Caratteristiche dei virus dell’epatite
VIROLOGIA
Virus delle epatiti
Epatite A Epatite B Epatite C Epatite Delta Epatite E
RNA circolare simile Simile ai
Famiglia Picornavirus Hepadnavirus Flavivirus ai viroidi delle piante Calicivirus
DNA (parzialmente
Acido nucleico RNA (senso +) RNA (senso +) RNA (senso -) RNA (senso +)
a doppio filamento)
Malattia Epatite Epatite Non-A, Epatite enterica
Epatite da siero
causata infettiva non-B non-A, non-B
Epatite Virale - Generalità
Dimensioni ~ 28nm ~40nm 30 - 60nm ~ 40nm 30 - 35 nm
Envelope No Si Si Si No
Tipo di Epatite
Sintomi di A B C D E
itterazione e
rilascio di sangue/ fluidi
feci feci
sangue/ fluidi sangue/ fluidi
Fonte di
enzimi epatici. di derivazione
di derivazione di derivazione
virus ematica
ematica ematica
HAV e HEV in Via di fecale-orale fecale-orale
percutanea percutanea percutanea
comune: via di trasmissione permucosale
permucosale permucosale
trasmissione,
assenza di no si si si no
Infezione cronica
cronicizzazione,
genoma, Prevenzione Acqua
Immunizzazione Immunizzazione Screening Immunizzazione
assenza di potabile
pre/post- pre/post- donatori di pre/post-esposizione;
envelope esposizione esposizione sicura
sangue; modifica modifica comportamenti
a rischio
comportamenti
a rischio
Incubazione 15-50 45-160 15-60 15-50
14-180
(giorni)
HAV
•
Famiglia dei picornaviridae, aventi genoma RNA +.
Un solo tipo antigenico.
- Struttura
virus nudo, aventi simmetria icosaedrica.
Capside formato da 4 proteine oltre ad una legante il genoma (VPg—> incorpora genoma
nel capside e inizio sintesi di RNA virale)
- Replicazione
replicano nel citoplasma e non hanno effetto citopatico. Dopo Uncoatind, RNA si lega ai
ribosomi mediante sequaneza di riconoscimento IRES e codifica per una poliproteina poi
tagliata da proteasi virali per dare le proteine finali; la prot VPg funziona da primer per la
sintesi RNA.
- Caratteristiche cliniche
Comuni le infezioni subcliniche senza ittero (bambini soprattutto); periodo di incubazione
30gg, virus presente nelle feci 10-15gg prima dello sviluppo della malattia; mortalità 0,1%
non cronicizza. Marker caratteristico è l’alanina-aminotransferasi
- Trasmissione
Oro-fecale; ingestione acqua/cibo contaminata (molluschi crudi); contatto persona-
persona; esposizione a sangue infetto. Una volta assorbito passa dal sangue al fegato,
replica negli epatociti, viene poi escreto con la bile nell’intestino. Scarso danno citopatico,
dovuto a meccanismi immunitari e non da effetto citopatico diretto del virus.
Vaccino inattivato con formaldeide (virus ucciso). 1
VIROLOGIA
HBV
•
Famiglia Hepadnaviridae—> virus tropismo epatico, genoma DNA, presenza di trascrittasi
inversa
- Struttura
Nel sangue di persone infette tre tipi morofologici:
-le particelle sferiche più piccole (22nm) e quelle tubulari sono un eccesso di materiale di
rivestimento esterno del virione (HBsAg).
-il virione infettante è sferico di 42nm “particella di Dane”.
DNA circolare parzialemente bicatenario.
Al DNA è associata la polimerasi—> attività di trascrittasi inversa e ribonucleasi.
Capside: HBcAg proteina del core che all’esterno espone HBsAg (contiene DNA e
polimerasi)
HBsAg: costituita da 3 glicoproteine (S;M;L): S è contenuta all’interno di M, che a sua volta
è contenuta all’interno di L (il gene che le codifica è il gene virale S contiene tre siti di inizio
traduzione—> partenza dal più esterno otteniamo L, più centralmente M ed S).
- Genoma
Gene S: HBsAg
Gene C: HBcAg—> proteina strutturale del core e HBeAg—> peptide di assemblaggio, ha
due siti di inzio traduzione; costituiscono nucleocapside ( se presenti nel siero il virus è in
fase di replicazione)
Gene P: polimerasi
Gene X: proteina transattivante; promuove replicazione geni virali, ma anche geni
onocogeni. Inibisce p53 complessandocisi.
- Replicazione
Avviene nel nucleo attraverso un intermedio ad RNA.
1. Dopo penetrazione, polimerasi virale completa filamento incompleto di DNA
genomico.
2. DNA virale raggiunge il nucleo, polimerasi cellulare lo trascrive in mRNA e RNA
complementare (pregenoma)
3. Traduzione: Proteine strutturali e funzionali del virus—>pregenoma e la proteina del
capside si assemblano in nucleocapsidi nei quali viene incorporata la polimerasi
virale.
4. La polimerasi virale, con funzione di trascrizione inversa, trascrive RNA
(pregenoma) in cDNA, per poi formare una molecola di DNA parzialmente
bicatenario, svolgendo azione RNAsica.
Durante la replicazione abbiamo produzione in eccesso e messa in circolo di HBsAg e
HBeAg. DNA può integrarsi con quello dell’epatocita infetto.
Si distinguono RNA subgenomici (proteina X, S/preS) e RNA pregenomici ( bifunzionali,
RNA e stampo-pregenoma—> danno proteine del core e trascrittasi)
Incubazione 60-90gg, tempo che precede la comparsa dei sintomi: anche 6 mesi.
Nei neonati (fino ad un anno) è asintomatica. I sintomi si fanno più evidenti
proporzionalmente all’aumentare dell’età.
Evoluzione infezione varia a seconda dell’età: guarigione infezione acuta si verifica in
modo inversamente proporzionale all’età del soggetto. Neonati 10-20% guarisce. Adulti
90% guarisce.
Cronicizzazione 10%: danno epatico continuo porta a—> cirrosi, insufficienza epatica,
carcinoma primario del fegato. Rischio superinfezione HDV. 2
VIROLOGIA
Responsabile circa 80% dei casi di carcinoma primario epatico dovuto a:
-continua rigenerazione epatica dovuta al danno epatico, mutazioni epatociti
-azione proteina codificata da gene X: attività transattivante su geni virali e cellulari che
regolano la crescita, inattivano prodotto di p53 (oncosoppressore) complessandocisi
-integrazione del genoma virale in quello cellulare, potendo stimolare geni cellulari
coinvolti nella regolazione del ciclo cellulare (80% dei pazienti con carcinoma epatico
primario lo riporta).
Concentrazione HBV nelle persone infette:
-Alta: siero e sangue;
-Moderata: liquido seminale, fluido vaginale e saliva:
-Bassa: lacrime, urina, feci, sudore e latte.
-Trasmissione:
Verticale (alla nascita, raramente placentare e latte); orizzontale (parenterale e sessuale;
apparente rasoi spazzolini etc).
-Risposta immunitaria:
Linfociti T responsabili sia del danno epatico che della risoluzione dell’infezione.
-Terapia:
Interferon aplha e beta; inibitori trascrittasi inversa (come in HIV).
-Vaccino:
Ricombinate (plasmide)contiene HBsAg. In persone non vaccinate è possibile utilizzare
immunoglobuline specifiche per l’epatite B entro una settimana dall’esposizione al virus.
HDV
•
Virus difettivo: necessita coinfezione HBV per l’infezione (involucro con HBsAg, non
codificato dal genoma)
Genoma
piccolo, RNA-, circolare a bastoncello.
Core proteico con antigene delta (p27 e p29).
Circondato da un envelope costituito dall’HBsAg—> non codificato dal suo genoma,
necessita quindi che la cellula in cui risiede sia infettata anche dall’ HBV.
Replicazione
Nel nucleo, utilizzando RNA polimerasi 2 cellulare.
Il genoma forma un ribozima che taglia RNA circolare per produrre mRNA necessario per
la sintesi dell’antigene delta.
Responsabile della maggior parte dei casi di epatite fulminante.
Necessità di HBV per HDV porta:
- coinfezione-> HBV E HDV contratte contemporaneamente, determinando malattia acuta,
basso rischio cronicizzazione
-superinfezione: HDV contratto in paziente con HBV cronica, seconda epatite clinicamente
evidente. Frequente sviluppo di infezione cronica con rischio cirrosi.
Trasmissione:
-orizzontale: percutanea (aghi o politrasfusi); permucosale (sessuale). Trasmissione
parentale, virus nel sangue.
-verticale.
Patogenesi:
Danno epatico immuno-mediato
Prevenzione: coinfezione—>profilassi prevenireHBV superinfezione—>Educazione 3
VIROLOGIA
HEV
•
Famiglia Hepeviridae
Capside icosaedrico, nudo, 35-40nm. Genoma RNA + singolo filamento, replicazione
citoplasmatica. Mortalità 10 volte più elevata della A
Incubazione 40gg. Non cronicizza.
La trasmissione è per ingestione di cibi o acqua contaminata, persona-persona è minima.
Zoonosi con maiali domestici.
Adottare corrette misure igieniche.
HCV
•
Famiglia Flaviviridae, Genere Hepacivirus.
-Struttura e replicazione
Virus con envelope—> due glicoproteine E1-2 altamente variabili: più di 90 sottotipi virali
Capside icosaedrico; 30-60nm
-RNA singolo filamento +:
tradotto in un’unica poliproteina, tagliata da proteasi;
presenta un loop in 5’.
-Si moltiplica nel citoplasma degli epatociti, dei linfociti T e B e delle cellule della linea
monocito-macrofagica.
-Envelope acquisito gemmando in vescicole intracellulari.
Recettore CD81 e recettore per LDL; antirecettore virale E2.
Uomo e scimpanzè unici reservoir conosciuti.
6 gentopi, 90 sottotipi (alta variabilità delle glicoproteine dell’envelope)
-Patogenesi
Stabilisce infezioni non citolitiche e persistenti, tende a cronicizzare.
Può causare carcinoma epatocellulare.
Periodo di incubazione 6-7settimane, fino a parecchi mesi.
malattia acuta (ittero): <20%;
infezione cronica: 60-85%;
cirrosi 10-20%
Infezione acuta asintomatica nell’80% dei casi; infezione sintomatica abitualmente lieve
(ittero, nausea, doloro addominali, perdita appetito, urine scure).
Danno cronico al fegato—> rigenerazione che può far accumulare alterazioni genetiche,
che possono sfociare in trasformazioni maligne.
Le proteine di HCV interagiscono con molti fattori della cellula ospite:
le proteasi e le elicasi alterano processi metabolici cellulari;
le proteine virali interferiscono con pathway cellulare;
le proteine HCV determinano aumento di stress ossidativo, aumenta apoptosie e
proliferazione cellulare.
-Trasmissione
Percutanea: aghi infetti, fattori di coagulazione, trasfusione, terapeutica; permucosale;
perinatale e sessuale (molto meno frequente di HBV).
Il virus è presente nel sangue, liquido seminale, secrezioni vaginali)
-Terapia
Interferon alpha:
-genotipo 1 è resistente (E2 e NS5A inibiscono la protein chinasi antivirale indotta da
interferon);
-genotipo non 1 risposta 40-50%; -genotipo 2-3 88%;
Farmaci:inibitori proteasi (grazoprevir); inibitore NS5A (elbasvir); inibitore polimerasi NS5B
4
VIROLOGIA
Retrovirus
3 sottofamiglie:
Oncovirinae: presentano nel genoma un oncogène. HTLV-1 virus umano T-linfotropico
causa leucemia a cellule T nell’adulto—> non presenta un oncogène ma codifica una
proteina dal gene Tax che va ad interferire con l’espressione dei geni che controllano la
crescita.
possono agire in tre modi:
Possono portare integrato nel loro genoma una copia di un oncogene cellulare (v-onc):
• una volta integrato, questo gene si trova sotto il controllo del promotore virale e quindi la
sua sintesi è molto maggiore rispetto alle condizioni normali. Il virus che porta
l’oncogene, però, risulta difettivo (porta un gene cellulare invece di un gene virale),
quindi ha bisogno di un virus helper per la replicazione completa.
La seconda classe è composta da quei virus che si integrano in prossimità del gene c-
• onc, aumentandone quindi la trascrizione.
Infine, nel caso di HTLV, non c’è un oncogene integrato nel proprio genoma e non si
• integra in prossimità dell’oncogene, ma produce un trans-attivatore capace di attivare la
trascrizione degli oncogeni cellulari.
Lentivirinae: malattie lente e progressive (incubazione anche 1/3 di vita). Malattie non
neoplastiche del sistema immunitario e del sistema nervoso. HIV ne fa parte.
Spumavirinae: no associazione con malattie nell’uomo.
Struttura
Virus con envelope;
Pericapside ottenuto per gemmazione dalla membrana plasmatica e contiene proteine
virali—> circonda un capside—>contiene:
-genoma singolo filamento RNA + due copie identiche
sequenza cap estremità 5’ poliadenilato estremità 3’—> non codifica polimerasi per
• generare altri mRNA, quindi non è subito infettivo
alle estremità presenta sequenze LTR (sequenze terminali lunghe e ripetute):
• contengono enancher (promotori)
retrovirus a genoma complesso, HTLV e Lentivirus codificano per proteine che
• accrescono la virulenza e necessitano di splicing
3 geni codificano per proteine enzimatiche e strutturali: gag, pol, env—>
• poliproteine poi tagliate danno luogo alle glicoproteine virali
10-50 copie trascrittasi inversa (RT) e integrasi
-
-2 tRNA (primer per la trascrittasi).
PER LA REPLICAZIONE GUARDA HIV
HTLV
•
Retrovirus oncogeni dopo un lungo periodo di incubazione (20-30 anni).
Sono i virus leucemici.
Sono necessari multipli eventi per causare infezione (poco infettivo).
HTLV-1 HTLV-2—> retrovirus di tipo C, infettano produttivamente TCD4, hanno elevato
livello di sensibilità genomica. esiste anche HTLV5 associato forse a linfoma cutaneo maligno
HTLV-1
-
ATLL (adult T-cell Leukemia Lymphoma)—>
-encefalopatie croniche (paraparesi spastica tropicale), -leucemia/linfoma.
Insorge in età adulta; morte provocata da immunodeficienza (infezioni polmonari, 5
VIROLOGIA
meningite, zoster disseminato), sopravvivenza dopo insorgenza dei sintomi acuti
due settimane/un anno
Genoma
RNA+ due singoli filamenti omologhi
LTR: contengono promotori, enhancer e altre sequenze per legare fattori
trascrizionali cellulari.
Gag: poliproteina
p24 capside;
p15 nucleoproteina; Scisse da proteasi pro
p19 matrice.
Pol: poliproteina con sequenza più lunga di tutto il genoma
RT; Integrasi; RNAsi.
Env: poliproteina
gp46 proiettata all’esterno, ancorata a gp 21;
gp21, transmembrana
2 geni regolatori
Tax: attivatore trascrizionale, proteina fosforilata,
agisce su LTR adiacente a gag; transattivante
Rex: regolatore post-trascrizionale, proteina fosforilata,
aumenta trasporto mRNA per proteine strutturali al citoplasma;
regola splicing ed elaborazione mRNA.
quindi promuove la formazione di una maggiore quantità di proteine
strutturali virus specifiche.
Trasmissione e patologia
Non come virus libero ma attraverso una cellula infettata
Sangue infetto, rapporti sessuali; via transplacentare, allattamento.
Non ha oncogene; non dà cis-attivazione—> non si integra a livello di una regione
preferenziale del genoma ma addirittura in cormosomi diversi.
Tax attiva la trascrizione di geni cellulari per il recettore IL2, per varie linfochine, tra
cui IL2, di fattori per crescita cellulare, di fos e sis (protoncogeni cellulari coinvolti
nella crescita e divisione delle cellule
Alterazioni dei T4: non svolgono loro funzioni, minore dipendenza IL2,
immortalizzano cellule.
HIV
•
Due virus:
HIV-1, tutto il mondo;
HIV-2, Africa occidentale, America Sud, Caraibi, meno virulento.
-Struttura
Envelope, di derivazione cellulare, con due antigeni di superficie: due glicoproteine
gp120 antirecettore (estremamente variabile); problema per vaccino
gp41 proteina fusogena e immunosilente, è una proteina transmembrana.
Superficie interna envelope rivestita dalla proteina matrice che contiene il nucleocapside
-Genoma
2 molecole RNA + a singolo filamento identiche—> legate ognuna ad un tRNA, serve da
primer per la trascrittasi inversa
3 geni codificano per proteine enzimatiche e strutturali: (come HTLV)
gag: antigeni interni gruppo-specifici core e matrice,
pol: trascrittasi inversa, proteasi, integrasi,
env: antigeni di superficie. 6
VIROLOGIA
Antigeni gruppo-specifici:
Superficie interna: p17
• Capside: p24
• Nucleocapside con RNA: p9
•
Piccole proteine non strutturuali:
Precoci
TAT: transattivatore di trascrizione
REV: regolatore di espressione delle proteine virali; promuove trasporto mRNA non
sottoposto a splicing nel citoplasma)
NEF: fattore di regolazione
Tardive VIF: fattore che aumenta infettività in alcune cellule
VPU: facilita l’ assemblaggio e il rilascio
VPR: media trasporto del genoma nel nucelo cellulare.
-Replicazione:
Replica esclusivamente in cellule T4 proliferanti in risposta ad uno stimolo.
Tropismo: linfocita T4 (CD4+); distruzione specifica linfociti CD4+ ; linea macrofagica
(persistente): macrofagi e cellule dendritiche.
1. Assorbimento: legame gp120 virale con recettore CD4 su membrana cellulare;
2. Penetrazione: necessita di un corecettore (CCR5, recettore per le chemochine,
molecole coinvolte nella risposta infiammatoria); determina, per chi dovesse avere
variazioni a livello di questo recettore, un’immunità per il virus —> long term non-
progressor; mutazione piò essere eterozigote (infetta più lentamente) o omozigote
(non infetta). In seguito al legame con recettore-coreccetore-antirecettore, si ha un
cambiamento di conformazione di gp120, che determina esposizione di gp 41, proteina
fusogena. Fusione envelope con membrana citoplasmatica. Provoca formazione
sincizi, importante per la progressione della malattia e per la terapia (anticorpi non
bloccano questo tipo di diffusione.
3. Retrotrascrizione del genoma virale: non possiedono una RNApol-RNAdip ma la
trascrittasi inversa, attività RT. Questa utilizza tRNA come primer, per sintetizzare una
molecola di cDNA; svolge poi azione RNAsica sintetizzando poi la seconda molecola
di DNA.
4. Integrazione del provirus nel DNA cellulare: DNA si integra nel genoma cellulare per
mezzo di integrasi.
5. Trascrizione e traduzione: comportamento come geni cellulari. Tascritto da
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