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VISUAL STUDIES - videoarte e installazioni

Bibliografia:

Definizione zero, origini della videoarte fra politica e comunicazione - Simonetta Fadda

Doppio sguardo, cinema e arte contemporanea - Marco Senaldi

La realtà aumentata è interattiva perché permette al fruitore di muoversi nello spazio mentre ne usufruisce, diversa-

mente dalla televisione e dal cinema che prevedono una fruizione statica.

marker

Il è l’oggetto che viene riconosciuto dal dispositivo e permette l’inizio della realtà aumentata.

Anni fa c’era una netta separazione tra videoarte e cinema, la videoarte prevedeva l’utilizzo della camera digitale, men-

tre il cinema utilizzava la proiezione da pellicola.

Wuppertal, cittadina tedesca attraversata da un binario sospeso utilizzato anche per inquadrare la città. Il potere eco-

nomico di Wuppertal permette un investimento in un territorio di sperimentazione culturale.

Wim Wenders - Alice nelle città, 19744 Alice nelle città

Wenders è di Dusseldorf, città vicina a Wuppertal, nel film c’è una citazione al binario sospeso, una

ripresa che ricorda quelle fatte con il drone sospeso.

Pina

Altra ripresa che lo ricorda è presente in di Wenders, 2011.

Nam June Paik presenta la prima installazione di videoarte a Wuppertal. Inoltre la Germania era la patria della musica elet-

tronica, Nam June Paik è musicista, ma viene affascinato dalle sperimentazioni degli anni ‘50, motivo per cui si dirige a

Wuppertal. Artisti d’ispirazione per NJP: Jasper Johns, Marcel Duchamp, John Cage. Nam June Paik fa parte del mo-

vimento FLUXUS.

Exposition of music - Electronic television - 11 marzo 1963

Nam June Paik lavora sulle televisioni, scardinandone i pregiudizi e rivolu-

zionandone la natura, da semplice oggetto casalingo (broadcast, ovvero un

mezzo che trasmette a tot utenti, che possono solo ricevere, trasmette esclu-

sivamente in diretta, non c’è modo di registrare) a mezzo di espressione.

Mostra inaugurata con, all’ingresso, una testa di mucca sanguinante, come

vuole la tradizione coreana, è quindi un omaggio alla sua terra. Nam June

Paik crea un’esposizione di musica utilizzando dei pianoforti preparati, ere-

ditati da John Cage (pianoforti di Cage: pianoforti manomessi, in modo tale

che il musicista non abbia il pieno controllo di ciò che succede ma ci sia una

NJP è un precursore. Un precursore percentuale di caso, il parallelismo nel cinema è l’en plain air, ovvero girare

è colui che si muove fuori dal sen- fuori da uno studio preparato e non poter prevedere esattamente ciò che

tiero. capiterà).

Joseph Beuys si presenta all’esposizione con una mazza da 10 chili sotto al cappotto. Appena l’esposizione prende il

via distrugge un pianoforte con la mazza. Per lui è un omaggio al suo amico Nam June Paik.

Altra stanza della mostra: televisori a tubo catodico, sono in realtà televisori preparati, ovvero televisori manomessi

proprio come Cage faceva con i pianoforti. Ogni televisore è manomesso in modo unico, diverso dagli altri. Nam June

Paik disturba le proiezioni televisive tramite l’utilizzo di strumenti come magnetofoni. La mostra è aperta solo negli

orari in cui la televisione tedesca trasmette.

Nam June Paik trova il modo di rispondere ad un mezzo che nasce solo per ricevere. Interviene e lo prepara.

Magnet Tv - 1965 - installazione

Il mezzo televisivo, fino a quel momento era a senso unico, NJP appoggia un enorme magnete, su una sorta di bina-

rio, il fruitore ha modo di interagire.

Wolf Vostell Tedesco, famoso per il decollage (inventato da Mimmo Rotella). I decollage venivano

fatti prelevando pezzi di manifesti appesi per strada, quindi modificati dalla città e i suoi

abitanti. Nel 1959 inserisce un monitor in un suo decollage è il primo a pensare che un

monitor possa entrare in un’opera d’arte. Inoltre, nel ‘63, un paio di mesi dopo la mostra

TV decollage

di NJP crea un decollage ( ), che sembra rappresentare la mostra di NJP,

nonostante lui non l’avesse vista. E’ nell’aria.

Jasper Johns

Legato al new dada, movimento che si allontana da quello che era stato l’espressionismo astratto,

si sente il bisogno di ridefinire l’arte. Johns utilizza l’encausto, antica tecnica utilizzata dagli egizi,

effettuata dall’utilizzo del colore unito alla cera a caldo, questo fa sì che ciò che crea diventi una

vera e propria opera. Johns riesce a fare lui stesso un ready-made.

Bersaglio con quattro facce , 1955

Johns indaga il target, ovvero il bersaglio. Arte figurativa e rappresentativa, lui dipinge un bersa-

glio. Ma il bersaglio è anche un bersaglio, non è solo la rappresentazione del bersaglio. La sua

pittura è un oggetto, può essere utilizzato anche come bersaglio, oltre ad essere un quadro che

rappresenta un bersaglio. Il bersaglio è un dispositivo della visione, indica il punto verso cui il

fruitore deve guardare.

Johns sviluppa anche la versione monocromo del bersaglio, che si differenzia dall’altro perché

non è visibile da lontano, è necessario avvicinarsi per vederlo.

The american flag

È la rappresentazione di una bandiera ma è anche una bandiera, si può sventolare.

Marcel Duchamp

Gli oggetti utilizzati da Duchamp per i suoi ready-made vengono dal Grand Bazar, una fiera/mercato parigino. Du-

champ defunzionalizza gli oggetti che compra, cambiando il dna degli oggetti e togliendone le funzioni.

Marcel Duchamp entra a far parte del salone dell’arte indipendente, che sta organizzando una mostra per il 1917, lui

L’orinatoio

spedisce, per la mostra, , unica opera che non verrà accettata per la mostra e non verrà mai esposto in una

mostra fino ad una personale di Duchamp degli anni ‘60. Esce un articolo che rivendica lo statuto di opera d’arte per

quest’opera.

John Cage Water Walks

Nel ‘59 va anche a Lascia o Raddoppia, a suonare , una sua composizione, un ready-made musicale.

White Painting

4’33’’: ispirato a di Rauschenberg, in cui l’artista espone il variare della luce sull’opera, il bianco cam-

bia con il cambiare della luce. L’opera di John Cage comprende anche tutti i colpi di tosse e tutti i rumori del pubblico.

Cage lavora in levare, non si fa da soli, non si impone al mondo la propria partitura ma si lega al mondo.

Libro: Silenzio, John Cage

Le opere sono aperte, proprio come quelle di NJP, in cui il fruitore agisce e partecipa all’opera. Non c’è l’opera senza

l’intervento del fruitore. Il televisore invade lo spazio, crea luce, suscita l’ambiente circostante.

Bruce Nauman Video corridor

Installazione di - - 1967

In fondo: televisore da 14 pollici, all’inizio del corridoio c’è una telecamera collegata al televisore.

In questo modo l’uomo non riesce mai a vedersi perché appena riesce ad avvicinarsi abbastanza

al televisore per vedere cosa c’è all’interno dello schermo, l’immagine di sé è già troppo piccola

per potersi vedere nitidamente. Non poteva essere fatto con altri strumenti: solo il video ti per-

mette la diretta. L’uomo è spettatore e attore, colui che guarda e colui che è visto, ma solamente e

sempre di spalle, anche se noi siamo fatti per agire frontalmente. Parallelismo ready made nel ci-

nema: found footage, prendere un pezzo di film e risignificarlo, inserirlo in altro.

Kubrick

Odissea nello spazio

2001: -

Film quasi completamente privo di dialoghi, non gioca tanto sul racconto quanto sull’evento. L’inizio del film (The

dawn of man) racconta la nascita dell’uomo senza mostrare l’uomo, ma solamente dei primati, scimmie australi. Dal

momento in cui Moonwatcher impara ad estrarre dal paesaggio un suo pezzo, prendendolo e facendolo diventare al-

tro, facendolo diventare un utensile, lui impara a rimanere in piedi e diventa il primo uomo. Non è più attaccato, non

è più come gli altri animali che rimangono appiccicati a terra, parte del paesaggio. Questo distacco è visibile anche

nell’arte, i quadri di Segantini, pur contenendo delle mucche, rimangono quadri di paesaggio. Un quadro diventa pae-

saggio con figure solo nel momento in cui è presente l’uomo, qualcosa che si stacca dal terreno e diventa qualcosa di

diverso. Questo gesto è lo stesso che Duchamp fa con i ready-made, prendere qualcosa e farlo diventare altro.

Deterritorializzazione e riterritorializzazione

Nel mondo animale questa condizione non esiste. La teoria dell’evoluzione di Darwin dice che l’insetto che ha più

probabilità di sopravvivere sarà quello che imita la foglia in modo più dettagliato, e sarà questo a passare i suoi geni, la

specie prenderò quindi le sue caratteristiche. Il mimetismo animale è profondamente opposto alla natura dell’uomo,

che è invece nettamente separato dal paesaggio. Frammartino

Alberi -

Video monocanale (proiezione/single tape). Il lavoro è pensato per funzio-

nare in qualsiasi momento se ne inizi la visione, per questo motivo è previ-

sto il loop. Racconta il culto arboreo lucano (rumit) di ricongiungimento

con la natura, girato ad Armento. All’inizio il paese è circondato dalla natu-

ra, alla fine la natura è circondata dal paese (i rumit si trovano nella piazza

di paese).

Il titolo è una citazione a Giuseppe Penone, rappresentante dell’arte povera che,

Quando un durante la sua produzione si dedica a ridare alle travi di legno la loro forma iniziale.

rito cambia

vuol dire che è Tramite gli anelli concentrici presenti nella trave, Penone scava fino a tirare nuova-

vivo. E’ un mente fuori l’albero. Proprio come la scimmia di Kubrick raccoglie l’osso dandogli

cambiamento nuova vita.

vitale. 1965 Nam June Paik compra la sua prima telecamera (Sony portpack) e fa il suo primo

video girato dal finestrino di un taxi .

documentando l’arrivo di Papa Paolo VI a New York

E’ il momento in cui anche il comune cittadino diventa creatore di video. Questo video

viene proiettato al Caffè Gogo.

Nam June Paik

Zen for film

- - 1965 -

Film in pellicola , omaggio a John Cage. Il formato utilizzato si presta a sporcarsi fa-

cilmente, anche qui torna il concetto di ingovernabilità, dell’imprevedibilità. Tutto il

film si basa sulla trasmissione di un fondo bianco su cui però si vedono le sporcature

della pellicola. Più volte viene proiettato più sporco si crea.

Nam June Paik

TV garden

- - 1974 -

Nam June Paik contesta la televisione senza demolizzarla.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eli.angeli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio di videoarte ed installazioni audiovisive e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Frammartino Michelangelo.
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