La Rotonda
Andrea Palladio
Indice
Introduzione...............................................pag. 4
Le ville........................................................pag.5
Villa La Rotonda.......................................pag.7
La geometria dei quadrati.........................pag.11
L’utilizzo delle griglie nelle finestre..........pag.14
…nell’arco laterale della loggia................pag.15
…nelle logge................................................pag.16
L’interno.....................................................pag.17
Bibliografia.................................................pag.19 2
Indice delle illustrazioni
Figura 1. Piante schematizzate di dieci ville palladiane…………………....pag.5
Figura 2. Andrea Palladio, La Rotonda a Vicenza……………...……….pag.8
Figura 3. Andrea Palladio, La Rotonda a Vicenza……………………….pag.8
Figura 4. Andrea Palladio, pianta e sezione de La Rotonda a Vicenza….pag.10
Figura 5. Ambar Hernàndez e Tomàs Garcìa-Salgado, disegni dei quadrati
immaginari………………………………………………………….pag12
Figura 6. Tomàs Garcìa-Salgado, immagine iperrealistica dei virtuali volumi
quadrati A, B, C.…………………………………………………pag.13
Figura 7. Tomàs Garcìa-Salgado, Facciata nord-est in cui sono mostrate le
proporzioni delle finestre……………………………………..…pag.14
Figura 8. Tomàs Garcìa-Salgado, Arco della Loggia nord-est……………..pag.15
Figura 9. Tomàs Garcìa-Salgado, L'ingrandimento dell'intercolumnio rende
l'edificio dinamico……………………………………………….…pag16
Figura 10. Alessandro Maganza, pitture della cupola de La Rotonda a
Vicenza…………………………………………………………….pag.17
Figura 11. Andrea Palladio, interno della sala centrale de La Rotonda a
Vicenza……………………………………………………………..pag.17
Figura 12. Statua all'esterno nord-est, villa La Rotonda……………………pag.18
Figura 13. Statua all'esterno nord-ovest, villa La Rotonda…………………pag.18
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• Introduzione
Andrea Di Pietro, detto Palladio, nacque nel 1508 a Padova, all’età di sedici anni s'iscrisse a
Vicenza alla fraglia dei muratori e degli scalpellini. Intorno al 1536 il grande talento del giovane fu
scoperto da Trissino, grande umanista e autore di uno dei primi grandi poemi epici del cinquecento
L’ Italia liberata dai Goti. Trissino fu responsabile del mutamento di professione del Palladio ed
ebbe inoltre un’influenza decisiva sul suo atteggiamento rispetto all’architettura. Palladio fu avviato
da Trissino agli studi classici, i quali rimasero per tutta la vita, la sua occupazione preferita. Egli
compì diversi viaggi a Roma, e scrisse due piccole guide, la prima Le Antichità di Roma in cui
riporta brevi descrizioni dei ruderi classici e la loro storia; la seconda Descrizione de le Chiese,
Stationi, Indulgenze et Reliquie de Corpi Sancti, che sonno in la città de Roma, in cui riporta una
descrizione delle chiese romane dal punto di vista religioso.
Verso la fine della vita egli pubblicò i Commentari di Cesare con le sue quarantuno tavole.
Gli scritti sopra citati appaiono di second’ordine rispetto ai celebri Quattro Libri dell’Architettura,
pubblicati nel 1570, i quali trattano argomenti legati solo all’architettura. Questi sono similmente
caratterizzati da acutezza, precisione, chiara e razionale organizzazione. Il primo libro tratta degli
ordini e delle questioni elementari, il secondo degli edifici domestici, il terzo degli edifici pubblici e
dell’urbanistica e infine il quarto dell’architettura religiosa.
Presumibilmente per Palladio la pratica della buona architettura costituiva un obbligo morale e
l’architettura stessa era considerata come disciplina fondamentale delle arti e delle scienze, il cui
complesso rappresentava per lui l’ideale della virtus.
L’architettura palladiana, più di quella di ogni altro architetto del Rinascimento, è fondata su una
serie di elementi concepiti con cura e concettualmente precostituiti: è possibile osservare come
questi elementi venissero combinati in maniera flessibile e creativa in un disegno in cui egli genera
rapidamente venti schizzi differenti per la pianta di un palazzo.
Nella preparazione dei libri studiava opere dei suoi predecessori che avevano trattato l’architettura,
in particolare l’Alberti, che ebbe una notevole influenza su di lui, Vitruvio il maestro guida e
rivelatore dei più grandi segreti dell'architettura. 4
• Le ville
Nella progettazione delle ville e dei palazzi Palladio seguì alcune norme precise, dalle quali non si
allontanò mai. Esigeva una sala posta sull’asse centrale dell’edificio e un’assoluta simmetria tra gli
1 .
ambienti minori ai suoi lati
Fin da sempre gli architetti rinascimentali hanno riguardato alla simmetria come un requisito
fondamentale nella progettazione, ma raramente questa teoria fu applicata nella pratica. Elemento
caratteristico delle ville e dei palazzi palladiani furono la sistematicità e la planimetria.
Figura 1. Piante schematizzate di dieci ville palladiane.
Lo schema delle ville costruite dal 1550 risponde nettamente alle esigenze della villa italiana: logge
e un’ampia sala sull’asse centrale, due o tre soggiorni o stanze da letto, stanze per i servizi e le
scale. Tutte le ville derivano da un unico modello geometrico di base. Palladio ebbe la massima
cura di impiegare rapporti armonici sia all’interno di ogni ambiente che nelle relazioni degli
ambienti fra loro. Questa esigenza del giusto rapporto sta alla base dell’architettura palladiana.
Le facciate delle ville palladiane presentano un problema simile a quello riscontrato nelle piante.
L’architettura monumentale italiana è concepita secondo rapporti di tridimensionalità (tra
lunghezza, altezza e profondità). Ogni edificio necessitava di una facciata così Palladio scelse il
“si deve avvertire che quelle stanze della parte destra rispondano e siano uguali a quelle della parte sinistra: acciochè
1
la fabbrica sia così in una parte come nell’altra”. Palladio (p.72) 5
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frontone del tempio classico adattandolo alle sue ville .
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