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L’evoluzione del teatro:

Nel corso del XVII secolo,il teatro francese conosce il suo periodo d’oro:Luigi

XIII e Richelieu danno un forte impulso all’espressione teatrale;il primo

ministro,in effetti,amante del teatro,intraprende una politca culturale ed

incoraggia il re,che installa ufficialmente a Parigi,l’hotel de Bourgogne,una

troupe chiamata “Comédiens du roi”.Nel corso del regno di Luigi XIV,il teatro

continua la sua evoluzione ed altre troupes,come quella di Marais o quella di

Molière,si sviluppano ed entrano in concorrenza con i “Comédiens du roi”.In

questa epoca,Spagna ed Italia rappresentano una fonte d’ispirazione e di

rinnovamento per il teatro francese.Tutti questi elementi vanno a stimolare la

produzione e l’evoluzione dei generi teatrali:la farsa conosce un periodo di

successo all’inizio del secolo ma si eclissa insieme al gusto del pubblico per

questo genere;la pastorale,direttamente ispirata da opere italiane;la

tragicommedia lascia spazio ai due generi dominanti del secolo:la tragedia e

la commedia che trionfano ed impongono un nuovo teatro.

Il teatro classico:

Il teatro del XVII secolo è fortemente influenzato dalla poetica di Aristotele e

dall’arte poetica di Orazio.Nasce una nuova estetica che prenderà il nome di

dottrina classica ed avrà vari principi.

La funzione sociale dell’opera d’arte:l’arte deve istruire e

1) moralizzare;essere utile allo spirito ed all’anima attraverso il dipinto

naturale dei vizi e delle passioni.

L’imitazione dell’antichità:questo principio si fonda sul disprezzo dei

2) soggetti quotidiani e l’esaltazione dei grandi eventi che mettono in

scena la natura umana con le sue passioni ed i suoi istinti con l’obiettivo

di “purificare” il pubblico attraverso il procedimento aristotelico della

catarsi.

La ragione:E’ quella che si oppone all’immaginazione e rappresenta il

3) buon senso ed il giudizio,la facoltà che deve regnare su tutte le altre,la

sola “luce” che dichiara l’opera d’arte.

L’arte ed il genio:Il genio,vale a dire l’immaginazione,l’ispirazione,è

4) necessaria ma è nulla senza l’arte,una dottrina solida e ferma,fondata

da regole precise che danno la nascita all’opera;il drammaturgo è

innanzitutto un buon tecnico che lavora sulla base delle sue

conoscenze. Le regole:

La vraisemblance:l’azione deve essere razionale e l’intrigo deve avere

una coerenza generale con l’obiettivo di mostrare agli spetttori degli

eventi credibili.

La bienséance:indica ciò che è permesso di mostrare sulla scena senza

scioccare il pubblico;non si mostra violenza,la morte sanguinante ed il

contatto fisico.

La regola delle tre unità:per assicurare la verosimiglianza dell’opera,i

drammaturghi applicano sia alle tragedie che alle commedie le tre unità

aristoteliche:azione(unica azione),tempo(massimo 24 ore) e

luogo(l’azione è rappresentata in un unico luogo).Tutto ciò serve a

rendere l’opera più credibile e coinvolgere maggiormente lo spettatore.

I generi:

La tragedia,genere prediletto del teatro classico,mette in scena dei

soggetti tratti spesso dalla storia o dalla mitologia greca e latina.L’eroe

tragico ha tutte le qualità che sono nobili(coraggio,generosità) ma è

vittima delle forze che procurano la sua caduta.La tragedia deve

realizzare la catarsi.La tragedia racconta la trasformazione dalla felicità

in sfortuna.La morte dell’eroe costituisce l’epilogo tipico di una

tragedia.Corneille si evolve nella sua carriera dal punto di vista

teatrale(dal barocco al classicismo) ed infatti è Racine il vero

protagonista delle tragedie classiche poiché presenta sulla scena degli

eroi condannati dal fato,imprigionati in un destino che rivela l’assurdità

della loro esistenza.

La commedia invece mette in scena un’azione bassa e dunque dei

personaggi di basso rango sociale(borghesi ma anche

artigiani).Normalmente si criticano i difetti comuni

dell’uomo:avarizia,ipocrisia,ambizione smisurata,infedeltà).Racconta la

trasformazione dalla sfortuna alla felicità,dunque l’epilogo finale è

solitamente il matrimonio.Il personaggio cardine di questo genere è

senza alcun dubbio Molière.I suoi effetti comici,ereditati dalla farsa e

della “commedia dell’arte” si mescolano in una ricerca di equilibrio e di

gusto classico.

Pierre Corneille:

E’ considerato come il fondatore del teatro classico francese:le sue

opere dallo stile limpido presentano dei personaggi eroici

eccezionali,che messi alla prova dinanzi a delle situazioni altrettanto

eccezionali,non soccombono alla passione ma si lasciano guidare dalla

ragione e ne escono triofanti.Nasce a Rouen nel 1606;figlio di un

avvocato,studia presso i gesuiti.Nel 1624,diventa avvocato al

parlamento di Rouen ma preferisce orientarsi verso una carriera poetica

e drammatica.Richelieu l’accoglie tra i cinque autori che lavorano sotto

la sua protezione e gli attribuisce una pensione.E’ incaricato di redigere

delle tragedie e delle commedie.Grazie ai contatti con la famiglia

Chalon,d’origine spagnola,Corneille s’interessa ai testi spagnoli e nota

una opera di Guillen de Castro,Les mocedades del Cid,che va ad

ispirare il Cid appunto.Presentata nel 1636,il Cid,la celebre

tragicommedia conosce un grande trionfo,aspre critiche e passerà alla

storia sotto il nome di “querelle du Cid”.Nel 1641,sposa Marie

Lampérière ed ha sei figli.Eletto all’accademia francese,nel 1647,perde

la carica d’avvocato.A partire dal 1650 Corneille scrive sempre

meno,poiché Jean Racine diventa l’autore più in auge del teatro

francese.Nel 1658,Fouquet gli incarica di scrivere delle opere e Luigi

XIV le finanzia.Scrive nuove opere e tragedie.ma nel 1670,è la

“Bérénice” di Racine che è scelta a corte e non “Tite e Bérénice” di

Corneille che muore,malato e dimenticato dal pubblico,nel 1684.

Le opere:

L’opera di Corneille,vasta e variegata,presenta,una versificazione

densa e moderna,degli eroi dalla grandezza rara,confrontati a delle

situazioni che comportano obbligatoriamente delle scelte

difficili:l’onore,il dovere,l’elevazione del pensiero costituiscono il codice

morale e politico che li guida in un percorso dialettico,dove trovano

posto anche i sentimenti e l’ironia.Il suo teatro presenta l’eroismo ed un

mondo pieno di conflitti e di problemi.E’ il teatro dei drammi umani e

mette in risalto il coraggio.Il coraggio è l’anima dell’eroismo ed è la più

alta virtù:significa mettere a repentaglio la propria vita per difendere

qualcosa o qualcuno e giustifica tutto.Altrà virtù è l’onore che

ovviamente comporta dei doveri.Il teatro di Corneille presente un altro

aspetto fondamentale ed è quello del libero arbitrio(l’uomo è libero

dinanzi al peccato).La volontà è uno strumento a disposizione della

ragione.Il difetto più grande nel suo teatro è il debole o il pigro.Il cattivo

ha una sua volontà,una sua forza mentre il pigro rappresenta il

personaggio peggiore.Corneille rappresenta la ragione,il discorso

cartesiano,la logica,la misura e la forza.Egli parte sempre da un

personaggio in evoluzione:l’uomo ha delle passioni ma vive in una

società e le passioni confluiscono nel “giro del mondo”.A causa della

società,tali passioni mutano e si evolvono ed il personaggio cambia.Vi

sono 2 tipologie di personaggi:quelli che vivono una vita avventurosa e

poi diventano persone più pacate,mentre l’altra tipologia è l’esatto

opposto.Con Corneille c’è la nascita e la scoperta di un eroe.Il senso di

tutto è la scoperta della libertà(mentre per Racine è il senso di

colpa).L’eroe corneliano si rinnova con la scoperta della sua presenza

in un contesto definito e attraverso la sottomissione ad un re.Il re

appare come un intermediario,un uomo al di sopra di ogni cosa,che

possa realizzare un accordo conveniente a tutti.Nelle sue opere si

evince un passaggio da una appartenenza ad una casta ad una

appartenenza ad uno Stato(Corneille esalta il potere legittimo).La forma

del dramma corneliano:in principio vi è la verità,la verosimiglianza con

la vita,l’accettazione delle regole(codificazione teatrale/Anche se

Corneille applica tali regole ma non le accetta nella loro totalità;le regole

evitano la dispersione e rendono l’azione più credibile).L’intrigo o azione

dell’opera,sono complesse,cariche di situazioni curiose con peripezie

sorprendenti ma non cadono mai nel melodramma.L’azione principale

innesca degli intrecci secondari.Corneille si accosta al problema

psicologico del personaggio che si oppone all’azione.Vi è un

personaggio agitato,costretto a pensare e scegliere(e deve reagire a tali

situazioni).L’azione cambia il personaggio ma allo stesso tempo è il

personaggio che cambia l’azione;a Corneille interessa scoprire come

pensa il personaggio,come sceglie in un determinato momento o

contesto.Egli ricerca anche una morale etica e politica.Nelle sue opere

compare anche un altro aspetto:il sublime.L’eroe corneliano è

generoso,volontario e riflessivo(3 tipi:generosi=anime illuminate dalla

ragione e volta verso il bene;i grandi criminali=anime accecate dal

male;i mediocri=anime tra vizi e virtù).L’energia è la qualità propria delle

grandi anime.Una grande anima si riconosce dal grado di energia che

emana e comunica.Senza energia non c’è grande anima.Non siamo

tutti uguali sul piano dell’essere e della personalità.E’ corneliano chi

agisce,chi vive,chi fornisce la materia della vita,dunque le persone che

fanno molto e vivono all’estremo.Altro aspetto fondamentale è la

condizione delle grandi cose:le grandi cose nascono da una grande

energia.Dunque possiamo dire che il teatro di Corneille ha un valore

prettamente morale.Il linguaggio serve ad esprimere la volontà:è una

lingua dura,vibrante,pratica,energica,ed oratoria.

Le Cid:

E’ un’opera teatrale di Corneille,pubblicata nel 1637.Cid che significa

signore degli arabi,è il nome che fu dato al personaggio storico

spagnolo Rodrigo Diaz de Vivar dagli arabi,suoi nemici ma spesso suoi

alleati e grandi ammiratori.Le sue vittorie salvarono la Spagna

dall’invasione degli arabi.

La trama:Il giovane Rodrigo e la bella Chimena si amano ma i loro padri

sono in contrasto:come precettore di suo figlio,il re ha preferito il padre

di Rodrigo,Don Diego,a quello di Chimena.Durante la disputa il padre di

Chimena dà uno schiaffo a Don Diego.Egli non può vendicarsi per la

sua vecchiaia e dunque chiede al figlio di farlo per lui.Rodrigo si trova di

fronte ad un forte e straziante dilemma:se egli non vendica l’onore del

padre,perderà l’amore di Chimena perché non c’è amore senza

stima;se vendica il suo onore e uccide il padre della sua

fidanzata,Chimena non sposerà mai l’assassino di suo padre.Rodrigo

sceglie di battersi ed è vincitore.Chimena,a sua volta,si trova nello

stesso dilemma:per salvare il suo onore,non potendo farlo lei di

persona in quanto donna,chiede al re la morte di Rodrigo(Lei non ha

scelta:se non lo farà,Rodrigo non la sposerà mai).I Mori,intanto,arrivano

alle porte della città:Rodrigo riporta una grande vittoria su di loro,è

riconosciuto come Cid,signore degli arabi sconfitti e salva così la patria

dall’invasione.Il re,al quale si è rivolta Chimena,si trova in grande

imbarazzo:non potendo rischiare di perdere il suo salvatore,egli ricorre

ad uno stratagemma:il duello fra Rodrigo e Don Sancio,l’eroe incaricato

di combattere per Chimena,si farà ma egli si fa promettere dalla

giovane donna che sposerà il vincitore.Don Sancio è sconfitto,ma al

contrario,viene annunciato a Chimena la morte di

Rodrigo.Chimena,sulla scena,dichiara tutto il suo amore per

Rodrigo.L’opera finisce con la promessa di matrimonio tra i due

protagonisti.

Le Cid nel XVII secolo:All’epoca della sua prima rappresentazione del

1637,il personaggio del Cid,Don Rodrigo,fu rappresentato da Guillame

Gilberts detto Montdory.A lui successe Floridor(nome d’arte di Josias de

Saulas) attore feticcio di Corneille che poi passò dal teatro di Marais

all’Hotel di Bourgogne.

La questione de Le Cid: La rappresentazione del Cid fu subito un trionfo

ma anche l’inizio di una violenta lite.Tra i critici che condannarono

l’opera vi fu anche il cardinale Richelieu che non aveva perdonato a

Corneille l’abbandono dalla Società dei cinque attori che egli aveva

creato.Per attaccare Corneille,si appoggiò alle regole del teatro

classico:Le Cid,in quanto tragicommedia,non rispettava le unità

aristoteliche di azione,tempo e luogo.Il cardinale spinse l’Accademia

Francese a pubblicare un testo critico,Sentimenti dell’Accademia,contro

il Cid ma poi modificò la sua posizione in considerazione dello

straordinario successo del lavoro.

Il personaggio della Infante:

Ella ha un ruolo fondamentale nell’opera poiché ama Rodrigo ma non lo

può sposare per una questione di rango sociale ma allo stesso tempo

non ha alcuna influenza sulla azione dell’opera,non agisce mai su

Rodrigo e nemmeno sull’azione di Chimena.La sua azione non ha uno

scopo effettivo(è inutile) ma ha un valore sul piano semantico:

1)La bieanseance:sopprimere l’Infante,significherebbe ridurre la

regalità(indica la presenza del potere legittimo e della monarchia).

2)Il prestigio:dona a Rodrigo un fascino maggiore ed un valore etico e

morale maggiore(lo rende più prestigioso)

3)Il dubbio amoroso:l’Infante è l’eco di Chimena;Questa ultima ha un

ruolo drammatico,l’Infante ha un ruolo poetico.

Ama Rodrigo e non può sposarlo ma soprattutto quest’ultimo non la

ama.Cosa manca all’Infante per essere un personaggio drammatico ?

L’intensità drammatica,ella no evolve,la sua posizione resta sempre la

stessa,quella dell’esitazione(la sua volontà non è mai messa alla prova

e non entra mai “in gioco”).In un certo aspetto è “patetica”:rimane sola

nei suoi appartamenti per cullare e sognare la sua follia,stare insieme a

Rodrigo.

Jean Racine:

Illustre rappresentante della tragedia classica,Jean Racine è

considerato,con Corneille e Molière,come uno dei più grandi

drammaturghi francesi;grande pittore delle passioni umane,Racine

continua ad emozionare i suoi spettatori tramite le sue opere senza

tempo.Nato in una famiglia della medio borghesia(1639-1699),orfano fin

dalla tenera età,è accolto dai nonni e poi da sua zia,religiosa a Port-

Royal.Fa i suoi studi alla Petites Ecoles,poi prosegue a Parigi per poi

ritornare a Port-Royal.La sua formazione intellettuale,filosofica e

stilistica è improntata su un grande rigore:conosce il greco e gli autori

tragici classici.Nel 1658,Racine studia filosofia a Parigi ed entra al

servizio del Duca di Luynes,giansenista austero,che non gli permette di

frequentare una società mondana.Inviato dalla famiglia presso suo

zio,abbandona la teologia per dedicarsi alla letteratura.Nel 1662,Racine

rientra a Parigi ed intraprende la sua carriera drammatica;nel 1666,si

distacca dai giansenisti che considerano il suo teatro inconciliabile con

l’esistenza crstiana che egli difende.Tra il 1666 ed il 1667,Racine fa

rappresentare otto tragedie e sconfigge il suo rivale,Corneille,in

notorietà.Nel 1677,diventa storiografo del re e si allontana dal

teatro,torna con i giansenisti e conduce una vita pia fino alla sua morte

nel 1699.

Le opere:

Il teatro raciniano presenta una azione semplice e chiara dove le

peripezie nascono dalla passione dei personaggi stessi;le sue

tragedie,in effetti,mettono in scena la passione come una forza fatale

che distrugge colui che ne è in possesso:esse sono l’esempio più

compiuto della musicalità e della espressività francese e restano la

testimonianza più viva ed ineguagliabile della perfezione classica.Nel

suo teatro si ritrova la forza del male ma soprattutto le sue tragedie

trattano un argomento completamente differente e

rivoluzionario:l’amore.Prevale l’analisi delle situazioni estreme e degli

stati emotivi all’interno dei quali troviamo una logica inesorabile che è

quella del senso tragico del destino(les jeux sont faits).L’azione è

semplice e poco complessa ed avanza per gradi verso la sua

fine,sostenuta esclusivamente dai sentimenti dei personaggi(la

necessità di cercare una verità morale e psicologica).Si potrebbe fare

un paragone fra i personaggi di Corneille e quelli di Racine:i personaggi

non evolvono come quelli corneliani;sono i sentimenti a scaturire le

azioni.Vi è uno stato di crisi e Racine adotta totalmente le 3 unità

aristoteliche che esaltano le sue opere.Lo spettatore può vedere una

opera concentrata in tutti i suoi effetti(restringimento dello spazio

tragico).Il personaggio è in uno stato confusionale,il momento tragico è

un solo “momento”.E’ un personaggio che vive “per l’ultima volta” e tutto

è misurato in quantità di energia.Le Héros racinien:è vittima di un

luogo,vi è una impressione di “claustrofobia”,non esce mai dal suo

luogo,è “rinchiuso”,vittima del suo ambiente,un luogo senza via

d’uscita.Racine insegna che quando si vince,non si vince mai

totalmente e non bisogna mai esaltare il proprio successo poiché

quest’ultimo potrebbe scaturire delle gelosie(bisogna lasciare sempre

una via di fuga al nostro avversario,altrimenti potrebbe aggredirci).Il

meccanismo delle passioni porta alla cecità.I personaggi sono

ossessionati dalle loro passioni devastanti che possono prendere

qualsiasi forma e possono agire con una logica imprevedibile,sognano

di essere teneri ma in realtà sono crudeli.L’eroe raciniano non è

libero,subisce il proprio destino.Racine è considerato un drammaturgo

ma anche un poeta:nei suoi versi traspare la soppressione dell’inutile e

l’esaltazione della misura.Il suo linguaggio è ellittico ma anche

delicato,armonico e musicale.La sua arte si fonde in una forma

perfetta:la penetrazione psicologica e la potenza poetica(E’

l’espressione più pura del classicismo).Corneille risolve il conflitto fra le

passioni e la volontà con la vittoria di quest’ultima;con Racine trionfano

le passioni.Libero arbitrio per Corneille e giansenismo per

Racine:l’uomo è predestinato,non è libero,appartiene ad un disegno

celeste sul quale l’uomo non ha potere;concetto di grazia o non

grazie(concetto giansenista).I personaggi di Corneille vivono e sono

gloriosi;quelli di Racine sono vinti e muoiono con una morte

purificatrice.Corneille presenta una drammaturgia basata sulla

durata;Racine sulla intensità degli eventi.Per sedurre,il personaggio

raciniano punta su un unico momento.Corneille e Racine si soffermano

entrambi sull’individuo e sulla loro psicologia.”Les jeux sont faits” è una

chiave di lettura delle opere di questo autore ed il professore Roland

Barthes,un critico letterario,ci spiega come funzione il sistema

drammatico di Racine.In apparenza,tutte le opere sono differenti e

propongono delle tragedie particolari(la tragedia del ricatto=le

chantage;Bérénice è il rinuncio all’amore;in Phedra è l’amore

impossibile;Andromaque è la negazione dei rapporti=la chaine du

NON).La struttura comune che Barthes trova è il “rapporto

d’autorità”,ovvero un rapporto d’equazione:Il personaggio A ha tutto il

potere sul personaggio B;A ama B che non lo ama.Il potere che A

esercita su B ha un carattere particolare e specifico che è l’unione dei

personaggi,vale a dire una relazione dei personaggi(l’ingratitudine).Il B

ha un debito nei confronti di A,dunque se B resiste ad A,è un ingrato.Ad

ogni modo per B,l’ingratitudine è la sua forma obbligata di libertà e

conserva questa sua caratteristica(Andromaque ha un debito nei

confronti di Phyrus,ovvero la vita salva di suo figlio,Astianax.Dunque se

Andromaque resiste a Phyrus,diventa una ingrata;ma l’ingratitudine per

Andromaque è vitale poiché deve rimanere la vedova di

Ettore).Assistiamo ad atti di “aggressione”.Si aggredisce donando

qualcosa per poi ricevere dell’altro(Si crea un vincolo fra chi ha donato

e chi ha ricevuto).Il personaggio deve resistere a questa “aggressione”

attraverso il ricatto o il suicidio.Il rapporto di autorità può essere esteso

e dunque diventare un rapporto amoroso(accade solo in Phedra,poiché

A e B si scambiano di ruolo).In Racine abbiamo la dimostrazione fra il

dramma e la psicologia intima dei personaggi.L’erotismo non compare

nelle opere corneliane ma in Racine traspare come uno dei supporti

delle relazioni umane e genera un conflitto.Un altro dubbio che traspare

nelle opere è la “realtà” dei sentimenti:I personaggi amano realmente ?

Il teatro di Racine non è un teatro dell’amore bensì della violenza

morale(Anche il sentimento è violenza;i personaggi sono vittime delle

loro passioni devastanti).Lo scopo della tragedie nel XVII secolo è

quello di suscitare lo slancio del valore morale,deve creare

ammirazione.Anche Racine propone un teatro “eroico” ma egli compie

una vera rivoluzione,”rigettando” la tenerezza e l’eroismo ed in nome

della natura mostra un’anima umana differente.

Andromaca:

Andromaca è una tragedia in cinque atti di Jean Racine composta nel

1667, che rinnova l'argomento dell'Andromaca di Euripide.Venne

rappresentata per la prima volta all'Hôtel de Bourgogne di Parigi, il 18

novembre 1667.L'azione si svolge serrata fra quattro personaggi

principali: Andromaca, Ermione, Pirro (Neottolemo) e Oreste.

La trama: I personaggi sono: Pirro, figlio di Achille; Ermione, fidanzata

di Pirro; Andromaca, moglie di Ettore, morto dopo la caduta di Troia;

Astianatte, figlio di Andromaca e Ettore; Oreste, ambasciatore inviato

dai greci. Nel palazzo di Pirro a Butroto (Butrinto) nell'Epiro, Ermione

attende le nozze promesse, per cui è venuta da Sparta. Ma Pirro

indugia, la trascura per amore di Andromaca, che è sua schiava.A lei

offre la mano, la corona e la salvezza per il figlio Astianatte.

Preoccupati, i greci inviano a lui Oreste, per chiedere il fanciullo. Oreste

è innamorato di Ermione e spera che Pirro rifiuti e lasci la fidanzata, che

potrebbe cosi rispondere al suo amore. La minaccia dei greci, diviene

un'arma in mano a Pirro, nel tentativo di piegare Andromaca: ma anche

se straziata, resiste.Ermione rivela ad Oreste il suo amore per Pirro, e

gli chiede di porre la scelta a Pirro tra lei e Astianatte.A dispetto

dell'amore per Andromaca, Pirro decide di consegnare Astianatte e

sposare Ermione. Oreste è disperato, mentre Ermione è raggiante di

felicità, a cui si associa il disprezzo per la principessa troiana, che ora

viene a supplicarla in favore del figlio.Un incontro tra la schiava e Pirro,

sembra capovolgere la situazione: Pirro le offre di sposarla e di porre in

salvo la vita del figlio.Andromaca accetta, ma il suo disegno è di

sposarlo, assicurare la sua protezione al figlio e quindi darsi la

morte.Ermione, davanti a questo affronto, chiama Oreste e, invocando il

suo amore, gli chiede di uccidere Pirro.Combattuta tra orgoglio e

amore, attende l'esito; quando Oreste gli viene a riferire che l'infedele è

stato ucciso, scoppiano il suo dolore e il suo amore.Respinge quindi

l'uomo che troppo l'ha ubbidita («Qui te l'a dit?») e corre a suicidarsi sul

cadavere del promesso sposo.Oreste, in preda alla follia, sviene e

Pilade ne approfitta per portarlo via.

È il primo capolavoro di Racine, il primo esempio del suo teatro di nuda

passione e realismo psicologico. La parte iniziale presenta un carattere

complesso da cui deriva l'alterno moto dei personaggi, che si dispiega

nello svolgimento della tragedia in un gioco di due coppie che si

respingono e si ricercano:Ermione, veemente e appassionata, è la

prima delle amanti frenetiche raciniane; Andromaca riveste l'opera di

luce poetica, con il suo candore virgiliano.Racine purifica Andromaca,

togliendole anche la nuova maternità (Molosso), che era

nell'Andromaca di Euripide, e a cui fugacemente accenna Virgilio

nell'Eneide (Libro III), da cui Racine prende la sua prima ispirazione.

Molière:

Molière,pseudonimo di Jean-Baptiste Poquelin è autore,sceneggiatore

ed attore.La sua influenza sulla drammaturgia contemporanea resta

ineguagliabile:Egli è riuscito ad innalzare la commedia,allora

considerata come un’arte minore,al rango della tragedia,realizzando la

sintesi di più generi(la farsa,la commedia italiana);la sua opera,ancora

la più rappresentata,ama condannare e ridicolizzare i comportamenti

eccessivi,a denunciare l’errore,a rendere omaggio alla

spontaneità,donando una immagine ironica della morale del suo

tempo.Nato(1622-1673) in una famiglia borghese,fa degli studi di diritto

prima di orientarsi verso il teatro.E’ suo nonno che l’inizia al teatro,fin

dalla più giovane età con delle opere riguardanti la commedia

italiana.Nel 1642,Molière rimpiazza suo padre come tappezziere reale

alla corte di Luigi XIII e fa la conoscenza di una famiglia di

commedianti,i Béjart,con il quale si lega.Nel 1643,fonda con loro

“l’illustre teatro” che verrà inaugurato nel gennaio del 1644.Dal 1645 al

1659,la troupe torna in provincia.Molière si forma al mestiere d’attore e

di drammaturgo:Scrive delle farse e saggia la commedia,mentre la sua

troupe ha una reputazione ineguagliabile nell’ambito della

commedia.Nel 1665,dopo la creazione del “Dom Juan ou Le festin de

Pierre”,Molière ed i suoi compagni formano la “Troupe du roi”.Negli

ultimi anni della sua vita vedranno la luce molti capolavori;durante la

quarta rappresentazione del “Le malade imaginaire”(1673),egli è preso

dalle convulsioni e perisce qualche ora più tardi.

Le opere:

La drammaturgia di Molère raccoglie la migliore tradizione

anteriore:Alcuni aspetti della commedia latina,l’ingegnosità degli intrighi

della commedia italiana,l’invenzione tematica della commedia

spagnola,la concezione del gioco teatrale della commedia

dell’arte,teatro semi-improvvisato,che lascia una grande parte al gioco

gestuale dell’attore.Molière propone questi diversi elementi in una

prospettiva totalmente nuova:introduce elementi di natura

psicologica,presentando un eroe che isolato nella sua idea

fissa(malattia immaginaria,avarizia,devozione) diventa la causa di una

patologia.I suoi personaggi,in effetti,sono prigionieri della loro

ossessione.Ad ogni modo questa cornice psicologica si completa di una

satira sociale.Le misanthrope è una opera che denuncia il ruolo

dell’uomo in un contesto mondano ed abbiamo il ritratto di molti

personaggi.L’opera pone il seguente problema:Si può essere sinceri ?

Si può dire la verità ?Forse siamo tutti un po’ ipocriti.Anche nel

Bourgeois gentilhomme vi è il ritratto di molto personaggi:M.Jourdain è

un borhese arricchito ed ha un sogno,quello di diventare un gentiluomo

ma in quel tipo di società è impossibile.C’è anche l’aspetto del nobile

“scaduto e squattrinato”.Le “chevalier d’industrie” è un nobile

squattrinato che vuole rifarsi.Molière in questa opera vuole criticare i

falsi titoli e lo snobismo.Il borghese gentiluomo è colui che vuole

cambiare classe sociale(Non confondere il dandismo con lo

snobismo).Con “les furberies de Scarpine”,Molière ritorna alla farsa e

rappresenta il domestico più furbo del padrone(è un Figaro ad litteram)

e vi sono anche alcuni aspetti del naturalismo(1671).Invece con “les

femmes savantes”,Molière rappresenta una satira dell’apparenza e si

sofferma sul pedantismo e dunque su una falsa cultura;quelli che sanno

ed espongono sempre le loro conoscenze sono delle persone

superficiali.Con “le malade imaginaire”,Molière fa una satira della

medicina con la presenza ossessionante della morte.Il medico per

nascondere la sua ignoranza utilizza un lessico incomprensibile.In

questa opera traspare la paura delle malattie e della morte che

trasforma i medici in una sorta di super uomini capaci di salvarci dalla

morte.La drammaturgia di Molière:


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Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture moderne
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher darkside1012 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura francese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Patierno Alvio.

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