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Domande e risposte su pedagogia interculturale

Pedagogia interculturale: affermazioni e valori

1. Indicare l’affermazione falsa: la pedagogia interculturale ha il merito di aver recuperato valori perduti considerandoli come universalmente condivisibili.

2. Il valore della solidarietà (indicare l’affermazione falsa): non risiede nell’impegno alla condivisione di propositi e progetti.

3. L’integrazione è: un compito educativo per tutti.

4. I valori emergenti: sono valori perenni e condivisibili che le varie culture avevano cercato di esprimere ma che si erano cristallizzati e persino contrapposti in diverse forme di tradizione.

5. La logica valoriale: è fondativa della proposta educativa.

6. La tolleranza: è sorta in clima di dominanza monoculturale.

7. La tolleranza: è un valore necessario per la transizione da società tradizionali a società plurideologiche.

8. Il rispetto: fonda la possibilità del dialogo.

9. La solidarietà è tipica di una società: interculturale.

10. Una società che assume il valore della solidarietà punta: alla progettualità condivisa e alla partecipazione.

Modelli educativi

1. L'intervento educativo può perseguire, secondo quanto detto nel corso della lezione, il modello della dipendenza, della indipendenza e dell'interdipendenza: sì. Il modello della dipendenza, della indipendenza e dell'interdipendenza.

2. Il modello della dipendenza conduce: alla negazione delle differenze.

3. La consapevolezza progettuale: punta alla promozione della identità distinta dell’altro ed alla costruzione di un dialogo evolutivo per entrambi i soggetti coinvolti.

4. Il modello della indipendenza conduce: alla radicalizzazione delle differenze.

5. Nel modello della dipendenza: l’educando cresce, l’educatore non cambia.

6. Nel modello della dipendenza: vi è una coesione difensiva intorno al modello condiviso ed una percezione negativa di ogni realtà esterna.

7. Il modello della indipendenza: concede consenso e credito all’altro a patto che eviti ogni errore.

8. Il modello della indipendenza: porta allo sviluppo di una solidarietà competitiva.

9. Il modello della interdipendenza: attiva le potenzialità di crescita e di cambiamento di tutti i soggetti coinvolti.

10. Il modello della interdipendenza: considera l’altro termine distinto di riferimento, motivo di impegno e di responsabilità.

Rapporti educativi e sviluppo

1. Il rapporto educativo conduce: all'intesa solidale e al sostegno umano che sono necessari a ciascuno per crescere.

2. Secondo quanto detto nel corso della lezione, creare cultura nuova significa: produrre sviluppo.

3. Per favorire il processo evolutivo di una realtà individuale o sociale, occorre suscitare: una risposta di adesione collaborativa.

4. Prevenire, promuovere e recuperare: non sono da considerare forme separate e distinte dell’intervento educativo.

5. Le forme di intervento per lo sviluppo dell’ambiente socio-culturale debbono variare nel tempo a seconda dei momenti evolutivi.

6. Promuovere sviluppo con interventi di aiuto al massivo: può produrre accrescimento quantitativo di risorse, non crescita evolutiva.

7. Puntare su una solidarietà competitiva: può significare ottenere forme adattive di tipo opportunistico e fruitorio.

8. La cooperazione a fini comuni è risultato di: una solidarietà collaborativa.

9. Lo sviluppo è possibile a patto che: via sia una liberazione dell’uomo e delle comunità sociali dalla indigenza e dalla penuria che limitano la loro capacità di fruire della varietà di risorse di cui dispongono.

10. La forza traente della solidarietà risiede: nella partecipazione all’impegno evolutivo dell’altro.

Pedagogia della differenza

1. In quali condizioni possiamo ritrovare le radici della pedagogia della differenza? (indicare la risposta non corretta): nella negazione della categoria della differenza.

2. La parola stigma, di origine greca, sta ad indicare quei segni fisici che caratterizzano in maniera insolita e criticabile chi li ha. Quanti tipi di stigma conosci? Tre tipi: le deformazioni fisiche, gli aspetti criticabili del carattere e gli stigmi tribali di razza, nazione, religione.

3. Quali dei seguenti atteggiamenti vengono di solito tenuti nei confronti dei segnati dallo stigma della diversità? Assumiamo atteggiamenti che ci impediscono di percepire la persona al di fuori degli stereotipi.

4. Quali problemi collegati al tema della diversità ha dovuto affrontare la pedagogia speciale? I problemi legati al tema della diversità dello sviluppo: da quella legata ad handicap psicofisico, a quella dovuta a difficoltà di apprendimento, ad aspetti più marginali ma non irrilevanti sul piano dell’intervento educativo.

5. Con quale aspetto della diversità si è misurata la pedagogia sociale? Quello che deriva dal disadattamento, dalla devianza e dalle conseguenze delle carenze socioeconomiche e culturali.

6. Nella lezione si parla di “logica tribale” per fare riferimento: alla logica della uniformità interna e della diversità esterna.

7. L’uguaglianza dei diritti fra tutti gli uomini diventa ineguaglianza di fatto perché: i diritti dell’uomo esistono in concreto soltanto se riconosciuti come diritti del cittadino.

8. Secondo Todorov, il vero connotato umano è: la differenza.

9. Differenza e uguaglianza, in prospettiva interculturale, sono: momenti distinti di un processo unitario di coniugazione delle diverse identità.

10. La disuguaglianza sul piano pedagogico: è conseguenza dell’incapacità di accogliere la diversità come valore.

Letteratura pedagogica e diversità

1. È possibile sostenere che, nella letteratura pedagogica e psicologica del passato, si può già cogliere il tema della differenza: negli studi sullo sviluppo integrale della persona, il tema della diversità si esprime in relazione alla unicità ed insopprimibile originalità di ogni soggetto umano.

2. Il diverso è in ciascuno di noi: quali argomentazioni adduce a sostegno di questa rivelazione l’indagine psicoanalitica: il mondo dell’inconscio rappresenta il diverso dentro di noi che può mettere in pericolo il nostro equilibrio.

3. La psicologia umanistica: ha individuato nella personalità il nucleo portante di un divenire evolutivo in cui permanenza e mutamento non si contrappongono.

4. L’idea di confine: non ha più senso come linea di demarcazione tra eguali e diversi.

5. Occorre una conversione mentale che proponga: una logica delle relazioni di interdipendenza.

6. Nella chiusura al diverso è rintracciabile: una solidarietà difensiva.

7. La qualità nella scuola: è anche il risultato di migliori relazioni tra diversi.

8. La solidarietà difensiva nei confronti del diverso: occorre imparare a riconoscerla nelle istituzioni dove può diventare latente e strutturale.

9. Nell’attuale società, centro e periferia: si confondono in un magmatico pulsare che non ci consente più di individuare il cuore dello sviluppo nel mondo.

10. Il confronto con la diversità ha luogo: dentro e fuori di noi.

Pedagogia sociale e diversità

1. Definire su cosa si fonda la pedagogia sociale: sulla concezione della persona come agente sociale, soggetto attivo in situazione, portato per vocazione ad educare e ad educarsi nella relazione interpersonale.

2. Perché la società tradizionale è disturbata dalla presenza della diversità etnica, religiosa, culturale? (individua la risposta falsa): perché favorisce la dinamica della accoglienza delle differenze.

3. Nell’odierno contesto culturale anche l’educazione si fa processo complesso. Quale di queste affermazioni appare non corretta: occorre un approccio unireferenziale, per ricostruire in maniera non riduttiva l’identità scientifica della pedagogia contemporanea.

4. I processi educativi nel sociale sono caratterizzati da: complessità non facilmente controllabile.

5. La società educante: è un parametro irrinunciabile di un discorso pedagogico mirato allo sviluppo personale e sociale.

6. Con diaspora dei saperi pedagogici si fa riferimento: all’esistenza di una serie di saperi che, pur non facendo parte dell’ambito delle scienze dell’educazione, comunque si misurano con il problema dello sviluppo personale e sociale dell’uomo.

7. Nel dire che la riflessione pedagogica diventa un fatto interculturale, si intende che: essa diviene un incontro tra differenti saperi sull’educazione non per condurre dal diverso all’uguale bensì dal diverso al nuovo.

8. Per ricostruire l’identità scientifica della pedagogia nella società contemporanea e post-moderna: occorre conferirle un connotato dialogico.

9. L’educazione: spesso si manifesta come evento più...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LeoMe10x di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia interculturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Toto Giusi Antonia.
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