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diminuire.

33)Dare la definizione di rischio d’impresa.

­Il rischio d’impresa, pur essendo unitario, è il risultato di una molteplicità di fattori, che costituiscono a loro volta diverse tipologie di

rischio e influiscono sull’andamento della gestione dell’impresa medesima.Per esempio: rischio competitivo e settoriale, rischio

normativo, rischio politico, rischio naturale, , rischio della fluttuazione del prezzo delle materie prime, rischio della fluttuazione dei

tassi di interesse, rischio di cambio.

34)Cosa si intende per rischio specifico e per rischio sistematico.

­Per rischio sistematico (o non diversificabile o rischio di mercato) si intendono quei fattori di rischio che influiscono su moltissime o,

al limite, su tutte le imprese. Ad esempio il rischio di interesse. Il rischio sistematico tende a influenzare tutte le imprese e quindi tutti

gli strumenti finanziari. Infine, vi sono fattori di rischio che influiscono su pochissime o al limite su un’impresa soltanto, in questo caso

si parla di rischio specifico (es. rischio su specifici progetti industriali): il rischio specifico influenza gli strumenti finanziari emessi

esclusivamente dall’impresa interessata da quel rischio.

35)Cosa si intende per rischio operativo e rischio finanziario di un’impresa.

­Rischio operativo dipende dall’attività dell’impresa; Rischio finanziario da come si è finanziata.

36)Calcolare il prezzo teorico di un’azione sulla base dei seguenti dati: dividendo atteso 100, tasso di crescita atteso nel lungo

periodo 3%, tasso di rendimento atteso 10%.

100

P= =1428,57

0.10−0.3

37)Attribuire un valore teorico ad un’obbligazione che scade dopo tre anni, paga un tasso d’interesse annuale posticipato del 6% (1

sola cedola annuale), valore nominale e di rimborso pari a 1000, tasso di rendimento atteso per investimenti pari rischio 7%.

60 60 1060

P= + + =973,75

2 3

(1.07) (1.07) (1.07) SECONDA PARTE

1 Quali documenti compongono il bilancio d’esercizio?

­ Il bilancio d’esercizio è composto dallo Stato Patrimoniale, che descrive la situazione patrimoniale e finanziaria dell’impresa in un

determinato periodo (fornisce informazioni su grandezze stock), dal Conto Economico, che descrive la “performance” economica di

un’impresa in un determinato periodo (fornisce informazioni su grandezze flusso), dal Rendiconto Finanziario, dal Prospetto delle

variazioni di patrimonio netto e dalla Nota integrativa.

2 Quali informazioni fornisce lo Stato Patrimoniale?

­Lo Stato Patrimoniale fornisce informazioni sulla situazione patrimoniale e finanziaria dell’impresa in un determinato momento. Lo

stato patrimoniale è suddiviso in due sezioni: le attività (o investimenti o impieghi) sono riportati nella sezione ATTIVO; i debiti e il

capitale netto, cioè le fonti di finanziamento, nella sezione PASSIVO. L’intestazione dello stato patrimoniale fornisce due informazioni

essenziali: il nome dell’impresa al quale lo stato patrimoniale si riferisce e la data alla quale esso fa riferimento.

3 Quali informazioni fornisce il Conto Economico?

­ Il Conto Economico fornisce informazioni sulla “performance” economica di un’impresa in un determinato periodo. È il documento

che, attraverso la contrapposizione ai ricavi dei costi di competenza, evidenzia il risultato economico (utile o perdita) realizzato

dall’impresa in un determinato periodo di tempo. Il conto economico offre informazioni sulla nuova ricchezza prodotta/distrutta

dall’impresa. Esso offre quindi informazioni sulle variazioni del patrimonio netto dell’impresa (per cause differenti dagli

apporti/restituzione di capitale sociale o dal pagamento dei dividenti).

4 Quali informazioni fornisce il Rendiconto finanziario?

­ Il Rendiconto Finanziario fornisce informazioni sulle operazioni che hanno generato liquidità e come questa è stata impiegata. È

suddiviso in tre sezioni principali: transazioni operative, transazioni di investimento e transazioni finanziarie. Questo documento

spiega i cambiamenti della cassa (ed equivalenti) fra l’inizio e la fine di un periodo, deducendoli dai dati già presenti negli altri

documenti di bilancio.

5 Quali sono i principi contabili fondamentali su cui si fonda il bilancio?

­ Il principio del duplice aspetto: ogni transazione deve modificare almeno due voci dello stato patrimoniale, preservando così

l’equazione fondamentale: attività = passività + capitale netto.

­ Il principio di omogeneità: il bilancio riporta solo dati esprimibili in termini monetari. La moneta svolge la funzione di unità di conto e

permette di sommare e sottrarre in termini omogenei grandezze eterogenee, altrimenti non assoggettabili al calcolo aritmetico.

­ Il principio di entità giuridica: si applica a qualsiasi impresa indipendentemente dalla forma giuridica, società per azioni, società di

persone e impresa individuale. La contabilità e il bilancio si riferiscono all’impresa e non ai suoi proprietari (quindi anche nel caso di

impresa individuale, prelevando denaro dalla cassa, è necessario segnalarlo).

­ Il principio della prospettiva di funzionamento: nella redazione del bilancio d’esercizio si assume che l’impresa sia

un’organizzazione destinata a durare nel tempo. Se non vi sono prospettive future di continuità di funzionamento, si redige un altro

bilancio, il bilancio di liquidazione.

6 Quali requisiti deve soddisfare una risorsa per essere considerata un’attività?

­ Le attività sono risorse di valore possedute dall’impresa. I 3 requisiti sono: deve essere sotto il controllo dell’impresa (ovvero,

generalmente, di proprietà dell’impresa o in leasing); deve avere valore per l’impresa (ovvero deve poter generare benefici economici

futuri); deve poter essere quantificabile in modo attendibile (es. reputazione, posizione concorrenziale, ottima posizione geografica

non lo sono).

7 Cos’è una passività?

­ Le passività sono obbligazioni monetarie nei confronti di terzi (debiti verso banche, debiti verso fornitori, debiti verso lavoratori,

prestiti obbligazionari). Per un principio di prudenza, sono considerate passività anche le obbligazioni monetarie la cui esistenza non

è certa ma probabile (fondi rischi o accantonamenti).

8 Cos’è il patrimonio netto?

­ Il patrimonio netto è il capitale acquisito a pieno rischio nel corso del tempo ed è costituito da: capitale versato (capitale sociale +

riserva da sovrapprezzo delle azioni) dai soci; riserve di utili realizzate nel corso degli anni e non distribuite; l’utile realizzato

nell’esercizio. Il patrimonio netto è uguale alla differenza fra Attività e passività. Patrimonio netto = Attività – Passività, il che mette in

luce come il patrimonio netto costituisca per i soci un diritto residuale.

9 Quali sono le cause di incremento e di riduzione del patrimonio netto di un’impresa?

­ Le cause di incremento possono essere: versamento di capitale da parte dei soci; produzione di utili (ricavi > costi del periodo) nel

corso dell’esercizio. Le cause di riduzione del patrimonio netto possono essere: restituzione del capitale versato ai soci; distribuzione

delle riserve di utili (pagamento dei dividendi); produzione di perdite nel corso dell’esercizio (ricavi < costi del periodo).

10 Qual è il criterio base di misurazione delle attività secondo il Codice Civile?

­ Il criterio base è il criterio del costo storico rettificato. Le attività rimangono iscritte al costo d’acquisto, eventualmente rettificato in

diminuzione nel caso di perdita di valore (costo storico rettificato). Le attività non possono essere rivalutate se non in caso di

specifiche disposizioni di legge.

11 Qual è il criterio base di misurazione delle attività secondo gli IAS/IFRS?

­ Il criterio base è il criterio del fair value. Le attività devono essere iscritte in bilancio nel corso del tempo al valore a cui possono

essere cedute (fair value): quindi l’attività deve essere svalutata rispetto al prezzo d’acquisto se perde valore, ma anche rivalutata

oltre il suo costo storico se acquisisce valore.

12 Cos’è il fair value?

­ Il fair value è il valore stimato a cui un bene può essere scambiato.

13 Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del criterio del costo storico rettificato?

­ Vantaggi: non registra apprezzamenti soggettivi ed è di semplice applicazione (attribuire un valore di mercato a determinate attività

talvolta risulta molto difficile e poco affidabile); non essendo possibili rivalutazioni all’attivo fornisce una rappresentazione prudenziale

della situazione patrimoniale.

­ Svantaggi: i valori di bilancio possono risultare molto lontani da quelli correnti o di mercato quindi le informazioni di bilancio

risultano essere meno rappresentative di quella che potrebbe essere la realtà effettiva.

14 Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del criterio del fair value?

­ Vantaggi: il bene è iscritto in bilancio a un valore pari alla liquidità che può generare; la valutazione della solvibilità d’impresa è

facilitata; le informazioni sono una buona approssimazione della realtà effettiva.

­ Svantaggi: maggiore soggettività nei dati di bilancio legata alla stima del valore effettivo dei beni; maggior volatilità degli elementi

patrimoniali.

15 Quali imprese sono obbligate a redigere il bilancio secondo gli IAS/IFRS?

­ Imprese quotate e banche (anche non quotate).

16 Quali sono gli schemi­base di Stato Patrimoniale negli IAS/IFRS e nel Codice Civile?

­ Gli IAS/IFRS si limitano a definire il contenuto minimo di Stato Patrimoniale, definendo come regola generale la suddivisione fra

attività e passività correnti e non correnti (ovvero distinguendo secondo il grado di liquidità).

­ Il Codice Civile definisce rigidamente la struttura dello Stato Patrimoniale distinguendo le attività in: Immobilizzazioni –materiali,

immateriali e finanziarie– e Attivo circolante (classificando le voci non in base al grado di liquidità ma in base al ruolo/destinazione

attribuito all’impiego). Le passività: Patrimonio netto, Fondi per rischi e oneri, TFR, Debiti (classificando le voci a seconda della causa

generante).

17 Quali sono le indicazioni degli IAS/IFRS e del Codice Civile con riguardo al contenuto e alla struttura del Conto Economico?

­ Gli IAS/IFRS danno indicazioni flessibili, che lasciano a chi utilizza questo criterio di redazione del Conto Economico la libertà di

rispondere alle esigenze informative che intende soddisfare. Comunemente è presentato in forma scalare a partire dai Ricavi e con

la sottrazione dei differenti costi che mette in evidenza i vari risultati intermedi.

­Il Codice Civile definisce rigidamente le voci del Conto Economico che devono essere: Ricavi, a cui sottrarre i Costi operativi

(suddivisi per natura, es. materie prime, servizi, ammortamenti ecc.) per trovare il Utile Operativo. A ciò vengono sottratti i proventi e

gli oneri finanziari, successivamente i proventi e gli oneri straordinari e infine le imposte per giungere all’Utile d’esercizio.

18 Spiegare le modalità di contabilizzazione secondo il sistema della partita doppia.

­ Le transazioni vengono registrate sotto il duplice aspetto reale e finanziario o sotto entrambi gli aspetti finanziari. Il metodo della

partita doppia consiste appunto nel registrare ogni operazione per il medesimo importo in due o più conti che vengono fatti

funzionare in modo simultaneo e antitetico.

19 Cosa sono il libro mastro e il libro giornale?

­ Il libro mastro riporta le transazioni in ordine sistematico, ovvero in conti intestati a ciò che si misura (cassa, crediti commerciali

ecc.): è quindi l’insieme dei conti anche detti mastrini.

­ Il libro giornale riporta le transazioni in ordine cronologico con la data, con l’indicazione del conto da movimentare e il relativo

codice e le indicazioni degli importi da registrare in dare e in avere.

20 Illustrare il principio della competenza economica, applicandolo ai ricavi e ai costi.

­ Il principio della competenza economica afferma che “i ricavi e i costi d’esercizio sono riconosciuti e attribuiti a conto economico

nell’esercizio in cui ha avuto luogo l’evento o l’operazione che gli ha generati, non quando si concretizzano i relativi incassi o

esborsi”.

­ Applicato ai ricavi: i ricavi sono attribuiti all’esercizio in cui avviene il trasferimento dei rischi e dei benefici associati alla proprietà del

bene o servizio (principio di realizzazione dei ricavi).

­ Applicato ai costi d’esercizio: una risorsa è considerata un costo di competenza dell’esercizio e concorre, quindi, a determinare il

risultato economico del periodo quando è stata consumata o utilizzata per produrre i ricavi del periodo (principio di correlazione tra

costi e ricavi d’esercizio) [Non sempre però il costo d’esercizio è associato a ricavi, come nel caso di perdite inattese straordinarie].

21 Illustrare il principio della prudenza.

­ Per far fronte alle incertezze della vita d’impresa, i redattori di bilancio devono adottare un principio di cautela che faccia sì che i

ricavi e le attività non siano sovrastimate, i costi e le passività non siano sottostimate, in modo da garantire l’attendibilità di

informativa di bilancio. A questo proposito vengono usati Fondi come quello di Svalutazione dei crediti (per crediti ormai ritenuti

inesigibili) e il Fondo per rischi e oneri.

22 Dare la definizione di fondo rischi e fare alcuni esempi di costituzione e utilizzo.

­ Il fondo rischi è costituito da obbligazioni verso terzi per cui è probabile che si renda necessario un impiego di risorse per

adempiere all’obbligazione. Un esempio può essere determinato dall’accantonamento di fondi per la garanzia.

23 Illustrare i criteri di valutazione delle attività immobilizzate nel Codice Civile e negli IAS/IFRS.

­ Nel Codice civile sono registrate al costo storico, a cui viene sottratto il fondo ammortamenti e il fondo svalutazioni.

­ Secondo gli IAS/IFRS invece le immobilizzazioni materiali possono essere registrate al costo storico o al fair value, a cui viene

sottratto il fondo ammortamenti e il fondo svalutazioni. Negli IAS/IFRS, alcune immobilizzazioni immateriali non sono ammortizzate

perché sono considerate a vita utile indefinita (es. l’avviamento/goodwill) e sono quindi sottoposte solo al Fondo svalutazioni. Se

l’avviamento viene svalutato, non potrà più essere rivalutato.

24 Indicare il significato contabile, economico e finanziario dell’ammortamento.

­ Sotto il profilo contabile, l’ammortamento rappresenta il processo attraverso cui il valore di un’immobilizzazione a vita utile limitata

nel tempo viene ripartito e trasformato negli anni in un costo di competenza (ed essendo costo di competenza partecipa alla

determinazione dei risultati d’esercizio di anno in anno).

­ Sotto il profilo economico, l’ammortamento rappresenta la perdita di utilità (e quindi del valore) di un’immobilizzazione, dovuta al

deterioramento fisico o all’obsolescenza.

­ Sotto il profilo finanziario l’ammortamento rappresenta il ritorno in forma liquida dell’investimento.

25 Dire quali beni sono sottoposti ad ammortamento.

­ I beni sottoposti ad ammortamento sono le immobilizzazioni a vita utile pluriennale definita nel tempo. La vita utile può essere

determinata in base agli anni attesi di utilità del bene o in base alle quantità attese di beni prodotti.

26 Cos’è e come si determina l’avviamento iscrivibile a bilancio?

­ L’avviamento è un’immobilizzazione immateriale. L’avviamento trova origine quando un’impresa ne acquista un’altra pagando un

prezzo superiore al valore corrente del patrimonio netto acquisito. Avviamento = prezzo d’acquisizione – valore corrente del

patrimonio netto acquisito. Esso rappresenta il maggior prezzo pagato da un acquirente per la presenza di risorse, come l’immagine,

il portafoglio dei clienti, le aspettative di crescita del mercato che non sono iscrivibili separatamente nel bilancio.

27 Illustrare i metodi di determinazione delle quote di ammortamento.

­ A seconda delle modalità con cui si suppone che le immobilizzazioni perderanno valore, vi sono tre metodi per la determinazione

delle quote di ammortamento: l’ammortamento lineare, che assume che la perdita di valore del bene sia costante nel tempo;

l’ammortamento in base alle quantità prodotte, che stabilisce le quote d’ammortamento in base a quanto è stato utilizzata

l’immobilizzazione nel periodo; l’ammortamento accelerato, che prevede quote di ammortamento più alte nei primi esercizi dovute a

una maggior perdita di utilità a causa, generalmente, dell’obsolescenza.

28 Cos’è l’impairment test?

­ È la verifica per le eventuali perdite di valore di un’immobiliz. non previste dalle quote di ammortamento.

29 Dare la definizione di costo del venduto e spiegare come si determina con il metodo deduttivo.

­ Il costo del venduto è il costo di beni e servizi che hanno generato i ricavi del periodo. È la voce di costo più rilevante, può arrivare

intorno all’85%. Il costo del venduto può essere rintracciato con il metodo deduttivo come: somma di Rimanenze iniziali e acquisti,

meno le rimanenze finali RI+Acquisti­RF. O anche dalla differenza fra acquisti e variazione delle scorte: Acquisti ­ (RF – RI).

30 Spiegare i criteri di determinazione del costo delle rimanenze finali nel caso di beni fungibili.

­I criteri di determinazione del costo delle rimanenze finali sono il FIFO, il LIFO e il criterio del costo medio. Per quanto riguarda il

First­in­First­Out si considerano rimanenze finali le ultime acquistate, per quanto riguarda il Last­in­First­Out si considerano

rimanenze finali le prime acquistate (le più vecchie); se invece si usa il criterio del costo medio, viene effettuata la media ponderata

fra i costi delle varie rimanenze e si moltiplica per il numero di rimanenze finali.

31 Dire come vengono classificate le variazioni delle rimanenze, e con quale segno algebrico, nel conto economico civilistico e nel

conto economico a “ricavi e costo del venduto”.

­ Nel Conto Economico Civilistico, la variazione delle rimanenze dei prodotti finiti si somma ai ricavi per determinare il valore della

produzione, mentre la variazione delle rimanenze di materie prime si sottrae agli acquisti di materie prime e agli altri costi industriali

per determinare i costi di produzione (che saranno sottratti al valore della produzione); nel Conto Economico a “ricavi e costo del

venduto” invece sia la variazione delle materie prime, sia la variazione dei prodotti finiti devono essere sottratti agli acquisti di materie

prime e ai costi industriali per determinare il costo del venduto (che sarà sottratto ai ricavi).

32 Spiegare cosa sono i ratei e i risconti e presentare alcuni esempi.

­ I ratei attivi sono ricavi posticipati che saranno incassati nell’esercizio successivo, i ratei passivi sono costi posticipati che saranno


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e statistica per le organizzazioni
SSD:
Docente: Palea Vera
Università: Torino - Unito
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher massimodragotto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Bilancio e Analisi Finanziaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Palea Vera.

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