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Uomo anonimo

Questo appunto si riferisce al corso di Filosofia e storia delle idee tenuto dal professor Giuseppe Cacciatore. Il "Si" e la computabilità dell'agire.
L'Esserci è così scaduto a "utilizzabile" del quale ci si prende cura, il vivere diventa un «affare ontico» e la coscienza, da parte sua, è risucchiata nella... Vedi di più

Esame di Filosofia e storia delle idee docente Prof. G. Cacciatore

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L'uomo anonimo, Giuseppe Cacciatore « Filosofia e storia delle idee «... http://www.federica.unina.it/lettere-e-filosofia/filosofia-e-storia-delle-...

Una minaccia dell'essenza dell'uomo, che non è possibile aggirare neanche con un uso accurato del linguaggio

Ancora una volta si rende necessario ricorrere a Essere e tempo [§34] in cui compare la cooriginarietà tra gli e

Il linguaggio è l'espressione del discorso.

I momenti costitutivi del discorso sono:

il sopra-che-cosa del discorso (ciò di cui si discorre)

ciò-che-il-discorso-dice come tale (il contenuto)

la comunicazione

il far-conoscere.

Nell'elencare i momenti costitutivi del discorso, Heidegger mostra l'incompiutezza di quei tentativi di cogliere

Aver definito il discorso come un esistenziale impone a Heidegger il compito di elaborare l'unità ontologico-es

L'ascoltare

Nell'ascoltare diviene chiaro il legame di cooriginarietà tra gli esistenziali situazione emotiva, comprensione

L'ascoltare è uno stare a sentire che costituisce l'apertura dell'Esserci al con-essere con gli altri.

L'Esserci sente perché comprende.

Definire l'ascoltare come un "sentire comprendente" porta Heidegger a distinguere l'ascoltare dall'udire un pur

L'ascoltare è più originario dell'udire, così come l'ente intramondano è più originario dell'artificio della "pura s

Non sentiamo mai rumori puri ma – gli esempi sono di Heidegger – il carro che cigola, la motocicletta che asso

Per Heidegger le sensazioni non sono un "trampolino" per raggiungere il mondo, dacché «in quanto essenzialm

La perdita dell'oggetto

Nella cornice della comprensione media, può capitare che venga trascurato uno dei momenti costitutivi del di

L'oggetto della comprensione diventa il discorso stesso e la medesimezza non è quella delle cose, o meglio lo è

Il linguaggio perde il suo oggetto, e così «cade fuori dal suo elemento».

Con la perdita dell'ente e il ripiegamento su se stesso, il discorso assume i seguenti caratteri:

infondatezza (l'incertezza iniziale riguardo all'oggetto si aggrava fino a diventare infondatezza)

ripetizione (ciò che conta è che si discorra)

diffusione (la ripetizione porta alla diffusione e all'assunzione di autorità "le cose stanno così perché così si dic

indifferenza (rispetto all'appropriazione dell'oggetto)

infallibilità (non può fallire in un compito – l'appropriazione dell'oggetto – al quale ha previamente mostrato d

La chiacchiera

Tali caratteri costituiscono la chiacchiera, la cui insidia ontologica

Un tale capovolgimento si traduce nello sradicamento dell'Esserci.

A questo punto occorre precisare la differenza tra ciò che è primar

L'Esserci può essere quotidianamente sradicato perché originariam

nel rapporto primario del proprio essere con il mondo, con il con-E

Scrive Heidegger nel § 35 di Essere e tempo «solo un ente la cui ap

M. Heidegger. immagine da: InterWare

2 di 3 15/11/2011 13:15


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Atreyu

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DESCRIZIONE APPUNTO

Questo appunto si riferisce al corso di Filosofia e storia delle idee tenuto dal professor Giuseppe Cacciatore. Il "Si" e la computabilità dell'agire.
L'Esserci è così scaduto a "utilizzabile" del quale ci si prende cura, il vivere diventa un «affare ontico» e la coscienza, da parte sua, è risucchiata nella comprensione comune e anonima del Si. In questo modo, il fare dell'Esserci non è il fare autentico del compimento del proprio essere, ma il produrre una condotta d'affari regolabile. In un tale produrre si perde la possibilità più propria dell'agire, ovvero l'agire come una possibilità che non ha nulla a che fare con ingiunzioni pratiche o con delle massime su cui fondare la possibilità di calcoli precisi, dacché la chiamata non pone l'Esserci davanti a nulla di positivo o di negativo in quanto oggetto del prendersi cura, ma al nulla stesso del fondamento, a quella infondatezza originaria, che è l'orizzonte di ogni possibile significato etico.
Heidegger, tuttavia, non si ferma a decostruire la comprensione ordinaria della coscienza, ma anzi ne mostra l'origine non casuale, ma ontologica. E lo fa a partire dall'individuazione del nesso tra l'esistenzialità (il progetto della comprensione), la fatticità (l'esser-gettato nel mondo) e l'esser-decaduto (la quotidianità dispersiva del «si»).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia e storia delle idee e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Cacciatore Giuseppe.

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