Architettura degli interni
Lezione 1: Introduzione
L'architettura si basa su due fattori fondamentali: tempo e spazio, tutto accade sempre in un tempo e in uno spazio che coincidono e creano un momento di unione fra i due elementi che generano la visione dello spazio. Dobbiamo inoltre ricordare che ogni volta che noi vediamo qualcosa vediamo rappresentato il significato di essa in un’immagine e non essa stessa, possiamo vedere uno spazio ma questo non è vero ma è creato, questo avviene anche in architettura dove, la rappresentazione degli elementi architettonici è sufficiente a raccontarci la funzione dell'architettura stessa. Architettura è spazio di rappresentati e rappresentabili.
Il significato della porta
Porta: è uno strumento di passaggio ed è un significato = strumento e significato descrivono e caratterizzano ogni architettura. Una porta significa e una porta serve. Ogni determinato strumento architettonico ha un suo specifico e determinato significato che cambia a seconda dell’architettura stessa e di dove essa si trova. Anche senza vedere una determinata figura porta noi interpreteremo ogni tipo di passaggio fra due ambienti ed ogni ingresso come porta.
Tipi di porte
- Di casa – Utile per la difesa e separare lo spazio privato dal pubblico.
- Negozio – Porta non porta che invita il passaggio.
- Foro – Elemento inesistente ma che noi percepiamo come porta.
- Gioielleria – Serve per blindare e separare, esprime e significa prezioso.
Automaticamente nel nostro pensiero ci sono decine di tipologie di porte che ci esprimono ognuna un preciso significato. Questo esiste grazie a ciò con cui mi approccio e ad un determinato collegamento mentale che io faccio con l’elemento architettonico, non più solo significato spaziale ma anche materiale. La porta dunque fa parte di un rituale (regola, senso del dovere, rispetto, atteggiamento del corpo) di ciò che compone lo spazio e a seconda dello spazio e al significato che do o che ha quello spazio il mio corpo e il mio atteggiamento cambia.
Si può dire dunque che più facciamo conoscenza di ciò che ci circonda più il nostro rituale di “atteggiamento” capace il giusto significato di uno spazio o di un oggetto. Il rituale genera lo spazio e lo spazio è rituale, non esiste uno senza l’altro. Ogni spazio crea un determinato aspetto sulle persone che si trovano in esso e ad esso si collegano, questo si vede molto bene nell’installazione artistica “Olafur Eliasson” al Tate Modern di Londra. Dove l’opera è creata dall’osservatore e da come esso si comporta.
Non ci sono luoghi senza rituali ma solo rituali senza un preciso luogo, il rituale mette in relazione un oggetto inanimato con un corpo vivo. Il rituale, infatti, non è mai un significato assoluto perché ha sempre a che fare con un individuo ed un materiale, io personalmente posso assimilare un significato base ma ogni interazione con l’architettura è legata ad un preciso individuo che la interpreterà personalmente, malgrado ciò si deve sempre ricordare che ogni luogo esprime un significato anche senza interagire con l’architettura.
Architettura degli interni
Esempio: porta posta in cima ad una scala senza gradini: vedere una porta non accessibile provoca un sistema di straniamento io ho una scala che non si può più usare come tale ma io, persona, la percepisco comunque come tale, una scala che conduce ad un obiettivo raggiungibile soltanto attraverso la scala.
Questo effetto di straniamento avviene anche analizzando la Trump Tower. Esprime ricchezza, una vista sopra la città e dunque una sorta di distaccamento dalla società sottostante, non degna, al di sopra di tutto. Tutto lo spazio della casa è sfarzoso ma deformato, schiacciato, compresso e non veritiero, è una sorta di messa in scena della ricchezza. È un insieme di elementi architettonici ognuno dei quali rappresenta una cosa diversa e un valore diverso uniti per creare un ambiente costruito e fuori luogo. Anche gli arredi sono proposti per il loro valore di significato, la sedia esprime la ricchezza e simboleggia il trono, dunque, l’essere che merita il trono. Il bambino invece doma un leone, il potente della giungla ed ai piedi del leone le limousine hummer, giocattolo, che esprimono il massimo potere nella città odierna.
Ogni funzione non dipende da una funzione precisa, lo spazio è un luogo comunicante che esprime vari valori o usi, il luogo può essere solo tale o può anche essere altro e condurre alla comunicazione.
Santuario
Luogo che collega l’uomo a qualcosa sopra di lui e che può avvenire attraverso reliquie o altro. Questo ambiente genera entità di spazio molto precise e assolve la funzione di feticcio ovvero unisce noi a qualcosa legato al nostro essere. Può essere visto anche come abitare uno spazio e mettere in un preciso luogo un nostro segno. Partendo dall’affermazione che – IO ABITO OGNI SPAZIO – devo capire la mia relazione con lo spazio che mi circonda, questo è fondamentale per arrivare a comprendere come progettare lo spazio.
Inoltre, devo analizzare cosa è un feticcio: sono le cose che una persona sente di dover attaccare attorno a sé e prende possesso di un territorio (es. cameretta) con ricordi e oggetti che per noi significano. Questo sistema ricorda a sé stessi cosa si vuole essere e come si deve essere.
Negozio Prada nel deserto del Texas
Installazione che rappresenta un negozio di Prada ma non lo è realmente. Ha tutto ciò che ci serve per identificare solo ciò che noi percepiamo come negozio ma questo negozio non è un negozio ma è la rappresentazione fisica di esso, non svolge nessuna funzione del negozio ma a noi, per come si presenta sembra al tutto per tutto un negozio. Oggi la modalità di negozio non è più solo una e standard ma noi percepiamo la moltitudine di modalità di negozio (da quello privato, al centro commerciale, a quello online) come tale.
Moschino Toy
L’orsetto di Moschino che afferma “questo non è un Moschino Toy” partendo da questo oggetto analizziamo alcune riflessioni. Feticcio → Tecnologia: luogo della smaterializzazione e senza interfaccia fisica, inoltre, la tecnologia insegna che tutto va a rimpicciolirsi e ha come visione e obiettivo l’essereci senza essere percepita. Tecnicamente, dunque, la tecnologia ideale è solo significato. La tecnologia non è un oggetto ma è principio di pura funzione poi contenuta in un oggetto come può essere il telefono, un feticcio, noi abbiamo bisogno di avere l’oggetto e di dargli la forma che lo rende in relazione con noi, da qui la cover. Mi lego all’oggetto facendolo diventare mio a mia immagine e somiglianza, noi, in quanto persone uniche, abbiamo bisogno di deformare l’oggetto per renderlo nostro. L’idea di Moschino parte da qui e inoltre questo teddy si collega alla figura della nostra teddy che ci aiuta ad evolverci, dunque, in questo caso è profondamente infantile e rappresenta l’oggetto transitivo per farci evolvere alla tecnologia come se essa fosse un Toy anche se non lo è e l’affermazione sulla maglia del Teddy me lo ricorda, tramite esso entro in relazione con la realtà per sentire l’oggetto mio.
Architettura, spazio e occhio
Esistono uno grazie all’altro, lo spazio esiste solo perché l’ho visto e ho potuto comprenderlo. Leon Battista Alberti → occhio volante, sradicato da noi e volato via che vede oltre e vede sopra a noi, questo fu dedicato all’architetto che vede oltre la realtà. Che dice E QUINDI…? Che esprime oltre, ancora, e non abbastanza.
La croce
Ovvero due linee ortogonali, tramite queste informazioni fanno sì che io crei un segno, tutti i segni possono essere trasmessi a parole e ogni definizione tecnica può essere espressione di un disegno. La croce ha dunque un’espressione estremamente umana dove il verticale siamo noi e l’orizzontale è la terra ovvero l’uomo è il bastone che si fonda nel terreno. La croce è/crea un punto dove le linee si intersecano, il punto è astratto perché è identificabile solo con un disegno. Si può quindi dire che la croce è in punto che genera qualcosa, dunque, significa esserci e generare. Attraverso la definizione dei punti si genera il mondo e la croce ne è il riferimento. Da un punto posso generarne un secondo e unirgli creando una linea che è la base della costruzione del tutto e una divisione dello spazio. Ho bisogno di punto e linea per iniziare a tracciare e rispondermi alle domande: dove sono, cosa devo fare, da dove devo partire. Questo concetto vale per la creazione di tutto anche in architettura.
Incisioni rupestri
Disegno di comprensione e resa della realtà. Tutto si genera a partire da un punto e si sviluppa attorno ad esso.
Ettore Sottsass
Durante un lungo viaggio costruisce delle cose che si possono definire architettura, non sono non sono eterne e hanno bisogno di essere identificate da un significato ma esprimono comunque una forma di architettura. Architettura dunque è tutto ciò che creo in uno spazio partendo da una linea generata sulla base di due punti. La porta è unita dai due punti e crea un rapporto tra due spazi sempre da lei costruiti, non è un elemento statico ma è legato al passaggio fra due luoghi.
Levanzo - Grotta del Genovese – 11.000 A.C.
Abitare
Abitare domestico = casa
- Capire la società degli elementi
- Capire gli elementi universali = nascono secondo una moda ma restano invariati nei secoli.
Sir John Soane’s Museum - London – 1806
Esterno → una serie di case vittoriane completamente omogenee caratterizzate da un piano terra, piano primo (zona giorno) e altri due piani per la zona notte e la servitù. Inoltre, la casa prosegue con un seminterrato circondato da una ringhiera per evitare di cadere nel vuoto che si crea accanto al viale dell’ingresso. La casa all’esterno è stata modificata dalle altre con un cambiamento di rivestimento e dall’aggiunta di finestre ad arco anche nel primo piano della casa. Al secondo piano invece la facciata si chiude in un triangolo dove troviamo una divisione orizzontale e un cambiamento di direzione della facciata. Il tutto è impreziosito da infissi eleganti, aggiunta di statue e fregi su archi e ringhiere a colonna. La particolarità dell’intera facciata è che questa è stata costruita a gettante aggiungendo un volume di 70cm alla casa, in sostanza alle mura perimetrali della casa è stata aggiunta una seconda fascia muraria che lascia un’intercapedine tra le mura originali in mattoni e pietra e quelle di nuova costruzione a gettante.
Anche se dall’esterno la geometria della casa è modificata internamente la composizione della casa è ancora l’originale.
Lezione 2: Abitare
Libro “dell’abitare” Maurizio Vitta
L’idea di abitare noi la posizioniamo come un collegamento tra l’idea e le cose. L’abitare umano nasce come effetto della natura e si realizza come opera degli umani. L’abitare significa avere continuamente, reciproca appartenenza: abitare non significa solo abitare ma appartenere, legarsi, far proprio. Matrice antropologica che fa perno sull’individuo. Abitare indica il possesso di qualcosa che fa parte di noi ed è fuori di noi (nella dura e aspra realtà che ci circonda). Protagonista dell’abitare è un io che si distacca da ciò che ci circonda. Lo spazio è sia fisico e lo si può astrarre per questo esiste. L’abitare è una presenza del corpo dell’abitante definita nel suo corpo nello spazio. Frasi e darsi forma. L’abitare è definito anche dalla sua temporarietà, è in continua trasformazione.
Sir John Soane's casa
Si entra nella hall tramite gradini, la stanza che dà sulla strada è la zona giorno, collegata alla zona giorno nella parte centrale c’è la sala da pranzo, stanza collegata da un varco alla stanza frontale. Ci sono una serie di strani spazi che non sono delle stanze tradizionali. Caratteristica dell’architettura anglosassone è la presenza di lotti molto profondi di cui l’illuminazione avviene da due fronti strada e retro. È inevitabile che ci siano stanze al centro senza illuminazione diretta. L’abitazione di Sir John, è l’agglomerato di stanze acquisite nel tempo comprando dalle proprietà di fianco ampliando la struttura principale rettangolare. Fanno parte di uno schema di lavoro costante di tutta la vita, ogni anno andava a modificare ed ampliare gli spazi.
Gli spazi che si vedono hanno molti lucernari abbaini che vengono dall’alto, perché la parte si sviluppa su due livelli. Il basement (è una zona interrata) e poi un livello ammezzato al centro. La parte più interessante è la modulazione degli spazi. A sinistra si vede uno sfondamento verticale che collega il sarcofago al lucernario. Questo è quello che rende la casa degna di attenzione, è strutturata secondo sfondamenti verticali, al fine di realizzare una scenografia. La foto qui riportata guarda verso la zona a tutta altezza nella parte verticale a sinistra. Un altro spazio più giallo e poi è collegato da una porta all’ultima stanza.
La sala da pranzo affaccia su un cortile interno, è coperta da una cupola decorativa ribassata, il trattamento del soffitto richiama dei soffitti classici. La cupola si scollega dai muri con delle intercapedini, lo spazio di fronte è un po' più alto. Nella sala da pranzo c’è illuminazione naturale nello spazio successivo la luce proviene dall’alto, questa modulazione dello spazio crea una successione e varietà come se fosse un grande stimolo all’esplorazione dello spazio, fa venire voglia di esplorare lo spazio. Anche sulla sinistra lo specchio sopra il camino sfonda lo spazio. Gli specchi rotondi sugli angoli della cupola riflettono un’immagine interessante, si vedrà tutta la stanza ma in maniera deformata. Anche sugli archi della finestra si vedono specchi che catturano l’interezza della stanza. Sul lato della finestra nello spessore sono state inserite delle librerie porta oggetti e quindi anche la spalla diventa un elemento di parete.
In questa immagine siamo nella zona del sarcofago e si vedono i lucernari rettangolari di perimetro, i lucernari danno profondità, durante il giorno vanno a modificare in modo costante gli effetti di luce, dando distacco dagli spazi. Inoltre essendo un architetto dell’800 si vedono decorazioni realizzate con pezzi originali, l’abbondanza di decorazioni sulle pareti aiuta lo spazio scenografico in quanto gli oggetti a parete catturano la luce dando tridimensionalità. Si intravedono dopo gli archi principali delle intercapedini, dei camminamenti intorno allo sfondamento verticale, ognuno illuminato dal suo lucernario. Se noi poi guardiamo frontalmente c’è grande profondità prospettica. Il primo arco è staccato dal secondo da un passaggio di 70 cm. Questi spazi non sono così vicini al periodo dell’800 per questo l’architetto fa un grande lavoro sulla modulazione che da drammaticità ed uso estremo per creare una scenografia.
Nella Picture Room è una stanza dedicata ai quadri, si entra da una porta sulla sinistra e sotto c’è un Recess un ennesimo spazio a doppia altezza che collega il primo piano all’interrato. Entrando sulla parete di sinistra ci sono dei chiavistelli e una riga nera questa è una parete che si apre e guardando oltre ci si affaccia al Recess, uno spazio a doppia altezza con luce del lucernario gialla ed avanti a noi una statua femminile non collegato e se ci affacciassimo vedremmo il sotto. Una parte modifica completamente la fisionomia della stanza, ha una doppia funzione. Lo spessore delle cornici e i quadri all’esterno una volta che si aprono le ante possono essere visti all’interno.
Il piano superiore è a livello dei lucernari, ci sono le cupole ribassate con vele e poi le librerie posizionate nello spessore della finestra e un’intercapedine tra le stanze e ci dà una percezione di un collegamento orizzontale, qua si sente l’unità della facciata esterna e non si percepiscono di finestre delimitate, ma uno spazio unito. Di questa casa è molto interessante vedere video, si trova molto materiale. Nella monks yard c’è la statua della figura femminile. Dal lato opposto c’è una stanza che affaccia sul retro dell’edificio, dal primo piano la luce entra in orizzontale. Tutte queste architetture parassite collegano alle pre-esistenze servono per la moltiplicazione di giochi di spazio, se non ci fosse quel ballatoio non avremmo questa sensazione di sfondamento, anche la disposizione delle tende, nascondendo la profondità dei lati crea una quinta della finestra che è spostata di un metro e mezzo, noi intravediamo due fonti luminose. È un continuo modulazione di spazi, anche la passamaneria evidenzia lo spazio.
Hotel Tassel Victoria Horta Brussels 1893
Manifesto dell’architettura Liberty. Partendo da sinistra il piano terra è la quarta immagine, si entra da dei gradini che danno sull’ingresso mentre sulla destra troviamo dei gradini che curvano per accedere al piano superior.
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