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Architettura degli interni e allestimenti - concetto di Gusto Appunti scolastici Premium

Esercitazione di Architettura degli interni e degli allestimenti per l’esame del professor Oddo. Gli argomenti trattati sono i seguenti: il concetto di Gusto, la Critica del Giudizio di Kant, il giudizio di gusto, il momento della generalizzazione sociale che il gusto contiene.

Esame di Architettura degli interni e allestimenti docente Prof. M. Oddo

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IL GUSTO

Gusto: senso specifico per mezzo del quale viene riconosciuto e controllato il sapore delle sostanze

introdotte nel cavo orale. Per estensione il termine è adoperato in etica e in estetica per designare la

sensibilità del buono e del bello.

Se, in fisiologia, gusto designa com’è noto un sistema sensoriale che consente di riconoscere e

interpretare stimoli di natura chimica attraverso la lingua e il palato, a tale accezione propria della

parola è etimologicamente connesso un uso traslato, il cui significato è particolarmente evidente nel

verbo latino sapere. Termine che, in senso letterale e transitivo, significa appunto possedere un

senso del gusto, e quindi sapere esercitare un criterio ed essere capaci di distinguere ciò che è buono

da ciò che non lo è, il che mostra come nel gusto converga, accanto alla problematica propriamente

estetica, quella morale connessa all’esistenza di un «senso comune» intersoggettivo.

Il filosofo tedesco Hans-Georg Gadamer ha tracciato un profilo storico-concettuale del gusto,

ascrivendolo fra i concetti guida umanistici, la cui analisi è indispensabile per trascendere quella

dimensione estetica nella quale il pensiero moderno ha confinato riduttivamente l’esperienza di

verità dell’arte: «L’etica greca, l’etica della misura dei pitagorici e di Platone, l’etica di Aristotele è,

in un senso profondo e comprensivo, un’etica del buon gusto». Nel De Anima di Aristotele per

“senso comune” s’intende la percezione che ha per oggetto i sensibili comuni a tutti i sensi, e

dunque il fondamento che permette di aver coscienza della sensazione.

Nell’Inghilterra del sec. XVIII si fa strada una concezione decisamente più soggettivistica del bello,

basata sul sentire di chi lo percepisce. Il gusto è dunque qualcosa di naturale, un «senso comune» a

tutti gli uomini. Si sviluppa però l’idea secondo cui il buon gusto, nell’ambito estetico così come in

quello morale, può essere educato attraverso la pratica. Il gusto è radicato nell’immaginazione ma

non è interamente un dono di natura né interamente effetto dell’arte. Esso deriva la sua origine da

certi poteri naturali della mente che non possono raggiungere la loro piena perfezione a meno che

non siano assistiti da un’appropriata cultura. Il gusto consiste principalmente nel miglioramento di

quei principi che vengono chiamati comunemente i poteri dell’immaginazione: i sensi del nuovo,

della sublimità, della bellezza, della imitazione, della armonia, del ridicolo e della virtù. Il gusto si

può estendere e perfezionare mediante una sempre maggiore attenzione e un maggiore esercizio.

Dunque, il gusto è riservato a una cerchia culturale di élite, ristretta a quanti sono capaci di vivere in

modo regolare e moderato: a quanti cioè hanno raggiunto uno stadio più perfetto di umanità.

Nell’Analitica del Giudizio estetico Immanuel Kant definisce il gusto come facoltà di giudicare del

bello, ossia di giudicare un oggetto o un tipo di rappresentazione mediante un piacere o un

dispiacere, senza alcun interesse. Il gusto è poi definito la facoltà di giudicare ciò che rende

universalmente comunicabile il nostro sentimento rispetto a una data rappresentazione. Nella

Critica del Giudizio Kant si trova infatti di fronte al problema di stabilire la legittimità della pretesa

secondo cui i giudizi di gusto debbono avere valore universale. Si tratta dunque di fare i conti con

quella che Kant definisce «antinomia del gusto»: essa consiste nell’apparente, irresolubile

inconciliabilità di due istanze indispensabili e decisive per definire la bellezza. Il giudizio di gusto


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DETTAGLI
Corso di laurea: Architettura
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher conoscenza90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Architettura degli interni e allestimenti e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Kore Enna - Unikore o del prof Oddo Maurizio.

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