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METODO DELLA PROGETTAZIONE STRATEGICA:

La tecnica è usata a partire dagli anni ’60 per utilizzo economico e poi dagli anni ’80 per adottata

dall’urbanistica, e individua OBIETTVI da raggiungere, quali:

1. QUADRO OBIETTIVI GENERALI (si deve trovare uno slogan per il progetto);

2. CONDIVIDERE obiettivi con i diretti interessati;

3. INDIVIDUARE azioni da intraprendere;

4. PROGETTARE interventi;

5. VALUTARE i risultati.

PIANIFICAZIONE STRATEGICA: ANALISI SWOT

ASPETTI INTERNI AREA

PUNTI DI FORZA CONTROLLABILE

PUNTI DI DEBOLEZZA

Strenght Weakness

ANALISI SWOT NON CONTROLLABILE

OPPORTUNITA’ MINACCE

Oppurtinity Threats

ASPETTI ESTERNI DELL’AMBIENTE

FATTORI

1. Endogeni: variabili su cui si interviene integrando il sistema

2. Esogeni: variabili esterne al sistema che può condizionarlo, non si può intervenire direttamente ma si può

valorizzare per trovare cose positive o negative.

SCENARI ALTERNATIVI

SCOPO: sviluppare area territoriale valorizzando elementi di forza e contenendo le debolezze. Bisogna fare

l’analisi degli scenari dello sviluppo. La tecnica degli SWOT è usata per capire quali sono le operazioni

strategiche rispetto ad altre. La tecnica è nata dagli anni ’60 usandola esclusivamente per questioni

economiche, poi dagli anni ’80 venne utilizzata anche con fini politici e in questo campo usata per

coinvolgere la popolazione interessata nelle decisioni dei progettisti. 1

05-11-2018 (Cappuccitti) _ UN PROGRAMMA COMPLESSO DI

RIGENERAZIONE URBANA PER L’AREA TIBURTINA

Per fare un programma del genere, innanzitutto si deve essere critichi riguardo l’esistente. Il progetto è

composto da vari fattori, tra cui:

1. PARTE CREATIVA, consiste nel disegnare gli spazi urbani nella maglia del sistema relazionale;

2. FATTIBILITA’ ECONOMICA;

3. STRUMENTI LEGISLATIVI E URBANISTICI, che a loro volta si dividono in:

a. Piani Attuativo Convenzionale, quello che abbiamo usato per il quartiere di San Basilio;

b. Piano Complesso, quello che andremo ad analizzare.

IL PIANO COMPLESSO

Nel PRG 2008, la città di Roma è definita come una “Città per Parti” e se ne distinguono all’interno le

“Microcittà” nella città. (i cittadini ne hanno riconosciute 200). Le parti vicino a San Basilio hanno i vari

settori, il produttivo, il terziario, vi sono residenze abusive, palazzine nuove, centri televisivi (come

telespazio). Dalla tavola della Rete Ecologica appare che il torrente blocca la tiburtina esondando perché non

ha abbastanza spazio. Nella tavola dei Sistemi e delle Regole possiamo individuare varie tipologie di città:

1. Città storica (in rosso)

2. Città consolidata (arancio), opere compiute;

3. Città da ristrutturare (in rosa), i tessuti abusivi; 2

4. Città da ristrutturare (in viola), i tessuti per attività (di carattere produttivo).

Il comprensorio 08L1, chiamato Tiburtina Valley è diviso in città consolidata e città da ristrutturare.

Nella città consolidata sono individuati i tessuti e il verde privato, nella città consolidata invece appaiono

tessuti prevalentemente residenziali, per attività, programmi integrati, spazi da riqualificare, proposte dei

programmi di recupero, l’individuazione di nuclei dell’edificazione ex abusiva da recuperare.

Roma è costituita da 3 teste:

1. Centro Storico;

2. EUR: fascismo;

3. Sistema direzionale Orientale (ORG ’60) situato nella zona di Monti Tiburtini. Direzionalità statale mai

realizzata e oggi è desueto.

Roma è caratterizzata da POLICENTRISMO, le qualità spaziali devono essere distribuite in modo

equilibrato. Vi è quindi una gerarchizzazione:

1. Centro Metropolitano: dove sono concentrate l’università, i contenitori commerciali e direzionali. Come

per esempio Roma Ostiense (Eataly e Roma 3), Porta di Roma Nord, Monti Tiburtini-Pietralata, Roma

Est-Ponte di Nona, Osteria delle Capannacce-Tecnopolo.

2. Centralità rango urbano a Ponte Mammolo.

3. Centralità locali (piazze), limitate ai tessuti attorno a cui gravitano.

Nel PRG ’62 di Roma, risulta che avrebbero dovuto fare un sistema direzionale di grattaceli (Kenzo Dong)

attorno all’autostrada nella zona di Centocelle, Tiburtina…

L’industrializzazione terziaria è localizzata in zona Tiburtina e Tor Sapienza (viola). La zona doveva essere

produttiva (08L1) ma si è determinato un mix di contenitori diversificati.

Nella zona 08L1 le residenze non hanno servizi standard vicino al produttivo, commerciale (Las Vegas),

residenziale, terziario. Viene utilizzato il PROGRAMMA INTEGRATO prima usato per “scassinare” il PRG

poiché le Norme Tecniche di Attuazione sono molto complesse. Il PRG non definisce l’indice di

trasformazione ma una forchetta di indice di utilizzazione fondiaria per capitali di rigenerazione urbana

usando i privati per interventi pubblici. Sul tavolo di concentrazione è posto il programma integrato: il

Comune chiede al privato i fondi, in cambio il privato fa cubature sulla base delle regole del Comune.

L’obiettivo del privato è di massimizzare il profitto e quello del comune è di migliorare la qualità.

Il PRINT permette di porre in alto la contrattazione tra pubblico e privato. Le NTDA non vanno bene per

voi, il PRG prevede attrezzature produttive, il contenitore residenziale, ed è limitante, poiché non prevede

che possano cambiare le esigenze. Roma ha tanto terziario inutilizzato e per questo motivo si ha la necessità

di creare l’Accordo di Programma e il Programma Integrato per modificare il PRG quando si fa vecchio.

I Programmi Complessi prevedono l’Accordo di Programma per contrastare il PRG.

Il PRINT viene introdotto dalla Legge n 179/92 art. 16. 3

PRINT

L n° 179/1992 LR n 7/2017

INIZIATIVA PRIVATA

INIZIATIVA PUBBLICA

A. EMANAZIONE BANDO, CONFRONTO

CONCORRENZIALE (con Programma

Preliminare);

B. COMUNE PUBBLICA IL PROGRAMMA

PRELIMINARE E DEFINISCE I TERMINI E

LE MODALITA’ PER LA PRESENTAZIONE

DELLE PROPOSTE;

C. PROPOSTE DI INTERVENTO PRESENTATE

AL COMUNE DAI DIVERSI OPERATORI

(per esempio l’imprenditore dell’area

dismessa che vuole costruirci).

D. VALUTAZIONE COMUNALE (DO UT DES

equilibrato)

E. IL COMUNE PROVVEDE ALLA REDAZIONE

E ALL’APPROVAZIONE DEL PROGRAMMA

DEFINITIVO: COORDINAMENTO.

CONFERENZA DEI SERVIZI DLeg. N° 267/2000

Nella legge 142/90 “Sull’ordinamento delle autonomie locali” vengono introdotti la Conferenza dei Servizi e

L’accordo di Programma. ACCORDO DI PROGRAMMA DLeg n° 267/2000

PATRICK GEDDES (1854-1893). ANALISI DI CAMPO E SURVEY

Egli nasce nel 1854 era biologo, sociologo, storico e geografo, urbanista. Il suo insegnamento è ancora

valido. Egli ha contratto malattia agli occhi in Amazzonia e proietta il suo approccio scientifico in ambito

urbanistico, considerato da lui organismo vivente. Sarà un planner, ovvero persona incaricata di fare piani

urbanistici (in India). È considerato uno dei padri fondatori della pianificazione urbana e regionale. Non si

interessa solo dell’urbs (città fisica), ma anche della civitas (abitanti). Siamo in un periodo in cui il

positivismo è ancora una filosofia importante. Egli scrisse molti libri e inventa la parola “civics”, come

insieme della compagine sociale e fisica con osservazione applicata dei casi di studio. Le tecniche del

sopralluogo fanno riferimento a lui. 4

Libro tradotto nel 70: Cities in evolution.

Egli afferma che:

- La città apparentemente stabile, si trasforma;

- Le trasformazioni non rispondono al dispiegarsi lineare di una legge scientifica;

- L’evoluzione è un (soggettivo) che intreccia nel tempo innovazione e memoria, trasformazione e

conservazione;

- La città, deposito di tradizione e fonte di innovazione, è il luogo dell’osservazione dell’evoluzione

sociale.

- Il piano (usato per la prima volta) è un grande processo sociale di autoeducazione collettiva, in cui il

destino della città è il risultato degli sforzi cooperanti dei suoi cittadini;

- Bisogna risvegliare nel cittadino la meraviglia dello sguardo assieme alla consapevolezza dei

problemi e delle potenzialità della città (saper guardare con interesse);

- Saper leggere la città, strato su strato, significa attingere alla storia come fonte inesauribile e sempre

attuale di educazione dei cittadini, guardare quindi al passato come fonte di conoscenza;

- La città e come un palinsesto (ripreso anche dallo svizzero corbose), essa è continuamente scritta,

cancellata e inscritta dalle generazioni che si susseguono. Le tracce rimangono. Il passato non si

cancella per preparare un futuro migliore, né va considerato necessariamente solo come un residuo

preparatorio ai successi moderni. Ci troviamo nel periodo del Positivismo.

CAMMINARE, GUARDARE, ASCOLTARE: LA SURVEY

La Survey è l’arte di guardare la città:

- Sguardo istantaneo dall’alto che in un colpo d’occhio abbraccia il suo soggetto (con cartografia);

- Sguardo successivo e itinerante che vi cammina dentro, mi dà una conoscenza più realistica.

I due approcci si alternano e mescolano continuamente.

Il fondamento metodologico della survey si fonda sull’esperienza e sullo sguardo quotidiano. La conoscenza

della città non è soltanto un’attività professionale urbanistica, ma anche soprattutto un grande processo

collettivo, uno sguardo capace di cogliere lo spirito e la bellezza nascosta. Lo sguardo deve andare al di là

delle apparenze: ottimismo.

È un’analisi di campo è condotta sui fattori geografici e storici della vita della città, della sua topografia,

degli aspetti economici e sociali, culturali. Implica la capacità di cogliere il dettaglio senza perdere di vista

l’insieme. Richiede l’attitudine a riconoscere e utilizzare i vari punti di vista.

(Bisogna andare a studiare le storie dei posti situati nel luogo di progetto)

- Rilievo delle condizioni fisiche;

- Viaggio nel tempo e nella storia;

- Osservazione empirica di fatti sociali e azioni quotidiane.

Strumenti di lavoro:

- Cartografie (restituzione zenitale in scala di uno spazio), foto e vedute (vedute prospettiche, visione

dall’alto ma non in scala) storiche e mappe storiche; 5

- Dati statistici (archivi ISTAT) e ricerche bibliografiche;

- Indagini di campo e sopralluogo.

Lista dei temi:

- Ubicazione, topografia e condizioni naturali; (come ci si arriva)

Geologia, clima, risorse idriche …

o Composizione del suolo, vegetazione, vita animale …

o Riserve idriche, fiumi, mari…

o Possibilità di accessi alla natura.

o

- Mezzi di comunicazione per via di terra e per via d’acqua; (come ci si muove)

- Industrie, manifatture e commercio; (chi ci lavora e abita)

- Popolazione:

Spostamenti e occupazione

o Salute pubblica

o Densità

o Distribuzione del benessere, condizioni familiari e sanitaria (riprese da Cerdà)

o Istruzione

o Esigenze previste

o

- Ambiente urbano;

- Pianificazione urbanistica: suggerimenti e progetti:

Esempi di altre città grandi e piccole, anche straniere;

o Contributi e suggerimenti ai fini del progetto di piano regolatore.

o

Geddes fa il planner in India e parla del Naturalismo che per lui è un’attitudine allo sguardo… “ma lo

sguardo del naturalista non è quello che riduce il mondo ad una collezione di oggetti da classificare, bensì

quello capace di risalire, al di là dell’attualità dei fenomeni, il fiume del tempo.”

Devo conoscere il passato per capire il presente.

Lo sguardo da naturalista è un’attività che oscilla continuamente tra l’approccio del biologo, distaccato dal

suo soggetto, e quello dell’attore, immerso nei conflitti dell’interazione sociale ... è un’oscillazione continua

tra osservare e ascoltare, sia dall’interno che dall’esterno.

Il guardare è un’arte che procede con emozioni. Non solo devo osservare lo spazio fisico ma osservando

quello sociale devo preoccuparmi anche delle condizioni di vita. È ascolto paziente delle persone presenti e

nello stesso tempo è sforzo di dare voce anche a chi, dal passato, porta ancora il suo contributo alla vita della

città.

La pratica del walking è un modo per addentrarsi nel labirinto della città.

È un’immersione totale e impegnativa in cui l’attenzione al dettaglio diventa sempre più acuta.

Un suggerimento metodico e un invito morale a non trascurare nessuna delle tracce che le trasformazioni

umane hanno lasciato. 6

ANALISI PERCETTIVA

L’IMMAGINE DELLA CITTÀ. KEVIN LYNCH, 1960.

Lynch uno dei più importanti urbanisti della seconda metà dell’800, allievo di Wright e poi insegnante al

Massachusetts Institute of Technology. Ha avuto una borsa di studio per studiare a Venezia, Firenze e Roma.

Negli anni 50 si propone in modo rivoluzionario, negli anni 60 si hanno dei problemi dal punto di vista

sociale. Prima si ha il problema di ricostruire dopo i bombardamenti della guerra e ora si hanno problemi con

la gestione della crescita usando i fabbisogni minimi: fornire risposte in tempi rapidi.

Egli introduce il concetto di Pensare la città non come una forma astratta ma come uno spazio fisico

percepito, vissuto e sperimentato da cittadini, City user e visitatori.

Lui introduce i City user (pendolari) e i visitatori (turisti) come categoria di utenti che usufruiscono della

città oltre gli abitanti.

Lynch insegna nel MIT situato nell’Area metropolitana di Boston che negli anni 50 conosce dei drammatici

cambiamenti. Non sono solo gli europei a subire le conseguenze della Seconda guerra mondiale, ma anche

gli americani ne risentono perché prima vivevano di industria bellica e che non ne ha più bisogno l’Europa,

sono in recessione. Quindi Lynch fa un progetto di rinnovo urbano.

La Città di Boston è stata fondata nel 1600 da coloni inglesi. Era il primo porto Nordamericano che

accoglieva gli immigrati dall'Europa (italiani e irlandesi).

Il Rinnovo urbano consistette nel demolire e ricostruire. Riguarda interi quartieri e prevede il cambiamento

totale dell'impianto urbano, demolendo aree degradate e creando nuovi quartieri cambiando tipi di

popolazione. La città viene ridisegnata creando grande autostrada urbana dentro la città. Prima Boston era

molto vitale e tessuto storico che poi diventano macro isolati con edifici molto alti e imponenti.

Lynch comincia a fare una considerazione su come influisce la forma della città sugli abitanti. Conduce studi

in università appoggiandosi a riviste di carattere storico e di campo con questionari. Per lui la città va

studiata con approccio psico-percettivo in antitesi ad un approccio scientifico e deterministico. Ragiona sugli

abitanti che diventano protagonisti e non pedine, ovvero oggetto politico. Mentre Geddas ascoltava solo qui

Lynch introduce la partecipazione della popolazione.

SCHEMA CONCETTUALE

Pur riconoscendo il valore degli studi critico e storiografici, Lynch ne critica la profonda astrazione

intellettuale e l’incapacità di tradursi in successivi argomenti di lavoro.

E gli rifiuta di separare l'interpretazione estetica dall’esperienza pratica. I luoghi devono essere significativi

per l'uomo.

Il movimento comporta memorizzazione di sequenze e quindi l’attenzione del progettista si deve focalizzare

sul processo di percezione. La scena urbana che si presenta all’osservatore come una configurazione, è una

struttura percettiva. In questo processo Lynch coglie il significato per la elaborazione della forma della città.

Il muoversi implica più scelte che devono essere multimodali, per dare più scelte, e le scelte dipendono da

ciò che si trova camminando, dal contesto. 7

Il compito dell’urbanista è la creazione della forma urbana secondo un disegno cosciente. La consapevolezza

delle caratteristiche e del meccanismo di questo processo è indispensabile per il disegno e per il progetto.

Un metodo di lavoro empirico consiste in:

- interviste fatte su un campione di cittadini di tre diverse città americane (Boston, New Jersey, Los Angeles)

- compilazione di un questionario a risposte aperte

- descrizione delle sensazioni durante una passeggiata anche con disegni.

- confronto delle risposte e confronto delle descrizioni sui medesimi luoghi fatte da osservatori esperti

(ricercatori urbanisti).

Egli trova delle ricorrenze. Boston è una città universitaria

con molto verde e si cammina a

piedi e ottima rete trasporti

pubblici e ha parti riconoscibili.

Common primo verde del mondo.

I Backbay sono isolati di case

basse.

Le indagini sono fatte per:

- raccogliere e interpretare

testimonianze di chi vive la realtà

urbana

- confrontare le configurazioni

percettive degli abitanti per

individuare le invariati e riconoscere elementi

di base e di qualità.

Di una città le prime cose che notiamo sono le

Strade principali, i punti di interesse, aree o

punti considerati come centro, elementi

naturali come i fiumi.

Lynch dice che chi usa e su muove per la città

elabora mappe mentali e si fanno delle scelte,

delle elaborazioni relative all’uso e al

funzionamento dello spazio fisico e lo sviluppo di sentimenti ed emozioni nei confronti dell’ambiente

percepito.

Una mappa mentale e il risultato della correlazione tra l’osservatore e il contesto dalla quale deriva

l’ideazione di immagini ambientali.

Percorrendo la città l’osservatore seleziona, organizza e attribuisce significativa ciò che vede.

Le CINQUE INVARIANTI: 8

Le invarianti fanno costruire un’immagine mentale

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/21 Urbanistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessiaannaf di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di urbanistica e pianificazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Mattogno Claudia.
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