DIDATTICA E PEDAGOGIA SPECIALE
DOMANDE DA FARE IN QUANTO PERSONALI
06. Lo studente scelga un principio delll’Universal Design for Learning e lo
LEZIONE 47 N
commenti
LEZIONE 61 N 05. Lo studente descriva una delle quattro dimensioni del nuovo piano
educativo individualizzato (PEI) alla luce dm n.182 del 29/12/20 (LE RISPOSTE POSSIBILI
‘’RISPOSTA’’ ALLA
SONO SCRITTE NELLA DOMANDA)
LEZIONE 62 N 06. Lo studente scelga una sezione del nuovo PEI e la descriva
LEZIONE 85 N 06.Lo studente scelga uno degli obiettivi che intende perseguire il progetto
educativo individualizzato in comunita’ a favore del bambino e lo commenti
Lezione 002
06. In che cosa consiste la specificità del discorso didattico? l’apprendimento
La specificità del discorso didattico deriva dalla stessa esigenza di concepire in
con l’insegnamento. Nella didattica risulta impossibile slegare l’analisi
correlazione
dell’apprendimento dalle questioni all’insegnamento.(
connesse chi vuole può approfondire)
07. Lo studente descriva i settori di indagine della scienza didattica.
all’interno
La didattica è una scienza che si colloca delle scienze pedagogiche il cui campo può
coincidere con quello dei problemi di insegnamento, apprendimento e del loro rapporto. I settori
didattica riguardano, ad esempio, lo studio dei criteri generali dell’azione
di indagine della
educativa, le ricerche sulla integralità, integrazione, differenziazione, sulla progettazione
dell’intervento educativo, all’organizzazione dell’azione
i problemi legati educativa e i processi di
trasmissione delle competenze.( ok )
Lezione 003 “la
11. Lo studente argomenti la seguente affermazione: formazione riguarda il processo di crescita,
costantemente”
di maturazione e di sviluppo che porta la persona a tras-formarsi descrivendo
perché e in relazione a che cosa.
La formazione è un processo che viene a contrassegnare l’individuo come tale, rendendolo
responsabile e protagonista del proprio percorso formativo, continuamente in divenire. La
processo di crescita all’interno di un movimento dinamico che
formazione riguarda quindi un l’apprendimento
implica il possesso della cultura, di saperi e tecniche e la socializzazione. Il
processo formativo verte quindi principalmente su scelte interiori del soggetto, portandolo a
maturare coscienza di sé e della sua personalità. La formazione è sviluppo del soggetto nella sua
umanità. “educazione”?
12. Che cosa si intende con il termine
L’educazione è un’esperienza diffusa e generalizzata, alla quale è possibile accostarsi anche senza
un supporto scientifico (madre o insegnante che educano seguendo criteri e motivi derivanti
dall’esperienza e non valutazioni di tipo tecnico-scientifico). Ci sono molte definizioni possibili
“educazione” tutte ruotano attorno all’azione educativa che promuove lo sviluppo
della parola ma
umano a più livelli. L’educazione l’insieme
costituisce degli strumenti utili alla trasmissione delle
l’insieme
conoscenze e dei valori prodotti dalle società. Per educazione si può intendere delle azioni
individuali e sociali che favoriscono lo sviluppo fisico, intellettuale e morale della persona.
Compito dell’educazione è sviluppare le potenzialità degli esseri umani singolarmente e
dal latino educere…..)
socialmente intesi (Mariani)(aggiungere, chi vuole,
13. Lo studente descriva i rapporti tra pedagogia ed educazione.
In passato è stata portata avanti una lunga discussione circa la natura della pedagogia e il suo
l’educazione che ha portato ad affermare che l’educazione è il fatto mentre la
rapporto con
pedagogia è ragionare su quel fatto, procedendo in termini scientificamente adeguati (Paparella).
l’educazione come arte
Nel corso degli anni vi è stato chi ha inteso e la pedagogia come riflessione
(o racconto relativo a quest’arte); chi ha sostenuto il carattere di scientificità della ricerca
pedagogica e chi il carattere prescrittivo alle proposizioni pedagogiche.(ok)
14. Che tipo di evoluzione ha conosciuto il concetto di formazione nel corso della storia?
Tra gli anni 50 e 60 del ‘900 iniziò ad esserci una forte tensione tra l’educazione e la formazione
l’istituzione
in ambito politico, storico e sociale. Venne quindi messa in discussione scolastica e
familiare a favore di una ridefinizione dei valori, del senso e della funzione dei saperi entro i quali
l’uomo è chiamato a formarsi. Oggi alla formazione si riconosce intenzionalità, processualità e
finalità e viene descritta come un processo orientato a produrre conoscenza e cambiamento.
Lezione 004
02. Lo studente spieghi le due declinazioni di significato del termine integralità, intesa in senso
debole e in senso forte.
L’istanza della integralità può essere intesa sia in senso debole che in senso forte.
In senso debole, essa sta ad indicare quella definita da alcuni principio della complicanza, nel senso
nell’educazione c’è l’uomo
che sempre la compresenza di tutto con tutto ciò che esso porta con sé
volontà, moralità. Nel significato forte, l’istanza della integralità sta ad indicare un
di conoscenza,
compito oltre che una condizione, ovvero il compito di riferirsi a tutte le manifestazioni del
potenziale umano.
03. Quali sono i livelli collegati alla parola integralità?
L’istanza della integralità può esplicarsi ad almeno quattro livelli: gli atti, i processi, i contenuti e
le prospettive. l’uomo
• Integralità degli atti: significa farsi carico che è sia esposto agli effetti
dell’imitazione, del condizionamento, sia chiamato ad esercitare la conoscenza, la
volontà e la libertà.
• Integralità dei processi: significa impegnarsi in una costante attivazione delle risorse della
persona.
• Integralità dei contenuti: serve a mettere al riparo da ogni eccesso affinché non si ecceda
nell’esercizio di alcuni processi, trascurandone altri.
• Integralità delle prospettive: significa tenere compresenti il piano della natura e quello della
l’arte
cultura, e la scienza, la fede e la libertà.
Lezione 005
06. Come M. Leang, nella sua Enciclopedia pedagogica, esplicita il rapporto tra tradizione e
progresso?
M. Leang nella sua Enciclopedia pedagogica esplicita il rapporto tra tradizione e progresso
continuità. L’autore sostiene che l’educazione ponga le sue basi nel
connotandolo nel senso della
passato, continuando il passato nel presente ma al contempo pone le premesse del suo superamento
l’educazione è volta sia alla conservazione che al rinnovamento,
nel progresso. In questo modo
esprimendo così l’avvicendarsi delle generazioni che scompaiono e appaiono.
07. Quali sono i contesti in cui si educa?
l’educazione
Oggi sappiamo che avviene non soltanto nel contesto educativo formale (scolastico),
ma in ogni momento e situazione della vita nella quale si è chiamati ad agire e interagire.
L’educazione implica un incontro tra persone che entrano in relazione e tale processo non avviene
solo a scuola. È quindi importante dare rilievo anche a condizioni, messaggi e situazioni produttive
educativo non formale e informale. L’educazione formale
di apprendimento collocabili ne contesto
si svolge negli istituti di formazione e istruzione, concludendosi con il conseguimento di diplomi e
L’educazione
qualifiche. non formale si sviluppa al di fuori delle principali strutture di istruzione
senza il raggiungimento di certificazioni ufficiali (es. luogo di lavoro).
Infine l’educazione informale rappresenta la vita quotidiana e identifica i momenti educativi non
nell’ambiente
intenzionali e non programmati, situazioni in cui è possibile imparare interagendo
sociale di vita. (si)
Lezione 006
02. Lo studente descriva il duplice livello curricolare dell’esperienza educativa.
Sicuramente c’è, nella esperienza educativa, un duplice livello curricolare, quello che deriva dalla
esplicita intenzionalità educativa e quindi dalla progettazione, dal piano di lavoro e da tutto quanto è
oggetto di voluta programmazione dell’educatore, e c’è pure il livello dell’informale, spesso escluso
dalla consapevolezza di chi gestisce la situazione, a volte affidato agli accadimenti fortuiti, alle
circostanze, anche non previste, e della quotidianità, al gioco imprevedibile del caso. Questo secondo
ambito, che sembra resistere alla progettualità e alla intenzionalità educativa, ha un grande rilievo
educativo ed anzi lascia segni anche molto profondi, tanto da interferire con il buon esito del livello
formale, e comunque trascina con sé elementi culturali e valoriali, e spinte evolutive, che sarebbe
davvero improvvido trascurare o escludere da un esplicito impianto progettuale.(si)
Lezione 007 dell’apprendimento,
02. Lo studente descriva, tra i cinque tratti essenziali quello denominato
Riorganizzazione del rapporto Io-Mondo. avviene quando l’esperienza produce
Il tratto della riorganizzazione del rapporto Io-Mondo
l’acquisizione delle conoscenze, quando mette in atto la capacità di utilizzare le conoscenze
processi di crescita. L’insieme di
acquisite, quando sollecita i questi nuovi spazi di azione e
possibilità di intervento sul mondo determinano una riorganizzazione del rapporto con il mondo,
di conseguenza un nuovo modo di porsi nei confronti della storia, della cultura, delle cose, degli
altri e di se stessi. I nuovi contesti di azione racchiudono nuove possibilità di apprendimento e
accrescimento delle conoscenze. Tale processo produce una riorganizzazione periodica del
rapporto tra soggetto e mondo circostante. La capacità di coltivare un rapporto con il mondo,
riorganizzando la propria esperienza precedente, permette alla persona di restare aperta al dialogo.
La relazione Io-Mondo assume quindi un carattere dinamico e processuale.(si)
Lezione 008
02. Quali sono i campi di impegno cui è chiamata oggi la scuola?
Affinché vengano riconosciuti a tutti i diritti della persona e la dignità di cittadini, la scuola non
può trasmettere solo i saperi, bensì deve allargare i campi di impegno. Valorizzare la varietà, la
diversità o la disomogeneità delle condizioni di partenza, metabolizzando il cambiamento. Per
migliorare le possibilità di inclusione scolastica dei soggetti diversi occorre integrare la scuola nel
sistema delle relazioni istituzionali, socioculturali e ambientali del territorio. I rapporti
in presenza di differenze sono da rifondare sull’accoglienza della diversità come
interpersonali
motivo di collaborazione e attenzione. La scuola si apre quindi ai servizi del territorio, ai problemi
di orientamento, di educazione permanente, formazione professionale, in collaborazione con le
istituzioni del territorio. (si)
Lezione 009
04. Quale fu il contributo di J. M. G. Itard circa lo studio della disabilità?
J. M. G. Itard era un medico, pedagogista ed educatore francese considerato il fondatore della
speciale. L’autore contribuì ad un primo approccio globale alla persona con disabilità e
pedagogia un’ottica
al passaggio da prevalentemente medica sulla disabilità a quella educativa. Il caso di
“il selvaggio”,
Victor, denominato ragazzo trattato da Itard, fu il primo caso di azione riabilitativa
e abilitativa condotto con intenzionalità, competenza, progettazione e controllo che fornisce
un’ampia documentazione sull’educazione come cura, strumento e sostegno per la crescita e la
dell’uomo
trasformazione migliorativa e della società.
l’educabilità
05. Quale fu il contributo di Maria Montessori circa delle persone con disabilità
cognitiva? sull’educabilità delle
Maria Montessori appartiene al panorama pedagogico italiano e lavorò
dall’ambito
persone con disabilità, soprattutto cognitiva, riuscendo ad uscire medico divenendo
“diversi”,
pedagogista e dando voce ai bambini considerandoli persone che cercano di esprimersi
attraverso le loro funzioni residue per sviluppare relazioni, apprendimento e creatività. La
dell’organizzazione dell’ambiente,
Montessori si è concentrata sul valore educativo sulle
dell’insegnante all’apprendimento e
competenze come promotore di condizioni favorevoli
all’autonomia dell’alunno e sul significato attribuito ai materiali intesi come sussidi didattici e
mezzi di sviluppo del bambino.(si)
Lezione 010
04. Quale fu il contributo di G. Bollea agli studi circa la recuperabilità dei minori con
insufficienza mentale?
Lo psichiatra Giovanni Bollea è ritenuto il padre della neuropsichiatria infantile in quanto ha
l’Istituto di Neuropsichiatria infantile di Roma e i Centri medico-psico-pedagogici.
fondato
Secondo Bollea era necessaria una disciplina che si occupasse della mente e dei suoi
disfunzionamenti, derivanti da cause fisiologiche, genetiche, traumatiche o relazionali. Ha così
anticipato l’idea di attivare una rete che non includa solo gli specialisti, bensì i genitori, gli
insegnanti, gli psicologi e gli assistenti sociali. Si dimostrò favorevole alle azioni educative precoci
l’educazione
verso i minori con disabilità, sostenendo che speciale fisica e psichica risulta più
valida se anticipata. Per Bollea la condizione ideale è realizzarla entro il primo anno di vita,
preoccupandosi di effettuare una diagnosi tempestiva.(Si)
05. Come avvenne la nascita della pedagogia speciale in Italia?
La pedagogia speciale a livello accademico nasce in Italia a partire dal 1964 con l’istituzione della
l’Università
cattedra di Pedagogia speciale affidata a Roberto Zavalloni presso La Sapienza di
Roma. Zavalloni si occupò della formazione degli insegnanti descrivendo i metodi più idonei per
all’integrazione degli alunni con
creare una didattica differenziale, volta disabilità promuovendo
l’autonomia, l’acquisizione di competenze e abilità espressive e comunicative. Negli stessi anni
Bollea fonda l’Istituto di Neuropsichiatria infantile di Roma impegnandosi nella costruzione di
Centri medico-psico-pedagogici.
Lezione 011
04. Qual è la situazione e le sfide della pedagogia speciale oggi?
Ad oggi ci si interroga su quale sia l’identità della pedagogia speciale, in particolare modo nel
panorama Italiano in cui non esistono più le scuole speciali. La Rocca sostiene la necessità di una
teoria pedagogica speciale fondata su una teoria semantica della persona.Canevaro introduce il
dibattito sull’identità della pedagogia speciale e della prospettiva inclusiva sostenendo che la
pedagogia speciale debba essere in grado di costruire una visione globale delle problematiche da
dell’inclusione.
affrontare e che debba lavorare per giungere ad una cultura De Anna sostiene invece
un’alleanza
che tale disciplina debba costruire un dialogo e con le altre discipline che si occupano
di educazione della persona umana.
Come la pedagogia speciale può lavorare per diffondere la cultura dell’inclusione oggi?
05.
Favorire i processi di inclusione e integrazione di persone portatrici di disabilità richiede molte
competenze. Dainese sostiene che la pedagogia speciale proponga contenuti trasgressivi e
rivoluzionari che appaiono controcorrente rispetto alla tendenza generale alla separazione e
distinzione tra categorie. In particolare modo la scuola deve favorire tale inclusione, favorendo
cooperazione, l’interdipendenza e la metodologia
azioni inclusive mediante la partecipazione, la
laboratoriale. La pedagogia inclusiva porta a considerare la diversità come condizione di base,
l’esistenza
considerando di bisogni particolari in una dimensione sociale, e non come deficit.
L’Index per l’inclusione incoraggia la nascita di una cultura inclusiva contenendo indicazioni di
sviluppo. Nell’Index l’inclusione riguarda l’aumento della partecipazione di adulti e bambini e
sottolinea l’esigenza di attivare risorse per supportare l’apprendimento e la partecipazione dei
soggetti portatori di disabilità nei contesti familiari, scolastici e comunitari.(si)
Lezione 012 all’interno
02. Che cosa accade quando disadattamento e devianza si manifestano della scuola?
Le forme di disadattamento e devianza esprimono la difficoltà di integrazione di alcuni soggetti,
il suo comportamento viola le norme sociali. Quando disadattamento e devianza si manifestano
nell’ambiente scolastico, è opportuno intervenire pedagogicamente, con logiche volte a ricondurre
all’uguaglianza
la differenza (es. disparità sociale - pari opportunità formative). La soluzione
all’analisi dei bisogni che hanno portato alla
sarebbe quindi riconducibile alla ricerca dei motivi,
ricerca di forme di identità, di affermazione negative e soprattutto al sostegno delle potenzialità
inespresse e alle radici positive della personalità.(Aggiungere, chi vuole, rapporto di alleanza
educativa)
Lezione 013
04. La pedagogia interculturale ha fatto un lungo percorso per giungere a valorizzare le
differenze culturali. Lo studente descriva le principali tappe di tale percorso.
Le tappe significative affrontate dalla pedagogia interculturale per giungere a valorizzare le
l’inserimento
differenze culturali sono molteplici. Inizialmente vi è stato un impegno per sociale e
l’obiettivo
scolastico di minori immigrati in una cultura maggioritaria, con di recuperare lo
l&r
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Paniere Didattica della pedagogia interculturale - Risposte aperte - aggiornato (2026)
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