Venezia infera, l'oggetto perduto e ritrovato
Infero: implica perdita e ritorno necessariamente, Proust usa il termine resurrezione. Paradigma mitico, bisogna regredire alla memoria della tradizione antica.
Miti dell'infero: Orfeo e Demetra-Core
Due miti che ci trasmettono l'idea di infero: Orfeo e Demetra e Core. Racconti che contengono strutture di pensiero.
Mito di Orfeo
- Orfeo → Cantore archetipico, poeta, incantatore, il suo canto può magnetizzare l’ascolto del suo pubblico. Supposizione che sia figura sciamanica.
- Compagna Euridice → ninfa dei boschi, un giorno viene punta da un serpente nascosto e muore → oggetto perduto 1.
Orfeo rifiuta il lutto, non accetta la morte della compagna, vuole andarla a riprendere. Scende nell’Ade e per convincere Ade e Persefone a restituirgli la sua amata, canta loro e li convince. (Orfeo riesce ad ottenere il suo oggetto amato). Condizione: non devi girarti a guardarla finché l'avrai riportata tra i vivi. Lui, per il troppo amore, si gira comunque a guardarla → oggetto perduto 2 (per sempre).
Perdita = sprofondamento. Ritorno = ascensione. Movimento mito perdita-ritorno, movimento ciclico (Poeta = creatore).
Doppia perdita
- Incidente → morte per serpente.
- Preterintenzionale (non voluta ma causata dalle azioni di Orfeo).
Reazione di Orfeo dopo la seconda perdita: Orfeo torna disperato e canta per gli alberi e gli animali rifugiandosi nei boschi della Tracia. Ferito indelebilmente dalla perdita dell’oggetto amato, rifiuta le donne. Passa il suo tempo a cantare gli amori alternativi (alias), ad esempio quelli degli dei per i bambini (Zeus e Ganimede, Apollo e Giacinto...), amori tabù, passioni proibite delle fanciulle (Mirra e il padre Cira).
Il trauma provoca una deviazione del desiderio verso altri oggetti, non uno solo. A questo punto intervengono le sacerdotesse della Tracia, baccanti che vivono nelle selve, vestite con pelli di cerbiatto, armate di tirso (bastone) ornato da una pigna ed edera, ornate di edere e serpenti, celebrano Bacco alternando momenti di fusione panica con la natura a momenti di furore felino. Esse decidono di vendicarsi perché lui nei suoi canti le deride. Lo colpiscono con attrezzi abbandonati da contadini spaventati e poi lo smembrano.
Idea del presenza fobica e dolorosa. Donna persecutrice. Femminile mortifero.
Mito di Demetra e Core
- Demetra → dea della fecondità della terra e dei raccolti.
- Core → figlia di Demetra e di Zeus, in greco vuol dire vergine.
Un giorno, giocando in un prato e raccogliendo fiori, si accorge che da una radice sono spuntati molti fiori di Narciso, fiori nuovi. (Mito di Narciso, legato alla sfera infera perché il fiore nasce dal sangue di Narciso morente). Lei raccoglie il fiore e la terra si spalanca, ne esce il carro di Ade che la rapisce e la stupra. (Cogliere il fiore = perdere la verginità). Core si è inabissata negli inferi → oggetto perduto.
Reazione di Demetra in seguito alla perdita: Demetra sente le urla disperate e inizia a cercarla, brandisce due fiaccole per illuminare le tenebre e cerca sua figlia. Non la trova, per il dolore prende sembianze di vecchia decrepita, si insedia a Eleusi, vicino Atene, si accoccola vicino al pozzo della vergine. Dio del sole la informa di cosa è successo e dice che a volerlo è stato Zeus. Demetra scaglia una maledizione contro la terra → diventa infeconda = guerra contro Zeus e l’Olimpo.
Femminile maldicente, vecchia decrepita. Zeus manda un messaggero ad Ade per dirgli che Core deve risalire dalla madre. Core, diventata Persefone, viene chiamata e Ade le dice che le ha fatto il dono più grande rendendola regina degli inferi perché chi regna sui morti regna sui vivi. Le dà una melagrana, frutto libidico, intreccia morte e prosperità - color sangue + popolata da semi (=fecondità). Core è probabilmente diventata feconda, si dice abbia dato vita a Iaccos, avatar di Bacco. Facendogliela mangiare la vincola a sé, anche se andasse dalla madre sarebbe costretta a tornare dal suo sposo.
Oggetto: passibile di questo movimento di perdita e ritorno = oggetto amato, caricato con energia passionale.
Venezia e l'oggetto del desiderio
Venezia: si identifica con l'oggetto amato, ne è un avatar, è una sorta di alias, altrove, doppio dislocato dell'oggetto amato - identificata con l'oggetto del desiderio, è strutturalmente, proprio come l'oggetto amato/oggetto del desiderio, un ricordo dimenticato/perduto che risorge (ritorna) improvvisamente e inaspettatamente alla coscienza. Presenza costante all'interno del ciclo proustiano (1908-1922 + prosegue post morte fino al 1927) - filo che lega insieme il tutto - "À la recherche du temps perdu".
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