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Vienna di metà Ottocento: modernità e tradizione

Nella Vienna di metà Ottocento cominciano ad imporsi diverse questioni: il rapporto tra modernità e tradizione, tra forma e costruzione. Un interrogarsi sui limiti e le possibilità d’intervento dell’architetto. La Vienna dell’Ottocento si impone come luogo di crisi, di sistema di valori, di un ordine duraturo per sempre. Crisi dovuta alla particolare condizione storica. Vienna era capitale di un impero che si dichiarava erede dell’impero romano. Vienna come un impero (impero austro-ungarico) nuova Roma. La Prima Guerra Mondiale ne porterà il disfacimento. Una crisi che attraversava cultura e società contemporanea viennese. Vienna come luogo del disordine e della confusione dove più nulla si armonizza. Proprio a Vienna incontreremo Freud.

Il gruppo di artisti e intellettuali

A Vienna troviamo un gruppo di artisti ed intellettuali, ciascuno nel proprio campo specifico (Egon Schiele, Adolf Loos, Otto Wagner ecc). Affrontano un medesimo tema: l’impossibilità della sintesi.

La trasformazione urbana: Ringstrasse

Una data significativa è il 1857, l’anno dell’editto imperiale in cui si decide per l’abbattimento delle mura più interne della città e la loro sostituzione con quella che è più nota come un’arteria di traffico, la Ringstrasse (1859-1872). Quest’operazione viene percepita come una sorta di proiezione sul territorio della crisi che stava attraversando la città.

Il confronto con Parigi

Parigi sembra inadatta ad accogliere la modernità alla fine del Settecento. Uno degli interventi più significativi di Parigi è quello del 1853 (Grand Croix). Sventramento di quartieri. Intervento reso possibile dall’autorità imperiale. Vienna subirà questa trasformazione. Sull’area settecentesca del Glacis si costruirà una struttura complessa che doveva definire e proteggere un nucleo storico e costruire una cintura di collegamento tra il centro storico e tutt’intorno saranno costruiti i quartieri esterni.

Edifici lungo la Ringstrasse

Un intervento difficile, a ferro di cavallo, dove complessi residenziali vengono innalzati. Importanti edifici vicino alla Ringstrasse come il Parlamento, il Municipio in stile neogotico ecc. Edifici differenti che non hanno nessuna relazione tra di loro e nessuna relazione con il luogo dove sono costruiti. Non avevano un luogo definito. Incapacità di stabilire un dialogo con il luogo. Unico tentativo è quello rappresentato dall’Hofburg Forum di Gottfried Semper e Karl Hasenauer.

L'Hofburg Forum

Ai primi del Novecento, poco prima della fine della monarchia, fu infatti costruita la parte più imponente della Hofburg, la Neue Hofburg, parte del “Foro imperiale”. Oggi ospita alcune sezioni della Biblioteca nazionale austriaca con le sue varie collezioni, insieme alle raccolte di diversi musei. Progetta due edifici che non a caso si guardano. Due edifici uguali che vanno ad individuare uno spazio che interrompe il Ring per ricongiungersi con il Palazzo Imperiale. Uno spazio capace di tenere insieme i nuovi interventi e la memoria della città.

Otto Wagner e la modernità

Difendere l’identità, la forma della città è ancora possibile? Domanda cruciale che accompagna tutto il lavoro di Otto Wagner. Josef August Lux scrive la prima monografia di Wagner. Viene presentato come architetto moderno. Lettura storiografica fortunata che in qualche modo si ispira agli scritti di Otto Wagner. Uno dei libri più importanti è “Architettura Moderna”.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

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