Una donna (di Sibila Aleramo)
L'autrice
Una donna Sibila Aleramo
Sibilla Aleramo, pseudonimo di Marta Felicina Faccio detta "Rina", è stata una scrittrice e poetessa italiana (14 agosto 1876 – 13 gennaio 1960).
- All’età di 12 anni si stabilì con la famiglia a Civitanova Marche dove, con un matrimonio riparatore, sposò qualche anno dopo un giovane del luogo.
- Iniziò a dedicarsi alla scrittura di articoli che le furono pubblicati, a partire dal 1897, nella «Gazzetta letteraria», ne «L'Indipendente», nella rivista femminista «Vita moderna», e nel periodico di ispirazione socialista, «Vita internazionale».
- A questi anni risale la corrispondenza con un'altra donna impegnata nelle battaglie per l'emancipazione femminile, Giorgina Saffi, e con il marito Aurelio Saffi.
- Trasferitasi nel 1899 a Milano, le fu affidata la direzione del settimanale socialista «L'Italia femminile», fondato da Emilia Mariani.
- Dal 1901 al 1905 collaborò con la rivista Unione femminile, pubblicata dall'Unione femminile nazionale, di cui diventò socia nel 1906.
- I difficili rapporti familiari la convinsero ad abbandonare marito e figlio trasferendosi a Roma nel febbraio del 1902 e legandosi a Giovanni Cena, direttore della rivista «Nuova Antologia» alla quale lei collaborò. Iniziò a scrivere, su sollecitazione dello stesso Cena, il romanzo Una donna.
- Le sue relazioni sentimentali nel periodo successivo furono piuttosto tormentate così come la sua adesione al movimento femminista che presto terminò.
- Sostenne il partito fascista e al termine della Seconda guerra mondiale si iscrisse al PCI, impegnandosi intensamente in campo politico e sociale e collaborando con l'Unità.
- Curiosità: il rapporto con il poeta Dino Campana forma il soggetto del film Un viaggio chiamato amore (2002), diretto da Michele Placido e interpretato da Laura Morante e Stefano Accorsi.
Il contesto, l’ambientazione e il periodo (quando fu pubblicato)
Una donna Sibila Aleramo
- Il romanzo, edito nel 1906, è la vicenda della sua stessa vita, dall'infanzia fino alla sofferta decisione di lasciare il marito e soprattutto il figlio, in nome dell'affermazione di una vita libera e consapevole e contro la costrizione e l'umiliazione dell'esistenza che un'ipocrita ideologia del sacrificio intende imporre alle donne.
- Fu pubblicato sotto lo pseudonimo di Sibilla Aleramo, suggerito da Giovanni Cena, che trasse il cognome Aleramo dalla poesia di Carducci Piemonte, e da allora divenne il suo.
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