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DOMANDE APERTE ORGANIZZAZIONE EVENTI E UFFICIO STAMPA - LORENZA LEI
01) Il candidato descriva chi sono gli attori della comunicazione.
- L’emittente è il soggetto che ha l’obiettivo di comunicare, di informare, di influenzare, direttamente
o indirettamente, le persone presenti nell’ambiente.
- La funzione del Canale è quella di fornire le informazioni al pubblico “B= e di agire da intermediario
tra quest’ultimo e “A=. Fanno parte dei componenti del “pubblico=: lettori, spettatori, ascoltatori,
consumatori, clienti, etc. i quali vengono definiti “riceventi=. - Il messaggio è ciò che viene trasmesso
nel processo comunicativo e ha tre valenze: una di tipo linguistico, una valenza tecnica, quasi neutra
ed infine, la terza valenza, relativa ai significati che al messaggio viene attribuito da chi lo riceve. La
comunicazione orientata sull’emittente rende spesso inefficace e autoreferenziale la comunicazione
stessa. Una singola unità di comunicazione si chiama messaggio mentre una serie di messaggi
scambiati tra persone producono un’interazione.
02) Quali aspetti del processo comunicativo vengono presi in considerazione nel modello
lineare? Il modello lineare dove un’informazione viene trasferita da A a B, viene
definito<asimmetrico= o <unidirezionale=. Evidenzia e sottolinea elementi quali la reciprocità e la
condivisione. Nella logica sistemica, in una visione quindi di tipo circolare, non si può stabilire quando
si reagisce a un comportamento e quando lo si provoca. Si può osservare quindi il passaggio da una
definizione lineare di tipo trasmissivo dove l’ascolto ed il feedback hanno un ruolo determinante
nell’efficacia comunicativa. Nel caso della comunicazione simmetrica e circolare, è difficile
distinguere nettamente emittente da ricevente, piuttosto ogni persona è un partecipante.
03) Cos'è l'informazione? È un processo prevalentemente unidirezionale che passa da A a B senza
reciprocità. La differenza tra informazione e comunicazione è che la comunicazione è
prevalentemente bidirezionale e presuppone il dialogo.
04) A cosa contribuisce il pensiero creativo che fa riferimento al nostro emisfero destro del
cervello? Il pensiero creativo, che fa riferimento all’emisfero destro del nostro cervello, contribuisce
in modo strategico ed operativo alla creazione del contenuto della nostra comunicazione.
Comunicare non è solamente utilizzare il linguaggio verbale, l’essere umano è un patrimonio di
conoscenze e quindi di <potenziale comunicazione= che ha la potenzialità di utilizzare diversi
linguaggi per comunicare.
05) Nel caso della comunicazione simmetrica e circolare, come viene considerato ogni
persona? Nel caso della comunicazione simmetrica e circolare, è difficile distinguere nettamente
emittente da ricevente, piuttosto ogni persona è un partecipante. Nella visione circolare è difficile
stabilire chi è l’emittente, come non è rilevante stabilire chi <ha cominciato per primo= o <chi ha torto
o ha ragione=: la comunicazione procede fluida per aggiustamenti e feedback successivi dove, sia
A che B, tengono conto, nelle loro risposte, delle necessità e delle aspettative dell’altro.
06) Il secondo assioma della comunicazione distingue due livelli, quali? Il secondo assioma
dice che vanno distinti due livelli, primo dei quali è il contenuto cioè cosa si comunica; il secondo è
la relazione, cioè il target, la persona a cui ti rivolgi. Questo principio afferma che ogni atto
comunicativo non trasmette solo informazioni, ma definisce al tempo stesso il tipo di relazione che
deve intercorrere tra i comunicanti. In ogni processo comunicativo è importante non solo quello che
si dice (aspetto di contenuto), ma il modo in cui lo si dice (aspetto di relazione).
07) Il significato del contenuto è definito da cosa oltre che dalle parole? Il significato del
contenuto espresso non solo con le parole, ma anche con la comunicazione non verbale. A livello di
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contenutogli individui comunicano su aspetti esterni alla relazione, mentre a livello di relazione
definiscono la relazione in quel dato contesto e quindi implicitamente se stessi. In altri termini, una
persona che definisce all’interlocutore la relazione in corso può farlo in diversi modi, ma qualsiasi
cosa comunichi comunque la comunichi a livello di contenuto, il prototipo della sua comunicazione
sarà.
08) Quale assioma della comunicazione ci viene in aiuto per cogliere le dinamiche di un
conflitto? Il terzo assioma è basilare per cogliere la dinamica dei conflitti. Si considerino ad esempio
due lavoratori che, avendo un problema del quale sono entrambi responsabili al 50%, reagiscono il
primo con un atteggiamento di chiusura in se stesso, mentre l’altro con un atteggiamento critico nei
confronti del collega. Quando riescono ad esprimere il loro disagio, uno dichiara che chiudersi in sé
rappresenta l’unica difesa contro la critica dell’altro, mentre l’altro etichetta questa spiegazione come
una distorsione di ciò che realmente accade nella loro relazione e cioè che l’interlocutore si comporta
in modo arrogante. In conclusione i loro contrasti si riducono a uno scambio ripetitivo dei messaggi
<Io mi chiudo perché tu mi critichi= e <Io ti critico perché tu ti chiudi=.
09) Quali tipologie di interazioni tra soggetti vengono prese in considerazione nel quinto
assioma? Il quinto assioma ci indica le interazioni tra soggetti comunicanti e possono essere di due
tipi: simmetriche o complementari. - L’interazione simmetrica avviene tra interlocutori che si
considerano alla pari o di pari livello, è basata sull’uguaglianza e i modelli comunicativi di un
interlocutore tendono a rispecchiare il comportamento dell’altro. - L’interazione complementare
avviene tra interlocutori quando non si considerano alla pari ma in posizione di interlocuzione
subordinata, è basata sulla differenza e il comportamento dell’interlocutore completa quello dell’altro,
e si determinano due posizioni: una superiore, primaria o one-up e l’altra inferiore, secondaria one-
down. Entrambe le categorie hanno funzioni importanti e sono necessariamente presenti nella
comunicazione anche se si alternano e operano in settori diversi. I cambiamenti da un modello
all’altro sono meccanismi omeostatici fondamentali nella dinamica della relazione.
10) Quali aspetti ha come base il modello della negoziazione? Il quarto modello è detto modello
di Gruning o della negoziazione ed ha come base l’ascolto da realizzare tramite anche la ricerca
sociale e l’attenta analisi dei soggetti influenti definiti <pubblico=. L’ascolto è orientato non solo a
trasferire gli obiettivi specifici dell’organizzazione e quindi della costruzione del messaggio, ma
anche ad aiutare l’organizzazione stessa per ottenere un posizionamento dinamico dei suoi sistemi
di relazioni con gli stakeholder o i soggetti influenti perseguendo fini che tengono anche conto dei
loro interessi e dei loro valori. Il professionista delle relazioni pubbliche assume ruolo di interprete
attivo, il modello di Gruning contribuisce in modo concreto all’interazione tra le finalità che si devono
conciliare con le aspettative. Fiducia e credibilità dei pubblici influenti sono le caratteristiche
fondamentali che permettono all’organizzazione di esistere. La relazione e non la comunicazione,
diventa l’aspetto chiave di ciò che consideriamo relazioni pubbliche efficaci.
11) Si descriva il significato dell'acronimo "PENCIL" P = Pubblications Tutte le comunicazioni e
le pubblicazioni su supporto cartaceo, video o magnetico. La comunicazione scritta. E = Events
Eventispeciali: convegni, convention, congressi; manifestazioni sportive e culturali; eventi
commerciali; etc.N = News Notizie: ufficio e relazioni stampa. Informazioni sui fatti e aspetti positivi
dell’attività dell’impresa. C = Community Relazioni con la comunità locale. I = Identità
12) Cosa si intende per "metalinguaggio"? Prendendo in considerazione quanto sostenuto dai
teorici della comunicazione, considerando 100% il messaggio che l’ascoltatore recepisce, è emerso
che il 7% è costituito dalle parole dette. Il 93% è costituito da tutto il resto, ciò identificabile
come<metalinguaggio=: espressioni, gesti, occhiate, aspetti formali, situazioni emotive e così
via…L’addetto-stampa deve quindi concentrarsi molto più del metalinguaggio, della progettazione
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della comunicazione nel suo complesso e dei dettagli formali nello specifico, piuttosto che
concentrarsi esclusivamente sul testo del discorso.
13) Cosa comprende uno "studio di fattibilità" nella progettazione di un evento? Lo <studio di
fattibilità= nella progettazione di un evento comprende: - la presentazione e lo sviluppo dell’idea:
identificare con chiarezza l’idea da sviluppare e tramutare in progetto. Tutti questi passaggi saranno
sviluppati nei dettagli nella fase di progettazione; l’ideazione richiederà nella sua elaborazione il
supporto d’ispirazione, di concezione, di applicazione, ovvero materializzare quanto è stato
formulato in maniera visiva. - Valutazione: l’idea dovrà essere valutata quanto a opportunità e rischi.
- Scelta: prendere una serie di decisioni che si riveleranno strategiche e che saranno la base della
nostra progettualità. Mediante lo <studio di fattibilità= ogni idea deve essere attentamente studiata,
predisposta e formulata.
14) Cosa si intende per studio di fattibilità?
Per “studio di fattibilità” nella progettazione di un evento si intende lo studio, la predisposizione e la
formulazione di ogni idea. Lo “studio di fattibilità” nella progettazione di un evento comprende:
- la presentazione e lo sviluppo dell’idea: identificare con chiarezza l’idea da sviluppare e tramutare
in progetto. Tutti questi passaggi saranno sviluppati nei dettagli nella fase di progettazione;
l’ideazione richiederà nella sua elaborazione il supporto d’ispirazione, di concezione, di applicazione,
ovvero materializzare quanto è stato formulato in maniera visiva.
- Valutazione: l’idea dovrà essere valutata quanto a opportunità e rischi.
- Scelta: prendere una serie di decisioni che si riveleranno strategiche e che saranno la base della
nostra progettualità.
- I costi, le stime e l’eventuale pianificazione.
15) Cosa significa "ideare un evento"? Ideare un evento significa trovare un’idea interessante che
si vuole sviluppare e tramutare in progetto, creare un contorno che la valorizzi, valutare la fattibilità
del progetto e stabilire la preparazione pratica da mettere in atto. Si deve individuare una
pianificazione dei diversi mezzi da utilizzare anche al fine di individuare un budget. L’oggetto
dell’evento è stabilito in base a: • che cosa vuole comunicare l’impresa/ente; • la tipologia del
business aziendale; • i pubblici cui ci si vuole rivolgere; • il budget a disposizione; • il coinvolgimento
dei media; • la complessità del piano di comunicazione che contiene l’evento; • l’unicità e irripetibilità
dell’evento. Gli invitati sono scelti in base a: • l’argomento che si vuole comunicare; • il rapporto che
l’impresa/ente vuole instaurare con i propri pubblici di riferimento; • la tipologia di evento (di business,
o ludico, o un intermedio tra i due aspetti).
16) Cos'è un simposio? Il Simposio ha le stesse caratteristiche del convegno, è un incontro tra
soggetti che intendono esprimere, approfondire una “tesi= attraverso un’individuazione di relatori
d’importanza nazionale ed internazionale, ma con un’ampiezza e una rappresentativa che può
contemplare una programmazione di diversi incontri con caratteristiche variegate sia nei contenuti
sia nelle modalità espositive e può avere una ripetitività negli anni, mantenendo la stessa sede
oppure scambiandosi sede con diversi partner promotori dell’iniziativa.
17) Che caratteristiche ha un evento? «L’evento è una manifestazione pubblica resa nota al fine
di attirare l’attenzione e di suscitare interesse nei confronti dell’azienda o dell’ente che l’organizza.
Prevede la partecipazione di un pubblico interessato ai contenuti esposti». Un evento è da intendersi
come un tipo di avvenimento contenitore di messaggi, può presentarsi sottoforma di convegno,
simposio, congresso, conferenza stampa, seminario, festival, convention…
18) Quali sono gli strumenti fondamentali che caratterizzano una buona metodologia di
pianificazione nella progettazione di un evento? Gli strumenti fondamentali che caratterizzano
una buona metodologia di pianificazione nella progettazione di un evento sono: - fare riferimento a
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obiettivi concreti, - disporre di strumenti per conseguirli, - essere coordinati in un programma chiaro
e completo di attuazione. Gli obiettivi devono essere ben individuati sia qualitativamente sia
quantitativamente, basati su un supporto conoscitivo, lontani da ogni astrattezza.
19) Descrivere gli obiettivi di un piano marketing Gli obiettivi di un piano marketing comprendono:
- portare alla realizzazione dell’evento nel contesto di tempi prestabiliti, - coinvolgere tutto il
personale che in maniera diretta o indiretta vi dovrà partecipare; - pianificare i tempi necessari
perché l’evento si sviluppi nel migliore dei modi. La pianificazione di un evento, se completa e
contemporaneamente flessibile, diventerà una guida utile per portare l’evento stesso al successo;
questa pianificazione aiuterà la messa in atto della strategia di marketing.
20) Cos'è un piano di comunicazione? Il piano di comunicazione è il documento strategico e
operativo della comunicazione di un evento, riassume la strategia generale di comunicazione
(contenuti, messaggio, immagine coordinata) e la declina operativamente su tutti i mezzi, gli
strumenti e le azioni che si intende realizzare per raggiungere i diversi pubblici obiettivi. Esso
consente un puntale monitoraggio dei costi e del calendario di realizzazione di ogni singola attività,
dei vincoli di budget e di te
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Paniere Organizzazione di eventi e ufficio stampa - Risposte multiple - aggiornato (2026)
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Paniere Organizzazione di eventi e ufficio stampa - Risposte multiple - aggiornato (2025)
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