico (se comporta l’affidamento, ad enti diversi dallo Stato, del compito di

soddisfare la cura di alcuni bisogni pubblici).

56)Cosa si intende per decentramento burocratico?

Implica la responsabilità esclusiva degli organi locali nelle materie di propria competenza e

l’assenza di un rapporto di rigida subordinazione con il centro. Parte della dottrina ritiene che

in molti casi la presenza di organi statali locali realizzi, un fenomeno di deconcentrazione

nell’ambito di un’amministrazione statale che però resta accentrata.

57)Cosa si intende per decentramento autarchico?

Il decentramento autarchico può essere previsto a favore di enti locali, consentendo così che

la cura di interessi locali sia affidata a enti esponenziali di collettività locali, ovvero a favore di

altri enti (c.d. decentramento istituzionale).

58)Cosa ha attribuito la recente Legge 59/1997?

Ha attribuito al governo la delega per conferire agli enti locali e alle regioni tutte le funzioni e

i compiti amministrativi “relativi alla cura degli interessi e alla promozione dello sviluppo delle

rispettive comunità, nonché tutte le funzioni e i compiti amministrativi localizzabili nei

rispettivi territori in atto esercitati da qualunque organo o

amministrazione dello Stato, centrali o periferici, ovvero tramite enti o altri soggetti pubblici”.

La delega è stata esercitata con il D.Lgs 112/1998 ed a seguito di questo processo di

conferimento di compiti e funzioni a Regioni ed enti locali, oggi l’amministrazione italiana si

configura essenzialmente come regionale e locale.

59)Da quale legge è annoverato il principio di sussidiarietà?

Il principio di sussidiarietà è annoverato dalla Legge 59/1997 art.4 tra i principi e i criteri

direttivi cui deve attenersi la regione nel conferimento a province, comuni ed enti locali delle

funzioni che non richiedano l’unitario esercizio a livello regionale.

60)Cosa prevede L’art. 3 comma 5 del T.U. sugli enti locali?

Prevede che comuni e province sono “titolari di funzioni proprie e di quelle conferite loro con

legge dello Stato e della regione, secondo il principio di sussidiarietà”. Prevede anche la

possibilità che gli enti locali svolgano le proprie funzioni anche attraverso le attività che

possono essere “adeguatamente esercitate dalla autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro

formazioni sociali”: il cittadino quindi, da mero amministrato, viene considerato come

promotore della vita politico-amministrativa.

61)Come può essere inteso il principio di sussidiarietà?

Il principio di sussidiarietà può essere inteso in senso non solo verticale (relativamente cioè

alla distribuzione delle competenze tra centro e periferia) ma anche orizzontale (nei rapporti

tra poteri pubblici e organizzazioni della società).

62)Cosa afferma L’art. 118 comma 1 Cost.?

Stabilisce che “le funzioni amministrative sono attribuite ai comuni, salvo che, per

assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a province, città metropolitane, regioni e Stato,

sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza”. Il Comma 3 precisa

che “Stato, regioni, città metropolitane, province e comuni favoriscono l’autonoma iniziativa

dei cittadini, singoli o associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base

del principio di sussidiarietà”.

63)Da quale articolo è richiamato il principio di sussidiarietà?

Il principio di sussidiarietà è richiamato pure dall’art.120 ultimo comma Cost., che disciplina i

poteri sostitutivi dello Stato nei confronti dei governi locali e, recentemente, dalla L.131/2003

che contiene disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla legge

Costituzionale n.3/2001.

64)Quali sono i principi costituzionali applicabili alla pubblica amministrazione?

I principi costituzionali applicabili alla pubblica amministrazione: l’eguaglianza, la solidarietà,

la democrazia.

65)Quali principi si applicano all’amministrazione?

All’amministrazione, come agli altri soggetti pubblici, si applicano senz’altro i principi di

eguaglianza, di solidarietà, di buona fede, e l’art.52 stabilisce che l’ordinamento delle forze

armate deve essere “informato” allo spirito democratico della Repubblica.

66)Cosa si intende per soggetti di diritto?

La dottrina e la giurisprudenza riconoscono come soggetti di diritto – e dunque come centri di

imputazione di situazioni giuridiche soggettive - anche organizzazioni che non hanno la

personalità giuridica quali le associazioni non riconosciute (dette “figure soggettive”), le

associazioni sindacali, i ministeri, le amministrazioni autonome e le autorità indipendenti non

aventi personalità giuridica.

67)Quali sono i soggetti di diritto nel diritto amministrativo?

Gli enti pubblici.I soggetti di diritto pubblico costituiscono nel loro complesso

l’amministrazione in senso soggettivo, che si articola nei vari enti pubblici. Essi sono dotati di

capacità giuridica e come tali sono idonei ad essere titolari di poteri amministrativi: in questo

senso possono essere definiti come centri di potere.

68)Come si dividono le amministrazioni?

Accanto all’amministrazione statale, vi sono le amministrazioni regionali nonché gli enti

esponenziali delle comunità territoriali, riconosciuti dall’ordinamento generale in quanto

portatori di interessi pubblici. L’amministrazione statale (ma anche quella regionale e locale)

si articola in una serie di enti variamente collegati alla prima, ma da questi distinti in quanto

provvisti di propria personalità.

69)Cosa si affiancarono agli enti nazionali?

Accanto agli enti territoriali nazionali, si sono aggiunti enti privati e soggetti che

rappresentano anche espressioni spontanee che svolgono attività rilevanti per la comunità, e

per tale motivo sono stati riconosciuti come enti dall’ordinamento. Il mutamento del ruolo

dello Stato, che, da soggetto chiamato ad intervenire direttamente ed in prima persona nella

società e nell’economia, tende a configurarsi sempre più come soggetto regolatore, ha

agevolato il fenomeno della creazione di amministrazioni indipendenti e la vicenda della

privatizzazione degli enti.

70)Cosa si intende per problema dei caratteri dell’ente pubblico?

L’art.97 Cost. stabilisce il principio generale secondo cui “i pubblici uffici sono organizzati

secondo disposizioni di legge”, e l’art. 4 della Legge 70/1975 afferma che “nessun nuovo ente

pubblico può essere istituito o riconosciuto se non per legge”. La norma costituzionale

esprime il principio essenziale secondo cui spetta all’ordinamento generale e alle sue fonti

individuare le soggettività che operano al suo interno.

71)Da chi possono essere istituiti degli enti pubblici?

Molti enti (consorzi, aziende speciali e così via) continuano ad essere istituiti da altri enti

pubblici con determinazioni amministrative “sulla base di legge” e non “per legge”, pertanto

si distingue tra configurazione astratta e istituzione concreta dell’ente. La questione

dell’individuazione degli enti pubblici è stata risolta dalla giurisprudenza utilizzando una serie

di indici “esteriori”, che qualificano l’ente se valutati nel loro complesso.

72)Quali sono gli indici di pubblicità?

Tra questi indici di pubblicità si ricordano la costituzione dell’ente ad opera di un soggetto

pubblico; la nomina degli organi direttivi in tutto o in parte di competenza dello Stato o di

altro ente pubblico; l’esistenza di controlli o di finanziamenti pubblici; l’attribuzione di poteri

autoritativi.

73)Quando l’interesse è pubblico?

L’interesse è pubblico quando la legge l’abbia imputato ad una persona giuridica, tenuta

giuridicamente a perseguirlo: di qui il riconoscimento della “pubblicità” di quella persona

giuridica.

74)Come è istituito l’ente pubblico?

L’ente pubblico è istituito con una specifica “vocazione” allo svolgimento di una peculiare

attività di rilevanza collettiva. L’ente pubblico non può disporre della propria esistenza, a

differenza dei soggetti privati, che possono decidere di ritirarsi e cioè di smettere l’attività,

oppure modificare l’oggetto della stessa. Non è sempre facile individuare l’imputazione

legislativa dell’ente, ma si ritiene che possano esserci alcuni elementi rivelatori, quali il

finanziamento pubblico e l’utilizzo di denaro pubblico da parte dell’ente.

75)Cosa prevedono gli artt. 11 e 14 della Legge 59/1997?

Prevedono la trasformazione in associazioni o in persone giuridiche di diritto privato degli enti

nazionali che “non svolgono funzioni o servizi di rilevante interesse pubblico”.

76)Quali poteri non vengono riconosciuti agli enti pubblici economici?

Agli enti pubblici economici non vengono riconosciuti poteri autoritativi. La qualificazione di

un ente pubblico è importante perché comporta conseguenze giuridiche di rilievo.

77)Qual è una caratteristica degli enti pubblici?

Soltanto gli enti pubblici possono emanare provvedimenti che hanno efficacia sul piano

dell’ordinamento generale alla stessa stregua dei provvedimenti dello Stato, impugnabili

davanti al giudice amministrativo. L’autonomia è intesa come possibilità di effettuare da sé le

proprie scelte ed è altresì riferita alla possibilità di porre in essere norme generali ed astratte

che abbiano efficacia sul piano dell’ordinamento generale (c.d. autonomia normativa), si pensi

agli enti territoriali, i quali possono emanare statuti e regolamenti e prefissarsi anche

obbiettivi e scopi diversi da quelli statali (c.d. autonomia di indirizzo). In particolare dispone di

autonomia di indirizzo la regione, in virtù della posizione di autonomia ad essa

costituzionalmente riconosciuta.

78)Qual è una caratteristica degli enti pubblici?

La legge può attribuire agli enti l’autonomia finanziaria, la possibilità di decidere in ordine alle

spese e di disporre di entrate autonome; inoltre può disporre l’autonomia organizzativa che

consiste nella possibilità di darsi un assetto organizzativo proprio anche diverso da modelli

generali, l’autonomia tributaria che consiste nella possibilità di disporre di propri tributi, e

l’autonomia contabile, cioè la potestà di derogare al normale procedimento previsto per

l’erogazione di spese e l’introito di entrate ed in particolare la sussistenza di un bilancio

distinto da quello degli altri enti. La possibilità di agire per il conseguimento dei propri fini

mediante l’esercizio di attività amministrativa che ha la natura e gli effetti di quella della

pubblica amministrazione viene comunemente ricondotta alla nozione di autarchia.

79)Qual è una caratteristica degli enti pubblici?

Soltanto agli enti pubblici è riconosciuta la potestà di autotutela; l’ordinamento attribuisce

cioè a tali enti la possibilità di risolvere un conflitto attuale o potenziale di interessi e, in

particolare, di sindacare la validità dei propri atti producendo effetti incidenti su di essi.

L’autotutela costituisce di norma esercizio di funzione amministrativa attiva, e manifestazione

di autotutela è pure le decisioni su ricorso amministrativo.

80)Qual è una caratteristica degli enti pubblici?

Le persone fisiche legate da un rapporto di servizio agli enti pubblici sono assoggettate ad un

particolare regime di responsabilità penale, civile e amministrativa. Gli enti pubblici sono

tenuti al rispetto dei principi applicabili alla pubblica amministrazione; alcuni loro beni sono

assoggettati ad un regime speciale. L’attività che costituisce esercizio dei poteri

amministrativi è di regola retta da norme peculiari, quali quelle contenute nella L.241/1990

relativa ai procedimenti amministrativi.

81)Qual è una caratteristica degli enti pubblici?

Gli enti pubblici possono utilizzare procedure privilegiate per la riscossione delle entrate

patrimoniali dello Stato. Nell’ipotesi in cui abbiano partecipazioni in una società per azioni,

l’atto costitutivo può conferire agli enti pubblici la facoltà di nominare uno o più

amministratori o sindaci; la legge può attribuire allo Stato o ad altri enti pubblici tale

possibilità anche in mancanza di partecipazione azionaria.

82)Qual è una caratteristica degli enti pubblici?

Gli enti pubblici sono soggetti a particolari rapporti o relazioni (con lo Stato, la regione, il

comune, a seconda dei casi), la cui intensità (strumentalità, dipendenza, ecc…) varia in

ragione dell’autonomia dell’ente. Dai concetti di autotutela, autarchia e autonomia devono

essere distinte le nozioni di autodichia e di autogoverno.

83)Cosa si intende per autodichia?

L’autodichia consiste nella possibilità, spettante ad alcuni organi costituzionali in ragione della

loro peculiare indipendenza, di sottrarsi alla giurisdizione degli organi giurisdizionali comuni,

esercitando la funzione giustiziale relativamente alle controversie con i propri dipendenti.

L’autodichia è riconosciuta alla Camera, al Senato e alla Corte costituzionale.

84)Cosa si intende per autogoverno?

Il termine autogoverno indica la situazione che ricorre nell’ipotesi in cui gli organi dello Stato

siano designati dalla collettività di riferimento, anziché essere nominati o cooptati da parte di

autorità centrali.

85)Come possono essere suddivisi gli enti in base ai compiti?

Gli enti possono essere suddivisi in gruppi in considerazione della finalità perseguita, e si

distinguono in dottrina enti con compiti di disciplina di settori di attività, enti con compiti di

promozione, enti con compiti di produzione di beni e di servizi in forma imprenditoriale, enti

con compiti di erogazione di servizi pubblici.

86) Come possono essere suddivisi gli enti in base ai poteri?

In base al tipo di poteri attribuiti, si differenziano gli enti che posseggono potestà normativa

dagli enti che fruiscono di poteri amministrativi e da quelli che fanno uso della sola capacità di

diritto privato.

87)Come vengono suddivisi gli enti in base alle persone?

In ordine alle modalità con le quali viene organizzata la presenza di persone negli organi

dell’ente si annoverano: Enti a struttura istituzionale, nei quali la nomina degli amministratori

è determinata da soggetti estranei all’ente: si tratta di enti (ad esempio l’INPS) che

presuppongono la destinazione di un patrimonio alla soddisfazione di un interesse; la

prevalenza dell’elemento patrimoniale i controlli cui questi enti sono sottoposti. Enti

associativi, nei quali i soggetti facenti parte del corpo sociale sottostante determinano

direttamente o a mezzo di rappresentanti eletti o delegati le decisioni fondamentali dell’ente.

In essi si verifica quindi il fenomeno della auto amministrazione. Questi enti possono essere

caratterizzati dalla presenta di un’assemblea avente soprattutto compiti deliberanti. (ad

esempio CONI, ordini e collegi professionali, accademie di natura pubblica). In alcuni enti, poi,

detti a struttura rappresentativa, i soggetti interessati determinano la nomina della

maggioranza degli amministratori non direttamente, ma attraverso le proprie organizzazioni.

88)Cosa riconosce la Costituzione agli enti autonomi?

Riconosce un’ autonomia a comuni, province, città metropolitane e regioni. Tali enti sono

formazioni sociali cui è attribuita autonomia di indirizzo, potendo essi esprimere un indirizzo

politico(nel caso della regione) o politico-amministrativo anche confliggente con quello

statale. Il principio dell’autonomia nei limiti fissati dall’ordinamento è alla base della disciplina

costituzionale delle università, delle istituzioni di alta cultura e delle accademie, cioè soggetti

che possono “darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato” (art. 33

Cost.).

89)Cosa si intende per autonomie funzionali?

La legge ha di recente introdotto la categoria delle autonomie funzionali (art.1 D.Lgs

112/1998) o enti locali funzionali, per indicare quegli enti – università, camere di commercio,

industria, artigianato e agricoltura, istituzioni scolastiche – ai quali possono essere conferiti

funzioni e compiti statali. L’art. 1 comma 4 lett. d, L.59/1997, esclude il conferimento a

regioni, province e comuni dei compiti esercitati localmente in regime di autonomia funzionale

non solo dalle camere di commercio, ma anche dalle università degli studi.

90)Chi è dotato di autonomia?

La Costituzione riconosce come dotati di autonomia gli enti territoriali: comuni, province, città

metropolitane, regioni e Stato.

91)Qual è la funzione del territorio?

Il territorio consente di individuare gli enti stessi nonché le persone che vi appartengono per il

solo fatto di esservi stanziate, ossia, proprio e soltanto per questo collegamento con il

territorio (residenza). L’ente territoriale è politicamente rappresentativo del gruppo stanziato

sul territorio e opera nell’interesse di tutto il gruppo, e ovviamente le sue funzioni sono

individuabili in ragione del livello territoriale degli interessi stessi.

92)Chi può essere titolare di beni demaniali?

Soltanto gli enti territoriali possono essere titolari di beni demaniali, posti al servizio di tutta la

collettività. Gli enti pubblici non territoriali, pur esponenziali di gruppi sociali, sono accomunati

in ragione del perseguimento di interessi settoriali, tanto è vero che vengono detti

monofunzionali.

93)Cosa sono le agenzie?

Il carattere atipico degli enti pubblici ha indotto a introdurre regimi di diritto speciale, come la

normativa inerente l’istituzione e la regolamentazione di una serie di enti pubblici detti

“agenzie”, (ad esempio l’agenzia per i servizi sanitari regionali istituita dal D.Lgs 266/1993 e

avente compito di supporto alle attività regionali, l’agenzia per la rappresentanza negoziale

delle pubbliche amministrazioni avente il compito di rappresentare l’amministrazione pubblica

in sede di contrattazione collettiva nazionale; l’agenzia autonoma per la gestione dell’albo dei

segretari comunali e provinciali istituita dall’art.17 c.76 L.127/1997 avente personalità di

diritto pubblico e sottoposta alla vigilanza del Ministero dell’Interno; l’agenzia spaziale

italiana, riordinata con D.Lgs 128/2003 dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e

autonomia scientifica, finanziaria, patrimoniale e contabile; l’agenzia per le erogazioni in

agricoltura).

94)Cosa ha fatto il decreto 300/1999?

Ha previsto l’istituzione di strutture sottoposte ad indirizzo e vigilanza ministeriale e svolgenti

attività a carattere tecnico operativo di interesse nazionale , ha soppresso l’agenzia nazionale

per la protezione dell’ambiente (ANPA) trasferendo le sue funzioni alla nuova Agenzia per la

protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici.

95)Cosa si intende per Relazioni e rapporti intersoggettivi e forme associative?

E’ difficile individuare le relazioni intercorrenti tra i vari enti e la posizione assunta dagli uni

nei confronti degli altri. Vi sono però alcune relazioni intersoggettive fondamentali che corrono

tra enti territoriali e altri enti.

96)Cosa è La situazione di strumentalità strutturale e organizzativa di un ente nei

confronti di un altro ente,?

Il primo viene a rivestire una posizione simile a quella di un organo. Questa situazione implica

che l’ente “principale”

disponga di una serie di poteri di ingerenza, in particolare di direttiva, di indirizzo, di vigilanza,

di approvazione degli atti fondamentali e di verifica nei confronti dell’ente subordinato. Un

esempio di ente strumentale è costituito dalle aziende speciali che sono enti strumentali dei

comuni ai sensi dell’art.114 del T.U. sugli enti locali, e gli enti dipendenti dalle regioni.

97)Cosa si intende per enti che svolgono un’attività che si presenta come rilevante

per un altro ente pubblico territoriale?

In particolare per lo Stato, non si trovano generalmente in una posizione di strumentalità

strutturale e organizzativa marcata , maggior grado di autonomia è spesso determinato dalla

loro preesistenza rispetto al riconoscimento come enti pubblici, e la dipendenza e la

strumentalità hanno natura funzionale pur comportando l’assoggettamento dell’ente ad una

serie di controlli e condizionamenti della loro attività. Esempi di tali enti si ritrovano nelle

Camere di

Commercio, nella SIAE e negli enti “parastatali”.

98)Quali sono altri tipi di enti?

Sono poi individuabili enti che non si pongono in relazione di strumentalità con lo Stato o con

altri enti pubblici ed in questa categoria rientrano gli enti esponenziali e le formazioni sociali

che godono della possibilità di determinarsi autonomamente (ad esempio gli ordini e collegi

professionali, il Coni, le accademie di scienze ed arti che siano enti pubblici, gli enti locali non

territoriali, ecc…).

99)Cosa si intende per vigilanza?

Controllo di legittimità di un soggetto sugli atti di un altro, distinguendosi in ciò dalla tutela,

che attiene ai controlli di merito. Adozione di una serie di atti, quali l’approvazione dei bilanci

e delle delibere particolarmente importanti, nella nomina di commissari straordinari, nello

scioglimento degli organi dell’ente, nella prefissione di indirizzi.

100)Cosa si intende per direzione?

La direzione è una situazione di sovraordinazione tra enti che implica il rispetto, da parte

dell’ente sovraordinato, di un ambito di autonomia dell’ente subordinato. La direzione si

estrinseca in una serie di atti, le direttive, che determinano l’indirizzo dell’ente, lasciando allo

stesso la possibilità di scegliere le modalità attraverso le quali conseguire gli obiettivi

prefissati. Dalle relazioni stabili occorre tenere distinti i rapporti che possono instaurarsi di

volta in volta tra gli enti, si tratta dell’avvalimento e della sostituzione.

101)Cosa si intende per avvallimento?

Consiste nell’utilizzo da parte di un ente degli uffici di un altro ente. Tali uffici svolgono attività

di tipo ausiliario, ad esempi preparatoria o esecutiva, ma non costituisce deroga di

competenze trattandosi di una vicenda interna di tecnica organizzativa.

102)Cosa si intende per sostituzione?

Un soggetto (sostituto) è legittimato a far valere un diritto, un obbligo o un’attribuzione che

rientrano nella sfera di competenza di un altro soggetto (sostituito) operando in nome proprio

e sotto la propria responsabilità. Le modificazioni giuridiche che subiscono diritti, obblighi e

attribuzioni incidono direttamente nella sfera del sostituito, in capo al quale si producono gli

effetti o le conseguenze dell’attività posta in essere dal sostituto.

103)Da cosa è disciplinato il potere sostitutivo?

L’ordinamento disciplina il potere sostitutivo tra enti nei casi in cui un soggetto non ponga in

essere un atto obbligatorio per legge o non eserciti le funzioni amministrative ad esso

conferite, e la giurisprudenza sottolinea che il legittimo esercizio del potere di sostituzione

richiede la previa diffida. Il potere sostitutivo in caso di inerzia può essere esercitato

direttamente da un organo dell’ente sostituto, ovvero da un commissario nominato dall’ente

sostituto.

104)Cosa ha affermato la Corte costituzionale in ordine ai poteri sostitutivi dello

stato sulla Regione?

Ha affermato che deve essere rispettato il principio della leale cooperazione, il quale impone

allo Stato di intervenire soltanto dopo avere adottato le misure (informazioni attive e passive,

sollecitazioni, ecc…) idonee a qualificare l’intervento del sostituto come necessario a causa

dell’inerzia della regione.

105)Cosa afferma L’art. 5 D.Lgs 112/1998?

Disciplina i poteri sostitutivi dello Stato in caso di accertata inattività delle regioni e degli enti

locali che comporti inadempimento agli obblighi comunitari o pericolo di grave pregiudizio agli

interessi nazionali.

106)Cosa afferma l’articolo 120 della Costituzione?

Il Governo “può sostituirsi agli organi delle regioni, delle città metropolitane, delle province e

dei comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa

comunitaria, oppure di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando

lo richiedano la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei

livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini

territoriali dei governi locali”, il comma 3 specifica che “La legge definisce le procedure atte a

garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del

principio di leale collaborazione”.

107)Cosa si intende per delega di funzioni amministrative?

La delega di funzioni amministrative ricorre nei rapporti tra Stato e regioni e tra regioni e enti

locali. In particolare, le regioni, secondo quanto disposto dall’art. 118 Cost esercitano in via

normale le proprie funzioni amministrative delegandole alle province, ai comuni ed agli altri

enti locali. Queste deleghe sono operate con legge (art. 118 c.2, art. 4 c.5 Legge 59/1997).

108)Cosa ha fatto la recente riforma della legge costituzionale?

La recente riforma della Legge Costituzionale 3/2001 ha sostituito l’art.118 Cost, ed ha

costituzionalizzato l’istituto del conferimento di funzioni amministrative ai vari livelli di

governo locale sulla base dei “principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza”.

Alcune forme associative, tradizionalmente distinte in federazioni e consorzi, possono essere

costituite tra enti.

109)Cosa si intende per federazioni di enti?

Le federazioni di enti svolgono attività di coordinamento e di indirizzo dell’attività degli enti

federati, nonché attività di rappresentanza degli stessi (ad esempio l’ACI, il CONI e le

federazioni nazionali di ordini e collegi). Alcune federazioni comprendono anche soggetti

privati, ed altre possono costituire federazioni di diritto privato (come l’ANCI associazione

nazionale dei comuni italiani).

110)Cosa sono i consorzi?

I consorzi costituiscono una struttura stabile volta alla realizzazione di finalità comuni a più

soggetti, spesso realizzano o gestiscono opere o servizi di interessi comuni agli enti

consorziati, i quali restano comunque di regola titolari delle opere e dei servizi. I consorzi

pubblici possono essere classificati in entificati e non entificati, obbligatori e facoltativi;

esistono poi consorzi formati soltanto da enti pubblici ovvero anche da privati. I consorzi

entificati sono enti di tipo associativo.

111)Cosa sono le unioni di comuni?

Nell’ambito delle forme associative tra enti, debbono altresì essere ricordate le unioni di

comuni (art.32 T.U. enti locali), mentre caratteri simili ai consorzi hanno gli uffici comuni che

gli enti locali possono costituire mediante convenzione, e che operano con personale

distaccato degli enti partecipanti ai quali viene affidato l’esercizio di funzioni pubbliche in

luogo degli enti partecipanti all’accordo.

112)Cosa afferma la direttiva CEE 80/273 della Commissione, modificata dalla

direttiva 85/413?

Definisce le“imprese pubbliche” come le imprese nei confronti delle quali i pubblici poteri

possono esercitare, direttamente o indirettamente, un’influenza dominante per ragioni di

proprietà, di partecipazione finanziaria o della normativa che le disciplina. L’amministrazione,

al fine di soddisfare esigenze collettive, non avendo mezzi e organizzazioni sufficienti deve

sovente ricercare contraenti sul mercato per affidare loro la realizzazione di opere o per

richiedere prestazioni e beni di valore economico complessivo rilevantissimo.

113)Cosa si intende per organismo di diritto?

Altra nozione di rilievo introdotta dal diritto comunitario è quella di organismo di diritto

pubblico, ricompresa nella disciplina in materia di appalti tra le amministrazioni aggiudicatrici,

ed assoggettandola alla specifica disciplina ispirata ai principi di concorrenza. Si tratta di

organismi:

a) istituiti per soddisfare specificamente bisogni di interesse generale aventi carattere non

industriale o commerciale;

b) aventi personalità giuridica;

c) la cui attività è finanziata in modo maggioritario dallo Stato, dagli enti locali o da altri

organismi di diritto pubblico, oppure la cui gestione è soggetta al controllo di questi ultimi,

oppure il cui organo di amministrazione, di direzione o di vigilanza è costituito per più della

metà da membri designati dallo Stato, dagli enti locali o da altri organismi di diritto pubblico.

Le tre condizioni hanno carattere cumulativo.

114)Quali sono Le figure di incerta qualificazione?

in particolare, le società per azioni a partecipazione pubblica. Le società a partecipazione

pubblica sono soggette ad una disciplina particolare: l’art. 2449 c.c. prevede che, ove lo Stato

(o altro ente pubblico) abbia partecipazioni azionarie, l’atto costitutivo possa ad esso conferire

la facoltà di nominare amministratori o sindaci, ovvero componenti del consiglio di

sorveglianza, nonché revocarli. Questa eventualità è consentita dall’art.2450 c.c. anche

quando l’ente non abbia partecipazione azionarie, allorché così disponga la legge o l’atto

costitutivo. E’ frequente infatti il caso di società istituite direttamente ed unilateralmente dalla

legge o di società a costituzione obbligatoria.

115)Quali sono i tre modelli di società a partecipazione pubblica?

1) le società a partecipazione pubblica regolate da leggi speciali e chiamate a svolgere

funzioni pubbliche (ad esempio Patrimonio s.p.a., Infrastrutture s.p.a.) possono essere

accostate alle società che risultano affidatarie di servizi in house senza necessità di una

previa gara;

2) le società a partecipazione pubblica direttamente affidatarie di servizi pubblici locali; di

norma la scelta del socio privato avviene a mezzo gara;

3) le società derivanti dal processo di privatizzazione;

116)Cosa si intende per affidamento in house?

E’ il concetto delineato dalla giurisprudenza comunitaria con il quale si esclude che la

disciplina sugli appalti trovi applicazione nei casi in cui tra amministrazione e imprese sussista

un legame tale per cui il soggetto non possa ritenersi “distinto” dal punto di vista decisionale.

Il legislatore italiano, la fine di evitare di “mettere a gara” l’affidamento del servizio locale, ha

utilizzato lo stesso schema nel settore dei servizi pubblici.

117) Cosa prevede Il T.U. sugli enti locali, modificato dall’art.35 della Legge

448/2001 e dalla Legge 326/2003?

Prevede per i servizi locali di rilevanza economica tre forme di gestione:

a) società pubbliche direttamente affidatarie del servizio come le società a capitale misto

pubblico privato nelle quali il socio privato venga scelto attraverso l’espletamento di gare con

procedure ad evidenza pubblica;

b) società pubbliche direttamente affidatarie del servizio come le società a capitale

interamente pubblico a condizione che l’ente o gli enti pubblici titolari del capitale sociale

esercitino sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi e che la

società realizzi la parte più importante della propria attività con l’ente o gli enti pubblici che la

controllano nella logica della concorrenza e del mercato;

c) affidamento del servizio a società di capitali individuate attraverso l’espletamento di gare.

118)Cosa si intende per golden share?

Per la disciplina relativa alla dismissione delle partecipazioni azionarie nelle società in cui sono

stati trasformati gli enti privatizzati, l’art.2 D.L. 332/1994 convertito in legge 474/1994,

modificato dalla L.350/2004, accanto ai limiti al possesso azionario e al divieto della cessione

della partecipazione, consente allo Stato di mantenere poteri speciali (golden

share:opposizione all’assunzione di partecipazioni che rappresentano almeno la ventesima

parte del capitale sociale) esercitabili soltanto in caso di pericolo per “interessi vitali” dello

Stato medesimo con riferimento alle società operanti nel settore della difesa, dei trasporti,

delle telecomunicazioni, delle fonti di energia e degli altri pubblici servizi, individuate con

decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.

119)Quando si ha l’ente pubblico?

Ricorre ente pubblico laddove lo statuto delle società per azioni e la disciplina delle

dismissioni implichino la impossibilità di uno scioglimento: infatti l’esistenza e la destinazione

funzionale della società sono predeterminate con atto normativo e rese indisponibili alla

volontà dei propri organi deliberativi. Le società a partecipazione pubblica maggioritaria sono

assoggettate ad una disciplina di diritto speciale.

120)Cosa sono le società per azioni?

Le società per azioni a partecipazione pubblica locale sono soggetti privati nei limiti in cui

possano disporre della propria esistenza e del proprio oggetto. I concessionari di opere e gli

affidatari di servizi pubblici sono categorie di soggetti privati che presentano carattere

pubblicistico, i quali, collocati in sul mercato in regime di libera concorrenza, sono

assoggettati a settori c.d. esclusi allorché agiscano “in virtù di diritti speciali o esclusivi”.

121)Cosa si intende per diritti speciali o esclusivi?

Sono diritti speciali o esclusivi i diritti costituiti per legge, per regolamento o in virtù di una

concessione o di altro provvedimento amministrativo avente l’effetto di riservare ad uno o più

soggetti l’esercizio di attività.

122)Come può avvenire la costituzione degli enti pubblici?

La costituzione degli enti pubblici può avvenire per legge o per atto amministrativo sulla base

di una legge, anche se in molti casi la legge si è limitata a riconoscere come enti pubblici

organizzazioni nate per iniziativa privata. Il legislatore non è libero di rendere pubblica

qualsiasi persona giuridica privata, infatti esistono limiti costituzionali che tutelano le

formazioni sociali, la libertà di associazione e altre attività private.

123)Cosa avviene in ordine all’estinzione degli enti pubblici?

In ordine all’estinzione degli enti pubblici, essa può aprire una vicenda di tipo successorio (a

titolo universale o particolare), ma l’estinzione può essere prodotta dalla legge o da un atto

amministrativo basato sulla legge.

124)Cosa si intende per modificazioni degli enti pubblici?

Quanto alle modificazioni degli enti pubblici, si possono ricordare il mutamento degli scopi, le

modifiche del territorio degli enti territoriali, le modificazioni delle attribuzioni, la

trasformazione da ente non economico a ente pubblico economico e le variazioni della

consistenza patrimoniale.

125)Come possono essere trasformati gli enti pubblici?

Gli enti pubblici possono essere trasformati in persone giuridiche di diritto privato. Anche il

riordino degli enti pubblici può comportare l’estinzione degli stessi o la loro trasformazione in

persone giuridiche private.

126)Cosa hanno conferito gli artt. 11 e 14 della Legge 59/1997?

Hanno conferito al governo la delega a emanare decreti legislativi diretti a “riordinare gli enti

pubblici nazionali operanti in settori diversi dalla assistenza e previdenza, le istituzioni di

diritto privato e le società per azioni controllate dallo Stato”, individuando quale criteri e

principi direttivi “la fusione o soppressione di enti con finalità omologhe o complementari, la

trasformazione di enti per i quali l’autonomia non sia necessaria o funzionalmente utile in

ufficio dello Stato o di altra amministrazione pubblica ovvero in struttura di università, con il

consenso della medesima, ovvero la liquidazione degli enti inutili”.

127)Cosa si intende per La privatizzazione degli enti pubblici?

La scelta di privatizzare gli enti pubblici è sostenuta da molte ragioni. Quando tale vicenda

comporta la trasformazione dell’ente in società per azioni, questa è in grado di reperire

capitale di rischio sul mercato ed ha una snellezza d’azione maggiore. La privatizzazione è

stata introdotta anche ai fini della riduzione dell’indebitamento

finanziario (art.1 c.6 Legge 474/1994). Più in generale la privatizzazione formale oltre che

sostanziale comporta che il potere pubblico rinunci ad essere imprenditore e quindi incide sul

modello di intervento pubblico nell’economia. In realtà spesso il legislatore affida la gestione

di interessi pubblici alle strutture privatizzate, ossia realizza una privatizzazione meramente

formale, rimanendo il capitale nella totalità o nella maggioranza in mano pubblica.

128)Quali sono Le tappe fondamentali della privatizzazione?

Sono le seguenti:

1) L’ente pubblico economico viene trasformato in società per azioni (privatizzazione c.d.

“formale”, ovvero, “fase fredda” della privatizzazione) con capitale interamente posseduto

dallo Stato.

2) Si procede poi alla dismissione della quota pubblica (privatizzazione c.d. “sostanziale”, o

“fase calda” della privatizzazione). Quest’ultima tappa è disciplinata dal D.L.332/1994

convertito in Legge 474/1994 modificato dalla L.350/2003, che fa riferimento a procedure

trasparenti e non discriminatorie.

129)Quali soggetti interessa la privatizzazione?

La privatizzazione interessa soggetti che operano in tre settori principali:

- nella gestione di partecipazioni azionarie (Iri, Eni);

- nei servizi di pubblica utilità (Enel, telecomunicazioni, gas, ecc…);

- nel settore creditizio (istituti di credito di diritto pubblico);

L’ordinamento italiano conosce anche altre forme di privatizzazione, caratterizzate dal fatto

che gli enti vengono trasformati in soggetti privati non aventi scopo di lucro, come per la

trasformazione obbligatoria degli enti che operano nel settore musicale in fondazioni di diritto

privato disposta dal D.Lgs 367/1996.

130)Cosa ha previsto il D.Lgs 509/1994?

Prevede la trasformazione in persone giuridiche private di enti gestori di forme obbligatorie di

previdenza e assistenza.

131)Cosa ha previsto il D.Lgs 419/1999 modificato dalla L.284/2002?

Sono state emanate norme in materia di privatizzazione, fusione,trasformazione e

soppressione di enti pubblici nazionali, ridefinendo anche i compiti della SIAE.

132)Cosa afferma l’articolo 97 della Costituzione?

L’art. 97 Cost., che si riferisce letteralmente all’organizzazione, può essere letto come norma

di ripartizione della funzione di indirizzo politico tra governo e parlamento poiché l’attività di

organizzazione è espressione di quella di indirizzo e si desume la sussistenza di una riserva di

organizzazione in capo al Governo, che può modellare le proprie strutture in ragione delle

esigenze mutevoli che deve affrontare. Un riconoscimento espresso di tale riserva di

organizzazione è operato dall’art. 17 c.1 lett. d

133)Cosa prevede la Legge 400/1988?

Prevede la figura dei regolamenti governativi disciplinanti l’organizzazione ed il

funzionamento delle amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni di legge; altro ancora

è l’art.14 bis della stessa legge, il quale stabilisce che l’organizzazione e la disciplina degli

uffici dei ministeri sono determinate con regolamento governativo su proposta del ministro

competente, d’intesa con il Presidente del Consiglio dei ministri e con il ministro del tesoro.

134)Cosa prevede L’art. 117 della Costituzione ?

Prevede che comuni, province e città metropolitane abbiano “potestà regolamentare in ordine

alla disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite”, ed in

questo caso la riserva di organizzazione è disposta proprio dalla Costituzione.

135)Cosa si intende per atti di organizzazione non aventi carattere normativo?

Gli atti di istituzione di enti, di organi o di uffici, l’assegnazione agli organi dei titolari, gli

accordi tra più amministrazioni che disciplinano attività di interesse comune, o costitutivi di

consorzi.

136)Da cosa è disciplinato il potere di organizzazione?

Il potere di organizzazione è oggi espressamente disciplinano dagli artt.2 e 5 del D.Lgs

165/2001. La prima norma afferma che le amministrazioni pubbliche definiscono “secondo i

principi generali fissati da disposizioni di legge e, sulla base dei medesimi, mediante atti

organizzativi secondo i rispettivi ordinamenti, le linee fondamentali di organizzazione degli

uffici” e “individuano gli uffici di maggior rilevanza”. La seconda norma stabilisce che le

pubbliche amministrazioni assumono ogni determinazione organizzativa “con la capacità e i

poteri del privato datore di lavoro”: alle determinazioni operative gestionali occorre garantire

“adeguati margini” e, cioè, uno spazio di discrezionalità organizzativa.

137)Cosa è L’organo?

La personalità giuridica delle organizzazioni è riferita alle situazioni giuridiche e ai rapporti

giuridici. Per poter agire le organizzazioni potevano ricorrere a due istituti:

a) la rappresentanza, alla stessa stregua di quella necessaria disposta per le persone fisiche

incapaci di agire;

b) utilizzare la figura dell’organo;

138)Cosa fa la persona giuridica attraverso l’organo?

Attraverso l’organo la persona giuridica agisce e l’azione svolta dall’organo si considera posta

in essere dall’ente. L’organo non è separato dall’ente, quindi, a differenza di quanto accade

nella rappresentanza, la sua azione non è svolta in nome e per conto di altri, e corrisponde

all’attività propria dell’ente. La capacità giuridica spetta comunque all’ente, che è centro di

imputazioni di effetti e fattispecie.

139)Qual è la funzione dell’organo?

L’organo è dunque uno strumento di imputazione e, cioè, l’elemento dell’ente che consente di

riferire all’ente stesso atti e attività; spesso l’organo permette all’ente di rapportarsi con altri

soggetti giuridici o comunque di produrre effetti giuridici. Più in particolare l’organo va

identificato nella persona fisica o nel collegio in quanto investito della competenza attribuita

dall’ordinamento (ad esempio, il contratto stipulato dal dirigente comunale si considera

concluso dal Comune). In assenza del titolare, l’ordinamento indica colui che è chiamato a

svolgere le relative funzioni. Tra persona fisica preposta all’organo e ente pubblico corre un

rapporto giuridico, definito “rapporto di servizio”.

140) A quali enti vengono attribuiti i poteri?

I poteri vengono attribuiti soltanto all’ente avente la soggettività giuridica, ed esso si avvale

di più organi, ognuno di essi, pur senza esserne titolare, esercita una quota di quei poteri,

detta competenza. La competenza è ripartita secondo svariati criteri: per materia, per valore,

per grado o per territorio. La competenza va tenuta distinta dall’attribuzione, che indica la

sfera di poteri che l’ordinamento generale conferisce ad ogni ente pubblico.

141)Quali sono le attività pubbliche che vengono esercitate da soggetti privati?

Tra le attività pubbliche che vengono esercitate da soggetti privati si pensi alle funzioni

certificative spettanti al notaio, alle possibilità che concessionari emanino atti amministrativi

o eroghino servizi pubblici, alla potestà spettante ai cittadini di procedere all’arresto in

flagranza di reato, al potere degli interessati di produrre dichiarazioni sostitutive di

certificazioni, alla possibilità di affidare ai terzi la riscossione dei tributi.

142)Come può agire il privato?

Il privato può agire direttamente in base alla legge, o in forza di un atto della pubblica

amministrazione. Egli riceve spesso un compenso da parte dell’ente pubblico oppure da utenti

che fruiscono della sua attività. L’attività si configura nei confronti dei terzi come

pubblicistica, alla stessa stregua di quella che avrebbe posto in essere l’ente pubblico

sostituito.

143)Come vengono classificati gli organi?

Sono esterni gli organi competenti ad emanare provvedimenti o atti aventi rilevanza esterna (i

dirigenti, ad esempio, adottano gli atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno). Gli

organi procedimentali (o organi interni) sono quelli competenti ad emanare atti aventi

rilevanza endoprocedimentale.

144)Cosa si intende per organi centrali?

Sono quelli che estendono la propria competenza all’intero spettro dell’attività dell’ente.

145)Cosa si intende per organi periferici?

Hanno competenza limitata ad un particolare ambito di attività, di norma individuato secondo

un criterio geografico.

146)Cosa si intende per organi ordinari e straordinari?

Gli organi ordinari sono previsti nel normale disegno organizzativo dell’ente, mentre gli organi

straordinari operano invece in sostituzione degli organi ordinari (in genere detti

“commissari”).

147)Cosa si intende per organi permanenti e temporanei?

Gli organi permanenti sono stabili, gli organi temporanei svolgono funzioni per un limitato

periodo di tempo (ad esempio le commissioni per i concorsi).

148)Cosa si intende per organi attivi , consultivi , di controllo?

Gli organi attivi formano ed eseguono la volontà dell’amministrazione; gli organi consultivi

rendono pareri; gli organi di controllo sindacano l’attività posta in essere dagli organi attivi.

149)Cosa si intende per attività amministrativa attiva , consultiva , di controllo?

La distinzione rispecchia quella tra attività amministrativa attiva (che ha la finalità di curare

gli interessi pubblici: c.d. amministrazione attiva), attività consultiva (mediante la quale

vengono espressi pareri) e attività di controllo (la cui finalità è quella di verificare l’attività

amministrativa attiva alla luce di un parametro prefissato).

150)Cosa si intende per organi rappresentativi?

Gli organi rappresentativi sono quelli i cui componenti, a differenza degli organi non

rappresentativi, vengono designati o eletti dalla collettività che costituisce il sostrato

dell’ente. Tipico esempio di organo rappresentativo è il sindaco, mentre organo non

rappresentativo è, ad esempio, il prefetto.

151)Cosa si intende per organi con legale rappresentanza?

Consistono in particolari tipi di organi esterni, cioè che esprimono la volontà dell’ente nei

rapporti contrattuali con i terzi e che, avendo la capacità processuale, conferisce la procura

alle liti per agire o resistere in giudizio.

152)Di cosa sono dotati alcuni organi?

Per espressa volontà di legge, alcuni organi sono dotati di personalità giuridica (e sono detti

organi con personalità giuridica o organi-enti), profilandosi come titolari di poteri e come

strumenti di imputazione di fattispecie ad altro ente (in quanto organi di quest’ultimo), un

esempio è l’ISTAT, alla dipendenza della Presidenza del Consiglio dei ministri con compiti

relativi alle indagini statistiche interessanti le amministrazioni statali.

153)Cosa sono gli organi monocratici?

Sono organi monocratici quelli il cui titolare è una sola persona fisica. Negli organi collegiali si

ha la titolarità di più persone fisiche considerate nel loro insieme. Le ragioni per cui si procede

all’istituzione dell’organo collegiale sono quella di riunire in un unico corpo i portatori di

interessi differenti e/o far confluire nel collegio più capacità professionali e tecniche.

154)Come avviene l’esercizio delle competenze dell’organo collegiale?

L’esercizio delle competenze dell’organo collegiale avviene mediante deliberazione, la cui

adozione segue un procedimento che, solitamente, consta delle seguenti fasi:convocazione

del collegio, cioè l’invito contenente l’ordine del giorno, a riunirsi in un certo luogo in una

certa data;presentazione di proposte sui punti all’ordine del giorno; d iscussione; votazione.

155)Qual è la differenza tra quorum strutturale e quorum funzionale?

Occorre distinguere tra quorum strutturale e quorum funzionale. Il primo indica il numero dei

membri che devono essere presenti affinché il collegio sia legittimamente costituito (nei

collegi perfetti si impone la presenza di tutti i componenti); il quorum funzionale indica il

numero di membri presenti che debbono esprimersi favorevolmente sulla proposta affinché

questa si trasformi in deliberazione. Nei c.d. collegi perfetti non è ammessa l’astensione; negli

altri casi l’astenuto è considerato come assente o come votante, in quest’ultimo caso, il voto

di astensione non riduce il computo dei votanti in ragione del quale deve essere calcolato il

quorum funzionale e, dunque, equivale a voto negativo. La deliberazione si perfeziona con la

proclamazione fatta dal Presidente: le sedute vengono documentate attraverso processi

verbali redatti dal segretario e servono ad esternare la deliberazione adottata.

156)Quali sono le Relazioni interorganiche?

Tra gli organi di una persona giuridica pubblica possono istaurarsi relazioni disciplinate dal

diritto. I modelli teorici: la gerarchia, la direzione ed il coordinamento.

157)Cosa si intende per gerarchia?

La gerarchia esprime la relazione di sovraordinazione-subordinazione tra organi diversi.

L’omogeneità delle competenze giustifica i poteri spettanti al superiore gerarchico e il dovere

di obbedienza di quello inferiore.

158)Quali sono i poteri caratteristici della relazione gerarchica?

I poteri caratteristici della relazione gerarchica sono: il potere di ordine (che consente di

vincolare l’organo subordinato ad un certo comportamento nello svolgimento della propria

attività) di direttiva (mediante la quale si indicano fini e obbiettivi da raggiungere, lasciando

un margine di scelta in ordine alle modalità con cui conseguirli) e di sorveglianza sull’attività

degli organi subordinati, i quali possono essere sottoposti a ispezioni e inchieste; potere di

decidere i ricorsi gerarchici proposti avverso gli atti dell’organo subordinato; potere di

annullare d’ufficio e di revocare gli atti emanati dall’organo subordinato; potere di risolvere i

conflitti che insorgano tra organi subordinati; poteri in capo all’organo superiore di

avocazione (per singoli affari, per motivi di interesse pubblico, indipendentemente

dall’inadempimento dell’organo inferiore) e sostituzione (a seguito di inerzia dell’organo

inferiore). Il potere di delega spettante al superiore sussiste soltanto nei casi previsti dalla

legge. Il potere di emanare ordini relativamente alle funzioni ed alle mansioni dell’inferiore

gerarchico esclude la possibilità di scelta di quest’ultimo, facendo sorgere il dovere di

eseguirlo, salvo che l’ordine stesso non contrasti con la legge penale. Se il dipendente ritenga

l’ordine palesemente illegittimo, deve farne rimostranza al superiore, dichiarandone le ragioni,

ma è poi obbligato ad eseguirlo se l’ordine viene rinnovato per iscritto (sempreché non si

tratta di ordine criminoso artt. 16 e segg. T.U. 3/1957).

159)Cosa si intende per direzione?

Altro tipo di relazione interorganica è la direzione, per la quale l’organo sovraordinato ha il

potere di indicare gli scopi da perseguire, ma deve lasciare alla struttura sottoordinata la

facoltà di scegliere le modalità e i tempi dell’azione volta a conseguire quei risultati. Nella

direzione, l’organo sovraordinato ha più in particolare il potere di emanare direttive e quello di

controllare l’attività amministrativa in considerazione degli obbiettivi da raggiungere.

160)Qual è la differenza tra gerarchia e direzione?

Rispetto alla gerarchia, la direzione comporta la sostituzione del potere di dare ordini con il

potere di emanare direttive, ma che non vincolano completamente l’organo inferiore, ed il

controllo non riguarda gli atti come nella gerarchia, ma si svolge in via successiva e investe

l’autorità.

161)Cosa si intende per coordinamento?

In dottrina si individua una ulteriore relazione interorganica, il coordinamento, riferendolo a

organi in situazione di equiordinazione preposti ad attività che, pur dovendo restare distinte,

sono destinate ad essere ordinate secondo un disegno unitario. Contenuto di tale relazione

sarebbe il potere, spettante ad un “coordinatore”, di impartire disposizioni idonee a tale scopo

e di vigilare sulla loro attuazione ed osservanza.

162)Da quale legge è definito il coordinamento?

Il coordinamento è definito dalla legge (es. art. 16, 17 e 25 D.Lgs 165/2001). I compiti di

coordinamento possono essere riconosciuti ad un organo ad hoc oppure ad uno degli organi

interessati al coordinamento (come gli organi collegiali). La possibilità che un “segretario

generale, capo dipartimento o altro dirigente comunque denominato” svolga funzioni di

coordinamento di uffici dirigenziali di livello generale è infine prevista dall’art. 16 D.Lgs

165/2001.

L’esigenza di coordinamento tra l’azione di più soggetti pubblici è soprattutto soddisfatta

attraverso l’utilizzo della conferenza di servizi.

163)Cosa si intende per controllo?

Il controllo è una importante relazione interorganica, che consiste nell’attività di verifica,

esame e revisione dell’operato altrui. Nel diritto amministrativo il controllo costituisce

un’autonoma funzione svolta da organi peculiari.

164)In cosa consiste il controllo?

Il controllo consiste in un esame, da parte di un apposito organo, di atti e attività imputabili ad

un altro organo controllato. Il controllo è svolto in ogni caso nell’ambito delle relazioni

gerarchiche dove l’organo gerarchicamente superiore controlla l’attività dell’organo

subordinato. Il controllo, che è sempre doveroso, deve essere svolto nelle forme previste dalla

legge, e si conclude con la formulazione di un giudizio, positivo o negativo, sulla base del

quale viene adottata una misura.

165)Come si divide il controllo?

Il controllo si divide in interno ed esterno a seconda che esso sia esercitato da organi dell’ente

o da organi di enti diversi, un esempio di controllo interno è costituito dal controllo ispettivo.Il

controllo sugli organi degli enti territoriali è previsto, per quanto riguarda le regioni,

dall’art.126 Cost. e dagli artt.141 e segg. T.U. sugli enti locali in ordine agli enti territoriali

diversi dalla regione.

166)Da chi può essere condotto il controllo?

Il controllo può essere condotto alla luce di criteri di volta in volta differenti - conformità alle

norme (controllo di legittimità, denominato vigilanza), opportunità (denominato tutela),

efficienza, efficacia, ecc… - ed avere oggetti diversi tra loro: organi, atti normativi, atti

amministrativi di organi individuali e collegiali, contratti di diritto privato, attività.

167)Quali misure possono essere adottate a seguito del giudizio?

Le misure che possono essere adottate a seguito del giudizio sono di vario tipo: repressive

(annullamento dell’atto), impeditive (le quali non eliminano l’atto ma ostano a che l’atto

produca efficacia, come rifiuto di approvazione o visti), sostitutive (controllo sostitutivo).

168)Come avvengono i controlli sugli organi?

Nel controllo sugli organi la misura è la sostituzione all’organo ordinario nel compimento di

alcuni atti, in altri casi la misura è lo scioglimento dell’organo. Ancora diversa è la misura che

consiste nell’applicazione di sanzioni ai componenti l’organo.

169)Come avvengono i controlli sugli atti?

Nell’ambito dei controlli sugli atti si distingue tra controlli preventivi (rispetto alla produzione

degli effetti degli atti) e successivi (i quali si svolgono quando l’atto ha già prodotto i suoi

effetti).

170)Cosa si intende per controlli mediante riesame?

In una via di mezzo tra controlli successivi e preventivi si collocano i controlli mediante

riesame i quali procrastinano l’efficacia dell’atto all’esito di una nuova deliberazione

dell’autorità decidente. In particolare, il controllo di ragioneria nell’amministrazione statale ed

il controllo della Corte dei Conti.

171)Cosa è il controllo di ragioneria?

Un particolare tipo di controllo (contabile e di legittimità) è il controllo di ragioneria esercitato

dagli uffici centrali di bilancio a livello centrale e dalle ragionerie provinciali a livello di organi

decentrati delle amministrazioni statali, i quali provvedono alla registrazione degli impegni di

spesa risultanti dai provvedimenti assunti dalle amministrazioni statali e possono inviare

osservazioni sulla legalità della spesa senza che ciò abbia effetti impeditivi sull’efficacia degli

atti. Oggi gli uffici di ragioneria svolgono il controllo interno di regolarità amministrativa e

contabile.

170)Come avviene il controllo della Corte dei Conti?

Controllo successivo esterno e costituzionalmente garantito è quello esercitato dalla Corte dei

Conti “organo al servizio dello Stato-comunità” attraverso il meccanismo della registrazione e

dell’apposizione del visto. La Corte dei conti svolge anche altre importanti funzioni di controllo

potendo “richiedere alle amministrazioni pubbliche ed agli organi di controllo interno qualsiasi

atto o notizia e può effettuare e disporre ispezioni e accertamenti diretti”.

171)Quali controlli spettano alla Corte dei Conti?

Nel quadro dei controlli spettanti alla Corte dei conti si contemplano:

a) un controllo preventivo sugli atti;

b) un controllo preventivo sugli atti che il Presidente del Consiglio dei ministri richieda di

sottoporre temporaneamente a controllo o che la Corte dei conti deliberi di assoggettare per

un periodo determinato a controllo “in relazione a situazioni di diffusa e ripetuta irregolarità

rilevate in sede di controllo successivo”;

c) un controllo successivo sui titoli di spesa relativi al costo del personale, sui contratti e i

relativi atti di esecuzione, in materia di sistemi informativi automatizzati, stipulati dalle

amministrazioni statali e sugli atti di liquidazione dei trattamenti di quiescenza dei pubblici

dipendenti;

d) un controllo successivo sugli atti “di notevole rilievo finanziario individuati per categorie ed

amministrazioni statali” che le sezioni unite stabiliscano di sottoporre a controllo per un

periodo determinato;

e) un controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria,

esercitato da una speciale sezione della Corte;

f) un controllo sulla gestione degli enti locali effettuato dalla sezione delle autonomie: il

controllo, originariamente limitato agli enti locali con popolazione superiore a ottomila abitanti

e poi esteso ad altri comuni e province si conclude con un referto al Parlamento.

g) un controllo successivo sulla gestione del bilancio e del patrimonio delle amministrazioni

pubbliche, nonché sulle gestioni fuori bilancio e sui fondi di previdenza comunitaria.

172)Cosa ha fatto la legge 131/2003?

La Legge 131/2003, nel dare attuazione all’art.118 Cost., ha individuato due nuove forme di

controllo:

1) La Corte dei conti, ai fini del coordinamento della finanza pubblica, verifica il rispetto degli

equilibri di bilancio da parte di Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni, in relazione al

patto di stabilità interno ed ai vincoli derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea.

2) Le sezioni regionali di controllo della Corte dei conti verificano il perseguimento degli

obbiettivi posti dalle leggi statali o regionali di principio e di programma, secondo la rispettiva

competenza, nonché la sana gestione finanziaria degli enti locali ed il funzionamento dei

controlli interni e riferiscono sugli esiti delle verifiche esclusivamente ai consigli degli enti

controllati;

173)Cosa fa la Corte nell’esercizio di funzione?

La Corte, nell’esercizio di una funzione ritenuta giurisdizionale, pronuncia il giudizio di

parificazione sul rendiconto generale dello Stato (consistente nella certificazione di parità tra i

conti della Corte medesima e quelli forniti dall’amministrazione del tesoro), accompagnato da

specifica relazione.

174)Cosa si intende per disciplina del controllo preventivo?

La disciplina del controllo preventivo risulta dalla combinazione della L.20/1994 e del T.U.

Corte conti. Ai sensi dell’art.27 L.340/2000 l’atto trasmesso alla Corte conti diviene in ogni

caso esecutivo trascorsi sessanta giorni dalla sua ricezione senza che sia intervenuta una

pronuncia della sezione di controllo. L’esito del procedimento di controllo è comunicato dalla

sezione nelle ventiquattro ore successive alla fine dell’adunanza e le deliberazioni sono

pubblicate entro trenta giorni dalla data dell’adunanza stessa.

175)Cosa si intende per meccanismo di registrazione con riserva?

Il t.u. della Corte dei conti contempla anche il meccanismo della registrazione con riserva, il

quale consente all’atto di venire vistato e registrato. In particolare, a fronte della ricusazione

del visto, il Consiglio dei ministri può adottare una deliberazione con la quale insiste nella

richiesta di registrazione: la Corte è chiamata a deliberare a sezioni riunite e, ove non

riconosca cessata la causa del rifiuto ne ordina la registrazione e vi appone il visto con

riserva.

La registrazione con riserva impegna la responsabilità politica dell’esecutivo: per questa

ragione, ogni quindici giorni, la Corte dei conti trasmette al Parlamento un elenco con tutti i

provvedimenti registrati con riserva. La registrazione può essere richiesta anche con

riferimento ad una o più parti dell’atto; l’atto che il governo ritenga debba avere corso diventa

esecutivo se le sezioni riunite non abbiano deliberato entro trenta giorni dalla richiesta.

176)Quali sono I controlli interni?

Il sistema italiano è stato per lungo tempo caratterizzato dalla prevalenza dei controlli

preventivi di legittimità sui singoli atti. Una svolta normativa è stata operata dal D.Lgs

286/1999 che stabilisce che le pubbliche amministrazioni, nell’ambito della propria

autonomia, debbano istituire i controlli interni, articolati in controllo di regolarità

amministrativa e contabile, controllo di gestione, valutazione e della dirigenza e valutazione e

controllo strategico.

177)Cosa si intende per controllo di regolarità amministrativa e contabile?

E’ volto a garantire la legittimità, la regolarità e la correttezza dell’azione amministrativa e

deve rispettare i principi

generali della revisione aziendale.

178)Cosa si intende per controllo di gestione?

Costituisce la seconda tipologia di controlli interni e mira a “verificare l’efficacia, efficienza ed

economicità dell’azione amministrativa al fine di ottimizzare, anche mediante tempestivi

interventi di correzione, il rapporto tra costi e risultati”. Il controllo di gestione è svolto da

strutture e soggetti che rispondono ai dirigenti posti al vertice dell’unità organizzativa

interessata e supporta la funzione dirigenziale. Esso si articola nelle seguenti fasi,

espressamente identificate con riferimento a quello relativo agli enti locali: rilevazione degli

obiettivi, rilevazione dei dati relativi ai costi e dei risultati, valutazione dei dati in relazione agli

obiettivi prefissati.

179)Cosa si intende per valutazione della dirigenza?

E’ svolta da strutture e soggetti che rispondono direttamente ai dirigenti posti al vertice

dell’unità organizzativa interessata. Tale valutazione ha ad oggetto “le prestazioni dei

dirigenti, nonché i comportamenti relativi allo sviluppo delle risorse professionali, umane e

organizzative ad essi assegnate” tenendo particolarmente conto dei risultati dell’attività e

della gestione ed è collegata alla responsabilità dirigenziale. Il procedimento di valutazione

deve ispirarsi ai seguenti principi: diretta conoscenza dell’attività del valutato da parte

dell’organo proponente o valutatore di prima istanza; approvazione o verifica della

valutazione da parte dell’organo competente o valutatore

di seconda istanza; partecipazione al procedimento del valutato.

180)Cosa si intende per valutazione e controllo strategico?

La quarta tipologia di controllo interno è costituita dalla valutazione e controllo strategico,

mirante a valutare “l’adeguatezza delle scelte compiute in sede di attuazione dei piani,

programmi ed altri strumenti di determinazione dell’indirizzo politico, in termini di congruenza

tra risultati conseguiti e obiettivi predefiniti”. Mediante questa attività di valutazione si tende

a verificare “in funzione dell’esercizio dei poteri di indirizzo da parte dei competenti organi,

l’effettiva attuazione delle scelte contenute nelle direttive ed altri atti di indirizzo politico”.

181)Qual è la differenza tra controlli interni e generici?

I controlli interni si differiscono dai controlli generici per il fatto che i controlli interni hanno ad

oggetto l’intera attività e non soltanto i singoli atti.

182)Quali sono I rapporti tra gli organi e l’utilizzo, da parte di un ente, degli organi

di un altro ente?

I rapporti tra organi diversi possono comportare una modificazione dell’ordine delle

competenze. Analoga modificazione può essere determinata dalla conferenza di servizi.

Debbono essere ricordati l’avocazione, la sostituzione e la delegazione.

183)Cosa si intende per avocazione?

Nell’avocazione un organo esercita i compiti, spettanti ad un altro organo in ordine a singoli

affari, per motivi di interesse pubblico e indipendentemente dall’adempimento dell’organo

istituzionalmente competente.

184)Cosa si intende per sostituzione?

La sostituzione ha invece come presupposto l’inerzia dell’organo sostituito nell’emanazione di

un atto cui è tenuto per legge e consiste nell’adozione, previa diffida, da parte di un organo

sostituto degli atti di competenza di un altro organo. L’organo sostituto è di norma un

commissario. La sostituzione attiene all’attività di controllo sugli atti e non sugli organi i quali

continuano nella loro attività tranne per quella relativa all’adozione dell’atto che essi avevano

l’obbligo di emanare.

185)Cosa è la gestione sostitutiva coattiva?

La gestione sostitutiva coattiva è la sostituzione di organi dell’ente, caratterizzata dallo

scioglimento dell’organo o degli organi dell’ente e dalla nomina di altri soggetti quali organi

straordinari che gestiscano l’ente per un periodo di tempo limitato. In taluni casi la

sostituzione è legata al controllo, ed in tali casi si parla di controllo sostitutivo.

186)Cosa è la delegazione?

La delegazione è la figura in forza alla quale un organo investito in via primaria della

competenza di una data materia consente unilateralmente mediante atto formale, ad un altro

organo di esercitare la stessa competenza . La delegazione richiede una espressa previsione

legislativa, essa infatti altera l’ordine legale delle competenze. La delegazione fa sorgere un

rapporto nell’ambito del quale il delegante mantiene poteri di direttiva, di vigilanza, di

revisione e di avocazione. L’organo delegatario è investito del potere di agire in nome proprio,

anche se per conto e

nell’interesse del delegante, sicché la responsabilità per gli illeciti eventualmente commessi

rimane in capo al delegatario stesso.

187)Cosa è la delega di firma?

La delega di firma consiste nella possibilità per un delegato di sottoscrivere un atto, la cui

competenza resta al delegante e sarà dunque a lui imputato. L’organo di una persona

giuridica può anche essere organo di altra persona giuridica: ad esempio il sindaco è

contestualmente organo del comune ed organo dello Stato perché riveste la qualità di ufficiale

di governo, e dunque, realizza una vicenda di imputazione in capo allo Stato dell’attività da

esso posta in essere.

188)Cosa sono gli uffici?

Sono nuclei elementari dell’organizzazione.Solo gli organi hanno competenze in senso proprio,

mentre agli uffici, al più, vanno riferiti compiti.

189)Da cosa sono costituiti gli uffici?

Gli uffici sono costituiti da un insieme di mezzi materiali (locali, risorse, attrezzature, ecc…) e

personali, e sono chiamati a svolgere uno specifico compito. Tra gli uffici ricordiamo in

particolare quello per le relazioni con il pubblico (URP), che ha l’importante compito di curare

l’informazione dell’utenza e di garantire i diritti di partecipazione dei cittadini (art.11 D.Lgs

165/2001), anche mediante l’uso di tecnologie informatiche (artt.2 e 8 L.150/2000).

190)Cosa è la figura del preposto?

All’interno dell’ufficio, tra gli altri addetti, si distingue la figura del preposto, il quale, se in

situazione di primarietà, è il titolare; l’ufficio, il cui titolare sia temporaneamente assente o

impedito, viene affidato al supplente, mentre si ha reggenza nell’ipotesi di mancanza di

titolare: tale soggetto dirige il lavoro dell’ufficio che si svolge nell’ufficio stesso e ne è il

responsabile.

191)Cosa si intende per rapporto di servizio?

Gli addetti e i titolari che prestano il proprio servizio presso l’ente sono legati alla persona

giuridica da un particolare rapporto giuridico (rapporto di servizio) che ha come contenuto il

dovere di agire prestando una particolare attività, denominato dovere di ufficio, al quale si

contrappone una serie di diritti. I soggetti legati da rapporto di servizio all’amministrazione

sono di norma dipendenti. Ricorre in questi casi il “rapporto di servizio di impiego”: tali

soggetti svolgono il proprio lavoro a titolo professionale, in modo esclusivo e permanente. Il

rapporto di servizio tuttavia può

anche essere coattivo, ovvero non professionale (onorario), o infine, instaurato in via di fatto.

Il contenuto del rapporto di servizio varia a seconda che il soggetto sia funzionario onorario o

pubblico impiegato.

192)Cosa si intende per dovere di ufficio?

Il dovere di ufficio ha ad oggetto comportamenti che il dipendente deve tenere sia nei

confronti della pubblica amministrazione, sia nei confronti dei cittadini (ad esempio il dovere

di accettare dichiarazioni sostitutive al posto dei certificati).

193)Cosa si intende per rapporto organico?

Il rapporto organico corre soltanto tra il titolare dell’organo e l’ente e viene in evidenza ai fini

dell’imputazione delle fattispecie. I titolari degli uffici (e degli organi) possono essere

dipendenti (è questo il caso dei dirigenti), ovvero svolgere la propria attività a titolo non

professionale. Ma debbono comunque essere investiti della titolarità dell’organo o dell’ufficio

con un atto specifico. Talora il rapporto organico si costituisce in via di mero fatto e, cioè, in

assenza di investitura come nel caso in cui le funzioni siano esercitate “di fatto” senza un atto

formale che instauri il

rapporto di servizio e queste siano essenziali e indifferibili. Anche il rapporto di servizio si

instaura in via di fatto e l’organo di fatto viene definito funzionario di fatto.

194)Da cosa è caratterizzato il rapporto di sevizio?

Il rapporto di servizio a titolo professionale è caratterizzato da vicende (aspettative, congedi,

comandi) e può anche estinguersi per scadenza del termine. In passato si riteneva che i

titolari potessero continuare ad esercitare i propri compiti anche quando fosse scaduto il

periodo della loro investitura, al fine di assicurare la continuità dell’esercizio della funzione

amministrativa. Tale figura, denominata prorogatio va tenuta distinta da quella della proroga

degli organi, che consiste in un provvedimento con il quale si prolunga la durata del rapporto.

195)Cosa ha previsto la legge 444/1994?

La legge 444/1994, che si applica agli enti pubblici e agli organi dello Stato con esclusione di

regioni, province, comuni, comunità montane e organi di rilevanza costituzionale, ha previsto

in linea generale il divieto di prorogatio, stabilendo che gli organi possano essere prorogati di

45 giorni decorrenti dalla scadenza del termine di durata previsto per ciascuno. Allo scadere di

tale termine, gli organi amministrativi decadono e gli atti emanati dagli organi decaduti sono

nulli, come sono nulli gli atti emanati nel periodo di proroga che non siano di ordinaria

amministrazione o urgenti o indifferibili. I titolari della competenza alla ricostituzione sono

responsabili dei danni cagionati a seguito dell’intervenuta decadenza.

196)Cosa afferma La disciplina attuale del rapporto di lavoro dei dipendenti delle

amministrazioni pubbliche?

La c.d. “privatizzazione del pubblico impiego” è stata operata dal D.Lgs 29/1993 ed è stata

completata dal D.Lgs 80/1998; il contenuto di tali ultime disposizioni è stato riprodotto dal

D.Lgs. 165/2001. I principi che ispirano la normativa di cui al D.Lgs 165/2001 possono così

sintetizzarsi:

a) i rapporti di lavoro sono disciplinati dalle disposizioni del codice civile e dalla contrattazione

sia sul piano individuale sia su quello collettivo. L’unica eccezione all’assoggettabilità alla

disciplina contrattuale riguarda le categorie indicate all’art.3 (personale in regime di diritto

pubblico: magistrati, avvocati dello stato, personale militare e delle forze di polizia, personale

della carriera diplomatica e prefettizia);

b) La legge prevede limiti all’autonomia contrattuale individuale o collettiva (si pensi alla

disciplina legale, non derogabile mediante contratto, della parità di trattamento e

dell’attribuzione delle mansioni proprie delle qualifiche superiori).

c) Restano assoggettati alla disciplina pubblicistica gli organi, gli uffici, i principi fondamentali

dell’organizzazione, i procedimenti di selezione per l’accesso al lavoro e quelli di avviamento, i

ruoli, le incompatibilità, le responsabilità, ad eccezione delle sanzioni e degli illeciti

disciplinari, la determinazione delle dotazioni organiche.

d) Le organizzazioni sindacali, al di fuori delle materie economiche, debbono essere

“consultate” o informate senza che sia richiesto il loro consenso in tema di organizzazione e in

tema di eccedenze di personale.

e) La contrattazione collettiva si svolge a vari livelli (nazionale e integrativa; quest’ultima può

essere attivata da ciascuna amministrazione a carico dei propri bilanci). Nella contrattazione

collettiva nazionale la parte pubblica è legalmente rappresentata da un’apposita Agenzia per

la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN : essa ha personalità di

diritto pubblico ed è soggetta al potere di indirizzo esercitato dalle pubbliche amministrazioni

che, a tal fine, danno vita a “comitati di settore”), della cui assistenza, comunque, le

pubbliche amministrazioni possono avvalersi ai fini della contrattazione integrativa.

f) Sotto il profilo giurisdizionale sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del

lavoro, tutte le controversie riguardanti il rapporto di lavoro dei dipendenti e le controversie in

materie di procedure concorsuali di assunzione.

g) I dipendenti sono assoggettati ad una particolare responsabilità amministrativa (per danni

cagionati all’amministrazione), penale e contabile; la responsabilità disciplinare è regolata

dall’art.55, d.lgs. 165/2001, che, oltre ad imporre alcune garanzie a favore del dipendente nel

corso del procedimento disciplinare, prevede la definizione ad opera dei contratti collettivi

della tipologia delle infrazioni e delle relative sanzioni; ove non siano previste dai contratti

collettivi procedure di conciliazione stragiudiziali (ma esse sono state introdotte dai contratti

collettivi), l’interessato può impugnare la sanzione inflittagli dinanzi al collegio arbitrale di

disciplina che emette la sua decisione entro novanta giorni.

h) Il reclutamento del personale non dirigenziale avviene tramite procedure selettive che

garantiscono in misura adeguata l’accesso dall’esterno, o mediante avviamento degli iscritti

nelle liste di collocamento per le qualifiche e i profili per i quali è richiesto il solo requisito

della scuola dell’obbligo (art.35 D.Lgs.165/2001). L’art. 20 della L.488/1999 fissa in 24 mesi la

durata di validità delle graduatorie dei concorsi che per gli enti locali è invece di tre anni.

i) Viene eliminato il potere di gestione degli organi politici e affermato il principio della

distinzione tra indirizzo politico (spettante agli organi politici) e gestione (spettante ai

dirigenti).

197)Come è disciplinata la dirigenza e i suoi rapporti con gli organi politici?

La disciplina dei dirigenti è stata riordinata dalla legge 145/2002, e ad essi sono stati attribuiti

poteri autonomi di gestione, con il compito di organizzare il lavoro, gli uffici e le risorse umane

e finanziarie, nonché di attuare le politiche delineate dagli organi di indirizzo politico

amministrativo, rispondendo del conseguimento dei risultati.

198)Come si articola la dirigenza statale?

La dirigenza statale si articola in due fasce del ruolo dei dirigenti istituito presso ogni

amministrazione. Sono definite apposite sezioni in modo da garantire la eventuale specificità

tecnica. I dirigenti della seconda fascia transitano nella prima qualora abbiano ricoperto

incarichi di direzione di uffici dirigenziali generali o equivalenti per un periodo di almeno

cinque anni senza essere incorsi nelle misure previste dall’art.21 per la responsabilità

dirigenziale.

199)Come avviene l’accesso alla qualifica di dirigente nelle amministrazioni statali

e negli enti pubblici non economici ?

Avviene mediante concorso per esami indetto dalle singole amministrazioni ovvero per

corso-concorso selettivo di formazione bandito dalla Scuola superiore della pubblica

amministrazione. Norme particolare sono dettate par la dirigenza scolastica e sanitaria. Il

rapporto di lavoro si fonda su un contratto mentre nel passato si basava su un atto

amministrativo unilaterale.

200)Come è il contratto del dirigente?

La disciplina del rapporto di servizio va tenuta distinta dal momento della preposizione

all’organo mediante “incarico della funzione” che è sempre conferito a tempo determinato.

Per il conferimento dell’incarico si tiene conto delle attitudini e delle capacità professionali di

dirigente, valutate anche in considerazione dei risultati conseguiti con riferimento agli

obiettivi fissati.

201)Cosa ha previsto la legge 145/2002?

Ha previsto che l’atto di incarico abbia natura provvedimentale. La definizione dell’oggetto,

degli obiettivi e della durata dell’incarico è contenuta nel provvedimento di conferimento

dell’incarico, mentre la definizione del trattamento economico spetta al contratto individuale.

202)Quali funzioni possono svolgere i dirigenti?

Non necessariamente tutti i dirigenti hanno la titolarità di uffici dirigenziali, ma possono

svolgere funzioni ispettive, di consulenza, studio e ricerca o altri incarichi specifici previsti

dall’ordinamento. Soltanto nell’ipotesi in cui siano preposti ad uffici dirigenziali, essi possono

esercitare i poteri previsti dall’art.4 D.Lgs 165/2001 (adottare provvedimenti, curare la

gestione finanziaria, tecnica e amministrativa) e, dunque, sono organi. Negli altri casi essi

sono preposti a meri uffici.

203)Cosa si intende per responsabilità dirigenziale?

Propria dei dirigenti è la responsabilità dirigenziale: essa è aggiuntiva rispetto alla altre forme

di responsabilità che gravano sui dipendenti pubblici, sorge allorché non siano stati raggiunti

gli obiettivi o in caso di inosservanza delle direttive imputabile al dirigente (art.21D.Lgs

165/2001). Tale responsabilità rileva l’inidoneità all’incarico e si collega all’attività

complessiva dell’ufficio cui egli è preposto; la sanzione è l’impossibilità del rinnovo dello

stesso incarico. In relazione alla gravità dei casi, “l’amministrazione può, inoltre, revocare

l’incarico collocando il dirigente a disposizione ovvero recedere dal rapporto di lavoro secondo

le disposizioni del contratto collettivo”, previo parere conforme di un comitato di garanti.

204)Quando cessano gli incarichi di segretario generale?

Gli incarichi di segretario generale, di capo dipartimento e di livello equivalente cessano

decorsi novanta giorni dal voto sulla fiducia al governo.

205)Quando cessano gli incarichi di vertici presso enti?

Per quanto riguarda gli incarichi di vertici presso enti, società e agenzie, nonché le nomine di

rappresentanti governativi in ogni organismo a qualsiasi livello, conferite dal governo o dai

ministri nei sei mesi antecedenti la scadenza naturale della legislatura o nel mese

antecedente lo scioglimento delle camere, l’art. 6 L.145/2002 dispone che le nomine possono

essere confermate, revocate, modificate o rinnovate entro sei mesi dal voto sulla fiducia al

governo.

206)Cosa definisce l’art.14 D.Lgs 165/2001?

Il ministro definisce obiettivi, priorità, piani e programmi da attuare ed emana le conseguenti

direttive generali per l’attività amministrativa e per la gestione. Tale organo non può revocare,

riformare, riservare o avocare a sé o altrimenti adottare atti di competenza dei dirigenti: la

norma prevede che in caso di inerzia o ritardo il ministro possa fissare un termine per

provvedere e, qualora l’inerzia permanga, o in caso di grave inosservanza delle direttive da

parte del dirigente, egli abbia il potere di nominare, salvi i casi di urgenza, previa

contestazione, un commissario ad acta.

207)Quali sono le caratteristiche degli atti e i provvedimenti adottati dai dirigenti

preposti al vertice dell’amministrazione e dai dirigenti di uffici dirigenziali?

Ne discende che gli atti e i provvedimenti adottati dai dirigenti preposti al vertice

dell’amministrazione e dai dirigenti di uffici dirigenziali non sono suscettibili di ricorso

gerarchico. L’eliminazione del potere di decidere i ricorsi gerarchici nonché dei poteri di

revoca, riforma, avocazione e sostituzione sono sicuri sintomi del superamento della

gerarchia.

L’organo politico “superiore” fissa gli obiettivi, assegna le risorse, impartisce direttive

generali, si astiene dell’ingerirsi nella gestione e valuta i risultati finali. Il dirigente preposto

agli uffici dirigenziali generali risponde nei confronti del politico della propria gestione;

l’organo politico risponde, invece, in via immediata o mediata, all’elettorato.

208)Come sono le sfere di competenza tra gli organi politici e quelli dirigenziali?

Sono separate e differenti, significativo è infatti che il ministro non possa, neppure in caso di

inerzia, sostituirsi al dirigente ma debba procedere alla nomina di un commissario: la

separazione è talmente rigida che non tollera una diretta ingerenza del politico nell’attività del

dirigente.

209)Cosa fanno i dirigenti preposti agli uffici dirigenziali generali, nei confronti dei

dirigenti?

I dirigenti preposti agli uffici dirigenziali generali, nei confronti dei dirigenti definiscono

obiettivi e attribuiscono le risorse, “dirigono, coordinano e controllano l’attività dei dirigenti e

dei responsabili dei procedimenti”, “anche con potere sostitutivo in caso di inerzia” e

“decidono sui ricorsi gerarchici contro gli atti e i provvedimenti amministrativi non definitivi

dei dirigenti”; infine, il dirigente preposto all’ufficio di più elevato livello può delegare compiti

ed è “sovraordinato” al dirigente preposto all’ufficio inferiore.

210)Cosa prevede l’art. 17 D.Lgs 165/2001?

Prevede poteri di direzione, coordinamento e controllo in capo al dirigente in relazione

all’attività degli uffici che da lui dipendono e di quella dei responsabili dei procedimenti

amministrativi “anche con poteri sostitutivi in caso di inerzia”.

211)Cosa prevede L’art. 17 co.1 bis D.Lgs 165/2001?

Prevede che i dirigenti, per specifiche e comprovate ragioni di servizio e per un tempo

determinato, possono delegare con atto scritto e motivato alcune delle proprie competenze a

dipendenti che ricoprano le posizioni funzionali più elevate nell’ambito degli uffici ad essi

affidati.

212)Cosa prevede L’art. 17 bis D.Lgs 165/2001?

inoltre, prevede l’area della vicedirigenza, la cui istituzione è rimessa alla contrattazione

collettiva di comparto. La normativa favorisce inoltre la mobilità tra settore pubblico e settore

privato.

213)Da cosa sono costituite le organizzazioni sociali?

Sono costituite da aggregazioni di individui sorretti da finalità etiche, religiose, ideali e che

perseguono interessi, non caratterizzati dallo scopo di lucro, in parte coincidenti con quelli

affidati alla cura dei soggetti pubblici.

214)Cosa si intende per terzo settore?

Il terzo settore è dunque composto dalle associazioni no profit e dalle organizzazioni di

volontariato, associazioni e cooperative. Rientrano in questo ambito moltissime associazioni

quali le comunità terapeutiche, le istituzioni pro-loco, le organizzazioni impegnate nei settori

della ricerca, dello sport, dell’istruzione, della beneficenza, della protezione civile,

dell’accoglienza e dell’adozione di stranieri, dell’assistenza, del servizio civile, della tutela dei

beni culturali e così via. Il campo di azione di numerose tra queste organizzazioni è in linea di

massima quello dei c.d. servizi sociali.

215)Cosa disciplina la Legge 328/2000?

Disciplina un sistema integrato di interventi e servizi sociali, e la normativa di settore prevede

che le organizzazioni che perseguono finalità di interesse generale possano ricevere

finanziamenti pubblici e siano talora sottoposte a forme di controllo o vigilanza, ovvero ad un

regime fiscale favorevole.

216)Cosa ha disciplinato la Legge 11 agosto 1991, nr. 266?

Ha disciplinato le organizzazioni di volontariato, nell’ambito delle quali emerge, quale profilo

caratterizzante, il fine dell’assistenza alla persona. L’art.8 del T.U. sugli enti locali affida al

Comune il compito di “valorizzare” le libere forme associative e di promuovere organismi di

partecipazione popolare.

217)Cosa afferma Il D.Lgs 460/1997 sulla disciplina tributaria degli enti non

commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale?

Ha previsto l’istituzione presso il Ministero delle Finanze di un’anagrafe unica delle ONLUS.

Tali organizzazioni sono definite come le associazioni, i comitati, le fondazioni, le società

cooperative e gli enti di carattere privato, con o senza persona giuridica, i cui statuti o atti

costitutivi, redatti nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata o

registrata, contengano espressamente una serie di indicazioni:

- lo svolgimento di attività in particolari settori (assistenza sociale e socio-sanitaria, assistenza

sanitaria, beneficenza, formazione, sport dilettantistico, tutela, promozione e valorizzazione

delle cose di interesse artistico e storico, tutela dell’ambiente, promozione della cultura e

dell’arte, tutela dei diritti civili, ricerca scientifica);

- l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale;

- il divieto di distribuire utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la

vita dell’organizzazione;

- l’obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per realizzare delle attività istituzionali

e quelle ad esse direttamente connesse.

218)Quali formazioni sono caratterizzate da una normazione propria?

Altre formazioni, caratterizzate da una normazione propria, possono essere configurate come

ordinamenti autonomi. Per quanto riguarda le confessioni religiose, l’art.8 Cost. stabilisce che

quelle diverse dalla chiesa cattolica possano organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto

non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.

219)Quali sono le caratteristiche dell’ordinamento sportivo?

L’ordinamento sportivo è invece privo di garanzia costituzionale. Il legislatore statale potrebbe

sostituire con proprie norme quelle dettate in tale ordinamento. La Legge 280/2003 stabilisce

ora che “la Repubblica riconosce e favorisce l’autonomia dell’ordinamento sportivo nazionale,

quale articolazione dell’ordinamento sportivo internazionale facente capo al Comitato

Olimpico Internazionale” e “i rapporti tra ordinamento sportivo e l’ordinamento della

Repubblica sono regolati in base al principio di autonomia, salvi i casi di rilevanza per

l’ordinamento giuridico della Repubblica di situazioni giuridiche soggettive connesse con

l’ordinamento sportivo”. Il CONI (Comitato olimpico nazionale italiano), ente esponenziale

dell’ordinamento sportivo è, secondo il diritto italiano, un ente pubblico.

220)Cosa implica lo svolgimento di compiti amministrativi?

Lo svolgimento di compiti amministrativi implica molto spesso l’impiego di beni. Tra i beni che

appartengono agli enti pubblici rivestono una particolare importanza i c.d. “beni pubblici”, i

quali sono assoggettati ad una normativa differente per ciò che riguarda i profili dell’uso, della

circolazione e della tutela.

221)Cosa si intende per patrimonio disponibile?

Sussistono anche beni appartenenti ad enti pubblici ma soggetti alla normativa di carattere

generale sulla proprietà privata, questi costituiscono, nel loro complesso, il patrimonio

disponibile (patrimonio mobiliare, fondiario ed edilizio), così chiamato per distinguerlo dal

patrimonio indisponibile che va ricondotto ai beni pubblici. Anche il denaro fa parte del

patrimonio disponibile. I beni patrimoniali disponibili possono essere oggetto di contratti di

alienazione (contratti c.d. attivi), di acquisti (contratti passivi) e così via. Il complesso dei

“beni pubblici” appartiene alle pubbliche amministrazioni a titolo di proprietà pubblica.

222)Cosa dice il principio dell’ elasticità della proprietà ?

La proprietà spiega l’appartenenza dei frutti all’ente titolare del bene ed il fatto che la cosa,

una volta persi i caratteri di bene pubblico, resti nella “proprietà” dell’ente. E’ questo il

principio della elasticità della proprietà. Questi beni sono distinti dalla legge in demaniali e

patrimoniali indisponibili. La proprietà pubblica è dunque l’esempio più pregnante di

proprietà-finzione.

223)Quali beni appartengono allo Stato o alla regione ex lege ?

Si tratta di alcuni beni del demanio naturale (marittimo e idrico) e del patrimonio indisponibile

(miniere), oltre ai beni di interesse artistico, storico o archeologico esistenti o ritrovati nel

sottosuolo, i relitti marittimi e di aeromobili.

224)Da cosa può derivare la titolarità della proprietà dei beni pubblici?

Può derivare anche da:

a) fatti acquisitivi: acquisto della proprietà di beni mediante l’occupazione, l’invenzione,

l’accessione, la specificazione, l’unione, l’usucapione, la successione regolata dall’art.586 cc

(“in mancanza di altri successibili, l’eredità è devoluta allo Stato”).;

b) atti di diritto comune (contratti, testamento, donazione, pagamenti, provvedimenti

giudiziari di esecuzione);

c) fatti basati sul diritto internazionale (confisca e requisizione bellica, indennità di guerra,

successione ad altro Stato) o basati sul diritto pubblico interno (successione tra enti);

d) atti pubblicistici che comportano l’ablazione di diritti reali su beni di altri soggetti (confisca,

espropriazione, requisizione in proprietà o in uso, ecc… e l’esecuzione forzata amministrativa

sui beni dei debitori inadempienti).

225)Cosa comprendono i beni demaniali?

I beni demaniali sono tassativamente indicati dalla legge e comprendono i beni demaniali

necessari e i beni demaniali accidentali. I beni del demanio necessario sono costituiti a loro

volta dal demanio marittimo, dal demanio idrico e dal demanio militare. fanno parte del

demanio marittimo il lido del mare, le spiagge, i porti, le lagune, le rade (ove le navi possono

gettare l’ancora restando riparate dal mare), le foci dei fiumi e i canali utilizzabili ad uso

pubblico marittimo. Non costituisce invece bene demaniale il mare territoriale (perché si tratta

di res communis omnium) il quale si estende per dodici miglia dalla costa.

226)Da cosa è costituito il demanio idrico?

Il demanio idrico è costituito da: fiumi, torrenti, laghi ed altre acque pubbliche (le acque

sorgenti sono ricomprese nel demanio idrico ad esclusione di quelle minerali e termali

assoggettate al regime delle miniere), i ghiacciai. I porti lacuali e di navigazione interna

appartengono al demanio regionale. Ai sensi della legge 36/1994 (c.d. Legge Galli) tutte le

acque superficiali e sotterranee (acque dolci) sono considerate demaniali.

227)Da cosa è composto il demanio militare?

Il demanio militare comprende le opere destinate alla difesa nazionale (fortezze, piazzeforti,

linee fortificate), nonché le opere – aeroporti, strade, ferrovie, stazioni radio - destinate al

servizio delle comunicazioni militari. L’ordinamento tiene distinti questi beni da altri beni quali

le caserme, gli armamenti, le navi e gli aeromobili che, pur essendo destinati alla medesima

finalità difensiva, fanno parte del patrimonio indisponibile. I beni del demanio necessario non

possono non appartenere allo Stato.

228)Cosa è il demanio necessario?

Il demanio necessario è costituito esclusivamente da beni immobili che, a differenza della

generalità degli altri beni pubblici, sembrano caratterizzati da scarsa deperibilità.

229)Quali sono i beni del demanio accidentale?

Strada, autostrade, aerodromi non militari, acquedotti, immobili riconosciuti di interesse

storico, archeologico e artistico, raccolte dei musei, pinacoteche, archivi, biblioteche e dagli

altri beni che sono assoggettati al regime proprio del demanio .Le strade ferrate erano

comprese tra i beni del demanio accidentali fino ad essere sdemanializzate dalla legge

210/1985.

230)Cosa non rientrano nel demanio stradale?

Non rientrano nel demanio stradale le strade vicinali (cioè le strade private gravate da servitù

di pubblico transito e le strade militari di uso pubblico (che fanno parte del demanio militare e

sulle quali le autorità militari consentano il pubblico transito).

231)Cosa sono assoggettati al regime proprio del demanio pubblico?

In ordine ai beni culturali appartenenti allo Stato, alle regioni, alle province, ai comuni

costituiscono il demanio storico, archivistico e bibliografico e sono assoggettati al regime

proprio del demanio pubblico.

232)Cosa fanno parte del demanio accidentale?

I cimiteri e i mercati comunali. Tali beni rientrano nel demanio comunale soltanto se

appartengono ai comuni.

233)A chi possono appartenere i beni del demanio accidentale?

I beni del demanio accidentale possono appartenere a chiunque, ma sono tali qualora

appartengano ad un ente pubblico territoriale; essi non sono costituiti esclusivamente da beni

immobili, potendo consistere anche in universalità di mobili.

234)Da cosa sono caratterizzati i beni demaniali?

I beni demaniali (sia quelli facenti parte del demanio necessario sia di quello accidentale)

sono caratterizzati dall’appartenenza a enti territoriali, perché essi sono preordinati alla

soddisfazione di interessi imputati alla collettività stanziata sul territorio e rappresentata dagli

enti territoriali.

235)Quanti tipi di demanio esistono?

Come si è visto esiste un demanio statale, un demanio regionale, un demanio provinciale, e

uno comunale in ragione del soggetto titolare; va aggiunto che esiste pure un demanio

comunitario formato da beni spettanti alla Unione europea.

236)Cosa si intende per beni demaniali naturali e artificiali?

Occorre distinguere i beni demaniali naturali (sono tali per natura, indipendentemente

dall’opera dell’uomo, ad esempio il lido del mare) rispetto a quelli del demanio artificiale,

costruiti appunto dall’uomo. Alcuni di essi preesistono rispetto alle determinazioni

dell’amministrazione, mentre altri sono pubblici in quanto destinati ad una funzione pubblica

dall’amministrazione (come il demanio militare).

237)Cosa si intende per beni riservati?

Alcuni beni sono riservati necessariamente allo Stato o alla regione (demanio necessario: in

queste ipotesi nessun altro soggetto ha possibilità di divenirne titolare), mentre altri possono

appartenere anche a privati o a enti non territoriali.

238)Come sono tutti i beni demaniali?

Tutti i beni demaniali sono inalienabili e non possono formare oggetto di diritti a favore dei

terzi, se non nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi che li riguardano” (quindi è escluso anche

l’usucapione).

239) Cosa si intende per incommerciabilità dei beni demaniali?

A causa della sancita incommerciabilità dei beni demaniali, sono nulli di diritto gli eventuali

atti dispositivi di essi posti in essere dalla pubblica amministrazione: i beni hanno infatti un

vincolo reale che rende impossibile l’oggetto ai fini dell’art.1418 codice civile.

240) Cosa è ulteriormente esclusa riguardo ai beni demaniali?

E’ esclusa, almeno fino a che non ne venga pronunciata la sdemanializzazione,

l’espropriabilità dei beni demaniali non solo per soddisfare le pretese creditorie di terzi, ma

anche per finalità di pubblica utilità. Va inoltre esclusa la trasferibilità dei beni del demanio

necessario alle regioni; mentre per altri beni del demanio è invece ipotizzabile il loro

passaggio a diverso ente territoriale sempreché si tratti di beni che non siano legati in modo

indissolubile al territorio dell’ente proprietario e purché permanga la loro destinazione

pubblica.

241) A chi spetta la tutela dei beni che fanno parte del demanio pubblico?

Spetta all’amministrazione la tutela dei beni che fanno parte del demanio pubblico. Essa ha

facoltà sia di procedere in via amministrativa, sia di valersi dei mezzi ordinari a difesa della

proprietà e del possesso”.

242)Di che poteri dispone l’amministrazione?

L’amministrazione dispone di poteri di autotutela: ciò significa che invece di utilizzare gli

ordinari rimedi giurisdizionali che l’ordinamento prevede a tutela della proprietà, essa può

direttamente procedere a tutelare i propri beni in via amministrativa, irrogando sanzioni ed

esercitando poteri di polizia demaniale, quali l’accertamento di contravvenzioni e

l’applicazione di sanzioni, o l’adozione di ordini di sgombero e all’esecuzione in via

amministrativa (tipico è il caso delle rimozioni autoritative).

243)A chi ha facoltà di rivolgersi l’amministrazione?

L’amministrazione ha la facoltà di rivolgersi comunque al giudice ordinario a tutela dei beni

anche quando disponga di autotutela.

244)Come si dividono i beni demaniali?

I beni del demanio naturale (lido del mare, spiaggia, fiume, torrente o lago) acquistano la

demanialità per il solo fatto di possedere i requisiti previsti dalla legge. I beni “artificiali”

diventano invece demaniali nel momento in cui rientrino in uno dei tipi fissati dalla legge e,

cioè, nel momento in cui l’opera sia realizzata (il che implica la sua destinazione pubblica),

purché siano di proprietà dell’ente territoriale. Per alcuni di essi, come le strade, occorre

altresì la destinazione pubblica e il bene è pubblico soltanto se (e fino al momento in cui)

esiste tale destinazione.

245)Quando cessa la demanialità?

La cessazione della qualità di bene demaniale deriva, oltre che dalla distruzione del bene, dal

fatto della perdita dei requisiti di bene demaniale e dalla cessazione espressa o tacita, purché

univoca, della destinazione (emblematico è il caso di una fortezza non più idonea a usi

militari).

246)Cosa è la sdemanializzazione?

Vi può essere l’intervento legislativo che “sdemanializza” alcuni beni, come è accaduto per le

strade ferrate, ma spesso la cessazione dei requisiti di bene è spesso attestata da uno

specifico atto amministrativo. Nell’ipotesi di beni riservati, tale sdemanializzazione ha

soltanto finalità dichiarative. Il codice civile si occupa del passaggio dei beni dal demanio

(accidentale) al patrimonio indisponibile: l’art. 829 c.c. prescrive la pubblicazione sulla

Gazzetta Ufficiale dell’atto che dichiara tale passaggio. Anche in tale caso l’atto ha mera

natura dichiarativa, mentre la perdita della qualità di bene demaniale deriva sempre dal venir

meno dei consueti presupposti (appartenenza ad un ente territoriale, inclusione in una delle

categorie contemplate dalla legge e, nei casi previsti, effettiva destinazione ad uso pubblico).

247)Cosa comporta la sdemanializzazione?

La sdemanializzazione comporta la cessazione del diritto di uso del bene spettante a terzi e la

estinzione delle eventuali limitazioni derivanti dalla natura demaniale del bene stesso.

248)Quali sono i beni del patrimonio indisponibile ?

Fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato le foreste che a norma delle leggi in

materia costituiscono il demanio forestale dello Stato, le miniere, le cave e torbiere, quando la

disponibilità ne è sottratta al proprietario del fondo, le cose di interesse storico, archeologico,

paletnologico1, paleontologico2 e artistico, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel

sottosuolo, i beni costituenti la dotazione della presidenza della Repubblica, le caserme, gli

armamenti, gli aeromobili militari e le navi da guerra”. “Fanno parte del patrimonio

indisponibile dello Stato o, rispettivamente, delle province e dei comuni, secondo la loro

appartenenza, gli edifici destinati a sede di uffici pubblici, con i loro arredi, e gli altri beni

destinati a pubblico servizio”. I beni degli enti pubblici non territoriali destinati a un pubblico

servizio sono assoggettati alla disciplina dei beni patrimoniali indisponibili.

249)Cosa si intende per espropriazioni per pubblica utilità?

Secondo quanto dispone l’art.43 del t.u. sulle espropriazioni per pubblica utilità (d.p.r.

327/2001), gli immobili utilizzati per scopi di interesse pubblico in assenza di provvedimento

di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità, a seguito di specifico atto

dell’amministrazione, che dispone tra l’altro il risarcimento dei danni a favore del proprietario,

possono essere acquisiti al suo “patrimonio indisponibile”.

250)Cosa sono state trasferite al patrimonio indisponibile della regione?

Le cave e le torbiere (sottratte alla disponibilità del proprietario), le acque termali e minerali e

le foreste sono state trasferite al patrimonio indisponibile della regione dal d.p.r. 616/1977. In

particolare, le cave e le torbiere possono essere sottratte, senza corrispettivo, alla

disponibilità dei proprietari e avocate alla regione soltanto nei casi di mancato o insufficiente

sfruttamento, venendo così assoggettate alla disciplina delle miniere (cave e miniere si

differenziano in ragione del tipo di sostanze ricercate e coltivate).

251) A chi sono riservate le miniere?

Le miniere sono riservate allo Stato, mentre le acque termali e minerali sono riservate alle

regioni. Oggi le funzioni amministrative relative alla materia delle miniere e risorse

geotermiche sono ripartite tra Stato e regioni ai sensi degli artt. 32 e segg. D.Lgs 112/1998: in

particolare, spettano alla regione le funzioni relative ai permessi di ricerca ed alle concessioni

di coltivazione di minerali solidi e delle risorse sulla terra ferma, nonché funzioni di polizia

mineraria sulla terraferma. Le miniere, una volta scoperte, divengono di proprietà dello Stato,

ma possono essere coltivate sia direttamente da esso, sia da terzi ai quali siano date in

concessione.

252)Cosa sono assoggettati alla disciplina dei beni patrimoniali indisponibili?

Le cose mobili di interesse storico, paletnologico, paleontologico, artistico, appartenenti a

qualsiasi ente pubblico, sono assoggettati alla disciplina dei beni patrimoniali indisponibili

salvo che siano costituite in raccolta di musei, di pinacoteche, di archivi e di biblioteche: in

quest’ultimo caso si tratta di beni del demanio accidentale. I beni del patrimonio indisponibile

non possono essere sottratti alla loro destinazione, se non nei modi stabiliti dalle leggi che li

riguardano”.

253)Come sono i beni del patrimonio indisponibile?

In ogni caso (a differenza dei beni demaniali) i beni del patrimonio indisponibile non sono

assolutamente incommerciabili: gli atti di disposizione, tuttavia, debbono rispettare il vincolo

di destinazione. L’atto di trasferimento di tali beni che non rispetti la disciplina legislativa, di

conseguenza, non è nullo perché avente ad oggetto una res fuori commercio, ma annullabile

per violazione dei “modi di legge” stabiliti per sottrarli al vincolo di destinazione, anche se è

sostenibile anche la tesi della nullità per contrarietà a norme imperativa.

254)Perché alcuni beni del patrimonio indisponibile sono incommerciabili?

Alcuni beni del patrimonio indisponibile sono incommerciabili in via assoluta in quanto si

tratta di beni riservati (ad esempio le miniere); gli altri invece sono incommerciabili e sottratti

alla garanzia patrimoniale dei creditori soltanto in costanza di destinazione pubblica;

255)Quali beni sono soggetti a inalienabilità?

Altri beni sono soggetti ad un regime di inalienabilità, salvo permesso amministrativo: è il

caso dei beni forestali, la cui alienazione è soggetta ad approvazione.

256) Possono essere espropriati i beni appartenenti al patrimonio indisponibile

dello Stato?

Ai sensi dell’art.4 t.u. in materia di espropriazione per pubblica utilità, “i beni appartenenti al

patrimonio indisponibile dello Stato e degli altri enti pubblici possono essere espropriati per

perseguire un interesse pubblico di rilievo superiore a quello soddisfatto con la precedente

destinazione”.

257)A cosa è finalizzata la privatizzazione dei beni appartenenti a uffici pubblici?

E’ finalizzata a soddisfare esigenze di carattere finanziario e di risanamento del debito

pubblico.

258)Quali sono le modalità di dismissione del patrimonio dello Stato?

Tre sono le modalità di dismissione del patrimonio dello Stato:

1. Il ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a sottoscrivere quote di fondi

immobiliari istituiti ai sensi della L.86/1994 mediante apporto di beni immobili e di diritti reali

su immobili appartenenti al patrimonio dello Stato. I fondi sono gestiti da una o più società di

gestione che procedono all’offerta al pubblico delle quote derivate

dall’istituzione del fondo, generalmente rimanendo sottratte al controllo dell’amministrazione

conferente.

2. I beni immobili appartenenti allo Stato non conferiti nei fondi immobiliari, individuati dal

ministro dell’economia e delle finanze possono essere alienati.

3. La cartolarizzazione: la legge 410/2001 ha previsto che il ministro dell’economia e delle

finanze possa costituire o promuovere la costituzione, anche attraverso soggetti terzi, di più

società a responsabilità limitata con capitale iniziale di 10.000 euro aventi ad oggetto

esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione dei proventi (mediante

l’emissione di titoli o l’assunzione di finanziamenti; si tratta delle c.d. scip società

cartolarizzazione immobili pubblici) derivanti dalla dismissione del patrimonio immobiliare

dello Stato e degli altri enti pubblici.

259)Cosa sono le scip?

All’atto della loro costituzione, queste società c.d. “veicolo” corrispondono allo Stato un prezzo

iniziale, con riserva di versare la differenza ad operazione completata. A queste società

veicolo sono ceduti gli immobili, che sono acquistati con l’unico fine di rivenderli; esse pagano

un prezzo iniziale all’ente e ottengono un finanziamento attraverso prestiti obbligazionari o

l’emissione di titoli; i finanziatori versano una somma iniziale e, man mano che gli immobili

vengono venduti, viene ad essi restituito il prezzo maggiorato da interessi (e lo Stato incassa

alla fine la differenza tra la somma restituita al finanziatore e il prezzo effettivo di vendita). I

beni costituiscono patrimonio “separato” rispetto a quello della società e a quello relativo ad

altre operazioni e sono sottratti alle azioni di terzi diversi dai portatori dei titoli o dai

finanziatori.

260)Quale legge ha permesso la “ cartolarizzazione”?

La possibilità di porre in essere privatizzazioni mediante operazioni di cartolarizzazione è stata

estesa a Regioni, Province e Comuni dall’art.84 della Legge 289/2002.

261)Cosa possono essere trasferiti alla società pubblica “patrimonio s.p.a.”?

Alla società pubblica “patrimonio s.p.a.” possono essere trasferiti – con decreti del ministro

dell’economia – diritti pieni o parziali sui beni immobili demaniali e patrimoniali e sugli altri

beni compresi nel conto generale del patrimonio dello Stato, nonché ogni altro diritto

costituito per legge a favore dello Stato. In sostanza, i beni cessano di appartenere allo Stato

ed entrano nella sfera di appartenenza soggettiva della società, che non è un ente territoriale.

262)Che tipo di regime è quello dei beni conferiti al Patrimonio s.p.a?

Il regime dei beni conferiti alla Patrimonio s.p.a. è un regime speciale, in quanto risultano beni

non appartenenti a enti territoriali ma assoggettati alla disciplina dei beni demaniali.

263)Quali sono i diritti demaniali spettanti agli enti territoriali su cose altrui?

I diritti spettanti agli enti territoriali sui beni altrui “quando i diritti stessi sono costituiti per

l’utilità di alcuno dei beni indicati dagli articoli precedenti (beni demaniali) o per il

conseguimento di fini di pubblico interesse corrispondenti a quelli a cui servono i beni

medesimi”. Quanto ai diritti demaniali su beni altrui, si pensi al diritto di servitù gravante su

fondo privato al fine della realizzazione di un acquedotto pubblico (bene per l’utilità del quale

è costituito il diritto reale parziario), ovvero alla servitù di alzaia, la quale grava sui fondi

laterali ai corsi d’acqua navigabili imponendo di lasciare libera una fascia di terreno al fine di

consentire lo spostamento dei barconi.

264)Cosa creano le limitazioni pubbliche della proprietà privata?

Non creano diritti in capo all’amministrazione, ma restringono soltanto le facoltà del

proprietario di alcuni beni privati – in particolare di quelli posti in prossimità di immobili

demaniali o di un edificio di interesse storico, archeologico o artistico – imponendo obblighi di

non facere (una “limitazione” della proprietà è costituita dal divieto di costruire in aderenza).

In ordine ai diritti gravanti su beni privati “costituiti per il conseguimento di fini di pubblico

interesse corrispondenti a quelli a cui servono i beni demaniali” essi spettano a favore della

collettività, quindi ogni membro di questa può chiederne la tutela.

265)Quali sono tipici esempi di diritti d’uso pubblico gravanti su beni privati?

Sono quelli di visita dei beni privati di interesse storico e quelli che attengono alle strade

private (strade vicinali), ai vicoli eagli spiazzi aperti al pubblico traffico. Presentano profili di

analogia rispetto ai diritti d’uso pubblici gli usi civici, ma questi ultimi sono assoggettati ad

una particolare disciplina e possono gravare anche sui beni pubblici. Si tratta infatti di diritti di

godimento e d’uso e anche di proprietà spettanti alla collettività su terreni di proprietà dei

comuni o di terzi e che hanno ad oggetto, di volta in volta, il pascolo, la pesca, la caccia, la

raccolta della legna, dei funghi, ecc… Tali diritti spettano ai membri della collettività e non

all’ente rappresentativo della comunità stessa; essi gravano su beni immobili privati, ovvero

demaniali e sono inalienabili. Tuttavia la legislazione ne prevede la trasformazione in diritti

dominicali su porzioni ridotte dei beni su cui essi gravano.

266)Come avviene la liquidazione degli usi civici?

La legge disciplina la liquidazione degli usi che gravano su beni privati mediante, il distacco di

una quota da cedere in proprietà alla collettività, nonché la eliminazione delle promiscuità

esistenti allorché degli stessi immobili beneficino più collettività. Le attribuzioni degli organi

istituiti a tale scopo erano dei commissari per la liquidazione degli usi civici.

267)A chi sono state trasferite le attribuzioni che avevano i commissari per la

liquidazione degli usi civici?

Sono ora state trasferite alle regioni, anche se ne sopravvivono le funzioni giurisdizionali

attinenti alle controversie che nascono in ordine all’esistenza, natura ed estensione di tali usi.

La presenza di usi civici e di diritti d’uso pubblico comporta, per il proprietario del fondo

gravato, l’obbligo di sopportare che membri della collettività godano dei suoi beni.

268)Cosa si intende per uso diretto dei beni pubblici?

Per una prima categoria di beni pubblici è consentito essenzialmente l’uso diretto e riservato

al proprietario pubblico che lo impiega per lo svolgimento dei propri compiti, garantito talora

con norme che sanzionano l’uso del bene da parte di altri (ad esempio il demanio militare).

Altro esempio di uso diretto è quello dei beni del patrimonio indisponibile destinati a sedi di

uffici o a servizi pubblici: il bene è strumentale all’esercizio di una certa attività posta in

essere dall’amministrazione titolare del bene.

269)Cosa si intende per uso promiscuo?

L’uso promiscuo è realizzato quando il bene è in grado di soddisfare anche altre esigenze,

come le strade militari che servono sia all’interesse della difesa che all’interesse generale

della circolazione.

270)Cosa si intende per uso generale?

Il riconoscimento dell’uso generale di quei beni pubblici che assolvono la loro funzione a

servizio della collettività (demanio idrico, stradale, beni di interesse storico e così via) è mezzo

rivolto alla rimozione degli ostacoli che “impediscono il pieno sviluppo della persona umana e

l’effettiva partecipazione di tutti” all’organizzazione politica, economica e sociale del paese

(art.3 Cost.). In alcuni casi esso è subordinato al pagamento di una somma (es: il pedaggio),

altre volte è occorre ottenere un’autorizzazione dall’ente pubblico (es: scarico nelle acque

pubbliche).

271)Cosa si intende per uso particolare?

Vi sono infine situazioni in cui il bene è posto al servizio di singoli soggetti (uso particolare).

Questo è il caso delle riserve di pesca, delle concessioni di beni pubblici, delle concessioni di

derivazione di acque pubbliche, della situazione del frontista rispetto alla strada pubblica.

Nelle situazioni indicate il ruolo dell’amministrazione muta: nel caso dell’uso diretto deve

conservare, tutelare e utilizzare direttamente il bene, nelle altre invece emerge l’aspetto della

regolamentazione e dell’organizzazione dell’uso da parte dei terzi.

272)Cosa si intende per conferimento dei beni?

Occorre in ultimo accennare ad un ulteriore e sempre più rilevante uso diretto dei beni degli

enti pubblici, costituito dal conferimento dei beni stessi come capitale di dotazione nelle

aziende speciali ovvero in società per azioni (art. 118 t.u. enti locali): il bene

dell’amministrazione proprietaria diventa in queste ipotesi elemento del ciclo produttivo

posto in essere da altro soggetto giuridico pubblico.

273)Come è stato istituito la Patrimonio s.p.a?

Va ricordato, che il D.L.63/2002, convertito nella Legge 112/2002, ha previsto l’istituzione

della già citata Patrimonio s.p.a. (avente compiti di valorizzazione, gestione, ed alienazione

del patrimonio dello Stato; il capitale sociale, fissato in un milione di euro, è interamente

detenuto dal ministero dell’economia), e di Infrastrutture s.p.a. (società finanziaria vigilata dal

ministero dell’economia e avente il compito di finanziare le infrastrutture e le grandi opere

pubbliche, concedere finanziamenti, garanzie e assumere partecipazioni, detenere immobili

ed esercitare ogni attività strumentale connessa ai suoi compiti istituzionali).

274)Cosa si intende per beni privati di interesse pubblico?

La dottrina individua una categoria più ampia di beni, comprensiva di beni appartenenti a

soggetti pubblici e di beni in proprietà di privati: essa è costituita dai beni di interesse

pubblico (es: strade vicinali, le autostrade costruite e gestite dai privati concessionari).

275)Cosa si intende per beni culturali di proprietà privata?

I beni culturali di proprietà privata, anche se “privato” nell’appartenenza, rivela il suo aspetto

di pubblicità in quanto la sua conservazione soddisfa interessi pubblici, ovvero perché, in forza

degli obblighi che gravano sul proprietario, esso è addirittura rivolto al pubblico sotto il profilo

della fruizione. La categoria del bene culturale è stata positivamente riconosciuta dall’art.148

del D.Lgs 112/1998 (secondo cui appartengono ad essa i beni che compongono il patrimonio

storico, artistico, demo-etno-antropologico, archeologico, archivistico e librario e gli altri che

costituiscono testimonianza avente valore di civiltà così individuati in base alla legge) e oggi

dal D.Lgs 42/2004 (codice dei beni culturali e del paesaggio).

276)Come è qualificato lo Stato – amministrazione?

E’ qualificato come ente pubblico ed ha la qualità di persona giuridica in forza di riferimenti

normativi: ad esempio l’art.28 Cost. che si riferisce alla responsabilità civile dello Stato e

all’art.822 c.c. il quale disciplina i beni appartenenti allo Stato. Con la frammentazione

dell’amministrazione statale e la distinzione in ministeri che fanno capo a vertici differenti

occorre ammettere che la unicità della personalità statale non sussista.

277)Cosa c’è al vertice dell’organizzazione statale?

E’ collocato il governo, formato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, dal Consiglio dei

ministri e dai ministri (art.92 Cost.).Anche il Presidente della Repubblica svolge alcune

importanti funzioni attinenti all’attività amministrativa: si pensi al potere di nomina dei più alti

funzionari ed all’emanazione dei regolamenti governativi.

278)Quali sono i compiti del presidente del consiglio?

Ai sensi dell’art.5 comma 2 L.400/1988, il Presidente del Consiglio dei ministri ha, tra gli altri, i

seguenti compiti: “indirizza ai ministri le direttive politiche e amministrative in attuazione

delle deliberazioni del Consiglio dei ministri, nonché quelle connesse alla propria

responsabilità di direzione della politica generale del governo”; “coordina e promuove

l’attività dei ministri in ordine agli atti che riguardano al politica generale del governo”, può

sospendere “l’adozione di atti da parte dei ministri competenti in ordine a questioni politiche e

amministrative, sottoponendoli al Consiglio dei ministri”; “adotta le direttive per assicurare

l’imparzialità, il buon andamento e l’efficienza dei pubblici uffici”; “può disporre l’istituzione di

particolari Comitati di ministri”, ovvero di “gruppi di studio e di lavoro”.

La presidenza del Consiglio ha una struttura organizzativa propria alla quale fanno capo vari

dipartimenti e uffici.

279)Cosa afferma Il D.Lgs 303/1999?

E’ intervenuto per disciplinare l’ordinamento, l’organizzazione e le funzioni di tale struttura,

della quale si avvale il Presidente del Consiglio dei ministri per l’esercizio delle funzioni di

impulso, indirizzo e coordinamento ed anche per l’esercizio delle funzioni attinenti ai rapporti

del governo con il parlamento, con le istituzioni europee, con il sistema

delle autonomie e con le confessioni religiose.

280)Chi è il responsabile del funzionamento del segretariato generale e della

gestione delle risorse umane e strumentali della presidenza?

E’ il segretario generale, legato al presidente da uno stretto rapporto fiduciario, che può

essere coadiuvato da uno o più vice segretari generali; ogni dipartimento-struttura a livello

dirigenziale generale si riparte in uffici e ogni ufficio in unità operative di base di livello

dirigenziale denominate servizi, il cui numero è stabilito con decreto del Presidente.

281)Cosa individua il Presidente con propri decreti?

Individua gli uffici di diretta collaborazione propri e quelli dei ministri senza portafoglio (che

sono titolari di dipartimento) o sottosegretari della presidenza.

282)Da quale legge sono indicate le funzioni del Consiglio dei ministri?

Le funzioni del Consiglio dei ministri sono indicate dall’art.2 L.400/1988: accanto a quella di

indirizzo politico e a quella normativa, possiamo ricordare i poteri di indirizzo e

coordinamento, nonché i poteri di annullamento di ufficio di atti amministrativi.

283)Cosa sono i ministri?

I ministri sono gli organi politici di vertice dei vari dicasteri. Tali organi sono molto importanti

sotto il profilo amministrativo perché l’amministrazione statale è ripartita sulla base dei

ministeri. Il numero, le attribuzioni e l’organizzazione dei ministeri sono determinati dalla

legge (art. 95 Cost.).

284)Come vengono nominati i ministri senza portafoglio?

Con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei

ministri, possono inoltre essere nominati ministri senza portafoglio i quali sono membri del

governo ma non sono titolari di dicasteri e, dunque, né di un apparato organizzativo di uffici,

né della gestione di uno stato di previsione della spesa (es: il ministro per le pari opportunità).

Ad essi possono essere delegate funzioni dal Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il

Consiglio stesso; inoltre possono essere posti a capo dei dipartimenti in cui si articolare la

presidenza del Consiglio.

285)Cosa sono i sottosegretari e come vengono nominati?

Il ministro può essere coadiuvato da uno o più sottosegretari nominati con decreto del

Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto

con il ministro che il sottosegretario coadiuverà, sentito il consiglio dei ministri. Essi giurano

dinanzi al Presidente del Consiglio dei ministri ed esercitano le funzioni loro delegate con

decreto ministeriale. Il loro numero non è fissato dalla legge. Il sottosegretario alla presidenza

del Consiglio dei ministri è il segretario del Consiglio dei ministri.

286) A chi può essere conferito Il titolo di vice ministro?

Può essere conferito a non più di 10 sottosegretari, se ad essi sono conferite dal ministro

competente deleghe relative all’intera area di competenza di una o più strutture

dipartimentali o direzioni generali. I vice ministri possono essere invitati a partecipare alle

sedute del Consiglio dei ministri, senza diritto di voto, per riferire su argomenti e questioni

attinenti alla materia loro delegata.

287)Quali sono i ministeri?

Con D.Lgs 300/1999 è stato ridotto il numero dei ministeri ed è stata ridisegnata la loro

struttura organizzativa. Secondo l’art. 2 del D.Lgs 300/1999 i ministeri sono i seguenti:

ministero degli affari esteri, ministero dell’interno, ministero della giustizia, ministero della

difesa, ministero dell’economia e delle finanze, ministero delle attività produttive, ministero

delle comunicazioni, ministero per le politiche agricole e forestali, ministero dell’ambiente e

della tutela del territorio, ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ministero del lavoro e

delle politiche sociali, ministero della salute, ministero dell’istruzione dell’università e della

ricerca, ministero per i beni e le attività culturali.

288)Quale modello di organizzazione si introduce per alcuni ministeri?

Per alcuni ministeri si introduce il modello di organizzazione caratterizzato dalla presenza,

accanto alla figura del ministro, di strutture dipartimentali cui sono attribuiti “compiti finali

concernenti grandi aree di materie omogenee e i relativi compiti strumentali”, compresi quelli

di indirizzo e coordinamento delle unità di gestione, quelli di organizzazione e quelli di

gestione delle risorse strumentali, finanziarie e umane. Nell’ambito di tale modello

organizzativo scompare la figura del segretario generale, i cui compiti sono distribuiti tra i capi

dei dipartimenti.

289)Chi è il segretario generale?

Negli altri ministeri, invece, la figura del segretario generale può sopravvivere operando alle

dirette dipendenze del ministro. In questi ministeri la struttura di primo livello è poi costituita

dalle direzioni generali (nel ministero delle comunicazioni vi sono uffici centrali di livello

dirigenziale generale ed ispettorati territoriali).

290)Cosa sono le agenzie?

Le agenzie sono strutture che svolgono attività a carattere tecnico-operativo di interesse

nazionale attualmente esercitate da ministeri ed enti pubblici.

291)Cosa istituisce Il D.Lgs 300/1999?

Istituisce quattro agenzie fiscali (agenzia delle entrate, agenzia delle dogane, agenzia del

territorio, competente tra l’altro allo svolgimento dei servizi relativi al catasto, e agenzia del

demanio, cui è attribuita l’amministrazione dei beni immobili dello Stato); l’agenzia industrie

difesa; l’agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici; l’agenzia per la

formazione e l’istruzione professionale.

292)Come operano le agenzie?

Le agenzie operano al servizio delle amministrazioni pubbliche, comprese quelle regionali e

locali. Esse hanno autonomia nei limiti stabiliti dalla legge (autonomia di bilancio ecc…) e

sono sottoposte al controllo della Corte dei conti e ai poteri di indirizzo e vigilanza del

ministro; devono inoltre essere organizzate in modo da rispondere alle esigenze di speditezza,

efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa e si giovano di un finanziamento annuale a

carico dello Stato di previsione del ministero. A capo dell’agenzia è posto un direttore

generale. Le agenzie possono anche avere personalità giuridica (è il caso della agenzia

industrie difesa e delle agenzie fiscali).

293)Quali sono le strutture di raccordo tra i vari ministeri?

I ministeri non operano in modo completamente separato. Il coordinamento dell’attività dei

vari ministeri è assicurato dall’azione politica del Consiglio dei ministri, dal Presidente del

Consiglio dei ministri e dai comitati dei ministri.

294)Cosa è il consiglio di gabinetto?

Il Consiglio di gabinetto è un organo collegiale ristretto costituito dal Presidente del Consiglio

e dai ministri da lui designati sentito il Consiglio dei ministri, avente il compito di coadiuvarlo

nello svolgimento delle funzioni.

295)Cosa sono i comitati interministeriali?

Altri organi collegiali sono i comitati interministeriali che possono essere formati anche da

soggetti che non siano ministri, in particolare da esperti e da rappresentanti delle

amministrazioni. Il numero dei comitati in passato era molto alto, ma la L.537/1993 ha

proceduto alla soppressione di tredici comitati e le relative funzioni sono state in seguito

ridistribuite tra i ministeri, le regioni e il Cipe.

296)Cosa è il Cipe?

Il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) è ormai il comitato

interministeriale più importante. Esso è presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri ed

è composto da ministri.

297)Quali sono le funzioni del Cipe?

Il Cipe è competente in via generale “su questioni di rilevante valenza economico-finanziaria,

e/o con prospettive di medio lungo termine, che necessitino di un coordinamento a livello

territoriale o settoriale”.

298)Cosa sono il Cicr e il Cis?

Di rilievo sono anche il Cicr (comitato interministeriale per il credito e il risparmio), il quale si

occupa di politica creditizia, esercitando poteri di direttiva nei confronti del Tesoro e della

Banca d’Italia e il Cis (comitato interministeriale per le informazioni) che si occupa di politica

della sicurezza.

299)Da cosa è garantita l’unità dell’azione statale?

E’ garantita dalla presenza di organi e strumenti di raccordo “orizzontali” che operano al

servizio dei vari ministeri ma senza essere legate univocamente all’organizzazione presso la

quale sono dislocate o operano e nono gli uffici centrali del bilancio, ragionerie provinciali ,

servizio nazionale di statistica, l’avvocatura dello Stato, Centro nazionale per l’informatica

nella pubblica amministrazione, Il servizio di tesoreria dello Stato.

300)Cosa sono gli uffici centrali del bilancio?

Gli uffici centrali del bilancio (ex ragionerie centrali), presenti in ogni ministero con

portafoglio, sono dipendenti del dipartimento della ragioneria generale dello Stato del

ministero dell’economia e delle finanze.

301)Cosa sono le ragionerie provinciali?

Le ragionerie provinciali che si occupano delle amministrazioni statali decentrate e che sono

raggruppate in dieci circoscrizioni territoriali con compiti di tenuta delle scritture contabili, di

programmazione dell’attività finanziaria, nonché di monitoraggio e di valutazione tecnica dei

costi e degli oneri dell’attività.

302)Cosa è l’ISTAT?

Il servizio nazionale di statistica si articola in una serie di uffici presenti presso ciascun

ministero e ciascuna azienda, presso enti territoriali e camere di commercio, e sono collegati

funzionalmente all’Istituto centrale di Statistica (ISTAT).

303)Cosa è l’avvocatura dello Stato?

L’avvocatura dello Stato è incardinata presso un unico complesso organizzativo, ma svolge

attività a favore di tutta l’organizzazione statale. L’avvocatura è incardinata presso la

Presidenza del Consiglio dei Ministri.

304)Da chi è composta l’avvocatura dello stato?

E’ composta da legali che forniscono consulenza alle amministrazioni statali e provvedono alla

loro difesa in giudizio. Al suo vertice è l’avvocato generale dello Stato, avente sede in Roma e

nominato con Decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio

dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri; esistono inoltre sedi periferiche –

avvocature distrettuali – presso ciascuna sede di Corte d’appello.

305)Come sono svolte le funzioni dall’avvocatura dello Stato?

L’avvocatura, pur facendo capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, svolge le proprie

funzioni in modo indipendente.

306)Cosa è il Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione?

A seguito del D.Lgs 196/2003 è stato istituito il Centro nazionale per l’informatica nella

pubblica amministrazione che ha il compito di fornire alle amministrazioni il supporto

conoscitivo essenziale per l’attività amministrativa.

307)Cosa è il servizio di tesoreria dello Stato?

Il servizio di tesoreria dello Stato è costituito dall’insieme di operazioni e atti attraverso i quali

il denaro acquisito dalla pubblica amministrazione viene raccolto, conservato e impiegato: si

tratta in particolare delle operazione di acquisizione di entrate e di effettuazione di spese di

bilancio.

308)Quali sono altri organi che contribuiscono all’unità dell’azione dello stato?

All’unità dell’azione dello Stato è preordinata l’attività di altri organi costituiti dal Consiglio di

Stato, dalla Corte dei conti e dal Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro. Il Consiglio di

Stato e la corte dei conti fanno capo alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ma non fanno

parte dell’amministrazione statale, e sono in realtà organi dello stato-comunità.

309)Cosa è il Consiglio di Stato?

Il Consiglio di Stato è l’organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia

nell’amministrazione (Art.100 Cost.). Le sezioni consultive del Consiglio di Stato sono tre (I,II e

III), cui si aggiunge quella istituita dalla Legge 127/1997, per l’esame degli schemi di atti

normativi in ordine ai quali il parere è prescritto per legge o è comunque richiesto

dall’amministrazione.

310)Cosa è La Corte dei conti?

Esercita funzioni di controllo e dispone di funzioni consultive e giurisdizionali. La Corte dei

conti dispone di una sede centrale a Roma composta da tre sezioni di controllo (una per gli

atti del governo e dell’amministrazione centrale, una per le regioni e gli enti locali e una per

gli enti cui lo Stato contribuisce in via ordinaria). In ogni regione esistono sezioni regionali di

controllo, ed è stata inoltre istituita una sezione di controllo per affari comunitari e

internazionali.

Il numero, la composizione e la sede degli organi della Corte dei conti sono determinati dalla

Corte stessa nell’esercizio dei poteri di autonomia finanziaria, organizzativa e contabile ad

essa conferiti dalla legge 20/1994. Le sezioni regionali di controllo possono essere integrate

da due componenti designati dal Consiglio regionale e dal Consiglio delle autonomie locali (o

in mancanza di tale organo dal Presidente del Consiglio regionale).

311) Cosa è il Cnel?

Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), previsto dall’art.99 Cost. come organo

ausiliario del governo, non è inserito nell’apparato amministrativo. Esso è composto da un

presidente e 111 membri e svolge compiti di consulenza tecnica e di sollecitazione nelle

materie dell’economia e del lavoro dell’attività del parlamento, del governo e delle regioni.

312)Cosa si intende per aziende autonome?

Le aziende autonome (o amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo) sono

amministrazioni caratterizzate dal fatto di essere incardinate presso un ministero e di avere

una propria organizzazione, separata da quella ministeriale.

313)Quali funzioni svolgono le amministrazioni autonome?

Le amministrazioni autonome svolgono attività prevalentemente tecnica, amministrano in

modo autonomo le relative entrate, dispongono di capacità contrattuale e sono titolari di

rapporti giuridici, pur non avendo un proprio patrimonio (il patrimonio è infatti dello Stato). La

loro attività consiste spesso nella produzione di beni o di prestazione di servizi, e molte di

esse sono state trasformate in enti pubblici economici o società per azioni. Prive di norma di

personalità giuridica, esse sono di solito rette dal ministro che ne ha altresì la rappresentanza;

il ministro dirige ed è affiancato dal consiglio di amministrazione (che ha compiti consultivi e

talora deliberativi) e dal direttore (organo esecutivo). Il bilancio e il rendiconto dell’azienda

sono legati allegati al bilancio dello Stato.

314)Cosa è avvenuto a molte aziende?

Molte aziende autonome sono state soppresse, mentre altre aziende sono state trasformate:

l’amministrazione autonoma delle Poste e telecomunicazioni è stata trasformata in ente

pubblico economico ed è divenuta s.p.a.; l’azienda autonoma delle ferrovie dello stato è stata

trasformata in società per azioni, ecc… La Cassa depositi e prestiti è stata trasformata in

Cassa depositi e prestiti società per azioni e tale soggetto finanzia lo Stato ed enti pubblici e

“le opere, gli impianti, le reti e le dotazioni destinati alla fornitura di servizi pubblici ed alle

bonifiche”.

315)Cosa sono le amministrazioni indipendenti?

Le amministrazioni indipendenti sono sorte per ovviare all’incapacità dell’organizzazione

amministrativa tradizionale di provvedere ai compiti ad essa attribuiti, incapacità in via di

massima imputata all’indebito condizionamento politico ed alle carenze tecniche degli organi

amministrativi. Le autorità indipendenti prevedono l’attribuzione di compiti rilevanti a soggetti

dotati di notevole indipendenza rispetto al governo ed agli organi politici.

316)Quali sono esempi di autorità indipendenti?

Come autorità indipendenti vengono generalmente ricordati: la Banca d’Italia; la Consob (che

si occupa del mercato dei prodotti finanziari, assicurando la trasparenza e garantendo la

completezza delle informazioni, a tutela del risparmio); l’Isvap (Istituto per la vigilanza sulle

assicurazioni private, che si occupa del settore delle assicurazioni; l’Autorità per le garanzie

nelle comunicazioni (essa subentra nei procedimenti amministrativi e giurisdizionali e nella

titolarità dei rapporti attivi e passivi facenti capo al Garante per l’editoria; tra i compiti di tale

autorità vi è quello di verificare che, nel sistema integrato delle comunicazioni e nei mercati

che lo compongono, non si costituiscano posizioni dominanti e che siano rispettati i limiti di

legge); l’Autorità garante della concorrenza e del mercato; l’Autorità per la vigilanza sui lavori

pubblici; l’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Dotati di compiti di garanzia, piuttosto che di

amministrazione attiva, sono il Garante per la privacy, e la Commissione di garanzia per

l’attuazione della legge sul diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali; e l’Autorità per

l’informatica nella pubblica amministrazione.

317)Cosa è la Banca d’Italia?

La Banca d’Italia è qualificabile come ente pubblico a struttura associativa, è istituto di

emissione e svolge le funzioni di vigilanza sulle aziende di credito e di governo del settore

valutario e monetario. Il suo organo di vertice è costituito dal Governatore.

318)Qual è la caratteristica di alcune autorità?

Alcune di tali autorità non hanno neppure personalità giuridica. Esse dispongono per lo più di

autonomia organizzativa e funzionale, e sono titolari di poteri provvedimentali talvolta

sanzionatori e sono soggette al controllo della Corte dei conti. I vertici delle diverse autorità

delle telecomunicazioni, dell’elettricità e del gas sono nominati dal Presidente della

Repubblica previa deliberazione del Consiglio dei ministri su proposta del ministro competente

e parere favorevole delle commissioni parlamentari. I vertici delle altre autorità sono

generalmente nominati o designati dai presidenti delle camere, oppure, come per il Garante

per la Privacy, eletti per metà dalla camera e metà dal senato.

319)Qual è L’elemento caratterizzante delle autorità ?

Consiste nel fatto che esse sono indipendenti dal potere politico del governo pur dovendo

trasmettere relazioni al governo e al parlamento in ordine all’attività svolta. Le autorità non

sono tenute ad adeguarsi all’indirizzo politico espresso dalla maggioranza, e per tal motivo

sono definite neutrali (a differenza delle tradizionali amministrazioni che devono essere

“imparziali”).

320)Quali sono i compiti delle autorità?

Numerose tra le autorità indipendenti sono chiamate a verificare, anche esercitando poteri

giustiziali, la compatibilità del comportamento degli operatori economici, pubblici o privati,

con le regole della concorrenza. Difatti, una “liberalizzazione” pura e semplice di particolari

mercati lascerebbe irrisolto il problema di salvaguardare esigenze collettive e rischierebbe di

non impedire il consolidarsi di nuove forme di monopolio privato anziché pubblico. Le autorità

sono preposte a vigilare alcuni settori sensibili del mercato.

321)Cosa è il difensore civico?

Il difensore civico non rientra nella categoria delle autorità indipendenti e non è istituito a

livello di organizzazione statale, ma è una figura che presenta alcuni profili di analogia con

esse.

322)Perché è nato il difensore civico?

Esso è nato come soggetto di collegamento tra cittadini e poteri pubblici, in grado di

assicurare una maggiore trasparenza dell’organizzazione amministrativa. Tale soggetto funge

da ausilio per l’amministrazione attiva e può favorire una miglior scelta finale in vista

dell’interesse pubblico.

323)Cosa affermano L’art. 11 e 127 del T.U. sugli enti locali?

Definisce il difensore civico comunale e provinciale come garante “dell’imparzialità e del

buon andamento della pubblica amministrazione”, mentre l’art. 127 ha previsto che i difensori

civici delle regioni e delle province autonome esercitino, sino all’istituzione del difensore civico

nazionale, le proprie funzioni di richiesta, di proposta, di sollecitazione e di intimazione anche

nei confronti delle amministrazioni periferiche dello Stato.

324)Quali sono i compiti del difensore civico?

Al difensore civico spetta poi il compito di riesaminare, su istanza dell’interessato, le richieste

di accesso in caso di rifiuto o di differimento. La legge attribuisce al difensore civico una

pluralità di funzioni che costituisce forse il limite

stesso dell’istituto, difatti è difficile pensare che un medesimo soggetto sia in grado di attuare

e gestire le tantissime funzioni attribuite: poteri che vanno dalla tutela dei cittadini al controllo

all’attività amministrativa, dalla difesa della legalità alla ricerca della trasparenza, dall’azione

finalizzata al miglioramento del rapporto cittadini-amministrazione alla responsabilizzazione

dei soggetti pubblici.

325)Di quali poteri dispone il difensore civico?

Il difensore civico dispone di poteri non incisivi, difatti non può annullare o riformare atti,

imporre misure sanzionatorie o emanare provvedimenti decisori. Affinché possa svolgere le

sue funzioni, il difensore deve comunque disporre di poteri caratterizzati da un notevole tasso

di informalità e fruire di canali per così dire di informazione e di conoscenza in relazione

all’attività degli organi di amministrazione attiva, pur nel rispetto di una netta alterità di ruoli.

La marcata indipendenza e la riduzione del condizionamento politico costituiscono gli ulteriori

tratti essenziali del modello di difensore civico. Il difensore civico riveste una posizione

peculiare, nella quale l’autorevolezza del titolare dell’ufficio si coniuga con una indipendenza

notevole nei confronti dell’amministrazione

interessata. Il modello è dunque quello di un organo soggetto esclusivamente alla legge

piuttosto che quello di un organo esso stesso direttamente responsabile o sottoposto

all’attività di indirizzo di un soggetto politicamente responsabile. Il difensore civico, alla stessa

stregua delle autorità indipendenti, trova dunque il proprio riferimento costituzionale

nell’art.97 Cost. ma esso non dispone di poteri decisori.

326)Da cosa è completata l’organizzazione statale?

L’organizzazione statale è completata della presenza di enti strumentali rispetto ad essa.

327)Da quale legge sono disciplinati gli enti parastatali?

Gli enti parastatali sono disciplinati dalla L.70/1975.

328)Quanti tipi di enti parastatali esistono?

sono raggruppati in sette categorie in base al settore di attività:

- gli enti che gestiscono forme obbligatorie di previdenza e assistenza;

- gli enti di assistenza generica;

- gli enti di promozione generica;

- gli enti preposti a settori di pubblico interesse;

- gli enti preposti ad attività sportive, turistiche e del tempo libero;

- gli enti scientifici di ricerca e di sperimentazione;

- gli enti culturali e di promozione turistica.

329)Cosa ha disciplinato la legge 70/1975?

Tale legge ha reso uniforme lo stato giuridico e il trattamento dei dipendenti degli enti, ha

stabilito le modalità di nomina, revoca e conferma degli amministratori; ha disciplinato la

gestione finanziaria e contabile e le modalità di controllo e di vigilanza.

330)A cosa sono soggetti gli enti del parastato?

Tutti gli enti del parastato sono soggetti al controllo della Corte dei conti, ai sensi dell’art. 30

L.70/1975: tra essi di particolare spicco l’Inps e l’Inail.

331)Cosa è il Coni?

Ricompreso tra gli enti parastatali è anche il Coni, soggetto che si pone al vertice

dell’ordinamento sportivo pubblicistico italiano, e che svolge compiti di potenziamento dello

sport nazionale e di sorveglianza e di tutela delle organizzazioni sportive, in particolare delle

federazioni sportive nazionali, le quali raggruppano le associazioni sportive strutturate in

società per azioni o a responsabilità limitata.

332)Cosa prevede La legge 178/2002?

prevede l’affiancamento al Coni di una società per azioni di cui esso si avvale per

“l’espletamento dei suoi compiti”. La normativa ha previsto che i rapporti, anche finanziari,

tra i due enti siano regolati da un contratto di servizio annuale, e che il personale del CONI

transiti alla CONI Servizi s.p.a. con la successione di questa in tutti i rapporti attivi e passivi

già facenti capo al CONI. Il CONI viene così svuotato di tutti i suoi compiti, tranne quelli

concernenti le federazioni sportive.

333)Cosa si intende per enti pubblici economici?

Un’altra categoria di enti strumentali è quella degli enti pubblici economici i quali sono titolari

di impresa ed agiscono con gli strumenti di diritto comune. La tendenza legislativa è quella di

provvedere alla trasformazione degli enti pubblici economici in società per azioni, e questo

rappresenta una tappa intermedia in vista della privatizzazione delle aziende autonome, le

quali, prima della trasformazione in società per azioni, vengono trasformate in enti pubblici

economici.

334)Cosa prevede La legge 59/1997?

prevede che con i decreti legislativi siano trasformati in ente pubblico economico o in società

di diritto privato gli enti “ad alto indice di autonomia finanziaria”.

335)Cosa sono le aziende speciali?

Sono enti strumentali di comuni e province, cui sono equiparati alcuni consorzi.

336)Quali tipi di enti economici si distinguono?

All’interno degli enti economici, si distinguono quelli che svolgono direttamente attività

produttiva di beni e servizi da quelli che detengono partecipazioni azionarie in società a

capitale pubblico (enti di gestione delle partecipazioni azionarie ad esempio Iri ed Eni). Di

natura pubblica è il rapporto con lo Stato, sotto il profilo della costituzione e dell’estinzione,

della nomina degli amministratori, della vigilanza e così via. Gli enti pubblici economici sono

sottratti al regime fallimentare. Sugli enti pubblici economici esiste comunque un minimo di

potestà pubblica: si richiamano al riguardo la potestà di certificazione, i poteri di auto

organizzazione interna e la prerogativa di autotutela di cui tutti gli enti pubblici economici

disporrebbero.

337)Cosa sono gli ordini e collegi professionali?

Gli ordini e collegi professionali sono enti pubblici associativi, ad appartenenza necessaria,

esponenziali della categoria di professionisti che realizzano l’autogoverno della categoria

stessa. Essi raggruppano gli individui che svolgono peculiari attività professionali (di solito le

professioni che necessitano di laurea per l’esercizio): si pensi ai consigli dell’ordine degli

avvocati, ai consigli dell’ordine dei dottori commercialisti, ai collegi dei geometri, ecc…

338)Cosa sono le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura?

Le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura sono enti di diritto pubblico che

svolgono funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese. Si tratta di enti ad

appartenenza necessaria di tipo associativo a competenza territorialmente delimitata che

raggruppano i commercianti, gli industriali, gli agricoltori e gli artigiani.

339)Quali sono i compiti delle camere di commercio, industria, artigianato e

agricoltura?

Tra i compiti vi sono la cura degli interessi delle categorie rappresentate, la tenuta del registro

delle imprese, la formazione di mercuriali e listini prezzi, l’amministrazione delle borse valori,

il supporto e la promozione degli interessi generali delle imprese, la promozione della

formazione di commissioni arbitrali e conciliative per la soluzione delle controversie tra

imprenditori e i consumatori o tra gli imprenditori stessi.

340)Cosa afferma L’art. 1, co.4 lett.d) Legge 59/1997?

esclude il conferimento a regioni, province e comuni dei compiti esercitati localmente in

regime di autonomia funzionale delle camere di commercio, industria, artigianato e

agricoltura, configurate come autonomie funzionali.

341)Quali sono altri enti dotati di peculiarità?

Altri enti dotati di peculiarità proprie, e per questo motivo non ascrivibili a categorie, sono la

Siae e l’Istituto per il commercio con l’estero (ICE, riformato dalla Legge 68/1997 che ne ha

riconosciuto la natura di ente pubblico economico).

342)Quanti tipi di amministrazione convivono sul territorio?

Sul territorio nazionale convivono dunque l’amministrazione statale periferica, quella

regionale e degli enti locali.

343)Cosa prevede La Legge 265/99?

prevede che quando ragioni di economicità e di efficienza lo richiedono, gli uffici periferici

dell’amministrazione dello Stato possono essere situati nel capoluogo di provincia o in altro

comune della provincia.

344)Chi è presente al vertice di ogni ufficio periferico?

è presente un dipendente del ministero, mentre la difesa in giudizio e le funzioni consultive

spettano alle avvocature distrettuali dello Stato aventi sede in ogni capoluogo in cui opera

una Corte d’appello. Il controllo sulla spesa è esercitato dalle ragionerie provinciali dello Stato

presso il ministero dell’economia e delle finanze.

345)Cosa è il prefetto?

E’ un organo periferico che ha assunto un ruolo prevalente nell’ambito provinciale, organo del

ministero dell’Interno, preposto all’Ufficio territoriale del governo, rappresenta il potere

esecutivo nella provincia, sia a svolgere funzioni di tramite tra centro e periferia.

346)Quali sono i compiti del prefetto?

Il Prefetto ha importanti compiti in tema di ordine pubblico e di sicurezza pubblica nella

provincia, di espropriazione, di elezioni politiche ed amministrative, di esercizio del diritto di

sciopero nei pubblici servizi. Ha inoltre compiti in tema di riconoscimento delle persone

giuridiche private.

347)Cosa ha istituito Il D.Lgs 300/1999?

ha istituito la conferenza provinciale permanente dei responsabili degli uffici statali,

presieduta dal Prefetto e composta dai responsabili degli uffici decentrati delle

amministrazioni statali.

348)Cosa afferma L’art. 11 D.Lgs 300/1999, modificato dal D.Lgs 29/2004,?

ha trasformato le prefetture in Prefetture-uffici territoriali del governo a cui sono preposti i

prefetti. Tali uffici mantengono tutte le funzioni di competenza delle prefetture, e assicurano

l’esercizio coordinato dell’attività amministrativa degli uffici periferici dello Stato e

garantiscono la leale cooperazione dei medesimi con gli enti locali.

349)Cosa dispone La L.131/2003?

dispone ora che “il prefetto preposto all’ufficio territoriale del Governo avente sede nel

capoluogo della regione svolge le funzioni di rappresentante dello Stato per i rapporti con il

sistema delle autonomie”. Esso ha il compito di indire delle elezioni regionali, di raccogliere

notizie utili allo svolgimento delle funzioni degli organi statali e di svolgere le attività dirette

ad assicurare il rispetto del principio di leale collaborazione tra Stato e regione, nonché il

raccordo tra le istituzioni dello Stato presenti sul territorio, al fine di garantire la rispondenza

dell’azione amministrativa all’interesse generale, il miglioramento della qualità dei servizi resi

al cittadino e di favorire e rendere più agevole il rapporto con il sistema delle autonomie.

350)Cosa si intende per passaggio delle funzioni statali alle regioni?

L’attuazione del disegno costituzionale, che prevede la presenza delle regioni demandando a

leggi della Repubblica la regolazione del passaggio ad esse delle funzioni statali, ha incontrato

difficoltà dovute sia all’ostruzionismo di alcune forze politiche, sia al condizionamento del

centralismo. L’ingerenza dello Stato nei confronti delle regioni è venuta via via decrescendo

nel corso del tempo, fino a giungere alla recente riforma del titolo V della parte II della

Costituzione operata dalla legge costituzionale 3/2001 che modifica in modo incisivo i poteri

degli enti locali ed interessa in modo determinante la fisionomia delle regioni.

351)Cosa afferma L’art. 2 L.131/2003?

Conferisce una delega al Governo ad emanare decreti legislativi per dare attuazione

all’art.117 Cost. che dovrà indicare espressamente sia le norme implicitamente abrogate per

effetto dell’entrata in vigore della l.c. 3/2001 sia quelle abrogate da successive disposizioni.

La legge 131/2003 prevede all’art.1 “Le disposizioni normative statali vigenti alla data di

entrata in vigore della presente legge nelle materie appartenenti alla legislazione regionale

continuano adapplicarsi, in ciascuna regione, fino alla data di entrata in vigore delle

disposizioni regionali in materia … , fatti salvi gli effetti di eventuali pronunce della Corte

costituzionale. Le disposizioni normative regionali vigenti alla data di entrata in vigore della

presente legge nelle materie appartenenti alla legislazione esclusiva statale continuano ad

applicarsi fino alla data di entrata in vigore delle disposizioni statali in materia, fatti salvi gli

effetti di eventuali pronunce della Corte costituzionale”.In relazione alle funzioni

amministrative, l’art.118 Cost. ammette una doppia lettura: quella secondo cui i comuni sono

“titolari” di tutte le funzioni amministrative

352)Cosa afferma l’art 118 in relazione alle funzioni amministrative?

In relazione alle funzioni amministrative, l’art.118 Cost. ammette una doppia lettura: quella

secondo cui i comuni sono “titolari” di tutte le funzioni amministrative, secondo il modello dei

“poteri originari” e quella in forza della quale le funzioni ed i poteri sono ad essi conferiti da

Stato e regioni “poteri derivati” (l’opinione comune in dottrina è quella secondo cui occorre

una legge per distribuire le funzioni, negando cioè che la Costituzione abbia direttamente

operato conferimenti di funzioni).

353)Cosa afferma L’art.118 Cost.?

afferma che la distribuzione delle funzioni deve avvenire “sulla base dei principi di

sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza”. La Costituzione non contiene indicazioni

chiare circa la fonte competente ad operare questa “distribuzione” delle funzioni

amministrative tra i vari livelli territoriali.

354)Cosa afferma la sentenza 303/2003?

La Corte Costituzionale, nella sentenza 303/2003 occupandosi della disciplina che, per la

realizzazione delle grandi opere, attribuisce importanti poteri al Governo, ha ammesso che la

legge statale possa conferire funzioni amministrative allo Stato (ancorché relative a materia

che rientrano nella potestà legislativa regionale). Secondo la Corte, infatti, la possibilità di

allocare la funzione, giustifica la sussistenza della potestà legislativa statale di regolarne

l’esercizio.

355) A cosa è subordinato lo spostamento della funzione?

Lo spostamento della funzione, però, è subordinato al rispetto del metodo dell’intesa con la

Regione. La legge che conferisce funzioni e ne disciplina l’esercizio, infatti, “deve risultare

adottata a seguito di procedure che assicurino la partecipazione dei livelli di governo coinvolti

attraverso strumenti di leale collaborazione o, comunque, prevedere adeguati meccanismi di

cooperazione per l’esercizio concreto delle funzioni amministrative allocate in capo agli organi

centrali”. Il conferimento è quindi possibile a condizione che un’intesa sia stata raggiunta o

tentata, ovvero venga prevista dalla legge in ordine al momento di esercizio del potere

amministrativo.

356)Cosa si intende per funzioni fondamentali?

Alcune funzioni sono escluse da questo processo di distribuzione verso l’alto: si tratta delle

funzioni fondamentali degli enti locali, individuate e disciplinate dalla legge statale. La legge

131/2003 dispone ora all’art.7 che lo Stato e le regioni, “secondo le rispettive competenze”

provvedono a “conferire le funzioni amministrative da loro esercitate sulla base dei principi di

sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, attribuendo a province, città metropolitane,

regioni e Stato soltanto quelle di cui occorra assicurare l’unitarietà di esercizio, per motivi di

buon andamento, efficienza o efficacia dell’azione amministrativa ovvero per motivi funzionali

o economici o per esigenze di programmazione o di omogeneità territoriale, nel rispetto,

anche ai fini dell’assegnazione di ulteriori funzioni, delle attribuzioni degli enti di autonomia

funzionale, anche nei settori della promozione dello sviluppo economico e della gestione dei

servizi. Stato, regioni, città metropolitane, province, comuni e comunità montane favoriscono

l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli o associati, per lo svolgimento di attività di interesse

generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.

357)Cosa presenta il governo al parlamento ai fini del trasferimento di funzioni?

Ai fini del trasferimento, il Governo presenta al Parlamento uno o più disegni di legge collegati

alla manovra finanziaria annuale, per il recepimento degli accordi con le regioni e le

autonomie locali, da concludere in sede di Conferenza unificata, diretti in particolare

all’individuazione dei beni e delle risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative

necessarie per l’esercizio delle funzioni e dei compiti da conferire. Fino alla data di entrata in

vigore di tali provvedimenti, le funzioni amministrative continuano ad essere esercitate

secondo le attribuzioni stabilite dalle disposizioni vigenti, fatti salvi gli effetti di eventuali

pronunce della Corte costituzionale. Le regioni dispongono di potestà legislative e

amministrative.

358)Cosa afferma L’art.117 Cost. ?

Prevede la potestà legislativa regionale c.d. concorrente relativamente ad alcune materie e

stabilisce che alle regioni “spetta” la “potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non

espressamente riservata alla legislazione dello Stato”.

359)Cosa afferma l’art 118 Cost?

Le regioni, ai sensi dell’art. 118 Cost., esercitano altresì funzioni amministrative conferite ad

esse “per esercitarne l’esercizio unitario” “sulla base dei principi di sussidiarietà,

differenziazione ed adeguatezza”: si tratterà presumibilmente delle funzioni di indirizzo, di

programmazione e di controllo. Esse dovranno comunque essere individuate dalle leggi statali

e regionali.

360)Cosa prevede L’art. 121 Cost.?

Prevede che il presidente della Giunta regionale “dirige le funzioni amministrative delegate

dallo Stato alla regione, conformandosi alle istruzioni del governo della Repubblica”. In ordine

alle modalità di svolgimento delle funzioni, la Costituzione prevede pure “intese con altre

regioni” per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi

comuni (art. 117, c.9).

361)Cosa può fare la regione nelle materie di sua competenza?

Nelle materie di sua competenza, la regione può inoltre concludere accordi con Stati e intese

con enti territoriali interni ad altro Stato, “nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello

Stato”.

362)Cosa si intende per indirizzo e coordinamento?

Quanto ai limiti che le regioni incontrano nell’esercizio delle funzioni amministrative, è stato

configurato un potere governativo di indirizzo e coordinamento “attinente ad esigenze di

carattere unitario” (art.3 c.1 Legge 382/1975).

363)Cosa prevede L’art.118, c.3 Cost. ?

Prevede oggi che la legge statale disciplini “forme di coordinamento tra Stato e regioni” nelle

materie dell’immigrazione e dell’ “ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia

amministrativa locale”, nonché “forme di intesa e coordinamento” nella materia dei beni

culturali.

364)Cosa afferma L’art. 2 T.U. enti locali?

Precisa che, ai fini del T.U. medesimo, “si intendono per enti locali i comuni, le province, le

città metropolitane, le comunità montane, le comunità isolane e le unioni di comuni”.

365)Cosa si intende per consorzi cui partecipano enti locali?

A tal riguardo, il T.U. enti locali estende la propria disciplina ai consorzi cui partecipano enti

locali (con esclusione di quelli che gestiscono attività aventi rilevanza economica e

imprenditoriale e, ove previsto dallo statuto, dei consorzi per la gestione dei servizi sociali;

per essi infatti è prevista l’applicazione delle norme sulle aziende speciali all’art.31 ultimo

comma).

366)Cosa fece la legge 59/1997?

Un decisivo impulso al perfezionamento del sistema regionale fu rappresentato dalla legge

59/1997, contenente delega al governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed

agli enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione

amministrativa. In particolare, questa legge diede attuazione al titolo V, come allora vigente,

della Costituzione.

367)A seguito di quale legge è cambiato il quadro costituzionale?

Il quadro costituzionale oggi è cambiato a seguito della promulgazione della Legge

Costituzionale 3/2001, ed occorrerà attendere il termine del processo di conferimento regolato

dalla Legge 131/2003 per poter compiutamente ridisegnare la “mappa” delle funzioni.

368) A cosa mirò La Legge 59/1997?

Nel conferimento delle funzioni e dei compiti, mirò a realizzare una localizzazione territoriale

delle funzioni e dei compiti amministrativi in ragione della loro strumentalità rispetto agli

interessi della collettività.

369)Cosa si intende per conferimento?

La legge utilizzò il termine conferimento comprensivo dei vari istituti mediante i quali funzioni

e compiti potevano essere assegnati, a regioni, comuni, province, comunità montane e altri

enti locali: trasferimento, delega e attribuzione.

370)Cosa è il principio di sussidiarietà?

Sono conferite alle regioni e agli enti locali tutte le funzioni e i compiti amministrativi relativi

alla cura degli interessi e alla promozione dello sviluppo delle rispettive comunità, nonché

tutte le funzioni e i compiti amministrativi localizzabili nei rispettivi territori precisando che,

ove possibile, le responsabilità politiche debbono essere attribuite all’autorità territorialmente

più vicina ai cittadini interessati.

371)Quali principi deve rispettare il conferimento di funzioni?

Il conferimento deve avvenire rispettando inoltre i principi di completezza, di efficienza e di

economicità, di cooperazione tra Stato, regioni ed enti locali, di responsabilità ed unicità

dell’amministrazione, di omogeneità, di adeguatezza, di differenziazione nell’allocazione delle

funzioni, di copertura finanziaria e patrimoniale dei costi, di autonomia organizzativa e

regolamentare e di responsabilità degli enti locali nell’esercizio delle funzioni e dei compiti

amministrativi ad essi conferiti.

372)Come sono ripartite le funzioni tra Stato e regioni?

Al principio secondo cui la competenza in generale è della regione, fatti salvi i compiti e le

funzioni statali attinenti ad una serie di materie: affari esteri e commercio estero; difesa, forze

armate, armi e munizioni, esplosivi e materiale strategico; rapporti tra lo Stato e le confessioni

religiose; tutela dei beni culturali e del patrimonio storico-artistico; cittadinanza,

immigrazione, rifugiati e asilo politico, estradizione; consultazioni elettorali ed elettorato;

moneta, perequazione delle risorse finanziarie, sistema valutario e banche; dogane,

protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale; ordine pubblico e sicurezza

pubblica; amministrazione della giustizia; poste e telecomunicazioni; previdenza sociale;

ricerca scientifica; istruzione universitaria, ordinamenti scolastici, programmi scolastici,

organizzazione generale dell’istruzione scolastica e stato giuridico del personale; vigilanza in

materia di lavoro e cooperazione; trasporti aerei, marittimi e ferroviari di interesse nazionale.

373)Quali sono gli interessi pubblici primari degli enti locali?

Sono la promozione dello sviluppo economico, la valorizzazione dei sistemi produttivi e la

promozione della ricerca applicata sono interessi pubblici primari dello stato, le regioni, le

province, i comuni e gli altri enti locali assicurano nell’ambito delle rispettive competenze, nel

rispetto delle esigenze della salute, della sicurezza pubblica e della tutela dell’ambiente”.

374)Cosa afferma il d.lgs 112/1998?

In attuazione della l.59/1997 è stato emanato il d.lgs 112/1998, che ha proceduto ad operare

il conferimento di funzioni e compiti. Le materie interessate dal conferimento sono: sviluppo

economico e attività produttive, territorio, ambiente e infrastrutture, servizi alla persona e alla

comunità, polizia amministrativa regionale e locale. Il conferimento comprende anche le

funzioni di organizzazione e le attività connesse e strumentali all’esercizio delle funzioni e dei

compiti conferiti, quali fra gli altri, quelli di programmazione, di vigilanza, di accesso al

credito, di polizia amministrativa, nonché l’adozione di provvedimenti contingibili e urgenti

previsti dalla legge.

375)Cosa afferma la legge Bassanini?

La c.d. legge Bassanini (L.59/1997), riformando l’amministrazione a Costituzione invariata,

non poteva ampliare la potestà legislativa della regione, ma soltanto incidere sui suoi compiti

amministrativi. Al fine di rispettare, o recuperare, il parallelismo tra funzioni amministrative e

funzioni legislative all’art.2 prevedeva che “la disciplina legislativa delle funzioni e dei compiti

conferiti alle regioni ai sensi della presente legge spetta alle regioni quando è riconducibile

alle materie di cui all’art.117, primo comma, della Costituzione. Nelle restanti materie spetta

alle regioni il potere di emanare norme attuative ai sensi dell’art. 117, secondo comma della

Costituzione”.

376)Cosa prevede L’art.5 D.Lgs 112/98?

Prevede un potere sostitutivo in relazione alle funzioni e ai compiti spettanti alle regioni e agli

enti locali “in caso di accertata inattività che comporti inadempimento agli obblighi derivanti

dall’appartenenza all’Unione europea o pericolo di grave pregiudizio agli interessi nazionali”.

377)Cosa disciplina Il nuovo testo dell’art.120 Cost?

Disciplina il potere sostitutivo del governo nei confronti degli “organi delle regioni, delle città

metropolitane, delle province e dei comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati

internazionali o della normativa comunitaria oppure di grave pericolo per l’incolumità e la

sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedano la tutela dell’unità giuridica o dell’utilità

economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti diritti

civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali”. Ai sensi dell’ultimo

comma, la legge “definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati

nel rispetto de principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione”.

378)Cosa afferma la legge 131/2003?

Le disposizioni attuative sono state poste dall’art.8, legge 131/2003, che introduce tra l’altro i

seguenti principi: i provvedimenti sostitutivi devono essere proporzionati alle finalità

perseguite, all’ente interessato deve essere assegnato un congruo termine per adottare i

provvedimenti dovuti o necessari, decorso inutilmente il quale il Governo adotta i

provvedimenti necessari, anche normativi, ovvero nomina un apposito commissario. La

normativa prevedeva che il decentramento avvenisse anche da parte delle regioni a favore di

province, comuni e altri enti locali.

379)Cosa afferma L’art. 4 comma 1 legge 59/1997?

stabilisce che la regione conferisca a tali ultimi enti “tutte le funzioni che non richiedono

l’unitario esercizio a livello regionale”. Ai sensi del comma 5 di tale legge “ciascuna regione

adotta, entro sei mesi dall’emanazione di ciascun decreto legislativo, la legge di puntuale

individuazione delle funzioni trasferite o delegate agli enti locali e di quelle mantenute in capo

alla regione stessa. Qualora la regione non provveda entro il termine indicato, il governo è

delegato a emanare, entro i successivi novanta giorni, sentite le regioni inadempienti, uno o

più decreti legislativi di ripartizione di funzioni tra regioni ed enti locali, le cui disposizioni si

applicano fino alla data di entrata in vigore della legge regionale”.

380)Di cosa si occupa la riforma Bassanini?

La riforma “Bassanini” si occupa anche dei già citati poteri di indirizzo, di coordinamento e di

direttiva, stabilendo che “gli atti di indirizzo e coordinamento delle funzioni amministrative

regionali, gli atti di coordinamento tecnico, nonché le direttive relative all’esercizio delle

funzioni delegate, sono adottati previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra

lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, o con la singola regione

interessata”.

381)Cosa è il principio della leale cooperazione?

ribadito anche dall’art.4 della L.59/1997, il quale implica che i poteri siano esercitati in base

ad accordi ed intese.

382)Cosa è la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, la regione e le

province autonome?

E’ l’istituzione che ha compiti di informazione, consultazione e raccordo, in relazione agli

indirizzi di politica generale suscettibili di incidere nelle materie di competenza regionale”.

383)Cosa è la Conferenza Stato – città – autonomie locali?

La Conferenza Stato – città – autonomie locali, con compiti “di coordinamento nei rapporti tra

lo Stato e le autonomie locali, e di studio, informazione e confronto sulle problematiche

connesse agli indirizzi di politica generale che possono incidere sulle funzioni proprie dei

comuni e province e quelle delegate ai medesimi enti dallo Stato”. Le conferenze citate sono

organi statali, anche se sono a composizione mista.

384)Cosa contiene L’art.9 della Legge 59/1997?

Contiene una delega al governo ad emanare un decreto legislativo, volta a definire ed

ampliare le attribuzioni della Conferenza permanente, “unificandola, per le materie e i compiti

di interesse comune delle regioni, delle province e dei comuni, con la conferenza Stato- Città

e autonomie locali.

385)Da quale legge è stata esercitata La delega?

è stata esercitata con D.Lgs 281/1997, il quale disciplina i compiti della Conferenza

Stato-regioni, della Conferenza Stato-Città ed autonomie locali e della Conferenza unificata.

In ordine al potere di annullamento governativo degli atti amministrativi regionali, deve

essere ricordato che a garanzia dell’autonomia costituzionalmente riconosciuta alle regioni, il

potere di annullamento da parte del governo non è esercitatile nei confronti degli atti

amministrativi regionali (a seguito di dichiarazione di incostituzionalità della Corte

costituzionale dell’art. 2 comma 3 lettera p della L.400/1988).

386)Cosa conteneva l’art.125 Cost.e da chi è stato abrogato?

gli atti amministrativi delle regioni erano soggetti al controllo di legittimità esercitato da un

organo dello Stato. Oggi l’art. 125 Cost è stato abrogato dalla L.cost. 3/2001 e l’opinione

dominante è nel senso che i controlli in esame siano stati eliminati.

387)Cosa afferma la legge20/1994?

Ai sensi dell’art. 3 comma 4 della Legge 20/1994, il controllo sulla gestione del bilancio e del

patrimonio esercitato dalla Corte dei conti anche nei confronti delle amministrazioni regionali

“concerne il perseguimento degli obiettivi stabiliti dalle leggi di principio e di programma”.

388)Come avviene il controllo sugli organi?

Per quanto attiene il controllo sugli organi, l’art.126 Cost. come sostituito dalla L.Cost. 1/1999,

prevede la possibilità che il consiglio regionale venga sciolto (potere mai esercitato fino ad

oggi) e il presidente della giunta rimosso con decreto del Presidente della Repubblica, sentita

una commissione di deputati e senatori costituita per le questioni regionali, quando abbiano

compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge.

389)Come posso avvenire lo scioglimento e la rimozione?

Lo scioglimento e la rimozione possono essere disposti anche per ragioni di sicurezza

nazionale, per l’approvazione di una mozione di sfiducia nei confronti del presidente della

giunta eletto a suffragio universale diretto, nonché la rimozione, l’impedimento permanente,

la morte o le dimissioni volontarie dello stesso comportano le dimissioni della giunta e lo

scioglimento del consiglio. I medesimi effetti conseguono alle dimissioni contestuali della

maggioranza dei componenti il consiglio.

390)Cosa si intende per autonomia finanziaria?

In ordine ai rapporti finanziari tra Stato e regione, ai sensi dell’art. 199 Cost. le regioni, così

come comuni, province e città metropolitane, hanno autonomia finanziaria “di entrata e di

spesa”. Esse “stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione

e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario.

Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio”.

391)Quando le regioni e gli enti locali possono ricorrere all’indebitamento?

Le regioni e gli enti locali possono ricorrere all’indebitamento “solo per finanziare spese di

investimento”, escludendosi “ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti”.

392)Quali sono le caratteristiche del bilancio della regione?

La regione ha un bilancio autonomo rispetto a quello statale. Il D.lgs. 76/2000, chiarito che “la

finanza regionale concorre con la finanza statale e locale al perseguimento degli obiettivi di

convergenza e di stabilità derivanti dall’appartenenza dell’Italia alla Comunità europea ed

opera in coerenza con i vincoli che ne derivano in ambito nazionale” (patto di stabilità),

adegua il sistema contabile delle regioni a quello dello Stato. La regione dispone infine di un

proprio patrimonio.

393)Cosa esercita il consiglio regionale?

Il consiglio regionale esercita le potestà legislative e le altre funzioni ad esso conferite dalla

Costituzione e dalle leggi.

394)Cosa è la giunta regionale?

La giunta regionale è l’organo esecutivo, esercita potestà regolamentare e dispone anche di

poteri di impulso e di iniziativa legislativa.

395)Cosa rappresenta il presidente della giunta regionale?

Il presidente della giunta regionale rappresenta la regione; dirige la politica della giunta e ne è

responsabile; promulga le leggi ed emana i regolamenti regionali; dirige le funzioni

amministrative delegate ed emana i regolamenti regionali; dirige le funzioni amministrative

delegate dallo Stato alla regione, conformandosi alle istruzioni del governo della Repubblica

(art.121 Cost.).

396)Da cosa è determinata la forma di governo?

Ai sensi dell’art.123 Cost. la forma di governo di ciascuna regione è determinata dallo statuto.

397)Come è eletto il presidente della giunta regionale?

Il presidente della giunta regionale è eletto a suffragio universale e diretto (salvo che lo

statuto disponga diversamente); il presidente nomina e revoca i componenti della giunta.

398)Cosa afferma l’art 4 del T.U?

Sul piano della legislazione ordinaria, l’art.4 del T.U. enti locali, consente alla regione di

organizzare l’esercizio delle funzioni amministrative a livello locale attraverso i comuni e le

province. Atteso che la regione dispone pure di funzioni amministrative, esiste anche un

apparato amministrativo regionale, che si distingue in centrale e periferico.

399)Di cosa può avvalersi la regione?

La regione può avvalersi anche di enti dipendenti, che si caratterizzano anche e soprattutto

sotto il profilo squisitamente strutturale come uffici regionali entificati, ai quali residua in linea

di massima una ridotta autonomia (un esempio è costituito dai consorzi di bonifica).

400)Qual è la funzione delle aziende sanitarie locali?

Il compito di assicurare livelli di assistenza sanitaria Tra i soggetti di diritto pubblico operanti

nell’ambito dell’organizzazione regionale, particolarmente importanti sono le aziende sanitarie

locali, aventi il compito di assicurare livelli di assistenza sanitaria uniforme nel proprio ambito

territoriale, qualificate come aziende dotate di personalità giuridica pubblica e di autonomia

organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile, gestionale e tecnica.

401)Che tipo di partecipazioni possono assumere le regioni?

Le regioni possono assumere partecipazioni in società finanziarie regionali il cui oggetto rientri

nelle materie regionali. In particolare, le società finanziarie regionali sono state create con lo

scopo di porre a disposizione degli imprenditori operanti nell’ambito delle regioni aiuti

finanziari, nonché servizi, assistenza, consulenza e sostegno.

402)Cosa prevede L’art. 16 della Legge 127/1997?

L’art. 16 della Legge 127/1997 prevede la presenza di difensori civici regionali.

403)Quali sono ulteriori livelli di autonomia?

I comuni, le province e le città metropolitane rappresentano ulteriori livelli di autonomia

riconosciuti espressamente dalla Costituzione, anche in considerazione dell’art.5 Cost. ai sensi

del quale la Repubblica “riconosce e promuove” le autonomie locali. Essi, denominati “enti

locali” sono al pari delle regioni, assieme alla quale formano la categoria dei “governi locali”

(art. 120 Cost.), “enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati

dalla Costituzione” (art. 114 Cost.).

404)Cosa afferma L’art. 118 Cost?

dispone che “le funzioni amministrative sono attribuite ai comuni salvo che, per assicurarne

l’esercizio unitario, siano conferite a province, città metropolitane, regioni e Stato, sulla base

dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza”.

405)Cosa afferma L’art. 114 Cost.?

riconosce una peculiare posizione a Roma, definita capitale della Repubblica, la disciplina del

cui ordinamento è affidata a legge dello Stato.

406)Cosa ha riconosciuto La legge 142/1990?

Ha riconosciuto potestà statutaria a comuni e province, ed ha affermato che le regioni

costituiscono “il centro propulsore dell’intero sistema delle autonomie locali”.

407)Quali principi stabilisce il T.U enti locali?

Il T.U. enti locali stabilisce inoltre i principi di cooperazione e della programmazione

economico-sociale e territoriale. Questa norma prevede che i comuni e province concorrano

alla determinazione dei piani e dei programmi dello Stato e delle regioni e demanda alla legge

regionale il compito di stabilire “forme e modi della partecipazione degli enti locali alla

formazione dei piani e dei programmi regionali e degli altri provvedimenti stabiliti dalla

regione”.

408)Cosa riconosce il T.U enti locali?

Il T.U. enti locali, oltre a riconoscere che “le comunità locali, ordinate in comuni e province,

sono autonome” (art.3), dispone che “i comuni e le province hanno autonomia statutaria,

normativa, organizzativa ed amministrativa, nonché autonomia impositiva e finanziaria

nell’ambito dei propri statuti e regolamenti e delle leggi di coordinamento della finanza

pubblica”.

409)Quali sono Le funzioni del comune?

Ai sensi dell’art. 118 Cost., ai comuni sono attribuite le “funzioni amministrative”: questa è la

regola cui si può derogare soltanto per “assicurare l’esercizio unitario”. Il c.2 specifica che

comuni, province e città metropolitane “sono titolari di funzioni amministrative proprie e di

quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze”.

410)Cosa si intende per funzioni fondamentali?

Si tratta dello strumento mediante il quale lo Stato può sottrarre alcuni ambiti al processo di

conferimento secondo la linea ascendente o discendente : ai sensi dell’art.117 c.2 lett. p Cost.

infatti, la loro disciplina è rimessa a legge dello Stato. L’individuazione di tali funzioni spetta al

Governo un virtù della delega conferita con l.131/2003 che fa riferimento ai seguenti

elementi: l’essenzialità per il funzionamento di comuni, province e città metropolitane nonché

per il soddisfacimento di bisogni primari delle comunità di riferimento e la circostanza che

esse siano “connaturate alle caratteristiche proprie di ciascun tipo di ente, essenziali e

imprescindibili per il funzionamento dell’ente e per il soddisfacimento di bisogni primari delle

comunità di riferimento, tenuto conto, in via prioritaria, per comuni e province, delle funzioni

storicamente svolte”.

411)Cosa si intende per potestà regolamentare?

Secondo quanto dispone il c.6 dell’art. 117 Cost., comuni, province e città metropolitane

hanno inoltre “potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell’organizzazione e dello

svolgimento delle funzioni loro attribuite”.

412)Come viene definito il comune?

Per quanto attiene alla vigente legislazione ordinaria, l’art. 3 t.u., definisce il comune come

“l’ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo

sviluppo”.

413)Cosa attribuisce l’articolo 13?

L’art.13, anticipando il disegno poi recepito dalla recente riforma costituzionale, attribuisce al

comune tutte le funzioni amministrative che riguardano la popolazione ed il territorio

comunale nei settori organici dei servizi sociali, dell’assetto e dell’utilizzo del territorio e dello

sviluppo economico.

414)Cosa afferma l’articolo 118 della Costituzione?

Lo Stato, regioni, città metropolitane, province e comuni “favoriscono l’autonoma iniziativa dei

cittadini, singoli o associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del

principio di sussidiarietà”.

415)Quali funzioni gestisce il comune?

Il comune “gestisce” alcuni servizi di competenza statale. Mentre la titolarità delle funzioni

spetta allo Stato, l’esercizio delle stesse è demandato al sindaco, quale ufficiale del Governo .

Il sindaco si presenta in queste occasioni come organo dello Stato: solo in tal modo si

giustificano i poteri di ispezione previsti in capo al prefetto (art.54), che sarebbero viceversa

incompatibili con riferimento ai poteri attribuiti direttamente ed in proprio all’ente comune.

416)In tema di funzioni cosa consente il T.U?

Il T.U. consente agli enti locali di disciplinare mediante proprio statuto le funzioni delle unioni

dei comuni (art.32) e dei municipi (art.16) e di proporre lo statuto della città metropolitana

con l’indicazione delle sue funzioni. Importanti funzioni sono state conferite al comune in

relazione all’istituto dello sportello unico per le attività produttive.

417)Quali sono Le funzioni della provincia?

L’art. 3 T.U. definisce la provincia come ente intermedio tra comune e regione, che

rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne coordina lo sviluppo. L’art. 19

attribuisce a tale ente le funzioni amministrative di interesse provinciale, che riguardino vaste

zone intercomunali o l’intero territorio provinciale, relative ad una serie di settori specifici e

tassativamente indicati. Le province sono riconosciute come titolari di funzioni amministrative

proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.

La provincia assume particolare rilievo anche nel settore ambientale: la l.61/1994 stabilisce

che le regioni devono provvedere ai sensi dell’art.3 L.142/1990 (ora art.4 T.U.) all’organica

ricomposizione in capo alle province delle funzioni amministrative in materia ambientale e

che, le province esercitano le funzioni amministrative di autorizzazione e controllo per la

salvaguardia dell’igiene dell’ambiente già di competenza delle unità sanitarie locali. Gli artt.

19 e 20 T.U. affidano altresì alla provincia compiti in tema di promozione e coordinamento di

attività e di realizzazione di “opere di rilevante interesse provinciale sia nel settore

economico , produttivo, commerciale e turistico, sia in quello sociale, culturale e sportivo”,

nonché compiti di programmazione e pianificazione territoriale.

418)Da quale legge sono disciplinati gli organi degli enti locali?

La legge dello Stato disciplina gli organi degli enti locali. Con riferimento ai comuni, essa

definisce espressamente come “organi di governo” il sindaco, il consiglio e la giunta (art. 36

T.U. enti locali): in seno alle autonomie esistono anche altri organi come il direttore generale, i

dirigenti, i revisori dei conti. Il T.U. detta norme sull’elezione dei consigli, sul numero dei

consiglieri e sulla loro posizione giuridica.

419)Quanto tempo durano gli organi di governo?

Gli organi di governo durano in carica cinque anni (art.51 T.U.).

420)Che tipo di organo è il sindaco?

Il sindaco (o il presidente della provincia) è l’organo responsabile dell’amministrazione del

comune (o della provincia). Esso rappresenta l’ente, convoca e presiede la giunta e

sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici e all’esecuzione degli atti, sovrintende

all’espletamento delle funzioni statali e regionali attribuite o delegate al comune e alla

provincia.

421)Quando non è rieleggibile immediatamente il sindaco?

Non è rieleggibile immediatamente il sindaco o il presidente della provincia che abbia

ricoperto la carica per due mandati consecutivi (è peraltro consentito un terzo mandato

consecutivo se uno dei due mandati precedenti ha avuto durata inferiore a due anni, sei mesi

e un giorno, per causa diversa dalle dimissioni volontarie). Il sindaco e il presidente dalla

provincia provvedono alla nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti del

comune e della provincia presso enti, aziende ed istituzioni.

422)Che tipo di organo è il consiglio e quali sono le sue funzioni?

Il consiglio comunale (o il consiglio provinciale) è l’organo di indirizzo e di controllo

politico-amministrativo. Esso ha competenza limitatamente ad alcuni atti fondamentali

indicati dalla legge (tra questi gli statuti, i regolamenti, i piani territoriali ed urbanistici, i piani

particolareggiati e di recupero, l’assunzione dei pubblici servizi, gli indirizzi da osservare da

parte delle aziende pubbliche e degli enti dipendenti sovvenzionati o sottoposti a tutela, gli

acquisti e alienazioni immobiliari; ha inoltre competenza in tema di istituzione, disciplina di

compiti e norme di funzionamento degli organismi di decentramento e degli organismi di

partecipazione popolare).

423)Quali sono i compiti del sindaco nei confronti del consiglio?

Il sindaco (o il presidente della provincia) sentita la giunta, nel termine fissato dallo statuto,

presenta al consiglio le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti che intende

realizzare mentre spetta allo statuto disciplinare i modi di partecipazione del consiglio alla

definizione, all’adeguamento e alla verifica periodica delle linee programmatiche.

424)Da chi sono presieduti i consigli?

I consigli provinciali e i consigli comunali dei comuni con popolazione superiore ai 15.000

abitanti sono presieduti da un presidente eletto tra i consiglieri nella prima seduta, cui sono

attribuiti autonomi poteri di convocazione e di direzione dei lavori e delle attività del consiglio

(per i restanti comuni la figura del presidente può essere prevista dallo statuto; in caso

contrario la presidenza spetta al sindaco). Il consiglio si avvale, quando lo prevede lo statuto,

di commissioni costituite nel proprio seno con criterio proporzionale.

425)Come è disciplinato il funzionamento del consiglio?

Il funzionamento dei consigli è disciplinato con regolamento approvato a maggioranza

assoluta e sottratto al controllo preventivo di legittimità.

426)Di quali poteri sono dotati i consigli?

I consigli sono dotati di autonomia funzionale e organizzativa. Lo statuto disciplina i casi di

decadenza per la mancata partecipazione e le relative procedure e individua le “forme di

garanzia e di partecipazione delle minoranze, prevedendo l’attribuzione alle opposizioni della

presidenza di commissioni consiliari aventi funzione di controllo o di garanzia, ove costituite”.

427)Che tipo di organo è la giunta ?

La giunta comunale (e la giunta provinciale) è l’organo a competenza residuale. Essa

collabora con il sindaco o con il presidente della provincia nell’amministrazione del comune o

della provincia, attua gli indirizzi generali del consiglio e svolge attività propositiva e di

impulso nei confronti del consiglio.

428)Chi nomina i componenti della giunta?

Il sindaco e il presidente della provincia nominano i componenti della giunta, tra cui un

vicesindaco e un vicepresidente, e ne danno comunicazione al consiglio nella prima seduta

successiva alla elezione.

429)Qual è il compito di rilievo della giunta?

L’adozione dei regolamenti sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, nel rispetto dei criteri

generali stabiliti dal consiglio. Tale regolamento disciplina anche le dotazioni organiche, le

modalità di assunzione agli impieghi, i requisiti di accesso e le modalità concorsuali.

430)Cosa ammette L’art. 53 L.388/2000?

Gli enti locali con popolazione inferiore ai 5000 abitanti, anche al fine di operare un

contenimento della spesa, il regolamento degli uffici e dei servizi preveda l’attribuzione ai

“componenti dell’organo esecutivo” della “responsabilità degli uffici e dei servizi ed il potere

di adottare atti anche di natura tecnica gestionale”.

431)Cosa si intende per uffici di supporto?

Ai sensi dell’art.90 T.U. alle dirette dipendenze del sindaco (o del presidente della provincia),

della giunta o degli assessori possono essere costituiti, ove previsti dal regolamento degli

uffici e dei servizi, “uffici di supporto” per l’esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo.

432)Da cosa è fissato il numero degli assessori?

Il numero degli assessori, comunque non superiore a un terzo del numero dei consiglieri, è

fissato dallo statuto, il quale può anche limitarsi ad individuarne il massimo. Nei comuni con

popolazione superiore ai 15000 abitanti e nelle province gli assessori sono nominati anche al

di fuori dei componenti il consiglio.

433)Chi può revocare gli assessori?

Sindaco e presidente possono anche revocare gli assessori, dandone motivata comunicazione

al consiglio.

434)Cosa succede in caso di mozione di sfiducia?

In caso di approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del sindaco (o del presidente

della provincia) e della giunta, il sindaco, il presidente della giunta e le rispettive giunte

cessano dalla carica e si procede allo scioglimento del consiglio e alla nomina di un

commissario.

435)Quando decade la Giunta?

La giunta decade pure nel caso di dimissioni, impedimento permanente, rimozione,

decadenza o decesso del sindaco o del presidente della provincia (in tale ipotesi si procede

altresì allo scioglimento del consiglio, ma consiglio e giunta rimangono in carica sino alla

elezione del nuovo sindaco o presidente della provincia; sino alle elezioni, le funzioni del

sindaco e del presidente della provincia sono svolte dal vicesindaco o dal vicepresidente).

436)Cosa determina lo scioglimento del Consiglio?

Lo scioglimento del consiglio determina la decadenza del sindaco o del presidente della

provincia, e delle giunte.

437)Come viene eletto il sindaco?

Il sindaco e il presidente della provincia sono eletti a suffragio universale e diretto dai

cittadini. Nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti l’elezione dei consiglieri comunali

si effettua con il sistema maggioritario; il sindaco viene eletto contestualmente e la sua

candidatura è collegata a una lista di candidati alla carica di consigliere; è eletto sindaco il

candidato che abbia ottenuto il maggior numero di voti, mentre in caso di parità di voti si

procede al ballottaggio tra i due candidati cha abbiano ottenuto il maggior numero di voti; alla

lista collegata al candidato eletto sindaco sono attribuiti i due terzi dei seggi consiliari, mentre

i restanti seggi sono ripartiti secondo un criterio proporzionale tra le liste.

438)Come viene eletto il sindaco nei comuni con popolazione superiore a 15.000

abitanti?

Nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti è previsto un sistema proporzionale

con un premio di maggioranza; il sindaco è eletto con un doppio turno elettorale, con un

ballottaggio tra i due candidati che abbiano ottenuto il maggior numero di voti, salvo il caso in

cui nella prima tornata un candidato abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti (in

questo caso tale candidato è eletto sindaco e alla lista a lui collegata viene assegnato il 60 %

se ha ottenuto almeno il 40 % dei voti validi e se nessuna altra lista abbia superato il 50 % dei

voti validi).

439)Cosa fa il sindaco dopo la proclamazione?

Il sindaco giura dinanzi al consiglio.

440)Come avviene l’elezione del presidente della provincia?

L’elezione del presidente della provincia è a suffragio universale e diretto, con doppio turno e

ballottaggio tra i due candidati che abbiano ottenuto il maggior numero di voti, sempre che un

candidato non abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti validi.

441)Come avviene l’elezione del consiglio provinciale?

Avviene sulla base di collegi uninominali: al gruppo o ai gruppi di candidati collegati al

candidato eletto presidente è comunque assegnato il 60% dei seggi, mentre i restanti sono

attribuiti proporzionalmente agli altri gruppi di candidati.

442)Quali sono i compiti del dirigente?

I dirigenti, i quali svolgono la propria attività sulla base di incarichi a tempo determinato, sono

responsabili, in relazione agli obiettivi dell’ente, della correttezza amministrativa e

dell’efficienza della gestione ed hanno tutti i compiti di attuazione degli obiettivi e dei

programmi definiti con atti di indirizzo adottati dall’organo politico: ad essi spetta in

particolare l’adozione dei provvedimenti “in attuazione degli obiettivi”, nonché la direzione

degli uffici e dei servizi secondo i criteri e le norme dettate dagli statuti e dai regolamenti. Ai

dirigenti è attribuita la gestione amministrativa, finanziaria e tecnica “mediante autonomi

poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo”.

443)I dirigenti possono esercitare funzioni delegate dal sindaco?

I dirigenti, sulla base dello statuto e del regolamento, possono esercitare funzioni delegate dal

sindaco.

444)Cosa ammette l’art 108?

L’art. 108 ammette che il sindaco nei comuni con popolazione superiore ai 15000 abitanti e il

presidente dalla provincia, previa deliberazione della giunta comunale o provinciale, possano

nominare, secondo criteri stabiliti dal regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi,

un direttore generale al di fuori della dotazione organica e con contratto a tempo determinato.

Egli può essere revocato dal sindaco (o dal presidente) previa deliberazione della giunta.

445)Quando dura l’incarico del direttore generale?

La durata del suo incarico non può eccedere quella del mandato del sindaco o del presidente:

tale organo costituisce quindi una sorta di fiduciario del sindaco, incaricato di gestire i

collegamenti tra livello politico e livello gestionale; più in particolare, il direttore provvede ad

attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell’ente, secondo le direttive

impartite dal sindaco o dal presidente della provincia e sovrintende alla gestione dell’ente,

perseguendo obiettivi ottimali di efficacia e di efficienza (in particolare, esso predispone un

piano dettagliato di obiettivi e propone il piano esecutivo di gestione, che la giunta, sulla base

del bilancio di previsione annuale, deve definire prima dell’inizio dell’esercizio). Nei comuni

con popolazione inferiore ai 15000 abitanti è consentito procedere alla nomina del direttore

generale previa stipula di convenzioni tra comuni, le cui popolazioni assommate raggiungano i

15000 abitanti.

446)Chi era collocato al vertice della struttura burocratica?

Al vertice della struttura burocratica dell’ente locale era tradizionalmente collocato il

segretario, organo alle dipendenze dello Stato e nominato dall’amministrazione degli interni.

Con la riforma del T.U. tale organo, pur legato da un rapporto funzionale con l’ente a tempo

determinato, dipende da apposita agenzia avente personalità giuridica di diritto pubblico

sottoposta alla vigilanza del ministero dell’interno, ed è nominato dal sindaco (o dal

presidente della provincia) tra gli iscritti in apposito albo, per la durata del mandato di sindaco

(o del presidente della provincia).

447)Come può essere revocato il segretario?

Il segretario può essere revocato con provvedimento motivato del sindaco o del presidente

della provincia, previa deliberazione della giunta, per violazione dei doveri d’ufficio. I poteri

disciplinari sono invece attribuiti all’agenzia. Il nuovo sindaco (o presidente) può riconfermare

il segretario, ovvero nominarne uno nuovo non prima di sessanta giorni e non oltre centoventi

giorni dal suo insediamento; decorso il termine di centoventi giorni senza nuova nomina, il

precedente segretario è confermato.

448)Cosa succede al segretario non conformato?

Il segretario non confermato, revocato o comunque privo di incarico è collocato in posizione di

disponibilità per la durata massima di 4 anni, decorsi i quali senza avere preso servizio in altra

sede viene collocato d’ufficio in mobilità presso altre amministrazioni.

449)Quali compiti svolge il segretario?

Il segretario “svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico amministrativa

nei confronti degli organi dell’ente in ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle

leggi, allo statuto ed ai regolamenti” (art.97 T.U.). Tale organo partecipa, con funzioni

consultive, referenti e di assistenza alle riunioni del consiglio e della giunta e ne cura la

verbalizzazione; può rogare tutti i contratti nei quali l’ente è parte ed autenticare scritture

private ed atti unilaterali nell’interesse dell’ente; esercita inoltre ogni altra funzione

attribuitagli dallo statuto e dai regolamenti, oppure conferitagli dal sindaco o dal presidente

della provincia. Il segretario, in relazione alle sue competenze, rende il parere di regolarità

tecnico-contabile sulle proposte di deliberazione sottoposte alla giunta ed al consiglio allorché

l’ente non abbia funzionari responsabili dei relativi servizi.

450)In quale posizione non può trovarsi il segretario?

Il segretario non può trovarsi in posizione subordinata rispetto al direttore generale, anche

perché le funzioni svolte sono tendenzialmente differenti: al segretario spetta garantire la

legittimità, l’economicità e l’efficacia dell’azione amministrativa; il direttore è responsabile

dell’attività gestionale in ordine al raggiungimento degli obiettivi dell’ente.

451)Cosa afferma L’art. 138 T.U. ?

Annovera tra i controlli l’annullamento straordinario governativo; la Sezione Enti Locali della

Corte dei Conti verifica l’operato attraverso i revisori dei conti.

452)Cosa afferma l’art 147 T.U?

Impone agli enti locali di effettuare dei controlli interni consentendo anche di stipulare

convenzioni tra più enti per l’istituzione di uffici unici per l’effettuazione dei controlli stessi.

453)Cosa è il controllo sugli organi?

Per quel che concerne il controllo sugli organi, la normativa al momento in vigore attribuisce il

potere di scioglimento dei consigli comunali e provinciali in capo al Presidente della

Repubblica, su proposta del ministro dell’interno.

454)Quali sono le cause di scioglimento dei consigli comunali e provinciali?

Le cause di scioglimento, relative a situazioni di grave deviazione funzionale dell’organo,

sono:

a) il compimento di atti contrari alla Costituzione, gravi e persistenti violazioni di legge, gravi

motivi di ordine pubblico;

b) l’impossibilità di assicurare il normale funzionamento degli organi e dei servizi per

dimissioni, impedimento permanente, rimozione, decadenza, decesso del sindaco o del

presidente della provincia, per cessazione dalla carica per dimissioni di almeno la metà più

uno dei consiglieri (le dimissioni debbono esse presentate contemporaneamente), riduzione

dell’organo assembleare per impossibilità di surroga alla metà dei componenti il consiglio;

c) la mancata approvazione del bilancio nei termini (in questa ultima ipotesi è prevista la

nomina di un commissario).

455)Cosa è la Commissione per la finanza e gli organici degli enti locali?

Organo statale presieduto dal sottosegretario di Stato al ministero dell’interno con delega per

l’amministrazione civile, spetta il controllo centrale sulle dotazioni organiche, sulle loro

modificazioni e sui provvedimenti di assunzione degli enti dissestati o strutturalmente

deficitari, e spetta anche l’esercizio di poteri consultivi in ordine ad alcune fasi del

procedimento di dissesto.

456)Cosa è Il collegio dei revisori dei conti?

L’art. 234 T.U. stabilisce che la revisione economico-finanziaria sia affidata ad un collegio dei

revisori dei conti che esprime “proposte tendenti a conseguire una migliore efficienza,

produttività ed economicità della gestione”.

457)Cosa afferma l’art 49 del T.U?

Ai sensi dell’art. 49 T.U. “su ogni proposta di deliberazione sottoposta alla giunta ed al

consiglio che non sia mero atto di indirizzo deve essere richiesto il parere in ordine alla sola

regolarità tecnica del responsabile del servizio interessato e, qualora comporti impegno di

spesa o diminuzione di entrata, del responsabile di ragioneria in ordine alla regolarità

contabile”. Il parere di regolarità è reso, in relazione alle sue competenze, dal segretario

allorché l’ente non abbia funzionari responsabili dei relativi servizi.

458)Cosa afferma L’art. 28 L.448/1998?

Estende il patto di stabilità assunto dal Governo in sede comunitaria non solo alle regioni, ma

anche a province, comuni, e comunità montane: tali enti debbono dunque ridurre il disavanzo

annuo e il rapporto tra l’ammontare del debito e il prodotto interno lordo. In caso di sanzione

per l’accertamento di deficit eccessivo, la sanzione stessa sarà a carico degli enti che non

hanno realizzato gli obiettivi per la quota ad essi imputabile.

459)Cosa si intende per sistema di controllo-conoscenza?

La legge prevede anche un sistema di controllo-conoscenza: l’art.24 della Legge 448/2001

dispone infatti che “al fine di consentire il monitoraggio del relativo fabbisogno e degli

adempimenti relativi al patto di stabilità interno, le regioni e le province autonome di Trento e

Bolzano, le province e i comuni con popolazione superiore a 60.000 abitanti devono

trasmettere trimestralmente al Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della

Ragioneria generale dello Stato, entro venti giorni dalla fine del periodo di riferimento, le

informazioni sugli incassi e sui pagamenti effettuati”.

460)Cosa sono Gli istituti di partecipazione negli enti locali?

L’art. 8 T.U. disciplina gli istituti di partecipazione, specificando che i comuni (si noti, non le

province) valorizzano le libere forme associative e promuovono gli organismi di partecipazione

all’amministrazione locale. Si riconosce il potere per gli interessati di partecipare al

procedimento amministrativo relativo all’adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche

soggettive e prevede forme di consultazione della popolazione e procedure per l’ammissione

di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi

per la migliore tutela di interessi collettivi, nonché la possibilità che lo statuto disciplini il

referendum, anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.

461)A cosa serve la consultazione?

La consultazione è volta ad acquisire l’orientamento non vincolante dell’elettorato in relazione

ad alcuni problemi di interesse generale, ma soltanto istanze e proposte fanno sorgere

l’obbligo di procedere (le petizioni non hanno questo effetto).

462)Da cosa è caratterizzato l’istituto del referendum?

L’istituto del referendum è in generale caratterizzato dal fatto che la relativa richiesta

proviene dagli elettori, ma l’art.8 non esclude che la sua indizione possa essere proposta dagli

organi comunali. Il limite per il ricorso ai referendum è caratterizzato dalla previsione che

debbono essere attinenti alle materie di esclusiva competenza locale e che essi non abbiano

luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali. Lo

statuto promuove anche altre forme di partecipazione alla vita pubblica locale di cittadini

dell’unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti.

463)Quali sono gli istituti di partecipazione alla vita pubblica?

Tra gli istituti di partecipazione sono ricompresi:

- l’azione popolare (ogni elettore può far valere in giudizio le azioni e i ricorsi che spettano al

comune: in caso di soccombenza le spese sono a carico dell’elettore, salvo che il comune,

costituendosi, abbia aderito all’azione);

- il diritto di accesso agli atti amministrativi (eccetto quelli riservati per espressa indicazione

di legge o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione del sindaco o del presidente

della provincia che ne vieti l’esibizione, conformemente a quanto stabilito dal regolamento, in

quanto la loro diffusione può pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi o

delle imprese);

- il diritto di accesso alle informazioni di cui è in possesso l’amministrazione, alle strutture ed

ai servizi degli enti, alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni (a seguito riforma

operata dalla L.Cost. 3/2001 la materia degli istituti di partecipazione rientra ora nella potestà

legislativa delle regioni).

464)Cosa è Il territorio?

E’ elemento costitutivo del comune, considerato ente a fini generali; la regione con propria

legge, sentite le popolazioni interessate, istituisce nuovi comuni e può modificare le loro

circoscrizioni e la loro denominazione (art. 133 Cost.).

465)Cosa prevede L’art. 15 T.U. ?

Prevede che “salvo i casi di fusione tra più comuni, non possono essere istituiti nuovi comuni

con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti o la cui costituzione comporti, come conseguenza,

che altri comuni scendano sotto tale limite”. La potestà delle regioni di procedere alla fusione

di comuni è espressamente contemplata dall’art.15 T.U. commi 1 e 2.

466)Da cosa sono istituiti i nuovi comuni?

La legge regionale che istituisce nuovi comuni deve stabilire che “alle comunità di origine o ad

alcune di esse siano assicurate adeguate forme di partecipazione e di decentramento”.

467) Da cosa vengono istituiti i municipi?

Lo statuto comunale – e non la legge regionale – può a sua volta contemplare l’istituzione di

municipi (art.16) nei territori interessati dal processo di istituzione di nuovi comuni a seguito

di fusione decisa dalla regione (fino ad oggi quest’istituto non ha trovato applicazione).

468)Cosa sono le unioni di comuni?

Enti locali costituiti da due o più comuni di norma contermini “allo scopo di esercitare

congiuntamente una pluralità di funzioni di loro competenza” (art.32). Una particolare forma

di unione è costituita dalla comunità montana. Le unioni possono essere promosse dalla

regione “senza alcun vincolo alla successiva fusione” (art. 33).

469)Cosa afferma L’art. 33?

Afferma che occorre prevedere “una maggiorazione dei contributi nelle ipotesi di fusione e di

unione, rispetto alle altre forme di gestione sovracomunale”.

470)Quali possono essere le forme associative previste dal T.U.?

Le forme associative previste dal T.U. possono essere ordinate come segue:

- accordi di programma, per la definizione e l’attuazione di opere e di interventi (art.34);

- convenzioni, al fine di svolgere in modo coordinato funzioni e servizi determinati (art.30);

- uffici comuni, istituiti mediante convenzione, ai quali affidare l’esercizio delle funzioni

pubbliche – e non già dei servizi - , spogliandosi così del compito di gestione diretta;

- delega, (ad un solo ente dell’esercizio delle funzioni);

- consorzi (soggetti distinti dagli enti che li costituiscono per la gestione associata di uno o più

servizi e per l’esercizio di funzioni);

- esercizio associato di funzioni e servizi;

- unioni di comuni (che danno luogo alla creazione di un ente locale).

471)Cosa consente l’ordinamento per i comuni con popolazione tra i 30.000 ed i

100.000 abitanti?

L’ordinamento consente per i comuni con popolazione tra i 30.000 ed i 100.000 abitanti

l’articolazione del territorio comunale in circoscrizioni, definite come “organismi di

partecipazione, di consultazione e di gestione dei servizi di base, nonché di esercizio delle

funzioni delegate dal comune”.

472)Quando è obbligatoria l’articolazione in circoscrizioni?

Per i comuni con popolazione superiore ai 100.000 abitanti. Nei comuni con popolazione

superiore ai 300.000 abitanti lo statuto può prevedere particolare e più accentuate forme di

decentramento e di autonomia. Lo statuto disciplina le forme di elezione, organizzazione e le

funzioni della circoscrizione.

473)Cosa afferma L’art. 53 T.U. enti locali?

Consente al sindaco di delegare ad un consigliere comunale l’esercizio delle funzioni di

ufficiale del governo nei quartieri o nelle frazioni.

474)Cosa afferma l’art 114 della Costituzione?

Qualifica le città metropolitane come enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni

secondo i principi fissati dalla Costituzione alla stessa stregua delle regioni, delle province e

dei comuni. La città metropolitana, titolare anche di potestà normative, è poi ricompresa tra

gli enti locali, come sembra risultare dall’ultimo comma dell’art. 123 Cost. A questo ente

potranno essere attribuite notevoli funzioni amministrative ai sensi dell’art. 118 Cost.

475)Cosa conferisce La Legge 131/2000?

Nel conferire al Governo il potere di emanare uno o più decreti legislativi al fine di dare

attuazione all’art. 117 Cost., indica, tra i criteri ed i principi direttivi, quello di adeguare i

procedimenti di istituzione della città metropolitana al disposto dell’art. 114 Cost.In attesa di

tali decreti, è utile analizzare l’attuale disciplina posta della legge ordinaria. Il T.U. prevede la

figura dell’area metropolitana (non città metropolitana), disciplinata dagli articoli 22 e

seguenti.

476)Quali sono le aree metropolitane?

Le aree metropolitane (comprendenti i comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna,

Firenze, Roma, Bari, Napoli) sono indicate dallo stesso t.u. La regione procede alla

delimitazione territoriale dell’area metropolitana. L’amministrazione si articola in due livelli: la

città metropolitana e i comuni.

477)Come avviene l’istituzione delle città metropolitane?

Nelle aree metropolitane, il comune capoluogo e gli altri comuni possono costituirsi in città

metropolitane ad orientamento differenziato. Il procedimento istitutivo disposto dalla legge è

così configurato: proposta di statuto della città metropolitana adottata dall’assemblea degli

enti locali interessati, convocati dal sindaco del comune capoluogo e dal presidente della

provincia; referendum sulla proposta di istituzione della città metropolitana a cura di ciascun

comune; necessità del voto favorevole della maggioranza degli aventi diritto al voto espressa

nella metà più uno dei comuni ; presentazione della proposta, ove approvata, a cura della

regione, ad una delle due camere per l’approvazione con legge. La legge istitutiva deve anche

indicare i termini per il conferimento di funzioni e compiti da parte della regione, la quale,

previa intesa con gli enti locali, può procedere altresì alla revisione delle circoscrizioni

territoriali dei comuni interessati.

478)A cosa sono parificate le città metropolitane?

La legge parifica la città metropolitana alla provincia “la città metropolitana, acquisisce le

funzioni della provincia”. L’art. 23 precisa che possono costituirsi in città metropolitane i

comuni “uniti da contiguità territoriale e da rapporti di stretta integrazione in ordine all’attività

economica, ai servizi essenziali, ai caratteri ambientali, alle relazioni sociali e culturali”.

479)Cosa è la comunità montana?

Un ente locale ad appartenenza obbligatoria costituito con provvedimento del presidente

della giunta regionale “tra comuni montani e parzialmente montani anche appartenenti a

province diverse per la valorizzazione delle zone montane per l’esercizio di funzioni proprie, di

funzioni conferite e per l’esercizio associato di funzioni comunali” (art. 27 T.U.).

480)Quali funzioni spettano alle comunità montane?

Le funzioni attribuite dalla legge e gli interventi per la montagna stabiliti dalla Unione europea

o dalle leggi statali e regionali, l’esercizio associato di funzioni proprie dei comuni o a questi

delegate dalla regione, l’esercizio di ogni altra funzione ad esse delegata dai comuni, dalla

provincia e dalla regione. Le comunità concorrono poi alla formazione del piano territoriale di

coordinamento. Altre funzioni sono state poi attribuite dal D.Lgs 112/1998).

481)Che tipo di autonomia hanno le comunità montane?

Hanno autonomia statutaria nell’ambito delle leggi statali e regionali; un organo

rappresentativo e un organo esecutivo composti da sindaci, assessori o consiglieri dei comuni

partecipanti. I rappresentanti della comunità montana sono eletti dai consigli dei comuni

partecipanti con il sistema del voto limitato.

482)A cosa si applicano le comunità montane?

Le norme sulle comunità montane si estendono alle comunità isolane o di arcipelago (con

l’eccezione di Sicilia e Sardegna). Tali comunità sono infine titolari di potestà normative ai

sensi dell’art. 4 Legge 131/2003.

483)Quale è una delle funzioni essenziali dell’ordinamento giuridico?

Quella di risolvere conflitti di interessi intersoggettivi. Gli interessi sono aspirazioni dei

soggetti verso i beni ritenuti idonei a soddisfare bisogni.

484)Cosa si intende per “Situazione giuridica soggettiva?

“Situazione giuridica soggettiva” è la concreta situazione di cui è titolare un soggetto

dall’ordinamento con riferimento al bene che costituisce oggetto dell’interesse. Le situazioni

sono svariate: diritto soggettivo, interesse legittimo, potere, obbligo e dovere. Ogni soggetto

del diritto costituisce sul piano dell’ordinamento giuridico un centro di riferimento di una serie

di situazioni e rapporti giuridici.

485)Cosa si intende per qualità giuridica?

I “modi di essere giuridicamente definiti di una persona, di una cosa, di un rapporto giuridico,

di cui l’ordinamento giuridico faccia altrettanti presupposti per l’applicabilità di disposizioni

generali o particolari alla persona, alla cosa, al rapporto” si definiscono qualità giuridiche. Si

pensi alla qualità di coniugato con prole, presupposto per l’applicazione della disciplina in

tema di assegni di famiglia.

486)Cosa si intende per situazioni giuridiche?

Le situazioni giuridiche sono i concreti modi di essere giuridici di un soggetto in ordine a

interessi protetti dall’ordinamento. La totalità delle stesse e i rapporti imputabili ai soggetti ne

definiscono la soggettività e formano la sua sfera giuridica, la quale è riconducibile ad unità

proprio attraverso il riferimento al suo titolare.

487)Cosa si intende per status?

Gli status sono le qualità attinenti alla persona che globalmente derivano dalla sua

appartenenza necessaria o volontaria ad un gruppo e rappresentano il presupposto per

l’applicazione al soggetto di una serie di norme.

488)Cosa si intende per capacità giuridica?

La riferibilità effettiva di situazioni giuridiche ad un soggetto presuppone la idoneità di questo

ad esserne titolare. Tale idoneità è la capacità giuridica riconosciuta dall’ordinamento ai propri

soggetti; soltanto in presenza di essa vengono dunque conferite dall’ordinamento stesso le

situazioni giuridiche.

489)Quali poteri ha L’amministrazione ha una capacità giuridica in ordine ai poteri

di diritto comune?

L’amministrazione ha una capacità giuridica in ordine ai poteri di diritto comune meno estesa

di quella delle persone fisiche, non comprendendo ad esempio la idoneità ad essere titolari di

situazioni strettamente collegate alla natura propria dell’individuo. Inoltre, numerose

disposizioni di legge escludono la possibilità per alcuni enti di compiere talune attività di

diritto comune, ovvero di contrattare con soggetti diversi da quelli espressamente indicati

dalla legge.

490)Che capacità ha l’ente pubblico?

L’ente pubblico ha la capacità giuridica e quindi può impiegare gli strumenti del diritto privato

salva diversa disposizione di legge.

491)Cosa si intende per capacità d’agire?

Consiste nella idoneità a gestire le vicende delle situazioni giuridiche di cui il soggetto è

titolare e che si acquista con il compimento del diciottesimo anno di età, salvo che la legge

non stabilisca un’età diversa.

492)A chi può essere riferita la capacità d’agire?

Si discute se la capacità d’agire possa essere riferita direttamente all’ente, ovvero sia

esclusiva della persona fisica preposta all’organo che fa agire l’ente.

493)Qual è la differenza tra capacità giuridica e capacità d’agire?

Capacità giuridica e capacità d’agire non sorgono contemporaneamente in quanto, per le

persone fisiche, la capacità di d’agire si acquista con il raggiungimento della maggiore età, e,

comunque, possono non sussistere contestualmente in capo allo stesso soggetto. La capacità

di agire è di norma strettamente connessa con la capacità giuridica, nel senso che si dispone

della seconda in quanto si abbia l’idoneità a gestire le vicende delle situazioni giuridiche,

escludendosi la possibilità che le situazioni siano esercitate da soggetti diversi dai titolari (un

esempio è quello del diritto di elettorato attivo, che spetta solo ai maggiorenni che possono

esercitarlo).

494)Qual è la differenza tra capacità di agire e legittimazione ad agire?

La capacità di agire, differisce poi dalla legittimazione ad agire, la quale si riferisce invece a

situazioni specifiche e concrete (attive o passive), effettivamente sussistenti, ed ai singoli

rapporti: ad esempio, il soggetto ha la capacità di agire in relazione al potere di intervento nei

procedimenti amministrativi ai sensi della legge 241/90, ma ha la legittimazione ad agire

soltanto se in concreto sia pendente un procedimento che coinvolga i suoi interessi.

495)Cosa si intende per potere?

Il potere, potenzialità astratta di tenere un certo comportamento ed espressione della

capacità del soggetto, è perciò da esso inseparabile: da qui l’impossibilità di un trasferimento

del potere da un titolare ad un altro. In quanto preesistente rispetto all’esercizio, il potere è

collocato al di fuori dell’orbita di un rapporto concreto e consente di produrre modificazioni

(vicende giuridiche) delle situazioni racchiuse in quel rapporto. Tra i poteri rientrano, ad

esempio, il potere di disposizione di un bene e quello di agire in giudizio.

496)Cosa sono i provvedimenti?

Il comportamento produttivo di effetti giuridici si concretizza mediante atti giuridici, i più

importanti dei quali sono i provvedimenti, che rappresentano i caratteri di tipicità dei relativi

poteri.

497)Che poteri hanno particolare rilevanza?

Nel diritto amministrativo una particolare rilevanza hanno i poteri che il soggetto pubblico è in

grado di esercitare prescindendo dalla volontà del privato e, dunque, producendo

unilateralmente una vicenda giuridica relativa alla sfera giuridica dello stesso.

498)Cosa sono le vicende giuridiche?

Le vicende giuridiche sono normalmente rappresentate dalla costituzione, estinzione o

modificazione di situazioni giuridiche. Quando la legge attribuisce al titolare la possibilità di

realizzare il proprio interesse indipendentemente dalla soddisfazione dell’interesse pubblico

curato dall’amministrazione si profila la situazione giuridica di vantaggio costituita dal diritto

soggettivo.

499)Come è tutelato il diritto soggettivo?

Il diritto soggettivo è tutelato in via assoluta, in quanto è garantita al suo titolare la

soddisfazione piena e non mediata dell’interesse, “bene della vita” finale, protetto dalla

norma.

500)Come può essere definito un diritto soggettivo?

Il diritto soggettivo può essere definito come la situazione giuridica di immunità dal potere;

essa spetta al soggetto cui sia accordata dall’ordinamento protezione piena ed incondizionata

di interessi da parte di una norma dell’ordinamento stesso. L’interesse risulta così sottratto

alla disponibilità di qualunque soggetto diverso dal titolare, nel senso che la sua soddisfazione

non dipende dell’esercizio di un potere altrui.

501)Come sono i termini potere e diritto?

Potere e diritto sono termini inconciliabili: ove sussista potere non esiste diritto soggettivo e

ove il privato sia titolare di un diritto non può affermarsi l’esistenza di un potere

amministrativo.

502)Cosa si intende per interessi prevalenti?

Gli interessi considerati prevalenti si qualificano pubblici perché affidati dalla legge alla cura di

soggetti pubblici e costituiscono la ragione dell’attribuzione del potere. Poiché l’esercizio del

potere amministrativo comporta una incisione della sfera dei privati, esso deve essere tipico e

cioè predeterminato dalla legge in ossequio al principio di legalità che esprime la garanzia

delle situazioni dei privati stessi. La legge, fonte dell’ordinamento generale, deve individuare

tutti gli elementi del potere (in particolare il soggetto al quale esso è attribuito, l’oggetto, il

contenuto, la forma con cui dovrà essere esercitato e l’interesse da perseguire). Le norme

che, attribuendo poteri, riconoscono interessi pubblici “vincenti” su quelli privati, sono norme

di relazione, caratterizzate cioè dal fatto di risolvere conflitti intersoggettivi di interessi.

503)Cosa si intende per dovere?

Il dovere è un vincolo giuridico a tenere un dato comportamento positivo (fare) o negativo

(non fare): si noti che anche l’amministrazione è soggetta ai doveri propri di tutti i soggetti

dell’ordinamento. In particolare essa deve osservare il dovere di buona fede e correttezza,

nonché quello di rispettare i diritti altrui.

504)Cosa è l’obbligo?

La necessità di tenere un comportamento correlata al diritto altrui si versa nella situazione di

obbligo, che è appunto il vincolo del comportamento del soggetto in vista di uno specifico

interesse di chi è il titolare della situazione di vantaggio (si pensi al diritto di credito, connesso

all’obbligazione del debitore).

505)L’amministrazione può essere soggetta ad obblighi?

Si ad esempio nel caso di un rapporto contrattuale, o in caso di commissione di illecito, o in

forza di una legge o di un atto amministrativo.

506)Cosa è L’interesse ?

L’ordinamento generale riconosce prevalenza agli interessi che possono entrare in conflitto

tra di loro attribuendo di volta in volta diritti (se prevale l’interesse del soggetto privato),


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giangiko

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Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (GROSSETO - SIENA)
SSD:
Università: Siena - Unisi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giangiko di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Siena - Unisi o del prof Scienze giuridiche Prof.

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