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Soluzione

a. Le due misure del livello generale dei prezzi più comunemente usate

sono il deflatore del PIL e l’indice dei prezzi al consumo.

Errato. Questa affermazione è VERA. Gli indici dei prezzi, quali il

deflatore del PIL e l’IPC, vengono usati per misurare il tasso di

inflazione, cioè il tasso di crescita del livello generale dei prezzi.

b. Il salario nominale è il miglior indicatore dell’effettivo potere

d’acquisto dei lavoratori.

Corretto. Questa affermazione è FALSA. Il salario nominale non è un

buon indicatore dell’effettivo potere d’acquisto dei lavoratori, perché

non tiene conto della variazione dei prezzi nel corso del tempo. Per

questa ragione, gli economisti sono soliti indicare il salario in termini

reali.

c. La misura reale di una variabile economica è depurata degli effetti

dell’inflazione.

Errato. Questa affermazione è VERA. Le misure nominali, invece, non

tengono conto della variazione dei prezzi nel corso del tempo.

d. La deflazione è una diminuzione del livello generale dei prezzi.

Errato. Questa affermazione è VERA. L’aumento del livello generale dei

prezzi, invece, è chiamato inflazione.

Esercizio 9

La situazione in cui il livello generale dei prezzi varia molto

lentamente e in misura controllata è detta:

a. Inflazione.

b. Deflazione.

c. Depressione.

d. Stabilità dei prezzi. Soluzione

a. Inflazione.

Errato. Si ha inflazione quando il livello generale dei prezzi aumenta,

spesso in maniera sostenuta.

b. Deflazione.

Errato. Si ha deflazione quando il livello generale dei prezzi diminuisce

progressivamente, spesso in maniera sostenuta.

c. Depressione.

Errato. Si ha una depressione quando la produzione aggregata

diminuisce per un periodo di tempo piuttosto lungo, dando vita a una

recessione grave e prolungata.

d. Stabilità dei prezzi.

Corretto. Si ritiene che la stabilità dei prezzi sia un obiettivo

desiderabile della politica economica, e che sia stata ormai conquistata

nella maggior parte delle economie avanzate.

Esercizio 10

Qual è la statistica economica fondamentale per misurare il

tasso di crescita secolare di lungo periodo?

a. Il PIL nominale.

b. Il PIL reale.

c. Il PIL nominale pro capite.

d. Il PIL reale pro capite.

Soluzione 10

a. Il PIL nominale.

Errato. IL PIL nominale non permette di isolare la crescita

della produzione di beni e servizi né dagli effetti dell’aumento

dei prezzi né da quelli della crescita demografica.

b. Il PIL reale.

Errato. IL PIL reale non permette di isolare la crescita della

produzione di beni e servizi dagli effetti della crescita

demografica.

c. Il PIL nominale pro capite.

Errato. IL PIL nominale pro capite non permette di isolare la

crescita della produzione di beni e servizi dagli effetti

dell’aumento dei prezzi.

d. Il PIL reale pro capite.

Corretto. Il PIL reale pro capite permette di isolare la crescita

della produzione di beni e servizi dagli effetti sia dell’aumento

dei prezzi sia della crescita demografica.

Esercizio 11

Nel 2005, l’economia di Ispalandia e di Portolania avevano,

rispettivamente, un PIL reale pro capite di 5000 euro e 15

000 euro. Se Ispalania cresce a un tasso medio annuo del

3% e Portolania a un tasso medio annuo dell’1,5%, dopo

quanto tempo il livello del PIL reale pro capite di

Ispalandia avrà superato quello di Portolania?

a. 23 anni e 4 mesi.

b. 46 anni e 8 mesi.

c. 70 anni.

d. 93 anni e 4 mesi. Soluzione 11

a. 23 anni e 4 mesi.

Errato. Dopo 23 anni e 4 mesi il PIL reale pro capite di

Ispalandia sarà raddoppiato (70/3 = 23,3), portandosi

all’incirca a 10 000 euro; ma questo valore non è sufficiente a

superare il PIL reale pro capite di Portolania, che nel 2005

era pari a 15 000 euro.

b. 46 anni e 8 mesi.

Errato. Dopo 46 anni e 8 mesi) il PIL reale pro capite di

Ispalandia sarà quadruplicato (o raddoppiato due volte),

portandosi da 5000 a 20 000 euro; nello stesso periodo, però,

il PIL reale pro capite di Portolania sarà raddoppiato (70/1,5

= 46,6), portandosi a 30 000 euro.

c. 70 anni.

Errato. Dopo 70 anni il PIL reale pro capite di Ispalandia sarà

aumentato di 8 volte (o raddoppiato 3 volte), portandosi a 40

000 euro; nello stesso periodo, però, il PIL reale pro capite

sarà più che raddoppiato, portandosi all’incirca a 42 500

euro.

d. 93 anni e 4 mesi.

Corretto. Dopo 93 anni e 4 mesi il PIL reale pro capite di

Ispalandia sarà aumentato di 16 volte (o raddoppiato 4 volte),

portandosi a 80 000 euro; il PIL reale pro capite di

Portolania, invece, sarà aumentato di 4 volte (o raddoppiato 2

volte), portandosi a 60 000 euro.

Esercizio 12

Se in un dato paese la produttività oraria aumenta del 2,5

per cento e il numero medio di ore lavorate dello 0,3 per

cento, il PIL pro capite aumenta del:

a. 2,8 per cento.

b. 2,5 per cento.

c. 2,2 per cento.

d. 2 per cento. Soluzione 12

a. 2,8 per cento.

Corretto. Il tasso di crescita del PIL pro capite è pari alla

somma del tasso di crescita della produttività oraria e del

numero medio di ore lavorate: 2,5 + 0,3 = 2,8 per cento.

b. 2,5 per cento.

Errato. Ricordate che il tasso di crescita del PIL pro capite è

pari alla somma del tasso di crescita della produttività oraria e

del numero medio di ore lavorate.

c. 2,2 per cento.

Errato. Ricordate che il tasso di crescita del PIL pro capite è

pari alla somma del tasso di crescita della produttività oraria e

del numero medio di ore lavorate.

d. 2 per cento.

Errato. Ricordate che il tasso di crescita del PIL pro capite è

pari alla somma del tasso di crescita della produttività oraria e

del numero medio di ore lavorate.

Esercizio 13

Quale dei seguenti NON è una determinante della

produttività del lavoro?

a. Il tasso di inflazione

b. Il capitale umano per occupato

c. Il capitale fisico per occupato

d. Lo stato della tecnologia

Soluzione 13

a. Il tasso di inflazione.

Corretto. Il tasso di inflazione misura la variazione

percentuale del livello generale dei prezzi; la produttività del

lavoro, invece, è calcolata come il rapporto tra la produzione

aggregata (reale) per occupato, e come tale è depurata dagli

effetti del tasso di inflazione.

b. Il capitale umano per occupato.

Errato. Il capitale umano per occupato è una determinante

della produttività del lavoro, insieme al capitale fisico per

occupato e allo stato della tecnologia.

c. Il capitale fisico per occupato.

Errato. Il capitale fisico per occupato è una determinante della

produttività del lavoro, insieme al capitale umano per

occupato e allo stato della tecnologia.

d. Lo stato della tecnologia.

Errato. Lo stato della tecnologia è una determinante della

produttività del lavoro, insieme al capitale fisico per occupato

e al capitale umano per occupato.

Esercizio 14

Ipotizziamo che la funzione di produzione aggregata

presenti rendimenti decrescenti del capitale fisico. Se

indichiamo il capitale per occupato (K/L) sull’asse delle

ascisse e la produzione per occupato (Y/L) sull’asse delle

ordinate, allora la funzione di produzione:

a. Ha pendenza negativa e decrescente.

b. Ha pendenza positiva e decrescente.

c. Ha pendenza positiva e crescente.

d. Ha pendenza negativa e crescente.

Soluzione 14

a. Ha pendenza negativa e decrescente.

Errato. La funzione di produzione ha generalmente pendenza

positiva, perché si suppone che la produzione per occupato

aumenti all’aumentare del capitale per occupato.

b. Ha pendenza positiva e decrescente.

Corretto. Si rammenti che i rendimenti decrescenti del capitale

fisico sono una proprietà che vale «a parità di altre

condizioni», cioè tenendo costanti il capitale umano per

occupato e la tecnologia.

c. Ha pendenza positiva e crescente.

Errato. Se così fosse, saremmo in presenza di rendimenti

crescenti del capitale fisico.

d. Ha pendenza negativa e crescente.

Errato. La funzione di produzione ha generalmente pendenza

positiva, perché si suppone che la produzione per occupato

aumenti all’aumentare del capitale per occupato.

Esercizio 15

Il livello di capitale umano per occupato dipende prevalente

da:

a. La spesa per investimento

b. Il regime giuridico di tutela dei diritti di proprietà

c. La stabilità politica

d. La spesa per istruzione

Soluzione 15

a. La spesa per investimento.

Errato. La spesa per investimento contribuisce ad aumentare

lo stock di capitale fisico per occupato, non lo stock di capitale

umano.

b. Il regime giuridico di tutela dei diritti di proprietà.

Errato. La tutela dei diritti di proprietà influisce sulla

propensione all’investimento e dunque sullo stock di capitale

fisico di un sistema economico.

c. La stabilità politica.

Errato. La stabilità politica influisce sulla propensione

all’investimento e dunque sullo stock di capitale fisico di un

sistema economico.

d. La spesa per l’istruzione.

Corretto. Non a caso, le economie che in anni recenti hanno

registrato i maggiori tassi di crescita tendono ad avere una

popolazione altamente istruita.

Esercizio 16

Secondo l’«ipotesi della convergenza»:

a. I tassi di inflazione delle economie a basso reddito tendono

a convergere nel tempo.

b. I tassi di crescita delle economie ad alto reddito tendono a

convergere nel tempo.


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DETTAGLI
Esame: Macroeconomia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e politiche dell'organizzazione
SSD:
Docente: Soci Anna
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Soci Anna.

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