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La società britannica di psicoanalisi

Il 20 febbraio 1919 nasce la società britannica di psicanalisi. Vi era una profonda differenza tra la scuola inglese e quella viennese. I punti di divergenza maggiore tra le due scuole di pensiero riguardavano: lo sviluppo precoce della sessualità in particolare quella femminile, la genesi del super io e la sua relazione con il complesso di Edipo, la notazione di pulsione di morte e la tecnica dell'analisi infantile.

Gruppo degli indipendenti

Non schierato con gruppo A o B, entrambe scuole danno contrib importanti + gruppo con non ebrei + gruppo che da molto importanza a esperienze reali traumatiche infantili, a genesi patologia e a relaz paziente analista. Gruppo eterogeneo. Vari caposcuola tra cui Fairbairn e Winnicott.

Fairbairn

Teoria della motivazione

Al centro dei vasti e variati i contributi di Fairbairn troviamo la critica e la riformulazione della teoria classica della motivazione, ovvero la teoria pulsionale. Fairbairn fondava il suo disaccordo con la teoria pulsionale su due principi basilari:

  • La libido non è ricerca di piacere ma la ricerca di oggetto.
  • L'impulso (energia) è inseparabile dalla struttura.
  • L'Io è in origine orientato al principio di realtà.

L'oggetto non è soltanto incorporato nell'impulso fin dall'inizio ma la principale caratteristica dell'energia libidica è proprio la sua qualità di ricerca oggettuale. Il piacere non è l'obiettivo finale dell'impulso ma un mezzo per raggiungere il suo vero fine ovvero la relazione con un altro. Dal punto di vista di Fairbairn la distinzione freudiana tra es e io e la sua visione dell'impulso come di un'energia senza direzione, che viene secondariamente legata ad oggetti, comporta un uso sbagliato del linguaggio. Non c'è una separazione tra io e es. Le strutture dell'io possiedono energia e questa energia è fin dall'inizio strutturata e diretta verso oggetti. Gli impulsi non possono essere separati da queste strutture e dalle relazioni oggettuali che grazie ad esse l'io può stabilire.

Il bambino è orientato verso gli altri fin dalla nascita e la sua ricerca di relazione ha radici adattive nella sopravvivenza biologica. L'esperienza del comportamento umano deriva fondamentalmente dalla ricerca ed dalla conservazione di contatti con altri. Il processo analitico non consiste in una risoluzione di un conflitto inconscio degli impulsi alla ricerca del piacere, ma in un processo attraverso il quale viene ripristinata la capacità di avere contatto diretto e pieno con altri esseri umani reali.

Il corpo offre opportunità per diversi tipi di attività ed i piaceri sensuali, soprattutto attraverso le zone erogene che vengono usate dall'io, alla ricerca di oggetti, come occasioni di contatto, modalità per stabilire una relazione con altri. Il primo oggetto per il bambino è il seno della madre e egli cerca il contatto con esso per assicurarsi lo sviluppo e la sopravvivenza sia biologici che emotivi. Per Fairbairn è cruciale e primaria la capacità di intimità e la possibilità di un funzionamento genuinamente genitale è una conseguenza di tale capacità di stabilire una relazione di intimità e di reciprocità. Per Fairbairn sono primarie tutte le relazioni con gli oggetti significativi, le zone sono semplicemente canali e strumenti per queste relazioni. Non è l'atteggiamento libidico che determina la relazione oggettuale ma è la relazione oggettuale che determina l'atteggiamento libidico.

Esiste una sequenza di maturazione che si svolge in modo naturale, dei bisogni di vari tipi di relazioni con altri, sequenza che va dalla dipendenza infantile all'intimità matura dell'amore adulto. Le relazioni con gli altri, in particolare i primissimi bisogni di dipendenza infantile dagli agenti delle cure materne, diventano insoddisfacenti, cattive. Il fattore importante in questa generale deprivazione è stato l'interferenza della civilizzazione nel legame madre figlio. In conseguenza di quella che Fairbairn vede come una separazione innaturale, le prime relazioni con oggetti diventano cattive o deprivanti. Diventa troppo doloroso desiderare intensamente o dipendere da un oggetto che per parte del tempo è assente emotivamente o fisicamente. Il bambino quindi stabilisce dentro di sé oggetti interni che agiscono come sostituti e soluzioni di rapporti insoddisfacenti con oggetti reali esterni. Tanto maggiore è il grado di interferenza e di deprivazione nelle relazioni con i suoi oggetti naturali, cioè la gente reale, tanto maggiore sarà per l'io il bisogno di stabilire relazioni con oggetti interni. Gli oggetti interni sono strutture psicopatologiche.

Qual è il ruolo dell'aggressività nella teoria motivazionale di Fairbairn?

L'aggressività non è esattamente una componente o una trasformazione della libido ma attinge da essa la propria distinta energia. L'aggressività si serve di superfici strumenti corporei come i denti per elaborare le sue mete. Fairbairn riteneva che l'aggressività non fosse un fattore motivante primario, ma piuttosto che nascesse spontaneamente, fosse una reazione alla frustrazione della meta motivante primaria, lo sforzo per il contatto con gli oggetti. L'aggressività non è espressione di una distruttività innata, ma è il risultato di una mancanza di relazioni oggettuali soddisfacenti.

Teoria dello sviluppo

Nella visione di Fairbairn la caratteristica centrale dello sviluppo emotivo è una sequenza.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

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