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LAVORO SOCIALE ED EDUCATIVO NEL TERRITORIO

RETI DI PROSSIMITÁ PER UN WELFARE DELLE RELAZIONI

Il lavoro di rete è contenuto all’interno di un panorama di welfare delle relazioni o welfare di comunità.

COSA INTENDIAMO QUANDO PARLIAMO DI «RETE

»

Quando parliamo di rete facciamo riferimento alla collaborazione tra i diversi enti e tra le figure presenti al

loro interno; nonché ai legami che si creano tra i vari operatori e con l’utente. Lavoro in rete è invece per

esempio quando una cooperativa lavora in rete con il comune, con la biblioteca ecc.

COSA INTENDIAMO QUANDO PARLIAMO DI «WELFARE»

Quando parliamo di welfare facciamo riferimento allo stato di benessere di una collettività; welfare inteso

come panorama dei servizi. Per esempio l’ospedale, i servizi sociali, le cooperative private e la pensione

fanno parte del sistema di welfare.

CARTA COSTITUZIONALE ITALIANA

Il nostro punto di partenza è proprio la carta costituzionale dove due dei primi articoli esplicitano i doveri

che i cittadini e lo Stato devono mantenere e che stanno alla base di tutte le altre leggi, regolamenti o decreti

redatti (sono così i principi ispiratori).

Art. 3, comma 1: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza

distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Quindi in sostanza afferma che tutti ma proprio tutti i cittadini hanno diritto ad essere uguali di fronte alla

legge.

Art. 3, comma 2: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che,

limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana

e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Infatti la nostra carta all’art.1 dice che la Repubblica è fondata sul lavoro quindi, per esempio se una persona

non ha un lavoro sarebbe compito dello Stato e di tutti i cittadini rimuovere tutti quegli ostacoli che

impediscono ad una persona di non essere uguale alle altre, di non realizzarsi. Per rimuovere questi ostacoli,

in Occidente almeno, è stato attuato il sistema di welfare composto da alcuni ingranaggi: la previdenza (che

in Italia assorbe la maggior parte delle risorse economiche della nazione), la sanità (posta al secondo posto)

e l’assistenza (posta in ultimo posto e a cui vengono riservati il minor numero di fondi). I

MODELLI DI WELFARE

Nella storia Occidentale si sono susseguiti diversi modelli di welfare a seconda della politica, delle

condizioni, del progetto, del delle condizioni di difficoltà ecc.

à

Paternalista, orientato alla lotta alla povertà non vedeva implicato lo Stato ma si affidava soprattutto agli

enti di carità, soprattutto nel nostra Paese di provenienza cattolica. Per un certo periodo sono stati l’unico

intervento pubblico che fronteggiava le situazioni di difficoltà quali indigenza e povertà.

Fordista, fortemente interventista ed indirizzato ai diritti dei lavoratorià nasce con l’avvento della

Rivoluzione Industriale; i datori di lavoro (gli industriali), che possedevano immense proprietà e altrettanti

operai alle proprie dipendenze, provvedevano alla loro sopravvivenza, nonché alla loro protezione, istruzione

e a quella delle loro famiglie (devono contribuire al benessere degli operai, fatto in buona fede). Mette a

disposizione scuole, libri, materiali per il lavoro, insegnamento per i figli ecc. proprio a tale scopo nasce il tfr

ovvero l’accantonamento di una quota che spetta al lavoratore in seguito ai suoi servigi e che viene trattenuta

dal datore di lavoro per consegnarla al momento del pensionamento o del licenziamento (fatto proprio a

tutela del lavoratore per garantirgli un futuro dignitoso).

Egualitario, che afferma il principio della cittadinanza sociale di tutti. Questo sistema nasce con la fine della

Seconda Guerra Mondiale in seguito alla proclamazione della Repubblica. Esso va a tutelare non più gli

operai ma i cittadini, per questo si ha per la prima volta un intervento massiccio dello Stato. Infatti, lo Stato,

ha il dovere di pensare e preoccuparsi di rimuovere gli ostacoli che possono impedire lo sviluppo dell’essere

umano, raccogliendo risorse dai datori e dai lavoratori volte a promuovere il benessere di tutti e a provvedere

ai soggetti inabili al lavoro (improduttivi) ovvero anziani, malati e bambini. Prende piede così il cosiddetto

Welfare State.

Liberista, che celebra la soggettività e il diritto di scegliere in regime di concorrenza e di mercato. Mette in

discussione i modelli precedenti perché la storia dimostra che l’intervento dello Stato non è efficace nel

senso che esso sperpera più dei cittadini, perché il prelievo fatto tramite le tasse viene usato in modo

inadeguato. Inoltre ci si interroga sul perché un soggetto debba per esempio farsi curare da un medico, o

rivolgersi ad un particolare ospedale messo a disposizione dallo Stato e non possa scegliere dove andare. Il

modello liberista sostiene il principio di pagare meno tasse e poter scegliere a chi rivolgersi in caso di

à

bisogno soggettività e diritto dell’individuo di scegliere in regime di mercato. Secondo i promotori la

fiducia in questo processo porta allo stato di benessere collettivo.

Gli obiettivi generali perseguiti dal welfare sono fondamentalmente tre: (sicuro in esame)

1. assicurare un tenore di vita minimo a tutti i cittadini attraverso la sanità, la previdenza, l’assistenza ecc.;

2. dare sicurezza (non fisica intesa come guardia del corpo) agli individui e alle famiglie in presenza di

eventi naturali (alluvione, terremoto, perdita del posto di lavoro, malattia di un figlio, morte di un padre

o un bambino…) ed economici sfavorevoli di vario genere;

3. consentire a tutti i cittadini di usufruire di alcuni servizi fondamentali, quali l’istruzione e la sanità

(scuola dell’obbligo fino a 18 annià 10 anni di scolarità almeno).

DEFINIZIONE DI WELFARE STATE (con parte liberista)

Complesso di politiche pubbliche messe in atto da uno Stato che interviene, in un’economia di mercato, per

garantire l’assistenza e il benessere dei cittadini, modificando in modo deliberato e regolamentato la

distribuzione dei redditi generata dalle forze del mercato stesso. Il welfare comprende pertanto il complesso

di politiche pubbliche dirette a migliorare le condizioni di vita dei cittadini.

WELFARE STATE

I principali motivi della crisi (i servizi alla persona non sono più quelli di una volta):

1. Invecchiamento demograficoà si muore di meno e più tardi quindi le persone vanno curate, assistite

più a lungo e c’è un maggiore dispendio di soldi che è tutto a carico del sistema di Welfare.

2. Trasformazione dei rapporti famigliarià siamo passati da una società che si preoccupava dei propri

ammalati e dei propri anziani, ovvero una famiglia allargata, a una famiglia nucleare che o provvede

all’accudimento in casa (con sistema domiciliare) del proprio anziano o l’inserimento in una struttura

residenziale. Ciò ha inciso molto sul sistema di welfare. à

3. Cambiamenti economici generali e crisi dell’occupazione sempre meno occupati, sempre meno

gente che produce sempre meno gente che paga le tasse, sempre meno risorse perché le aziende

chiudono e i lavoratori sono disoccupati quindi si presenta una crisi dell’occupazione.

MODELLI DI WELFARE

Il dibattito politico che si presenta è tra il modello liberista, generalmente posizionato a destra, e quello

laborista di estrazione maggiormente di sinistra.

…e in Italia?

Legge 328/2000, che definisce il welfare come l’insieme degli interventi e dei servizi rivolti a migliorare il

benessere delle persone o dei gruppi sociali, in primis la famiglia (si concentra sulle cose da fare, però non ha

certo risolto il problema della crisi dei sistemi)

….per tutti? E per tutti i bisogni?

• à

non solo cittadini e famiglie in situazione di «svantaggio» il modello di welfare in Italia risponde a

tutti (anziani, lavoratori, ricchi e poveri), tutti per esempio hanno diritto alla pensione non solo gli operai

ma anche il datore di lavoro.

• solo bisogni “qualificati”, ovvero riconosciuti come diritti di cittadinanza (lo Stato non risponde più a

à

tutti i bisogni ma solo a quelli che vengono definiti dalla legge 328/00 qualificati per esempio sanità

à

qualificato trasporti non qualificato).

Tutti siamo venuti a contatto criticità:

• Disoccupazione

• Solitudine

• Disagio

• questioni su cui noi siamo chiamati ad intervenire perché lo

Emarginazione

• Immigrazione Stato non riesce più a farvi fronte.

• Disgregazione

• Conflittualità

• Crisi economica

Il welfare è talmente in crisi che fa riferimento a 3 termini fondamentali che sono:

Solidarietà : inteso come aiuto reciproco, aiutare qualcuno in difficoltà, fare qualcosa per migliorare il

benessere (per esempio tutti si mettono insieme per fare qualcosa di utile a tutti). Solidarietà vuole anche dire

mi preoccupo per gli altri e per il loro benessere senza per forza aver nulla in cambio.

+

Sussidiarietà : aiuto, interventi per gradi (Comune, Provincia, Regione, Stato) favorendo l’intervento

della realtà più vicina alla situazione di bisogno per esempio se un vicino di casa non sta bene la prima

persona che potrebbe intervenire sono io, se io non ho le capacità e gli strumenti adeguati mi rivolgerò a un

servizio territoriale che può aiutarlo o a un servizio statale. Fare in modo che intervenga la realtà formale o

informale più vicina alla situazione di bisogno o di necessità.

+

Corresponsabilità : siamo tutti coinvolti nella situazione di bisogno o nel mantenimento di una

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Scienze politiche e sociali SPS/09 Sociologia dei processi economici e del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AO95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Welfare e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Scienze Sociali Prof.
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