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Giovanni Verga

Nasce a Catania nel 1840 da una famiglia agiata. Studia privatamente, in particolare con Antonino Abbate. Nel '65 si trasferisce a Firenze, la capitale del regno anche se torna continuamente a Catania fin quando si trasferisce nel '72 a Milano. Verga si forma sui romanzi d'appendice. Nel '78 si ha la sua svolta Verista con Rosso Malpelo. Muore nel 1922.

Romanzi giovanili

Amore e Patria, 1856. Scritto a 16 anni ed è incompiuto (3 capitoli). Rimane inedito fino al 1929, quando viene pubblicato da Di Roberto. Ha uno stile romantico ma può essere definito anche storico. Il tema di fondo è quello della guerra d'indipendenza americana. Si ha una storia d'amore che si intreccia con i fatti storici. Nell'incipit viene ripreso il paesaggio descritto già da Manzoni, ovvero dal generale allo specifico, in questo caso con le coste americane. Nonostante sia un romanzo giovanile, alcuni dei temi di Verga già possono essere trovati.

I carbonari della montagna, 1861-62. Anche questo è un romanzo giovanile. È più vicino al genere picaresco e gotico. Le influenze sono Manzoni, Foscolo, Dumas. Questo romanzo viene pubblicato a sue spese da Verga e dà l'avvio ufficiale alla sua carriera. È formato da 4 volumi. Ci sono molti spunti autobiografici. Nel 1808 a Napoli Gioacchino Murat sta dalla parte di Napoleone fino al 1814 con il Congresso di Vienna dove lo tradisce. Verga sta auspicando una conciliazione tra il regno borbonico e i carbonari che volevano l'indipendenza; per questo non può essere definito romanzo storico. È troppo tardi per questa conciliazione. Il protagonista viene deluso dai borboni e dalla donna amata. Il tratto fondamentale di questo romanzo è la fede nell'unità nazionale. C'è una forte subordinazione classista, gli umili hanno uno stile caricaturale e non c'è un livellamento di stile tra nobili e umili. Qui iniziano le similitudini liquide (Fiumana di persone, torrente di passione).

Sulle lagune, 1863. Viene pubblicato su un quotidiano di Firenze in appendice. È un racconto lungo. Forti sono gli echi dell'Ortis (eroe che si sacrifica per la patria), infatti si svolge quando Venezia è sotto il dominio austriaco. È la storia d'amore tra un ufficiale ungherese e una donna veneziana che alla fine scappano insieme.

Storia di una capinera, 1871. Nel '71 è già a Firenze. Quando pubblica Storia di una capinera abbiamo un Verga più maturo. Manda la bozza all'86 Manzoni che però non risponde. Qui inizia il Verga letterato. Abbiamo il tema della famiglia, della campagna ecc. Incomincia a fare lo studio documentato dell'ambiente sociale: chi sono veramente le persone di cui racconta. È parzialmente autobiografico: quando era piccolo c'era stata una diffusione della peste a Catania quindi andò in campagna per sfuggire. Si innamora di Rosalia, educanda del monastero di San Sebastiano. Ci sono varie similitudini tra la storia di Gertrude e quella di Maria. Lo chiama così vide una capinera triste in una gabbia che seguiva con lo sguardo gli altri uccelli liberi nel cielo ma non osava ribellarsi. I bambini la volevano bene ma morì dopo due giorni nonostante avesse il cibo nella scodella. I bambini la uccisero inconsapevolmente come aveva fatto la sorellastra con Maria.

Eva, 1873. Tigre Reale – Eros, 1875. Nedda, 1875. Rosso Malpelo, 1878. Svolta verista.

Nel 1880 e quindi Vita dei campi si ha il Verga maturo e la produzione di novelle più importante. Nel 1881 scrive il Ciclo dei Vinti, la produzione di romanzi più importante. Il progetto iniziale era quello di comporre 5 romanzi:

  • I Malavoglia, 1881. Pescatori.
  • Mastro Don Gesualdo, 1889. Mercante.
  • La Duchessa di Leyra. Figlia di Mastro Don Gesualdo.
  • L'Onorevole Scipioni. Politico.
  • L'uomo di lusso. Nobile.

Scrive solo i primi 2. Della Duchessa di Leyra abbiamo solo pochi appunti. I vinti sono gli sconfitti della vita. Il suo progetto era quello di scrivere gli sconfitti di tutte le classi sociali. Sono coloro che cercando di fare una scalata sociale, quindi cercando di superare i propri limiti, vengono sconfitti dalla società che hanno intorno. La fase del disincanto arriva con l'avvicinamento al Verismo: tutta la società, a tutti gli strati, è sottomessa al potere del denaro, quindi i rapporti umani sono egoisti.

Verga e il Verismo

Si colloca tra il 75-77 fino agli anni 90 dell'800. Nasce sotto l'influenza del Naturalismo in Francia che aveva avuto come figura di maggiore rappresentazione Zola. Romanziere scienziato, sociale, capace di indagare i mali che affliggevano la società ottocentesca. Trova una particolare accoglienza nella sinistra milanese. Capuana ha un ruolo importante nella diffusione dell'opera di Zola. Aveva recensito le opere del francese. Aveva una profonda ammirazione nella portata innovativa di Zola, ma allo stesso tempo se ne allontana.

Capuana rifiuta:

  • Il principio di scientificità.
  • La subordinazione della letteratura alla dimostrazione scientifica.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

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