Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

l'incontinenza da urgenza nella donna anziana è legata al fatto che avverte

prima lo stimolo ad urinare, la muscosa si difende meno bene. Ci sono alcune

malattie come il diabete che indeboliscono e riducono le difese immunitarie

locali.

La stessa capacità che vi avevo accennato in sede preliminare di essere una

delle componenti fondamentali dell'incontinenza può venire meno perchè se si

riduce la capacità vescicale in qualche modo pregiudico la corretta funzionalità

vescicale. Con l'età la forza muscolare può essere diminuita anche perchè le

gravidanze hanno prodotto delle modifiche strutturali; gravidanza intesa sia

come peso durante la gravidanza che come stiramento delle strutture

muscolari, fasciali e nervose che si ha durante il corso del travaglio del parto. E'

dimostrato che se noi paragoniamo le gravide con le nullipare l'incontinenza

urinaria è più frequente nel gruppo delle donne gravide. La donna che ha

manifestato un'incontinenza urinaria da sforzo nel corso della gravidanza e che

viene recuperata al termine del travaglio o comunque dopo la gravidanza sarà

una donna che tendenzialmente avrà molte più probabilità di sviluppare

un'incontinenza da sforzo per tutto il resto della sua vita perché il recupero del

tono muscolare sarà più lento e potranno non arrivare ad essere recuperati

quei canoni di contenimento dati dal tonotrofismo muscolare. Il parto naturale

produce una distensione, il canale del parto viene di molto dilatato; ci possono

essere dei danni muscolari, delle lacerazioni sia spontanee sia indotte dalle

incisioni perineali. I nervi che vanno nella muscolatura striata sono importanti

perchè il nervo non ha solo la capacità, la peculiarità di innervare un muscolo e

di conferirgli la contrazione ma al nervo compete anche la funzione di

nutrimento del muscolo. Il danno neurogeno si può dunque verificare anche nel

parto.

Nella menopausa la trofia mucosa, la trofia dell'epitalio sia genitale che urinario

può portare una predisposizione per le infezioni all'aumentare della frequenza,

alla difficoltà ad urinare e così via. E' altrettanto vero che non tutte le donne in

menopausa soffrono di tutte queste cose, ci sono degli equilibri che vanno

recuperati e si possono aiutare e favorire con una terapia di integrazione con

estrogeni locali e con uno stile di vita ovvero riducendo l'assunzione di liquidi

per evitare di andare ad urinare spesso, controllare l'urinocultura per verificare

che non ci siano dei germi che possano con il tempo predisporre per

un'infezione vera e propria.

Terapia e trattamenti dell'incontinenza urinaria

Per terapia riabilitativa si intende la riabilitazione del pavimento pelvico, è

indicata per le forme più lievi come ad esempio per l'incontinenza da sforzo. Le

forme di incontinenza lieve sono quelle legate alla giovane età legate al parto

ma sono anche le incontinenze da urgenza cioè legate al detrusore iperattivo,

alla vescica iperattiva questo perchè la riabilitazione del piano pelvico innesca

un arco nervoso riflesso inibitorio a livello sacrale che va a determinare

attraverso il parasimpatico il sistema di inibizione sul detruore.

L'elettrostimolazione funzionale non è in realtà nient'altro che l'utilizzo degli

strumenti accessori che possono far vedere attraverso colori, luci, suoni se io

utilizzo correttamente queste strutture muscolari e se faccio questi esercizi

nella maniera corretta. Un'altra indicazione può essere quella dalle sindromi

dolorose pelviche, il dolore non è nient'altro che una continua scarica

attraverso delle fibre nervose afferenti. Se io vado a contrarre la muscolatura e

cioè dove sono coinvolte queste strutture nervose, posso produrre uno

scombinamento nel segnale elettrico nervoso e quindi portare ad alleviare la

sintomatologia dolorosa che viene riferita arrivare dall'ambito perineale.

ANATOMIA E FUNZIONALITA' DEL DETRUSORE

La vescica è un muscolo specializzato in quest'attività di distensione, il muscolo

prende il nome di detrusore(tal volta è usato come sinonimo di vescica).

Il detrusore è il perno centrale del meccanismo di compliance e della sua

inibizione; il muscolo è fatto per contrarsi per cui per tutto il tempo in cui non si

contrae,cioè nell'atto minzionale, viene inibito da un complesso sistema

nervoso che coinvolge vie efferenti, vie afferenti e i centri di inibizione della

nostra corteccia cortale cioè quei centri di inibizione che attiviamo quando

avvertiamo lo stimolo minzionale.

Nella fase di riempimento il detrusore viene inibito e si mantiene una

sostanziale condizione di stabilità.

Nella fase di svuotamento si ha invece la coordinazione opposta di questi

meccanismi; viene rimossa l'inibizione sul detrusore, quest'ultimo obbedisce

alle leggi che regolano la fibra nervosa che stimola la fibra muscolare a

contrarsi, e quindi si avrà lo svuotamento.

SISTEMA DI REGOLAZIONE

Il sistema di regolazione è piuttosto complesso. Il sistema nervoso autonomo

cosiddetto sistema vegetativo, è caratterizzato da 2 componenti che

sostanzialmente fanno e svolgono due funzioni opposte; queste due azioni sono

opposte perchè si compensano, quando è attiva una non è attiva l'altra e

viceversa. Due sezioni diversificate, sia dal punto di vista anatomico che

fisiologico, costituiscono il sistema nervoso vegetativo:

L'ortosimpatico è il sistema toraco-lombare che conferisce al sistema

1. escretore la componente di contrazione.

Il sistema del parasimpatico è il sistema sacrale le cui fibre decorrono a

2. livello del midollo sacrale; la sua funzione è l'opposto di quella del

sistema ortosimpatico.

Sono inoltre presenti delle fibre motorie rivolte al piano muscolare

sfinterico(all'elevatore, allo sfintere striato, lo sfintere circolare ecc). Queste vie

sono sia efferenti che afferenti. Le vie afferenti salgono verso il cervello e si

intersecano a livello del ponte dove sono presenti “delle stazioni di controllo” in

cui avvengono gli scambi di informazione; a questo livello si esercitano i

controlli inibitori e i controlli integrali dei centri superiori.

CONTROLLO FUNZIONI MINZIONALI

Il controllo della funzione minzionale ha un suo controllo autonomo e

volontario.

Il controllo volontario non riguarda la minzione in senso stretto: io posso

inibire la minzione ma prima o poi dovrò comunque andare ad urinare quindi il

concetto è che lo svuotamento e il riempimento della vescica sono controllati

dal sistema nervoso autonomo. I centri superiori servono ad integrare tutte le

informazioni che arrivano. Lo svuotamento vescicale comporta il rilassamento

del piano sfinterico, la contrazione del detrusore; queste azioni io non le

controllo volontariamente, non ho la percezione volontaria di controllarle e di

modificarle.

MECCANISMI URETRALI

I meccanismi uretrali sono quelli che riguardano essenzialmente i meccanismi

sfinterici; l'uretra non è solo un tubo di collegamento tra l'interno e l'esterno,

l'uretra nella donna nonostante sia lunga pochi cm ha dei meccanismi di

supporto e di stabilizzazione che sono fondamentali per garantire in tutte le

condizioni, principalmente di sforzo, il mantenimento del tono di contrazione

dello sfintere.

Il collo vescicale è uno sfintere liscio, controllato dal sistema nervoso

autonomo; ha una minore importanza dal punto di vista continuativo nella

competenza e nel controllo della continenza, tuttavia è l'integrazione di tutte le

informazioni che arrivano ai centri superiori e dell'integrità del sistema nervoso

autonomo che garantisce la sommatoria di tutti gli eventi muscolari sfinterici a

livello dell'uretra. E' fondamentalmente solo il terzo distale dell'uretra, quello

che precede il meato che è libero da meccanismi sfinterici ed è quindi quello

che partecipa meno a questi eventi.

Dividiamo le menti di sostegno di stabilizzazione che riguardano l'uretra.

L'uretra è intesa come organo dotato di una muscolatura, di una mucosa il cui

trofismo, il cui tono, la cui elasticità di per se stessi aiutano e concorrono a

creare un meccanismo di continenza. I muscoli esterni all'uretra sono

fondamentalmente due:

1. lo sfintere striato che è un muscolo circolare

2. il muscolo trasverso profondo del perineo che è una struttura piatta,

estesa e tesa tra le due branche ischiocubiche da un lato all'altro del

pube che permette l'attraversamento dei visceri cavi(la pelvi, l'uretra,

l'apparato urinario, la vagina...); in questo è inserito il costrittore vaginale

che fa parte poi dell'elevatore dell'ano come sfintere striato dell'ano.

ASPORTAZIONE DELL'UTERO

Asportare l'utero generalmente non provoca alcun tipo di problema, in un

reparto di ginecologia è un intervento abbastanza frequente; tuttavia ci

possono essere delle peculiarità che già fanno parte del pavimento pelvico o

sono delle condizioni che si realizzano a seguito dell'intervento. Non tutti gli

interventi scorrono lisci, ci possono essere delle aderenze, delle dimensioni

dell'organo maggiori o minori ed è possibile che si fatichi, si debba stirare un

organo più del necessario e quindi le strutture fasciali che mantengono l'utero

in sede, lo mantengono connesso non solo al pavimento pelvico ma anche agli

organi vicini.

ESAME URODINAMICO

Oggi come oggi lo studio più corretto per capire come funziona una

vescica,un'uretra, uno sfintere si fa mediante quello che viene chiamato

esame urodinamico. Urodinamico è il termine fondamentale perchè la

vescica non è un organo statico come può essere un fegato, o un rene stesso, o

un osso o una struttura ossea che io posso indagare con una radiografia o una

TAC o una risonanza. Quando io faccio questo tipo di esami, scatto una

fotografia e vedo in quel momento com'è quell'organo. La vescica invece non è

per le sue proprietà un organo fisso che io posso studiare con un esame fisso, è

vero che un'ecografia, una TAC io posso farla alla vescica ma lo faccio per

ricavare dei dati morfologici di parete ad esempio per vedere se ci sono dei

calcoli dentro, se ci sono dei tumori; se io voglio studiare il funzionamento della

vescica che è un organo che si riempie e si svuota, dovrò utilizzare una

diagnostica che preveda il conoscere i parametri dinamici del funzionamento

vescicale. Quello che viene oggi in nostro aiuto nella diagnostica delle

problematiche vescico-urtrali, dei problemi della continenza è appunto l'esame

urodinamico perchè è lo strumento che mi permette di studiare la vescica nelle

sue due fasi fondamentali: riempire e svuotare.

Come si esegue un'esame urodinamico?

L'esame urodinamico si svolge in tre fasi: nella prima fase il paziente esegue

una uroflussometria semplice (cioè fa la pipì in un apposita bilancia collegata

ad computer che ne valuta la velocità la durata e riporta su un grafico la

morfologia del flusso),con valutazione del residuo post minzionale. Nella

seconda fase tramite l'apposizione di un piccolo catetere vescicale (grande un

pò più di uno spaghetto) e di una sonda rettale, si riempie la vescica con della

soluzione fisiologica e si simula il normale riempimento della vescica; durante

tale riempimento si valuta la capacità vescicale, la sensibilità, se c'è iperattività

la contrattilità , dopo si fa urinare il pazinete con questo cateterino inserito e si

valuta la capacità della vescica di svuotarsi. La terza fase,invece, è quella del

profilo pressorio uretrale.

La prima parte dell'esame, l'uroflussometria:

 m si intende il flusso libero e un normale asse cartesiano dove viene

messa la funzione del tempo sulle ascisse e sulle ordinate il picco di

flusso e cioè la velocità espressa in ml/s; una curva di flusso con un

disegno a campana è l'aspetto più normale.

La vescica rapidamente si svuota e decresce altrettanto rapidamente.

La seconda fase si chiama CISTOMANOMETRIA. La cistomanometria e

 studio pressione/flusso consentono di valutare:

-la funzione di serbatoio della vescica (stabilità detrusoriale, documentazione

delle fughe di urina, misurazione delle pressioni addominali alle quali si verifica

la fuga)

-la funzione di pompa espellente: capacità contrattile del detrusore,

completezza dello svuotamento

La terza fase è quella del profilo pressorio uretrale: consiste nella

 registrazione continua della pressione intrauretrale ottenuta ritirando a

velocità costante un catetere dal meato uretrale interno a quello esterno;

tale catetere è munito di un rilevatore di pressione o è collegato ad un

trasduttore esterno.

Urologia 5° lezione 28.10.2011

Il Cateterismo vescicale è l’introduzione, con il posizionamento provvisorio o

permanente, di un catetere sterile, in vescica per via transuretrale o

sovrapubica a scopo:

-diagnostico,

-terapeutico,

-evacuativo.

Il catetere è uno strumento più o meno flessibile, con calibro variale,

cilindrico, che può essere inserito in canali corporei e utilizzato per vari scopi

quali drenaggi, l’esplorazione, la dilatazione, l’applicazione di farmaci e come

guida per il passaggio di altri strumenti. I cateteri possono essere impiegati per

vari scopi, a livello urologico principalmente per drenare le urine, in secondo

luogo possiamo impiegarli per dilatare l'uretra. In alcuni casi di stenosi

dell'uretra e cioè quando quest'ultima presenta dei restringimenti, possiamo

inserire progressivamente dei cateteri da più piccoli via via aumentando il

calibro per cercare di dilatare la stenosi.

In base alle necessità e in base al tempo di permanenza in sito i cateterismi

vescicali si suddividono in:

Estemporaneo: per esempio quando uno vuol fare un residuo post

 minzionale ad un paziente cioè sapere se al termine della minzione il

paziente ha urinato tutta l'urina che aveva in vescica. Se non si dispone

di una sonda ecografica che è il modo incruento per valutare il residuo, vi

si può inserire un catetere, vedere quanta urina esce ancora e poi

rimuovere istantaneamente il catetere. Questo è un cateterismo singolo,

stemporaneo; il catetere viene poi buttato via e termina così

l'operazione.

A intermitteza: nei pazienti in cui la vescica è ipocontrattile o nei

 pazienti che presentano una vescica neurologica che non riescono

spontneamente a svuotare la vescicain questo caso il paziente può

infilarsi autonomamente ogni 3-4 ore un catetere. Questo viene chiamato

cateterismo a intermittenza.

A dimora: si inserisce nei pazienti che non riescono a svuotare la vescica

 e che non sono in grado di farsi un cateterismo ad intermittenza(ex.

Pazienti anziani con un adenoma di prostata che impedisce alla vescica di

svuotarsi). Il catetere va cambiato ogni 3-4 settimane anche a seconda

del materiale di cui è fatto il catetere.

Differiscono per:

Calibro;

• Forma della punta : le punte dei cateteri possono avere una diversa

• conformazione.

Tipo di materiale (silicone – lattice);

• Numero di vie: c'è il catetere ad un singolo canale che è quello per la

• fuoriuscita dell'urina, a un doppio canale che ha in più la via per il

gonfiaggio del palloncino che ancora il catetere, a triplo canale dove la

terza via è quella del lavaggio(la soluzione fisiologica può entrare nella

vescica e poi uscire);

Tipo di meccanismo di ancoraggio.

Si dividono in due categorie:

Sonde piene (per dilatare)

• Sonde cave (per drenare)

Il diametro viene riportato in Charrière (Ch) o French (Fr)

1 Ch corrisponde a 1/3 di mm

Es. 24 Ch = 24:3 = 8 mm di diametro

Nelle situazione più comuni, il calibro del catetere maggiormente utilizzato è

16-18 mm. Se invece si tratta di un bambino o di un'uretra che ha una stenosi,

occorre utilizzarne uno di diamentro minore quindi 12-14.

Materiali:

Cateteri in lattice: (possono essere lasciati in situ per 7-10 giorni).

• Cateteri in silicone: (possono essere lasciati in situ per circa un mese).

• Cateteri in poliuretano: (lasciati in situ in media tre settimane).

• Cateteri in caucciù: (lasciati in situ per 7-10 giorni).

• Cateteri in polivinilcloruro: (lasciati in situ da 24 ore ad una

• settimana).

In lattice (attenzione alle allergie!):

Composto naturale è utilizzato da anni per il costo ridotto e la

• morbidezza naturale.

Possono rimanere in sito per circa 20 giorni,

• Ideale per il cateterismo a breve termine; può creare reazioni uretrali e

• può presentare problemi di incrostazione a livello dell’estremità vescicale

In silicone :

Materiale morbido a biocompatibilità ottimale può anche essere

• trasparente con bordi radiopachi.

La sua stabilità nel tempo è massima e quindi si preferisce nel

• cateterismo a lungo termine.

materiale inerte può rimanere in situ anche un mese.

• Più costoso di quello in lattice

• Tende più frequentemente a fuoriuscire in seguito allo sgonfiamento

• prematuro del palloncino, la parete del palloncino si comporta come

membrana semipermeabile

Esistono diversi tipi di cateteri, ci sono quelli più rigidi e quelli più molli. Per

quanto riguarda quelli rigidi, vegono utilizzati soprattutto quando si vuole

drenare del materiale dall'urina principalmente sangue e coaguli. Sono cateteri

solitamente ad una via singola, sono fatti per essere inseriti, per aspirare del

materiale dalla vescica e per poi essere rimossi(non c'è un sistema di

ancoraggio a palloncino). Questi cateteri, proprio perchè sono rigidi, è più

difficoltoso inserirli e possono essere estremamente più dannosi possono infatti

creare dei truami nell'uretra e nel canale urinario. Si utilizzano anche quando

un paziente ha una stenosi dell'uretra in quanto essendo rigidi entrano con

maggiore facilità in un tratto ristretto dell'uretra; se si usa un catetere molle

appena incontra un tratto dell'uretra stretto si piega e non riesce ad imboccare

il restingimento.

Sonde cave

Cateteri semirigidi non autostatici

In policloruro di vinile e materiale plastico

• È importante la corretta applicazione del catetere e l’adeguato

• mantenimento nella sede

Non avendo il palloncino di ancoraggio devono essere fissati in modo

• adeguato: cerotto ancorato ai genitali esterni e /o alla cute sovra pubica,

nell’uomo si può fissare con punto di sutura al frenulo o alla base del

glande

In base al tempo di permanenza nel sito i cateterismi vescicali si suddividono

in: RIGIDI

MERCIER: estremità arrotondata con

• curvatura di 120° (atraumatica) e ha lo

stesso calibro di tutto il resto del

catetere la curvatura consente ad

agevolare il passaggio nel tratto

peno-scrotale , usato in particolare per

superare la curva fisiologica dell’uretra bulbare. E' un catetere rigido

usato anche per valicare ostacoli come stenosi, e coaguli. NON

AUTOSTATICO(non si ancora al collo della vescica).

TIEMANN: estremità conica – olivare curva, da usarsi nei casi di stenosi

• uretrali (pericolo di creare false strade). E’

indicato negli uomini che presentano

restringimento dell’uretra. Il calibro della

punta è differente dal resto del catere

proprio per superare ostacoli uretrali. La

punta arrotondata ha lo scopo di entrare in

un restringimento dell'uretra, il rischio più

grande è quello di perforare la stessa. NON AUTOSTATICO.

COUVELAIRE: estremità a becco di flauto

• con due fori laterali, usato in caso di

ematuria con coaguli indicato nella donna in

caso di emorragia vescicale (favorisce un

buon drenaggio) e dopo intervento di

prostatectomia radicale. E' difficile da

inserire a causa dell'assenza di curvatura. NON AUTOSTATICO.

NELATON: estremità arrotondata, a uno o due fori di drenaggio vicino

• all’apice, usato per i normali cateterismi

anche estemporanei. CALIBRO MOLTO

PICCOLO NON AUTOSTATICO E INDICATO

NELLA AUTOCATETERIZZAZIONE.

SEMIRIGIDI AUTOSTATICI

Con sistema Foley a palloncino(autostatici);

• Di materiale gommoso, in lattice o siliconato;

• COUVELAIRE – DUFOUR: estremità curva simile alla punta Mercier e

• tagliata a becco di flauto: sono utilizzati quando si vuole ottenere un

ottimo drenaggio per la presenza di coaguli. Il Dufour è idoneo per

oltrepassare curvatura anatomiche ideale per drenare coaguli, applicato

nel post operatorio in cui si prevede sanguinamento postoperatorio.

Esistono in versione a tre vie allo scopo di attuare il lavaggio vescicale

continuo.

DUFOUR C. semirigido,

• autostatico, a tre vie (anch’esso è

dotato di un palloncino di

ancoraggio e la terza via serve per

il lavaggio continuo). Ha la punta

con una curvatura di 30 °, a becco di flauto con due fori laterali

contrapposti. Viene utilizzato in caso di ematuria importante, per

vesciche tamponate. tre vie: una via è per l’ancoraggio, una via per il

A

drenaggio(lavaggio continuo o intermittente della vescica o per iniettare

farmaci), e una per il reflusso. MOLLI

Sono auto statici, con sistema Foley a palloncino;

• Sono a due vie (una per il deflusso dell’urina, l’altra per gonfiare il

• palloncino);

Generalmente hanno punta tipo Nelaton.

• FOLEY: molle, autostatico (è dotato all’estremità distale di un palloncino

• gonfiabile che ne permette l’ancoraggio in vescica). Presenta 2 fori

contrapposti e simmetrici. La sua flessibilità ed elasticità assicura un

elevato grado di confort al paziente cateterizzato. Il palloncino va

gonfiato con 7 - 8 ml di acqua bidistillata o soluzione fisiologica sterile.

Difficoltà nell'inserimento di un catetere

Nell’uomo dobbiamo notare se il meato esterno è visibile, oppure diventa

difficile inserire un catetere, come in casi di fimosi serrate poiché diviene

problematico scoprire il glande.

È necessario introdurre un catetere in casi di interventi o in casi iposfagia cioè

ritroviamo lo sbocco del meato uretrale esterno in una sede non tipica ( non

all’apice del glande) la maggior parte di tali sede sono le valanghe coronarie.

Queste malformazioni sono caratterizzate da un finto meato o piccolo fossetta

all’apice del glande che in realtà è un fondo cieco perché lo sbocco è più basso;

avremo seri problemi nell’introdurre un catetere vescicale.

Altri casi in cui diviene difficoltoso inserire un catetere vescicale e nella stenosi

uretrale membranosa o bulbare, e la prostata sono le sedi più colpite a causa

di traumatismi endogeni e iatrogeni, sia traumi del peritoneo. È importante

costatare la presenza di sanguinamenti uretrali perché questo e indice di

trauma, in questo caso chi esegue il cateterismo e l’urologo.

Altre cause di trauma possono incorrere quando si esegue un cateterismo;è

possibile credere che ci si trovi in prossimità della vescica, invece

erroneamente il catetere è stato ancorato in prossimità della prostata o

dell’uretra causando, in quest’ultima, una grave lacerazione della parete.

Posizionamento del catetere vescicale

Per effettuare un cateterismo dobbiamo avere a disposizione, o un set già

pronto con tutto il materiale occorrente, oppure: catetere, guanti monouso e

sterili, siringa da 20ml (o 2 da 10ml) per effettuare il gonfi aggio del sistema

foley, lubrificante, disinfettante, cotone e garze sterili telino fenestrato, e sacca

di raccolta.

Il lubrificante che noi ritroviamo in questi kit, non sono ideali; sarebbe

opportuno usare lubrificanti muniti di beccuccio e una piccola quantità di

anestetico(e garantiscono minor dolore nella cateterizzazione) come LUAN,

CLISSEN. In caso di anastomosi il catetere non si riesce a rimuovere perché

esso si può incastrare in qualche punto, quindi fino a che non avviene il

riassorbimento dei punti il catetere non si può rimuovere.

Nella donna:

La manovra non presenta difficoltà

 Divaricare bene le grandi labbra e separare le piccole labbra

• Lubrificare abbondantemente l’estremo distale del catetere mediante

• sostanza lubrificante sterile

Riempire il palloncino del catetere con 10 cc di soluzione fisiologica (o

• acqua sterile) e tirare leggermente il catetere per ancorarlo al collo della

vescica

Connettere il catetere alla sacchetto di drenaggio

Nell'uomo:

Lubrificare abbondantemente l’uretra. Inserire il cono dell’applicatore

 monouso sterile direttamente nell’orifizio uretrale e iniettare tutta la

confezione di lubrificante e anestetico

Il lubrificante facilita lo scorrimento, l’anestetico in esso contenuto riduce

• il dolore e previene lo spasmo della muscolatura striata del pavimento

pelvico e del collo vescicale

Inizialmente esercitare una trazione del pene verso l’alto per raddrizzare

• l’angolatura peno – scrotale dell’uretra

Successivamente stirare il pene verso il basso per facilitare il passaggio

• verso l’uretra posteriore

Se il catetere ha la punta curva, la curvatura va rivolta verso l’alto in

• modo da superare l’angolatura posteriore

Se la progressione della sonda presenta difficoltà non insistere

• Provare con un catetere di calibro più piccolo

• Se la difficoltà permane chiamare il medico

• Riempire il palloncino e tirare leggermente il catetere fino alla prima

• resistenza in modo da ancorarlo al collo della vescica

Se il palloncino viene erroneamente gonfiato all’interno dell’uretra si

• provoca dolore e trauma uretrale

Il catetere può causare lesioni della mucosa a livello dell’angolo peno

• scrotale che possono dare origini ad ascessi, fistole ed eventuali esiti

cicatriziali stenosanti

Si consiglia di stendere il pene sulla parete dell’addome e si fissa con una

• garza e del cerotto.

Ricoprire il glande col prepuzio per evitare di provocare parafimosi

• secondaria a cateterismo.

Se la manovra è stata difficoltosa accertarsi se vi è la presenza di segni

• di trauma uretrale: dolore e/o uretrorragia.

Cura del catetere

Istruire il paziente a mantenere il flusso urinario insegnandoli a non

 comprimere e piegare il catetere o il tubo di raccordo

Istruire a mantenere la sacca al di sotto del livello della vescica

 Istruire a disconnettere il catetere il meno possibile e in modo asettico.

Complicanze:

Ematuria

 Infezioni

• Lesioni uretrali

• False strade

• Calcolosi

• Decubiti

• Fistole

• Diverticoli Uretrali

Aspetti principali della tecnica del cateterismo:

Essendo una manovra a rischio d’infezione è importante adottare una

 tecnica asettica

Lavaggio antisettico delle mani

• Uso di materiale sterile

• Avvisare e istruire il paziente della manovra.

• Meglio se il paziente è sdraiato su letto con piano rigido.

• Detergere e disinfettare la zona circostante, il meato uretrale (glande o

• vulva).

SACCA DI RACCOLTA

È preferibile un sistema a drenaggio chiuso, perché riduce la risalita

• intraluminale di microrganismi

La borsa va svuotata facendo attenzione a non contaminare la sacca

• La sacca deve sempre essere sollevata dal pavimento

• La sacca a circuito chiuso, se non ha subito contaminazione, deve essere

• sostituita ogni 20 giorni

Se la sacca NON è a circuito chiuso va sostituita ogni giorno, usando una

• procedura asettica e disinfettando il raccordo tra sacca e catetere

Mantenere la sacca sotto il livello della vescica per evitare il reflusso e

• ristagno di urina in vescica

Possono insorgere delle difficoltà a rimuovere il catetere a causa di

calcificazioni a livello della punta o perché il palloncino non si sgonfia o perché

trapassato da un punto interno.

A volte il catetere non si riesce a togliere perché magari è strato trafitto da un

punto, come quando si fa un intervento per l'esportazione radicale della

prostata, creiamo un anastoma tra la vescica e l'uretra, dando dei punti, e

questa anastomosi è protetta dalla presenza di un catetere che deve essere

mantenuto per almeno 7-10gg. Può capitare infatti che in questi casi il catetere

viene trafitto da un punto e rimane ben ancorato. Questi punti sono riassorbili,

ma il loro tempo di riassorbimento è veramente lungo, e parliamo di settimane,

perciò è assolutamente necessario mantenere il catetere per un periodo di

tempo più lungo e non forzare l'estrazione.

Quando in nessun caso si riesce ad inserire un catetere in una via naturale, e il

rene funziona, e l'urina arriva in vescica, ma il pz non riesce a mingere, e

dobbiamo drenare l'urina ma non riusciamo ad applicare un catetere, dobbiamo

inserire un catetere sovra-pubico, detto anche cisto-cath , ovvero viene

fatta una incisione a livello vescica, con guida da ecografica, questa manovra si

effettua quando siamo in presenza di un globo vescicale, cioè quando la

vescica è iperdistesa. Prima di incidere si effettua una anestesia locale, si

disinfetta il sito del globo, incidere con il mandrino contemporaneamente

l'addome e la vescica, inserire la cannula molto velocemente,ed uscirà l'urina,

bisogna collegare la cannula ad un catetere (sono più piccoli del normale 12Fr,

sono polifenestrati). Poi ancorare il catetere e l'unica maniera è quella di dare

dei punti sulla cute dell'addome, ricordarsi di medicarlo. Queste sono situazioni

di urgenza, e la “stomia” vescicale, e la si tiene giusto il tempo per capire la

causa per cui non si riusciva ad inserire il catetere.

Possono anche esserci come abbiamo già detto delle ostruzioni non vescicali,

cioè ostruzione delle vie alte dell'apparato urinario, nel quale non verrà inserito

un catetere vescicale, ma uno che sarà prossimale al rene. Questo accade

quando ci sono delle ostruzione uretrali, dove in un punto qualsiasi del suo

corso può venire ostruito, e in questi casi viene applicato uno Stent ureterale,

i più utilizzati sono detti a Doppio J, cioè sono cateteri che conservano una

memoria, sono fatti anche questi di materiale particolare come il silicone,

hanno prezzo un po’ elevato, sono cateteri idrofobi (cioè a contatto con l'urina

e liquidi scorro, scivolano molto bene, e sono molto facili da applicare), sono

atraumatici.

Ce ne sono di diversi tipi, in base a dove vengono applicati, se in endoscopia o

a cielo aperto. Quelli a cielo aperto, sono chiusi in punta da tutte e due le

estremità, e hanno dei fori lungo il tratto. Invece quelli utilizzati in endoscopia,

devono essere aperti perché devono scorrere su una guida, ovvero il

cistoscopio.

Gestione infermieristica del paziente da sottoporre ad applicazione di

doppio J

E’ una manovra che viene eseguita in sala operatoria (si applica lo stent

nell’uretere passando attraverso l’uretra). Può venire eseguita in regime di

Day-hospital o in ricovero ordinario , con anestesia spinale o narcosi.

Preparazione del pz in S.O.:

− Valutare le condizioni cliniche del paziente, controllare se effettuata visita

anestesiologica

− ESAMI EMATOCHIMICI: coagulazione, emocromo, biochimica

− ESAMI STRUMENTALI : ECG, Rx torace

− Digiuno dalla sera precedente.

Assistenza post-operatoria:

• Sistemare il paziente in una posizione confortevole

• Valutare le condizioni cliniche

• Controllare i segni vitali

• Controllare quantità e colore delle urine

• Attenzione ad eventuale filo connesso al JJ oppure a catetere ureterale che

sporgono dall’uretra.

• Ricordarsi di avvisare il paziente che gli è stato applicato un JJ

• Il catetere vescicale può essere rimosso dopo poche ore o essere mantenuto

in sede anche per alcuni giorni.

Dopo la rimozione del catetere possono verificarsi: pollachiuria, dolore lombare

durante la minzione, febbre, stranguria. Può essere necessario rimettere il

catetere o prescrivere anticolinergici, antibiotici, analgesici.

Quando nemmeno con un catetere ureterale riusciamo a garantire il drenaggio

delle urine da quel distretto, soprattutto se è un pz monorene, non è solo un

problema di sepsi o infezione urinaria, ma può essere un problema rischioso

per la vita, perché l'ostruzione totale, fa salire gli

indici di funzionalità renale ( come la creatinina), i

rischi grossi sono legati al carico di liquidi, con

ripercussioni cardio-polmonari, e anche la

regolazione degli elettroliti, come il sodio e il

potassio, soprattutto il potassio che può dare dei

seri danni.

E quando ci sono queste condizioni dove non si

riesce nemmeno con uno Stent a drenare le urine,

bisogna proprio drenarle dal rene, attraverso la

nefrostomia, ovvero l'inserimento di un catetere

inserito direttamente nel rene. Le cause che

portano a questa manovra sono di tipo oncologico,

in cui l'ostruzione è dovuta a una neoplasia della

pelvi o dei linfonodi.

Questa manovra consente di mettere in

comunicazione le cavità renali con l’esterno per

mezzo di un catetere di tipo PIG –TAIL introdotto sotto guida ecografica e con

controllo radiologico. Generalmente è una soluzione temporanea, talvolta può

diventare definitiva.

Complicanze:

EMATOMA RENALE: sanguinamento che si può manifestare

 immediatamente nelle ore successive al posizionamento del catetere a

causa del traumatismo

RIMOZIONE ACCIDENTALE DEL CATETERE NEFROSTOMICO: a seguito di

 un brusco movimento

OSTRUZIONE DELLA DERIVAZIONE, valutabile dalla quantità di urina

 derivata.

Sia in caso di sanguinamento che in caso di ostruzione è necessario praticare il

LAVAGGIO DELLA DERIVAZIONE attraverso il catetere nefrostomico al fine di

evitare il tamponamento responsabile del dolore renale.

N.B. Se il paziente riferisce dolore, controllare sempre la pervietà del catetere.

Per un corretto lavaggio è importante avere il materiale giusto cioè: arcella,

guanti sterili, siringhe da 10 ml, fisiologica sterile. Procedura invitare il paziente

ad assumere la posizione supina o sul fianco, con manovre asettiche e con i

guanti sterili staccare dal raccordo del catetere nefrostomico la sacca di

raccolta e mettere l’arcella sotto il raccordo. Collegare la siringa vuota al

raccordo, eseguire una lieve aspirazione per valutare l’eventuale ostruzione.

Prendere un’altra siringa con fisiologica sterile e praticare un lavaggio a bassa

pressione (aspirando lentamente). Fare gocciolare l’urina nell’arcella per

valutare ulteriormente la pervietà. Collegare il catetere a una nuova sacca di

raccolta sterile.

Alcuni preferiscono medicare il sito della nefrostomia, applicando il betadine e

coprendola con una garza, a stile coda di rondine in modo che possa avvolgere

tranquillamente le estremità della medicazione del cateterismo. Anche se non è

molto consigliato, secondo consigli dell'urologo è meglio applicare una

urostomia. Le urostomie sono applicante quando ad

esempio si deve esportare la vescica, perchè

essa magari ha perso la sua funzione, o per

neoplasie, o per malattie tubercolari, o nelle

vesciche neurologiche. Si tratta di derivazione

definitive la più banale è quella collegare gli

ureteri direttamente all'esterno, ovvero creare

una uretero-cutaneo-stomia, cioè vengono

inseriti dei cateterini nel rene che escono fuori

dalla cute, dove c'è collegato una urostomia,

ovvero una sacca apposta, il livello di vita non è

uno dei migliori, anche perchè i livelli di rischio di infezione è alto dato che

l'urina è a contatto con la cute.

Questa stomia è molto fastidiosa per il pz perchè viene inserito all'esterno un

cerchiolino di plastica, detto placca, dove viene aggancia la sacca della stomia,

è molto fastidioso, infatti prima dell'intervento, viene applicata come prova al

pz, per far si che esso si abitui a questa stomia, e viene posizionato nello

stesso posto ovvero tra la spina iliaca e l'ombelico, magari con un pò di

fisiologica all'interno, in modo da vedere anche in quali movimenti c'è il rischio

che la placca si stacchi. È importante ricordare che la placca va sostituita ogni

2-3gg.

Un'altra stomia è l'ureterosigmoide, l'unione degli ureteri al sigma, dove il pz

espellerà feci e urina allo stesso momento, e qui c'è un alto rischio di infezioni.

Neovescica ortotopica cioè un enterocistoplastica, è molto utilizzata perché

permette al pz di minzionare dall’uretra, viene effettuata sia nell'uomo che

nella donna. In passato nella donna non veniva effettuato.

Viene effettuata utilizzando un segmento di intestino tenue si ricostruisce una

“nuova vescica” che viene raccordata da un lato con gli ureteri e dall’altro con

l’uretra. L’urina si raccoglie in questo nuovo serbatoio che verrà vuotato

attraverso l’uretra ad orari costanti. Con la “neovescica” lo stimolo ad urinare

sarà differente e non sempre riconoscibile, il paziente deve quindi urinare ad

orari prestabiliti, da seduto e spingendo con la pancia. La continenza si


ACQUISTATO

2 volte

PAGINE

30

PESO

798.50 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Esame: Urologia
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica (ALBA, ALESSANDRIA, BIELLA, NOVARA,TORTONA, VERBANIA)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silviatoma di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Urologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Volpe Alessandro.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in infermieristica (alba, alessandria, biella, novara,tortona, verbania)

Patologia generale e clinica - Appunti
Appunto
Il Picc: Ruolo dell'infermiere
Tesi
Geriatria - Appunti
Appunto
Immunologia e immunopatologia - Appunti
Appunto