William Shakespeare (1564-1616)
Si conosce poco dell’autore. Egli passò una vita poco appariscente e voleva concentrare la sua fama su quello che lo circondava, non sulla sua vita privata. Nacque a Stratford da una famiglia di misurato benessere. Il padre era membro della corporazione dei Guantai e divenne sindaco. Però vissero un periodo di decadenza dove solo il “blasone” gli permise di far parte della nobiltà. A 18 anni sposa (matrimonio riparatore) Anne Hathaway, ed avranno 3 figli: Susanna, Judith e Hammet. Dal 1585 al 1592 sono chiamati i “lost years”. Dal 1592 al 1594 scrisse i suoi famosi sonetti, soprattutto perché questo è il periodo in cui la peste ha chiuso i teatri.
Sonetti
Tutti i sonetti seguono un preciso ordine, che viene seguito con regolarità per puro piacere estetico. Troviamo 14 versi di 10 sillabe (ultima accentata) con un distico (più sillabe con una certa disposizione di accenti). Lo schema delle rime è alternato: ABAB/CDCD/EFEF/GG (le ultime rimano fra di loro).
Entra a far parte della compagnia chiamata Lord Chamberlain’s Men. Egli fu anche attore, e i suoi drammi erano frutto della sua esperienza in scena. Divenne anche sharer del Globe Theater. Riuscì a sposare l’idea di teatro accessibile a tutti con la ricchezza retorica del testo.
Le opere nascono dalla conoscenza degli attori e della struttura scenica che gli permetteva di realizzare un dramma. Tutti i personaggi erano concepiti per specifici attori (es. Richard Burbage). Buona parte delle sue opere vennero pubblicate nel “First Folio” nel 1623, altre invece le troviamo anche nel “bad quarto”, cioè la brutta copia del “good quarto”. Questa è la trascrizione dei copioni.
Opere
36 drammi
Histories
- “Titus Andronicus”: tragedia a modello latino a base di orrori e crudeltà, come Seneca.
Prima tetralogia
- “Henry VI”: re debole senza capacità a governare. Si narrano i complotti e tradimenti. La figura più importante è la madre del re (regina Margherita) che orchestra il tutto;
- “Richard III”: re genio del male, incarna la figura machiavellica del principe, venuto per conquistare il Regno.
Seconda tetralogia
- “Richard II”: re inadatto a regnare perché troppo sensibile. Incarna la figura dell’eroe che riflette su se stesso e sui propri dolori. Notiamo la dissacrazione del re;
- “Henry IV”: regnante deciso e dissacrato, che cerca di dare di nuovo solidità alla corona. Dopo la sua morte il principe (scapestrato con strane compagnie come Falstaff) assume le qualità di regnante;
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