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ai servi, per premiarli dei servigi resi. Poi, una volta sfuggita al dominio pubblico, essa potè essere

ereditata, suddivisa o aumentata.

ASSOLUTISMO E URBANISTICA DELL’ELLENISMO

I mutamenti della città

Se la città è troppo piccola, qualunque siano le sue pretese architettoniche e il suo status legale,

rimane sempre un villaggio. Se supera i limite della crescita, assorbendo più persone di quante

possa adeguatamente ospitarne, governarne o educarne non è più una città, perché la

disorganizzazione le impedisce di adempiere alle funzioni urbane. Il semplice aumento di

dimensioni non implica progresso, così come l’espansione tecnologica non garantisce una vita

migliore. Ciò che fa una città è in realtà un comune interesse: viverci il meglio possibile.

Dal disordine all’eleganza irreggimentata

Con l’applicazione della pianta reticolare, la strada cominciò a esistere come entità autonoma e non

più come un tortuoso passaggio lasciato libero malvolentieri tra un ammasso di edifici. La strada

assume così l’importanza che avrebbero avuto i parchi e i giardini pubblici. Forse fu il desiderio di

determinare l’allargamento delle strade

luce e di aria, nonché di una certa libertà di movimenti, a

principali, richiesto anche dall’uso più frequente dei veicoli a ruote e delle portantine e dalla

presenza di folle sempre più numerose. Con il movimento ordinato apparvero: la prospettiva e

l’asse longitudinale. La continuità delle facciate, l’altezza sempre uguale dei portici, i colonnati che

si ripetono per tutta la lunghezza della strada provocando sensazioni estetiche identiche in ogni

Per compensare l’ampliamento della città si piantarono alberi all’interno

punto della città.

dell’abitato, e si usarono vasi di piante come decorazione stradale, secondo una moda ancora attuale

in molte città europee. L’arredamento stradale venne applicato nelle città elleniche con grande

assiduità. Gli tecniche usate nelle grandi città, venne imitato successivamente dai centri minori.

MEGALOPOLI DIVENTA NECROPOLI

Influenze straniere a Roma

Sotto l’Impero l’uomo occidentale vide cosa avrebbe significato vivere in un mondo completamente

aperto, all’interno del quale prevalesse la legge e l’ordine, mentre la cittadinanza era un privilegio

comune a tutti.

La caratteristica essenziale di Roma era la disposizione delle due strade principali, il cardio che

scorreva da nord a sud e il decumano che l’attraversava da est a ovest. Tali strade erano tracciate in

modo da incrociarsi al centro della città.

A parte gli elaborati bagni pubblici e le immense arene, Roma si limitò a universalizzare elementi

già esistenti, facendone parte di una attrezzatura standard.

Cloaca e acquedotto

Il più antico monumento dell’ingegneria romana è la Cloaca Massima, la grande fogna costruita nel

VI secolo su scala talmente gigantesca da far supporre che gli ideatori abbiano intuito che Roma

sarebbe diventata una metropoli con un milione di abitanti. La fogna fu costruita così solidamente e

su dimensione talmente vaste da essere in uso ancora oggi.

Le fogne, le condutture d’acqua, le strade lastricate non costituivano una novità assoluta: meritodi

Roma fu di aver trasformato queste innovazioni regie di città e regioni antiche in grandi forme al

servizio delle masse urbane.

Limiti dello sviluppo urbano

Roma è l’esempio classico di decostruzione. La sua disgregazione fu la conseguenza della sua

eccessiva espansione che provocò la decadenza delle funzioni, diminuzione del controllo

economico e degli agenti umani essenziali alla continuità. Oggi ogni centro metropolitano troppo

cresciuto presenta gli stessi sintomi di disorganizzazione. Roma non affrontò mai tale problema

perché avrebbe dovuto mettere in discussione le basi politiche ed economiche dell’intero regime.

LA CITTA’ NELLA STORIA: dal chiostro al Barocco (V secolo)

Dopo la caduta dell’impero romano i cristiani cercarono di prendere il comando della situazione,

fecero i primi passi per costruire qualcosa di nuovo. La Roma cristiana trovò una nuova capitale, la

Città celeste, e un nuovo legame civico, la comunione dei santi. Era questo il prototipo invisibile

della città nuova.

Durante l’impero romano, il cristianesimo era stato un movimento clandestino, non è dunque un

caso le prime cappelle cristiane vennero costruite nelle antiche mura romane e nelle stanze

Metz la prima chiesa cristiana fu eretta all’interno dell’anfiteatro. Era

sotterranee dei circhi. A

questo un nuovo tipo di ecclesia, o di assemblea, al quale né il tempio classico né il foro offrivano

forma urbana appropriata.

A Roma poi, si ebbe un abbandono dei monumenti pagani, anfiteatri, terme, perché non coerenti al

sistema di vita cristiano, perché ricchi di immagini blasfeme, simboli pagani.

Con il passare dei secoli cambiarono anche le usanze, i costumi e le leggi; il monastero, ad esempio,

o più esattamente una confraternita di persone

era di fatto un nuovo tipo di polis: un’associazione,

che la pensavano nello stesso modo e che si radunavano non soltanto per cerimonie ma per

coabitare permanentemente nel tentativo di condurre sulla terra una vita cristiana al servizio di Dio.

Qualunque fosse la confusione del mondo esterno il monastero era un’isola di serenità e di ordine.

Ma La nuova cultura cristiana non riuscì a dare protezione come lo era in precedenza la figura del

re. La vita peggiorava continuamente, e la gente semplicemente per ragioni di sicurezza fisica era

ben lieta di porsi sotto la protezione di un capo barbarico; si ebbe un disgregamento della città e

emerse nuovamente la figura del capotribù che, con una banda di guerrieri governava uno o un

gruppo di villaggi protetti da delle mura. Il mercato, luogo fondamentale delle città si spostò

all’interno di queste zone sicure. Queste mura quindi non fungevano solamente da protezione, ma

diedero i limiti politici a ogni villaggio.

Con la condizione di sicurezza si ebbe una rinascita, un dinamismo economico che segnava un

Dall’aumento della popolazione nacquero nuovi villaggi e nuovi mercati, si

nuovo periodo storico.

il commercio internazionale e aumentò il tenore di vita della popolazione. Da quest’ultima

ampliò

prerogativa, se ne servì il feudatario che assunse nei confronti della città una posizione favorevole,

perché non ebbe più il potere militare (che aveva avuto in precedenza) ma ebbe un potere

economico attraverso contributi, affitti, ecc.

L’egemonia della chiesa però rimase, sotto aspetti inconsci, toccando gli usi della gente, far parte

della chiesa era in teoria una scelta ma in pratico un obbligo, chiunque temeva la scomunica. Ma se

consideriamo la chiesa come una grandissima comunità, possiamo dire che sorsero anche comunità

minori, o corporazioni, ovvero congregazione di persone che seguivano lo stile di vita cristiano ma

che a differenza del monastero queste erano formate da cittadini cristiani e non da monaci. queste

corporazioni nacquero una per ogni arte, c’era infatti quella dei mercanti, quella degli artigiani, dei

fabbri. Essa controllava la vita economica della città, fissando le condizioni di vendita, proteggendo

il consumatore dalle estorsioni. Ma quando la ragione economica fece parte a sé e diventò il fine

ultimo di tutte le attività della corporazione, questa istituzione decadde: si formò all’interno di essa

un’aristocrazia di ricchi decisi a trasmettere ai figli i propri privilegi e, imponendo alte tasse

d’ammissione, a escludere o svantaggiare i commercianti più poveri.

le attività sociali della città medievali non diminuirono con l’affermarsi dell’economia capitalistica:

alla carità alle fondazioni benefiche e infine all’aiuto “statale”. Oltre

si passò dal mutuo soccorso

alla Chiesa ci fu una istituzione che sopravvisse alle antiche corporazioni: l’universitas.

L’universitas divenne la corporazione per antonomasia. Lo stimolo della conoscenza è sempre stata

nell’uomo, lì si combinava lo studio di conoscenze sacre, scientifiche e politiche.

- Nella nuova libertà di movimento che si accompagnava alle altre libertà comunali conquistate

dalla città medievale, si ha un elemento predominante, il corteo o la processione, soprattutto nella

grande processione religiosa che si snoda lungo le strade e le piazze prima di sfociare finalmente

nella chiesa o nella cattedrale dove avrà luogo la cerimonia che l’ha provocata. Questa non è

architettura statica. QUOTIDIANA NELLA CITTA’ MEDIOEVALE

LA VITA

La vita era ok! Ma c’era una problema quello che oggi chiameremmo servizi igienico-sanitari,

dovuta ad un’assenza più totale. Solo a Londra una legge 1380 vieta “il seppellimento di escrementi

nell’area urbana e gettare rifiuti dopo le 9 di sera”. Un problema grave si ebbe con le costruzioni

degli immobili a più piani, in alcune città si arrivata a costruire “palazzine” di più di 4 piani, ed è

per questo che si verifica la negligenza di gettar via i rifiuti (gli annoiava far tutte quelle scale).

Ma due questioni molto ingenti affliggono il XIII secolo, il bagno e il rifornimento d’acqua

potabile. Il bagno privato fece la sua comparsa già all’inizio del 13°secolo. I bagni pubblici erano

istituzioni tipiche di ogni città nordeuropea e ne esistevano in ogni quartiere, ma oltre alla funzione

di essere un comune bagno era un punto di ritrovo per donnine e uomini in cerca di piacere.

L’incremento demografico imponeva spesso di trovare nuove sorgenti d’acqua o di estendere il

raggio dazione delle esistenti. Una delle prime iniziative fu di papa Martino 4 che fece restaurare un

vecchio acquedotto romano. A Londra l’acqua veniva smistata tramite tubazioni in piombo. In altre

città l’acqua veniva pompata dai fiumi e portata nelle città con delle tubazioni in legno.

I principi urbanistici medievali erano molto semplici e a questi avvolte si affiancavano i sistemi

rurali utilizzati già nei villaggi, sia ha: quello lineare, quello a croce, quello rotondo e in quello a

quartieri.

Uno dei sistemi, tra questi, molti diffuso è quello radio centrico, che non si sviluppa a tela di ragno,

ma semplicemente a cerchi concentrici deformati a partire da un nucleo centrale. La maggior parte

delle volte al centro del nucleo centrale vi era la grande chiesa, poiché attirava folle immense aveva

bisogno di un cortile anteriore per l’entrata e l’uscita dei fedeli. Ma anche le corporazioni

utilizzavano la grande piazza per le loro sacre rappresentazioni, o venivano puniti i criminali, era

l’agorà.

Nelle città medioevale molta importanza avevano le strade, esse attraverso curve a gomito e strade

cieche servivano a smorzare la forza del vento e a diminuire la superficie coperta di fango. Le strade

erano tante piccole serpentine, esse davano l’impressione di essere molto lunghe, perché più era

lunga la strada maggiore era la sfarzosità e la grandezza della città, inoltre erano eccellenti per dare

protezione contro tutti gli incidenti e le emergenze. Un’emergenza invece era quella di pavimentare

le strade per evitare sporcizia fango pozzanghere, una legge emessa nel 1430 a Northampton

enunciava che i proprietari dovevano pavimentare e provvedere alle riparazioni della strada davanti

a casa loro e in un raggio di 9mq.

DISSOLVIMENTO DEL MEDIOEVO AVVISAGLIE DEL MONDO MODERNO.

era stata fondata secondo l’idea cristiana, e non solo, in essa vigevano regole

Ogni città in principio

della convivenza cristiana e se così la si vuol chiamare si era di fronte non ad una città ma ad una

“cristiano poli” , ma la staticità della città cristiana non durò a lungo, la città era in evoluzione.

In architettura e in campo urbanistico si ebbero delle novità, lo sfarzo è la parola che

contraddistingue questo periodo del medioevo (1400). Sino a tutto il settecento i tetti a capanna e le

facciate dalla splendida trama di mattoni delle vecchie case borghesi vennero spesso verniciati a

stucco; e in più qualche volta si allargarono le finestre o si aggiunse un tocco di decorazione

classica al cornicione, all’architrave o alla porta.

Ma anche in questo periodo la tirannia del potere fece si a creare un inconveniente. Venezia ad

esempio costrinse gli abitanti della terra ferma (al quale lei dipendeva per le provviste alimentari) di

rifornire solamente il mercato locale. La corporazione era debole rispetto alla politica urbana, e non

poté contrastarla. La città medioevale era una roccaforte borghese e benché composta in origine di

contadini e artigiani rifugiatisi in essa dai campi, si trasformò paradossalmente in un meccanismo

tirannico per lo sfruttamento di coloro che erano rimasti nelle fattorie o nei villaggi. Così i cittadini

si scavarono letteralmente la fossa sotto i piedi. In termini ecologici città e campagna sono un tutto

unico. E se c’è uno che può fare a meno dell’altro questo è l’agricoltore.

La città arrivo quindi ben presto ad un punto di stallo, ora l’unificazione territoriale, la pace interna

e la libertà dei movimenti erano tutte condizioni necessarie al nuovo sistema capitalistico

dell’industria quale si doveva arrivare.

LA STRUTTURA DEL POTERE BAROCCO

Tra il 400 e il 700 prese forma in Europa un nuovo ideale, sgorgava da una nuova economia, quella

del capitalismo mercantilistico, da una nuova struttura politica, quella di un’oligarchia e da una

nuova ideologia fisica meccanicistica. Nel 600 si ebbe la forma completa di questo ideale Principe.

I simboli sono: la strada dritta,l’ininterrotta linea orizzontale dei tetti, l’arco tondo e la ripetizione di

inoltre venne introdotta l’idea di prospettiva

certi elementi sulla facciata, che soppresse in panorama

Nelle città aumento lo spazio, ad esempio lo spazio tra il fondo della scarpata e l’esterno

chiuso.

dello spalto passò da 80 a 211metri, questo spazio non è da considerarsi inutilizzabile ma un

città (una boccata d’aria).

ostacolo spaziale dalla campagna alla

Un elemento che contraddistingue questo periodo è il corso. Il corso è il simbolo più importante e il

fatto principale della città barocca. Nella evoluzione della pianta della città ebbe una predominante.

Si ebbe un incremento del traffico e le strade medioevali non erano dimensionate e articolate per far

fronte a questa necessità. Le strade presero un andamento a linea retta. Inoltre servivano anche per

le parate militari o per processioni religiose. –

La città nella storia Volume terzo

L’ urbanistica barocca era una trascrizione di ciò che accadeva all’interno della corte.

Il palazzo si affacciava su due vie: dalla parte urbana trovava posto la parte amministrativa mentre

dalla parte rurale si svolgeva la vita quotidiana.

La corte barocca ebbe un’ influenza diretta su quella che fu la vita urbana; tutto ciò che accadeva

all’ interno del palazzo venne preso come esempio e riportato su larga scala all’ ambito urbano. Si

estesero i piaceri della vita di corte alla città ad un prezzo pro capite relativamente basso: in questo

contesto nacquero il teatro pubblico e il parco divertimenti. Ma il piacere delle masse provocato da

queste due istituzioni era pure sempre un piacere barocco, ricco di ostentazione, di sfarzo. E quando

il parco divertimenti scomparve a causa della congestione cittadina le sue funzioni si rifugiarono in

appositi quartieri, ad esempio Broadway. Nacque con lo stesso criterio anche il museo, inizialmente

più grandi musei del mondo sono nati proprio da collezioni private. Un’

lusso esclusivo di nobili. I

ultimo lascito del palazzo barocco è il giardino zoologico, nato dalla moda dei più ricchi di

circondarsi di animali spesso selvaggi nei loro giardini personali.

La nascita di tutte queste istituzioni permettevano a chiunque di godere almeno in parte dei privilegi

riservati ai nobili.

Le città sorte tra il ‘500 e l’800 erano centri residenziali per re e principi. In questi centri

l’urbanistica Gli ingegneri dell’epoca

barocca poteva esprimersi completamente. per fare un lavoro

pulito avevano bisogno letteralmente di spianare il terreno al costo di sacrificare tutte le realtà ivi

L’ ingegnere ignorava la struttura sociale della città e nel

esistenti. cercare di agevolare i traffico

impediva i rapporti sociali tra le persone. La nuova pianta barocca si distingueva dalla pianta

per la sua regolarità e per l’utilizzo

medievale di linee rette e blocchi dalle forme il più possibile

regolari. Era caratterizzata da piazze o rondò dai quali si irradiavano strade e corsi. Era la cosiddetta

pianta stellare. La ragione di questa forma erano in gran parte militari: da un punto centrale

l’artiglieria poteva facilmente raggiungere ogni punto della città. I primi esempi di pianta stellare si

hanno con i casini di caccia dei regnanti nei quali era possibile radunarsi in un punto centrale e

raggiungere ogni direzione. Nelle città in punto di raccolta aveva un altro significato: vi si trovava il

assiali avevano lo scopo di

palazzo del re, luogo accentratore del potere, e le vie d’accesso

concentrare l’attenzione sul regnante. Questo tipo di pianta si estese in tutta Europa.

A differenza delle città medievali, che per essere apprezzate dovevano essere percorse lentamente,

la città barocca poteva essere può essere visto quasi in una sola occhiata. Il corso divenne la cornice

orizzontale degli edifici e tutto era allineato, per renderlo visivamente infinito. Se la città medievale

quella barocca dava l’effetto

poteva causare claustrofobia, esattamente contrario, il tutto immerso in

una noia spezzata solo dall’ intenso traffico che attraversava i corsi.

Nella pianta barocca lo spazio vitale era considerato un di più; lo spazio era tutto sacrificato al

traffico. Non erano più le istituzioni urbane a generare la geometria della città, ma essa serviva solo

a soddisfare il principe.

La pianta stellare aveva un costo esorbitante perché non poteva in nessun modo variare la sua

geometria. Il progetto veniva ideato a tavolino senza tener conto del luogo in cui doveva insediarsi

ed ogni difformità topografica doveva essere annullata, con conseguenti costi elevatissimi. la città


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DETTAGLI
Esame: Urbanistica
Corso di laurea: Architettura
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher conoscenza90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Urbanistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Kore Enna - Unikore o del prof Naselli Fabio.

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