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William Fairbairn

Appunti di psicologia dinamica sui seguenti argomenti trattati: Teoria della motivazione, Teoria dello sviluppo, Dipendenza infantile, Fase di transizione, Stato di dipendenza matura, Strutturazione psichica, La teoria della psicopatologia. Scarica il file in formato pdf!

Esame di Psicologia dinamica docente Prof. F. Gazzillo

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Esiste una sequenza di maturazione che si svolge in modo naturale, dei bisogni di vari tipi di

relazioni con altri, sequenza che va dalla dipendenza infantile all'intimità matura dell'amore adulto.

Le relazioni con gli altri, in particolare i primissimi bisogni di dipendenza infantile dagli agenti

delle cure materne, diventano insoddisfacenti, cattive. Il fattore importante in questa generale

deprivazione è stato l'interferenza della civilizzazione nel legame madre figlio.

In conseguenza di quella che Fairbairn vede come una separazione innaturale, le prime relazioni

con oggetti diventano cattive o deprivanti. Diventa troppo doloroso desiderare intensamente o

dipendere da un oggetto che per parte del tempo è assente emotivamente o fisicamente. Il bambino

quindi stabilisce dentro di sé oggetti interni che agiscono come sostituti e soluzioni di rapporti

insoddisfacenti con oggetti reali esterni. Tanto maggiore è il grado di interferenza e di deprivazione

nelle relazioni con i suoi oggetti naturali, cioè la gente reale, tanto maggiore sarà per l'io il bisogno

di stabilire relazioni con oggetti interni. Gli oggetti interni sono strutture psicopatologiche.

Qual è il ruolo dell'aggressività nella teoria motivazionale di Fairbairn?

L'aggressività non è esattamente una componente o una trasformazione della libido ma attinge da

essa la propria distinta energia. L'aggressività si serve di superfici strumenti corporei come i denti

per elaborare le sue mete. Fairbairn riteneva che l'aggressività non fosse un fattore motivante

primario, ma piuttosto che nascesse spontaneamente, fosse una reazione alla frustrazione della

meta motivante primaria, lo sforzo per il contatto con gli oggetti.L’aggressività non è espressione di

una distruttività innata, ma è il risultato di una mancanza di relazioni oggettuali soddisfacenti.

Teoria dello sviluppo

Nella visione di Fairbairn la caratteristica centrale dello sviluppo emotivo è una sequenza

maturativa naturale di relazione con altri. La psicopatologia è caratterizzata da disturbi in questa

sequenza naturale di relazioni, cioè da una proliferazione di relazioni con oggetti interni

compensatori e da una conseguenza frammentazione interna. Quello che cambia non è la parte del

corpo che funge da punto focale della tensione sensuale ma la qualità e la complessità delle

relazioni con altri. Secondo fairbairn questa sequenza è composta di tre grandi fasi: il primo periodo

di dipendenza infantile, una fase di transizione e uno stato di maturità che chiama dipendenza

matura. Lo sviluppo normale consiste essenzialmente in un grande processo, tramite il quale una

modalità infantile, dipendente, di relazione con altri, viene sostituita da una capacità di reciprocità

adulta. L'elemento chiave in questa transizione è il processo di separazione.

Dipendenza infantile

La descrizione di Fairbairn dello stato psicologico dei primi mesi di vita del bambino è imperniato

sull' esperienza di fusione con la madre. La modalità relazionale attraverso la quale il bambino

piccolo sperimenta contatti con gli altri durante questo periodo, identificazione primaria, è

definita come l'investimento di un oggetto che non è stato ancora differenziato dal soggetto che

investe. La tendenza a fondersi con la madre deriva dalla totale e incondizionata dipendenza del

bambino. La sua sopravvivenza dipende dalla presenza ed alle cure della madre, ed egli sperimenta

o se stesso in armonia con sua madre o se stesso che tenta di esserlo, attraverso le principali

modalità relazionali di cui può disporre ovvero succhiare, prendere e incorporare. Poiché l’elemento

caratteristico di questa fase è l’identificazione con l’oggetto e la sua incorporazione, di

conseguenza, l’angoscia centrale è l’angoscia di separazione e la paura di perdere l’oggetto.

Questa fase si suddivide in 2 sottofasi:

- Fase orale precoce : il bambino si rapporta a un oggetto parziale, il seno materno. In assenza di

esso, il bambino attribuisce la mancanza ad un suo eccesso di amore (ha “svuotato” il seno

materno). La credenza che il proprio modo di essere causi dolore all’oggetto amato è l’angoscia

schizoide

- Fase orale tardiva : il bambino si rapporta a un oggetto intero, la madre. In assenza della madre, il

bambino attribuisce la mancanza al suo odio, alla sua distruttività. Questa è l’angoscia depressiva,

che culmina con la paura di rimanere totalmente isolati dagli altri

Il bambino, angosciato dalla presenza di questi oggetti cattivi interni, ricorre ai meccanismi di

rimozione primaria (che opera sia sull’oggetto cattivo rifiutante che su quello eccitante) e di

rimozione secondaria, la quale elimina le parti dell’Io che si sono libidicamente connesse a questi

oggetti interiorizzati.

Fase di transizione

La fase di transizione fa da ponte tra le due relazioni oggettuali basate sulla dipendenza infantile e

quelle basate sulla dipendenza matura. Questo implica una rinuncia ad attaccamenti compulsivi ad

oggetti, basati su identificazione e fusione primarie, in favore di relazioni basate su differenziazione

e scambio. Questo rappresenta un gradino evolutivo estremamente difficile da raggiungere in realtà

non lo si raggiunge mai del tutto, la grande paura è quella della sperimentazione della perdita totale

degli oggetti. Perché questo processo possa avere luogo il bambino deve sentirsi amato in quanto

persona e credere che il proprio amore sia ben accolto e apprezzato.

Se manca il senso di fiduciosa possibilità, se il bambino sente che la rinuncia all' attaccamento

infantile ai genitori e ai suoi oggetti interni non sfoci in nuove, più ricche, relazioni, ma in

isolamento e mancanza di contatto, l'attaccamento rimane e la fase di transizione non viene mai

portata a compimento.

Le dinamiche anale e fallica sono ridefinite da Fairbairn nel suo schema evolutivo: non sono più

considerate organizzazioni a pieno titolo ma veicolo per i conflitti del bambino durante la fase di

transizione, tra il desiderio di abbandonare gli attaccamenti agli oggetti interni dell'infanzia e la

spinta a rimanere legato ad essi.

Durante il periodo di transazione, il bambino è posto davanti a un conflitto e, per gestirlo, ricorre a

4 tecniche (tecniche transizionali), rappresentanti meccanismi di difesa per gestire oltre il conflitto

in questione anche le relazioni con gli oggetti interni:

- Paranoide: Esteriorizzati oggetti cattivi e interiorizzati oggetti buoni

- Isterica: Esteriorizzati oggetti buoni e interiorizzatti oggetti cattivi

- Ossessiva: Interiorizzati oggetti cattivi e buoni

Paura da parte del soggetto di fare qualcosa di sbagliato

- Fobica: Esteriorizzati oggetti cattivi e buoni

Paura di essere inghiottito e paura di essere isolato

Stato di dipendenza matura

Gli adulti sani sono emotivamente dipendenti l'uno dall'altro, contrariamente alla situazione di

dipendenza quasi completamente unilaterale dell'infanzia. Nella dipendenza matura l'accento si

sposta dal prendere al dare e scambiare, con la capacità da parte di individuo differenziato di

relazioni di cooperazione con oggetti differenziati.

Strutturazione psichica

Fairbairn immagina un io unitario, integrato, con una propria energia libidica che cerca relazioni

con oggetti esterni reali, se questi contatti sono soddisfacenti l'io rimane integrato e intero.

Relazioni insoddisfacenti con oggetti esterni reali rendono necessario che l'io costruisca oggetti

interni compensatori.


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5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in psicologia e processi sociali
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AliceDP97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Gazzillo Francesco.

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