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ZOOCOLTURE

Lezione 1 10/10/18

CONIGLI un mammifero che non appartiene all’ordine dei

Il coniglio domestico (Oryctolagus cuniculus)

come comunemente si crede e com’è stato riportato fino a qualche anno fa in alcuni

roditori,

dizionari (Dizionario Garzanti, 2001), ma a quello dei lagomorfi che si differenziano per la presenza

di 4 incisivi superiori a differenza dei roditori che ne presentano solo 2.

Il coniglio allevato deriva dal coniglio selvatico europeo, appartenente al genere Oryctolagus, la cui

specie O. cuniculus. Questa specie, così detta per la sua abitudine a costruire tane sotterranee, ha

dovuto adattarsi alle necessità della domesticazione, modificando le proprie abitudini

crepuscolari-notturne, la propria taglia e le proprie doti di velocità e di scatto.

TABELLA 1.1: Classificazione sistematica del coniglio (Balasini, 2001) [studia tutta]

in recinti all’aperto.

Prime tracce di allevamento ad uso zootecnico risalgono al 27 a.C.

Primo allevamento in gabbia risale solo al 1700.

Traccia importante risalente al 1583: testo che racconta la storia del coniglio e getta le basi per

l’allevamento del coniglio in gabbia e per la selezione genetica del coniglio. Sono importanti i testi

antichi del 1500 che riportano i vari tipi di allevamento

durante la storia perché si può notare che questo secolo

è un secolo nel quale si sono gettate le basi della

selezione genetica di tutte le razze e tutte le specie ed

inoltre dal 1500 parte la vera logica di quello che è

l’allevamento. Si ritrova al loro interno la logica con

cui si lavorava a quel tempo in allevamento. 1

Un aspetto importante è quello di capire dove si opera. Il mercato dei conigli: sul sito della FAO ci

sono le consistenze di tutti gli allevamenti del mondo e tutti i consumi del mondo legati al comparto

correlati anche all’aspetto della produzione.

agro-zootecnico Dal 2020 la FAO aprirà anche una

non dall’allevamento.

sezione sui piccoli animali a uso domestico e

dal 1994 al 2016 in media la totalità di capi di conigli allevati nel mondo è concentrata

a seguire l’Europa, poi in Africa

sostanzialmente in Asia, ed infine in America

Primo allevatore al mondo è la Cina, segue la Corea Figura 1: quota di produzione di conigli e lepri per regione

l’Egitto e il quarto è l’Italia. Siamo dunque i

del Nord, C’è dunque in Italia una possibilità

primi produttori in Europa. di lavoro nel settore nonostante ci

sia stata una decrescita

dell’allevamento di coniglio di circa

500 mila capi. Tale decrescita non è

una perdita importante perchè tra il

2014-2015 hanno chiuso quasi la

totalità di stabilimenti famigliari ed è Figura 2: i primi 10 produttori di conigli e lepri

l’industria.

rimasta

C’è stata dunque una fortissima

contrazione del numero delle aziende,

il che sta ad indicare un’evoluzione

dell’industrializzazione, ma c’è stata

una quasi inalterata consistenza della

quantità di conigli. Questo è sintomo

di un’ iperspecializzazione

dell’allevamento del coniglio. Questa Figura 3: produzione di conigli e lepri in Italia

specializzazione la riscontriamo oggi

perché c’è un’ulteriore contrazione legata però alle aziende famigliari e non all’industria che sono

aziende specializzate.

Dunque pur essendoci stata una contrazione forte delle aziende in Italia (da 56.203 a 9.346) il

numero di capi è praticamente rimasto invariato (da 7.194.099 a 6.888.782). da notare inoltre che la

regione italiana dove si allevano maggiormente i conigli è il Veneto: dei 6.888.702 più di 4.000.000

sono in Veneto.

L’allevamento cunicolo è legato all’industria. Le industrie italiane che allevano coniglio sono:

Amadori, Aia, Martini, Fileni e Leocata. Allevano i conigli che viene definito mercato di soccida.

Soccida vuol dire che la proprietà di questi capi appartiene a queste 5 aziende e gli allevatori

ricevono un utile da questi 5 big. 2

Il Veneto è però una regione articolare perchè ci sono ancora una serie di allevamenti che si

definiscono su mercato libero ovvero allevatori che hanno anche la proprietà degli animali e sono

resto d’Italia lavora

anche un buon numero. Il in soccida con questi 5 gruppi e quindi i tecnici sono

dipendenti delle aziende.

RAZZE

Principali razze allevate nel mondo o da cui si parte per allevare capi nel mondo:

- Bianca di nuova Zelanda: è una razza bianco

albina con occhi rossastri, razza da carne con

ottima attitudine materna, fecondità, prolificità e

cura del nido. Peso da adulto 4/5 kg;

- Californiana: ha una pelliccia bianca con

maschera, orecchie zampe e coda nera. Il corpo è

tozzo e ha un’attitudine da carne con ottima

prolificità. Questa razza ha una muscolatura forte

soda ed ha un’ossatura leggera con elevate rese

al macello. Peso da adulto 3.7-4.4 kg;

- Fulvo di Borbogna: razza media con muscolatura

asciutta e soda. È di tonalità rosso giallastro,

peso medio da adulto 4/5 Kg; buona prolificità e

rusticità, è un’ottima razza da incrocio.

Le razze possono inoltre essere divise in:

- Pesanti: 5-8 kg p.v.

- Medie: 4-5 kg p.v.

- Leggere: 2-3 kg p.v.

- Nane: non ad interesse zootecnico, ma i cosiddetti conigli di affezione.

GENETICA IN ALLEVAMENTO

Negli anni ’70 nella ricerca di nuove combinazione genetica. Attraverso l’incrocio a

si lavorava

due vie si allevavano e si incrociavano una razza 1 con attitudine materna e una razza 2 con

attitudine materna che davano ad una prole F1(incrocio) con attitudine materna. Questo si era fatto

perché le nidiate erano scarse e con alta mortalità per la poca cura delle fattrici nel gestire la nidiata

si è cercato di fortificare l’attitudine materna per fortificare la cura della prole e tutto

e ciò che

questo comportava. Questo si poteva anche affrontare con un incrocio industriale a tre vie dove

venivano incrociate una razza 1 con attitudine materna, una razza 2 con attitudine materna per

ottenere una prole F1 che però non era una animale pesanti. Le femmine F1, mentre i maschi

andavano al macello, venivano incrociata ad una razza 3 pesante con attitudine da carne per ottenere

macello. Dell’incrocio F2,

una prole F2 con il solo scopo di quindi, sia maschi che femmine

vengono mandati al macello. 3

A partire dagli anni ’80 si inizia a lavorare rafforzando il concetto della consanguineità. La

consanguineità rappresenta un problema nelle altre specie perché pur rafforzando alcuni caratteri

L’unico animale che non ha il problema della consanguineità è il coniglio e quindi

porta a problemi.

si sta sfruttando a vantaggio dell’allevamento per rafforzare specifici caratteri.

base genetica è l’unico animale che non crea conflitto

(Per nel rafforzare un carattere per

consanguineità)

GRANPARENTALI LINEE MASCHILI LINEE FEMMINILI

(linee pure) derivati da genitori con derivate da genitori con

caratteristiche maschili caratteristiche femminili

(peso) (cura della prole e numerosità

della nidiata)

PARENTALI MASCHIO FEMMINA

con caratteristiche maschili con caratteristiche femminili

(la femmina va al macello) (il maschio va al macello)

F1 Inizialmente la prole dei parentali, sia maschi che femmine, va al

macello, da metà anni ottanta solo il maschio va al macello e la

femmina viene utilizzata per dare F2.

F2 Dagli anni ottanta la femmina F1 viene accoppiata di nuovo con il

parentale maschio per dare una prole F2 più grossa. La F2 vanno tutti al

macello sia maschi che femmine.

I granparentali sono le linee pure. Dall’ unione di maschi e femmine con attitudine maschile (linea

maschile) e dall’unione con maschi e femmine con attitudine femminile (linea femminile) si

ottengono i parentali. I parentali sono sostanzialmente la prole dei gran parentali e vengono

utilizzati per far origine al prodotto F1. Dei parentali ottenuti dalla linea maschile dei gran parentali

si utilizzano i maschi che avranno attitudine maschile, quindi le femmine della linea maschile vanno

al macello, mentre dei parentali ottenuti dalla linea femminile dei gran parentali, che quindi avranno

attitudine femminile, si utilizzano le femmine, mentre i maschi andranno al macello. Dall’unione

del parentale maschio ad attitudine maschile e del parentale femmina con attitudine femminile si

ottiene l’ibrido F1 (maschio e femmina). Inizialmente la prole F1 era totalmente utilizzata per il

macello, ma a partire dagli anni ottanta si sono iniziate ad utilizzare le femmine F1, che avevano

attitudine materna, con il parentale maschio ottenuto dalla linea maschile per ottenere un ibrido F2

totalmente destinato al macello.

c’è una linea netta

Nella tabella, inoltre, (linea rossa) poiché i granparentali, le linee di purezza,

sono detenuti dai centri di selezione genetica e quindi non li ritroviamo in allevamento. I parentali

escono dai centri genetici e vanno nell’allevamento delle fattrici.

È importante inoltre capire che si passa a lavorare su un prodotto commerciale F2 non solo per una

questione di peso, ma anche per una questione di costo perché i parentali vanno acquistati ed hanno

un costo molto anno. Per diminuire una parte degli acquisti , creando una F2, si evita di acquistare

nuovamente il maschio sfruttando nuovamente il maschio con la femmina F1 ricomprando solo la

femmina. 4

ANCI

L’Associazione Nazionale Coniglicoltori Italiani gestisce il libro genealogico e il registro

anagrafico.

In particolare:

- Libro genealogico: rappresenta lo strumento per il miglioramento genetico delle

razze cunicole ed ha la finalità di indirizzare, sul piano tecnico, con particolare

riguardo alla valutazione genetica dei riproduttori, l’attività di selezione delle

singole razze, promuovendone nel contempo la valorizzazione economica.

Il libro genealogico è distinto in singole sezioni per le razze Argentata Italiana,

Bianca Italiana e Macchiata Italiana. (Art. 2). Contiene quindi le razze principali per

l’industria cunicola.

Art.20

CRITERI DELLA SELEZIONE DELLE RAZZE DEL LIBRO GENEALOGICO

I criteri di selezione sono costituiti dai caratteri produttivi e da quelli

riproduttivi, con riferimento al primo parto.

Per i caratteri produttivi vengono presi in considerazione:

o il peso della nidiata a 19 gg

o il peso individuale a 60 gg

Per i caratteri riproduttivi vengono presi in considerazione:

o il numero di nati vivi

o la numerosità della nidiata a 19 gg

o Il numero di mammelle

- Registro anagrafico: rappresenta lo strumento per la conservazione o la

salvaguardia delle razze cunicole allevate sul territorio nazionale, con particolare

riguardo al mantenimento del loro standard morfologico e della loro variabilità

genetica promuovendone, nel contempo, la valorizzazione economica. Il registro

anagrafico, è distinto in singole sezioni e comprende tutte le razze previste

dall’allegato B delle norme tecniche. (Art. 3). Contiene quindi le 43 razze minori senza

valore industriale per le quali non sono importati i dati dell’incremento ponderale.

Art.23

INFORMAZIONI DEL REGISTRO ANAGRAFICO

Gli uffici periferici provvedono, in forma fiduciaria, alla raccolta dagli allevamenti iscritti al

registro anagrafico delle informazioni relative a:

o variazioni anagrafiche degli allevamenti iscritti e delle razze allevate da ciascun

allevamento;

o data nascita;

o padre; 5

o madre;

o sesso;

o razza;

o eventi vitali (date e tipologie di ingressi e uscite).

RICOVERI

In fase di progettazione occorre garantire le condizioni ambientali più adatte per valorizzare al

massimo la produzione e il confort e la sicurezza sul luogo di lavoro per gli operatori. Occorre

inoltre evitare strutture che comportino inutili spostamenti di animali e mezzi, limitare gli oneri di

esercizio mediante soluzioni tecniche e organizzative che consentano di contenere le esigenze di

l’impatto ambientale

manodopera e i fabbisogni energetici e infine ridurre entro limiti accettabili

dell’attività zootecnica. Il costo operativo, che è il costo per ogni singola attività e quindi che rientra

nelle spese di un azienda, occorre ridurlo in fase di progettazione elaborando una struttura con lo

scopo di avere costi operativi bassi.

l’isolamento termico.

Il primo aspetto da garantire è Ad oggi le strutture sono fatte in acciaio/ferro

rivestite da pannelli definiti pannelli sandwich. È un pannello

in cui troviamo una lamina di ferro inferiore normalmente

liscia rivolta all’interno della struttura, ritroviamo poi un

materiale isolante e poi un’altra pannellatura zigzagata rivolta

all’esterno. La lamina interna è spesso in acciaio perché

dell’acqua anche e

resiste alla corrosione oltre che soprattutto

a quello dell’ammoniaca perché le deiezioni dei conigli ne

sono ricche. Facendo questo il prodotto dura di più, fino a 25 anni. Figura 4: pannello sandwich

Si utilizza il pannello sandwich anche per le chiusure laterali e non solo

per la parte superiore della struttura, perché meno costosi della muratura.

l’illuminazione.

Altro aspetto importante è La luce può essere naturale o artificiale in base alle

Ci sono settori, come quello dell’ingrasso, che possono essere

esigenze. gestiti con luce naturale,

mentre altri, come quello delle fattrici, che vanno gestiti con luce artificiale. Oltre poi al benessere

e al suo

dei conigli e di conseguenza alla qualità della produzione, occorre pensare all’operatore

L’operatore che si occupa degli animali deve potersi occupare senza problemi della

benessere.

struttura e degli animali senza rischiare di ferirsi o altro. La pannellatura a sandwich inoltre ha il

vantaggio che l’acciaio riflette la luce e quindi si aumenta la luminosità interna alla struttura.

Possono essere presenti anche tendostrutture che però devono essere collocate in ambienti miti tutto

l’anno perché non ha isolamento termico.

Altro aspetto è la ventilazione. Per progettare un buon sistema di ventilazione occorre tener

presente quali siano le caratteristiche climatiche della zona invernali ed estive (temperatura, umidità

ed esposizione ai venti) e la tipologia di animale allevato perché ogni animale produce una

determinata quantità di calore, di umidità e di gas (CO ...).

2

A livello delle gabbie l’aria non deve superare i 0,3 m/s nel periodo estivo e nel periodo invernale

può essere naturale, sfruttando l’esposizione ai venti

0,1 m/s. La ventilazione e/o il gradiente 6

termico (aria calda sale e aria fredda scende) munendo la struttura di particolari forme del tetto o

artificiale (ventilatori). Nello specifico:

- La ventilazione naturale:

l’aria entra dalle aperture laterali ed esce dal colmo

o Sfrutta il gradiente termico, l’aria entra si riscalda, quindi si espande,

o quindi sale

verso l’alto ed esce

Maggiore è la distanza tra l’apertura di ingresso ed il cupolino, più veloce

o sarà il

movimento dell’aria

Più bassa è la temperatura esterna, e quindi dell’aria in ingresso, maggiore

o sarà

l’efficienza

Il vantaggio della ventilazione naturale è il fatto di essere economica però ha svantaggi

come quello di avere un’alta efficienza nel periodo invernale e una bassa efficienza nel

periodo estivo, inoltre poi è difficilmente controllabile.

- La ventilazione artificiale:

L’aria entra nella struttura attraverso l’utilizzo di ventilatori

o

o I ventilatori possono lavorare in due diversi modi: pressione o depressione. La

ventilazione artificiale che sfrutta i ventilatori attraverso il principio della pressione,

scarsamente utilizzata ad oggi negli allevamenti, si serve di un tubo montato nella

parte alta della struttura nel quale viene spinta aria verso il basso ed esce da aperture

posizionate sulla parte bassa della struttura. È un sistema molto costoso ed è per

questo che non viene più installato perché consiste in ventilatori molto grandi che

necessitano di tanta energia per spostare una massa imponente di aria. Altro sistema

è la ventilazione in depressione. I ventilatori sono piccoli e posti sul lato lungo

dell’allevamento, possono essere disposti in varie maniere e sfruttano i deflettori,

ovvero finestre che si aprono e si chiudono quando si accendono e si spengono i

ventilatori e servo

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SofiaSe di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Zooculture e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Teramo o del prof Vignone Oreste.
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