Web e social media
Ecosistema dei media digitali
L'attuale ecosistema dei media digitali è un sistema molto complesso formato da piattaforme diverse tra loro. La storia del web inizia a Ginevra, in Svizzera, nel 1989. Internet c'era già, Tim Berners Lee infatti non inventò Internet ma il sito web. Fino al 1989 la connessione a Internet esiste (si è diffusa dagli USA in tutto il mondo) però è complicata: chi vuole cercare dei dati si ritrova una pagina nera con scritte verdi, bisogna inserire codici particolari per connettere il proprio computer ai dati a cui si vuole accedere. Si tratta di un accesso remoto ai file. Nascono inoltre i primi motori di ricerca e i primi browser. Di conseguenza nasce il web che oggi conosciamo.
Le cose oggi sono molto cambiate e ci sono stati numerosi sviluppi: i media broadcast (radio, tv) esistono ancora (1 livello), mentre gli altri 3 livelli del web si sono sviluppati man mano.
- Web 1.0 (1994-2004): un set di siti web che non fornivano contenuto interattivo
- Web 2.0 (2004-2010): è la dimensione sociale della rete, si tratta di piattaforme che permettono l'interazione tra gli utenti della rete. Ne fanno parte anche i blog, le piattaforme wiki e di sharing
- Moltiplicazione soggetti che parlano nella rete
- Sviluppo logica wiki e co-costruzione dei contenuti
- Evoluzione del posizionamento dell'utente
- Web 3.0 (2010 in poi): ha la capacità di geolocalizzare gli utenti nello spazio, quindi di riconoscere in quale posizione si trovano; ha dato il via allo sviluppo di azioni/attività che si possono fare accedendo da dispositivi mobili.
I motori di ricerca
I motori di ricerca hanno fatto la differenza, sono diventati i nuovi "gatekeeper". Se si vuole navigare in rete, il primo punto a cui si ha accesso è il motore di ricerca che permette di arrivare ai siti web. I motori di ricerca non evidenziano proprio tutti i siti, perché sarebbero tantissimi, ma operano un filtro tra quello che si può e non si può vedere (non tutti i siti vengono resi visibili).
I contenuti che circolano in rete sono in realtà frammenti di contenuto: ad esempio, se si cerca su Google una notizia, quello che si vede è il singolo articolo, quindi solo un pezzetto dell'intero sito. Questa frammentazione ha avviato il processo di personalizzazione che ha avuto effetto sul modo di produrre i contenuti.
Come funziona il gatekeeping dei motori di ricerca?
Gli "spider" sono i software che guardano i cambiamenti effettuati nei vari siti così da mantenere il motore di ricerca sempre aggiornato. Monitorano la rete continuamente per individuare ogni novità/cambiamento.
I motori di ricerca lavorano su 2 livelli:
- Primo livello: il motore di ricerca restituisce le pagine in un certo ordine
- Secondo la popolarità della pagina (quanto più un contenuto è popolare, tanto più sale nella classifica in cui viene mostrato)
- Secondo la chiarezza (parole chiave nel titolo e nella parte di sito che compare nel motore di ricerca, numero di volte che le parole chiave si ripetono nel documento)
SEO è chi migliora continuamente titoli e descrizioni del sito web per far sì che gli spider lo riconoscano e lo collochino nel database del motore di ricerca sempre meglio. Infatti gli spider non leggono tutte le pagine del sito web ma il titolo/le prime righe. SEM (search engine marketing) fa comparire i siti web nelle prime 2/3 posizioni che hanno "ann" (annuncio) evidenziato in giallo. Adwords è un meccanismo di pubblicità che permette ad alcuni siti web di essere visualizzati in cima ai motori di ricerca. L'azienda compra delle parole chiave non in esclusiva, poiché Google non può vendere a una sola azienda una parola chiave. L'azienda fa un'offerta, la parola deve essere coerente con il contenuto del suo sito. Le aziende che hanno fatto l'offerta migliore, e hanno più persone che vanno a cliccare il loro annuncio, vedono tale annuncio riproposto. I nuovi gatekeeper decidono cosa dovrebbe interessare rispetto alle tante informazioni che ci sono online.
Secondo livello: social network, blog, wiki, piattaforme di condivisione dei contenuti (es. Youtube). È un insieme di piattaforme complesse caratterizzate dalla presenza centrale degli utenti. Essi forniscono un valore aggiunto attraverso l'autoproduzione di contenuti e la diffusione di conoscenza. Non si parla più di siti web ma di "piattaforme". La differenza sta nel fatto che il sito web è costruito in rete e reso pubblico, è "chiuso", definito, resta tale nel tempo; la piattaforma invece è un sistema aperto in cui si può intervenire e aggiungere contenuti. Il sito vive anche senza utenti, la piattaforma no. Infatti i social network funzionano quando raggiungono un certo numero di utenti, altrimenti scompaiono. Inoltre non basta che si iscrivano gli utenti, devono anche inserire contenuti.
Il web 1.0 ricerca lettori, il web 2.0 cerca produttori di contenuti. Il giudizio degli utenti diventa cruciale per la sopravvivenza dei contenuti. Facebook ad esempio pubblica sulla home non tutti i contenuti, ma quelli più rilevanti per la singola persona.
Evoluzioni chiave
- Dal sito web al blog: da un insieme di contenuti che vengono creati da team di professionisti si passa a contenuti che mescolano tutto quello che gli utenti della rete possono produrre e mettere online. Tutti possono contribuire al sapere che circola in rete.
- Dalla fruizione si passa al wiki: Wikipedia coinvolge la co-costruzione dei contenuti (più utenti si uniscono) su un'unica piattaforma (es. l'hashtag è coprodotto dagli utenti che lo usano).
- Dalla stikiness si passa alla syndication: l'utente non è più 'trattenuto dal singolo sito", ma il contenuto le segue (feed RSS).
Le direzioni di questa evoluzione sono:
- Da stickiness of people a stickiness of conversation: dal tenere le persone su un sito si passa alla ricerca delle loro conversazioni, a cercare di riuscire a essere condivisi all'interno di conversazioni
- Dal content management al content curation: dal produrre un contenuto su cui si ha il completo controllo al non poter più controllare il contenuto che si è creato.
Web 3.0
Le sue 3 linee evolutive sono:
- Web semantico
- I contenuti non sono più costituiti da pagine HTML ma da un database sottostante che permette ricerche più approfondite e accurate. Non c'è più solo il titolo della pagina, ma è presente anche una descrizione che sintetizza il contenuto del sito e riprende le parole-chiave.
- I motori di ricerca capiscono le nostre richieste fatte in linguaggio naturale, senza più dover inserire solo parole chiave.
- Si possono individuare le necessità e i gusti degli utenti secondo il loro comportamento in rete. I "Big Data" sono dati prodotti nella rete dagli utenti e diventati un'enorme quantità di dati prodotti in tempo reale ogni volta che si accede a Internet. Essi presentano tre caratteristiche:
- Volume: ingenti quantitativi di data set non gestibili con i database tradizionali.
- Velocity: dati che affluiscono e necessitano di essere processati a ritmi sostenuti o in tempo reale.
- Variety: dati di diversa natura e non strutturati come testi, audio, video, flussi di click, segnali provenienti da cellulari, sensori, transazioni commerciali di vario genere.
- Geospatial web: Parliamo di geolocalizzazione. Si sviluppano mappe bidimensionali o tridimensionali in cui vengono inserite informazioni non solo geografiche. Le informazioni possono essere inserite dagli utenti.
- Realtà aumentata: Arricchimento della percezione sensoriale umana mediante informazioni, in genere manipolate e convogliate elettronicamente, che non sarebbero percepibili con i 5 sensi. Il web 3.0 ha rimesso in contatto il web con lo spazio fisico, il luogo in cui si trova l'utente grazie alle tante applicazioni che lo sfruttano.
Dal web alle app
La logica delle app fa sì che l'interfaccia del cellulare costituisca la prima interfaccia di accesso alla rete. Però non è più solo motore di ricerca, ma è costituita da punti di accesso privilegiati che io decido essere le cose che mi interessano: posso avere Facebook, app del giornale, meteo, ecc... Il diffondersi delle app ha cambiato il modo di immaginare la rete, non più pensata come un luogo solo dove esplorare, cercare, ma pensata anche come rete frammentata in pezzetti monotematici (social, informazione ecc.) che costituiscono "imbuti" che permettono di arrivare direttamente ai contenuti che interessano. Quindi la nostra navigazione tende ad essere sempre più mirata, personalizzata e anche più brandizzata (le app hanno un nome, un marchio), inoltre le app consentono una navigazione geolocalizzata. Entrano in gioco gli app store, quindi una nuova forma di gatekeeping (non vengono mostrate tutte le app, solo quelle più popolari).
Social network e social media
Si usa il termine "social" per indicare quelle piattaforme che mirano ad allargare la rete di amicizie e anche a entrare in relazione stretta o a pubblicare qualcosa.
I social network sono servizi basati sul web che permettono di:
- Costruire un profilo pubblico o semipubblico in un sistema chiuso (visibile solo dentro la piattaforma)
- Articolare una lista di altri utenti con cui condividere una connessione
- Vedere attraverso la lista di connessione propria e vedere anche le liste (spazio dove si costruisce un profilo e la sua rete di relazioni) di amici degli altri all'interno del sistema
I social media sono una categoria di servizi internet eterogenei accomunati dalla caratteristica centralità dei contenuti generati dagli utenti. Non si limita a costruire un profilo, ma a produrlo. Prima di Facebook Nel 1997 viene fatto un primo esperimento di social networking. Si è trattato di sixdegrees, un social a iscrizione e invito. Ha come idea quella di attivare relazioni che ci legano ad altro e di facilitare networking sociali (una propria pagina statica dove inserire i dati) per raggiungere persone a contatto con noi. In quanto carente in un modello di business ha chiuso nel 2001.
Livejournal è un servizio di social networking che permette ai propri utenti di avere un proprio blog, giornale, diario da personalizzare e di individuare il network di amici con cui condividerne i contenuti. Friendster è il primo a chiamarsi SNS (social network site). Permette di creare un proprio profilo con foto e nome e connette persone con interessi comuni. È stato chiuso nel 2009, anche se nel 2011 è risorto come piattaforma di gaming. Quello dei social è uno scenario in via di definizione in cui si possono riconoscere tre modelli:
- Social network statici sono i social network che hanno come fine quello di stabilire nuove relazioni sociali (es. Friendster)
- Social network di nicchia hanno come fine il mantenere attive le relazioni e le reti di solidarietà tra soggetti appartenenti a comunità etnico-culturali disperse (es. BlackPlanet)
- Social blog integrano il racconto di "storie di navigazione" con la possibilità di connettersi a una rete sociale
Fase di espansione e nascita di Facebook
Il 2003 rappresenta l'anno di avvio della fase di espansione dei social media:
- Innovazioni tecnologiche incrementano la velocità di banda
- Innovazioni di formato introducono immagini, video e foto
- Innovazioni di offerta prevedono i social network per rispondere a nuovi bisogni
In questa fase vengono riproposti modelli già presenti: delicious, una piattaforma di social bookmarking che riprende la forma dei primi blog, tra gli SNS statici troviamo invece LinkedIn la cui comunicazione è centrata sulla costruzione di un profilo dell'utente (che assume la forma del curriculum) secondo un formato statico in cui le proprie informazioni sono le uniche aggiornabili. Inoltre, LinkedIn offre la possibilità di lasciare sulla pagina degli iscritti referenze o commenti sulle loro qualità professionali che contribuiscono ad incrementarne la reputazione e l'affidabilità. I social network si moltiplicano secondo una logica di specializzazione per tipologia di contenuti, per specificità di servizi o per specificità di target.
Nel 2003 nasce Skype, un sistema di VoIP (Voice over Internet Protocol) che fornisce videochat e servizio di chiamate tramite Internet, diventando anche oggetto di interesse dei grandi player internazionali. Nello stesso anno abbiamo anche Myspace, un sito di social networking rivolto a un target giovanile e di adolescenti. Permette la condivisione di file mp3 e la personalizzazione delle pagine e del profilo. La presentazione di sé assume un ruolo centrale e si regola la privacy. Consente inoltre di inviare messaggi privati, di usare gli spazi di blogging per raccontarsi e di lasciare commenti sui profili degli altri.
Nel 2005 viene acquisito dalla News Corporation e raggiunge un'utenza più adulta. Purtroppo però presenta difficoltà tecniche dovute alla lentezza di caricamento dei profili che diventano sempre più articolati e ricchi di contenuti. Un altro social network che nasce quell'anno è SecondLife, un mondo virtuale online multiutente alla cui base c'è la socialità e la possibilità di creare un proprio avatar. Entra in crisi in quanto si tratta di una piattaforma ad alto investimento a fronte dello sviluppo parallelo dei social network, lenta nell'avanzamento tecnologico ed anche a causa dello sviluppo dei videogame che prevedono una grafica di più alta qualità.
Facebook - fase 1 + sviluppo contemporaneo di altri social
Nel 2004 alcuni studenti di Harvard avviano un progetto interno chiamato Facebook. Nasce come SNS statico, rivolto a una comunità chiusa e protetta e mirato al sostegno delle relazioni sociali esistenti. Dopo il 2006 diventa accessibile a tutti. Dopo Facebook nasce Flickr, un social network specializzato per lo scambio di foto. È un SNS dinamico, interoperabile con altre piattaforme (permette la condivisione di contenuti con altri siti), rivolto a un target specifico e che consente di chattare con altri utenti a partire dai contenuti (le conversazioni sono tematiche e si creano gruppi di interesse). Produce dunque socialità.
Successivamente nasce Digg, la prima versione di aggregatore che consente di proporre dei link a notizie dando loro una valutazione (digging). L'elenco di nuove notizie è costantemente aggiornato e ordinato dagli utenti. Digg consente inoltre di seguire persone interessanti (una sorta di Twitter). Nel 2005 nasce Reddit, la prima vera piattaforma di social news.
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