Estratto del documento

ELEMENTI DI VIDEOARTE

L’arte contemporanea segue una linea più mentale e analitica rispetto a quella poetica emotiva.

L’arte è la costruzione di una domanda che contiene più risposte dotate di senso troppa libertà

all’interpretazione porta però al nulla, bisogna dare un indirizzo.

1839: l’invenzione della fotografia toglie il mestiere agli artisti che dovevano rappresentare la realtà

così com’era artista obbligato a spingersi verso temi dell’arte più profondi, rappresentare ciò che

sta sotto alla realtà [da impressionismo all’arte concettuale]; questo percorso portò alla

progressiva intellettualizzazione dell’artista e alla smaterializzazione dell’arte fino ad arrivare al

concetto dell’arte trasmessa per telepatia, il modo più intelligente per trasmettere un’idea, ovvero da

cervello a cervello [SUICIDIO dell’arte, AUTOANNIENTAZIONE dell’artista]. L’arte raggiunge

così livelli molto alti.

Inganno dell’arte: la componente estetica e la componente etica dell’arte si materializzano nella

ricerca della verità, impostata sul fatto che la pittura è sempre stata la rappresentazione del mondo

su di una superficie bidimensionale Fontana: taglia la tela per dimostrare che dietro di essa non

c’è niente, che la pittura è solo questa ed è inganno.

Le varie tappe

Piero della Francesca: il periodo in cui vive è caratterizzato da una società che aveva raggiunto

una sua indipendenza dal trascendente, non c’è più il misticismo medievale che caratterizzava

l’epoca precedente, l’Umanesimo rivendica la centralità dell’uomo; alla conquista dello spazio

umano corrisponde in pittura la conquista illusoria di una tridimensionalità nella tela; già

Giotto aveva cominciato a studiare una prospettiva primordiale e a cercare una maniera per ottenere

la profondità sulla tela ma non ci riesce la profondità viene conquistata nel Rinascimento, quando

l’artista è anche scienziato e si ottiene una comunione di discipline diverse per arrivare alla sintesi

dell’arte; Pala di Brera l’uovo è il simbolo della profondità perché è come se l’aria lo

circondasse; è però una profondità illusoria, poiché l’arte in pittura è solo superficie [entra in gioco

l’etica].

Claude Monet: esegue circa quaranta dipinti raffiguranti la cattedrale di Rouen, dipingendoli in ore

diverse del giorno; è la luce che crea l’oggetto e quindi di per sé non si sa come sia la verità non

esiste, tutto è interpretabile; il lavoro di Monet contiene un sistema di tipo mentale.

Paul Cézanne: a prescindere dal valore estetico del suo lavoro, è il maggiore artista tra la fine del

XIX secolo, inizio del Novecento; La montagna di Saint-Victoire questo soggetto gli permette di

procedere con la formalizzazione dell’arte poiché la comunicazione diventa la componente

principale della società contemporanea; la comprensione di ciò che la comunicazione rappresenta,

conseguentemente all’invenzione della fotografia, costringe gli artisti a scavare in altri ambiti

[Delaroche: “Da oggi la pittura è morta”]; l’artista non deve dipingere solo ciò che vede ma anche

ciò che sa ad esempio che tutti gli aspetti dell’atmosfera hanno un riverbero sugli oggetti, perciò

dipinge anche queste rifrazioni [gli si attribuisce anche la paternità del cubismo]; secondo Cézanne,

tutte le forme sono racchiuse nel cilindro, nella sfera e nel cono, che sono forme primarie; nel

quadro non si nota un confine netto tra cielo e terra ma esiste una certa continuità, è presente una

trama fittissima di cose che si tengono assieme, nessuna delle quali può sfuggire tutto è ridotto a

forme primarie, si può scrivere e leggere il mondo attraverso la combinazione di queste tre forme.

Georges Seurat: è un postimpressionista, realizza le figure con puntini di colore puro; è un primo

esempio di formalizzazione dell’arte, in corrispondenza dei primi studi linguistici alcuni artisti

sostengono che l’arte è un linguaggio, una forma di comunicazione e ha bisogno di un

codicel’arte che si divide in tanti elementi che composti insieme formano un linguaggio; Una

domenica pomeriggio all’isola della Grande Jatte alberi e figure sono linee verticali, le ombre

sono linee oblique e l’unica linea orizzontale è quella dell’orizzonte, fornisce una rappresentazione

della società, l’abitudine della settimana è in contrasto con la domenica, si nota ad esempio dai

vestiti [è documento sociale].

Pablo Picasso: inventa il quadro a prescindere dalla realtà autonomia del quadro rispetto alla

realtà autonomia dell’arte rispetto alla realtà; nel periodo analitico analizza le figure mentre nel

periodo sintetico tutte le forme si raccolgono; nei ritratti il naso e gli occhi sono sullo stesso

piano analizza profilo e prospetto; nonostante ciò, nella mostruosità si riesce comunque a

riconoscere la persona.

Marcel Duchamp: Scolabottiglie 1914, si avverte un senso di allarme nell’arte, tutto si stava

sintetizzando in una guerra, si stava rivedendo tutta l’arte con la velocità, con l’accelerazione che

era in corrispondenza quella delle macchine tutto ciò che era una certezza viene messo in

discussione; Duchamp era un dadaista e dà uno “schiaffo” all’arte prendendo uno scolabottiglie e

proponendolo come arte, con un’ironia tale da presentare l’arte come un enorme bugia; Duchamp

porta quest’oggetto appartenente ad un contesto diverso da quello artistico, lo decontestualizza e lo

ricontestualizza nel panorama dell’arte costrizione a creare un significato artistico da attribuire

all’oggetto, nascono meccanismi mentale tipici della linea razionale e mentale dell’arte

contemporanea.

Gustav Klimt: si ha l’annullamento dello spazio prospettico, tutto diventa superficie; Ritratto di

Adele Bloch-Bauer I la donna non sembra in piedi su un pavimento, tutto è appiattito, la figura si

comporta prospettivamente in maniera uguale sia col pavimento sia con lo sfondo inganno

dell’arte, pittura come superficie non più come spazio.

Kazimir Malevič: fondatore del suprematismo, concepito quale supremazia della sensibilità pura,

ovvero non rappresentazione; 1913, quadro con un quadrato nero l’arte non è spazio illusorio ma

la sua moralità [entra in gioco l’e

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 8
Videoarte, Elementi di videoarte Pag. 1 Videoarte, Elementi di videoarte Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 8.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Videoarte, Elementi di videoarte Pag. 6
1 su 8
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia.canella di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elementi di videoarte e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Sartorelli Guido.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community