Attività motoria per le patologie oncologiche
Scienze dell'esercizio fisico per il benessere e la salute
Docente: Grazioli Elisa
Indice
Indice Lezioni ............................................................................................................................ p. 2
Lezione 001 ............................................................................................................................... p. 3
Paniere di attività motoria per le patologie oncologiche - 2/18
Set Domande: Attività motoria per le patologie oncologiche
Scienze dell'esercizio fisico per il benessere e la salute
Docente: Grazioli Elisa
Lezione 001
- L'attività motoria può essere un trattamento di supporto nei pazienti oncologici
- Sì, anche durante i trattamenti antitumorali
- No, mai
- Sì, solo se svolta in ospedale sotto il controllo del medico oncologo
- Sì, ma solo dopo la conclusione dei trattamenti antitumorali
- L'intensità dell'esercizio fisico nel paziente oncologico allenato deve essere:
- Non ci sono indicazioni precise nei pazienti oncologici
- Al di sotto del 30% della FC MAX teorica
- Tra il 75-85% della FC MAX teorica
- Tra il 50-60% della FC MAX teorica
- Quale di questa affermazione è vera
- La depressione sembra essere correlata con l'abbassamento delle difese immunitarie e dell'infiammazione
- La depressione sembra essere correlata con l'abbassamento delle difese immunitarie ed un aumento dell'infiammazione
- La depressione sembra essere correlata con l'aumento delle difese immunitarie e dell'infiammazione
- La depressione sembra essere correlata con l'aumento delle difese immunitarie ed un abbassamento dell'infiammazione
- La depressione in oncologia
- Può giocare un ruolo fondamentale solo sul decorso della patologia
- Può giocare un ruolo fondamentale solo sull'incidenza della patologia
- Non interviene né sull'incidenza che sul decorso della patologia
- Può giocare un ruolo fondamentale sia sull'incidenza che sul decorso della patologia
- L'attività fisica influenza il rischio di incidenza dei tumori ormono-dipendenti
- Sì perché diminuisce la produzione endogena di estrogeni e androgeni ed aumenta la quantità di globulina circolante legante gli ormoni sessuali
- No, mai
- Sì, perché aumenta la produzione endogena di estrogeni e androgeni
- Sì, perché diminuisce la produzione endogena di estrogeni e androgeni
- Per il tumore della mammella sono considerati fattori di rischio convincenti:
- Allattamento, per i tumori che insorgono sia prima che dopo la menopausa
- Sovrappeso in età pre-menopausale - attività fisica in post-menopausa
- Obesità, per i tumori che insorgono solo dopo la menopausa
- Nessuna delle precedenti
- L'attività fisica ad intensità moderata in pazienti operate di tumore al seno
- Riduce le recidive del 40-50%
- Non riduce le recidive
- Riduce le recidive dell'80 %
- Riduce le recidive del 20%
- Svolgere 45-60 minuti di attività moderata per 5 o più giorni alla settimana riduce
- Il rischio di tumore dell'ovaio e dell'utero
- Il rischio di tumore al seno e colon-retto
- Il rischio di tumore al polmone
- Nessun tipo di tumore
- Le attività abituali o ricreative possono avere un ruolo nella prevenzione del carcinoma
- Sì, se integrate con attività strutturate
- No, mai
- Sì, ma solo per il tumore al polmone
- Sì, per tutti i tipi di tumori
- Che cosa si intende per attività abituali o ricreative
- Nessuna delle precedenti
- Attività che fanno parte della propria routine quotidiana, svolte al lavoro e a casa, generalmente classificate come attività di intensità lieve-moderata
- Attività non strutturate svolte in palestra nel tempo libero
- Attività che fanno parte della propria routine quotidiana per spostarsi da un luogo ad un altro, generalmente classificate come attività di intensità elevata
- L'intensità dell'esercizio fisico nel paziente oncologico sedentario o scarsamente allenato deve essere:
- Non ci sono indicazioni precise nei pazienti oncologici
- Al di sotto del 30% della FC MAX teorica
- Tra il 30-45% della FC MAX teorica
- Tra il 50-60% della FC MAX teorica
- La frequenza ottimale delle sedute di allenamento nel paziente oncologico allenato è:
- Brevi sedute più di una volta al giorno o 3 volte a settimana
- Una volta a settimana per evitare il sovraffaticamento
- Dalle 4 volte a settimana fino ad un allenamento quotidiano
- Massimo due volte a settimana
- Rispetto al tumore del colon l'attività fisica rappresenta:
- Un fattore protettivo di limitata evidenza
- Un fattore protettivo convincente
- Non ci sono prove a sostegno per valutarlo
- Un fattore di rischio di limitata evidenza
- La frequenza ottimale delle sedute di allenamento nel paziente oncologico sedentario o scarsamente allenato è:
- Dalle 4 volte a settimana fino ad un allenamento quotidiano
- Una volta a settimana per evitare il sovraffaticamento
- Massimo due volte a settimana
- Brevi sedute più di una volta al giorno o 3 volte a settimana
- La somministrazione dell'attività fisica sia a livello preventivo che post-diagnosi deve tener conto:
- Dei bisogni della singola persona e delle limitazioni legate alla patologia
- Dei protocolli esistenti
- Delle indicazioni comuni a tutti i pazienti affetti dalla medesima patologia
- Del precedente tipo di attività svolta
- L'alimentazione corretta è un fattore protettivo per il cancro
- Sì è in grado di ridurre il rischio del 60%
- No, per nessun tipo di tumore
- Sì, è in grado di ridurre il rischio dell'80%
- Sì, è in grado di diminuire il rischio del 30%
- A che intensità deve essere svolta l'attività fisica nel tempo libero per avere un effetto preventivo nel cancro
- Tra i 2 e i 5 METs
- L'attività svolta nel tempo libero non ha un ruolo preventivo
- Tra gli 8 e i 10 METs
- Tra i 3 e i 6 METs
- Può l'attività fisica avere effetti positivi se praticata prima dei trattamenti antitumorali
- No, mai
- Sì, aiuta a modificare quei fattori di rischio nello stile di vita
- Sì, riduce il dolore
- Sì, potenzia la risposta alla terapia
- L'attività fisica dopo i trattamenti tumorali, nella fase riabilitativa
- Riduce gli effetti a lungo termine della terapia
- Riduce il rischio di incidenza del tumore
- Potenzia la risposta alla terapia
- Riduce la fatigue
- L'attività fisica durante i trattamenti tumorali
- Riduce gli effetti a lungo termine della terapia
- Riduce la fatigue
- Potenzia la risposta alla terapia
- Riduce il rischio di incidenza del tumore
- L'attività fisica è un fattore preventivo
- Convincente, solo per il tumore al colon-retto
- Convincente per la maggior parte dei tumori
- Convincente, solo per il tumore al seno
- Non convincente
- Quali di questi è considerato un fattore di rischio per il tumore
- Attività fisica
- Consumo di pesce
- Consumo di bevande zuccherate
- Consumo di carboidrati
- Rispetto al tumore del polmone l'attività fisica rappresenta:
- Un fattore protettivo di limitata evidenza
- Un fattore di rischio di limitata evidenza
- Nessuna delle precedenti
- Un fattore protettivo convincente
- Quale parametro può essere considerato un fattore predittivo per i rischi peri e post-operatori
- La fitness
- Il Vo2 di picco
- La massa metabolicamente attiva
- La massa magra
- L'obesità è un fattore di rischio per il tumore
- No, mai
- Sì, sembra essere collegata al 50% dei casi di tumore
- Sì, sembra essere collegata al 20% dei casi di tumore
- Sì, sembra essere collegata al 80% dei casi di tumore
- Durante i trattamenti antitumorali del carcinoma quali trattamenti vengono effettuati sin da subito
- Attività fisica e terapia psicologica
- Supporto sociale e attività fisica
- Nessun trattamento specifico
- Terapia psicologica e supporto sociale
- Quanti pazienti oncologici, una volta iniziato un protocollo motorio continuano a praticare attività fisica
- Non ci sono dati a supporto
- 30%
- 80%
- 10%
- Che cosa si intende per Chinesiofobia
- La paura che aumenti la fatica muscolare facendo attività fisica
- La paura che aumentino gli effetti collaterali a livello funzionale correlati con le terapie antitumorali
- La paura che i movimenti del corpo potrebbero causare dolore osteo-articolare e muscolare o un aumento della fatica
- La paura che aumentino gli effetti collaterali a livello psicologico correlati con le terapie antitumorali
- Quale barriera impedisce maggiormente l'adesione alla pratica sportiva nei pazienti oncologici
- L'assenza di motivazione, di tempo, di interesse, di informazioni sulla possibilità di svolgere esercizio fisico adattato individualmente
- La paura di muovere il corpo durante l'esercizio e le sue conseguenze in termini di affaticamento e dolore indotti dall'attività fisica
- I sintomi fisici e i limiti causati dalla terapia e dall'assistenza medica
- La depressione e anedonia
- Una donna con carcinoma della mammella metastatizzato può partecipare ad un protocollo di attività motoria
- Sì, solo se un tipo di attività di forza
- Sì, l'attività aerobica sembra essere ben tollerata
- Sì, ma senza alcun carico
- No, mai
- A che intensità bisognerebbe svolgere l'attività aerobica durante i trattamenti antitumorali, se non ci sono controindicazioni
- Nessuna delle precedenti
- Ad intensità elevata
- Ad intensità lieve
- Ad intensità moderata
- Quanta attività aerobica bisognerebbe consigliare a donne con carcinoma della mammella in trattamento
- 30 minuti a settimana
- 60 minuti a settimana
- Non bisognerebbe consigliare di fare attività aerobica
- 150 minuti a settimana
- Quale strategia ha un effetto positivo sulla gestione degli effetti collaterali dei trattamenti, oltre alle terapie convenzionali
- La fisioterapia
- La terapia occupazionale
- L'attività motoria
- Il supporto sociale
- Durante la fase dei trattamenti l'attività fisica può
- Gestire gli effetti collaterali dei trattamenti
- Potenziare l'efficacia dei trattamenti
- Tutte le risposte sono corrette
- Facilitare il completamento dei difficili trattamenti oncologici
- Durante i trattamenti antitumorali è consigliabile iniziare un protocollo di attività motoria
- Sì, ad intensità lieve-moderata
- No, il paziente potrebbe andare incontro ad un peggioramento della qualità di vita
- No, il paziente ha bisogno di recuperare attraverso il riposo assoluto
- Sì, ad intensità elevata
- Nelle donne sopravvissute a carcinoma della mammella ed hanno concluso i trattamenti
- È possibile prescrivere un allenamento di forza al 80% dell'1RM
- Non è consigliabile prescrivere un allenamento di forza
- È sempre consigliabile prescrivere un allenamento di forza ad intensità lieve
- Non è consigliabile prescrivere un allenamento di forza al 80% dell'1RM
- Che cosa si intende per terapia adiuvante
- La chirurgia
- Trattamenti antitumorali effettuati dopo la chirurgia
- Tutti i trattamenti antitumorali
- Trattamenti antitumorali effettuati prima della chirurgia
- Quale di queste affermazioni è vera
- Un protocollo di esercizi di forza è consigliato nelle donne con linfedema, perché riduce il gonfiore
- Un protocollo di esercizi di forza è consigliato nelle donne con linfedema, non provoca nessun'alterazione nelle circonferenze
- Un protocollo di esercizi di forza è consigliato nelle donne con linfedema, perché riduce la massa grassa
- Un protocollo di esercizi di forza è sconsigliato nelle donne con linfedema
- Può un protocollo di forza avere effetti positivi sulla qualità della vita nelle pazienti sopravvissute al carcinoma del seno?
- Sì, se accompagnato da un protocollo aerobico
- No, solo sulla diminuzione della massa grassa
- Sì, se adattato alle esigenze delle pazienti
- No, solo sulla forza degli arti superiori
- La fatigue e la ridotta capacità muscolare sono collegate con
- Aumento della massa grassa
- Squilibrio dei meccanismi di infiammazione
- Disfunzione mitocondriale e livelli non controllati delle citochine
- Elevata produzione di testosterone
- L'allenamento di forza per le donne trattate per il carcinoma del seno
- Veniva consigliato solo se accompagnato da un protocollo aerobico
- Veniva sconsigliato perché troppo faticoso
- Veniva sconsigliato perché dannoso
- È stato sempre consigliato
- Quale di queste affermazioni è corretta
- L'influenza positiva dell'esercizio aerobico sulla qualità della vita è dovuta maggiormente dal miglioramento dei fattori psicologici delle pazienti dopo il protocollo
- Il protocollo aerobico non produce effetti positivi sulla sfera psicologica delle pazienti
- L'influenza positiva dell'esercizio aerobico sulla qualità della vita è dovuta maggiormente dal miglioramento delle capacità funzionali o dei fattori psicologici delle pazienti dopo il protocollo
- L'influenza positiva dell'esercizio aerobico sulla qualità della vita è dovuta maggiormente dal miglioramento delle capacità funzionali delle pazienti dopo il protocollo
- Il protocollo aerobico nelle pazienti sopravvissute al carcinoma mammario
- Ha effetto positivo solo sui parametri cognitivi
- Ha effetto positivo sia sui parametri funzionali che psicologici
- Ha effetto positivo solo sui parametri funzionali
- Ha effetto positivo solo sui parametri psicologici
- L'attività aerobica svolta a casa in maniera autonoma
- Sembra avere un miglior effetto rispetto a quella supervisionata sulla qualità della vita di donne sopravvissute al carcinoma mammario
- Sembra avere lo stesso effetto di quella supervisionata sulla qualità della vita di donne sopravvissute al carcinoma mammario
- Nessuna delle precedenti
- Sembra avere un effetto peggiore rispetto a quella supervisionata sulla qualità della vita di donne sopravvissute al carcinoma mammario
- L'esercizio di resistenza è stato correlato con una diminuzione della fatigue ed un miglioramento della capacità nei pazienti oncologici per il suo effetto
- Positivo sulla disfunzione mitocondriale e livelli non controllati delle citochine
- L'aumento della massa grassa
- L'elevata produzione di testosterone
- Lo squilibrio dei meccanismi di infiammazione
- Quale di queste affermazioni è vera
- Uno dei primi parametri a diminuire nel periodo post-operatorio nelle pazienti con carcinoma del seno è il Vo2 di picco
- Uno dei primi parametri a diminuire nel periodo post-operatorio nelle pazienti con carcinoma del seno è la massa grassa
- Uno dei primi parametri a diminuire nel periodo post-operatorio nelle pazienti con carcinoma del seno è la fatigue
- Uno dei primi parametri a diminuire nel periodo post-operatorio nelle pazienti con carcinoma del seno è la massa metabolicamente attiva
- Quali tipi di tumore sono correlati con sovrappeso e/o obesità
- Seno, ovaio, colon-retto
- Polmone, tiroide, esofago
- Utero, prostata, tiroide
- Sangue, rene, seno
- Quale tipologia di attività è stata quella studiata per migliorare la qualità della vita nelle pazienti affette da carcinoma mammario che avevano concluso i trattamenti
- Lo Yoga
- L'attività aerobica
- L'attività combinata (aerobica + forza)
- L'attività di forza
- Quale di queste affermazioni è corretta
- Promuovendo un corretto stile di vita si potrebbero prevenire una moltitudine di patologie oncologiche
- Promuovendo un corretto stile di vita si potrebbero prevenire una moltitudine di patologie, ma non quelle oncologiche
- Promuovendo un corretto stile di vita si potrebbero prevenire solo le patologie oncologiche
- Promuovendo un corretto stile di vita non si può prevenire alcun tipo di patologia
- L'ormonoterapia
- Può essere somministrata sia come terapia neoadiuvante che adiuvante
- No
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