Paniere quiz
Prof. Comi - Servizi giuridici per l'impresa
ECAMPUS
Giugno 2022
Esame: Cybercrime (crimini informatici)
Lezione 002
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Gli strumenti elementari mediante i quali i sistemi informatici elaborano le informazioni sono le cosiddette porte logiche che, sulla base dei valori in ingresso, forniscono un determinato valore in uscita. Esistono diverse tipologie di Porta Logica, ognuna in grado di eseguire una specifica operazione logica. Di fondamentale importanza nell'ambito della crittografia è l'operazione eseguita dalla Porta Logica XOR, in cosa consiste?
- Se i valori in ingresso sono 0 e 0, la Porta Logica XOR restituisce valore 0 in uscita.
- Se i valori in ingresso sono diversi (0 e 1 oppure 1 e 0), la Porta Logica XOR restituisce valore 1 in uscita.
- Se i valori in ingresso sono 1 e 1, la Porta Logica XOR restituisce valore 1 in uscita.
- Se i valori in ingresso sono uguali (0 e 0 oppure 1 e 1), la Porta Logica XOR restituisce valore 0 in uscita.
- Se i valori in ingresso sono diversi (0 e 1 oppure 1 e 0), la Porta Logica XOR restituisce valore 1 in uscita.
- Se i valori in ingresso sono uguali (0 e 0 oppure 1 e 1), la Porta Logica XOR restituisce valore 1 in uscita.
- Se i valori in ingresso sono diversi (0 e 1 oppure 1 e 0), la Porta Logica XOR restituisce valore 0 in uscita.
- Se i valori in ingresso sono 0 e 0, la Porta Logica XOR restituisce valore 0 in uscita.
- Se i valori in ingresso sono diversi (0 e 1 oppure 1 e 0), la Porta Logica XOR restituisce valore 0 in uscita.
- Se i valori in ingresso sono 1 e 1, la Porta Logica XOR restituisce valore 1 in uscita.
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Internet è una rete informatica a commutazione di pacchetto, nella quale cioè i dati da trasmettere vengono suddivisi in tanti "pacchetti" inviati singolarmente dal computer sorgente a quello di destinazione. Qual è il dispositivo che si occupa di instradare i vari pacchetti all'interno della Rete affinché raggiungano la destinazione corretta?
- Il Client
- Il Modem
- Il Server
- Il Router
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Per fare in modo che un dispositivo informatico esegua in automatico le operazioni logiche necessarie a risolvere uno specifico problema, è necessario definire la sequenza di azioni elementari che occorre compiere sui dati in ingresso per ottenere la soluzione del problema. In questo contesto, che differenza c'è tra algoritmi e programmi?
- Gli algoritmi descrivono i problemi da risolvere, i programmi sono invece le azioni elementari da eseguire in un ordine ben preciso per risolvere gli algoritmi.
- Tra algoritmi e programmi non c'è alcuna differenza, entrambi indicano la sequenza di azioni da eseguire per ottenere un risultato. Sia nell'algoritmo che nel programma tali azioni sono scritte con lo stesso linguaggio formale, si tratta cioè di due modi alternativi per indicare la stessa cosa.
- L'algoritmo è la sequenza di azioni elementari da eseguire in un ordine ben preciso sui dati in ingresso per risolvere un problema, ed ottenere come risultato una serie di dati in uscita. Il programma è la traduzione dell'algoritmo in un linguaggio comprensibile per il dispositivo informatico che deve eseguire le azioni.
- Gli algoritmi sono le azioni elementari da eseguire sui dati in ingresso, elencate in maniera disordinata; i programmi rappresentano la sequenza di algoritmi ordinati in un modo ben preciso affinché risolvano il problema. Possiamo pensare agli algoritmi come ai tasselli elementari necessari a comporre un puzzle, disposti in ordine sparso, ed ai programmi come alle istruzioni per ordinare i tasselli a formare il puzzle definitivo.
Lezione 003
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I diversi attacchi volti a compromettere la sicurezza di un Sistema informatico possono essere classificati sulla base di quale proprietà del Sistema mirano a violare. Quale obiettivo ha il sabotaggio?
- Il sabotaggio mira a degradare o interrompere del tutto la disponibilità del Sistema informatico, in modo che esso non possa offrire un regolare funzionamento agli utenti autorizzati ad accedervi.
- Il sabotaggio mira a compromettere la riservatezza dei dati contenuti nel Sistema informatico, rendendoli accessibili a soggetti non autorizzati.
- Il sabotaggio mira a compromettere l'autenticità dei dati contenuti nel Sistema informatico, falsificando la reale identità di chi li ha originati.
- Il sabotaggio mira a compromettere l'integrità del Sistema informatico, mediante l'alterazione dei dati in esso contenuti.
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La sicurezza informatica è una specifica branca dell’informatica dedicata a proteggere i sistemi informatici e telematici. Quali aspetti del sistema informatico/telematico vanno protetti e salvaguardati al fine di garantire la sua sicurezza?
- Disponibilità
- Riservatezza
- Integrità
- Autenticità
- Non ripudiabilità
- Scalabilità
- Longevitá
Lezione 004
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Supponiamo di essere i responsabili della sicurezza del Sistema informatico che controlla e monitora il corretto funzionamento di una Centrale Nucleare. Nell'ambito della valutazione dei rischi informatici cui è soggetto tale sistema nei confronti delle diverse minacce, come dobbiamo porci di fronte alla valutazione del rischio informatico rappresentato da un eventuale terremoto?
- Il rischio informatico cui è esposto il Sistema nei confronti di un eventuale terremoto è tanto più alto quanto più la zona in cui è ubicata la Centrale Nucleare è soggetta a fenomeni sismici; in assenza di opportune contromisure il rischio è altissimo se si tratta di una zona sismica, risulta invece basso se la zona non è soggetta a fenomeni sismici. In ogni caso è possibile ridurre il rischio mediante l'adozione di specifiche contromisure tecniche e procedurali che garantiscano la sicurezza della Centrale anche in caso di terremoto.
- Il rischio informatico cui è esposto il Sistema che controlla una Centrale Nucleare nei confronti di un terremoto va considerato molto alto a prescindere da ogni altro fattore, in quanto un eventuale terremoto comprometterebbe la sicurezza della Centrale provocando danni enormi sia a livello economico che in termini di problemi per la salute pubblica.
- Il rischio informatico cui è esposto il Sistema nei confronti di un eventuale terremoto dipende dal fatto che la Centrale Nucleare si trovi o meno in una zona sismica. Il livello di rischio non può essere in alcun modo ridotto mediante l'adozione di specifiche contromisure di sicurezza in quanto la quantificazione del rischio prescinde dal grado di sicurezza garantito nei confronti della minaccia; adottare sistemi di sicurezza affidabili riduce i danni potenziali provocati dal terremoto ma non il rischio che il terremoto si verifichi.
- Se la minaccia è costituita da un terremoto è improprio parlare di rischio informatico; il rischio informatico è infatti associato esclusivamente a minacce di tipo informatico (ad esempio l'alterazione accidentale o volontaria di uno o più file memorizzati nel dispositivo).
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Una minaccia informatica, sia essa una azione volontaria (attacco) o un evento accidentale, può essere più o meno grave; da che cosa dipende la gravità della minaccia informatica?
- La gravità di una minaccia informatica, accidentale o volontaria, dipende da quanto risulta difficile difendersi da essa. La gravità di una minaccia aumenta all'aumentare della complessità delle misure di sicurezza da predisporre per proteggere il Sistema.
- La gravità di una minaccia informatica, accidentale o volontaria, dipende dalla probabilità con cui si verifica. Tanto maggiore è la probabilità che la minaccia si verifichi, tanto più la minaccia deve essere considerata grave.
- La gravità di una minaccia informatica, accidentale o volontaria, dipende dal valore del bene informatico che viene violato. Più è alto il valore del bene minacciato, maggiore è la gravità della minaccia.
- La gravità di una minaccia informatica, accidentale o volontaria, dipende dalla frequenza con cui si presenta e quindi dal numero di volte in cui genererebbe danni al Sistema se non venissero prese le dovute precauzioni. Maggiore è la frequenza dei casi in cui la minaccia si presenta, tanto più essa deve essere considerata grave.
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I beni informatici sono le entità, materiali o immateriali, contenute in un Sistema informatico, che hanno un valore e vanno quindi protette dalle possibili minacce. Cosa si intende per beni informatici primari e secondari?
- I beni informatici primari sono quelli che hanno un valore superiore a una certa soglia stabilita, e che quindi vanno protetti con maggiore attenzione dalle possibili minacce. I beni informatici secondari hanno invece un valore più basso e pertanto la loro protezione non è prioritaria.
- I beni informatici primari sono quelli che vengono protetti prima che una minaccia informatica riesca a violare il Sistema sfruttando una specifica vulnerabilità. Dopo aver subito l'attacco informatico, per limitare i danni, occorre cercare di proteggere i beni informatici secondari, cioè quelli che l'attacco non è ancora riuscito a compromettere.
- I beni informatici primari sono i beni materiali (ad esempio risorse hardware) o immateriali (ad esempio documenti digitali riservati) che di per sé hanno un valore. I beni informatici secondari sono invece quelli che di per sé non hanno valore, ma permettono all'attaccante che ne entra in possesso di accedere ai beni primari (ad esempio i codici dispositivi per mezzo dei quali è possibile confermare le operazioni bancarie sulle piattaforme di Home Banking).
- I beni informatici secondari sono più facilmente accessibili per i cyber-criminali, in quanto residenti all'interno dei dispositivi aziendali "di confine", quelli cioè che nell'ambito della Rete privata aziendale risultano posizionati in prossimità della Rete pubblica esterna, e sono quindi protetti da un numero inferiore di barriere di sicurezza. Di contro, i beni informatici primari sono quelli memorizzati nei dispositivi posti all'interno delle aree maggiormente protette delle Reti private aziendali.
Lezione 005
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Nell'ambito della sicurezza dei dati digitali, e con particolare riferimento alla protezione della loro integrità, a cosa serve il cosiddetto Checksum?
- Il Checksum viene utilizzato per verificare che un determinato file non abbia subito modifiche, ad esempio nel corso della trasmissione da un dispositivo informatico all'altro.
- Il Checksum serve ad accorpare tra loro più file che devono essere inviati, in modo che un eventuale attaccante che dovesse riuscire ad intercettarli durante la trasmissione dei dati, non abbia la possibilità di ricostruire i file originali.
- Il Checksum serve a verificare la lunghezza di un file per avere la certezza che, ad esempio nel corso della trasmissione da un dispositivo informatico all'altro, non siano state tagliate parti di file o che non vengano aggiunte sequenze fasulle di bit al file originale.
- Il Checksum viene utilizzato per "mescolare" i bit di cui è costituito un file, facendo quindi in modo che l'ordine dei bit sia diverso ma la loro somma resti la stessa. In questo modo un eventuale attaccante che dovesse impossessarsi dei bit "mescolati" non potrebbe risalire alla sequenza originale e quindi al file di partenza.
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Le funzioni crittografiche di Hash, applicate al file di cui si vuole garantire l'integrità, forniscono come risultato una sorta di "impronta digitale" di tale file. L'impronta digitale del file, chiamata anche message digest, viene ottenuta trasformando la sequenza di bit originali di cui è costituito il file in un'altra sequenza di bit apparentemente casuale, che costituisce l'impronta digitale del file. Quale proprietà caratterizza la lunghezza delle impronte digitali generate dalle funzioni crittografiche di Hash?
- Applicando una determinata funzione crittografica di Hash a file costituiti da sequenze di bit di lunghezza arbitraria, la funzione genera impronte digitali di lunghezza fissa; in altre parole la funzione crittografica di Hash trasforma sequenze di bit di qualunque lunghezza in una sequenza di bit di lunghezza fissa. Tutti i file a cui viene applicata una certa funzione crittografica di Hash forniscono impronte digitali diverse loro ma della stessa lunghezza.
- La lunghezza dell'impronta digitale generata dalla funzione crittografica di Hash è uguale alla lunghezza del file di partenza; l'unica differenza è che l'ordinamento dei bit di partenza viene modificato in maniera apparentemente casuale per rendere la sequenza finale (l'impronta digitale) incomprensibile ad un eventuale attaccante che dovesse entrarne in possesso.
- La lunghezza dell'impronta digitale generata dalla funzione crittografica di Hash è un multiplo della lunghezza del file di partenza; per tale motivo tutti i file che hanno la stessa lunghezza generano impronte digitali diverse tra loro ma della stessa lunghezza.
- La lunghezza dell'impronta digitale generata dalla funzione crittografica di Hash è casuale e sempre diversa, in modo tale da non avere nessuna relazione con la lunghezza del file di partenza e non dare quindi nessuna informazione utile ad un eventuale attaccante che dovesse riuscire ad impossessarsi dell'impronta digitale prodotta.
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Le funzioni crittografiche di Hash sono uno degli strumenti maggiormente utilizzati per garantire l'integrità dei dati digitali, proteggendoli così sia dalle modifiche accidentali che, soprattutto, dagli attacchi volontari che mirano ad alterarli. Tali funzioni matematiche vengono comunemente chiamate "one way" Hash, definizione che deriva da una particolare proprietà che le caratterizza e che risulta di fondamentale importanza in ambito crittografico, quale?
- Il termine "one way" Hash deriva dal fatto che le funzioni di Hash possono essere applicate in un solo modo, cioè solo su una determinata tipologia di dati digitali. In altre parole esistono particolari tipologie di file, ad esempio le immagini, sulle quali non è possibile applicare le funzioni di Hash; sui file di testo invece vengono usate senza problemi.
- Il termine one way Hash deriva dal fatto che le funzioni di Hash sono unidirezionali, risultano cioè molto difficili da invertire. In altre parole, è molto complicato ricostruire il file originale partendo dal risultato ottenuto applicando la funzione di Hash a quel file.
- Il termine "one way" Hash deriva dal fatto che le funzioni di Hash possono essere applicate una sola volta, non c'è modo di usare la stessa funzione di Hash più volte su uno stesso file di origine. La protezione garantita dalle funzioni di Hash contro gli attacchi che mirano ad alterare i file deriva proprio dal fatto che l'attaccante non ha la possibilità di applicare una seconda volta la funzione di Hash su un file sul quale è già stata applicata, e non può quindi risalire al file originale.
- Il termine "one way" Hash deriva dal fatto che ad ogni file può essere applicata una sola funzione di Hash; non avrebbe senso applicare ad uno stesso file più funzioni di Hash diverse in quanto genererebbero risultati diversi che quindi non sarebbe possibile confrontare.
Lezione 006
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Nell'ambito delle funzioni crittografiche di Hash che differenza c'è tra le funzioni MDC (Modification Detection Code) e le funzioni MAC (Message Authentication Code)?
- Le funzioni MDC e MAC fanno entrambe parte dello stesso processo di protezione dell'integrità di un file che deve essere inviato da un mittente ad un destinatario, e permettono di verificare che il file non subisca alterazioni nel corso della trasmissione. La differenza sta nel fatto che la funzione MDC viene applicata dal mittente sul file originale per generare l'impronta digitale, e la funzione MAC viene applicata dal destinatario sull'impronta digitale per ricostruire il file originale.
- MDC e MAC sono due diverse tipologie di funzioni crittografiche di Hash che applicano ai file le stesse logiche producendo però impronte digitali di lunghezza diversa. La funzione MDC genera impronte digitali di 256 bit, la MAC le genera invece di 512 bit, e per questo è più sicura in quanto meno vulnerabile alle collisioni. Come tutte le funzioni di Hash, sia MDC che MAC sono in grado di garantire esclusivamente l'integrità dei file, non la loro autenticità (compito invece della Firma Digitale).
- La MDC è una delle funzioni di Hash e viene utilizzata per garantire l'integrità dei file tramite generazione di impronta digitale. La MAC non fa parte delle funzioni di Hash, si tratta invece di una particolare tecnica per autenticare i file e renderli non ripudiabili dai soggetti che li hanno inviati; la funzione MAC non è in grado di garantire l'integrità dei file.
- Le MDC sono funzioni di Hash senza chiave, possono quindi garantire solo l'integrità dei file. Le MAC sono invece funzioni di Hash con chiave e, oltre all'integrità, sono in grado di garantire anche l'autenticità dei file.
Lezione 007
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Nell'ambito della sicurezza informatica, la crittografia simmetrica e le funzioni di Hash con chiave sono in grado di garantire integrità ed autenticità dei file. La Firma Digitale è stata introdotta per garantire che il file, oltre ad essere integro ed autentico, possegga un'altra fondamentale caratteristica, necessaria per poter equiparare la Firma Digitale ad una firma autografa, quale?
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